6 consigli per migliorare la vostra presenza su SlideShare

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6 consigli per migliorare la vostra presenza su SlideShare

Come ben sapete, SlideShare è un’ottima vetrina per la vostra visibilità (o quella della vostra agenzia/azienda).

La vostra presenza è importante e anche l’occhio vuole la sua parte: se vi siete appena iscritti o se non avete mai badato a mettere a posto le cose, oggi vi diamo alcuni consigli utili a farlo (seguendo le linee guida della newsletter ufficiale).

1. Rendi la tua presentazione interessante

Nella tua testa stai pensando alla presentazione più bella del mondo. Bene, ma sarà davvero così? Le persone non vedono l’ora di leggere la prossima slide oppure si annoiano? Provare a realizzare una presentazione snella, interessante, curiosa e stimolante è il primo passo per avere successo.

2. Grandi immagini, poco testo

Non sotterrare ogni tua slide con la pesantezza degli elenchi puntati, loghi ad ogni angolo e altre cose irrilevanti. Concentrati sulle immagini, grandi e belle da vedere, con il testo essenziale. Non a caso, un’immagine vale più di mille parole (e il nostro cervello processa le immagini molto più velocemente).

3. Non fate affidamento a template preimpostati

Ad esempio, non seguite i template già pronti di Power Point. Sapete fare di meglio, ne siamo sicuri. Usate colori di sfondo come il nero, il blu o il bianco e mixate il tutto con belle immagini e dei font convincenti.

4. Sfrutta al massimo la visibilità del tuo canale

Quando crei il tuo account hai l’opportunità di dare la giusta spinta al tuo canale. Fallo, perché in questo modo hai l’opportunità di mostrare i tuoi lavori, di descrivere la tua esperienza in ambito professionale e, altro aspetto importante, connetterti con le altre persone tramite i Social Media.

5. Connetti il tuo account con LinkedIn

LinkedIn è il trampolino di lancio per la tua attività professionale: accertati di aver collegato il tuo account SlideShare così da condividere automaticamente i tuoi lavori e stimolare condivisioni e commenti.

6. Attiva le funzionalità avanzate

Se il tuo obiettivo è quello interagire con altre persone e gestire con loro una relazione che va oltre la lettura delle slide (e magari dei commenti), puoi provare anche le funzionalità avanzate (a pagamento) di SlideShare. Ad esempio, “Lead Capture” è un modulo che ti consente di raccogliere informazioni utili dai tuoi fan.

The innovation of loneliness: i social network ci fanno sentire soli?

Per ogni marketer è importante seguire i trend che caratterizzano una società in un dato periodo, essere a conoscenza dei pro e dei contro e valutarne i benefici per la propria strategia. Ecco perché oggi, invece di parlarvi dell’ultima campagna non convenzionale, abbiamo scelto di proporvi una riflessione sul difficile rapporto tra la solitudine dell’essere umano e i social network.

“Ciò che rende socievoli gli uomini è la loro incapacità di sopportare la solitudine e, in questa, se stessi”. Questa affermazione di Arthur Schopenhauer ci è utile per introdurre una interessante infografica animata opera di Shimi Cohen da cui parte la nostra riflessione.

Quanti amici avete su Facebook? E quanti follower su Twitter? 

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=c6Bkr_udado’]

Molti dicono: I share, therefore I am. In poche parole, condivido foto, informazioni contatti, per questo sono. Ormai è stato abbandonato il cartesiano “cogito ergo sum” in favore di una prospettiva più ampia che abbraccia i social network, unico strumento attraverso il quale possiamo essere presenti nel mondo e nella vita dei nostri contatti. Queste piattaforme sono diventate il mezzo più efficace per comunicare se stessi e i propri successi personali. I social network sembrano essere diventati strumenti di identificazione e di identità.

Il video di Shimi Cohen ci dimostra in realtà quanto i social media non avvicinino le persone, ma piuttosto siano i principali fautori di un aumento della solitudine. Il senso di connessione e di appartenenza ad una rete di amici/ contatti è quindi soltanto apparente. Quanti dei vostri contatti conoscete bene? Con quanti siete andati a prendere un caffè? Con quanti vi sentite ogni giorno? Noterete subito che il numero sarà veramente esiguo rispetto alla somma totale di tutti i vostri “amici”.

Le innovazioni tecnologiche hanno sicuramente trasformato il modo in cui le persone interagiscono tra di loro. Un recente studio promosso da Ubisoft su oltre 1.000 adolescenti, di età compresa tra 12 e 18 anni, in cinque diversi paesi europei – Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito – ha evidenziato che per oltre 6 giovani europei su 10,  internet e social network rendono la vita più divertente.

Il video di Shimi Cohen non è della stessa opinione. Ispirandosi al libro di Sherry Turkle Alone Together, sottolinea gli effetti che l’utilizzo dei social media ha causato sulla psiche umana. Nel testo si raccontano alcuni episodi particolari. La tesi di Turkle è che l’uomo sta proiettando le proprie qualità sui robot e sulla tecnologia. Invece di amici veri, preferiamo stringere amicizia con sconosciuti su Facebook. Invece di consegnare curriculum a mano, preferiamo iscriverci a forum di discussione o a Linkedin. Questo permetterebbe all’essere umano di non costituire una propria identità definita, ma molteplici aspetti di se stessi disincentivandolo a formare il proprio io. Insomma, i social network non cambiano soltanto quello che facciamo, ma cosa siamo.

