Instagram: Madonna è troppo hot e il social minaccia la censura

Esattamente come tutti i comuni mortali, anche le celebrità hanno account sparsi per i social network. Dai loro profili, le star pubblicano foto e stati, condividono momenti di privata intimità di cui i fan non possono fare a meno!

Questo però non li rende esenti dalle critiche o fa sì che godano di trattamenti social speciali. Dovrebbero seguire i regolamenti come qualsiasi altro utente. C’è però chi non la pensa proprio cosi, come ad esempio Madonna!

Con sole 20 immagini caricate in totale sul proprio account Instagram, la cantante è riuscita a violare ripetutamente il regolamento di condizioni di uso del social. La politica utilizzata dagli amministratori della piattaforma di photo-sharing è quella utilizzata per tutti gli utenti: a Madonna è stata recapitata un’email di richiamo per le violazioni commesse.

 “Il tuo account ha violato il regolamento della community. Non condividere foto che mostrano nudità o contenuti per adulti. Si consiglia di cancellare qualsiasi contenuto aggiuntivo dal suo account che non sia in linea con le linee guida di cui sopra e le nostre condizioni di uso.” 

E’ stata la reazione della cantante però a lasciare tutti spiazzati e a sollevare il polverone: fotografa lo screenshot della mail e lo pubblica su Instagram. Non sono tardati i migliaia di commenti di reazione dei fan della cantante che l’hanno subito sostenuta.

Instagram dovrebbe essere felice di avere una persona famosa come Madonna tra i suoi iscritti

Ma le reazioni non sono state solo positive: c’è anche chi accusa Photoshop di essere il vero problema, o chi crede che Madonna si sia spinta davvero oltre questa volta.

Le immagini oggetto del crimine sarebbero tre e mostrerebbero rispettivamente la cantante in reggiseno mentre beve un Martini, un primo piano del suo lato B ed un’instantanea del suo seno. 

Oltre alle foto scandalose, Madonna avrebbe condiviso anche delle immagini dell’artista Frida Kahlo, pittrice messicana, che la cantante definisce “la sua favorita e fonte di ispirazione”. Le foto, però, anche in questo caso, sarebbero in contrasto con il regolamento di Instagram che vieta la condivisione di immagini di cui non si è proprietari.

Risultato? Ennesimo richiamo per Maddy e la minaccia da parte del social di chiudere l’account per ripetuta violazione dei termini di utilizzo o la sospensione dell’accesso ad Instagram senza preavviso.

E voi cosa ne pensate? Le celebrities dovrebbero seguire la social netiquette come tutti o dovrebbero godere di alcuni privilegi in cambio della loro preziosa presenza sui social?

IndaBox: la rete di bar presso cui fare spedire gli acquisti online

Quante volte vi è capitato di tornare a casa la sera e trovare l’avviso di mancato recapito di un pacco con la scritta “destinatario assente”? Per non parlare delle giornate “d’ansia” perchè ci si fa spedire qualcosa in ufficio (non sempre presidiato, essendo molti di noi liberi professionisti) e proprio nel giorno della consegna un cliente ti chiama nella sua sede per una riunione improrogabile. Proporio da questi disagi è nata l’idea IndaBox.

I tre founder, comprando spesso online, hanno infatti sempre avuto il “bisogno latente” di avere un posto comodo e sempre a disposizione dove far spedire i loro acquisti e hanno quindi identificato nei bar il luogo più efficace. Facciamoci dunque raccontare da Giovanni Riviera come funziona il loro servizio.

Cos’è IndaBox

IndaBox è un servizio che agevola il processo dell’acquisto online; è fondamentalmente una rete di Bar presso i quali è possibile far spedire i propri acquisti, con un semplice click.

I Bar sono infatti la tipologia di impresa più diffusa sul territorio nazionale, il che consente di realizzare una rete davvero capillare, facendo sì che ogni utente possa trovare un Bar comodo presso il quale far spedire i propri acquisti. Il servizio si concretizza nel sito www.indabox.it

Con questo servizio nel primo mese abbiamo raggiunto 250 utenti registrati, 33 bar/punti di ritiro coinvolti e 100 spedizioni segnalate tramite sito.

Da chi è composto il team?

