Standouter porta i talent show sul web

È nata nelle aule univeritarie l’idea di Standouter, la piattaforma che trasforma i branded contest in web talent show. Pietro Gorgazzini, nel 2011, verso la fine del suo ultimo anno della laurea in Comunicazione Media e Pubblicità a Milano ha portato al suo professore di web design la bozza di un progetto che aveva in mente: portare il format del talent show online. L’intuizione era piuttosto semplice: se i talent in Tv, in Italia come all’estero, hanno un gran seguito, perché sul web non esisteva nulla del genere? Tre anni dopo Pietro e il suo ex professore hanno fondato una società, a cui si è aggiunto un terzo socio, Marco (investitore e mentore), e un team composto da Luca, project manager dei contest; Elena, social media queen; Zhang Zhang, plurilaureato genietto che si sta specializzando nello sviluppo mobile e Piero che, all’amministrazione e allo sviluppo commerciale della startup, svolge insieme a Marco il ruolo di coaching imprenditoriale.

Vediamo allora con Pietro cos’è Standouter.

In cosa consiste la vostra idea?

Standouter è una piattaforma che mette in contatto brand (sponsor), talenti (produttori di contenuti) e pubblico web (viewers) attraverso il format del “branded contest”.

– L’azienda lancia un contest su una pagina 100% brandizzata della piattaforma, il tema del contest può essere un messaggio, un valore, un prodotto. Il premio deve essere un ingaggio o un’occasione di grande visibilità per l’artista: nessun premio in denaro!

Talenti di ogni tipo possono accettare la sfida interpretando il tema del contest con le proprie abilità e caricando il video, massimo 30 secondi, della propria performance.

– Il pubblico ha il ruolo di talent scout in quanto vota i video per indicare al brand il possibile vincitore. Sarà il brand ad avere l’ultima parola, ma scegliendo uno o più vincitori fra le prime posizioni.

Il risultato win-win-win: per il pubblico è intrattenimento, per i talenti una vetrina dedicata che favorisce grandi ingaggi diretti, per i brand un motore che genere traffico ma soprattutto un gran numero di contenuti di qualità, benzina per social network e altri canali di comunicazione istituzionale dove l’azienda può impiegare liberamente il materiale (questo funge da reward anche per i talenti che ricevono ancora più visibilità.)

Un ulteriore vantaggio per l’azienda è che il format del talent non rientra nella normativa sui concorsi a premi, semplificando enormemente la burocrazia dell’attività e garantendo un traffico qualitativamente molto più alto (il “concorsista” non è praticamente mai una lead valida).

 

A che punto siete dello sviluppo? Quali risultati avete ottenuto e come?

Abbiamo lanciato la piattaforma da una settimana e i numeri sono già molto interessanti: ci sono arrivate decine di video da ogni parte d’Italia per partecipare al primo contest e, anche se abbiamo dovuto scartarne molti per via degli alti standard qualitativi che richiediamo, diversi sono stati pubblicati e stanno già ottenendo moltissime views. Da ottobre cominceremo con la “comunicazione pesante”.

Qual è lo scenario competitivo?

Competitor diretti, ad oggi, nessuno. In molti ci hanno provato, vedi Mediaset, senza ottenere risultati. Ma ci sono realtà incredibili che puntano sui contenuti di qualità come MakerStudios, che promettono davvero bene!

Quali sono le prospettive / difficoltà in Italia per una strartup nel vostro settore?

Per una realtà come la nostra che vuole proporre un format innovativo di comunicazione digital, il problema maggiore sono i nostri interlocutori: grandi aziende per le quali fare comunicazione online equivale a fare campagne banner. Come conseguenza misurano uno strumento come il nostro unicamente in termini di impression, e questo è estremamente riduttivo.

Dove vi vedete tra 1 anno?

Fra un anno vorremmo essere in UK, GR, ES, FR per consolidare la nostra posizione in Europa prima di tentare l’ingresso nell’ipercompetitivo mercato US. Ma sono convinto che Standouter potrà esprimere il suo pieno potenziale solo se/quando/come troveremo il modo di proporlo in Asia.

