Capri Trendwatching 2013 innovazione e futuro in Campania [INTERVISTA]

Capri  si riafferma come  luogo di incubazione di nuovi trend attraverso il Capri Trendwatching Festival che si svolgerà il 3 e il 4 maggio 2013 presso il Teatro del Grand Hotel Quisisana di Capri.

Come dai suoi albori, il lavoro del CTWF è ispirato dai risultati di un osservatorio condotto a livello internazionale e basato sul trendwatching, una metodologia di ricerca di matrice etnografica che intercetta sul nascere, prima che diventino fenomeni di massa, le tendenze e i temi che caratterizzeranno il nostro futuro prossimo e che adeguatamente intercettate possono guidare all’affermazione nel mercato per chi opera in ambiti quali la moda, il design, la cultura del progetto, il marketing e la comunicazione.

L’osservatorio è una vera e propria ricerca, a vari livelli di documentazione testuale e iconografica, che si basa sulle segnalazioni di una rete internazionale di osservatori (urbanwatchers) che conducono una ricerca sul campo nelle città-chiave del mondo, ritenute luoghi di incubazione di nuovi comportamenti sociali.

1) In un sistema in totale crisi devono adattarsi prima di tutto i metodi e da quanto si legge, il Capri Trendwatching (soprattutto dall’impostazione dei workshop) sembra cogliere questa necessità. Argomentiamo quindi i principali obiettivi che il festival vuole raggiungere e i metodi innovativi che lo permettono.

Credo intanto che di questi tempi vedere confermata per la terza edizione una manifestazione che si propone di indagare i trend che caratterizzeranno il prossimo futuro, rappresenti di per sé un segnale incoraggiante e per niente scontato, e di questo dobbiamo ringraziare in primo luogo la Fondazione Capri. La terza edizione si basa come di consueto su un osservatorio di trendwatching internazionale (dal titolo “Compro, dunque sono?” e quest’anno dedicato all’evoluzione della shopping experience) e su un ciclo di lectures (aperte a tutti e gratuite) tenute da grandi personalità internazionali quali tra gli altri il sociologo della modernità liquida Zygmunt Bauman, Henry Mason dell’agenzia Trendwatching.com, Massimo Banzi di Arduino, Andrew Keen autore controcorrente del best seller Digital Vertigo che insieme ad Alex Giordano e Adam Ardivvson, autori di Societing Reloaded, discuterà dell’omonima filosofia di social innovation. Ma naturalmente non ci siamo accontentati di ripetere un modello già rodato…

Le grandi novità di quest’anno riguardano in particolare la prima giornata del festival: abbiamo inserito in programma una serie di workshop tenuti da professionisti riconosciuti del settore (Enrico Bassi di Fab Lab Officine Arduino, Giorgio Olivero di ToDo, Marco Pedroni autore di Coolhunting. Genesi di una pratica professionale eretica, Francesco Morace di Future Concept Lab, Alberto Costabello di Milano Retail Tour e Irene Festa di Fractals) e dedicato -con la collaborazione di OFFicine Formative, la scuola d’impresa di Intesa Sanpaolo e di Atlante Ventures Mezzogiorno- un focus al tema dell’imprenditoria giovanile che sta sviluppando nuovi modelli di business e startup “trend based” (quali ad esempioICoolhunt, Brandon Ferrari, Buzzoole, JSign, Maison Academia, Style4Real), con l’obiettivo di favorire il networking. Il ché esprime un messaggio molto concreto anche rispetto al territorio.

2) Come si articoleranno i workshop messi a disposizione degli iscritti e qual è il pubblico a cui si rivolge il Capri Trendwatching 2013?

In programma abbiamo una serie di workshop che daranno la possibilità agli iscritti -a fronte di una quota di iscrizione decisamente simbolica- di entrare nel merito di alcune metodologie e discipline che, o sono affini al trendwatching, o sono di particolare attualità. L’intento è evidentemente quello non solo di approfondire alcuni temi attraverso il punto di vista interno e specialistico di professionisti del settore, ma soprattutto quello di scardinare uno schema “top down” per favorire una socializzazione di contenuti “peer to peer”, che privilegi l’interazione e che metta anche in discussione certi fenomeni. L’evento si rivolge alla community dei professionals che lavorano nell’ambito della comunicazione, del marketing, del progetto, dello sviluppo nuovi prodotti e naturalmente agli studenti e ai laureandi del bacino universitario campano.

