La Global Game Jam e l'industria videoludica in Italia


Dal 24 al 26 gennaio si è svolta in tutto il mondo la Global Game Jam 2014, un’hackathon dedicata al mondo dei videogiochi. 488 location in tutto il mondo coinvolte, di cui 6 in Italia, tra cui il Politecnico di Milano, con quasi 300 partecipanti, l’Incubatore del Politecnico di Torino con più di 100 persone, poi Roma e Catania…

L’evento è dunque un’occasione per avvicinarci alle realtà che gravitano attorno all’industria dei videogiochi in Italia, proprio a partire dai protagonisti della Global Game Jam.

Cos’è e come funziona una Global Game Jam

La Global Game Jam è una maratona di sviluppo di videogiochi che inizia il venerdì pomeriggio e si conclude la sera di domenica. Durante il venerdì i partecipanti vengono introdotti al mondo dell’industria videoludica da talk di esperti.

Poi si parte con la rivelazione del tema, attorno a cui sviluppatori, grafici e soud designer devono sviluppare un videogioco. Sono queste le figure essenziali che devono comporre i team di lavoro. I partecipanti spesso però non si conoscono tra loro. Per questo viene organizzato un icebreaker che consente ad ognuno di descrivere le proprie competenze e di trovare gli altri professionisti che consentano di completarle. Una volta che i team sono formati esiste un solo obiettivo: lavorare assieme per sviluppare un videogioco da presentare domenica sera ad una giuria di esperti.



Dalle 18 di venerdì i team lavorano tutta la notte sul game design, sviluppando il concept del gioco. Da sabato pomeriggio invece i compiti si dividono e cominciano ad aprirsi schermi con righe di codice e album con illustrazioni fatte a mano con matite e pastelli che non così spesso capita di vedere durante le tradizionali hackathon di sviluppatori.

Ma è proprio questo che caratterizza la Jam rispetto ad altri eventi di sviluppo: un’ibridazione di tutte le professionalità creative imprescindibili per sviluppare un videogame.

La storia e i numeri della Global Game Jam

La prima Global Game Jam sì è svolta nel febbraio del 2009, in 53 città nel mondo. A quest’edizione hanno partecipato 1650 persone e sono stati creati 370 videogiochi. Con gli anni l’evento è crescriuto fino a raggiungere 16.705 persone in 319 sedi distribuite in 63 stati. Durante la manifestazione 2013 sono stati prodotti 3248 videogiochi.

Dell’edizione 2014 non sono ancora stati rilasciati i dati ufficiali, ma data la presenza di 488 sedi non possiamo che aspettarci un aumento anche del numero di partecipanti e game sviluppati.

Il tema di quest’anno era particolarmente sfidante: “We don’t see things as they are, we see them as we are.” Citazione di Anaïs Nin che non forse tutti hanno colto ma che ha stimolato l’elaborazione di concept con protagonisti personaggi schizofrenici, stati mentali alterati e la ricerca di contatti con realtà altre.

Il concept è però davvero solo un pretesto. Il vero obiettivo della Jam è riunire sotto un’unico tetto i protagonisti attuali e futuri dell’industria videoludica italiana.
Per le società di sviluppo che lavorano nel settore, un’occasione per entrare in contatto con giovani appassionati di videogiochi, per gli studenti un’opportunità di farsi guidare da mentor esperti nello sviluppo del proprio primo esperimento videoludico.

L’industria videoludica Italiana: tra startup, associazionismo e aule universitarie

La Global Game Jam è dunque un’occasione per intercettare realtà emergente e consolidate dell’industria dei videogiochi.
Il contesto milanese è ovviamente quello in cui l’industria dei videogiochi è più consolidata. Non solo per la presenza di grandi società come Ubisoft attorno a cui gravitano circa la metà dei professionisti milanesi dei videogiochi, ma anche per corsi specializzati in progettazione.

Un bell’esempio di collaborazione interateneo milanese è infatti il gemellaggio tra il corso di Videogame Design and Porogramming del Politecnico di Milano e il corso di On-line Game Design dell’Universita’ di Milano che a fine anno accademico organizzano una fiera in cui gli studenti hanno l’occasione di presentare i propri lavori a giornalisti e operatori del settori.

