Google: 6 modi per perfezionare le vostre ricerche

Google: 6 modi per perfezionare le vostre ricerche

Google, un potente motore: alcuni trucchi per perfezionare le ricerche

Google è il miglior motore di ricerca. Nessuno di noi ha probabilmente qualche dubbio in merito, ma non tutti conoscono le potenzialità della creatura di casa Mountain View. Non solo vi permette di fare ogni tipo di ricerca e trovare qualsiasi risultato, ma tramite alcuni “trucchi” vi sentirete di avere il mondo virtuale in pugno!

1) Ricerca tramite immagini

Google: 6 modi per perfezionare le vostre ricerche

Avete mai avuto bisogno di avere informazioni su una figura? Google ci mette a disposizione anche la ricerca tramite immagini che risulta incredibilmente comoda. Non solo potrete caricarne una per avviare una ricerca tramite quest’ultima e non utilizzando il testo, ma anche cliccare sul tasto destro di una qualsiasi immagine presente sul web e selezionare “Cerca quest’immagine su Google” (tramite Chrome). La lista di risultati vi mostrerà tutte le pagine che contengono quella precisa figura.

2) Recuperare un sito tramite le cache

Google: 6 modi per perfezionare le vostre ricerche

Un sito web è stato rimosso oppure è momentaneamente non disponibile? Se desiderate una macchina del tempo per tornare indietro e visualizzarlo, l’operatore “cache:” potrebbe fare al caso vostro. Inserendo quest’ultimo prima di un indirizzo web nell’apposita barra, potrete visualizzare la versione salvate in cache dal motore di ricerca.

3) Fare ricerche all’interno di un sito web

Google: 6 modi per perfezionare le vostre ricerche

Ed ecco uno degli operatori di ricerca più utile di sempre, il famoso “site:” che permette di eseguire una ricerca all’interno di uno specifico sito web. Facciamo un esempio: se volete trovare qualsiasi contenuto su Ninja Marketing che riguardi il famoso social network di Facebook, non dovrete far altro che scrivere su Google la seguente stringa: “site:ninjamarketing.it Facebook” (senza virgolette). Semplice ed utile!

4) Cercare un termine all’interno degli URL

Google: 6 modi per perfezionare le vostre ricerche

Inserendo l’operatore “inurl:” su Google, potrete cercare tutte le pagine che hanno nel’url uno specifico termine. Prendiamo sempre come esempio Ninja Marketing, inserendo su Google “inurl:ninjamarketing” troverete tutti gli indirizzi che contengono il termine “ninjamarketing”.

5) Usare Google come Proxy

Vi è mai capitato di incontrare un sito bloccato oppure nascosto dietro ad un paywall? Magari sul posto di lavoro il vostro superiore ha ben pensato di inibire alcune pagine web, ma non tutti sanno che Google può essere sfruttato per superare queste barriere. Non dovrete far altro che utilizzare Google Translate! Qui potrete trovare non solo una valida spiegazione, ma anche un bookmarklet da avere sempre a portata di click.

6) Filtrare i risultati di Google

Google: 6 modi per perfezionare le vostre ricerche

Siamo più che certi che il cursore del vostro mouse sarà finito su “Strumenti di Ricerca”. Il motore vi permette di filtrare le ricerche in base al paese, la lingua, la data (e l’orario). Mountain View, dunque, ci permette di trovare risultati in base al periodo, ma non tutti sanno che potrete sfruttare anche uno specifico operatore per effettuare delle ricerche basate sul tempo.

Dovrete inserire “&tbs=qdr:alla fine dell’URL e aggiungere un preciso tempo. Le combinazioni sono praticamente infinite, ecco alcuni esempi per farvi capire il funzionamento:

  • &tbs=qdr:s        Ultimo secondo
  • &tbs=qdr:n        Ultimo minuto  // &tbs=qdr:n3        Ultimi tre minuti
  • &tbs=qdr:h        Ultima ora          //  &tbs=qdr:h3        Ultime tre ore
  • &tbs=qdr:d        Ultime 24 ore
  • &tbs=qdr:w       Ultima settimana
  • &tbs=qdr:m      Ultimo Mese
  • &tbs=qdr:y        Ultimo Anno

Volete scoprire altri Operatori di Google? Consultate questo utile sito web.