Il team è composto dai tre soci, ma soprattutto tre amici che lavorano attivamente al progetto:

Giovanni Riviera: laureato in economia aziendale, mi occupo della parte IT e della parte di ADV più operativa; ho un background in una grande azienda di comunicazione per la piccola e media impresa (SEAT Pagine Gialle) e da 3 anni mi sono messo in proprio aprendo un piccolo studio di web design e web marketing;

Michele Calvo: background nella comunicazione, lavora in Saatchi & Saatchi come account director; ha sempre lavorato nel mondo della comunicazione; per indabox si occupa proprio dei temi strategici legati all’advertising, sia dal punto di vista creativo che di pianificazione media;

Mariano Abbona: background nell’area commerciale, è un imprenditore che opera nel settore delle materie prime per l’industria dolciaria; laureato in economia aziendale, per indabox si occupa delle relazioni con la rete dei bar e gestisce le dinamiche commerciali; è il responsabile della forza vendita.

Ci conosciamo da 20 anni e abbiamo avuto la fortuna di avere competenze molto diverse e complementari; questo ci ha consentito di entrare sul mercato in modo rapido.

Come funziona il modello di revenues?

Il modello di revenues ha due componenti:
A) Componente variabile: per ogni consegna che viene effettuata tramite IndaBox, una piccola quota viene “trattenuta” da IndaBox; in sostanza sul totale che viene pagato dall’utente al Bar, 0,5€ spettano ad IndaBox (La cifra è un’indicazione di massima che necessita ancora di alcune verifiche sui numeri prima di poter stabilirle con precisione). Attualmente, essendo in fase di lancio, questa quota non è contemplata (il periodo di promo durerà ancora diversi mesi, al fine di agevolare la costruzione della rete ed il coinvolgimento/building dell’utenza).

B) Componente fissa: ogni bar per essere parte del network IndaBox, corrisponde una piccola fee mensile (probabilmente attorno ai 10€) in cambio del servizio che Indabox consente di offrire (incasso di 3€ che spetta loro per ogni consegna, visibilità verso il pubblico, piattaforma tecnologia, utenti che arrivano nel bar grazie ad IndaBox).

Attualmente, anche con i Bar, siamo in fase promozionale; tutti i bar attualmente coinvolti non pagano alcuna fee. L’obiettivo è sviluppare contestualmente rete dei bar ed utenza, in modo da garantire un numero minimo di spedizioni verso ciascun bar, e quindi avere più probabilità di convertire i Bar in veri e propri “paganti/clienti”.

Avete trovato difficoltà nel coinvolgere i bar?

Con i bar gestiti da persone giovani l’approccio non è difficile; sono molto più “open” e capiscono immediatamente l’innovatività e la valenza del servizio; con i bar gestiti da persone più anziane, meno abituate ad internet ed al modo di pensare “web”, le difficoltà sono molto maggiori.

5) Quali sono i prossimi passi?

I prossimi passi sono:
– trovare investitori che fungano da acceleratori all’espansione;
– incrementare la pressione dell’ADV;
– differenziare la fee da far pagare all’utente in base alla dimensione del pacco inviato;
– allargare la rete a livello geografico.
Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, atttualmente il servizio è attivo solo sulla città di Torino; il prossimo passo è dunque proprio relativo all’ampliamento del servizio a livello geografico, iniziando dalla provincia di Torino, arrivando a Milano, fino a coprire tutto il territorio nazionale.

Ricordiamo quindi che tutti i bar possono provare gratuitamente IndaBox, con un periodo di prova di 4 mesi totalmente gratuiti. Se siete interessati potete aderire online, direttamente sul sito, compilando una semplice form.

30 account Instagram che porteranno gioia nella vostra giornata

Non so voi, ma io uso Instagram per rilassarmi e staccare dalla quotidianità. Con i suoi 100 milioni di utenti è la piattaforma mobile di photosharing più apprezzata di sempre. E’ un vero e proprio contenitore di vita, puoi trovarci qualsiasi cosa; dai fotografi professionisti, agli artisti, ai social media addicted fino ad arrivare alle persone che usano Instagram semplicemente per condividere i momenti di vita più importanti.

