Guido Barilla si scusa: "Ho molto da imparare" [BREAKING NEWS]

A meno che non viviate su una montagna come degli eremiti, avrete sentito parlare della dichiarazione di Guido Barilla, presidente della famosa multinazionale alimentare, rilasciate a LaZanzara su Radio24.

Le reazioni provenienti da tutto il mondo e manifestatesi sulla rete con l’hastag #BoicottaBarilla, hanno portato il brand a scusarsi, prima con una dichiarazione e ora con un video condiviso sulla fanpage dell’azienda dal titolo Guido Barilla si scusa.

Come aprire un'agenzia di successo, il nuovo e-book di Scott Goodson

Segui i consigli doi ScottCome raggiungere il successo aprendo una tua agenzia? Scott Goodson, co-founder dell’agenzia StrawberryFrog  nonché autore del bestseller Uprising, profetizza nel suo ultimo e-book How to start a successfull Ad Agency la prosperità che attende le agenzie e le aziende pronte a cogliere le richieste della società attorno a loro.

Ma se tutti continuano a dire che il Marketing è morto?

Sebbene in un articolo nel 2012 Bill Lee, presidente del Customer Reference Forum ed executive director del Summit sul Customer Egangement, avesse dato il triste annuncio «Marketing is dead», Scott ha una visione rosea del futuro.

Quale fine abbia fatto il marketing tradizionale è ormai risaputo: così come il Dio del Vecchio Testamento ha ceduto il passo alla Rivelazione contenuta nel Nuovo, il vecchio marketing che regnava sui consumer, forte della comunicazione unidirezionale, ha ceduto il trono a nuove strategie basate sull’ascolto e sul coinvolgimento autentico dei suoi prosumer.
Un passaggio della corona agevolato dalla Rete, per mezzo dei suoi strumenti di conversazione e monitoraggio.

Saper cogliere i segnali

Come e dove trovare, quindi, l’ispirazione per mettere a frutto le nostre competenze in questa contemporaneità? La risposta di Scott è semplicemente perfetta: fuori dai vostri uffici, guardatevi intorno. È necessario sapere ascoltare e osservare per capire cosa  questa società, sempre più attenta e sempre più informata – protestando, boicottando, agitando sommosse –  richiede a gran voce: sapere, giustizia, libertà, e diritti per tutti. Da Occupy Wall Street fino alla Primavera Araba, nascono continuamente movimenti politici e culturali che lottano per ideali e bisogni.

In un Mondo in rivolta, i brand, se non desiderano essere associati allo status quo, non hanno scelta: per sopravvivere all’onda occorre propagarla divenendo icone culturali e attivisti in prima linea, non solo appoggiando movimenti ma persino creandone di propri.

Insomma, le aziende devono capire, finalmente, che dare è la migliore comunicazione. Con trasparenza e reale dedizione alla causa, interessandosi alle persone prima che ai profitti, ma soprattutto consapevoli che un movimento di marca non deve per forza trattare di politica, bensì promuovere una trasformazione positiva e costruire comunità attorno ad una giusta idea che,  divenendo “messaggio di marca”, possa valicare i confini dei mercati.

Cultural Movement Strategy

Ma, constatata l’inefficienza delle vecchie logiche, cosa occorre al giorno d’oggi per creare l’identità di un brand capace di radunare moltitudini in nome di una passione comune?
Come dice Goodson: «La strategia sofisticata è la strategia del movimento culturale. Credo che costruire brand oggi richieda una strategia di movimento culturale e non semplicemente una strategia di costruzione di marca. I movimenti culturali possono accelerare l’ascesa del tuo brand al primo posto».

E chi, se non i giovani talenti che si affacciano adesso nell’advertsing, può cavalcare questa onda rivoluzionaria, fondando nuove agenzie e sconfiggendo i grossi e lenti dinosauri che hanno dominato il panorama pubblicitario fino ad ora?

D’altronde, non esistono ancora precetti riguardanti questa nuova Era della comunicazione in cui le marche interagiscono con il proprio pubblico. Persino le più famose istituzioni di advertising  non sono in grado di offrire oggi una formazione adeguata ai tempi. I giovani, quindi, possono lanciarsi autonomamente nel mercato, inventando nuovi e originali approcci esperienziali.