Winner takes the earth: ambush marketing allo Juventus stadium

La loro ultima apparizione risale al 27 Ottobre 2013 allo Juventus stadium di Torino, proprio in occasione della partita che ha visto i bianco-neri contro i rosso-blu. Si sono presentati in 11, misteriose figure dalle sembianze umane. Tutti vestiti di scuro, con una lunga tunica nera, con un simbolo raffigurante un pallone da calcio inserito tra alcuni cerchi e il capo coperto. Sul viso uno strato di cerone bianco. Le mani avvolte da guanti neri. Chi sono? Se lo stanno chiedendo tutti.

E se fossero i seguaci di una setta dello jedi Revan? Tra i tifosi, sicuramente qualche appassionato di Guerre Stellari avrà notato la somiglianza.

Di una cosa però siamo certi: lo stadio della Juventus ha ospitato una campagna in pieno stile guerrilla marketing, che in comune con la serie Guerre Stellari un particolare davvero ce l’ha. Cercate di arrivarci da soli.

Intanto, che cosa sappiamo di “Winner takes the earth“? Navigando in rete, scopriamo che esistono:

E guardate un po’ qui:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=TkWsoMqbhwg’]
E ancora, qui:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=zgWKtJwkw4o’]

Il famoso ex calciatore, allenatore e dirigente sportivo Franz Beckenbauer in questo video ci chiede: “Pensate che gli alieni esistano? Pensate giochino a qualche sport?”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=ycCSdo51kD4′]

Gli alieni vogliono giocare a calcio contro di noi. Il problema è che se perdiamo, distruggeranno il Pianeta!

Insomma, su youtube, se cercate, i video postati sono almeno 8. Siete giunti alla soluzione? Che cosa ha in comune questa iniziativa di marketing non convenzionale con la saga preferita dai nerd, se non la…struttura narrativa ad episodi?

Come la storia di una saga fantascientifica

Ebbene sì, siamo proprio di fronte ad una di quelle avventure fantascientifiche in cui abbiamo simboli da decifrare, luoghi da decodificare, misteri di risolvere. Ricapitolando, sino ad ora abbiamo assistito a 6 episodi. “Chi vince conquista la Terra“, ci dà appuntamento al 1 Novembre 2103, ma ancora non ci viene svelato il luogo.

  • Episodio numero 1: 21 0ttobre 2013 Hackney Marshes di Londra
  • Episodio numero 2: 21 Ottobre 2013 Time Square a New York
  • Episodio numero 3: 21 Ottobre 2013 Guanabara Bay a Rio dei Janeiro
  • Episodio numero4: 26 Ottobre 2013 Allianz Arena
  • Episodio numero 5: 27 Ottobre 2013 Stamford Bridge
  • Episodio numero 6: 27 Ottobre 2013 Juventus Stadium a Torino
  • Prossimo episodio: 1 Novembre 2013 Luogo non ancora pervenuto

Chi si cela dietro all’operazione di guerrilla marketing?

Nike o addirittura Samsung, come qualcuno ha già fatto notare? E’ davvero il colosso fondato nel 1938 dal signor Lee Byung-Chull il committente di questa trovata? A esserne sicuri sono quelli di Clandestinoweb, che dicono di aver svelato l’arcano, individuando Samsung, come fautore dell’iniziativa “Winner takes the earth”. Sarà Samsung? Non è detto. Anche perché non abbiamo fonti attendibili né prove che confermino questa notizia. Ma allora, di chi si tratta?

Chiamatelo ambush marketing

Eh già. Riflettiamo un secondo. Sotto l’ombrello guerrilla marketing, come insegnano i nostri Burton e Chadwick rientrano diverse tipologie di marketing non convenzionale, tra cui le azioni di ambush marketing. E questo pare sia proprio un caso di ambushing. Perché?

Siamo di fronte ad un’impresa di marketing associativo  adottata da un’azienda per aumentare l’awareness o l’impegno dell’organizzazione stessa attraverso un un’azione che non ha alcun apparente legame con un evento in cui viene messa in pratica l’operazione di guerrilla marketing? Sì.

A noi viene in mente il caso dell’azienda DIM, produttrice di biancheria intima femminile, che nel 2007 in occasione della partita di rugby Francia vs. Italia fece “sfilare” alcune fan vestite solo di lingerie. Tutte le TV, neanche a dirlo, avevano gli occhi posizionati altrove e non tanto sui rugbisti.

