Secret, l'App che sta ossessionando la Silicon Valley

 

Avete mai pensato a cosa succederebbe se, in un posto ricco di segreti, innovazioni e agonismo, tutti potessero dire le loro verità più scomode in totale anonimato?
Ecco, è un po’ quello che sta accadendo da circa una settimana in Silicon Valley dopo il lancio di Secret.

Con Secret non ci sono più segreti!

Secret è l’applicazione per iPhone che vi permette di scrivere e pubblicare qualsiasi cosa vogliate: riflessioni, sfoghi personali, rumors, bugie e verità, senza il timore di essere giudicati, e di condividerlo poi con i vostri amici.

Secret infatti vi permette di leggere solamente i “segreti” svelati dai vostri contatti presenti in rubrica o dai loro amici.

Intendiamoci: Secret non nasce con l’idea che voi facciate del pettegolezzo e che diate libero sfogo alle vostre frustrazioni, anzi… L’app sul sito ufficiale dichiara

Essere se stessi.

Secret è uno spazio per condividere apertamente cosa stai pensando e provando con i tuoi amici.

E gli sviluppatori non si limitano a questo ma spiegano meglio le intenzioni di quest’app, che , lo ammettiamo, sono buone:

Da quando il social networking è diventato universale, siamo diventati sempre più sensibili a ciò che condividiamo online.Parlando su un palco davanti a un pubblico misto di familiari, amici e conoscenti è difficile per noi essere noi stessi e autentici. Come risultato , si tende a condividere solo i nostri momenti di maggiore orgoglio nel tentativo di ritrarre i nostri migliori stessi. Noi filtriamo troppo, e con questo, perdiamo le connessioni umani e reali.

Abbiamo costruito Secret perché le persone possano essere se stesse e possano condividere qualsiasi cosa stanno pensando e sentendo con i loro amici senza giudizio. Lo abbiamo fatto eliminando foto e nomi dei profili e ponendo l’accento esclusivamente sulle parole e le immagini che vengono condivise. In questo modo, le persone sono libere di esprimersi senza trattenersi.

Secret genera il panico alla Silicon Valley

Insomma, questa applicazione ha lo scopo di permettervi di parlare liberamente, di condividere i vostri messaggi più belli e di farli viaggiare in tutto il mondo. Inoltre l’app correda il tuo messaggio con immagini di sfondo sempre diverse, tutte bellissime: peccato che le buone intenzioni e la bella grafica non siano spesso sufficienti ad evitare gli effetti collaterali!

Infatti, come vi abbiamo anticipato all’inizio dell’articolo, in luoghi dove i segreti possono essere scottanti come la Silicon Valley, un’app così può generare il panico: dalle frustrazioni dei dipendenti che si lamentano delle condizioni di lavoro di una grossa azienda, alla confessione (chissà, forse del CEO…) di aver fatto un investimento azzardato. Questi sono solo alcuni esempi di quello che è circolato nei giorni passati su Secret alla Silicon Valley.

Mettete tutto in mano ad un giornalista o ad un broker molto furbo e avrete la probabile sceneggiatura per un film del genere di Wall Street di Oliver Stone!

 

Il gossip via mobile e la privacy

Ricordate quando a scuola le notizie più “piccanti” erano scritte sulle pareti dei bagni?

Ecco, Secret non è molto lontano da tutto ciò: entri nell’app e leggi lo streaming delle confessioni e cerchi a quel punto di scoprire chi tra i tuoi contatti può aver scritto quel pettegolezzo che nel peggiore dei casi riguarda anche te! Sembra un gioco, ma abbiamo visto che non lo è.

Al pari di quello che accade con Snapchat, molti temi delicati sono in discussione con questa app: dagli effetti pericolosi che può avere il gossip via mobile (sul lavoro, tra amici, in un gruppo di adolescenti… ) ma anche ai rischi di violazione della privacy.

Proprio rispetto a quest’ultimo punto, è interessante che gli sviluppatori di Secret abbiano dovuto in questi giorni intervenire con un aggiornamento importante riguardante un bug che aveva reso visibili gli autori di alcuni messaggi. Secret ha inoltre lanciato un programma di incentivi (in gergo, un bounty bug) per chi risolve i bug in questione.