Spostandoci invece nel territorio piemontese vediamo piccole realtà come la nascente T-Union, un gruppo costituito da 6 studi di videogiochi, applied games e computer grafica di Torino (34BigThings, E-Mentor, Event Horizon, MixedBag, Sportsquare, Tinybull Studios) e veterani appartenenti alle differenti aree di competenza che hanno l’obiettivo di promuovere la game industry nell’area torinese, condividendo le professionalità dei partecipanti.



La prima attività di T-Union è stata l’organizzazione, guidata da Marco Mazzaglia, della Turin Game Jam. Per la prima volta a Torino la Jam è stata un successo grazie alla buona combinazione di competenze dei partecipanti: dagli sviluppatori di software dell’Università degli Studi di Torino e del Politecnico di Torino, ai grafici dellaScuola Internazionale di Comics che a Torino forma competenze creative che vanno dall’illustrazione 2D e 3D alla sceneggiatura. Da questa scuola nascono dunque professionalità imprescindibili per animare la scena dei videogiochi torinesi.

Infine aprendo lo sguardo all’Italia intera vi è l’AESVI (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani), l’Associazione di categoria dell’industria dei videogiochi che rappresenta i produttori di console, gli editori e gli sviluppatori di videogiochi operanti in Italia. Nata nel 2001 AESVI ha attualmente trentasei soci, che si distinguono tra soci hardware, soci software e soci developer, da Disney Interactive Studios, Nintendo e Microsoft, a Ubisoft, fino a piccole realtà come Tiny Bull Studios o MixedBag.

Un’industria piccola, ma in crescita

Guardando al panorama dell’industria dei videogiochi in Italia dal lato della domanda si colloca il quarto paese in Europa (con un fatturato complessivo di 993 milioni, dopo Gran Bretagna, Germania e Francia). Dal lato della domanda il Censimento 2012 dell’AESVI ci dice che questo settore, nato in Italia tra gli anni Ottante e gli anni Novanta, ha all’attivo circa 70 aziende, il 62% è ancora startup (con meno di 3 anni di vita) create prevalentemente da under 30. Tra occupati, liberi professionisti e startupper lavorano in questo settore tra le 500 e le mille persone, che si dedicano soprattutto all’ambito del mobile.

Una realtà non grandissima dunque, ma sicuramente in crescita e attorno alla quale c’è tantissimo interesse dei giovani, come emerge dalla grande partecipazione alla Global Game Jam da parte di studenti e startup.

Balotelli, serpenti e scommesse: i migliori annunci stampa della settimana

Cari Ninja pubblivori, anche voi questa notte avete fatto le ore piccole per gustarvi tutti gli spot pubblicitari del Superbowl ed ora tenete a stento le palpebre aperte? Rinfrescatevi dando un occhiata ai migliori annunci stampa della settimana selezionati per voi da Ninja Marketing: go!

LG: A new curved sensational discovery

La Terra è una sfera imperfetta ed ha una curvatura. Bella scoperta direte voi! La stessa cosa pensa LG che promuove il suo nuovo televisore curvo associandolo ad una grande scoperta,  un grande cambio di prospettiva. Questa associazione è chiara nell’immagine, dove l’universo infinito non è altro che il black mirror del televisore.

Da notare: gli elementi di  colore rosso guidano il cammino dell’osservatore e facilitano la lettura del testo pubblicitario.

Advertising Agency: M&C Saatchi Stockholm, Sweden

ARD Teletext: 33 years of ARD Teletext

Per apprezzare queste ad dovete allontanarvi un po’ dallo schermo proprio come foste davanti ad una televisione. ARDtext è il televideo tedesco che da oltre 33 anni informa i cittadini tedeschi in tempo reale, proponendo nelle sue schermate gli avvenimenti più importanti dal mondo.
Gli esempi qui riportati in salsa teletext: Gli scontri di Piazza Tienanmen, le Twin Towers in fiamme durante l’11 settembre 2001, Mario Balotelli esultante agli europei dopo un goal proprio contro la Germania.