E allora, è davvero Samsung che si è imbucata ad una festa senza invito? Non si sa. Chiunque sia stato però, ha davvero qualcosa di importante da dirci. E’ vero, le tecniche di ambushing non godono di una buona reputazione tra i benpensanti, che spesso denigrano queste azioni definendole illegali. Lecito o no, di una cosa siamo certi: dietro a questa misteriosa campagna di guerrilla marketing potrebbe esserci proprio lo zampino di ebuzzingleader nella distribuzione di video virali.

Come facciamo a esserne sicuri? Diciamo che calcio.fanpage.it ci è sembrato abbastanza inequivocabile.

La domanda però è sempre legittima. Quale brand si cela dietro a “Winner takes the earth”? Si accettano scommesse! Che cosa accadrà il 1 novembre 2013? Lo scopriremo nelle prossime puntate.

La crisi fa meno paura: crollo del business di Halloween

Il dolcetto di Halloween 2013 potrebbe essere un po’ meno calorico.

Si prevede infatti che in Italia  il business di questa festa di lontane origini celtiche crollerà del 20%  rispetto al 2012, sotto il peso della generalizzata riduzione dei consumi anche in settori decisamente meno frivoli.

60 milioni di euro in meno

Una differenza di oltre 60 milioni di euro risparmiati su festoni, costumi, addobbi, dolcetti e zucche, per la festa importata dagli Stati Uniti con una grande imposizione mediatica. Film, pubblicità su riviste, accessori moda correlati all’evento hanno invaso, come un’orda di zombie, il campo dei media italiano, colorando di uno sgargiante arancione-zucca le vetrine dei negozi e gli eventi organizzati, proponendo certamente come festa votata al merchandising, ma che viene ormai festeggiata al pari della altre di casa nostra. Una sorta di carnevale autunnale in cui il tema esula dall’ambito strettamente horror per trasformarsi in un mondo colorato di costumi e personaggi, ben diverso dalla rigorosa interpretazione anglosassone più gotica e oscura.

 

 

Il business di Halloween si attesta comunque con un giro di affari di circa 280-300 milioni di euro, con le grandi città trasformate in location da film horror, le bancarelle e le serate a tema, ma nulla a che vedere con i miliardi di dollari spesi dai consumatori americani nonostante il rischio del default appena scampato.

Horror made in Usa: da The Walking Dead a The Purge

Negli Usa il mercato dell’horror si alimenta certamente attraverso il cinema e le serie delle tv commerciali, con produzioni come Sleepy Hollow e American Horror Story, che confermano il genere come uno dei più popolari e maggiormente commerciabili: il film “The Purge – La Notte del Giudizio”, che  ha incassato ben 64 milioni di dollari in pochissimo tempo, a fronte dei 3 milioni di dollari di budget investiti per la realizzazione.

Non si rileva, invece, un considerevole calo nella spesa per le zucche. Secondo la Confederazione Italiana Agricoltori, il mercato italiano di riferimento è prevalentemente alimentare, con acquisti e consumi regolari anche nel periodo di Halloween, soprattutto nel nord Italia. Poco spazio, quindi, alla zucca decorativa di Jack O’ Lantern, che, pur con un mercato di riferimento piuttosto contenuto, rileva un incremento delle richieste per questi prodotti ornamentali dedicati esclusivamente alla festa.

Abito da vampiro o film horror con gli amici?

In italia un costume di Halloween costa in media circa 70 euro. Troppo? Ripiega sul fai date, con idee originali ispirate ai social network, o scarica una delle tante app per iOS e Android che promettono di trasformarti in una perfetta strega o in un pauroso zombie.

Se non puoi permetterti il pacchetto gold con cenone, festa in maschera e tavolo in discoteca, dedicati ad una cena in famiglia con menu a base di zucca e scherzetti goliardici, oppure organizza una bella maratona di The Walking Dead con cola e popcorn o, perché no, invita gli amici a partecipare ad una delle tante zombie walk organizzate in tutta Italia.

Perché sarà pure vero che la crisi fa paura, ma mai quanto i metallici artigli di Freddy Krueger.

Starbucks insegna agli americani come fare una tazza di tè

Chi lo dice che il té è una prerogativa degli inglesi? Anche gli americani stanno dimostrando si amare molto questa bibita e lo sa bene Howard Schultz, amministratore delegato di Starbucks, che con i suoi Teavana si appresta a diventare leader anche nel mercato del tè.