TechCrunch Italy, tra ospiti internazionali e startupper europei [GIORNO 2]

I vostri Ninja sono sopravvissuti anche al secondo giorno del TechCrunch Italy, l’evento più atteso dell’anno dalle startup nazionali organizzato da TechCrunch e Populis.

Già vi abbiamo raccontato delle imperdibili conferenze del primo giorno, e anche il secondo giorno è stato particolarmente interessante, grazie ai partecipanti e agli ospiti italiani ed internazionali. Di mattina i vostri Ninja sono stati in prima linea, visto che si è tenuto il workshop Ninja Academy del nostro sensei Mirko Pallera “Create! Come Progettare una Startup Contagiosa”. Molto utile la checklist per verificare la contagiosità del proprio nascente startup brand.

Mirko ha raccontato agli startupper presenti in sala come ideare e comunicare il proprio brand seguendo le regole dell’archetypal branding e li ha salutati con il suo motto: Siete dei Creator, Create!

Molto interessante l’intervento dello spagnolo Lucas Carne, Co Founder & CEO di Privalia. Lucas ha spiegato che hanno fondato la società a Barcellona 7 anni fa senza avere una strategia, per poi capire che la Spagna era proprio il posto giusto perché ancora poco evoluta in termini di online media, e quindi più economica. E questo è lo stesso motivo che li ha spinti ad investire in Italia, oltre a fatto che il nostro Paese vanta un numero elevato di brand di abbigliamento.

Dopo di lui, Marco Montemagno ha presentato il prossimo ospite dicendo: “vorrei baciare il prossimo speaker e alla fine del suo intervento vorrete farlo anche voi”. Ci sembra un buon presupposto, vero?

Montemagno aveva ragione: l’audience ha molto apprezzato Ramon De Leon, social media visionary e motivation speaker. Ramon ha raccontato alla platea quanto è stato visionario il suo lavoro per Domino’s Pizza e ha consigliato ai brand di trattare i propri clienti come amici e capire come poter migliorare la loro vita.


Dopo gli altri illustri ospiti, si è tenuta la premiazione delle startup in gara. L’advisory board di innovatori, Venture Capitalist e giornalisti ha decretato vincitore GiPStech, una tecnologia per la geo-localizzazione indoor.

E così anche questo evento si è concluso, i Ninja vi aspettano per la prossima avventura, ma nell’attesa godetevi la fotogallery del secondo giorno!

Foto di Daniele Albanese.

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6° Forum delle Eccellenze, un week end che ti cambia la vita

Si svolgerà nel prestigioso Ergife Palace Hotel di Roma l’imperdibile appuntamento del 6° Forum delle Eccellenze di Performance Strategies, dove i più autorevoli esperti di management, psicologia del business, futurologi, scienziati e autentiche leggende dello sport racconteranno come aggiornare le proprie mappe di pensiero per raggiungere destinazioni sempre più ambiziose.

Aggiorna le tue mappe

“Aggiorna le tue mappe”, infatti, è l’attualissimo tema che traccia la rotta del nuovo Forum delle
Eccellenze, l’evento formativo più innovativo e stimolante dell’anno, giunto quest’anno alla sesta
edizione, che si prepara ad accogliere oltre 1.000 partecipanti sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre 2013 a Roma con relatori del calibro di Tim Gallwey, Chester Elton, Giacomo Rizzolatti, Magnus Lindkvist, Dipak Pant, Josefa Idem.Nato originariamente come evento dedicato alla formazione manageriale e imprenditoriale, con un format creato da Marcello Mancini – fondatore di Performance Strategies – il Forum ha saputo catalizzare l’attenzione di una platea via via sempre più vasta ospitando negli anni migliaia di partecipanti e i più autorevoli trainer e speaker internazionali.