Degna di nota è la presenza nel libro di una top list, con tanto di contatti, delle 100 migliori global agency che operano con successo nei Social Media e nel SEO.

Dove trovo l’anteprima dell’e-book?

How to start a successfull Ad Agency di Scott Goodson, una lettura indispensabile a chi – come suggerisce il sottotitolo dell’opera –  vuole avviare la sua attività da zero; un agile free e-book da cui trarre nuova linfa creativa e  migliorarsi non solo come professionisti ma, soprattutto, come esseri umani.

Amazon: una shopping experience da collezione

Il colosso dell’ecommerce Amazon ha recentemente lanciato una nuova funzione chiamata Collections. Il nome non ha ancora un corrispettivo in italiano perché per ora è in fase di test e miglioramento unicamente sul sito americano

Collections si propone come una nuova interfaccia tramite cui gli utenti possono salvare, condividere e scoprire nuovi prodotti, osservando e navigando tra quelli condivisi dagli altri.

Una sorta di wishlist social-oriented in pratica: la caratteristica principale di Collections infatti è proprio quella di essere basata sulla condivisione dei prodotti, così da creare delle vere e proprie bacheche dei preferiti. Il raffronto con il più famoso social Pinterest nasce quindi spontaneo.

Come su Pinterest infatti gli utenti possono creare diverse liste tematiche (es. “Fashion”, “Stile” e “Lavoro”) e seguire altri utenti che condividono i loro stessi interessi.

Il focus è principalmente sull’immagine del prodotto, del quale nel nuovo layout si potrà scoprire poco più che il nome e altre informazioni base. In ogni riquadro inoltre si troverà un cuoricino per “favorire” il prodotto e un segno “+” per aggiungerlo alla propria collezione.

Per il prezzo e dettagli più approfonditi si dovrà fare riferimento alla pagina prodotto classica. Su quest’ultima infine si troverà il bottone “Collect” per aggiungere il prodotto alle proprie liste. Dal momento che Collections è una nuova funzione, il bottone non è stato ancora implementato su tutte le pagine; per ovviare a questo problema è stato sviluppato un plug in che può essere aggiunto alla barra dei preferiti del browser.

Un’altra caratteristica molto importante del nuovo servizio è che a differenza della wishlist classica, le Collections saranno pubbliche e visibili da tutti gli altri utenti.

Comprese le funzionalità del nuovo servizio, è lecito porsi alcune domande: qual è lo scopo principale di Amazon? Il colosso dell’ecommerce vuole davvero mettersi in competizione diretta con l’altrettanto famoso social network? Quali saranno le conseguenze per Pinterest? Cerchiamo di dare delle risposte.

Non è un caso che di tutti i social disponibili Amazon abbia scelto di ispirarsi al modello Pinterest. Quest’ultimo infatti è quello che ultimamente ha sviluppato più sinergie con il mondo dell’ecommerce fornendo veri e proprio strumenti di collaborazione con i retailers online, ad esempio analytics, consigli personalizzati e un sistema di notifica che avverte l’utente quando il prezzo dei propri prodotti preferiti scende.

Pinterest comunque rimane sempre parzialmente indipendente dal mondo del retail in quanto non vi si condividono soltanto prodotti  acquistabili online, ma anche tanti altri elementi non strettamente legati ad una dimensione commerciale.

Amazon invece è chiaramente orientato alla vendita dei propri prodotti: creando le proprie collezioni, l’utente sa di andare incontro ad un’esperienza non puramente social.

Sicuramente questa nuova funzione aggiungerà carattere, personalità e, perché no, un aspetto ludico all’esperienza d’acquisto. D’altronde un’azienda come Amazon ha fatto della customer experience il proprio punto di forza, e aggiungervi il fattore divertimento è decisamente in linea con questa politica di attenzione al consumatore.

L’aspetto social invece rimane comunque ridimensionato, in quanto non sembra esservi un’opzione per connettere le Collections ad altri social networks e scoprire quali amici sono su Amazon (ad esempio tramite l’integrazione di Facebook).

Collections rimane quindi un esempio di commistione positiva tra ecommerce e social network, senza rischi di cannibalizzazione o di competizione diretta.