Advertising Agency: thjnk, Hamburg, Germany
Creative Directors: Leif Johannsen, Patrick Matthiensen
Art Director: Reto Oetterli
Copywriters: Jakob Rabold, Sebastian Plum
Illustrators: Reto Oetterli, Karolin Berndt

Virtual Better: 5 Minutes

Un grande orologio che sembra uno stadio, un ippodromo, un campo da calcio e uno da tennis che prendono forma nel quadrante a distanza di 5 minuti uno dall’altro. Una bellissima ad per presentare il sevizio Virtual del brand Better di Lottomatica. Ottima l’esecuzione grafica che introduce immediatamente il servizio sponsorizzato: le scommesse su eventi simulati da un computer ogni 5 minuti.
Da notare la cura per i dettagli: i cavalli che saltano la lancetta dei secondi aiutano la fusione fra i disegni dello stadio e dell’orologio.

Advertising Agency: Cheil, Milan, Italy
Art Director: Alessandro Bedeschi
Copywriter: Massimo Ambrosini
3D Art Director: Anton Egorov
Illustrator 3D modelling: Vladimir Andreev
Retouchers: Nikolay Razuev, Anton Egorov

Omo Washing Powder: Dirty, Dirty Clothes

Omo è un detersivo di Unilever, un tempo presente anche in Italia.
In questa campagna stampa si è voluto giocare sul concetto di vestiti sporchi/ vestiti sporcaccioni in puro stile “Neil Buchanan”, l’artista britannico famoso per le sue creazioni nella trasmissione Art Attack.

Nice!

Advertising Agency: DDB, Lagos, Nigeria
Creative Director: Babatunde Sule
Art Director: Orighomisan Ogbebor
Copywriter: Babatunde Sule
Photographer: Orighomisan Ogbebor

Garage Fitness Club: Cobra

Se “il cobra non è un serpente” allora potrebbe essere una colonna vertebrale rovesciata come ci viene mostrato in questa print!
L’headline recita: prima che la tua schiena ti attacchi (rivolgiti al centro Yoga Garage Club).
Le ossa un po’ funeree e minacciose sono controbilanciate dal tappeto rosso vivace e accogliente.

Advertising Agency: McCann Erickson, Tel Aviv, Israel
Creative Director: Sigal Abudy
Art Director: Eyal Segal
Copywriter: Tomer Abramovitz
Illustrator: Hezi Josef

Gli spot più belli e più brutti del Super Bowl XLVIII

Congratulazioni ai Seahawks. Quel che ci interessa adesso però è commentare gli spot, che per i Ninja sono gli unici veri protagonisti del Super Bowl! Si sa che si tratta dell’appuntamento più patriottico dello scenario pubblicitario americano ma quest’anno l’autocelebrazione americana ha toccato i picchi massimi.

Il filo rosso che scorre al di sotto del palinsesto pubblicitario del Super Bowl è quest’anno la geopolitica internazionale: abbondano i riferimenti alla guerra, alle crisi diplomatiche internazionali, allo scacchiere popolato da americani versus i cattivi. Oligarchi russi che minacciano di morte gli M&M’s, ingegneri tedeschi dotati di sederi arcobalenati, dittatori coreani che vogliono fare buona impressione sulla fidanzatina.

Apriamo la consueta carrellata che, come ogni anno, vi sintetizza il meglio ed il peggio per essere aggiornati prima della pausa pranzo!

GLI SPOT PIU’ BELLI

Jaguar – Rendez Vous – Spark 44

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Ultimamente nelle notizie di cronaca nera il brand Jaguar figura spesso – una veloce ricerca evidenzia Jag sequestrate a boss, pusher e criminali vari. Ok, i media l’hanno trasformato in un brand negativamente notiziabile. In una strategia comunicativa che ricorda lontanamente la capacità di Avis di trasformare i minus in plus, Jaguar spettacolarizza ancor di più il suo brand ancorandosi ai cattivi dell’industria cinematografica. It’s good to be bad, una scelta a dir poco interessante come concept.