Un dream team stellare

Tim Gallwey, l’inventore del Coaching e l’ideatore dell’Inner Game per la prima volta in Italia.
I suoi libri sul coaching sono dei best-seller, con oltre un milione di copie vendute e il suo metodo
“Inner game” – introdotto nelle migliori aziende al mondo, tra cui Apple, IBM e Coca-Cola – ha cambiato la vita a milioni di persone. In questa edizione svelerà come usare l’Inner game per esprimere tutto il proprio potenziale ed aumentare le performance.
Per la prima volta assoluta in Italia anche Chester Elton, l’autorità mondiale sulla motivazione del personale e sull’eccellenza nel management, consulente Pepsi, American Express, Madison Square Garden, Avis Budget Group.
Il suo libro “The Orange Revolution” è stato il libro di business più venduto nella storia degli Stati Uniti, come riporta il Wall Street Journal.

Chester Elton parlerà degli stili di management più produttivi e di come costruire la cultura della motivazione in azienda. Neuroscienziato di fama mondiale, Giacomo Rizzolati è lo scopritore dei neuroni specchio, alla base della comprensione delle azioni e delle emozioni degli altri, considerati, secondo il Corriere della Sera, tra le dieci scoperte da ricordare nella storia dell’Italia. Nella suggestiva cornice del Ergife Palace Hotel spiegherà al Forum come comprendere le azioni, le intenzioni e le emozioni
degli altri, i segreti alla base dell’empatia e del rapporto.
Non poteva mancare al Forum Magnus Lindkvist, il più autorevole ed innovativo futurologo ed
uno dei più brillanti e acclamati trendspotter a livello mondiale, consulente TED, Coca Cola
Company, Mercedes-Benz USA.

Magnus Lindkvist parlerà di trendspotting e futurology: come pensare avanti per comprendere il caotico e incerto mondo del futuro, come individuare le opportunità del futuro già oggi, long-term thinking: come programmare a lungo termine attraverso l’innovazione.

Dipak Pant, antropologo e guru per lo sviluppo economico sostenibile, insegna Antropologia e Sistemi Economici Comparati presso università in Cina, India, USA, Regno Unito, Perù, Brasile, West Indies, Svezia, Spagna, Italia; al Forum parlerà di Next Economy: “Le tendenze, gli scenari e le opportunità dell’economia prossima ventura” e di Nuovo Rinascimento: “Come e perché alcuni italiani trionferanno nel dopo crisi”.

Josefa Idem è l’unica donna al mondo ad aver partecipato ad 8 Olimpiadi.
Campionessa mondiale e olimpica nella specialità del K1 (kayak individuale), nella sua ventennale
carriera ha vinto 38 medaglie tra mondiali, europei ed Olimpiadi. Josefa svelerà le sue strategie per
sfidare i propri limiti e disegnare il proprio destino, vincere le credenze limitanti, osare nelle
scelte, orientare la mente al successo.

Impossibile mancare al 6° Forum delle Eccellenze di Performance Strategies

Imprenditori, manager, professionisti, commerciali, comunicatori e appassionati di crescita
personale si danno appuntamento al Forum delle Eccellenze a Roma, sabato 30 novembre e
domenica 1 dicembre: la due giorni formativa più stimolante dell’anno.
Sono ancora disponibili accrediti per partecipare all’evento.

Per maggiori informazioni è possibile contattare:
Luigi de Seneen
corporate@performancestrategies.it
0733 230776
www.forumeccellenze.it

Empatica, la startup italiana che misura le emozioni

Il futuro della medicina. Macchine che aiutano gli uomini a stare meglio! Vi raccontiamo un’avventura italiana nata in quest’ambito.

Empatica. Una società che si occupa di misurare le emozioni delle persone attraverso sensori elettronici. Un gruppo di giovani italiani che dopo aver aperto una sede a Milano hanno inaugurato la nuova a San Francisco.

Abbiamo fatto qualche domanda a Matteo Lai, CEO, classe 1982.

Ciao Matteo! Com’è nata l’idea di Empatica e come si è formato il team?