Un’app da 1,4 milioni di dollari

Vi abbiamo parlato di Secret perché contiamo che presto molte notizie correranno su quest’app e sui rumors generati, che siano segreti aziendali o semplici pettegolezzi. Certo, nessuno potrà stabilire se qsi tratterà sempre di verità o pura immaginazione…

Il lancio dell’applicazione per iOS è avvenuta da poche settimane in USA e momentaneamente l’app è disponibile solo sullo store americano qui.

Per cronaca: l’azienda ha raccolto 1,4 milioni dollari da investitori tra cui Kleiner Perkins , Google Ventures , Initialized Capital , Index Ventures , Matrix Partners , SV Angel e Fuel Capital. Come dire: anche i segreti hanno un prezzo.

 

 

San Valentino, 5 video a tema per festeggiare [VIDEO]

San Valentino, 5 video a tema per festeggiare

La storia di San Valentino, protettore degli innamorati, narra che nel 270 d.c. il Vescovo Valentino dell’odierna Terni fu imprigionato dall’imperatore pagano Claudio II. Nell’attesa dell’esecuzione si innamorò della figlia cieca del guardiano, a cui restituì miracolosamente la vista grazie alla fede.

Oggi tale festività è un mix di romanticismo e consumismo: c’è chi la sostiene e chi la bandirebbe; solitamente gli uomini la temono e le donne l’attendono con ansia.

L’oggetto divenuto simbolo di San Valentino è a tutti gli effetti il bacio Perugina, la cui pubblicità spopolava già negli anni ’80 con lo slogan “tubiamo”.

E nel 2014?

Lancia presenta Magic Parking con il simpatico slogan “Almeno a San Valentino, non litigate!

Schwarzkopf ci delizia con questo bellissimo video dedicato a tutte le donne e ai loro capelli. “La storia di un uomo, una donna, di fiori e di quelle piccole cose che ci fanno innamorare di qualcuno”.

Vi ricordate di Dumb Ways To Die? Ecco il sequel per San Valentino 🙂

Per tutti coloro che non sono impegnati ma vorrebbero tanto essere invitati a cena dal lui (o lei!) di cui sono segretamente innamorati, Heineken ha progettato l’iniziativa #DateInABox. Un appuntamento al buio per chi partecipa, tanti share su Instagram per Heineken!

Potevamo forse non parlare di Simon’s Cat, il gatto più dolce del web?! 🙂

Dalle caramelle fotografiche allo skywriting, i regali di San Valentino dei brand

La data è segnata in un rosso vivido sulle agende di tutti i marketer e la sua importanza è paragonabile soltanto a poche altre. Parliamo di San Valentino, naturalmente.
Una stima della Camera di Commercio di Milano afferma che nella settimana degli innamorati il fatturato di orefici e gioiellieri cresca di quasi l’8%. Ma non sono soltanto queste categorie a gioire.

L’effetto San Valentino lo cercano tutti. A meno che il tuo brand non sia una commodity, puoi provare a veicolare il tuo messaggio attraverso un paio di cuori e qualche parola smielata.

Free wrapping, spedizioni in 24h o altri servizi accessori non sono più leve di differenziazione. La parola chiave è customization, anche se non vendi ciondoli e non ti chiami Tiffany & Co.

Mars&Co ha pensato di farlo con i suoi M&M’s: sgranocchia la tua foto. Va bene anche per ex coppie. Potere della catarsi.

Il bacio dei due innamorati può risplendere su tazze, maglie, puzzle, bottiglie, cover o cuscini. Addirittura su una bottiglia di tequila. Per chi è evidentemente inebriato.. dall’amore.

Nutella ha deciso di puntare sicuramente sull’originalità con cuori che cambiano una volta finito il vasetto. Oltre, naturalmente, ai barattoli già in commercio con l’etichetta personalizzata.

E all’appello non potevano mancare i Baci Perugina, il regalo perfetto per i fidanzati, diciamolo, un po’ pigri. Il nuovo shop online permette di personalizzare i messaggi dei biglietti che avvolgono i famosi cioccolatini.

I più out of the box? Sicuramente Uber. Già abbiamo parlato più volte dell’innovativo servizio che, per l’occasione, permette gli utenti di Los Angeles, San Diego, Dallas e New York di richiedere messaggi romantici nel cielo per la modica cifra di $ 500. Leggermente più cari di un Bacio Perugina.