L’unico attore che verrà senza dubbio influenzato da questa nuova funzione sarà Canopy, una start up che si occupa dell’aggregazione dei contenuti di Amazon con focus sull’aspetto visuale dell’esperienza d’acquisto.

Milano Fashion Week: 5 trend per la primavera 2014

La Milano Fashion Week appena trascorsa ci ha dato un assaggio delle tendenze che ci attendono alla fine dell’inverno, con collezioni primavera/estate 2014 che, se da un lato confermano lo stile tipico delle case stilistiche d’appartenenza, dall’altro sorprendono con piacevoli e inaspettati dettagli.
Ecco i 5 trend suggeriti dai grandi della moda lungo le passerelle di Milano:

1) Minimalismo urbano

Cappotti oversize e chic e colori eccentrici ispirati alle grandi metropoli: le collezioni per la primavera 2014 rimandano prepotentemente a un ricercato minimalismo urbano, come i capi di Max Mara, lineari e monocromatici, che tuttavia non negano una particolare eleganza. Alla Milano Fashion Week è minimal anche il make-up, naturale ma al tempo stesso glam.

2) Femminilità emancipata

La collezione di Ports 1961 va oltre le distinzioni di sesso, mixando felicemente stile maschile e femminile in capi minimalisti e a tratti conservatori. La Primavera 2014 sembra suggerire una femminilità lontana dagli eccessi fru fru, più morbida e rigorosa. Il vezzo femminile è però inquadrato negli accessori, che a contrasto con i capi mascolini creano un mix davvero particolare.

3) Asimmetria

Come suggerisce la passerella di Costume National, la Primavera 2014 si tinge di dettagli asimmetrici che sembrano fondarsi sulla decostruzione dei modelli tradizionali. Asimmetria non solo visiva ma anche concettuale, come dimostra la pacifica convivenza di sportivo ed elegante in outfit che non temono l’associazione di giacche da biker ad abiti monocromatici.

4) Geometria tech

Passione per le linee geometriche e rimandi al mondo tecnologico: non a caso si parla di geometria tech nella collezione Fendi per la prossima Primavera. Mosaici di trapezi, colori a contrasto e stampe astratte sono solo alcune delle tendenze anticipate alla Milano Fashion Week.

5) Futurismo retrò

Dalla Milano Fashion Week sembra trasparire un omaggio al futurismo in stile anni ’60, lo stesso immaginato nei film di quegli anni, ambientati in un futuro dove colori primari e secondari audaci e forme spigolose erano parole chiave indiscusse. Non vi sembra di scovarle nella collezione primavera 2014 di Peuterey Aiguille Noire?

Pinterest lancia i contenuti sponsorizzati con gli Sponsored Pins

Pinterest ha annunciato la scorsa settimana l’arrivo dei contenuti sponsorizzati. Si chiameranno Sponsored Pins e costituiranno l’ennesimo passo rivolto alla monetizzazione del social network.

D’altronde Pinterest ora ha 3 anni, conta degli investitori – che hanno affidato 388 milioni di dollari all’azienda – ed ha ricevuto una valutazione di ben 2,5 miliardi di dollari. Con questi numeri, la forma migliore di investimento è sicuramente quella nel settore pubblicitario e, dopo aver deciso come perseguire questa strada, Ben Silmermann (cofondatore e CEO) ha fatto l’annuncio sul blog ufficiale.

Silbermann ci tiene a precisare che questi contenuti sponsorizzati non andranno in alcun modo a minare l’esperienza social offerta, né a sporcare la UI con fastidiosi banner.

Usando la sua descrizione, saranno:

  • Raffinati: nessun banner luminoso o pop-up;
  • Manifesti: vi faremo sempre sapere se qualcuno ha pagato per ciò che vedete o dove lo vedete;
  • Rilevanti: questi Pin dovrebbero riguardare roba a cui siete interessati, come una ottima ricetta o una giacca del vostro stile;
  • Ottimizzati in base al vostro feedback: continuate a farci sapere cosa pensate e continueremo a lavorare e a rendere le cose migliori.