3) Quali trend, scovati al Capri TrendWatching degli anni precedenti, si sono effettivamente spiegati nei mercati di consumo? Chi non può assolutamente permettersi di perdere questo evento?

La forza del Capri Trendwatching Festival sta nella capacità di esplicitare -mettendo in moto un’intelligenza collettiva- delle connessioni, dei denominatori comuni (per l’appunto i “trend”) che ricorrono in settori tra di loro diversi: dalla moda al design, dal retail al food, dalle nuove tecnologie all’architettura, etc.. Si tratta di riconoscere dei pattern comuni, che ci dicono di come si vanno orientando gli immaginari sociali contemporanei. Dunque un punto di vista che ha una valenza strategica soprattutto per chi progetta, per chi si occupa di marketing, comunicazione, sviluppo nuovi prodotti.

E’ affascinante scoprire similitudini e assonanze in campi che apparentemente sembrano non avere molto a che spartire. Negli anni passati abbiamo avuto modo di affrontare diversi fenomeni diventati poi mainstream: l’imperativo della sostenibilità, le smart grids, l’estetizzazione del quotidiano, le mille e una forma della wikiculture, il corto circuito tra lusso e lowcost, le strategie di sopravvivenza alla crisi. Nel 2009 Chris Anderson dal palco del CTWF anticipò che stava guardando con particolare interesse all’Italia perché la “next big thing” sarebbe stata la rivoluzione dei cosiddetti “nuovi makers”, e ci vide lungo. E’ uno dei temi che toccheremo in questa terza edizione.

4) Lo chiediamo a te in quanto responsabile di un festival che fa della proattività il suo perno: “Cosa è fondamentale in un evento che vuole interpretare l’immediato futuro?”

Tre cose direi. In primo luogo le partnership. Oltre a quella già citata con Officine Formative, l’altro asset forte di questa terza edizione è il rinnovato legame con il mondo delle università che nei mesi scorsi ha prodotto una serie di iniziative correlate: un seminario sulla metodologia del trendwatching presso il Master in Marketing e Communcation della LUISS, un contest per progettare il sound logo della manifestazione realizzato con IED Milano, il patrocinio dell’Università Parthenope e della Seconda Università di Napoli con le quali abbiamo lavorato su alcuni temi comuni di ricerca che sono poi confluiti nell’osservatorio, un laboratorio con il dipartimento di sociologia della Federico II che seguirà l’evento per studiarlo come caso di comunicazione. Insomma, il coinvolgimento è stato importante.

La seconda è che il festival ha vissuto online nei mesi precedenti all’evento vero e proprio, utilizzando il sito , il blog e i social network correlati, con l’obiettivo di diventare un community hub aperto al contributo di chi per chi è interessato a questi temi.

La terza cosa che non dovrà mancare è la partecipazione…Vi aspettiamo al Teatro del Grand Hotel Quisisana di Capri il 3 e il 4 maggio 

App of the Week: Buy Bemoov, donare dallo smartphone per la Ricerca sul Cancro!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Questa settimana vorrei proporre un’app non divertente come le precedenti, ma utile e con un obiettivo importante: sto parlando di Buy Bemoov, con la quale sarà possibile effettuare  donazioni alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus.

La Fondazione, infatti, ha dato vita ad un innovativo progetto di mobile payment destinato al non-profit. Sfruttando al massimo la tecnologia mobile, da adesso è possibile fare una donazione alla Fondazione direttamente dal proprio cellulare. Tutto questo è possibile grazie al circuito Bemoov realizzato dal Consorzio Movincom, una realtà che raccoglie oltre 40 realtà commerciali in Italia.

Il circuito è costituito da una piattaforma pensata per effettuare pagamenti di beni e servizi in sicurezza, attraverso i dispositivi mobili. Adesso la tecnologia di Bemoov e l’esperienza di Movicom sono al servizio di una delle più importanti organizzazioni non-profit italiane.

La Fondazione è la prima tra le grandi Organizzazioni Non-profit d’Italia ad adottare questa nuova tecnologia mobile. Ovviamente, è un progetto che mira ad offrire maggiori possibilità di sostegno ai propri donatori.