Per l’occasione Uber ha collaborato con MasterCard e AirSign. Gli utenti che richiedono il servizio possono fornire un messaggio fino a 12 caratteri, per i fidanzati di poche parole.

E voi? Su quali regali avete puntato?

Cosa rende un contenuto virale?

YouTube keyboard cat

Quali sono i fattori che fanno diventare un contenuto virale su internet? È una di quelle domande da un milione di dollari. La viralità sul web sembra un processo imprevedibile e incontrollabile, ed in parte certamente lo è, ma non è tutto lasciato al caso. Alcuni studi scientifici suggeriscono che c’è un elemento ricorrente che innesca la diffusione virale, ed è la capacità di un contenuto di suscitare emozioni.

Un recente studio, pubblicato su Computers in Human Behaviour si è occupato proprio di questo argomento. I ricercatori hanno effettuato un test su un campione di 256 persone. A ciascun partecipante veniva mostrato un video, scelto a caso da una selezione che copriva tutto lo spettro delle emozioni. Alcuni hanno visto video carini e divertenti che sono diventati popolari su Youtube; altri hanno guardato video che provocavano rabbia, stupore, indignazione; mentre ad altri ancora sono capitati video neutrali, come un tutorial per intrecciare cestini.

In seguito gli è stato chiesto se avrebbero voluto condividere il video appena guardato con qualcuno. Quelli che avevano visto video divertenti erano molto più propensi a rispondere “si”. Anche chi aveva provato rabbia o disgusto era più incline a condividere l’esperienza rispetto a quelli che avevano guardato video neutrali.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=txqiwrbYGrs’]

In breve, l’esperimento ha dimostrato che i contenuti che trasmettono emozioni positive sono più efficaci di quelli che suscitano emozioni negative. Ma una reazione emotiva, positiva o negativa, funziona comunque meglio del semplice appagamento.

Gli scienziati hanno ricondotto questi comportamenti al fenomeno, più conosciuto, del contagio emotivo. Si tratta di quel meccanismo per cui, quando entriamo in contatto con una persona che manifesta determinate emozioni, tendiamo a farci contagiare e a provarle noi stessi. Secondo gli esperti è questo ciò che accade, seppure in maniera indiretta, quando riceviamo un video condiviso da qualcuno.

Lo sa bene Karen X Cheng, fenomeno di Youtube (ne abbiamo già parlato a proposito del suo nuovo social network), che in un post rivela i “trucchi” per creare il perfetto video virale:

Puoi convincere i tuoi amici a condividere [il video]. Ma solo la forza del tuo contenuto può convincere i loro amici a condividerlo. […] Perché le persone dovrebbero voler diffondere il tuo video? La gente condivide le cose quando prova emozioni. Che emozione sentirà chi lo guarda? Alcuni stati d’animo si propagano meglio di altri. Emozioni contagiose: stupore, eccitazione, divertimento, rabbia, ansia. Emozioni non contagiose: appagamento, tristezza.

Ma le emozioni, da sole, non bastano per innescare la viralità. C’è bisogno di un vero e proprio piano di marketing. Il video deve essere confezionato in un certo modo, pubblicato al momento opportuno… ma soprattutto deve arrivare alle persone giuste! Se un contenuto viene ripreso dai maggiori influencer (su blog e social network) e raggiunge il loro pubblico, il gioco è fatto.

Analizzando grandi quantità di dati si possono determinare alcuni fattori che aumentano la probabilità che un contenuto diventi virale, ma questa non è una scienza esatta. E poi, un conto è conoscere le emozioni che portano una persona a cliccare, un altro è suscitarle.

Inside the Mothership: il documentario che racconta il Fendi Day

Siamo a Milano, nella Maison Fendi, in un frenetico 19 settembre. La Fashion Week è alle porte. Un manipolo di modelle in abiti color corallo viene circondato da scrupolose sarte, per gli ultimi accorgimenti.

A “bordo dell’ammiraglia” guidata da Capitan Karl Lagerfeld, si girano le scene del documentario Inside the Mothership, realizzato dal regista francese Loic Prigent. Nel video che tra poco ti mostreremo, Fendi ci svela quali saranno i must della collezione Primavera/Estate. Non andare subito in fondo a curiosare, aspetta.