L’annuncio di Starbucks arriva in un momento di enorme crescita dei negozi di tè in tutto il paese. Peter Goggi, Executive VP della Tea Association degli Stati Uniti, sostiene che ci sono circa 4.000 negozi di tè in tutto il paese. L’industria del tè americano ha un valore di oltre 11 miliardi di dollari, con 1,73 miliardi dollari provenienti dalla nicchia di consumatori che si orientano verso prodotti speciali. Si prevede un incremento del 10-12% rispetto allo scorso anno.

Dopo l’acquisto della catena Teavana Holdings Inc per 620 milioni dollari nello scorso dicembre , il primo Teavana  firmato Starbucks ha aperto a New York giovedì scorso e il prossimo mese, l’azienda convertirà un suo negozio Tazo in un Teavana al Seattle University Village.

Secondo la Tea Association ciò che sta accadendo al mercato del tè americano è paragonabile al mercato del vino negli anni Sessanta, quando i consumatori hanno iniziato ad interessarsi di più al paese di origine e del tipo di uva utilizzato nella produzione di vari vini. Ora, ha detto, molti più bevitori di tè vogliono sapere da dove  proviene il loro tè e come è stato coltivato.

Anche questi negozi, oltre alle bevande, offriranno dolci e piccoli piatti come per il caffè più famoso del mondo. Parliamo di un prodotto che ovviamente, richiede costi maggiori che vanno dai 3 ai 15 $.

Howard Schultz riuscirà nell’intento?

Instagram goes real con Real Life Instagram di Bruno Ribeiro

Negli ultimi decenni il mondo della fotografia ha vissuto un evoluzione molto veloce, passando in poco tempo dalla pellicola agli obiettivi integrati negli smartphone. A stimolare questo perenne fermento sono anche la moltitudine di app e di social media visivi – primo tra tutti e forse più conosciuto, Instagram – che permettono di scattare, editare con filtri e condividere le proprie foto in tempo reale.

Bruno Ribeiro, art director brasiliano, ha tratto ispirazione proprio da questo scenario per realizzare Real Life Instagram, una serie di foto incorniciate dalle famosissime finestre utilizzate da Instagram – con tanto di tag e hashtag – e disseminate per Londra che stimolano aspiranti fotografi ed ignari turisti a riscoprire la città e a vedere il mondo usando come unico filtro il proprio sguardo.

Ecco alcune immagini tratte dal Reallifeinstagram.com

Google+ introduce gli URL personalizzati [BREAKING NEWS]

Quest’oggi aprendo gmail vi ritroverete nella sezione “social” una mail dal team di Googl+ che vi informa della possibilità di ottenere l’URL personalizzato per il vostro profilo G+.

Per ottenere un URL personalizzato bisogna soddisfare alcuni requisiti:

– Criteri di idoneità per le persone:

  • 10 o più follower
  • L’account deve esistere da almeno 30 giorni
  • Una foto del profilo

– Criteri di idoneità per le pagine Google+ locali: devono corrispondere ad attività locali verificate

– Criteri di idoneità per le pagine Google+ non locali: devono essere collegate tramite link a un sito web

Di default Google vi propone un URL personalizzato che potrete attivare o meno.

Ma, c’è un però! Che ha già fatto molto scontenti alcuni. Esiste l’opzione “Richiedi un URL diverso”, ma se si leggono le informazioni relative agli URL personalizzati di Googlè+ si legge:

Se vuoi cambiare le lettere maiuscole o minuscole o gli accenti/segni diacritici del tuo URL personalizzato, procedi nel seguente modo:

  1. Vai alla sezione “Link” del tuo profilo Google+.
  2. Verrà visualizzata una finestra in cui puoi cambiare la formattazione.

Ricorda che puoi solo cambiare le minuscole in maiuscole e viceversa o gli accenti/segni diacritici, non l’URL stesso.

Cosa ne pensate di questa “imposizione” di Google?

15 costumi di Halloween a tema internet e social network

 

Se non sapete cosa indossare ad Halloween, vi consigliamo di optare per un costume last-minute ispirato a internet. Perché? Semplice, perché tutto su internet è bidimensionale e questo significa che chiunque, anche senza particolari abilità manuali, è in grado di realizzare un perfetto travestimento a tema. Ma soprattutto, in quest’ambito non importa se il risultato lascia un po’ a desiderare… se l’idea è buona il vostro costume avrà un successo garantito!