Coca Cola – It’s Beautiful – Wieden & Kennedy

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Uno spot sicuramente controverso e dallo sfondo complesso, che dopo poche note fa capire immediatamente il messaggio di unità che Coca Cola vuole dare (e che aveva cominciato a diffondere al Super Bowl 2011 con le due guardie di confine in Border). La provocazione è qui politica e culturale, ma con uno stile comunicativo ben lontano dai tempi di I’d Like to Buy the World a Coke. E’ uno spot destinato a polarizzare l’audience, lo si odia o lo si ama. Lo inserisco tra gli spot positivi perché credo che il coraggio in pubblicità vada premiato.

Chrysler – America’s Import – Global Hue

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Si continua nel solco lasciato da Clint Eastwood ed Halftime in America. Quest’anno troviamo Bob Dylan e l’importante idea secondo cui idee, legacy e coolness americane semplicemente non si possono imitare. Colpisce la lunghezza forse eccessiva dello spot, anche qui troviamo una sottile presa di posizione contro il mercato automotive tedesco, ma il tono patriottico al Super Bowl è più che concesso ed apprezzato dall’audience.

Sodastream – Sorry Coke and Pepsi (censurato) – Humanaut

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Uno spot che ha fatto parlare di sé soprattutto prima del big match. Certo, da un lato c’è lo scontro archetipale di Davide contro Golia, un’azienda che punta a diminuire gli zuccheri e le bottiglie di vetro contro la lobby delle soda in lattina. Questo spot è stato censurato per la menzione di Coca e Pepsi mentre Scarlett Johansson si è trovata costretta ad abbandonare la sua posizione di ambassador per Oxfam proprio per supportare Sodastream, il cui stabilimento si trova un controverso territorio palestinese occupato dagli israeliani nella West Bank.

Pepsi – Soundcheck NYC – Mekanism

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Un piccolo originale spot cattura-attenzione prima del concerto di Bruno Mars nell’halftime.

Honda – Hugfest – RPA

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Da sottolineare che in ambito automotive quest’anno il Super Bowl è stato anche all’insegna del tema sicurezza – oltre agli effetti spettacolari ed epici. Bruce Willis protagonista di una serie abbastanza memorabile e collegato ad un hashtag risonante: #hugfest.

T-Mobile – No Contract No Worries – Butler, Shine, Stern&Partners

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Si sa che per gli operatori telefonici è sempre difficile emergere nel rumore della massa, figuriamoci al Super Bowl. T-Mobile ci riesce ingaggiando il celebre quarterback Tim Tebow, oggetto di svariati memi internettiani. Con una semplice operazione di Sensible Branding, T-Mobile lega la condizione di free agent senza ingaggio del giocatore alla facilità per gli utenti di abbandonare il proprio attuale contratto telefonico. Interamente a spese di T-Mobile. Anche qui, il merito è nella memorabilità delle scelte di prodotto e testimonial.

Squarespace – A better web – In house

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Un ironico e veloce spaccato sull’attualità del web, che posiziona il brand in un futuro migliore.

GLI SPOT PIU’ BRUTTI

Radioshack – The Phone Call – GSD&M

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Come utilizzare la nostalgia in maniera sbagliata.

Budweiser – Puppy Love – Anomaly

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Ti piace vincere facile.

Jeep – Restlessness – Richards Group

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Un inno alla vita, al movimento, alle sfide ed ai rischi. Storie di colpi di testa, adrenalina, determinazione. Peccato che il tutto stona con quei continui Do Not Attempt. Please Drive Safely. Professional Stuntman. Closed Road che per legge vanno inseriti sullo schermo. Una pubblicità schizofrenica (double bind, direbbe Bateson).

GoDaddy – Puppet Master – Deutsch

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Come copiare una hit virale (ricordate la ragazza che si licenziò su Youtube a ritmo di danza?) e spendere il budget per il Super Bowl.

Coca Cola – Going All The Way – Wieden & Kennedy

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Come non centrare il vero obiettivo, tanto nello sport quanto nella pubblicità, anche se hai un hashtag figo.