Fendi rende omaggio ai Beatles

Hai presente i Beatles? Lo stilista Kark Lagerfeld prende in prestito il famoso caschetto dei quattro giovanotti di Liverpool e che cosa fa? Lo scompiglia un po’ e decide che le sue modelle indosseranno degli scapigliati toupè, che si ispirano all’acconciatura beatlesiana.

Ancora qualche dettaglio. Una soffice nuvola di organza color pesca si trasforma in un elegante tubino degradé che ricorda i vestiti Charleston anni ’20, grazie alla combinazione del taglio al laser e alla precisione artigianale delle sarte.

Tra abiti impreziositi di cristalli e incastri di geometrie, ecco che si intravedono le madrine della sfilata, una composta Georgia May Jagger e una frizzante Cara Delevigne.

Una collezione futuristica

Una collezione che si ispira ai computer e alla tecnologia, così ne parla nel documentario la stilista Silvia Venturini Fendi. Moderne geometrie, che ricordano il mondo dell’informatica testimoniano che Fendi gioca con la tecnologia, non solo nei motivi degli abiti, ma anche nel trattamento dei tessuti per la realizzazione degli abiti stessi.

Perché un documentario?

Immortalare in un video i momenti più significativi del dietro le quinte di una sfilata targata Fendi significa consegnare alla memoria di tutti il perfezionismo, l’amore artigianale del “fare le cose fatte per bene”, l’eclettismo e lo spirito innovativo che contraddistinguono la casa di moda fondata da Edoardo Fendi e Adele Casagrande, nel 1926.

Lo stesso CEO di Fendi Pietro Beccari precisa a Style.com che: “We never say no at the beginning, and we try hard to make it happen, and therefore we go beyond—to find new ways, new techniques, new looks, daring combinations, and daring innovations”.

Le immagini del backstage

Silvia Venturini Fendi

Le sarte sistemano l'abito

Cara Delevigne

Inside the Mothership, il documentario

Il design di San Valentino è geek & sweet

San Valentino è una ricorrenza piuttosto controversa, non tutti lo amano, specialmente i meno romantici per antonomasia: i geek.

Johanna Behar, con il suo progetto “My Geeky Valentine” ha pensato di rendere San Valentino speciale anche per tutti i nerd più sweetie, i graphic designers romantici, i web addicted dal cuore tenero, gli UI designers con gli occhi a forma di cuore, o più semplicemente, per tutti i geek innamorati di altri geek.

Johanna ha realizzato delle illustrazioni molto creative, con un tema cromatico decisamente “pink” e delle citazioni geek a programmi di grafica e linguaggi dell’universo informatico, di design e di sviluppo.

Una rivisitazione geek friendly delle antiche Valentine.
Geek friendly, però con un tocco naïf che rende tutto molto romantico. Le illustrazioni possono diventare gadget: postcards, segnalibri, poster che potete acquistare e regalare alla vostra dolce metà.
Li trovate qui.

Che ne dite, amici ninja geek?
Vi piacerebbe riceverlo come unconventional Valentine?

Smokers La Serie Web: “Non tutto il fumo viene per nuocere” [INTERVISTA]

Continua il viaggio dei Ninja alla scoperta delle serie web e questa volta siamo alle prese con una giovane produzione campana che si è fatta conoscere per i suoi meriti anche in diversi Festival con il suo lavoro: Smokers La Serie Web.

Partiti da una dimensione low cost nel 2011, hanno costruito una vera e propria produzione che abbraccia cinema, televisione e musica.  Smokers la serie e Smokers Lab sono progetti artistici figli di giovani professionisti e della loro passione per il video.

Per parlarne abbiamo intervistato Florinda Martucciello, una componente del gruppo Smokers Lab e una degli sceneggiatori di  Smokers La Serie Web.

L’idea alla base della vostro webserie è incentrata sul raccontare come il fumo inganni l’attesa. In realtà il messaggio nasconde qualcosa di più profondo. Come nasce il progetto?

Abbiamo scritto qualcosa che sentivamo vicino. Tra un lavoro e l’altro, tra una cosa e l’altra, la nostra vita precaria è puntellata di pause, che a volte diventano molto importanti nello sviluppo del percorso stesso. Come nel caso di Sergio (protagonista della serie). Sono le pause, quelle stesse sigarette condivise che determinano, in un certo senso, la sua sorte. Il progetto nasce al tavolino di un bar dal soggetto di Luigi De Feo, Enrico Coppola e Livio Ascione, i quali hanno poi raccolto intorno a loro un gruppo di persone che con entusiasmo hanno lavorato alla realizzazione di questo ambizioso progetto.