 

Utilizzare questa nuova possibilità è semplice e veloce. Ti basterà iscriverti al servizio sul sito Bemoovdove ti verrà richiesto anche il numero di cellulare e i dati della carta di credito. L’iscrizione al sito è molto rapida e totalmente gratuita. Una volta iscritto, puoi subito iniziare a donare inviando un sms al numero +39 345 9266222 con scritto “2”, “5” o “10”, per donare rispettivamente 2, 5 oppure 10 euro. Il servizio ti invierà un sms di ringraziamento con la conferma dell’avvenuto versamento.

Ma la vera novità sta nell’utilizzo dell’app gratuita, Buy Bemoov. Grazie ad essa, i possessori di smartphone potranno effettuare la donazione anche inquadrando i QRcode presenti sui materiali delle campagne di comunicazione della Fondazione. Inoltre, sarà possibile richiedere la ricevuta del versamento per le detrazioni fiscali previste dalla legge.

Quest’app mostra come il mobile payment sia in grado di offrire supporto ad importanti iniziative sociali come quella importantissima della Ricerca sul Cancro Onlus portata avanti dalla Fondazione Piemontese. Segue un video sul suo funzionamento.

L’app è scaricabile gratuitamente per device Apple, Android e BlackBerry.

 

 

 

 

 

 

Social media e crowdsleuthing per scovare i colpevoli della strage di Boston

E’ durata poco la fuga del 19enne ceceno Dzhokar Tsarnaev, catturato dalla polizia americana all’interno di un’abitazione di Watertown a Boston. Lui e il fratello Tamerlan sono stati identificati come gli autori della strage della maratona di Boston in cui hanno perso la vita 3 persone e oltre 170 feriti. I due fratelli avevano un permesso di soggiorno per studi ormai da qualche anno, e ancora non è chiaro quale sia stato il motivo che li abbia spinti a compiere un atto così grave.

Quale contributo hanno dato i social media e la rete nell’identificazione dei fratelli Tsarnaev?

Parallelamente al lavoro investigativo del FBI americana, subito dopo lo scoppio delle bombe vicino la zona arrivo della maratona, in rete hanno fatto la loro comparsa video e foto soprattutto di persone presenti vicino la linea del traguardo.

La gente comune ha cominciato a raggrupparsi sui vari social e a commentare, condividere foto, video e qualsiasi fonte di informazione utile a identificare i due fratelli, questo fenomeno viene identificato come crowdsleuthing ovvero quell’investigazione fatta dalla gente in maniera autonoma, in questo caso sui social.

E’ il caso di Reddit, un social news apparso per la prima volta nel 2005, diffuso negli USA dove è possibile condividere e votare link, che prende il nome dalle parole read (leggere) e edit (curare, rivedere). All’interno di Reddit un redditor (così viene chiamato chi posta qualche notizia/contenuto) ha lanciato il subreddit Find Boston Bombers al cui interno è presente un album in cui si evidenziano persone sospette.

Sempre su Reddit un gruppo chiamato 4chan Think Tank ha lanciato una gallery con foto di alcune persone sospette, presenti vicino alla zona di scoppio delle bombe e con borse, zaini o pacchi addosso: la gallery in meno di 5 ore è stata visualizzata più di un milione di volte.

Ma non solo Reddit, anche su Flickr molti utenti hanno iniziato a raccogliere foto della strage, chiedendo dove possibile, di raccontare e individuare ogni piccola prova utile al riconoscimento degli attentatori.

Anche su Facebook gli utenti si sono dati da fare, attivando pagine come The Boston Marathon Explosion un’intera pagina dedicata ad attività di riconoscimento dei possibili attentatori.

Insomma il modo dei social network si è attivato per dare giustizia ad una delle stragi più cruente e assurde che abbiano mai colpito un evento sportivo e una città come Boston, attraverso il crowdsleuthing. Molti utenti hanno contribuito al riconoscimento dei due colpevoli, dei quali uno è morto e l’altro adesso è stato catturato, per la felicità della popolazione di Boston che ha abbracciato i poliziotti che hanno arrestato l’ultimo colpevole in fuga.

Qual è il layout vincente per le tue email? Quattro chiacchiere con Nazzareno Gorni [INTERVISTA]

Nazzareno Gorni

Dal 6 al 17 maggio arriva il “Corso Online in Email Marketingperché 1 € può rendere il doppio degli altri canali” con due docenti d’eccezione:

• Marco Massara, Direttore Marketing di MailUp
• Nazzareno Gorni, CEO di MailUp

L’email, utilizzata da quasi 3 miliardi di persone (sì, avete capito bene!), rimane ancora oggi la metodologia di comunicazione più diffusa su computer, smartphone e tablet grazie alla sua estrema semplicità ed efficienza. Ma avete mai pensato all’email come strumento altrettanto efficace anche in ambito Direct Marketing? Una strategia di emailing ben congegnata ha un potenziale pressoché infinito e dà la possibilità di coinvolgere maggiormente i vostri utenti e, di conseguenza, generare fatturato per la vostra azienda.