Axe – Make Love Not War – BBH

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Quest’anno il tema del Super Bowl sono i conflitti mondiali e la loro risoluzione. Axe ne parla in modo debole e quasi da principiante imbarazzante rispetto agli standard cui ci ha abituato.

Chevy Silverado – Romance – Leo Burnett

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Credo sia questo il peggior spot del Super Bowl 2014.

KIA – The Truth – David&Goliath

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Siamo ben oltre la data di scadenza di Matrix come citazione rilevante a fini pubblicitari.

GLI SPOT COSI’ e COSI’

T-Mobile – Kill Your Contract – Publicis and Riney

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Uno spot che vorrebbe fare il non convenzionale. Ma in realtà è solo una copia sbiadita del ben più riuscito Wasted 2 Million Bucks di E*Trade (1999!).

Budweiser – Hero’s Welcome – Anomaly

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La storia del soldato Chuck Nadd e del suo ritorno a casa, sponsorizzato da Anheuser-Busch. Anche in questo caso siamo davanti alla copia di uno dei tantissimi video di homecoming militari su Youtube. L’unica differenza qui è la grandezza della celebrazione e i famosi cavalli Bud. Era veramente necessario?

Volkswagen – Wings – Argonaut

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Peccato, si era partiti da una buona intuizione. O almeno credo, perché ricordo anch’io di aver aspettato da piccola il contachilometri sulla VW oltrepassare i 100,000. Poi tutto diventa un pretesto per farsi quattro risate cheap sugli ingegneri tedeschi. Strano non ci sia anche un cameo di Donovan di Indiana Jones e l’ultima crociata.

Doritos – Time Machine – Consumer generated

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Il marketing è fatto di aspettative. Doritos ci ha per anni abituato all’idea della pubblicità in crowdsourcing, regalandoci piccole autentiche perle di comicità. Quest’anno no!

Parce One: la presa smart che salva i consumi

Parce One: la presa smart che salva i consumi

Parce One: la presa smart che salva i consumi

Da qualche anno la domotica non è più fantascienza: le persone e le case si stanno via via circondando di dispositivi intelligenti in grado di interpretare abitudini di consumo, anche energetico. La conferma di questa tendenza arriva dal trio di interaction designer (Florian Burchett, Eugen Pflüger e Christian Remiger) che ha dato vita a Parce One, la prima presa smart in grado di misurare e controllare il consumo elettrico dei dispositivi presenti in casa.

Come funziona la presa smart?

Parce One è molto più che una presa “salva energia”, ma è un vero e proprio sistema che consente di avere una percezione reale e trasparente del proprio utilizzo di elettricità.

Il Parce Cloud – ossia l’applicazione correlata alla presa – permette non solo di monitorare i propri consumi, ma aiuta a modificare le abitudini sbagliate, come ad esempio lasciare la tv o l’impianto stereo accesi quando non si è in casa. L’invenzione dei tre designer registra e apprende infatti i comportamenti quotidiani ed è in grado di riconoscere quando certi dispositivi diventano non necessari. Dalle lampade alla macchina del caffè, tutti gli apparecchi elettrici possono essere tracciati per raggiungere la massima efficienza energetica.

Parce One: la presa smart che salva i consumi

I 4 plus di Parce One

1) Controllo – Parce One rileva automaticamente quando i dispositivi sono in stand-by e consente di spegnerli via internet.
2) Monitoraggio – La presa smart informa in modo trasparente sui reali consumi elettrici. La Parce Cloud propone soluzioni efficaci per risparmiare energia, in base ai consumi registrati.
3) Setup automatico – Permette di impostare programmi dettagliati (di accensione e spegnimento) per ciascun dispositivo, da qualsiasi parte del mondo ci si trovi.
4) Rilevamento – Parce One riconosce quando non sei in casa. Ti ricorderà quali dispositivi hai lasciato accesi e li spegnerà al posto tuo.