Non dimentichiamo che su Instagram c’è la possibilità di ricercare le fotografie in base all’ hashtag, questa funzione rende possibile il raggruppamento di tutte le foto presenti sulla piattaforma ed è spesso usato per creare progetti artistici o semplicemente dare vita a nuove tendenze. Intagram stesso, dal suo profilo, organizza ogni settimana il “#WHP Weekend Hashtag Project” in cui basta postare una foto attinente all’argomento scelto per vincere un posto di primo piano sulla piattaforma. Se vi sentite curiosi e avete qualche minuto libero vi consiglio un paio di hashtag che sicuramente vi faranno impazzire:

#foodporn: no, non è quello che state pensando! Questo hashtag è un vero must per gli amanti della cucina
#cutiesofinstagram: dedicato agli animali più carini di Instagram
#outtaketuesday: ogni martedì sintonizzatevi su questo hashtag per vedere i retroscena più esilaranti dei photoshoots agli animali
#natgeohub: l’hashtag ufficiale di National Geographic per gli appassionati di viaggi e natura
#fashiontrends: per gli amanti della moda

Inoltre, se state avendo una brutta giornata o avete bisogno di una carica di gioia e positività vi consigliamo ben 30 bellissimi account da seguire assolutamente:

#1. Samantha Lee

#2. Kazuko

#3. Mami

#4. Sweet Bento

#5. Erin

#6. Riho

#7. Kotorikomakoto

#8. Maggydaisy

#9. Rinkonoco

#10. Shoc

#11. Tomo

#12. Junko S

#13. Amtolula

#14. Alice & Roberto

#15. Cotoline

#16. Beta

#17. Ida Skivenes

#18. Stéphanie

#19. Claire

#20. I Love Playmo

#21. Oana Befort

#22. Annette Pehrsson

#23. JesusSauvage

#24. Oskar

#25. Miss Etc

#26. Tournicote

#27. H_kimuchi

#28. Carmyn Joy Effa

#29. Kebapala

#30. Sue K

Flexer: la fotocamera digitale adatta a tutti!

Flexer: la fotocamera digitale adatta a tutti!

Flexer: la fotocamera digitale adatta a tutti!

La fotografia ha assunto con il tempo un valore differente: è diventata social, condivisibile, per moltissimi un passatempo.
Tutto questo grazie allo sdoganamento di apparecchiature tecnologiche come gli smartphone: obiettivi sempre più precisi, megapixel in aumento di anno in anno, software che permettono di modificare in tempo reale e in pochissimi step anche la foto più indecente.

Flexer: la fotocamera digitale adatta a tutti!

Ma non per tutti è così: semplicità di utilizzo e prezzo (se pensiamo alle reflex ad esempio) non sono sempre barriere facili da abbattere.

La Flexer Liquid (pensata dal designer MinSoon Kim) è un piccolo gioiellino, diciamolo pure: obiettivo in silicone liquido che può passare da grandangolo a teleobiettivo, schermo in back per rivedere i propri scatti e la ricarica delle batterie che avviene tramite una rotellina da far scorrere su di una superficie. Davvero splendida.

Soprattutto perché è stata ideata per chi non ha modo, nè le capacita, di catturare i sogni e le speranze in una foto: ad esempio nei paesi più poveri potrebbe essere utile per dare anche a quelle persone la possibilità di ricordare la propria infanzia o rivedere/raccontare i cambiamenti nel tempo.

Flexer: la fotocamera digitale

A noi l’idea piace molto. Voi che ne pensate?

LinkedIn: ecco cosa vogliono veramente le donne al lavoro! [INFOGRAFICA]

Vi ricordate il celebre film “What Women Want“? La commedia romantica in cui l’attore Mel Gibson, pubblicitario e seduttore con una passione sfrenata per le donne, per scoprire la psicologia femminile viene dotato di un potere “paranormale”, ossia riuscire a sentire tutto ciò che le donne pensano? LinkedIn, il business social network più famoso al mondo, si è posto il medesimo obiettivo, ovviamente riferito alla carriera e alla vita professionale, utilizzando però un metodo più semplice e “normale” del leggere nel pensiero 😉

A gennaio 2013 ha infatti condotto uno studio, denominato “What Women Want @ work“, in cui ha intervistato più di mille donne di tutto il mondo (13 paesi totali, Italia inclusa) per meglio capire quali sono i veri desideri delle donne lavoratrici, quali le maggiori sfide che si trovano ad affrontare, in che cosa consiste il successo e se considerano tale la loro carriera, mostrando come tutto ciò è cambiato rispetto a 5-10 anni fa.