Ecco una selezione dei più creativi costumi di Halloween a tema internet, per aiutarvi a trovare l’ispirazione 😉

Iniziamo con i social network, immancabili. Se non volete limitarvi a portare in giro un cartone che riproduce il vostro profilo Facebook, date un’occhiata a queste interessanti variazioni sul tema.

1. Facebook poke

2. Utente Facebook generico

foto profilo facebook generico

3. Uccellino di Twitter

4. Fail Whale di Twitter

5. Post hipster su Tumblr

6. Autoscatto su Instagram

7. Bacheca di Pinterest

8. Alieno di Reddit

 

Oppure, se proprio non avete voglia di impegnarvi, potete ricorrere a un gioco di parole.

9. Face-book

 

Concludiamo con un mix di software, sistemi operativi e meme

10. Firefox

11. Android

12. Grumpy Cat

13. Someecards

14. Woman laughing with salad meme

 

E per le coppie, ecco dei costumi abbinati ispirati al tormentone virale del momento.

15. What does the fox say?

Che ve ne pare dei nostri consigli? Avete trovato il travestimento che fa per voi? Suggeriteci vostri!

Come usare Trova il mio iPhone: le novità con iOS 7

Dopo l’uscita ufficiale di iOS 7 Apple ha aggiornato diverse sue applicazioni, come l’app Trova il mio iPhone che ora ha un design perfettamente integrato.

Ma le novità non riguardano solo l’estetica dell’applicazione: con iOS 7 Apple ha introdotto una nuova funzionalità per aiutarci a ritrovare il nostro dispositivo in caso di furto e smarrimento e rendere la vita un po’ più difficile a coloro che cercano di rivendere o utilizzare il nostro device! Si chiama “blocco attivazione” e la stessa Apple la presenta cosi:

Blocco attivazione ostacola il tentativo da parte di estranei di usare o vendere un iPhone, iPad o iPod touch smarrito ed entra in gioco non appena attivi Trova il mio iPhone in iOS 7. Con Blocco attivazione vengono richiesti ID Apple e password prima che sia possibile:

  • Disattivare Trova il mio iPhone sul dispositivo
  • Inizializzare il dispositivo
  • Riattivare e utilizzare il dispositivo

In questo modo il dispositivo rimane protetto anche se si trova in mani sbagliate e hai maggiori possibilità di poterlo recuperare. Anche se il dispositivo viene inizializzato da remoto, Blocco attivazione continua a impedirne la riattivazione senza che vi sia una tua autorizzazione. Devi semplicemente attivare Trova il mio iPhone e ricordare l’ID Apple e la password.

E’ una funzionalità che aumenta la sicurezza, soprattutto perché ora in fase di attivazione nuovo dispositivo ci verranno chieste le nostre credenziali Apple iCloud e Trova il mio iPhone verrà attivato in automatico.

Quindi, nel caso in cui non lo volessimo attivo, bisognerà entrare in Impostazioni > iCloud e disattivarlo (sconsigliatissimo).

App Trova il mio iPhone: l'attivazione

App Trova il mio iPhone: impariamo a conoscerla (bene)

Di per sé, se attivata, la funzione Trova il mio iPhone di iCloud non svolge nessuna particolare azione, se non quella di predisporre il dispositivo per essere localizzato dal legittimo proprietario.

Per farlo, bisognerà utilizzare un altro dispositivo iOS: l’iPhone di un vostro amico, o il vostro iPad, scaricare se non già installata l’app “Trova il mio iphone” ed accedere co il vostro Apple ID.

Localizzare il vostro dispositivo disperso ora è possibile!

A questo punto, tutti i vostri dispositivi configurati con l’account Apple ID verranno mostrati sulla mappa.

Trova il mio iPhone: schermata iniziale

Selezionando un dispositivo sarà possibile fargli semplicemente emettere un suono oppure possiamo attivare la modalità smarrito.

Attiva la modalità smarrito e segui i movimenti del tuo iPhone!

Quando è in modalità smarrito l’iPhone viene bloccato con il codice in essere e nello schermo viene mostrato un messaggio da noi personalizzabile. Inoltre, vengono tracciati i movimenti del dispositivo e geolocalizzati nella mappa così da “seguire” il nostro caro dispositivo.