Vi starete chiedendo: “quanto costa questa meraviglia?”. Al momento il progetto è ancora in fase di fundraising su Indiegogo, fino a Marzo 2014: il contributo minimo per ricevere una singola Parce One è di circa 51€. Si stima che la presa smart permetterà di risparmiare circa 150€ l’anno: speriamo di vederla presto in commercio per rendere i nostri consumi energetici più intelligenti e meno dannosi per l’ambiente.

Aperte le iscrizioni del Master Online in Social Media Marketing e Community Management

Cari guerrieri,

Ad Aprile 2014 parte ufficialmente il quarto Master Online della Ninja Academy, questa volta in SOCIAL MEDIA MARKETING & COMMUNITY MANAGEMENT!

Il “Master Online in Social Media Marketing & Community Management della Ninja Academy è il primo master di specializzazione che affronta ogni singolo Social Media approfondendo gli aspetti distintivi e le peculiarità di ognuno, con i migliori esperti per le diverse piattaforme.

41 ore formative comprensive di:

▨ 8 Corsi di alta Formazione professionale per un totale di 28 ore formative;
▨ 8 ore di Question Time con i docenti del Master;
▨ 5 ore di Seminari intensivi;
e la possibilità di interagire direttamente con i relatori del Master.

Un’occasione imperdibile per per aggiornare le competenze dei professionisti – che siano in azienda, in agenzia o freelance – sulle strategie di marketing, comunicazione e vendita attraverso i Social Media. Inoltre, per sfruttare al massimo le conoscenze acquisite nel Master, è possibile integrare i propri studi attraverso un Percorso Premium opzionale, 100% learning by doing: la Ninja Social Factory.

Che cos’è la Ninja Social Factory?

La Ninja Social Factory è un percorso premium opzionale e a numero chiuso (POSTI LIMITATI), che permetterà ai partecipanti di mettere immediatamente in pratica tutte le attività e gli strumenti analizzati durante il Ninja Master Online, affrontando le numerose sfide del Social Media Marketing in una dimensione learning by doing!

Cosa si intende per Ninja Master Online?

Si tratta di un master non universitario completamente online da seguire direttamente da casa vostra, dall’ufficio o dal luogo che preferite. Avrete la possibilità di partecipare alla diretta (i cosiddetti live webinar), ma anche di (ri)guardare le lezioni successivamente, in tutta tranquillità, in modalità on-demand e senza alcun limite di tempo. Inoltre verrà creato appositamente un gruppo chiuso su Facebook in cui commentare, condividere opinioni e, perché no, ampliare la vostra rete professionale.

Quali sono i moduli del Ninja Master Online e i rispettivi docenti?

Il Ninja Master Online propone un percorso completo che permette di aggiornare le proprie competenze sul social media marketing attraverso 8 moduli di approfondimento 5 seminari intensivi:

Unit 01 – Social Enterprise con Stefano Besana
Unit 02 – Facebook con Lorenzo Viscanti e Valentina Rossetti
Unit 03 – Twitter con Francesca Casadei
Unit 04 – LinkedIn con Marini Fantini
Unit 05 – Google Plus con Michaela Matichecchia
Unit 06 – YouTube con Andrea Febbraio
Unit 07 – Instagram con Orazio Spoto & Pinterest con Domenico Armatore
Unit 08 – Social Media Strategy con Vincenzo Cosenza 

Seminari Intensivi

– Klout
– Vine
– Foursquare
– Tumblr
– Storify

A chi si rivolge il Ninja Master Online?

Social Media Manager | Community Manager | Strategic Planner | Marketing Manager | Brand – Account – Sales Manager | Project Manager | PR Manager | Consulenti Marketing | Creativi | Digital PR Manager | Media Planner | Formatori | Startupper | Web Editor | Giornalisti | Blogger | Copywriter

Quando comincia il Master e quali sono gli orari?