La prima puntata è andata in onda a settembre del 2012: quante cose sono cambiate da allora nel concetto di web che le persone hanno?

La concezione della serie risale al 2011, anno in cui il territorio delle web serie era ancora abbastanza inesplorato. Purtroppo, quando non si hanno risorse economiche se non quelle delle proprie tasche, ci vuole molto tempo per racimolare le persone e i mezzi necessari e siamo arrivati al 2014. Oggi è cambiato il modo di vedere il web sia da parte degli utenti, sempre più partecipativi e sia da parte delle produzioni stesse, che hanno deciso di investire nella produzione web, per cercare di recuperare quella fetta di pubblico fatta da utenti e non più da telespettatori.
Dalla pura, scanzonata e libera espressione, Youtube è diventato sempre più simile ad un palinsesto televisivo. Quello di Youtube è il pubblico del futuro. Il web oggi è per le nuove generazioni il sistema culturale di riferimento, bypassando quella che deteneva prima questa posizione: la televisione.

Esiste la serie, ma esiste anche la produzione, Smokers Lab. Come è strutturata?

Smokers Lab è quello che ne è venuto fuori dopo aver realizzato la serie: un gruppo di giovani professionisti dell’audiovisivo alle prese con l’auto produzione. E sinceramente è alquanto destrutturata: ognuno fa quello che trova più congeniale alle sue conoscenze e caratteristiche. Essere indipendenti avrà anche i suoi pro! Sotto l’etichetta Smokers Lab vanno anche produzioni personali o di alcuni componenti del gruppo.

Vediamo come la musica sia molto importante per la serie, ma non solo: avete collaborato anche con importanti gruppi musicali della scena campana, come sono nate queste sinergie?

Diciamo che dopo la pubblicazione della serie, diversi gruppi ci hanno chiesto di collaborare. Questo chiaramente ci ha riempito di orgoglio e, in base a quello che ci sembrava più nelle nostre corde abbiamo alimentato questa sinergia. Il gruppo Rei Momo ci ha concesso un suo pezzo, Bianco non è stato mai il mio colore, per la puntata cinque. Ma molto proficuo è anche il rapporto con la band Malaparte, per la quale Enrico Coppola e Luigi De Feo hanno curato i video di alcuni pezzi dell’ultimo album, Impuro.

Finalisti al “Napoli Film Festival” e “Le quattro giornate del Cinema” a testimonianza che il lavoro di qualità non passa in sordina, è una speranza per i giovani che vorrebbero lavorare in ambiti complessi come il cinema e la tv?

È palese che, almeno quantitativamente, il numero delle autoproduzioni sia cresciuto esponenzialmente negli ultimi cinque anni. Purtroppo la favola del ‘prendi un cellulare e gira un film’ è stata subito sbugiardata dai risultati ma credo anche che, se l’idea funziona, le lacune tecniche dovute alla scarsezza dei mezzi possano essere sopperite dal contenuto.
I festival hanno il merito di dare attenzione a piccole realtà che magari su Internet hanno un loro pubblico ma che nella vita ‘reale’ sono totalmente ignorate.

Nel primo episodio vediamo una Fiat 500 blu. Chi è nato negli anni ’80 la ricorda bene! La serie è un po’ per questa generazione? Siamo tutti un po’ Sergio alla ricerca di qualcosa?

Qualche mio amico ha pensato che avessi accettato di partecipare a questo progetto solo per creare un epitaffio a quella 500 blu, che è stata in successione la macchina di mia nonna, mia madre ed infine la mia. Credo che non dobbiamo mai dimenticarci da dove veniamo, Sergio ci prova a cancellare le sue radici ma alla fine riuscirà ad accettarle e a metterle in valigia, insieme a tutto il resto. Ahimè quello che la generazione degli anni ’80 è costretta a cercare più frequentemente è un lavoro: ormai sempre più spesso sappiamo chi siamo, a volte sappiamo anche cosa vogliamo (abbiamo parecchio tempo libero per scoprirlo), ma abbiamo sempre meno mezzi per poterlo realizzare. Cambierà?

