Qual è il miglior consiglio per un CRM vincente? Quattro chiacchiere con Giorgio Brojanigo [INTERVISTA]

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Dal 28 gennaio al 22 marzo arriva il Master Online in Strategie di Marketing & E-commerce: un percorso formativo di 40 ore completamente online per progettare e gestire un e-commerce di successo.

9 Moduli di Alta Formazione, 12 ore di Question Time, 4 ore di Seminari di Approfondimento studiati per formare il professionista in modo completo su tutti gli aspetti di progettazione e gestione di un e-commerce acquisendo così le competenze necessarie per raggiungere i vostri obiettivi di business.

Insieme a Giorgio Brojanigo, E-commerce Specialist e docente del Master, andiamo alla scoperta di CRM e Project Management, per imparare a gestire il Customer Care di un sito e realizzare il proprio business plan.

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Ciao Giorgio! Cosa devono aspettarsi i partecipanti dai moduli in Customer Relationship Management e Project Management?

Ciao Ilaria! I partecipanti avranno la possibilità di addentrarsi nel mondo delle operation dell’e-commerce. Spesso ci si concentra molto sugli aspetti più “visibili” di un e-commerce: il front-end, la user interface, la tecnologia della piattaforma di vendita, l’online marketing, tutti aspetti fondamentali e, diciamocelo, MOLTO divertenti :-), ma si trascurano o non si approfondiscono a sufficienza temi quali la pianificazione e l’organizzazione di tutto quel che c’è “prima” di un e-commerce – il business plan – e  “dietro” un e-commerce: le operation.

Non dimentichiamo che il commercio elettronico è prima di ogni cosa una sfida industriale: gestire in modo efficiente e redditivo decine o centinaia di migliaia (e nei casi di maggior successo milioni) di clienti e transazioni, integrando sistemi e funzioni aziendali propri e di terzi. Come si può immaginare si tratta di attività estremamente complesse. Forniremo uno strumento per modellizzare l’azienda e-commerce, individuando le diverse aree operative, ponendo così le basi per la stesura di un business plan e approfondiremo le tematiche relative ad una di queste aree operative: il servizio clienti. Tutte cose apparentemente più “noiose” del web marketing, ma credo che la cosa più divertente sia per chiunque, imprenditore o manager, costruire un e-commerce che venda tanto e soprattutto che guadagni molti soldi 🙂 Cercheremo di fornire qualche strumento in più per raggiungere questo obiettivo.

Quali case history verranno trattate? Potresti darci qualche anticipazione a riguardo?

Non credo che analizzeremo delle case history specifiche, ma certamente trarremo spunto da esperienze dirette maturate in diversi progetti da me seguiti in passato (Bow.it, Ovo.it, Ferrari, Kiko Cosmetics) e da best practice dei migliori siti di e-commerce.

Il miglior consiglio per un efficace CRM?

Credo che il miglior servizio ai clienti sia.. fare le cose bene e farle bene al primo tentativo! Per assurdo il CRM più efficace è quello che non serve 🙂 Dato che è molto difficile essere da subito così bravi (ma non impossibile!) allora cerchiamo almeno di essere bravissimi nel porre rimedio agli errori e ai problemi.

Qual è il futuro dell’e-commerce? Come si sta evolvendo in Italia?

L’e-commerce è destinato a crescere costantemente per molti anni ancora, specie in Italia dove c’è ancora parecchia strada da percorrere prima di raggiungere paesi a noi paragonabili per dimensioni ed economia. Negli ultimi tempi abbiamo visto ad esempio, anche grazie al fenomeno delle “private sales”, un’esplosione delle vendite di abbigliamento ed accessori. Ricordo che non molti anni fa i produttori del settore quando parlavamo di e-commerce ci guardavano come marziani e dicevano che NESSUNO si sarebbe mai comprato un vestito o, peggio, un paio di scarpe senza prima averle provate. Oggi società come Zappos, Zalando o Spartoo sono tra i più grandi retailer di scarpe al mondo. Credo comunque che in futuro sarà sempre più vincente la multicanalità e vedremo nuove forme di retail dove il cliente deciderà i suoi acquisti scegliendo di volta in volta canali e strumenti diversi e sempre più integrati tra loro.