In occasione delle festa delle donne [tanti auguri a tutte le donne :)], LinkedIn ha deciso di rivelare i risultati di tale ricerca attraverso un’interessante infografica. Nonostante ci siano differenze tra un paese e l’altro, sono emersi dei trend globali che vale la pena sottolineare perchè segnano un cambiamento, un approccio che prende le distanze da quello passato:

  • Il successo, come afferma oggigiorno il 63% delle donne, non è più avere stipendi “a tanti zeri” come invece affermavano le donne in passato, ma trovare il giusto equilibrio tra il lavoro e la vita personale (finalmente, ci sentiamo di aggiungere ;-)). Non sorprende, infatti, che una delle cose a cui più aspirano le donne di oggi (il 65% di loro) sia una maggior flessibilità, considerata anche uno degli elementi chiave per il successo delle generazioni future, e che il 53% delle “donne mamme” afferma di amare e tenere  equamente ai loro bambini e alla loro carriera.
  • L’India si rivela il paese con la più alta percentuale di donne (69%) che afferma di considerare la propria carriera una carriera di successo, mentre è l’Italia, purtroppo, il paese dove si registra la più bassa percentuale – solo il 7% delle donne professioniste italiane!
  • La sfida principale che le donne si trovano ad affrontare nella loro vita professionale? La mancanza di un percorso di crescita chiaro e certo (lo denuncia il 51% delle donne intervistate), seguita dalla mancanza di investimenti nello sviluppo professionale (47%), iniquità nei salari (44%) al pari del destreggiarsi fra lavoro e famiglia ed infine la mancanza di un mentore o un modello di riferimento (33%).
  • Infine un dato che mostra la forza e la determinazione delle donne: il 74% crede infatti di riuscire a “fare ed avere tutto” (una carriera soddisfacente, una famiglia e una vita di relazioni, dei bambini) con una percentuale minima di donne che ha programmato di rallentare la propria carriera quando avrà dei bambini.

Lo studio mostra anche se e quanto l’aspetto fisico sia considerato rilevante per una carriera di successo ma per questo dato vi lasciamo un po’ sulle spine…  date un’occhiata all’infografica di seguito 🙂

Costumi di film cult nelle foto-enigma di Candice Milon

Da Arancia Meccanica a Ritorno al futuro, da Casablanca ai Blues Brothers e molti altri ancora, ecco i film cult protagonisti degli scatti di Candice Milon.
Il fotografo francese, infatti, si è divertito a ricreare abbigliamento e accessori dei personaggi principali di importanti pellicole cinematografiche ben radicate nel nostro immaginario collettivo.

In questa simpatica serie, gli attori dei film in questione sembrano essere scomparsi all’improvviso, lasciando al loro posto i propri inconfondibili costumi di scena i quali, ben ripiegati su uno sfondo colorato, costituiscono l’unico indizio di questa sfida iconografica che intende mettere alla prova tutti, appassionati di cinema e non.

E voi riuscireste a indovinare i capolavori del cinema nascosti negli scatti del fotografo francese? Provateci e non disperate, in fondo al post troverete tutti i titoli dei film trattati!

Titoli dei film: Ritorno al futuro; The Blues Brothers; Arancia Meccanica; Forrest Gump; Easy Rider; Wall Street; Casablanca; Gioventù bruciata.

8 Marzo, festa dell'Epic Fail sui social [BREAKING NEWS]

E’ arrivata finalmente questa data importante! L’8 marzo. La festa dell’Epic Fail!
Si, d’accordo. In questo giorno speciale bisognerebbe mettere il genere femminile sul piedistallo. Ma noi di Ninja Marketing pensiamo seriamente che le donne debbano essere riempite di attenzioni e rispetto ogni giorno dell’anno. Motivo sufficiente per rivolgere la nostra attenzione a quelle simpatiche/sventurate/incaute aziende che non hanno perso quest’occasione per inciampare e perdere popolarità, scatenando il buzz negativo sui social network.

 

Algida

E’ vero. Con la questione Winner Taco supponiamo che i Community Manager del marchio di proprietà di Unilever ci stiano perdendo il sonno. Tuttavia ci tenevano davvero a fare una bella figura in occasione della festa della donna. Ed evidentemente nelle loro notti in bianco si saranno veramente sforzati tanto. Il risultato creativo è stato un fiore di cioccolato che, come la maggioranza degli utenti ha sottolineato nei commenti, dava l’idea di un escremento. Errare humanum est. Tuttavia è proprio qui che Algida aggiorna la rubrica su “Come non gestire una brand fan-page” commettendo il peccato mortale. Cancella il post. L’aggettivo giusto è: “Encomiabili”. Prima della cancellazione, avevamo pensato addirittura che fosse una strategia per acquisire qualche follower in più. Li avevamo chiaramente sopravvalutati.