Dopo un accordo con business selezionati – senza però coinvolgere ancora i soldi – la società sta iniziando a testare i Pin sponsorizzati inserendone alcuni nei risultati delle ricerche e nelle categorie. Per esempio, cercando Halloween, tra gli altri risultati ci sarà anche un costume di Darth Vader proprosto da un negozio.

Lo scopo è vedere come reagiscono gli utenti e scoprire se questo percorso sia effettivamente valido per i business e per il social network.

Staremo a vedere se questa novità riuscirà a non intaccare l’esperienza utente come sono riusciti a fare Facebook e Twitter.

Le app dedicate alla produttività secondo i top manager

Tutti noi conosciamo ormai da tempo Evernote, Dropboxe e Twitter, applicazioni che sono diventate oramai degli strumenti diffusissimi, ogni giorno imprenditori di tutto il mondo le  utilizzano per poter svolgere le proprie attività in maniera immediata e connessi con tutto il mondo.

FastCompany in un’intervista a grandi manager internazionali, ha individuato insieme con gli intervistati le app che ancora non conoscete e che sono indispensabili per migliorare la propria produttività!

ClickyTouch

Michael Hyatt è autore del best-seller per il New York Times “Platform: Get Noticed in a Noisy World”,  il suo blog è uno dei migliori sui temi della leadership e della produttività e Forbes l’ha indicato come uno dei 50 più influenti Social media Influncers del 2013. Il suo strumento online più prezioso è Clicky Touch.

“L’app della quale non potrei fare a meno nella mia vita è ClickyTouch. E ‘quello che uso per monitorare statistiche up-to – the-minute su tutti i miei siti web. Utilizza Google Analytics, ma presenta i dati in modo più utile . “

ClickyTouch fornisce servizi di analisi web in tempo reale per i proprietari e gestori di siti web. L’applicazione offre una varietà di strumenti che includono applicazioni per le versioni di iPhone, iPad e Android, così come per Google Chrome, un widget di iGoogle e uno strumento dashboard per Windows. Gli utenti possono ottenere dati dettagliati su ogni singolo visitatore che si ferma sul loro sito web.

L’utente può impostare i registri di dati personalizzati, download di brani e link in uscita e la revisione di analisi video.

 

Clicky include anche Twitter e specifici strumenti di analisi e di accesso alle API di sviluppatore. Infine ha un’opzione di white label e un plugin ufficiale per WordPress.

 Buffer

Classificato come uno dei migliori  5 consulenti Social Media al mondo e autore di “Youtility America” Jay Baer ha costruito un seguito incredibile come una delle persone più rispettabili e  hype-free” del settore. La sua scelta ricade sull’app Buffer.

Abbiamo visto un sacco di strumenti di pianificazione e gestione dei social media sul web negli anni passati, ma non tutti sono uguali. Se si sta già utilizzando piattaforme di gestione per social media  come TweetDeck o HootSuite, la maggior parte sono dotati di una funzione di pianificazione.

Buffer App è uno stumento di pianificazione autonoma per chi lavora nel social media, è uno dei migliori in circolazione.

E’un webtool con lo scopo di offrirti una buona soluzione per gestire la condivisione di contenuti sui social media. Disponibile anche come app mobile su iTunes e Google Play Store, questa applicazione ti semplifica la vita, offrendoti una via intelligente per programmare la condivisione di contenuti su tutti i tuoi diversi account social: basterà programmare le condivisioni una volta al giorno e ci penserà Buffer a lavorare sui social media per te nel resto della giornata.

 Prismatic

Uno dei più famosi  imprenditori Tech del momento è Hiten Shah , co-fondatore di KISSmetrics, che su Twitter  ispira costantemente con contenuti sorprendenti su marketing e web, rivela che l’unica applicazione alla quale non rinuncerebbe mai è Prismatic.

Mi piace trovare e condividere contenuti impressionanti. Prismatic ha reso più facile per me trovare i migliori contenuti più velocemente. Ora con Prismatic non devo andare su decine di siti per trovare contenuti utili per informarmi”

“..offre una selezione di articoli che nessuna altra delle mie fonti mi aveva segnalato. In un mondo in cui si tende a seguire tutti le stesse fonti, avere qualcuno che ti segnala la perla fuori dal tuo giro è un grande vantaggio.”