App Trova il mio iPhone: Modalità smarrto

Accedi su iCloud.com per ritrovare un device Apple

Se non si ha a disposizione un altro dispositivo Apple con iOS, basterà accede con i propri dati su iCloud.com e cliccare sull’icona Trova il mio iPhone per individuare il telefono smarrito!

App Trova il mio iPhone: mappa

Apple per cercare di aumentare la sicurezza per i propri clienti ha deciso di abilitare di default questa funzione in fase di configurazione, e di introdurre appunto il Blocco dispositivo che impedisce una nuova configurazione se prima l’iPhone o l’iPad non vengono sbloccati con il codice dal legittimo proprietario.Così eventuali ladruncoli faticheranno un po’ di più 😉

Quando è consigliato disattivare Trova il mio iPhone

Ricordatevi, nel caso in cui cediate temporaneamente o definitivamente ad un terzo il vostro dispositivo di disabilitare Trova il mio iPhone e di cancellare tutti i dati andando su Impostazioni > Generali > Ripristina e scegliendo Cancella contenuto e impostazioni.

Così i vostri dati saranno eliminati ed il nuovo proprietario riuscirà a configurare il telefono con i suoi dati.

Diffondete quanto più possibile queste informazioni… sono le classiche cose che vengono fuori nel momento del bisogno ma che, in questo caso, quando il telefono non si trova più è troppo tardi.

Aspetti legali alla base di una startup innovativa

Non ho un’impresa, ma ho un’ idea. Come faccio a creare la mia startup? Ho già un’impresa e voglio verificare se ho requisiti per trasformala in start-up innovativa. Quali sono i passaggi e gli aspetti legali che più mi interessano e su cui mi devo maggiormente concentrare?

Queste e altre domande ancora, sono i quesiti più gettonati, al giorno d’oggi, per tutti coloro che vogliono addentrarsi nel dinamico mondo delle startup.

Cerchiamo innanzitutto, come premessa, di dare una definizione precisa, rifacendoci alla legge di rifermento, di che cosa sia una startup innovativa.

Che cos’è una start up innovativa?

Il 19 Dicembre 2012 è stata introdotta, all’interno dell’ordinamento italiano, per lo sviluppo e la crescita del nostro Paese, la Legge 221/2012, di conversione del DL 179/2012, chiamato anche Decreto Legge Crescita 2.0.

Grazie a tale normativa viene diffusa per la prima volta il termine “startup”.

Per “startup innovativa” si intende una società di capitali di diritto italiano, costituita anche in forma cooperativa, o società europea avente sede fiscale in Italia, che risponde a determinati requisiti e ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Questo tipo di impresa ha l’obiettivo, in particolare, come vuole la nascita della norma stessa, di:

  • Favorire la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico e l’occupazione.
  • Contribuire allo sviluppo di una nuova cultura imprenditoriale e alla creazione di un contesto maggiormente favorevole all’innovazione.
  • Promuovere una maggiore mobilità sociale e cerca di attrarre in Italia talenti, imprese innovative e capitali dall’estero.

Quali sono i vantaggi principali di una startup innovativa?

Per favorire la nascita di una startup innovativa, la legge introdotta lo scorso Dicembre, ha previsto tutta una serie di vantaggi che si concretizzano in esenzioni, agevolazioni fiscali, nonché deroghe al diritto societario e una disciplina speciale nei rapporti di lavoro nell’impresa, ai fini della costituzione ed iscrizione dell’impresa nel Registro delle Imprese.

Nello specifico, i vantaggi di una startup innovativa sono:

1) Abbattimento degli oneri per l’avvio dell’impresa: la startup a differenza delle altre aziende, sarà esonerata dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria per l’iscrizione nel Registro delle Imprese nonché dal pagamento del diritto annuale dovuto alle Camere di Commercio.

2) Disciplina in materia di lavoro applicabile alle startup: la startup potrà assumere personale con contratti a tempo determinato della durata minima di 6 mesi e massima di 36. All’interno di questo arco temporale, i contratti potranno essere anche di breve durata e rinnovati più volte. Dopo 36 mesi, il contratto può essere rinnovato di altri 12, ma una sola volta, arrivando così a 48 mesi. Dopo questo periodo il collaboratore potrà continuare a lavorare in startup solo con un contratto a tempo indeterminato.

I pagamenti previsti sono in stock option e in work for equity.

3) Credito d’imposta: la startup godrà di accesso prioritario all’agevolazione per l’assunzione di personale altamente qualificato.