Rosalba Miceli, in un recente articolo de La Stampa, ha dichiarato la valenza cruciale per l’individuo del mondo social: “I Social Media aiutano a superare la barriera di 150, ipotizzata da Dunbar, con molti legami deboli e diversificati, che connettono le persone a molti ambienti sociali differenziati. […] I network più estesi offrono una grande varietà di informazione e di contatti sociali, garantiscono maggiore supporto e, al contempo, ogni individuo al loro interno si mostra più propenso a offrire supporto: si può creare in tal modo un circolo virtuoso nel quale il capitale sociale (che consiste nelle relazioni di fiducia, cooperazione e reciprocità) alimenta ulteriore capitale sociale.”

E voi Ninja? Cosa pensate dei social media? Hanno veramente cambiato le nostre relazioni sociali? Voi vi sentite soli? O pensate che il vostro capitale sociale sia aumentato?

Dare è la migliore comunicazione: lo spot di TrueMove [VIDEO]

Dare è la migliore comunicazione: lo spot di TrueMove

TrueMove è una compagnia telefonica thailandese di cui tutti in questi giorni sentiamo parlare: il suo video “Giving” sta raccogliendo milioni di visualizzazioni su YouTube. Un filmato altamente emozionale che racconta una storia davvero commovente. Un video, insomma, che difficilmente chi vede non condividerà.

Protagonisti sono il titolare di un piccolo ristorante e la figlia. Quando il primo viene colpito da un grave infortunio, la giovane si trova nella difficile condizione di trovare un modo per pagare il salato conto ospedaliero. Ma un’intervento provvidenziale, premio di una vita di carità e solidarietà condotta dall’uomo, risolverà tutto.

Giving without expecting anything in return is the best communication. Dare senza aspettarsi nulla in cambio è la migliore comunicazione. Questo l’insight di uno spot dalla certezza virale, non il primo nel settore delle telecomunicazioni, dal quale provengono alcune delle case histories più belle e significative.

Vi ricordate di “Keep in touch“, la campagna di Telecom New Zealand?

Credete che per aziende di questo genere, il cui core business riguarda in sostanza la connessione tra persone, sia più facile creare contenuti altamente empatici come questi?

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori della settimana

Quale migliore occasione per stimolare le vostre menti creative che tuffarvi nella Top10 fumetti e illustrazioni? Per i nostri ninja ecco come ogni settimana scovare le novità più succose, gli artisti più innovativi, le opere più interessanti, in Italia e nel mondo. Buona visione!

 Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Mike Allred

Mike Allred ha postato sul suo blog una serie di making of e di versioni alternative delle sue cover realizzate per la serie FF (Fondazione Futuro) Marvel Now della Marvel. Questa ad esempio è una cover “animata” (se non la vedi bene, clicca qui).

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Ulli Lust
Ulli Lust ha vinto l’Ignatz Awards 2013, i premi dello Small Press Expo americano, come miglior graphic novel con il suo “Today is the Last day of the Rest of your Life” (Fantagraphics Books) – tradotto in Italia come “Troppo non è mai abbastanza” (ed. Coconino Press Fandango) – di cui vedete la copertina. Un lavoro davvero interessante, di spunto autobiografico, una storia di ragazze dallo spirito libero e l’ispirazione punk.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana

Ho scoperto di recente il sito della giovane Caitlin Skaalrud che vive a Minneapolis, negli USA, e si fa conoscere col nome Talk Weird Press. Ci ho trovato dei webcomics molto belli (e non solo), proprio come l’estratto che vedete qui sopra (si legge in lingua inglese).

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Alberto Corradi

Il tenero Mostro nella Tazzina venuto dal pianeta Biscotto nella Dolce Galassia, creazione di Alberto Corradi è diventato una serie a fumetti senza parole, che trovate in edicola ogni mese sulla rivista prescolare GBaby (nata da Il Giornalino delle Edizioni San Paolo)

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Sualzo
Sualzo ha realizzato una suggestiva stampa ispirata al suo ultimo graphic novel, Fermo, edita da Bao Publishing. A tiratura limitata in 100 esemplari numerati, sarà regalata ad estrazione tra quelli che saranno diventati fan della pagina Facebook del libro entro questo mese.

 Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Alfred

Lui si chiama Alfred, e il suo segno è molto poetico. Questo è il suo nuovo graphic novel Come prima, che parla di un viaggio in Italia a bordo di una Cinquecento, con atmosfere omaggio al nostro cinema negli anni 60. Annunciato in uscita in Francia il 2 ottobre 2013, per le edizioni Delcourt.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Fanny Michaëlis

Quest’immagine è tratta dal lavoro di Fanny Michaëlis “Avant mon père aussi était un enfant” (ed. Cornelius) uscito sempre in Francia. Fanny sarà ospite in Italia molto presto, al Treviso Comic Book Festival 2013 (dal 21 al 29 settembre) insieme al collega Ludovic Debeurme, per una mostra dal titolo “Ritmi in chiaroscuro“. Allo Spazio Paraggi ( Via Pescatori 23, Treviso) dal 27 Settembre al 12 Ottobre.

 Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Sam Alden

Sam Alden è un giovane e talentuoso fumettista di Portland (Oregon, USA), che abbiamo visto di recente anche in Italia grazie alle edizioni Delebile. Anche lui ha vinto un Ignatz 2013, ma nella categoria “nuove promesse”. Quella che vedete è un’immagine tratta da un suo webcomic piuttosto disturbante, dal titolo “Household”.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Philippa Rice
Philippa Rice di Nottingham (UK) lavora con la carta per creare i suoi fumetti che “escono dal foglio” nella serie “My Cardboard Life”, protagonisti i personaggi Colin e Pauline. Nuove frontiere da esplorare.

Salvatore Giommaresi ha ricevuto di recente un’opportunità speciale. Vincitore lo scorso anno del concorso Coopforwords (per il fumetto), quest’anno è arrivato secondo, ma ha ricevuto lo stesso, per merito nel lavoro presentato, una borsa di lavoro per un progetto internazionale volto alla realizzazione di attività formative (a tema fumetti e storytelling) destinate a paesi dell’Africa sub-sahariana. La storia proposta, di cui vediamo un’immagine, ha presentato il tema delle possibilità di credito e di sviluppo nei paesi emergenti.

Ringrazio tutti quelli che hanno commentato il post della scorsa settimana, segnalando i loro lavori. Sono molto interessanti e li vedremo man mano nelle prossime Top10! Rinnovo l’invito a tutti gli artisti emergenti a farsi avanti, lasciando nei commenti a questo post i link ai loro Tumblr, siti o portfoli!
Alla prossima!
Odri

iPhone: configurare e sincronizzare con iCloud come un Ninja

Nel precedente articolo di questa rubrica virtuale su come configurare ed utilizzare i nostri device per digitalizzare la nostra quotidianità, abbiamo parlato dell’importanza di salvare i propri dati non sul dispositivo ma sul web, tramite servizi di clouding che consentono di sincronizzare i propri dati fra dispositivi mobili e desktop, di avere backup sempre aggiornati e dati sempre disponibili.

Oggi, andremo più sul concreto. Cercherò di spiegarvi e guidarvi nella configurazione dei vostri iPhone come lo farebbe un vero Ninja!

Apple ID

Se hai un iPhone o un iPad, avrai anche sicuramente un Apple ID o almeno devi crearlo per proseguire!

Alla prima accensione infatti, i dispositivono Apple chiede di inserire le proprie credenziali Apple ID oppure di crearle nel caso in cui ancora non fossimo utenti Apple.

Da questo momento in poi, il nostro iPhone vive in simbiosi al nostro ID. Sia che configuriamo i servizi disponibili ad hoc secondo le nostre esigenze sia che non lo facciamo.

Quindi perché non approfondire sui servizi integrati nel suo iOS Apple ci mette a disposizione?! Potremmo anche ricevere benefici indiretti non trascurabili come un miglioramento della durata della batteria ed un minor consumo di traffico dati disattivando servizi a noi non necessari.

Sincronizzazione

Andando su Impostazioni > iTunes Store e App Store possiamo vedere con quale Apple ID siamo loggati (si spera il nostro) e che servizi sono attivi.

Abilitando/disabilitando le voci visibili nell’immagine qui sopra, Musica, App, Libri ed Aggiornamenti, possiamo tenere sempre sincronizzati il nostro iPhone ed il nostro iPad: ogni volta che scarichiamo da App Store una nuova applicazione, o acquistiamo una canzone su iTunes Store questa sarà disponibile sull’altro dispositivo in automatico!

Bello vero?! Non sempre però è la scelta più adatta alle esigenze di tutti, soprattutto se preferite avere il “controllo” totale su che cosa avete caricato e cosa no sul vostro

Tutto dipende da che utilizzo facciamo dei nostri dispositivi: più l’utilizzo è consapevole ,migliore sarà l’esperienza finale e l’aumento di produttività che ne scaturirà. Quindi schiariamoci le idee e “settiamo” le funzioni abilitandole o disabilitandole in base alle nostre decisioni.

Occhio al download!

Attenzione all’ultima opzione: Utilizza Dati Cellulare. Se abilitata, il nostro iPhone scaricherà aggiornamenti o nuove applicazioni scaricate su altri dispositivi anche via 3G, consumando notevole traffico dati e batteria! Teniamola disattivata, in questo caso quando avrà disponibile una rete Wifi il nostro telefono farà i suoi download programmati!

Configuriamo i servizi iCloud: sincronizzazione avanzata alla portata di tutti

Ora è tempo di personalizzare le funzioni iCloud. Cliccando su Impostazioni > iCloud troviamo in alto indicato il ns Account Apple: cliccando sull’Apple ID troviamo indicazioni sul nostro piano di archiviazione attivato con Apple che ci mette a disposizione, gratuitamente, fino a 5GB di archivio iCloud.