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Leggi le altre interviste ai docenti del Master!

Gianluca Diegoli – Il futuro dell’E-commerce? L’Everywhere Commerce
Mirko Pallera – Emozioni e Archetipi: come progettare un contenuto creativo vincente
Alessandra Farabegoli – Come progettare contenuti in grado di fare la differenza?
Marco Cilia – Web Analytics: come e cosa monitorare del proprio e-commerce
Alberto MucignatCome rendere il tuo sito piacevole per gli utenti?

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Knowledge for change. Be Ninja!

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InstaWATCH, l'orologio con le tue foto di Instagram

InstaWATCH, le tue foto di Instagram sull'orologio

InstaWATCH, l'orologio con le tue foto di Instagram

Instagram è il campione pop dei social per la sua immediatezza iconografica e per la sua capacità di sintetizzare tutti i giorni, in un immagine, il nostro sguardo. Che poi alcuni lo usino esclusivamente per farsi autoritratti, immaginandosi modelli e fotografi contemporaneamente grazie ai filtri è un’altra storia.

InstaWATCH, l'orologio con le tue foto di Instagram

La storia che ci interessa riguarda, invece, un orologio di nome InstaWATCH, prodotto da May 28th, personalizzabile e ordinabile sul sito dell’azienda.

L’orologio è un classico “gent” a lancette, o almeno così lo chiamerebbero quelli di Swatch (e infatti gli somiglia parecchio). L’unica differenza è che il quadrante, a differenza dei famosi orologini svizzeri che facevano tanto figo negli anni Ottanta, lo disegni tu.

InstaWATCH, l'orologio con le tue foto di Instagram

Sulla home del sito di InstaWATCH, puoi loggarti con il tuo profilo Instagram e fare varie prove di quadrante con le tue foto, scegliendo anche il colore del cinturino da abbinare. Tutto qui. Il tuo InstaWATCH è pronto. Puoi limitarti a condividerlo sui tuoi profili social oppure puoi anche andare oltre, ordinando l’orologio in plastica e lancette.

Il prezzo dell’orologio è 44 dollari.

InstaWATCH, l'orologio con le tue foto di Instagram

Se non hai un profilo Instagram, puoi comunque caricare una foto dal tuo computer. Ah, e sembra anche che l’orologio non sia resistente all’acqua.

È tutto molto carino e al passo con i tempi, ma, fossi in voi, ci penserei parecchio prima di ordinare un InstaWATCH.

Adolescenti e social network: le linee guida del buon genitore digitale

La maggior parte di voi, molto probabilmente, si muoverà con assoluta naturalezza nel mondo dei social network. Hashtag e like non avranno segreti per voi, passerete facilmente da un hangout ad un nuovo filtro per Instagram e utilizzerete al meglio gli strumenti a vostra disposizione in quanto estensione stessa delle vostre relazioni sociali e, spesso, del vostro lavoro.

Purtroppo lo stesso non può dirsi per quelle giovani generazioni di “nativi digitali” che, pur sapendo manovrare in maniera per molti impossibile Power Point distruggendo contemporaneamente ogni record su Ruzzle, non sanno ancora gestire in maniera ottimale (e prudente) la loro vita sui social network.

Lo sa bene Rebecca Levey, co-fondatrice di KidzVuz.com – un sito di recensioni video per bambini ed adolescenti – che su Mashable ha scritto un piccolo prontuario di regole basilari per guidare correttamente i nostri figli nel mondo dei social media.

Il rapporto tra adolescenti e social network, infatti, tocca da vicino la Levey che si è accorta presto di come alle sue gemelle di 10 anni, campionesse mondiali di Moshi Monsters e utilizzatrici professioniste di Excel, non bastassero i classici consigli-base del navigare on line: non fornire la propria password, non dare informazioni personali, tenere comportamenti corretti.