Il Corso Online vuole proprio trasferire ai Guerrieri Ninja le migliori tecniche per pianificare, gestire e misurare una campagna di Email Marketing creando liste di qualità, profilando il target e generando lead.

Dopo l’intervista con Marco Massara, ho pensato fosse giusto scambiare quattro chiacchiere anche con Nazzareno Gorni che ci accompagnerà in questo (per)corso. Aspettando il primo webinar è meglio arrivare preparati.. (a proposito, lo SCONTO Early Booking è valido solo fino a giovedì 25 aprile)! Leggete un po’ cosa mi ha raccontato..

L’A/B Test costringe anche il Marketer più esperto a fare un esercizio di umiltà. Mi ha molto colpito questa affermazione. Quali e quante verità si possono scoprire con questa tecnica?

L’A/B test è una tecnica molto potente che con l’email può fornire risposte molte più rapide rispetto ad altre forme di comunicazione/advertising. Non va però usata solo con finalità tattica: è vero che consente di migliorare (dal 10% fino al 500%) i risultati di un invio, ma non bisogna dimenticare che il vero scopo di un A/B test è quello di insegnarci qualcosa in più. In questo senso bisogna avere il coraggio di mettere in discussione le proprie certezze, sperimentando varianti estreme opposte alle best practice e alle credenze consolidate in azienda. Solo così si potrà cogliere la vera potenza degli A/B test, traendone insegnamenti in grado di fare davvero la differenza.

Obiettivi e target: perché è importante profilare gli utenti?

La profilazione è spesso una bella parola che però ha pochi riscontri nella pratica. E’ indubbiamente vero che necessita di impegno e sforzi, non solo per acquisire e gestire un database più ricco di informazioni, ma anche per fare estrazioni e messaggi mirati. Questi sforzi spesso sono scarsamente riconosciuti e premiati. E’ invece assolutamente fondamentale farlo non solo per poter raggiungere risultati statisticamente sorprendenti a livello di open rate e CTR, ma anche e soprattutto per fornire ai propri iscritti contenuti il più possibile rilevanti e utili. Questo si riflette immediatamente in un maggior tasso di attività della propria lista, che significa miglior reputazione del mittente e quindi migliori performance di recapito sui principali ISP. Questi ultimi infatti – come Yahoo o Gmail – negli ultimi mesi danno molta importanza all’interno dei loro algoritmi antispam all’analisi del tasso di engagement dei destinatari per decidere se un messaggio è da consegnare nella inbox o nella cartella dello spam. A chi è abituato ad inviare in modo massivo la stessa comunicazione a tutta la lista (tanto costa poco), suggeriamo un percorso a step, individuando un solo primo segmento – quello più pregiato – su cui fare un primo esperimento di invio profilato. I risultati di questo primo esperimento dovrebbero invogliare il sender a fare altri esperimenti di profilazione, facendogli al contempo acquisire dimestichezza con gli strumenti – nel nostro caso il modulo Filtri di MailUp – che consentono in realtà di profilare con estrema flessibilità e immediatezza le proprie liste.

Email Marketing

Ogni messaggio ha sicuramente le sue esigenze ma.. se potessi scegliere il layout vincente per (quasi) tutti i tipi di comunicazione quale potrebbe essere?

Bisogna distinguere dal tipo di messaggio: newsletter, transazionale o Dem? Se parliamo dell’ultimo caso, il layout migliore è una creatività ad una colonna e massimo 640 pixel di larghezza, con pre-header che sintetizzi il messaggio in 25 caratteri (è la parte che si vede nell’anteprima), un grande titolo con sotto-titolo e un corpo del messaggio che evidenzi, magari un breve punto elenco, gli elementi fondamentali. Chiude il messaggio una call-to-action grande, chiara, in formato editabile/testuale che non sia un banale “clicca qui” ma qualcosa che esprima un valore per il ricevente, come “Vedi l’Agenda”, “Scopri come”, “Guarda”, “Ottieni l’accesso gratuito”. Al fondo ovviamente il solito footer con la privacy e la possibilità di disiscriversi con massimo due click. Oltre ovviamente a prestare attenzione a tutte le tecnicalità che rendono il messaggio uniforme indipendentemente dal client utilizzato (Chrome, iPhone, Android, etc): non si ripete mai abbastanza che fare l’HTML di un’email è come farlo per un sito web.