 

Fiat

Evidentemente in Fiat qualche burlone ha pensato di voler esprimere solidarietà ai colleghi di Algida. Nasce quest’offerta che ha diviso con ironia il web. Qui il discorso è diverso rispetto ad Algida. Non stiamo parlando di un semplice contenuto postato sulla pagina fan. C’è un’offerta che è scaturita probabilmente dallo sforzo creativo di tutto il dipartimento di Marketing. Creare scalpore è il risultato che si aspettavano? Ci lascino dire che, al di là dei numeri, hanno compiuto un mezzo autogoal. Non siamo tanto sicuri che le clienti Fiat siano rimaste colpite da questa impareggiabile offerta. E i numerosi commenti ci danno ragione. In questo giorno il solito “stereotipuccio” potevano davvero risparmiarselo.

 

Durex

Infine, al terzo posto nella classifica in evoluzione degli Epic Fail di giornata vi è una new entry. Un’uscita del genere non te la aspetti da un brand così smart come Durex. La voglia di essere originali sempre e comunque. Che poi abbiano strappato un sorriso a qualcuno è certo. A volte ti va bene e altre volte prendi cantonate clamorose. Il vero Fail forse è soprattutto nel “pressapochismo grafico”, al di là del contenuto del messaggio.

 

Chi vince oggi?

Chi invece ha saputo “sfruttare” questo giorno per migliorare la brand reputation? Semplicemente chi non ha deciso di “sfruttarlo”. Una marca che nel giorno della festa della donna pensa all’universo femminile non in quanto cliente target o cliente potenziale è una marca che sicuramente sa come guadagnare rispetto. O perlomeno sa come l’intelligenza di Internet lavori. Mostrare genuinità e interesse nella causa delle donne, senza promozioni o sconti speciali visti e rivisti che non faranno di certo impennare il passaparola positivo.

Il mio augurio? Quello paradossale che la festa della donna scompaia e non sia più necessario ricordare il passato o che il genere femminile non sia ancora tutelato e rispettato al 100% in tutte le parti del modo. Ahimè, ne dovranno ancora passare di feste…con relativi Epic Fail per le aziende.

The Last Exorcism, part II: l'orrore corre dietro lo specchio

Nel 2010 il film horror “The Last Exorcism” (L’ Ultimo Esorcismo) sconvolse milioni di spettatori in tutto il mondo. La pellicola univa infatti lo stile classico dei film sulle possessioni diaboliche allo stile documentaristico di blockbuster come Blair Witch Project e [REC].

Il film fu sin da subito al centro delle polemiche per la violenza delle immagini mostrate già nei manifesti pubblicitari, e ben presto la campagna di comunicazione venne ritirata perché troppo spiazzante e, parole testuali, angosciante (per i più audaci tra di voi, qui la locandina originale).

Negli Stati Uniti esce in questi giorni il sequel del film, “The Last Exorcism – part II“. Gli autori giurano di aver mantenuto gli standard raggiunti con il primo episodio, e per rafforzare questa tesi hanno elaborato una campagna di guerrilla letteralmente da brividi.

In un salone di bellezza statunitense, gli ideatori della campagna hanno posizionato dietro gli specchi un’attrice truccata in maniera raccapricciante. Un mix tra un fantasma, la protagonista di The Ring e lo Scrondo.

Le sfortunate avventrici, tra un pettegolezzo e un bigodino, hanno improvvisamente intravisto la spaventosa immagine nello specchio. Pessimo lavoro della loro estetista o allucinazione causata dallo smog urbano?

L’inquietudine ha preso ben presto il sopravvento. Fino all’apoteosi finale.

L’orrore, come in un classico dei fumetti Bonelli, è uscito dallo specchio, e ha cominciato a scorrazzare per il salone di bellezza seminando il panico e il terrore.

Le reazioni sono da Oscar.

Il premio per la reazione più sbalorditiva lo vince la signora che scappa in strada urlando con ancora indosso l’asciugamano della parrucchiera. Non so voi, ma io avrei pagato moltissimo per passare lì davanti in quel preciso istante.

Effetto passaparola garantito, e pellicola che già prima di uscire nei cinema fa parlare di sè per il terrore che ha seminato.

La prossima volta che andate a tagliarvi i capelli, non guarderete più con gli stessi occhi lo specchio di fronte a voi…

Naming, ombrelli e unhappy meal: i migliori annunci stampa della settimana

Cos’è quel musone? Siete stati troppo impegnati e vi siete persi le ultime pubblicità? Tranquilli, ecco una selezione dei migliori annunci della settimana. Perfetti se cercate una parola o un naming, se dovete mandar giù un meal un po’ unhappy o volete scappare su Marte. O anche solo per rilassarvi con delle simpatiche creatività.