Grazie all’iPod Touch, o a qualsiasi smartphone di fascia medio-alta, dei ragazzini hanno per le mani un vero e proprio computer, sempre connesso alla rete e pronto a condividere ogni momento privato di chi non sa ancora utilizzarlo con metodo.

Ad accentuare il gravoso problema c’è anche un’opinione pubblica impreparata. In quanto genitori si è perfettamente consapevoli che è impensabile che ragazzini con meno di 13 anni abbiano un profilo Facebook. Purtroppo, però, lo stesso non avviene con Instagram o WhatsApp. A volte perché si pensa siano canali meno pericolosi di Facebook, altre perché semplicemente meno reclamizzati (come nel caso di Instagram). I pericoli e i comportamenti inappropriati nei confronti di giovani ragazzi, spesso indifesi, sono dietro l’angolo.

Potremmo paragonarlo alla scelta di dare a nostro figlio le chiavi della macchina prima dei 18 anni. Non solo prima di aver preso la patente, ma addirittura prima del foglio rosa o del corso a scuola guida. Insomma, qualcosa che non faremmo mai!

Così come non dovremmo mai sottovalutare le nostre responsabilità quando consegnamo a ragazzi giovanissimi uno smartphone: un codice di comportamento è necessario, per conoscere le regole del gioco e saper affrontare ognuna delle – tante – insidie che si nascondono nel mondo dei social network.

Ecco i suggerimenti di Rebecca Levey per i genitori che vogliono introdurre i propri figli nel mondo dei social media:

Smartphone collegato al proprio account iTunes

In questo modo sarà impossibile per il giovane scaricare applicazioni in segreto, e ci sarà sempre una traccia sul proprio pc o, al limite, sul proprio estratto conto.

Aggiungere solo gli amici. Quelli veri!

Che sia Instagram o Facebook non importa: mai accettare richieste di amicizie dagli sconosciuti. Un po’ come accadeva per la caramella una quindicina di anni fa.

Mantenere il controllo della privacy

Seppure il concetto di privacy online sia molto astratto, mantenendo i contenuti privati e con le giuste impostazioni sul profilo si può evitare che terze persone malintenzionate seguano o, peggio ancora, approccino online ragazzi giovanissimi. Inoltre, è bene far presente che nulla di ciò che viene condiviso è privato. Tutto può essere venduto in ogni momento e se ne può perdere facilmente il controllo.

Nudità zero

Ovviamente, non è consentita alcuna foto di nudo. Né proprie, né di altri. Inoltre, mai postare foto di altre persone senza la loro preventiva autorizzazione, che tecnicamente non varrebbe comunque nulla se data da un bambino al di sotto dei 13 anni. E’ importante far comprendere bene questi concetti prima di consegnare qualsiasi dispositivo che consenta di fotografare.

Disattivare la geolocalizzazione. Senza alcuna eccezione

Conoscere la password del dispositivo

Non consentire mai l’utilizzo del dispositivo durante le feste

In particolare ai pigiama party. Sia per una questione di tutela dell’immagine dei minori, sia per non far sentire esclusi i bambini non invitati. Tutti gli invitati devono lasciare a casa i propri smartphone, senza eccezioni. Precauzionalmente, è possibile parlare con i genitori per far sì che il telefono venga dato in custodia ai padroni di casa.

Chiaramente, questa piccola guida non elimina il rischio, fortissimo, che nasce quando si consente l’utilizzo dei social network a ragazzi tanto giovani. Ma sicuramente attenuerà – e di molto – le possibili ripercussioni negative che un’esperienza spiacevole potrebbe portare a questi giovani uomini e donne.

Voi genitori che ci leggete, quali regole sull’utilizzo degli smartphone e dei social network avete dato ai vostri figli?

Progettare idee contagiose con Mirko Pallera a Bari [EVENTO]

Domani, 23 gennaio, si terrà a Bari un doppio incontro con il co-fondatore di Ninja Marketing nonchè autore del libro “Create! Progettare idee contagiose (per rendere il mondo migliore) Mirko Pallera!