Attenzione, possono sembrare tanti, ma nel caso in cui decidiamo di attivare il backup automatico dei dispositivi, non lo sono! Ricordiamoci che lo spazio è totale e legato non al device ma al nostro account: se abbiamo più di un dispositivo può non essere sufficiente. In questo caso dovremmo valutare un upgrade di spazio che può raggiungere anche i 50 GB rispondendo di fatto ad ogni esigenza di spazio per backup.

Tornando alla schermata iniziale di configurazione iCloud troviamo in ordine tutti i servizi disponibili, con a destra il solito switch per attivare/disattivare il servizio.

Le opzioni di iCloud: i vari servizi offerti

Posta: Si tratta dell’account gratuito che Apple permette di registrare alla prima iscrizione a iCloud. Attivandolo, le email saranno sempre sincronizzate fra i dispositivi Apple ed accessibili anche da icloud.com. Personalmente non lo uso perché appoggio tutto il traffico mail su @google.com. Se non ti serve un nuovo indirizzo mail targato Apple, lascialo disattivato.

Contatti: Permette di sincronizzare i contatti salvati in diversi dispositivi Apple fra di loro ed eventualmente anche con un desktop come l’iMac. Abilitandolo, le modifiche apportate alla rubrica saranno immediatamente disponibili negli altri dispositivi e salvati su server Apple.

Se perdiamo o cambiamo il nostro iPhone basterà configurare un nuovo telefono con lo stesso account iCloud. Lo tengo disattivato, perché utilizzo (e vi dirò in un prossimo articolo come fare) i servizi Google perché Apple non permette di condividere queste informazioni con altri servizi, Google si.

Calendari: Vale il medesimo discorso fatto per la Rubrica: aggiungiamo o aggiorniamo un evento su iPhone per vederlo immediatamente nel nostro iPad o al lavoro accedendo da icloud.com. Per il motivo sopra, io per il calendario utilizzo i servizi Google.

Safari: Abilitandolo, oltre a sincronizzare preferiti ed elenco lettura, permette di “continuare” a navigare nelle stesse pagine aperte indipendentemente dal dispositivo che abbiamo in mano. Aprendo Safari basterà cliccare sulla nuvoletta per vedere le tab aperte sugli altri dispositivi e proseguire la navigazione.

Promemoria, Note e Passbook: il concetto è sempre quello e qui è molto semplice: i tuoi promemoria salvati ed attivi in ogni dispositivo; tutti i tuoi appunti presi nei vari dispositivi sempre sincronizzati; così come i biglietti ed i ticket salvati nel tuo passbook.

Immagini: Qua le opzioni sono due: puoi abilitare lo streaming foto che, quando il telefono si trova in una rete wifi, si occupa di caricare tutte le foto scattate su iCloud e le invia a tutti i dispositivi (compreso iMac e iPhoto).

L’altra opzione abilita la condivisione foto: possiamo creare degli album e scegliere quali foto e video condividere con chi vogliamo ed avere sui diversi dispositivi gli album sincronizzati e sempre aggiornati con le foto scattate da tutti.

Visto lo spazio che le foto occupano, tengo lo streaming foto disattivato, ma ogni tanto scarico le foto su iPhoto per stare tranquillo e non rischiare di perdere qualcosa di importante.

Documenti e dati: lavorare su un foglio iWork e riprendere il lavoro da casa, dall’ufficio o dall’iPad. Per chi utilizza la suite Apple un must have. In futuro vi spiegherò invece perché io mi affido a servizi terzi come Google Drive, Evernote e Dropbox per questo genere di attività.

Trova iPhone: be’, questa funzione non necessita di spiegazioni: se non troviamo il nostro telefono o crediamo di essere stati derubati, accedendo dall’app per iPhone/iPad da un altro dispositivo o accedendo direttamente da icloud.com con il nostro Apple ID possiamo individuare con precisione la posizione del nostro telefono, bloccarlo, inviare un segnale acustico ed un avviso che il telefono è smarrito ed addirittura, nel caso in cui sia necessario, inviare un comando di reset che elimina tutti i nostri dati dal dispositivo. Tenere questa funzione disattivata sarebbe un suicidio!

Archivioe e backup

Da archivio e backup possiamo avere informazioni e gestire i dati che sono salvati su iCloud ed abilitare il backup automatico su iCloud: quando attivo, esegue automaticamente il backup del rullino foto, account, documenti ed impostazioni di tutto l’iPhone quando questo è collegato alla corrente, bloccato e connesso ad una rete Wi-Fi.

Se non abbiamo l’abitudine di fare un backup ogni tanto tramite iTunes e lo spazio a disposizione non è un problema, abilitando questa funzione possiamo veramente dormire sogni tranquilli. Inoltre così è anche possibile ripristinare in un nuovo dispositivo tutto il vecchio in pochi minuti, veramente pochi, e con una facilità mai vista.

Una funzione di importanza vitale, che tengo disattivata perché uso già o con tutte applicazioni iCloud, mail in imap, contatti e rubriche salvate su Google, fotografie scaricate su iPhoto e documenti in rete.