Progetti futuri in cantiere e collaborazioni? E soprattutto, quando uscirà la prossima puntata?

L’ultima puntata potrebbe uscire in primavera. La stiamo preparando come si scrive una lettera d’addio, insomma potrebbe anche non essere proprio un addio ma quando uno scrive una lettera, non sa mai come va a finire…

Mentre aspettiamo trepidanti  l’ultima puntata vi consigliamo di ingannare l’attesa con gli altri episodi: la loro durata è di cinque minuti, una piccola pausa dallo studio o dal lavoro, il tempo di una sigaretta o di un caffè per chi non fuma!

Buona visione 😉

10 idee per il regalo di San Valentino dell'ultimo minuto

10 idee per il regalo di San Valentino dell'ultimo minuto

10 idee per il regalo di San Valentino dell'ultimo minuto

Domani è San Valentino e molti di voi lo festeggeranno insieme al loro partner. Per i ritardatari abbiamo selezionato 10 idee regalo che potrebbero salvarvi all’ultimo momento.

Per “lui”:

1. Cover per smartphone

Sempre apprezzate, a volte geniali e simpatiche. Sbizzarritevi con le cover (anche personalizzabili a livello di colori, nomi, grafiche, ecc).

10 idee per il regalo di San Valentino dell'ultimo minuto

2. Guanti touch

I guanti touch sono ormai un accessorio irrinunciabile: con questo pensiero non sbaglierete di sicuro.

10 idee per il regalo di San Valentino dell'ultimo minuto

3. Gemelli

Per veri geek, i gemelli con mattoncini lego sono spiritosi e non faranno passare il vostro lui inosservato.10 idee per il regalo di San Valentino dell'ultimo minuto

4. Porta abiti

Se il vostro lui è spesso in giro per lavoro con questo porta abiti da supereroe tornerà a casa alla velocità della luce.

10 idee per il regalo di San Valentino dell'ultimo minuto

5. Cravatte

Le cravatte sono un must nell’armadio di un uomo… ma il vostro proprio non le ama? Provate con questa, lo stile vintage piacerà anche a lui!

10 idee per il regalo di San Valentino dell'ultimo minuto

 

Per “lei”:

1. Occhiali da sole

Occhiali da sole a forma di cuore, perfetti per affrontare una giornata difficile dopo una nottata davanti al pc.

10 idee per il regalo di San Valentino dell'ultimo minuto

2. Federe per i cuscini

Semplicemente adorabili le federe per distinguere bene quale parte di letto spetti a voi e quale a lei.

10 idee per il regalo di San Valentino dell'ultimo minuto

3. Anello

Se i brillanti non fanno per voi (e visto che un anello fa sempre la sua scena) provate con questo anello con i simboli del cuore <3.

10 idee per il regalo di San Valentino dell'ultimo minuto

4. Cover Smartphone

Anche le donne vanno matte per le cover. Questa è davvero originale (il colore ricorda Tiffany e i moustache sono rosa) ma potrete davvero sfiziarvi nella scelta nei negozi.

10 idee per il regalo di San Valentino dell'ultimo minuto

5. Lampada

Con i prodotti che presentano inserti a forma di cuore c’è maggiore possibilità di far centro nel giorno degli innamorati: ad esempio, una graziosa lampada potrebbe essere la scelta giusta.

10 idee per il regalo di San Valentino dell'ultimo minuto

E, ultima raccomandazione, non dimenticate il bigliettino! Sempre con uno stile che vi contraddistingua fino in fondo. 🙂

10 idee per il regalo di San Valentino dell'ultimo minuto

Twitter sta testando un altro nuovo design

Twitter sta testando un altro nuovo design. O copia Facebook e G+?

Twitter sta testando un altro nuovo design

foto Mashable composite. Twitter; Mashable

Eh già, Twitter non finisce proprio mai di stupirci! Il team del social media cinguettante sta testando un altro nuovo design, che è incredibilmente simile a quello di Facebook e in parte anche a Google+.

Eppure solo pochi giorni fa avevamo scritto dell’ultima timeline che, introdotta gradualmente da metà gennaio, era stata particolarmente criticata dagli utenti tanto da indurre Mark Otto a proporre un codice che ne consentisse la modifica e l’annullamento dell’aggiornamento.