Si è partiti da una ricerca fatta al Politecnico di Milano, portata avanti dai miei co-founder Maurizio e Simone; la ricerca si è trasformata in una società nel 2011 che oggi include 7 persone. Siamo partiti dal campo dell’affective computing, un ramo scientifico che si occupa di realizzare macchine in grado di riconoscere, elaborare e esprimere le emozioni umane.

Qual è la vostra vision?

Empatica vuole aiutare le persone a stare meglio. Forniamo un bracciale che misura i parametri fisiologici della persona. Questi dati sono inviati al suo smartphone e successivamente ad una dashboard online. Si misura così il livello di stress: come, quando, dove e quanto la persona, durante la giornata, va incontro a stress. Un team di esperti (psicologi e psichiatri), analizza questi dati e da consigli pratici per migliorare lo stile di vita. E lo stress si abbassa!

In questo modo il professionista monitora lo stato del suo paziente, il paziente sta meglio e non si ammala; la società non va incontro alle spese mediche per malattie collegate allo stress e non perde la produttività del lavoratore.

Tu lo utilizzi? Con quali risultati?

Certo. Ho uno stile di vita frenetico, poco tempo libero, quindi devo ottimizzare la mia giornata. Attraverso Empatica monitoro le mie attività in termini di stress, poi organizzo la mia agenda in modo da limitare gli effetti negativi dello stress sulla mia vita. Ad esempio non faccio più riunioni la mattina; la mattina la dedico al lavoro intellettuale e alla progettazione. Lo stress non si accumula, io sto molto meglio e tengo costante il mio livello di produttività.

Quali gli obiettivi  a medio-lungo termine?

Oggi noi vendiamo il bracciale e il software che analizza i dati a università e ospedali in giro per il mondo. Ce lo chiedono per numerose sperimentazioni. Il bracciale può monitorare molti altri aspetti oltre allo stress: quindi può essere usato per varie patologie, come ipertensione, diabete, autismo. Per ora il nostro mercato è ancora di nicchia.

Inoltre stiamo sviluppando un software che aiuti gli psicologi a gestire lo stress nelle aziende così da fornire una migliore qualità di vita a dirigenti  e lavoratori monitorati con il bracciale. Nel prossimo futuro (2/3 anni) tutti potranno avere un sistema del genere ad un costo abbordabile.

E la privacy?

Noi di empatica non controlliamo certo il singolo: i dati sono della persona. Il nostro interesse è che la persona stia meglio, non quello di vendere i dati cardiaci alla sua assicurazione. In generale, l’argomento privacy è un tema complesso: Molte persone non si rendono conto di lasciare molte informazioni sulla rete e nelle applicazioni tecnologiche. In un prossimo futuro, forse avremo bisogno di comprare dei servizi per proteggerla.

Rapporto tra medici/psicologi e tecnologia: come cambierà?

Secondo alcune previsioni, presto le diagnosi mediche saranno fatte dai computer e dai robot. Saranno veloci e accurate. Quindi un numero importante di professionisti non servirà più. Tuttavia la qualità pagherà sempre, se sei bravo e specializzato riuscirai a lavorare bene; se sei un professionista mediocre sarai fuori dal mercato del lavoro. Una buona notizia per le persone preparate e per gli utenti. Chi si fiderebbe di un supermercato che è rinomato per venderti cibo scaduto?

Quali sono stati gli ostacoli iniziali in USA?

Siamo un po’ penalizzati dall’essere italiani; purtroppo l’immagine all’estero del nostro paese è di una nazione disfunzionale con una classe politica incomprensibile. Sebbene il nostro prodotto fosse buono, per diventare credibili abbiamo dovuto dimostrare che la nostra proposta funzionasse per gli Stati Uniti, abbiamo aperto lì e venduto alle migliori università. Comunque, guardando il lato positivo, nel nostro paese c’è un talento esagerato.

Qualche consiglio per gli startupper?