Aiuto! Il marketing ha il virus!

Dalle 11.00 fino alle 13.30 presso la Facoltà di Scienze della Formazione, Università Degli Studi di Bari – Auditorium, in Via De Rossi, 233  – si terrà il seminario creativo “Aiuto! Il marketing ha il Virus!” organizzato dalla AISM – Associazione Italiana Marketing.

Mirko Pallera parlerà della “formula segreta” della comunicazione virale, della quale parla anche nel suo ultimo libro “Create!” per scoprire le mille direzioni di un mondo che cambia.

Ma non è tutto qui.

Dionisio vs Mirko: botta e risposta sul marketing

A seguire un’evento ancora più “unconventional” in un posto più “unconventional”!

Dalle 15.30 al Frulez, locale green in Piazza Umberto I, 14, si terrà la presentazione del libro “Create!” e l’intervista a cura di
Dionisio CiccareseDirettore di Epolis Bari e Gazzetta dell’Economia – con un susseguirsi di botta e risposta sul marketing.

Due eventi per parlare di Marketing con Mirko Pallera a Bari… non perdeteli!

5 brand cinesi di cui sentiremo parlare nel 2013

5 Brand Cinesi di cui sentiremo parlare nel 2013

Nella lingua cinese la parola “crisi” è identificata da due ideogrammi: il primo significa “Pericolo” ma il secondo significa “Opportunità”. Sarà forse anche per questo motivo che all’International CES, una delle più importanti fiere dell’elettronica di consumo degli Stati Uniti, la Cina, in barba alla crisi, ha brillato grazie alla presentazione di alcuni brand molto interessanti ed innovativi.

Negli ultimi anni i brand tecnologi cinesi non sono mai stati gli attori principali del CES, invece quest’anno hanno vestito i panni delle star principali della fiera.

Sono almeno cinque i marchi provenienti dalla Cina che hanno avuto i riflettori puntati su di sé, ottenendo l’attenzione e la curiosità della Stampa. Stiamo parlando della Hisense, ZTE, TCL, Huawei e Haier, che descriveremo in maniera più approfondita nel corso di quest’articolo.

Per la Cina l’ostacolo più grande da superare è quello di riuscire a convincere i consumatori degli Stati Uniti (e non solo) che questi brand cinesi possono vantare la stessa qualità di quelli americani, smentendo per una volta il sentire comune che vede nel “made in china” un sinonimo di bassa qualità.

Hisense augura buona visione alla Cina

5 Brand Cinesi di cui sentiremo parlare nel 2013
Hisense è nata negli Stati Uniti nel 2001 e si occupa della produzone televisori, frigoriferi, congelatori e condizionatori d’aria. Dal 2007, ha raggiunto circa il 30% di crescita annua. Nel 2012, la società ha registrato 2 miliardi di dollari di vendite. Entro il 2015, si propone di raggiungere un totale di 5 miliardi di dollari di vendite. Al CES, Hisense ha ottenuto l’attenzione di tutti sfoggiando un 110 pollici ultra HD TV, un televisore intelligente controllato da gesti e dalla voce e con la possibilità di vedere film in 3D senza gli appositi occhiali. Tra le altre cose l’azienda produce anche telefoni Android.

La volpe del web sta con ZTE

5 Brand Cinesi di cui sentiremo parlare nel 2013
ZTE è presente negli Stati Uniti dal 1995. L’azienda produce telefoni per Verizon, ma ha annunciato che nel 2013 ha intenzione di farsi conoscere e riconoscere nel settore mobile creando un proprio marchio e utilizzando un sistema operativo basato su Firefox. Tra gli obiettivi di ZTE del 2013 troviamo anche quello di sbarcare in Europa.

Il delizioso “Ice-Screen” della TCL

5 Brand Cinesi di cui sentiremo parlare nel 2013
TCL è la quarta più grande e potente azienda che produce televisori, dopo Samsung, LG e Sony. Al CES, TCL ha presentato una TV “Android-based”, denominata Ice Screen, che include Frequency, una video curation app, che consente di catalogare, gestire, aggiornare e contastualizzare i video e le informazioni sul web, in particolare rispetto ai canali della BBC, CNN e altri.