Per chi ha perso le parole

Ti manca la parola? Magari è proprio lì, più che sulla punta della lingua nascosta tra le sinapsi e non proprio archiviata sotto la cartella “lingua inglese”. La soluzione di Inlingua per pubblicizzare i propri corsi di lingua, un po’ Escher un po’ Settimana Enigmistica, ma molto efficace.

Credits
Kolle Rebbe GmbH, Hamburg, Germany

Foreste come quartieri in Brasile

Ce l’hanno detto in tutti i modi possibili: stiamo distruggendo le foreste mettendo in pericolo l’intero ecosistema. Probabilmente non è abbastanza chiaro e, curiosamente, per far capire un messaggio semplice quanto allarmante, è necessario ribaltare il concetto: è molto più efficace utilizzare un bellissimo visual e dirci che ogni 15 secondi sparisce un quartiere della foresta Brasiliana.

Credits
Advertising Agency: Filadélfia, Brazil

Lego atterra su Marte

Lego ci sorprende sempre per le sue pubblicità ironiche, iconiche e capaci di emozionare mattoncino dopo mattoncino. Anche questa volta, ci ha regalato un bel concept che è diventato subito viral, guadagnando 14.000 likes e 1500 condivisioni in poche ore.

Credits
Grey, Paris, France

Leggere una fotografia

Una headline “sbagliata” per mettere in risalto l’importanza della fotografia: se siete dei poeti, può non essere l’idea vincente. Trattandosi di servizi fotografici per architettura d’interni, la cosa può funzionare e non solo perché le immagini sono davvero bellissime. Un vecchio trucco cognitivo che calza a pennello, soprattutto se la chiave per decifrare l’annuncio è proprio nell’head!

Credits
Art Director / Copywriter: Craig Skinner
Photographer: Lincoln Barbour

Il tempo passa, gli ombrelli proteggono

Dal 1936, Regina e Hernryk Nideccy si occupano di ombrelli fatti a mano. Ne è passata di acqua sopra gli ombrelli, mentre sotto le cose sono davvero cambiate! Una soluzione davvero creativa che riprende il plus di prodotto senza annoiarci.

Credits
Lowe GGK Warsaw, Poland

A volte ritornano

Il visual attira, l’headline si spiega e il payoff chiarisce. Per fortuna l’americana Miami Ad School è riuscita a rendere attraente e divertente un prodotto difficilmente digeribile – almeno dal punto di vista creativo. Ottimo lavoro!

Credits
Miami Ad School, Miami, USA

L’importanza di inventarsi naming

“In principio era il verbo”, eppure per un’agenzia di naming non è semplice far capire il valore del proprio lavoro. Una serie di copy ad incentrati sul valore che può avere una sola, memorabile parola chiarisce ogni dubbio. Sarà un caso che a metterci lo zampino sia stata l’agenzia Lucifer?

Credits
Lucifer Labs

Facebook cambia: presentato il nuovo NewsFeed [BREAKING NEWS]

Dopo i vari rumors è finalmente arrivato il nuovo NewsFeed di FacebookIn una conferenza stampa seguitissima sia on line via webstreaming sia off line sono state presentate le molteplici innovazioni del nuovo layout: una trasformazione che porta nuovamente al centro il contenuto e gli utenti che scelgono di entrare su Facebook per trovare ciò che più gli interessa, dalle immagini del proprio calciatore preferito alla pagina fan di un regista.

In particolare a Palo Alto si è lavorato a un’interfaccia unica per computer, tablet e smartphone: “una sorta di “porta universale” sulla dimensione social, che sottolinea come l’esperienza di navigazione di ambienti virtuali come questo debba essere sempre uguale, a dispetto dello strumento che si utilizza.”

Per gestire meglio i contenuti, saranno attivati dei filtri nei NewsFeeed, per clusterizzare i contenuti fra musica, foto, video, o post di una particolare fonte che l’utente ritiene più importante e interessante.

Insomma, sono tantissime le novità, che sicuramente influenzeranno anche il lavoro dei social media manager di tutto il mondo, che già avevano avuto molti grattacapi all’introduzione della Timeline 😆

Se volete anticipare la concorrenza e provare il nuovo NewsFeed, non dovete far altro che mettervi in lista, visitando questa pagina!