Prossimo appuntamento: il nostro Account Google

Perfetto, siamo a buon punto e sicuramente avrai fatto una buona, e soprattutto consapevole, configurazione! Ma ancora non abbiamo finito: il calendario, la rubrica? Dove sono!?

Prossimamente configureremo assieme i servizi disponibili grazie al nostro account Google ed integreremo le potenzialità offerte da Apple ed avremo finalmente così un iPhone Ninja, pronto ad essere utilizzate con tante app con funzionalità Cloud e liberarci da carta, penna, fogli in giro e ricerche infinite.

Stay Tuned!

Moto X, uno spot per ogni feature dello smartphone [VIDEO]

“Avere o mostrare rapida e perspicace intelligenza”: questa la definizione di Smart, termine spesso inflazionato nel linguaggio della comunicazione. Il termine Smartphone identifica quindi, per definizione, il telefono intelligente e si riferisce ai device di nuova generazione che nell’ultimo decennio hanno invaso il mercato della telefonia, come Moto X di Motorola.

Stiamo parlando dell’ultimo telefono firmato Google e Motorola realizzato puntando su alcune peculiarità e caratteristiche interessanti, per potersi differenziare rispetto ai competitor, in un mercato in cui l’offerta è notevole e sempre più all’avanguardia.

A Montain View ne sono consapevoli e per il lancio del nuovo device hanno ideato, con l’agenzia Droga 5, la campagna di comunicazione “Lazy phone” che incentra i messaggi chiave sulle diverse caratteristiche e funzionalità di questo device.

Sono stati realizzati infatti diversi spot molto divertenti che simulano alcune situazioni quotidiane che siamo soliti vivere con il nostro smartphone. I video sono caratterizzati dall’umanizzazione dello smartphone, che nel dettaglio diviene un personaggio pigro e che non risponde con reattività ai comandi di chi lo possiede.

La campagna è stata costruita con la volontà di mostrare, una ad una, le caratteristiche che secondo il produttore fanno di questo smartphone un must-have: il comando vocale, il twist and take che ti permette di accedere in maniera veloce alla fotocamera, l’active display con un nuovo modo di segnalare le notifiche. Ad ognuna di queste funzionalità è stato dedicato un video che, al contrario degli emozionali spot Apple o di quelli “social” di Samsung, punta tutto su di una costruzione improbabile e quindi fortemente ironica.

Inoltre al termine di ogni spot viene ricordato che il device è “disegnato da te”e assemblato negli Stati Uniti. Un claim che richiama quello di un noto competitor, ma che serve anche a ricordare la possibilità di personalizzare direttamente dal sito il proprio device con la funzionalità “Moto Maker”.

Ciascuno dei video può essere fruito indipendentemente dagli altri, e in pochi secondi riesce a divertire e al tempo stesso rendere esplicito ciò che l’azienda ci sta dicendo: “con il nostro telefono, questo non ti succederà”.

Una strategia digitale che sembra essere vincente a giudicare dalle milioni di views che stanno raccogliendo i video. Staremo a vedere se aiuterà a ritagliarsi una parte importante nella market share di un mercato difficile e dinamico qual è quello degli smartphone di ultima generazione.

Content Design: come creare contenuti d'engagement

Fasi del Content Marketing

L’attenzione è la moneta dell’economia digitale. E l’attenzione è misurata in tempo, secondi dedicati ad un singolo task. Come leggere questo articolo e condividerlo. Come costruire contenuti (testi, video, foto) in grado di attrarre l’attenzione, mantenerla, convertire ed essere condivisi spontaneamente?

#1 Ritmo

In generale potremmo definire il ritmo come il rapporto fra gli elementi discreti (identificabili) del contenuto, la loro dimensione (persistenza nel tempo) e i vuoti che li separano (assenza di contenuto). Questa definizione molto generale si declina poi in maniera molto specifica per le varie tipologie di contenuto (il modo di gestire il ritmo in un video sarà differente dal modo di farlo in un testo).

In un testo si tratta della gestione degli spazi fra i paragrafi (chunk) o gli elementi dell’ipertesto (video, immagini) e più in generale di tutti gli elementi che gestiscono la scannability/readibility del testo (come gli elenchi puntati, la titolazione dei paragrafi, ecc.). In un video il ritmo è dato dal montaggio del video e dall’utilizzo di una colonna sonora.

È fondamentale che il contenuto abbia un ritmo che contribuisca a mantenere alta l’attenzione. In poche parole deve sempre fornire stimoli al lettore in modo da non farlo annoiare/pensare ad altro. In questo senso per il fruitore del contenuto il ritmo è dato dalla quantità di stimoli da elaborare che il contenuto gli offre (nell’unità di tempo).

Il ritmo non è il solo responsabile del livello di attenzione dedicato dall’utente al contenuto. Altri fattori restano importanti (l’interesse per l’argomento, il contesto e il momento di fruizione). Questi altri fattori dipendono però più dalla volontà, mentre il ritmo agisce più sugli elementi “automatici” del cervello: un po’ come la differenza fra l’attenzione che dedichi a guidare la tua auto e quella che metti nel cucinare per la prima volta un piatto di tonnarelli cacio e pepe il giorno che decidi di dimostrare alla tua dolce metà che sai cucinare pure tu.