Uno: farsi un culo così. Sospettate di quelli che ti dicono che ci sono le scorciatoie, che è facile. Nelle start up il tasso di successo è 1 su 100. La storia di qualcuno che fa in 5 minuti un’applicazione e diventa miliardario è una bufala. È gente che si è spaccata la schiena. Lavora tutti i giorni. Dorme poco. Niente Sabato. Niente Domenica. Niente vacanze. Per qualche anno. E lo fa sapendo che comunque può fallire. Serve anche un po’ di ‘fortuna’…ma viene distribuita solo tra quelli che hanno fatto le cose qui sopra.

BlogFest 2013, le foto più belle dall'evento

E’ arrivato il weekend, e la mente va a quello appena trascorso. Dal 20 al 22 settembre eravamo a Rimini, in piena BlogFest. L’annuale raduno di blogger e internauti ha cambiato location quest’anno, scegliendo le attrazioni paesaggistiche e notturne del capoluogo della riviera romagnola come cornice a un calendario denso di eventi.

Per 3 giorni Rimini è stata il luogo in cui si è parlato di politica, economia, comunicazione e attualità, grazie alle voci degli “influencer”, i personaggi che popolano la blogosfera. Si è parlato di reti, del cambiamento in atto dentro al calderone del web 2.0 e del modo in cui chiunque di noi, così social media addicted,  è pronto o meno ad accogliere qualcosa di nuovo.

Tra i protagonisti della blogfest, abbiamo visto girare un nuovo device, Autographer, la macchina fotografica che scatta da sola. Quali saranno le implicazioni di questa new entry del panorama hi-tech non lo sappiamo ancora. Si tratta forse del caso in cui la tecnologia arriva prima della comprensione umana? Potrebbe essere.

La cosa certa è che tutta questa tecnologia portatile e da indossare ci piace e ci affascina al punto tale da inglobarla nelle nostre vite e farne diventare un prolungamento di noi stessi.

D’altra parte, come negare il fatto che le nuove tecnologie siano il trampolino di lancio della nostra identità in rete? Una personalità forte nel web è fatta di follower e vive di tweet. Nascono così le tweet star, i nuovi eroi/eroine della rete. Loro sono stati premiati ai #MIA13, i MacchiaNera Italian Awards. La cerimonia si è svolta la sera di sabato, sotto le luci del Teatro Novelli, completamente gremito, e intanto che i follower fedelissimi seguivano live l’evento e la loro tweet star preferita sul social network. C’ero anch’io nella mischia!.

Ma queste star del web saranno poi in grado di salvarci da #fail e #crisis incombenti?

Chissà! C’è di fatto che neanche @Iddio, Signore e CEO dell’Universo, che gironzolava come un comune mortale per Rimini, di fronte a certe #crisis, quelle che avvengono nella vita al di fuori dal web, può far nulla… se non twittare.

Insieme a queste riflessioni lampo, raccolte come un’instagrammata, ho portato a casa alcune foto.

E le condivido con voi, perché in fondo sono cybernauta anch’io e se non condividessi qualcosa sul web smetterei d’esserlo! 🙂

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Batteria con iOS 7: ecco come ridurre i consumi al minimo

Fonte @iSpazio

Eccoci di nuovo a parlare di iPhone con iSpazio per la rubrica iGenius Corner: questa volta parliamo di iOS7 e di come ridurre i consumi con il nuovo aggiornamento del sistema operativo Apple.

Secondo i nostri amici di iSpazio, il nuovo sistema operativo consuma più batteria del precedente iOS e considerando che tutti gli smartphone attualmente in commercio non vantano una durata della batteria considerevole, è importante impostare il proprio iPhone in base al nostro effettivo utilizzo, andando a disabilitare tutte quelle cose di cui possiamo farne volentieri a meno.

Ci sono diverse opzioni e funzionalità che possiamo disattivare per risparmiare la batteria. Ho deciso di suddividerle in due gruppi: quelle quotidiane (es. WiFi, Bluetooth, ecc.) e quelle a lungo termine (iAd di posizione, localizzazione, ecc.). Vediamole insieme.