Sembra che il team del social media abbia ascoltato le critiche dei tanti Twitter addicted! Come riportato da Mashable, Twitter ha lanciato il test di un nuovo design su un bacino ristretto di utenti – come da tradizione – anche se i prescelti hanno la possibilità di vedere i profili degli altri secondo la versione di prova.

Twitter sta testando un altro nuovo design

La nuova grafica si caratterizza per una pagina che ha l’immagine del profilo e la bio dell’utente a sinistra mentre i tradizionali bottoni di “Home”, “@Connect”, “Discover” e “Me” non vengono spostati, rimanendo in alto a sinistra proprio sopra la foto profilo.

Il tutto ricorda veramente molto il diario di Facebook e ha qualche cosa di simile anche alla grafica di una delle vecchie versioni del social targato Zuckerberg.

Twitter sta testando un altro nuovo design

Anche la foto di copertina è particolarmente ispirata a quella di Facebook: si estende in orizzontale con le dimensioni di 1500×1500 rispetto alle attuali 1252×626.

Sotto la foto di copertina sono posizionati i bottoni di “Tweets”, “Following”, “Follower”, “Lists” e anche “Photos/Videos” che nell’attuale grafica si trovano a parte, in un box nella colonna di sinistra con anteprima a vista.

Ma la grande novità è l’introduzione della sezione “Favorites”. Una libera ispirazione a Google+ si riscontra nel posizionamento dei tweet: occupano molto più spazio nella colonna centrale e sono collocati quasi a ‘puzzle’, hanno una nuova grafica a partire dalla firma dell’autore e una dimensione quadrata, non più orizzontale.

Con la nuova grafica, insomma, sembra esserci una maggiore attenzione per i contenuti e le foto, riproponendo la strategy tipica oltre che di Facebook anche di Google+. Un cambiamento che, sinceramente, ci desta qualche perplessità, considerando che il rollout all’ultimo design era terminato da poco e che i riferimenti ai due principali social competitor sono forse tanti.

Sembra quasi un continuo gioco al “Look like” se si pensa che il social di Big G ha importato da Twitter gli esclusivi hashtag a loro volta introdotti da Zuckerberg pochi mesi fa… solo per fare un esempio.

Ma allora anche nella realtà virtuale l’erba del vicino è sempre più verde? Voi, che ne pensate? Siete pronti all’ennesima novità?

Traipler, il portale social dedicato al video marketing turistico [INTERVISTA]

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Una recente indagine di Seat Pagine Gialle in collaborazione con Federalberghi ha rivelato che il 47% dei turisti consulta internet prima di partire per una vacanza, e che 4 italiani su 5 prenotano le proprie vacanze su internet (dati Audiweb).

In particolare, il settore dei video online sta crescendo più in fretta di smartphone, Pay TV, internet, cinema e radio: oggi stiamo assistendo ad uno sviluppo senza precedenti nel mondo del digitale, del business, e dei social network tale per cui, se si vuole fare impresa in Italia, bisogna stare al passo coi tempi e individuare in anticipo i bisogni che la rete dei consumatori esprime.

Ecco perché Traipler, startup italiana originaria di Putignano (BA), ha deciso di lanciare una piattaforma web dedicata alla promozione turistica proprio attraverso il format video: noi di Ninja Marketing ne abbiamo intervistato il fondatore in anteprima per voi.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=c-SaS9KvB2A’]

Oggi Traipler.com (il cui nome deriva dall’unione delle due parole chiave “Trip” e “Trailer”) è online con una versione BETA, in modo da poter permettere alla community di lasciare eventuali feedback volti a migliorarne l’esperienza d’utilizzo.

Una sorta di rete nella rete dunque, creata e implementata dagli utenti stessi: ogni consiglio viene opportunamente vagliato, andando poi ad integrare il progetto nella fase in cui Traipler.com si trasformerà nel primo motore di ricerca social dedicato alla promozione video nel territorio.

Ma lasciamo ora la parola al Founder di Traipler!

1) Com’è nata l’idea di una startup di promozione video per mete turistiche?

Da un bisogno personale. Spesso utilizzavo YouTube per approfondire le mie mete di viaggio e molto raramente mi capitava di vedere video turistici sintetici, chiari ed interessanti. Incappavo spesso in slideshow, video di lunghissima durata, amatoriali con colonne sonore improponibili, sentivo l’esigenza di qualcosa di più.