Prismatic ti invita a registrarti inserendo i tuoi profili di Twitter, Facebook e Google Reader, così che possa scandagliare link e contatti e proporti una lista di argomenti da seguire. Il sito è solo in inglese al momento, così come le fonti. Ci si può abbonare quindi a un argomento o anche a una fonte.

Pochi secondi dopo Prismatic ti offre un flusso molto pulito di news che potrebbero interessarti. Per ognuna ti mostra quante volte è stato condiviso e ti fa una anteprima di qualche tweet contenente il link. Puoi a questo punto segnalargli che ti piace e che ha fatto un buon lavoro o che non ti interessa, così che apprenda i tuoi gusti man mano che la usi. Disponibile su iTunes.

Pocket

Dharmesh Shah, il CTO di HubSpot Inc. fornisce per le imprese software volti a coordinare i loro sforzi di marketing online.

“Amo Pocket, mi distraggo facilmente, Pocket mi aiuta a rimanere concentrato, rinviando le cose che voglio leggere dopo e rimanere concentrato su il mio lavoro ” .

Pocket consente di sincronizzare le pagine salvate in un dispositivo per poterle poi leggerle in un altro. Occorre una semplice registrazione gratuita da effettuarsi cliccando su Sign Up Now.

Pocket permette di salvare gli articoli attraverso due metodi. Il primo è un bookmarklet che si installa nel browser web e consente di salvare automaticamente la pagina visualizzata quando si fa clic su di esso, altrimenti, è possibile inviare l’URL al vostro account privato per una lettura successiva.

Quando si è pronti e avrete tempo di  leggere,  basterà aprire l’applicazione sul vostro device e troverete una coda di tutti gli articoli che avete salvato. Disponibile per iOS e Android.

 

E’ nella visualizzazione di contenuti salvati che Pocket offre il più grande vantaggio rispetto ai suoi concorrenti. Pocket offre anche una vista a elenco, ma la sua impostazione predefinita è  una specie di griglia  che include foto e altri giochi di colore per presentare storie trasmettendo molto di più la sensazione di stare a sfogliare un magazine.

Avete preso nota di queste app? E voi, quale app ritenete indispensabile per il vostro lavoro?

Safer Journey, fumare e guidare non è sicuro [VIRAL VIDEO]

La guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti è davvero un serio problema per la sicurezza stradale. In Nuova Zelanda il tema è stato affrontato dalla NZ transport agency con una campagna di sensibilizzazione chiamata “Safer Journeys”.

Da alcune ricerche effettuate dall’“ESR Research” emerge che circa un quarto dei guidatori e motociclisti morti in incidenti stradali sono stati trovati positivi all’utilizzo di cannabis, risultata essere la seconda droga più comune nei campioni di sangue di guidatori deceduti, dopo l’alcool.

Lo spot che ha collezionato più di un milione di visualizzazioni è molto ironico e mostra un gruppo di ragazzini che imitano i loro genitori mentre guidano sotto effetto di stupefacenti, “blazed” appunto.

Il claim al termine del post “Is it really that safe?”è davvero sicuro? – si rivolge ad un’audience, intervistata dalla NV transport agency, anagraficamente over 30, che dichiara di sentirsi in grado di guidare anche dopo aver fatto uso di cannabis e prova a sensibilizzare in maniera intelligente.

La campagna non si concentra sugli incidenti stradali, ma verte su alcuni effetti che l’utilizzo di cannabis provoca e che possono essere rischiosi mentre si guida, come ad esempio un più basso tempo di reazione.

Diversamente dalla guida in stato di ebbrezza non è noto un limite di sicurezza per cui è sicuro guidare dopo aver fumato cannabis, in quanto non essendo la cannabis legale non vi è una normativa dettagliata a riguardo ed è quindi delicato porsi nei confronti del target a cui è rivolto il messaggio. La campagna per questo motivo non vuole essere estremista e aggressiva nei confronti di chi utilizza marjuana, ma sensibilizzare a farlo nel modo più sicuro possibile per se stessi e per gli altri.

TechCrunch Italy, tra ospiti internazionali e startupper europei [GIORNO 1]


Si è appena conclusa la prima giornata dell’evento più atteso dell’anno dalle startup nazionali: TechCrunch Italy, organizzato da TechCrunch e Populis.