In Cina lo smartphone più sottile al mondo, firmato Huawei

5 Brand Cinesi di cui sentiremo parlare nel 2013
Huawei ha cercato di distinguersi dalla massa al CES con due suoi prodotti all’occhiello: il P1 Ascend S, che è stato definito lo “smartphone più sottile del mondo” con i suoi 6,68 millimetri e lo smartphone Ascend D2, che sfoggia uno schermo da 6,2 pollici.

Mai più telecomandi, con Haier basta uno sguardo!

5 Brand Cinesi di cui sentiremo parlare nel 2013
Haier, è un altro conglomerato che fa tutto, dai telefoni cellulari alle lavatrici, ha presentato al CES un nuovo sistema di controllo per i televisori, che permette di regolare il volume e selezionare un flusso di notizie con i propri occhi.

LEGO: la lettera al bambino di 7 anni impazza sul web

Quando il “customer caring service” non è un gioco da ragazzi ma un servizio per i ragazzi.

Volendo sintetizzarla in una battuta viene voglia di definirla così la storia del piccolo Luka Apps, un bimbo inglese di 7 anni che lo scorso Natale ha scritto al servizio clienti della LEGO, la fabbrica di mattoncini più famosa al mondo, per ricevere aiuto.

Luka aveva da poco investito tutti i suoi risparmi in una confezione NinjaGo (un set Ultra Sonic Raider n.d.r.), il suo piccolo sogno natalizio che per quanto poteva portava in giro sempre con sè. Sfortuna ha voluto che, durante un giro di compere con il padre, il piccolo Luka abbia perso uno dei personaggi inclusi nel set.

Avvilito, su consiglio del papà, ha inviato una lettera al servizio clienti della LEGO di cui vi offriamo una piccola sintesi:

Ciao.
Il mio nome è Luka Apps ed ho 7 anni.
Con tutti i miei risparmi di Natale mi sono comprato il kit NinjaGo del Predatore Ultra Sonico.
Il numero è il 9449. E’ davvero molto bello.
Papà mi ha portato da Sainsbury e mi ha detto di lasciare i personaggi a casa ma io li ho portati con me ed ho perso Jay ZX al negozio perchè mi è caduto dal cappotto.
Sono davvero dispiaciuto d’averlo perso. Papà mi ha detto di spedirvi una mail per vedere se è possibile averne un altro.
Prometto di non portarlo mai più al negozio se me lo spedite.
Luka

Ora sin qui una storia di Natale si direbbe, di quelle che ci strappano un sorriso da rubrica dei bimbi di qualche rivista o da inserire in coda ai Tg, eppure qui l’azienda danese riesce nel dare il meglio di sè.

Il customer service dei mattoncini ha infatti preso sul serio la richiesta del piccolo Luka spedendogli un nuovo Jay ZX innanzitutto, rispondendo alla sua mail dimostrando quanto LEGO sia un prodotto per bambini in tutti i suoi aspetti, dalla confezione al management :

Luka, Ho detto al sensei Wu che la perdita di Jay è stato solo un incidente e che mai e poi mai avresti fatto in modo che si ripetesse.
Mi ha quindi incaricato di dirti:”Luka, tuo padre sembra davvero una persona molto saggia. Devi sempre proteggere i tuoi personaggi NinjaGo come i draghi proteggono le armi di Spinjitzu!”.
Il Maestro Wu mi ha anche detto che va bene spedirti un nuovo Jay e di aggiungerci anche un piccolo extra perchè chiunque risparmi tutti i suoi soldi di Natale per comperare il Predatore Ultrasonico deve essere davvero un grande fan di Ninjago.

Quindi, spero ti godrai il tuo Jay con tutte le sue armi. Avrai in realtà l’unico Jay che combina 3 differenti personaggi in uno ! Ti spedirò anche un cattivo con cui farlo combattere!