INIZIO = Lunedì 07 Aprile • FINE: Lunedì 21 Luglio
WEBINAR TEORICI = Durata: 2 ore | Orario: dalle h 18 alle h 20
SEMINARI e QUESTION TIME = Durata: 1 ora | Orario: dalle h 18 alle h 19

I partecipanti potranno partecipare alla diretta delle lezioni che avrà cadenza bisettimanale (lunedì e giovedì). A distanza di un paio di giorni dalla diretta, i materiali della lezioni (video + slide) verranno caricate sulla piattaforma e-learning della Ninja Academy e gli iscritti potranno accedere ai contenuti anche in modalità on-demand, senza limiti di tempo.

Quali sono i vantaggi di seguire il Ninja Master Online?

✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Segui i corsi quando è meglio per te, in diretta oppure On-Demand
✔ Un costo decisamente più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
✔ Seminari tematici per acquisire competenze specifiche
✔ Attestato di partecipazione che certifica la tua frequenza al Master
✔ Realizzazione di un project work multidisciplinare, utile anche alla tua azienda o startup (percorso Premium opzionale)

Quanto costa il Ninja Master in Social Media Marketing & Community Management?

NINJA MASTER ONLINE
749 € invece di 890 €

NINJA SOCIAL FACTORY
1.390 € invece di 1.590 €
L’iscrizione al Ninja Master Online è inclusa!

Solo fino al 4 marzo, affrettati i posti sono limitati!

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.Vi aspettiamo con connessione, microfono e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare! 😎

Knowledge for change.BE NINJA.

App of the Week: Wordeo, crea video dai tuoi messaggi

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili scovate nei market e testati per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Il 2013 ha visto un gran numero di applicazioni mobile basate sui video lottare per il podio degli app store: nel 2014 la tendenza sembra riconfermata.

Così  oggi vi parliamo di Wordeo, un’app sviluppata da uno staff composto da ex dipendenti Apple e BBC e che è una simpatica app per creare videomessaggi.

Wordeo consente di creare brevi messaggi video digitando semplicemente il testo. Non c’è bisogno di girare video nè di fare un particolare videoediting. E’ sufficiente digitare un breve testo e l’app trasformerà le vostre parole in video clip. Prima di inviare il messaggio è possibile modificare il font del testo, la colonna sonora del messaggio e anche le immagini inserite per ogni fotogramma, scegliendo tra altre immagini proposte dall’app oppure dalle vostre foto o dai vostri filmati personali.

Wordeo utilizza il database di immagini presenti su Getty Images, garantendo un’alta qualità. Guardate un esempio dei possibili risultati ottenuti con Wordeo: potete trovare sul canale Youtube dell’app moli altri esempi di videomessaggi realizzati con molta originalità.

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Secondo gli sviluppatori, Wordeo è stata progettata per essere veloce e facile da usare proprio come inviare un tweet ,tanto che realizzare un videomessaggio può anche essere realizzato in non più di 30 secondi per comporre e condividere un messaggio.

L’app al momento funziona se digitate un testo in inglese perché riconosce solo le parole in quella lingua.

La potete scaricare gratuitamente su iTunes mentre la versione per Android sarà presto disponibile. Cliccate sull’immagine sottostante per andare al download e buon divertimento 😉

L'ambient Coca Cola porta la felicità alla fermata del bus [VIDEO]

L’ambient Coca Cola porta la felicità alla fermata del bus

Dura la vita in Svezia d’inverno! Lo sanno i milioni di abitanti che ogni anno trascorrono la maggior parte dell’anno sotto zero, tra pupazzi di neve e piumoni super riscaldanti. Ma a scaldare l’atmosfera quest’anno ci ha pensato un altro riuscito ambient Coca Cola.

Con la ‘solita’ creatività che contraddistingue la bevanda più amata nel mondo, anche questa volta i creativi che hanno lavorato per Coca Cola sono riusciti a stupirci con effetti speciali trasformando una pensilina di una fermata di autobus di Uppsala a -4° in un caldo angolo estivo.

La buia e fredda scena dell’attesa dell’autobus viene illuminata e riscaldata da un distributore speciale di Coca-Cola; lampade riscaldanti, immagini della tipica estate svedese con tanto di canto soave di uccellini 😀

Lo spot fa parte della campagna #ReasontoBelieve che si può seguire su Twitter.