2) Quali sono stati i principali successi e le maggiori difficoltà che avete incontrato finora?

Siamo on-line da Giugno 2013 e i primi successi sono arrivati sin da subito: ogni volta che l’operatore turistico visiona il VideoTraipler che ci ha commissionato ci riempie di calorosi complimenti, ed è questo per noi il più grande successo. Ci capitata molto raramente di fare correzioni, ma il vero successo per noi è capire che il format funziona veramente.

Sicuramente una delle più grandi difficoltà è stata, invece,il riuscire a strutturare un team che vivesse interamente on line. Traipler.com si può definire social sin dalla radice, la start up è nata sul web sin dalle sue prime fasi di strutturazione: i lavori di progettazione, creazione, strategia e sviluppo sono costantemente coordinati online dai quattro cofounder (un brillante comunicatore, un tenace sales manager, un esperto senior developer e un affermato videomaker), ciascuno con competenze diverse che, grazie al potere della rete, lavorano e sviluppano il progetto quasi esclusivamente online, lavorando da 3 diversi punti dell’Italia: Milano, Roma e Bari.

Quella che all’inizio sembrava una difficoltà insormontabile è diventata oggi il nostro maggior punto di forza. Traipler.com è un’impresa web allo stato puro che nasce da internet e vive esclusivamente su Internet.

3) Da dove provengono i videomaker di Traipler? Si potrebbe dire in tal senso che il vostro sia un esperimento di crowdsourcing…

Assolutamente si, è la forza della rete che permette tutto questo: attualmente abbiamo oltre 400 videomaker selezionati tra più di 800 candidature, distribuiti sull’intero territorio nazionale.

Ogni volta che l’operatore turistico ci invia la richiesta, noi contattiamo il VM di riferimento della zona. Ma la ricerca non si ferma qui! Per coprire interamente l’Italia, continuiamo sempre a cercare nuovi collaboratori.

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4) Quanti ristoranti/locali avete coinvolto finora in Italia? Prevedete di espandervi anche all’estero?

Ci tengo a precisare che non realizziamo VideoTraipler solo per strutture ricettive, anzi: il panorama è molto più ampio. Possono realizzare un Traipler tutti coloro che offrono una nuova esperienza di viaggio culturale, culinaria, sportiva, spirituale o folkloristica: accedendo a Traipler.com potete trovare 9 mete differenti.

Non a caso è appena nata una collaborazione con il Padiglione Italia EXPO2015 per mostrare in anteprima tutte le esperienze nascoste del territorio italiano, mentre è già consolidata da qualche mese la collaborazione con 2night.itportale di nightlife italiana per quanto riguarda la meta legata al divertimento. L’espansione all’estero è già in programma, ma ci stiamo ancora lavorando.

5) L’esperienza di Traipler è strettamente connessa con la condivisione online: quale impatto sta avendo sul popolo dei social media?

Ogni nostro video è corredato del suo codice embed, la funzione di Traipler.com non è solo quella di canalizzatore e aggregatore di video-esperienze, ma soprattutto quella di far capitare sempre il VideoTraipler giusto nel posto giusto, visualizzando il video anche su siti personali, siti di settore, blog e soprattutto sui social media.

Ci definiamo un servizio nel servizio: chi cerca informazioni turistiche su siti turistici, oltre a leggere informazioni, avere commenti e guardare delle foto, deve potersi guardare il suo VideoTraipler; a permettere tutto questo sono proprio i social media e tutte le attività ad essi correlate.

Questo il commento riportato dall’headquarter di Traipler nel comunicato stampa sulla Partnership con EXPO2015:

“Il punto di forza del nostro servizio è innanzitutto la coerenza dei messaggi con gli obiettivi degli operatori turistici. Il loro coinvolgimento diretto nella realizzazione del videoTraipler permette di spiegare e visualizzare la propria offerta con una qualità elevata. Questo perché solo loro conoscono alla perfezione ciò che stanno illustrando in quanto gli appartiene. Altro aspetto rilevante è l’accessibilità dell’investimento in relazione alla visibilità ottenuta, poiché Traipler.com si basa sul modello dei social network. Potenzialmente ti consente di parlare a un pubblico molto ampio con costi contenuti”.

E voi, siete pronti a vivere in anteprima l’esperienza del prossimo viaggio? 😉

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