Solo ricorda ciò che ti ha detto il Maestro Wu : proteggi i tuoi personaggi come le armi di Spinjitzu e dai sempre retta al tuo Papà.

Il modo in cui Richard, l’operatore del servizio clienti LEGO ha risposto al piccolo Luka sta facendo il giro del mondo, avendo sorpreso il padre del bambino per l’affetto e l’abnegazione con la quale l’azienda ha risposto alla richiesta del figlio, condividendo la sua esperienza su Twitter.

Va detto che LEGO non è la prima volta che mostra grande attenzione verso i fruitori dei propri prodotti, perchè giocare, nonostante da adulti tendiamo a dimenticarlo, è una cosa dannatamente seria.

Già l’anno scorso si era mostrata molto sensibile alle lettere di aiuto ricevute da bambini, inviando un set ferroviario ad un piccino del Massachussetts affetto dalla sindrome di Asperger dopo una accorata richiesta di aiuto perchè dopo due anni di risparmi non riusciva a trovarlo più in negozio (di seguito il video-storia della sua esperienza)

Morale della favola natalizia?La fiducia un’azienda seria se la costruisce…mattone su mattone!!

Polaroid Cacher Camera: istantanee di vita digitale subito in stampa!

Polaroid Cacher Camera: istantanee di vita digitale subito in stampa!

Polaroid Caher Camera: istantanee di vita digitale subito in stampa!

Chi non è rimasto affezionato alle Polaroid degli anni ’80 e alla magia delle foto stampate nello stesso istante in cui venivano scattate?
Per tutti i nostalgici delle foto analogiche, ecco un progetto di fotocamera che cattura i momenti di vita digitale: Polaroid Cacher Camera.

La vita digitale è ormai quella principale, spendiamo molte ore al giorno al computer ed è lì che a volte accadono o vengono comunicate cose importanti.
Questa camera è pensata per catturare momenti di interazioni online: crea degli screenshot di ciò che accade sul computer in un momento rappresentativo, poi stampa in formato analogico l’immagine.

Grazie ad un plugin per il browser, Polaroid Cacher Camera seleziona un’area da catturare, la invia wireless e la stampa con la cornice di carta, come ai vecchi tempi.

Polaroid Caher Camera: istantanee di vita digitale subito in stampa!

I creatori, Adrià Navarro e DI Shin dell’ITP, descrivono così le motivazioni da cui è nata quest’idea:

We believe that our daily online activity –conversations, discoveries, games– is as meaningful as our activity in the physical world and, as such, should be preserved the same way we try to capture every important moment in our life. Especially because most of these experiences will be soon forgotten, lost under layers of information, databases and outdated services.

 Polaroid Caher Camera: istantanee di vita digitale subito in stampa!

Guardando il video vi renderete conto di quanti sono gli “special moments” che si consumano online e vi verrà voglia di avere una stampa vintage della vostra digital life!

Garden Fresh: quando gli animali fanno la spesa [INTERVISTA]

Cosa ci fanno una tigre, un pellicano ed un cerbiatto al supermercato? Ce lo spiega Agan Harahap con Garden Fresh, il suo progetto di fotografico con cui esplora l’interazione tra uomo e animale nell’ambiente urbano e la complessa relazione tra natura e arte. Essendo rimasti particolarmente colpiti dalla qualità ma soprattutto dalla genialità del progetto abbiamo contatto il designer indonesiano per fargli una breve intervista su Garden Fresh.

Buongiorno Agan, puoi dirci come ti è venuta in mente l’idea di mettere gli animali in un ambiente umano così particolare?

Tutto è iniziato alcuni mesi fa durante una mia permanenza a Singapore, non avevo in mente ancora nessuna idea precisa perciò andavo in giro sperando di trovare spunti finchè non sono arrivato  allo zoo e ho visto gli animali obbligati ad adattarsi nei loro habitat artificiali. Inoltre penso che cose simili accadono quando l’uomo si affaccia ad una nuova realtà. Prova ad ambientarsi ed è costretto ad adattarsi alle nuove condizioni.