Andando più sul personale, la newsletter che aspetti di ricevere impazientemente?

Uso 4 caselle diverse a seconda del caso: una per l’attività lavorativa normale, dove le newsletter che ricevo sono meno di 10, una per le comunicazione meno urgenti, legate agli account Social, una esclusivamente per le newsletter e le iscrizioni a siti/servizi ed infine una per le comunicazioni personali con amici/famiglia. Non ci sono però newsletter in assoluto più importanti di altre: a seconda del momento potrei essere più interessato a ricevere newsletter del mondo auto, poi del mondo finanza/investimenti o news informative. Usando una casella piuttosto che un’altra riesco a definire la priorità di una iscrizione, e quindi la mia tempestività nel leggerla. Al momento nella mia casella principale ricevo la newsletter di Key4Biz per le news, quella di Baia Network per restare aggiornato sulla community di San Francisco, gli alert di AngelList sul mondo dell’innovazione e delle startup e la Newsletter del Comune di Milano per quello che riguarda la mia città.

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Grazie Nazzareno! L’appuntamento è per lunedì 6 maggio, primo webinar del Corso Online dove avrete anche la possibilità di interfacciarvi direttamente con i docenti durante le ore di Question Time. E se quel determinato giorno avete un impegno, nessun problema. La piattaforma e-learning di Ninja Academy dà la possibilità di rivedere tutte le lezioni anche in modalità on-demand.

Non dimenticate lo SCONTO EARLY BOOKING:
entro il 25 aprile il costo è di 199 € (anziché 249 €)!

Email Marketing

Knowledge for change.
Be Ninja!

Email Marketing

Il crowdfunding per i più piccoli: da oggi ne parla anche Topolino

Non si è mai troppo piccoli per imparare e prendere dimestichezza con il canale di finanziamento privilegiato ai giorni nostri ed ormai noto ai più anche in Italia: il crowdfunding.

Persino Topolino, il settimanale per ragazzi (ma non c’è un limite di età per sfogliare le sue pagine e leggere le storie di Paperino & Co.) la scorsa settimana gli ha dedicato una storia.
Nel numero 2995 del 17 Aprile 2013 in “Paperino e i terribili spettatori tipo” il progetto TV di Paperino si realizza, infatti, grazie ad un finanziatore trovato tramite una piattaforma di crowdfunding dai nipotini Qui, Quo e Qua, con rabbia e rimorso da parte del tirchio e diffidente Zio Paperone per l’affare mancato.

Anche il mondo delle startup e dei finanziatori viene reso a portata di ragazzi, per educarli ad una nuova realtà del nostro Paese e sensibilizzarli sulle tematiche relative ad innovazione, imprenditorialità e business.

Magari presto assisteremo a corsi nelle scuole a tema “startup, innovazione e crowdfunding” e l’età media degli innovatori si abbasserà.
La prossima innovazione nascerà tra i banchi di scuola; un’opportunità per le nuove generazioni.

Arriva il Cannes Lions: ecco il programma e la giuria [EVENTO]

Giunto alla sua 60esima edizione, il Cannes Lions è uno di quegli eventi che i creativi della comunicazione non possono permettersi di perdere.

Ogni anno, a Cannes circa 11.000 addetti al settore della comunicazione provenienti da 95 paesi si riuniscono per essere ispirati ed educati e per giudicare i lavori più creativi del 2013.
Quest’anno l’evento si terrà come sempre a Cannes, dal 16 al 22 giugno, con un programma ricco di seminari, workshop e masterclass, ma entriamo più nel dettaglio.

CULTURE AS A CREATIVE CATALYST

Il rapper/imprenditore Sean Combs, conosciuto anche come Puff Daddy, parlerà di come ha sfruttato la sua creatività per creare un vero e proprio impero, costituito dalla Bad Boy Worldwide Entertainment Group. Accanto a lui, Steve Stoute, dell’agenzia newyorchese Translation, introdurrà il pioniere innovativo per portare alla luce le intuizioni, ispirazioni e passioni che continuano ad influenzare la visione creativa di Sean Combs.