Feature quotidiane

Ci sono diverse opzioni di cui bisognerebbe tenere conto quando non le utilizziamo. Tra queste vi segnaliamo:

  • spegnere il WiFi quando non viene utilizzato (ad esempio uscendo di casa o dall’ufficio)
  • accendere il Bluetooth solo quando serve (ad esempio quando saliamo in macchina per connettere l’auricolare)
  • accendere Airdrop solo quando abbiamo bisogno di trasferire file.

Queste tre opzioni potremo facilmente tenerle sotto controllo grazie al nuovo Control Center. Uno swipe verso l’alto (partendo dal bordo inferiore esterno del display) e potremo decidere in pochi istanti cosa attivare/disattivare in base all’occasione.

Feature a lungo termine

In questa sezione ho deciso di raccogliere tutte quelle funzionalità di cui potremmo fare volentieri a meno per risparmiare la batteria. Si tratta di opzioni che non ci servono nell’immediato (come WiFi, Bluetooth, ecc.) ma che a volte migliorano l’esperienza d’uso o semplicemente la grafica del nuovo iOS 7, incrementandone però i consumi. Di seguito vi elenco tutte le feature di cui potreste fare a meno.

Aggiornamento delle applicazioni in background: il nuovo iOS 7 permette ad alcune applicazioni di aggiornare i dati in background. Possiamo decidere di disabilitare l’intera feature oppure lasciare attive solo alcune applicazioni specifiche. Per gestire quest’opzione, recatevi in Impostazioni > Generali > Aggiorn. app in background.

Le animazioni: Gli sfondi dinamici sono bellissimi, ma tutti i loro movimenti a fine giornata possono comunque incidere in qualche punto percentuale. Impostiamone uno statico andando su Impostazioni > Sfondi e Lumonisità > Scegli sfondo

Anche impostando uno sfondo statico, c’è una sottile animazione che fa muovere lo sfondo e le icone. Una piccola feature che incide anch’essa sulla durata finale della batteria. E’ possibile disattivare tutto questo recandoci in Impostazioni > Generali > Accessibilità > Riduci velocità (attivatela).

Servizi di Sistema: in questa sezione sono raccolte diverse funzioni indubbiamente utili ma non indispensabili. Ad esempio la feature che ci segnala le app più popolari vicino a noi è sicuramente divertente per scoprire le novità da scaricare, ma è una funzione che come molte altre consuma batteria; se quindi possiamo farne a meno, è bene disabilitarla. Allo stesso modo ci sono altre funzionalità quali l’automatismo del fuso orario che è indubbiamente poco utile se viaggiamo raramente. Stessa cosa per quanto riguarda il Traffico delle mappe di Apple e gli iAd di posizione.

Tutte queste e molte altre si trovano in Impostazioni > Generali > Restrizioni (abilitatele se non lo avete mai fatto, c’è da inserire un codice PIN che la prima volta dovremo decidere noi) > Localizzazione > Servizi di sistema.

Altre feature superflue: Aumentare il contrasto migliora la leggibilità, a discapito però della batteria. E’ possibile disattivarlo in Impostazioni > Generali > Accessibilità > Aumenta Contrasto

Anche il flash led che si illumina quando riceviamo una notifica è comodo, ma non indispensabile: se l’avete attivata, disabilitatela in Impostazioni > Generali > Accessibilità

Martini ha festeggiato i 150 anni con il party più esclusivo dell’estate [GALLERY]

Giovedì 19 settembre, nella magica cornice di Villa Erba a Cernobbio, sulle sponde del lago di Como, si è tenuto un party esclusivo per festeggiare i 150 anni di Martini. Da brava ninja-reporter ho messo l’abito da sera e mi sono immersa nella fantastica atmosfera 😉

L’arrivo in villa è stato roboante nel vero senso della parola. Dopo un sentiero che sembrava incantato, infatti, siamo stati accolti dalle auto della storica scuderia Martini Racing.