4) Introduzione di incentivi fiscali per investimenti startup provenienti da aziende e privati per gli anni 2013-2015. Gli investimenti valgono sia in caso di investimenti diretti in startup, che indiretti per il tramite di altre società che investono soprattutto in startup. Il beneficio fiscale è maggiore se l’investimento riguarda le startup a vocazione sociale e a quelle che operano nel settore energetico.

5) Introduzione del Crowdfunding, la cui regolazione di dettaglio sarà predisposta dalla Consob.

6) Accesso semplificato, gratuito e diretto per le start-up al Fondo Centrale di Garanzia, un fondo governativo che facilita l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari. Gli incubatori certificati possono beneficiare dello stesso trattamento speciale riservato alle startup.

7) Sostegno ad hoc nel processo di internazionalizzazione delle startup da parte dell’Agenzia ICE. Il sostegno include l’assistenza in materia normativa, societaria, fiscale, immobiliare, contrattualistica e creditizia, l’ospitalità a titolo gratuito alle principali fiere e manifestazioni internazionali, e l’attività volta a favorire l’incontro delle startup innovative con investitori potenziali per le fasi di early stage capital e di capitale di espansione.

Diventare una startup

 

Per diventare a tutti gli effetti una startup, tutte le società devono essere in possesso dei requisiti (che fra poco leggeremo), fissati dalla legge e iscriversi di conseguenza alla sezione speciale del Registro delle Imprese.

Per l’iscrizione è necessario presentare un’apposita domanda allegando una dichiarazione attestante ovviamente il possesso dei requisiti.

Il termine di legge prescritto per il possesso dei requisiti è fissato:

  • Alla data di invio della domanda al Registro delle Imprese per le società costituite dopo il 19 dicembre 2012.
  • Al 19 Dicembre 2012 per le altre società.

Non è previsto alcun termine temporale per il deposito della domanda.

Quali sono i requisiti necessari per costituire una startup innovativa?

Per creare una startup c’è bisogno anzitutto di alcuni requisiti fondamentali, caratteristiche essenziali ai fini della sua costituzione. Vediamole attentamente una per una.

  • È costituita e svolge attività d’impresa da non più di 48 mesi dalla data di presentazione della domanda.
  • Ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia.
  • A partire dal secondo anno di attività della startup innovativa, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non è superiore a 5 milioni di euro.
  • Non distribuisce e non ha distribuito utili.
  • Ha quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
  • Non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.
  • Possiede poi almeno uno dei seguenti titoli:

1) Le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della startup innovativa. Dal computo per le spese in ricerca e sviluppo sono escluse le spese per l’acquisto e la locazione di beni immobili. In aggiunta a quanto previsto dai principi contabili, sono altresì da annoverarsi tra le spese in ricerca e sviluppo: le spese relative allo sviluppo precompetitivo e competitivo, quali sperimentazione, prototipazione e sviluppo del business plan, le spese relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori certificati, i costi lordi di personale interno e consulenti esterni impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, inclusi soci ed amministratori, le spese legali per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso. Le spese risultano dall’ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa. In assenza di bilancio nel primo anno di vita, la loro effettuazione è assunta tramite dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della startup innovativa.

2) Impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore 1/3 della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che ha svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero.

3) E’ titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

Ho un’idea e voglio creare la mia startup. Cosa devo fare?

Le operazioni concrete per realizzare una startup sono semplici e tre:

1) Costituire una società di capitali, per questo passaggio è necessario l’atto del notaio.

2) Dichiarare l’inizio attività.

3) Richiedere l’iscrizione alla sezione speciale delle startup innovative del Registro delle Imprese.

Tutti e tre gli adempimenti vanno fatti esclusivamente per via telematica e possono essere inviati al Registro delle Imprese contestualmente e/o in momenti diversi.

Brainstorming Lounge. Questioni legali per startup e innovatori: tutti i segreti mai svelati

 

Per approfondire le tematiche trattate, proprio il 30 Ottobre, a Bologna, VoliGroup ospiterà nei suoi studi l’ultimo evento dell’edizione 2013 Brainstorming Lounge.

Il Brainstorming Lounge è un’occasione di networking e confronto tra gli attori dell’ecosistema imprenditoriale come ricercatori, business men, studenti e investitori.