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#2 Semplicità

Perché è così difficile catturare l’attenzione? Perché fruire di contenuti online presenta lo svantaggio di un momento e contesto che facilitano la distrazione: mentre leggi le mie parole probabilmente interromperai due o tre volte la lettura perché hai ricevuto un’email o un messaggio su skype, oppure hai visto il banner di una pubblicità che ti interessa. O semplicemente ricevi la telefonata di tua madre che ti deve impellentemente chiedere se preferisci pollo o tacchino per il pranzo di Natale, fra tre mesi.

Il contenuto deve quindi contendere l’attenzione a molti altri stimoli. Ciò fa regredire il lettore del contenuto ad un’età media di 5 anni. Indipendentemente dal suo livello di istruzione. Perché l’attenzione frammentata ci rende “stupidi” come bambini di 5 anni. Per questo il contenuto deve essere semplice. Puntare con chiarezza alla call-to-action (leggi questo articolo fino in fondo!) e mettere a fuoco bene il messaggio (l’articolo migliorerà il tuo Content Marketing!)

Basti pensare al progetto Storydoing, take a look!

#3 Associazione

Un buon contenuto è importante. Ma come in tutte le cose della vita che hanno a che fare con le performance, esiste un poco, un giusto e anche un troppo. Cosa significa “essere troppo” riferito ad un contenuto? Significa che siete nei guai: il vostro contenuto è eccellente in sé, ma non valorizza l’associazione con il vostro brand, prodotto o call-to-action.

È il caso di ottimi storytelling che però non sono costruiti bene coinvolgendo al brand. Quindi il contenuto funziona (viene fruito e diffuso) ma quasi nessuno si da’ seguito alla call-to-action o si ricorda del brand.

Come fare: costruite i contenuti con il brand/prodotto dentro. In modo che non siano separabili.

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#4 Bellezza

Di ciò che l’uomo ha creato, cosa è sopravvissuto nei secoli? L’arte. Per quanto difficile da spiegare la differenza fra un oggetto vecchio (affascinante) e un’opera d’arte (bella) è sorprendentemente di chiara percezione.

Non basta quindi creare contenuti “utili”, soprattutto nel mondo di internet dove i contenuti “utili” abbondano (quantità seconda soltanto a quella dei contenuti “inutili”). La differenza la può fare il modo (forma) in cui questi vengono presentati/costruiti più che l’informazione presentata (sostanza).

Il contenuto dovrebbe essere sempre curato nei minimi dettagli, sia a livello di esperienza che a livello di forma. E il design del contenuto nella sua forma dovrebbe sempre essere seguito da un’artista. Non da un professionista. Da un artista.

Vi consiglio di dare un’occhiata all’infografica You Waste a Lot Of Time At Work.

#5 Riconoscibilità

Il contenuto e il messaggio che esso contiene in che modo si inserisce nella vita di chi lo fruisce? Il fruitore dovrebbe avere ben chiaro a cosa può servirgli il contenuto o identificarsi in esso. In generale deve riconoscerlo. Esattamente come avviene quando identificate il volto di vostro padre fra le decine di estranei in attesa all’uscita dell’aeroporto. Improvvisamente qualcosa si accende, prima che voi capiate cosa sia.

Un contenuto riconoscibile è qualcosa che risalta in mezzo a molti altri contenuti. Per via di un immagine o di parole che esprimono concetti, bisogni o aspirazioni che identifichiamo come familiari ben prima di capire razionalmente perché.

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#6 Azionabilità

Il contenuto ha attirato l’attenzione. E ora? Non dimenticare che catturare l’attenzione non è il fine. Ma il mezzo. L’inversione fine-mezzo è uno degli errori più comuni nel Content Marketing. Lo scopo del contenuto non è farsi notare. Ma convertire.

Il contenuto stesso deve dunque essere azionabile, cioè favorire in ogni modo la call-to-action primaria (es. il pagamento di una donazione) e secondaria (la condivisione del contenuto stesso). Come si misura questa ‘facilità’? Dal numero di passaggi che separano il contenuto dalla conversione.

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#7 Provocazione

Se non capisci cosa vuol dire sei stupido!

Ecco. Questo è un esempio di cosa spesso viene inteso con provocazione: insulti gratuiti. La provocazione è qualcosa in grado di suscitare un dibattito. Anche acceso. Ma deve essere basato su posizioni fondate, per evitare di diventare un danno. Quindi la provocazione deve sempre essere associata a posizioni motivate. E non condivisibili da tutti:

Se hai letto letto fin qua e non hai capito, allora dovevi essere bocciato in italiano.

È importante che la posizione provocatoria sia netta e palese. Altrimenti il contenuto perde di forza e dunque di efficacia. La sfida sarà quella di adattare ciò ad un tone of voice coerente con il brand e il proprio pubblico.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=Y4h8uOUConE’]

#8 Teasing

Online non accediamo mai direttamente al contenuto. Scegliamo sempre di accedere. A seguito della lettura di un teaser. Che sia il frame di un video, un’immagine o un breve testo (ad esempio la condivisione di un amico) è importante che questa fase di teasing venga fatta correttamente.