C’è un senso specifico nel mettere gli animali in relazione con il proprio cibo, come ad esempio la tigre con la carne ed il coniglio con la verdura?

Non sempre… in alcune foto li ho solamente messi vicino la cassa o nei pressi del reparto dei cosmetici.

 

 

 

Garden Fresh ha un messaggio animalista o è più uno studio sulla relazione tra arte e natura?

La seconda. Nello specifico riguarda lo spaesamento che abbiamo quando ci troviamo di fronte a nuove realtà. In Garden Fresh ho usato gli animali come metafora per spiegare questo concetto.

Ho notato che sia un Super Hero che in Garden Fresh c’è una forte componente parodistica, pensi che questo fattore possa aiutare la diffusione del messaggio o c’è il rischio che lo sovrasti diventando semplicemente un’immagine divertente?

Dipende, io sono nato e cresciuto in Indonesia, nella mia cultura la comicità è molto più efficace e popolare per diffondere un messaggio anche nelle vesti di satira parodistica.

 

 

 

 

Garden Fresh è diventata una mostra in Singapore, ha ottenuto buoni risultati? C’è qualche possibilità di vederla in altri stati?

La mostra è andata molto bene, oltre le mie aspettative. La gente è stata attratta dai miei lavori e ha risposto molto bene agli stimoli che gli sono stati proposti. Al momento non so se c’è la possibilità di esportarla all’estero.

Sei al lavoro su qualche altro progetto? Puoi dirci qualcosa?

Al momento sto lavorando su piante e fiori, pubblicherò qualcosa molto presto.

Pasta Garofalo: tra cinema, social network ed eco-sostenibilità [INTERVISTA]

Il brand Pasta Garofalo, dello storico pastificio nato nel 1789 a Gragnano (NA), si è contraddistinto negli anni per una serie di attività di marketing all’avanguardia per questo settore.

Nel 2005 è nato il progetto Gente del Fud (Fud = Food+Sud) con l’obiettivo di aiutare e valorizzare le piccole realtà che ancora sostengono prodotti dimenticati e il sud del mondo, inteso non solo geograficamente ma anche economicamente. Oggi il progetto è diventato un vero e proprio “Social Fud Network” che ha arruolato sul campo i principali Food Blogger italiani per raccontare le eccellenze enogastronomiche del nostro Paese.

Da dicembre Gente del Fud è anche un’app mobile, disponibile gratuitamente sull’App Store e su Google Play Store.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare il Responsabile Commerciale Italia di Pasta GarafoloEmidio Mansi – con il quale abbiamo parlato di questo progetto e delle altre attività di marketing intraprese dal brand.

“Gente del Fud” coinvolge oggi oltre 360 food blogger.Cosa dobbiamo aspettarci e come evolverà il progetto?

Gente del Fud e’ un cantiere aperto, sia nel senso che ci sono costantemente idee da sviluppare, sia nel senso che e’ un progetto in costante evoluzione per la crescita che autonomamente sta avendo.

Con Gente del Fud, grazie alla collaborazione e all’aiuto dei migliori Food Bloggers e di Slow Food è possibile cercare produttori, prodotti e ricette di tutte le regioni d’Italia.

Pasta Garofalo sembra aver ben capito quanto valgono le digital PR. Qual è la vostra strategia di comunicazione sui social media?

Crediamo che la bilateralita’ del 2.0 non possa prescindere da una visione personale dell’azienda. Quindi parliamo da persone, con propri gusti, interessi e passioni, anche poco politicamente corretti. Massima apertura e sincerità senza l’ansia di dover piacere a tutti. Siamo noi stessi, nel bene e nel male, simpatici o antipatici.

Il cinema è da anni al centro del vostro marketing, tra produzioni d’autore e product placement. La domanda nasce spontanea: perché proprio il cinema?Quali valori condivide con il brand?