BUILDING A BRAND FRAME BY FRAME: ANNIE LEIBOVITZ, DISNEY & MCGARRYBOWEN

Raccontare lo storytelling dall’immagine fotografica raccontata attraverso il caso Disney. Gordon Bowen della Mcgarrybowen, la fotografa di fama mondiale Annie Leibovitz e Leslie Ferraro della Walt Disney Parks condividono la genesi e l’evoluzione della campagna ‘Where Dreams Come True’, in cui la Leibovitz ha ritratto dei personaggi dello spettacolo come eroi ed eroine Disney.

WHEN ADVERTISING GROWS UP

Il trio formato da Gareth Kay, John Winsor e Paul Bennett indagherà sul futuro del settore pubblicitario per chidersi provocatoriamente come dovrebbe essere il futuro della pubblicità. Non abbiamo dubbi riguardo il successo e gli stimoli che otterrà.

MAURICE LÉVY INVITES … JEAN-FRANCOIS VAN BOXMEER

Un focus sulla comunicazione del terzo più grande produttore di birra al mondo, condotta da Maurice Lévy, CEO di Publicis Groupe e Jean-Francois van Boxmeer, Presidente e CEO di Heineken.

YOU NEED AN ENEMY

Ogni grande storia ha un protagonista e un antagonista: Harry Potter, Via col vento, Star Wars e lo stesso vale per i brand.

Nike odia l’ozio. Apple odia i PC. ‘Truth’, la campagna contro il fumo di Arnold Worldwide odia le bugie. Avere un nemico porta ad un migliore lavoro creativo, perché il marchio ha qualcosa contro cui combattere. Trovare il nemico di un brand è una parte fondamentale del processo strategico e creativo. Ce ne parlano Pete Favat, Chief Creative Officer di Arnold Worldwide e il graphic designer Shepard Fairey.

YOU CAN’T TRUST MARKETERS

Se si parla di creatività, Adobe non può mancare.
Il regista Morgan Spurlock e Ann Lewnes, Chief Marketing Officer di Adobe, ci parlano di come il marketing digitale sia un utile strumento per migliorare e personalizzare la customer experience.

Le giurie sono composte da esperti ed esperte di vari campi e provengono da tutto il mondo e sono presiedute da un Presidente di Giuria. Giudicano i lavori iscritti nelle categorie: Film, Film Craft, Media, Press, Outdoor, Cyber, Promo & Activation, Direct, Design, Radio, PR, Creative Effectiveness, Titanium,Integrated.

Altri premi includono: Holding Company of the Year, Network of the Year, Direct Agency of the Year, Media Agency of the Year, Agency of the Year, Independent Agency of the Year, Media Person of the Year,Advertiser of the Year e la Palme d’Or per la migliore compagnia di produzione.

Volete sapere quali sono i grandi esperti che presiederanno le giurie di quest’anno?

BRANDED CONTENT & ENTERTAINMENT LIONS JURY: Scott Donation; presidente e CEO di Ensemble
CREATIVE EFFECTIVENESS LIONS JURY: Shelly Lazarus; Chairman Emeritus di Ogilvy & Mather
CYBER LIONS: Bob Greenberg; founder, Chairman, CEO di R/GA
DESIGN LIONS: Creative Director e Founding Partner di Lewis Moberly
DIRECT LIONS: Mark Tutssel; Worldwide Chief Creative Officer di Leo Burnett
FILM CRAFT LIONS: Joe Pytka; regista
FILM LIONS: Sir John Hegarty; Founder di Bartle Bogle Hegarty (BBH)
INNOVATION LIONS: David Droga; Founder e Creative Chairman di Droga5
MEDIA LIONS: Jack Klues,; Chairman di VivaKi
MOBILE LIONS: Rei Inamoto; CCO e VP di AKQA
OUTDOOR LIONS: Tony Granger; Chief Creative Officer di Young & Rubicam
PR LIONS: David Gallagher, Senior Partner e Chief Executive Officer di Ketchum
PRESS LIONS: Marcello Serpa; General Creative Director di AlmapBBDO
PROMO & ACTIVATION LIONS: Rob Schwartz; Creative President di TBWAWorldwide
RADIO LIONS. Ralph Van Dijk; Co-founder e Creative Director di Eardrum
TITANIUM AND INTEGRATED LIONS: Dan Wieden; Chief Creative Officer e Co-founder di Wieden+Kennedy

Qui trovate ulteriori info sui giurati.