Il Teasing deve essere incompleto e rappresentativo: cioè dare un’anticipazione fedele di ciò che attende l’utente dopo il click ma mantenendo il senso di sospensione che può far scattare la voglia di fruire del contenuto. Deve essere un assaggio. Stessa pietanza, poca quantità e la promessa di qualcosa di più.

La fase di Teasing può anche essere gestita attraverso i Paid Media (advertising).

 

 

Ikea sceglie Mozart per presentare il catalogo 2014

Qual è la prima cosa che vi viene in mente pensando alla Svezia, oltre agli Abba, Ibrahimovic e il biondo platino dei suoi abitanti?

Non potete sbagliarvi, stiamo proprio parlando di Ikea, autrice come sempre, di una campagna guerrilla molto originale, lanciata questa volta nella sua madre patria per presentare l’uscita del nuovo Catalogo 2014.

La capacità di Ikea di essere sempre all’avanguardia in tema di Marketing non convenzionale è ormai nota, ma la multinazionale dell’arredamento continua a sorprendere per la sua abilità di arrivare alla gente con idee nuove e creative.

Molti di voi curiosando sul web avranno sicuramente avuto modo di apprezzare alcune tra le tante opere metropolitane realizzate da Ikea negli ultimi anni. Ricorderete sicuramente i billboard tridimensionali, i balconi a forma di scatoloni e le metropolitane di Parigi arredate come fossero salotti.

Ikea for Absolut Vodka - New York, 2006

Kobe (Giappone), 2008

Francoforte, 2008

Parigi, 2010

Varsavia, 2012

Richmond (Canada) 2012

L’ispirazione questa volta arriva addirittura da Mozart e più precisamente da una delle arie più celebri del Don Giovanni, “Madamina, il catalogo è questo”.

Ovviamente il catalogo a cui si riferiva Mozart nel 1787 non era quello di Ikea, ma il compositore Austriaco non poteva fornire assist migliore. Nasce così la prima “Pop-up Opera” (o Opera “da finestra”) e protagonista è il tenore Sami Yousri che ha incantato (..con la sua voce) i passanti bagnati di Gustav Adolf Square cantando le novità del nuovo catalogo sulle note della famosa opera.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=D0dwXF1F-RE’]

La campagna Guerrilla di Ikea dunque, non è più una semplice installazione metropolitana ma si erge a vera e propria opera lirica dove ad essere esaltata non è più la vasta gamma delle conquiste di Don Giovanni ma la ricchezza del catalogo di Ikea.

Ci rimane solo un dubbio. Se come insegna Jay Conrad Levinson, autore del libro “Guerrilla Marketing” la prima regola del Marketing non convenzionale è quella di essere semplice da capire, siamo sicuri che la finezza artistica di Ikea sia arrivata proprio a tutti?

Credits:

Advertising Agency: Futurniture, Stockholm, Sweden
Account executive: Jakob Lind
Creative Director: Fredrik Nilsson
Art Director: Hanna Meijer
Copywriter: Björn Wigenius
Photographer: Fredrik Andersson
Producer: Nasim Kabiri
Opera-singer: Sami Yousri

I dieci lavori impossibili da spiegare ai vostri genitori

Nell’era digitale che stiamo vivendo ogni giorno assistiamo alla nascita di nuove professioni altamente specializzate nel campo dell’informatica, del web, della comunicazione e non solo. Il mondo del lavoro sta evolevendo rapidamente  e molti mestieri dei giorni nostri, una decina di anni fa non esistevano neanche. In un contesto come questo è facile essere confusi dalla miriade di nuove qualifiche professionali che incontriamo sulla rete, in radio o in tv. Una categoria che soffre un particolare smarrimento in merito è quella dei genitori. Sempre fieri e curiosi, i genitori sono i primi che vorrebbero sapere di più sulle carriere dei loro figli e magari non restare perplessi di fronte a titoli di lavoro espressi in sigle, spesso in inglese.

Una ricerca, condotta su scala mondiale da Linkedin, nell’ambito dell’iniziativa “Bring in your parents“, ha evidenziato che un genitore su tre ha difficoltà a comprendere cosa il proprio figlio fa per vivere; il 60% degli intervistati vorebbe saperne di più, mentre la metà di essi dichiara che potrebbe sostenere in maniera migliore i propri figli se solo riuscisse a capire a fondo il loro lavoro. Dalla ricerca è inoltre emersa una speciale classifica dei lavori più imcompresi dai padri e dalle madri di tutto il mondo, ve la presentiamo qua sotto in chiave ironica.

Investment banker

Non verrà compreso da più del 40% dei vostri genitori, ma non penso che si faranno particolari problemi quando parlerete del vostro conto in banca!

Sports Team Manager

Qui in Italia a meno che non scegliate il calcio avrete serie difficoltà a far capire a vostra madre che il vostro è un lavoro come un altro.

Public Relations Manager

Le pubbliche relazione non sono di certo cosa nuova, anche se secondo questa ricerca, risultano di difficile comprensione per la metà dei genitori.