Ninja Marketing vi racconta l’atmosfera della giornata in qualità di tech partner dell’evento.

Gli organizzatori Marco Montemagno e Luca Ascani, insieme all’editor at large TechCrunch Mike Butcher, hanno presentano ospiti italiani ed internazionali che si sono succeduti sul palco a ritmi serrati.

La giornata è iniziata con loro e Jordan Crook, di TechCrunch New York, che hanno ceduto la parola a Giovanna Melandri, “padrona di casa” del bellissimo Maxxi Museum che ha ospitato l’evento.

Tra i tanti speaker, ricordiamo Renaud Visage di EventbriteRenaud Visage di Eventbrite, Amelia Showalter (responsabile dell’email marketing per la campagna di rielezione di Barack Obama) e Benedetta Arese Lucini, general manager di Uber, mezzo di trasporto ufficiale dell’evento. Benedetta ha commentato i recenti problemi affrontati dall’azienda in Italia, mentre i driver di San Francisco – con l’incremento di business dettato da Uber, riescono ora a permettersi di poter mandare i figli a Stanford.

Uno dei panel piu seguiti e apprezzati è stato quello con Zaryn Dentzel, co-founder di Tuenti, e Paddy Cosgrave, creatore del F.ounders Forum e del Web Summit. I due ospiti hanno detto la loro sul fare startup in Europa, fornendo un punto di vista sicuramente interessante. Pur essendo entrambi molto positivi sul futuro del business in Europa, Zaryn ha affermato che nel vecchio continente la più grande sfida da affrontare è di natura psicologica.

Dopo di loro, Renato Soru di Tiscali e Max Ciociola di Musixmatch che ha conquistato la platea con un susseguirsi di battute: la sua prima vera startup? Sua figlia! Immancabile la mention all’affaire giornaliero di Guido Barilla.

Gli interventi dei relatori si sono alternati ai pitch delle startup, presenti anche con degli stand nella sala adiacente.

Domani ci aspetta un’altra giornata piena di incontri interessanti, compreso il workshop Ninja Academy la mattina. Mirko Pallera spiegherà Come progettare una startup contagiosa. Se siete al Maxxi non potete mancare!

Per adesso gustatevi la fotogallery del primo giorno, in attesa di foto più numerose dal secondo e ultimo giorno!

Foto di Daniele Albanese.
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Gillette "Built for training", lo spot diretto da Michel Gondry [VIDEO]

Michel Gondry, noto regista del film premio oscar “Se mi lasci ti cancello”, presta il suo genio visuale al nuovo spot Gillette “Built for training”.

Il prodotto pubblicizzato è un deodorante. Lo si intuisce dal fatto che i protagonisti dello spot, prestanti giocatori di football con indosso un paio di cuffie ciascuno, nonostante vengano ripresi nel loro allentamento in sala fitness, non sono affatto sudati …

Il ritmo incalzante scaturito dal loro stesso movimento e catturato da microfoni posizionati di fianco gli attrezzi, li rilassa e ci diverte, ma più di tutto fa crescere nello spettatore la voglia di seguire il tempo, muoversi, fare sport, allenarsi.

Pugni, pesi, corde, aria, mani, corsa, un martello, stop, respiro, e poi di nuovo tutto: è questa la chiave di un buon allenamento? La costanza e il riposo?

La musica, un mix perfetto di forza e relax, prodotta da Phil Mosmann, chitarrista del gruppo indie rock LCD Soundsystem, si sposa con la freschezza di Gillette, nel lancio silenzioso del deodorante all’interno del borsone da palestra.

Tuttavia, Michele Gondry, a pochi giorni dall’ uscita nei cinema italiani di “Mood Indigo“, firma il contratto Gilette non senza critiche all’originalità: basta guardare lo spot della Coca Cola alle Olimpiadi 2012 per accorgersi che ne ha fatto una splendida emulazione.