Earth Day 2013, il giorno della Terra in giro per la Rete [VIDEO]

In tutto il mondo oggi, 22 aprile, si festeggia la 43esima edizione dell’Earth Day, la Giornata della Terra istituita dall’ONU per celebrare l’ambiente e la salvaguardia del nostro pianeta, cogliendo l’occasione per sensibilizzare l’opinione pubbica sulle tematiche più rilevanti in questo ambito, come il risparmio energetico, la crisi ambientale, sostenibilità, il cambiamento climatico.

Proprio quest’ultimo è il tema dell’edizione 2013, sulla quale potete trovare maggiori informazioni e approfondimenti anche sul sito ufficiale italiano “Earth Day Italia“. Cuore dell’iniziativa è stata quest’anno una campagna crowdsourcing dal nome “The Face of Climate Change“, nome volto a sottolineare la grande quantità di aspetti negativi legati al fenomeno, così come a richiamare il potere dell’azione collettiva mossa da tutti coloro che partecipano, di volta in volta, a questo progetto.

Noi Ninja vi invitiamo a condividere oggi (ma non solo!) sulle vostre bacheche tante info riguardanti questa importante lotta per la salvaguardia del Pianeta. E nel frattempo, vi presentiamo una gallery video ispiratrice legata all’Earth Day, filmati che negli ultimi mesi hanno raccolto tante views grazie alla loro straordinaria bellezza, all’utilità didattica-informativa, ma soprattutto perché raccontano in maniera emozionante o divertente il nostro Mondo. Enjoy and share!

Further Up Yonder

One Day on Earth

Beginning – Water Projection

Earth Day 2035

View from the ISS at Night

Starlight

Anche i brand approfittano dell’evento per costruire awareness attorno alle loro pratiche di produzione (speriamo effettive!). Ecco l’esempio di P&G.

Everyday Earth Day – P&G

Climate Change is Simple. TEDx Kevin Roberts

E per riderci un pò su…

Annoying Orange – Earth Day

… ma non troppo!

The History of Climate Change Negotiations in 83 seconds

Person Finder: il gigante Google si fa altruista

Person Finder: il gigante Google si fa altruista

Person Finder: il gigante Google si fa altruista

I recenti accadimenti di Boston hanno sconvolto tutti ma molti di noi non erano direttamente coinvolti. E se, invece, avessimo avuto un parente o un amico tra i maratoneti o tra i curiosi e turisti? Certamente saremmo andati nel panico per la mancanza di notizie immediate, così Google ha attivato un servizio per la ricerca di persone scomparse.

Per chi non lo sapesse Google ha un braccio dedicato al non profit: Google Crisis Response. All’interno di questo progetto si inserisce “Person Finder” (nato nel 2010, per aiutare a trovare i dispersi del terremoto ad Haiti).

Person Finder: il gigante Google si fa altruista

Oggi le persone, in caso di disastri, si connettono subito ad Internet per avere informazioni e l’obiettivo di Google è proprio quello di fornire informazioni corrette e connettere chi cerca le informazioni con chi può fornirle con l’obiettivo di salvare vite anche usando la tecnologia.

Lunedì è stato immediatamente riattivato il servizio per dare un supporto dopo i fatti terribili di Boston.

Cerchiamo di capire cos’è e come funziona, anche se la procedura è molto semplice. Google Person Finder è una applicazione web, basata su un progetto open source, per fare in modo che ognuno possa contribuire, e si avvale di un modello PFIF (Person Finder Interchange Format).

Come il sito stesso ci spiega le fasi sono 4:

1. Accade un disastro naturale e umanitario e può capitare che i nostri cari si trovano in quei luoghi;

2. Chi cerca qualcuno vuole che il mondo intero lo sappia così da avere notizie prima possibile;

3. Singoli ed organizzazioni possono fornire informazioni;

4. Le persone hanno notizie sui loro cari e sono più serene.

Nel momento in cui la situazione di normalità viene ristabilita e l’emergenza termina Google sospende il servizio e tutti i dati vengono cancellati per garantire la privacy di ognuno.

Ma noi cosa possiamo fare anche se non direttamente coinvolti? Si può certamente fornire informazioni, condividere quelle di altri per diffonderle il più possibile e aiutare i parenti dei dispersi “embeddando” il link sul proprio sito.

Quando la tecnologia aiuta queste cause allora possiamo pensare che l’evoluzione sia davvero positiva!