All’interno della villa abbiamo ricevuto il benvenuto da Chilly Gonzales e dalle sue favolose note.

Tra i numerosi ospiti internazionali e le celebrities c’erano anche i fortunati vincitori dei contest indetti sui social media. Io ho avuto l’occasione di conoscere Marina Cardone, vincitrice del contest organizzato in collaborazione con Vanity Fair, che ha dimostrato di avere lo spirito giusto, in sintonia con il motto del brand #luckisanattitude.

All’interno delle varie sale della villa ottocentesca sono state ricreate ambientazioni ispirate alle terrazze Martini, dove i bartender più importanti a livello internazionale ci hanno fatto gustare i più famosi cocktail a base Martini.

Nel giardino vista lago l’Orchestra Italiana del Cinema ci ha intrattenuti con i brani dei più famosi film fino all’arrivo di Lyly Allen, che si è esibita in una performance sul palco allestito sul lago.

Il momento più emozionante è stato quando dal terrazzo della villa si sono succeduti Edward D. Shirley – CEO Bacardi – e Facundo Bacardi, che hanno sottolineato come il brand Martini sia non solo un brand di liquori, ma  un iconic brand, uno stile di vita.

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Il dj set di Mark Ronson ci ha poi fatto ballare al chiar di luna per il resto della serata.

Che altro dire? Una festa da sogno di una notte di fine estate. Auguri Martini!

Foto di Ida Perri

Claire Danes e Audi: l’auto come status symbol ma con ironia [VIDEO]

Claire Danes e Audi: l’auto come status symbol ma con ironia [VIDEO]

Audi per promuovere il modello TDI clean diesel ha ideato lo spot dal titolo “Claire Danes’ Choice -Audi Smart Performer video“, un advert che ha più le sembianze di un cortometraggio piuttosto che di una pubblicità canonica.

Il video si apre con l’attrice in carcere. Immediatamente ha inizio un flashback che occuperà l’intero filmato: Claire si trova a dover scegliere se salire sull’Audi TDI Clean Diesel, e guidare da sola fino alla meta, od optare per la tradizionale automobile blu con autista annesso. Da qui l’attrice si sdoppia, e con l’alternarsi delle situazioni sono mostrati due viaggi esattamente, ed esasperatamente paralleli.

Con una forte ispirazione al film “Sliding doors“, le diverse conseguenze sono determinate dalla scelta iniziale della Danes, e a tratti durante il video si susseguono situazioni surreali. Se con l’Audi il percorso, oltre a essere idilliaco, va a favore dell’ambiente ed è da vera VIP, al contrario il banale e obsoleto viaggio in auto con l’autista si rivelerà un inferno.

Claire Danes’ Choice sul web ha ricevuto già molti apprezzamenti, in particolare per l’ironia e i doppi sensi presenti al suo interno. Per altri invece è puro marketing senza grande innovazione. Noi l’abbiamo trovato simpatico e voi?

Living Piano, l'ambient musicale che promuove la cultura [VIDEO]

Living Piano, l'ambient musicale che promuove la cultura [VIDEO]

TFO è una emittente canadese che da 25 anni produce e trasmette contenuti educativi e d’intrattenimento in lingua francese, rivolti in particolare ad un pubblico in età scolare. L’agenzia Lowe Roche si è recentemente occupata di ridisegnare il brand TFO, con una campagna di awareness di cui il più recente prodotto è l’iniziativa “Le piano vivant / Living Piano“.

L’attività di ridefinizione del brand è stata determinata da una ben precisa necessità: come rafforzare il marchio e l’audience di un canale canadese che parla francese, tenendo conto del ruolo sociale che il bilinguismo riveste in Canada? La risposta di Lowe Roche ha previsto al trasformazione della lingua francese nell’eroe della sua campagna, invitando i giovani a portare un po’ di “francesità” nella loro vita, con l’obiettivo di innalzare l’orgoglio culturale dei francofoni e incuriosendo chi, al contrario, parla inglese.