In entrambe sembra mancare il bisogno reale: gli uomini hanno davvero necessità di un deodorante ed una bevanda zuccherata per sentirsi dei veri sportivi? A voi la risposta.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori della settimana

Benvenuti anche questa settimana nello spazio Top 10 fumetti e illustrazioni di Ninja Marketing, che vi aggiorna sui più interessanti autori della “creatività disegnata” in circolazione sul web, nelle librerie, fumetterie, mostre e – perché no? – sui muri delle vostre città, in Italia e nel mondo.

Pronti per la vostra dose di “stimoli visivi”? Buona visione!

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Cavazzano Topolino Panini

Giorgio Cavazzano ha sintetizzato con grande maestria nella cover del numero 3019 di Topolino – in edicola dal 2 ottobre 2013 – il passaggio di testimone che vedrà passare la storica testata alla Panini Comics. Una curiosità per i collezionisti: sarà disponibile anche una cover variant in verde, sempre con Topolino in rovesciata!

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Orfani Bonelli

È disponibile online da questa settimana il numero 0 di Orfani, la nuova serie della Sergio Bonelli Editore, tutta a colori, in uscita il 16 ottobre 2013. Per scaricare una copia del “trailer” in pdf basta cliccare qui. Disponibile in questi giorni anche la copia cartacea, distribuita gratuitamente in collaborazione con Multiplayer Edizioni e Game Stop. Tutte le informazioni sulla pagina Facebook di Orfani.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana

Ottocento lacrime di ghiaccio” è il numero 800 di Diabolik, in edicola dal 1 ottobre 2013. Per festeggiarlo sarà inaugurata una mostra a Milano allo Spazio Papel (via Savona, 12) con le tavole originali, la copertina e la quarta di copertina in anteprima. Dal 29 settembre all’11 ottobre 2013.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Hobby Comics Superamici

I Superamici: Tuono Pettinato, Maicol&Mirco, Ratigher, LRNZ, Dr.Pira, concludono con una special edition la serie di Hobby Comics ed. Grrrzetic: in uscita in anteprima al Treviso Comic Book Festival Hobby Comics 5 e 6” con la super sovraccoperta di LRNZ.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Cameron Steward

Sin Titulo” è il webcomic thriller/fantastico di Cameron Steward vincitore di un Eisner, diventato ora un volume per Dark Horse. Nel 2014 sarà pubblicato in Italia da Bao Publishing.

 Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana MP5

MP5 è una tra i quindici artisti italiani che hanno partecipato ad un grande progetto internazionale di street art a Parigi: “La Tour Paris 13“, che sarà inaugurato il 1 ottobre 2013. L’edificio di nove piani è diventato un museo temporaneo per i migliori artisti del mondo, provenienti da varie correnti sempre nell’ambito street art. Gli altri artisti italiani selezionati sono: 108, Agostino Iacurci, Ale Senso, Awer, Dado, Etnik, Hogre, Hopnn, Joys, JBRock, Joys, Moneyless, Orticanoodles, Peeta e Tellas.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana River of Lost Souls

Si chiama Isabel Greenberg ed è in nomination come miglior nuovo talento ai British Comic Awards 2013, con questa storia breve dal titolo “The River of Lost Souls“.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Squame

Sta per uscire il numero #06 della fanzine internazionale Squame, ¡Viva México! Annunciati i contributi di Alberto Corradi, Alessandra De Cristofaro, Federica De Ruvo, Salvatore Giommarresi, Hellofreaks, il Pistrice, Luché, Lucio Villani, Mëgaboy, Margherita Morotti, Rita Petruccioli, Irene Rinaldi e Alessandro Ripane.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Liniers

Queste tavole sono tratte da “The Big Wet Balloon“, il nuovo tenero libro a fumetti per i piccoli recentemente pubblicato dall’argentino Liniers (quello delle strisce di “Macanudo“) negli USA per Toon Books.

 Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Veci

Lei si chiama Veci, e sta lavorando alla sua opera prima, che si intitolerà “David Bowie – L’Uomo delle Stelle“, con i testi di Lorenzo Bianchi, per NPE Edizioni.

Anche questa settimana ringrazio gli artisti che si sono proposti, come sempre cerchiamo di dare spazio a tutto quello che ci piace. Vi ricordo che per segnalarci i vostri lavori, basta commentare questo post con il link al vostro blog, Tumblr, sito o portfolio! Grazie mille a tutti!

Alla prossima,
Odri