Baby and Me: sono tornati i bimbi Evian [VIRAL VIDEO]

La giovinezza non è una questione d’età ma un atteggiamento. Partendo da questa sacrosanta verità Evian lancia la sua nuova campagna commerciale confermando il suo impegno per la promozione globale dello stile di vita sano.

A partire dal 1998 con il leggendario spot Waterbabies e spopolando nel 2009 con lo spot Roller Babies che a oggi, con 206 milioni di visualizzazioni, è la terza campagna più seguita di tutti i tempi. Il successo è destinato a ripetersi, perché i bimbi sono tornati!

Nel nuovo divertentissimo video creato da BETC Parigi, i personaggi si ritrovano per strada ad interagire con una vetrina in cui è riflesso il proprio io interiore, rigorosamente bambino. Ed è qui che inizia la danza. “Here comes the Hotstepper” di Yuksek è la colonna sonora, ultimo ingrediente per una campagna ricca di energia e vitalità.

Da metà maggio disponibile anche un App con un simpatico riconoscimento facciale che trasformerà gli adulti in inguaribili bimbi 🙂

“I bambini incarnano ‘Live Young’, il mantra di Evian, e ci ricordano che siamo tutti giovani, in modo unico. I bambini sono anche l’ultimo simbolo di purezza naturale, esattamente ciò che l’acqua Evian è. Ecco perché siamo così entusiasti di continuare questa campagna iconica in modo fresco e divertente.” Jerome Goure, Vice Presidente Marketing di Danone.

Twitter o Facebook, dimmi cosa scegli e ti dirò chi sei

Preferite Facebook? Probabilmente siete più estroversi, orientati alle relazioni e un po’ più “nevrotici”. Preferite Twitter? Siete più “mentali”, orientati a cercare stimolazioni intellettive. Questi alcuni dei risultati di una ricerca online che ha coinvolto utenti americani, europei ed asiatici.

La ricerca

Lo studio condotto da David John Hughes dell’Università di Manchester ha voluto mettere in relazione la preferenza degli utenti per uno dei due social con le loro caratteristiche sia demografiche (età) sia di personalità; quest’ultima è stata indagata tramite la teoria dei Big Five e quella del Need for Cognition.

I “Grandi Cinque” e il Bisogno di conoscenza

Secondo la teoria dei Big Five, la nostra personalità può essere descritta e valutata con cinque dimensioni fondamentali.

1. Estroversione: un orientamento fiducioso ed entusiasta nei confronti delle varie circostanze della vita, la maggior parte delle quali sono interpersonali.

2. Amicalità: che include caratteristiche come la socievolezza, l’altruismo, il prendersi cura, il dare supporto emotivo.

3. Coscienziosità: la precisione, l’accuratezza, l’affidabilità, la responsabilità, la volontà di avere successo e la perseveranza;

4. Stabilità emotiva: una dimensione molto ampia comprendente una varietà di caratteristiche collegate all’ansietà e alla difficoltà di controllarsi.

5. Apertura mentale: riferita all’apertura verso nuove idee, verso i valori degli altri e verso i propri sentimenti.

Infine il bisogno di conoscenza (molto simile all’apertura mentale) è la propensione di una persona cercare stimolazioni intellettivi.

Usi i social network per le tue relazioni o per cercare informazioni?

Chiaramente sia Twitter che Facebook possono essere usati per tali funzioni ma vediamone le differenze!

Dai risultati dello studio emerge che l’uso sociale di Facebook è un po’ più marcato per i più giovani, per quelli orientati alla socializzazione e che lo usano per sfuggire la noia o la solitudine; per l’uso sociale di Twitter è un po’ più predisposto chi cerca persone con cui condividere opinioni e che sono interessate al suo punto di vista.

Per quanto riguarda l’uso informativo, se l’utente più giovane, più socievole, che ha poco “bisogno di conoscenza” usa Facebook, l’utente più grande, più desideroso di stimoli intellettivi, meno “sociale” ma più orientato ai propri obiettivi usa Twitter.

Perché queste differenze?

Gli autori ipotizzano che le differenze siano dovute alla personalità che incontra le caratteristiche specifiche del social network; mentre su Facebook (che contiene molto materiale “visivo” – foto e filmati -) conta più chi sei e chi sono i tuoi amici su Twitter (che è più testuale) importa cosa pensi e cosa hai da dire.