La più recente iniziativa promozionale per TFO è stata quindi Living Piano, un’installazione vivente, un ambient umano che è stato realizzato in collaborazione con il Festival d’Opéra de Québec, per creare un pianoforte composto da cantanti lirici.

I passanti sono stati invitati a salire e passeggiare sui tasti del pianoforte: azionando ciascuno di essi, uno o più dei cantanti iniziavano ad emettere un suono ben preciso, fino a costruire intere melodie.

Living Piano, l'ambient musicale che promuove la cultura [VIDEO]

Living Piano, l'ambient musicale che promuove la cultura [VIDEO]

Credits:
Agency: Lowe Roche
Executive Creative Director: Sean Ohlenkamp
Associate Creative Director: Gail Pak
Copywriter: Jordan Gabriel
Agency Producer: Caroline Wrinch
Production House/Post Production: 1ONE
Producer: Marc Andre Gilbert
Director/Editor: Antony Ayotte
Sound Supervisor/Designer: Yan dal Santo
Music House: Apollo Studio

Il content marketing fa bene al business

Il 2013 si annunciava come l’anno del content marketing, ma in Italia il tema resta ancora confuso e di difficile applicazione, anche per molti addetti ai lavori. Tutti ne parlano, tutti ci lavorano, ma nel panorama italiano si arranca ancora e fa ancora paura l’apertura verso un modo di fare marketing tuttora percepito come The Next Big Thing. Si tratta invece del presente che molti brand faticano a costruire.

Rilevante, interessante, originale

Tanto per iniziare proviamo a dare una definizione di content marketing : si tratta della nuova frontiera del marketing che consiste nella creazione di contenuti interessanti e rilevanti per il target di riferimento, condivisi soprattutto attraverso gli owned media.

Più i contenuti saranno percepiti come originali e engaging, maggiore sarà il loro successo.

Il driver del content marketing è dunque il contenuto di qualità: content is king, scrisse saggiamente Bill Gates, e la regina eletta è senza dubbio il link, sia in termini di riferimento a fonti autorevoli, sia nella condivisione da parte degli utenti- nonché degli influencers- che si fanno a loro volta promotori e marketers dei contenuti e quindi dei propri prodotti preferiti.

Oltre a condividere, i consumatori producono materiale UGC di indubbia utilità per l’azienda e ulteriore fonte di interazione e  conversazione sul brand.

I vantaggi per il business

Ma aldilà dell’engagement, quali effetti positivi produce sul business l’utilizzo del branded content? Senza dubbio sono evidenti i benefici in termini di:

lead generation: ricerche condotte negli Stati Uniti evidenziano come la generazione di leads sia considerata dai professionisti del settore come l’obiettivo primario del content marketing

crescita del business: nel Coca Cola Content 2020, The Coca-Cola Company si propone “double the size of our business” attraverso l’innovativo approccio

fidelizzazione: oltre all’acquisizione di nuovi clienti, il content marketing consente di migliorare la brand loyalty quindi di stabilire un legame ancora più solido con i propri clienti.

La pratica di content marketing paga

Abbiamo parlato spesso di content marketing, anche presentando case studies come in questo interessante post 7 campagne di branded content efficaci del 2012.

È evidente dagli esempi proposti che il content marketing, al contrario dell’advertising tradizionale, non è percepito dal cliente come un’interruzione fastidiosa di un’attività, bensì come un servizio da cui trarre vantaggio e una fonte di intrattenimento. Tra brand e customer si crea un terreno comune e finalmente fertile per entrambi, un momento di incontro e di scambio in cui entrambe le parti ottengono benefici: se da un lato il brand otterrà attenzione qualificata di consumatori in target e realmente interessati ai beni e servizi proposti con conseguente lead generation e brand loyalty, dall’altro la target audience fruirà di informazione di qualità, rilevante e originale su temi di reale interesse.

Smettere di parlare del brand e iniziare a parlare di ciò che il target vuole ascoltare è il nuovo business della comunicazione.