Produttore Radiofonico

Sempre sul 50% di incomprensione si attesta la professione di Produttore Radiofonico.

Sociologo

Nella maggior parte dei casi passerete per strizzacervelli agli occhi dei vostri genitori. Potreste aiutarli spiegandogli che studiate la società e non l’individuo, o forse così potrete confonderli oltremodo!

Vice Editor

Non spacciarsi per redattore o giornalista se correggete le bozze potrebbe aiutare i vostri genitori a non farsi false idee sul vostro conto. Non compreso nel quasi 60% dei casi.

Social Media Manager

Velo pietoso steso su questa figura in Italia. Oltre che dai vostri genitori (61%) non verrete compresi neanche dal vostro datore di lavoro a meno che, parlando al posto suo con i suoi clienti, non facciate lievitare le vendite.

Big Data Scientist

Se i numeri non sono il vostro forte abbandonate ogni speranza. Ai genitori più ostinati potrà essere utile questa nota presa direttamente dal sito dell’IBM.

Attuario

Andiamoci piano, non esordire con frasi del tipo: “Prevedo il futuro!”, ma limitarsi ad indicare che ogni tipo di attività assicurativa necessità di un calcolatore di probabilità e che quello è il vostro mestiere. Materia oscura per oltre il 70% dei genitori.

User Interface Designer

Anche i genitori più informatizzati (74%) stenteranno a credere che siete voi a disegnare le interfacce che gli permettono di usare il proprio smartphone o il pc del lavoro. Primo posto meritato?

 

Vi riconoscete in queste nuove figure professionali? Come le spieghereste ai vostri genitori?

Con 3D Hubs la stampa 3D diventa accessibile anche in Italia

Con 3D Hubs la stampa 3D diventa accessibile anche in Italia

Con 3D Hubs la stampa 3D diventa accessibile anche in Italia

Nuove tecnologie avanzano, nuovi mercati si aprono e fortunatamente (a volte) anche nel nostro paese è possibile testare e divertirsi al passo con l’innovazione tecnologica.

Quanti di voi non hanno ancora mai sentito parlare di “stampa in 3D“? Penso pochi, ma non abbiate paura perché siamo qui anche per questo. Scopriamo cos’è e la novità apportata da 3D Hubs!

Cos’è la stampa 3D?

La stampa 3D (conosciuta al mondo anche nella versione inglese del termine, 3D printing) è una nuova tecnologia che sta diventando sempre più comune. Quando si parla di stampa 3D si parla della creazione di veri e propri oggetti, non un semplice foglio riempito di inchiostro.

Le nuove tecnologie di stampa 3D consentono di produrre oggetti tridimensionali provenienti da un modello digitale (file .stl) solitamente sviluppato in appositi software 3D o scansionato tramite appositi 3D Scanners.

Sono diversi i materiali che possono essere usati, ma i più diffusi sono due polimeri termoplastici, il PLA (Acido Polilattico) e l’ABS (acrilonitrile-butadiene-stirene).

Esiste solo un problema: ancora non tutti possono permettersi una tecnologia del genere e di certo per utilizzarla serve una certa esperienza.

Cos’è 3D Hubs?

3D Hubs è il più grande network di stampanti 3D al mondo: è una piattaforma online che collega chi possiede una stampante 3D con chi ha bisogno di stampare in 3D. Il funzionamento è semplice: ho bisogno di stampare un file 3D, vado su 3dhubs.com, mando il file alla Hub più vicina (un qualsiasi posto dotato di stampante 3D) ed in pochi giorni il mio prodotto è pronto.

Con 3D Hubs la stampa 3D diventa accessibile anche in Italia

Ogni file mandato ad una Hub viene controllato e, nel caso in cui non fosse adatto alla stampa, corretto automaticamente; una volta inoltrato alla Hub viene calcolato il prezzo dell’oggetto secondo i prezzi scelti dalla Hub stessa (un prezzo di avvio più un tot. per centimetro cubo di materiale) ed in meno di tre giorni il cliente può andare a ritirare l’oggetto pronto -vo farselo spedire comodamente a casa.

3D Hubs aggiunge solamente una commissione del 15% (escluse le tassi applicabili) sul guadagno ottenuto dalla Hub. I Makers possono utilizzare 3D Hubs per localizzare chi possiede una stampante 3D nelle proprie vicinanze e possono avere il loro prodotto in mano in giorni, anziché settimane (un qualcosa che distingue 3D Hubs da molti servizi di stampa 3D centralizzati).

Nascono quindi delle community di makers permettendo di creare un profitto ai proprietari di stampanti 3D e consentendo a designers, architetti, makers e a qualsiasi persona interessata di stampare in 3D senza possedere né una stampante 3D né le conoscenze tecniche per usarla; designers, makers ed artisti potrebbero inoltre usare 3D Hubs come “fabbrica” delle loro creazioni che poi possono mettere in vendita su piattaforme online come MakeTank, un sito di e-commerce per “artigiani del futuro” nato proprio a Firenze.

3D Hubs è stato presentato ufficialmente a Roma domenica 15 settembre: vi aspetta online con il sito e tutte le informazioni necessarie per le vostre creazioni.