L'ambient Coca Cola porta la felicità alla fermata del bus [VIDEO]

L'ambient Coca Cola porta la felicità alla fermata del bus [VIDEO]

L'ambient Coca Cola porta la felicità alla fermata del bus [VIDEO]

I cartoni animati più psichedelici di sempre

La cultura psichedelica, nata negli anni 60 a San Francisco ed esplosa poi nel 69 durante la Summer of Love, ha influenzato e continua ad influenzare creativi di tutto gli ambiti – non solo musicali.

La presenza di temi pschedelici nei cartoni animati, in particolar modo in quelli anni 70 e 80 è più che evidente! Ecco a voi la mia Top List, ma il materiale è tanto quindi preparatevi ad un seguito: se ve ne vengono in mente altri fatemi sapere che li inseriamo!

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=niVGUhLNUTI&list=PLTNJkWgxww1Jw3XWPvr6aLuOl2Vhj3Btu&feature=c4-overview-vl’]

A presto.

Jack ‘n Roll

Super Bowl: Puppy Love, SodaStream e altri spot

Pensavate fosse finita vero? E invece no. Fino a domani non faremo altro che parlare degli spot che vedremo durante il Super Bowl, per poi trascorrere altri svariati giorni a commentare e a valutare gli attesissimi spot che andranno in onda durante l’evento televisivo.

Dall’ultima volta che ne abbiamo parlato, qualche giorno fa, molte cose sono successe, quindi meglio aggiornarsi per non restare impreparati!

Budweiser

Prendi un’improbabile amicizia tra due animali accompagnata da una delle hit più ascoltate del momento che dà vita a un paio di scene comiche e, perché no, ad una storia d’amore tra la bella bionda e il sexy cowboy.

Con lo spot Puppy Love, Budweiser ha già conquistato tutti, con oltre 23 milioni di visualizzazioni in due giorni. E quale modo migliore di esprimere il concetto di amicizia, alla base del brand Budweiser, se non utilizzando un bellissimo cavallo e un dolce cucciolo di labrador.

Agenzia: Anomaly

Hyundai

Hyunday affida ad un volto noto della tv Johnny Galecki, meglio conosciuto come Leonard della sitcom The Big Bang Theory, la presentazione della Elantra. Lo spot Nice, a metà tra l’action movie e la comedy, sarà affiancato da un altro commercial, Dad’s Sixth Sense, per la Hyunday Genesis.

Agenzia: Innocean

SodaStream

Lo spot che ha fatto parlare più di tutti è quello di SodaStream, censurato dalla Fox per aver nominato i suoi competitor con la frase finale “Sorry, Coke and Pepsi.” La bellissima Scarlett Johansson si chiede proprio cosa potrebbe rendere lo spot virale, e direi che il risultato sperato è stato raggiunto.

Il CEO di SodaStream, Daniel Birnbaum ha espresso la sua perplessità sulla decisione della Fox: “Quale pubblicitario in America non menziona un competitor? Questo è il genere di cose che accade in Cina, sono deluso in quanto americano”.

Agenzia: Humanaut, Alex Bogusky.

Heinz

Alcuni lo considerano già il peggiore spot del Super Bowl. Voi che ne pensate?

Agenzia: Cramer-Krasselt

GoldieBlox


GoldieBlox è una azienda di giocattoli la cui missione è “ispirare la prossima generazione di ingegneri donne”.

La startup è una delle migliaia di aziende in tutto il paese ad aver presentato i video a Intuit, nella speranza di vincere il contest “Small Business, Big Game” e aggiudicarsi uno spazio durante il SuperBowl.

Lo spot di GoldieBlox apparirà quindi accanto a quelli di alcuni dei più grandi marchi del mondo come Budweiser, Cheerios, e Coca Cola. Gli spazi pubblicitari del Super Bowl sono tipicamente dominati da grandi marchi che possono permettersi un prezzo così elevato, ma quest’anno tra loro ci sarà anche la prima piccola impresa ad avere uno spazio durante l’evento più seguito dell’anno.

Agenzia: RPA