Nasce nel 2005 perché c’era una opportunità di spazio, dato che il product placement fu vissuto con poca convinzione da tutte le aziende, noi avevamo bisogno di uno spazio che potessimo rendere nostro ed il cinema e’ totalmente coerente perché può essere di alta cultura ed allo stesso tempo popolare come la pasta in generale e la nostra in particolare.

Quando abbiamo acquisito il territorio e le altre aziende hanno iniziato ad investire nel placement risorse enormemente più grandi delle nostre, abbiamo scelto di non abbandonarlo ma di creare da soli i contenuti. Sempre nella filosofia di condividere le nostre passioni ed i nostri valori. Alla fine il concetto e’ che non interrompiamo una emozione per dire compra Garofalo che è buona, ma l’emozione la creiamo e la regaliamo ai nostri consumatori. Che pare apprezzino.

Da anni Pasta Garofalo firma importanti produzioni cinematografiche. Le ultime in ordine di tempo sono il cortometraggio di Erri De Luca “Di là del vetro” e quello del regista visionario Terry Gilliam intitolato “The Wholly Family“. 

Il tema della responsabilità sociale e ambientale delle imprese è sempre più al centro del dibattito. Come sta affrontando o quali azioni ha intenzione di intraprendere l’azienda rispetto a queste tematiche?

Non per essere ripetitivo, ma le nostre azioni non sono finalizzate ad un compiacimento generale, quanto facciamo in questa direzione lo consideriamo un must per una azienda che ha i nostri valori e su questi ha fondato il proprio brand. Abbiamo raccontato le nostre esperienze quando ritenevamo fosse importante condividerle perche’ fortemente innovative, come nel caso del Numero Zero.

“Garofalo Numero Zero”, presentata all’VIII edizione del Salone del Gusto, è una confezione di pasta prodotta con materie prime a km zero e pack ecosostenibile.

Ad oggi è ancora un’utopia su cui Garofalo ha investito per offrire a tutti gli attori della filiera produttiva degli elementi su cui ragionare per trasformarla insieme in un progetto realizzabile.

 

App of the Week: City Guides Offline Maps, guide di viaggio social!

Con City Guides, Offline Maps visitare città nel mondo e consultarne le mappe diventerà un’esperienza indimenticabile e divertente!

Questa intelligente applicazione, infatti, permette di scoprire i posti più interessanti di oltre 120 città nel mondo, grazie a guide create dagli utenti della rete. Inoltre, City Guides, Offline Maps ti permetterà di accedere alla mappa della città in modalità offline, evitando così i “rischi economici” del roaming dati all’estero.

Basta scegliere la città e l’app ti mostrerà i migliori ristoranti, bar, musei, locali, le più belle attrazioni che il luogo offre, in base alle segnalazioni e descrizioni date dai viaggiatori e dagli esperti di tutto il mondo. In questo modo si vengono a formare guide di viaggio sempre più dettagliate, aggiornate in tempo reale e arricchite dai commenti dei visitatori. City Guides, Offline Maps risulterà utile anche per suggerimenti, votazioni e recensioni su ristoranti, hotel e altri tipi di alloggi.

Un’app molto social, con la funzionalità di accesso al tuo account Facebook, per controllare se i tuoi amici sono stati nella città in cui ti trovi e quali posto hanno visitato prima di voi. Potrai aggiungere anche tu posti nuovi nella mappa locale, dall’appartamento del tuo amico al benzinaio di fiducia, dal piccolo bar all’angolo al supermercato con i prezzi più bassi, etc., arricchendo il tutto con la tua valutazione e le tue impressioni, per offrirle a tutti gli utenti della rete.

Per utilizzare le mappe offline ti basterà fare il download delle stesse prima di partire, per ritrovartela sullo smartphone ed usufruirne in qualsiasi momento senza dover utilizzare la connessione ad internet.

Vi lascio ad un bel video creato da Stay.com, il portale che ha sviluppato City Guides, Offline Maps.

City Guides, Offline Maps è disponibile su App Store a titolo gratuito, per iPhone, iPod e iPad.