L’evento dal titolo “Questioni legali per startup e innovatori: tutti i segreti mai svelati” vedrà una tavola rotonda sugli aspetti di natura legale che interessano le varie fasi della vita di una startup; dalle opportunità per le nuove imprese innovative derivanti dal Decreto Sviluppo, ai suggerimenti da seguire durante una trattativa con gli investitori. Il tutto supportato da imprenditori e professionisti del settore.

È un tema, come abbiamo potuto constatare, molto delicato e composto, fonte spesso di equivoci in uno scenario complesso come quello del nostro Paese. Quindi…Perché non andarci? 😉

Per maggiori informazioni sull’evento, potete consultare il seguente link: blounge1013.eventbrite.com

Email marketing: come scegliere la strategia migliore?

Era il 1971, quando Ray Tomlinson installò su ARPANET un sistema in grado di scambiare messaggi fra le varie università. Oltre 40 anni dopo, l’email è ancora uno degli strumenti più utilizzati sul web, quindi è importante per le aziende tenerlo d’occhio, conoscerne le potenzialità e scoprirne le evoluzioni per il proprio business.

È per questa ragione che MailUp, da anni esperto nella gestione di campagne di direct email marketing, presenta la terza edizione di Email Marketing Statistics, l’osservatorio statistico sul mondo dell’email marketing.

L’analisi è basata su un campione di quasi 12 miliardi di messaggi annuali inviati attraverso la piattaforma (69% newsletter,30.8% DEM, 0.2% transazionali), e offre una panoramica sulle diverse strategie di emailing e benchmark settoriali.

Le attività di email marketing si differenziano in base al settore di appartenenza e alla tipologia di business dell’azienda, motivo per cui per la ricerca di MailUp sono stati selezionati 28 settori di attività commerciali raggruppando, al loro interno, sotto-categorie
affini.

La ricerca include le percentuali di apertura per settori merceologici, la classifica dei client di posta più diffusi, i risultati dell’indagine sui tempi di lettura dell’email, i dati sulla reattività dell’email nel mondo.

Chi si occupa di marketing e comunicazione, sa bene che dati di questo tipo di informazioni sono indispensabili per individuare la strategia migliore per raggiungere i propri obiettivi: aumentare il traffico sul sito, far crescere il numero di iscritti nel proprio database, rafforzare la brand awareness, favorire l’acquisto, nutrire la relazione e informare gli stakeholder.

Quindi, cosa bisogna assolutamente sapere?

Oltre il 30% delle email viene ormai letta su smartphone o tablet.

Per questo motivo è bene creare template responsive in grado di adattare più variabili alle dimensioni dello schermo (larghezza delle
tabelle e dimensione dei caratteri), e organizzare i contenuti anche per la visualizzazione su mobile.

DEM o Newsletter?

La newsletter ottiene le percentuali di OR e CTR più alte, probabilmente perché gli utenti preferiscono ricevere messaggi con contenuti informativi rispetto alle promozioni pubblicitarie. Le DEM risultano più efficaci solo se inviate a segmenti ben profilati.

Click through rate e click-to-open-rate.

A cosa serve mandare un messaggio se non viene nemmeno aperto?
Le email più aperte nell’ambito B2B sono quelle provenienti da banche ed assicurazioni perché propongono un contenuto altamente personalizzato. Il coinvolgimento dei destinatario sembra quindi essere la strategia vincente.

I dati estrapolati mostrano un range di CTOR abbastanza ampio, segno di buona reattività da parte degli utentiTenendo conto che il CTOR rappresenta il rapporto di clic sulle aperture, una percentuale bassa può indicare: la presenza di contenuti ritenuti poco interessanti per i fruitori dell’email, un messaggio che si esaurisce senza la necessità di interazione da parte dell’utente o una scarsa profilazione dei destinatari.

E i social network?

Se vi occupate di email marketing non guardare ai social network come ad una minaccia, bensì come ad un’opportunità. La condivisione di un’email sui social network è un sistema efficace, e a costo zero, per incentivare la diffusione virale del contenuto e ottenere di conseguenza maggiori visualizzazioni della propria campagna.

Le abitudini degli utenti e i trend ti permettono di anticipare gli scenari e di cavalcar con successo il cambiamento, quindi per scoprire altre interessanti informazioni sullo stato dell’email marketing, ti invitiamo a scaricare (gratis) l’Osservatorio statistico 2013 di MailUp!