Dischi cult in versione LEGO: Brick the LP

Pink Floyd - Dark Side Of The Moon

Amanti dei LEGO a raccolta! Se da bambini il vostro gioco preferito erano le costruzioni e crescendo siete diventati degli appassionati di musica, non potrete che apprezzare Brick the LP, un’opera dell’artista britannico Aaron Savage, che con dei semplici LEGO ha riprodotto le copertine degli album musicali di maggior successo: dai Pink Floyd a Bruce Springsteen, dai Queen a David Bowie e molti altri!

Vediamone alcune insieme 😉

Calvin Harris - I Created Disco

Blondie - Parallel Lines

Blur (Best Of)

David Bowie - Aladdin Sane

Bruce Springsteen - Born In The USA

Muse - Absolution

Fatboy Slim - You've Come A Long Way, Baby

Red Hot Chili Peppers - Blood Sugar Sex Magik

The Smiths - Meat Is Murder

Un mondo senza Wikipedia

Un mondo senza Wikipedia [INFOGRAFICA]

Le ormai note leggi americane contro la pirateria (SOPA, Stop Online Piracy Art e PIPA, Protect IP Act) stanno creando non pochi problemi in Rete. Le reazioni sono arrivate da più parti: per esempio Wikipedia, il 18 gennaio ha oscurato il suo sito per un giorno, protestando contro le già citate leggi.

Ma come sarebbe il mondo senza la più famosa enciclopedia online? Per dare un’idea di cosa potrebbe succedere al fermarsi di Wikipedia, ecco un’infografica realizzata da onlineuniversity.net:

Un mondo senza Wikipedia

Ultime news dagli Usa danno per bloccate le due normative: la libertà di Internet ha vinto il primo round? Non ci resta che aspettare ulteriori sviluppi!

Tumblr e Pinterest a confronto [INFOGRAFICA]

Dicevamo come il colosso Google sembri interessato all’acquisto di Pinterest.

Pinterest, per descriverlo in maniera più friendly, è una grande lavagnacollage in cui appendere i propri pin: puntine sottoforma di immagini che rappresentano i nostri interessi.

Se Pinterest, come Tumblr, è un ottimo strumento per generare traffico utile al nostro sito, c’è da aggiungere che è anche un’ottimo strumento per il SEO e il Social Media Marketing.

Ulteriore punto a favore per il social network novità 2012 è la propensione alla content curation. Infatti, se in Tumblr aggregare contenuti altrui sul proprio sito era di routine, su Pinterest si possono selezionare i pin per argomenti e macroaree di interessi, curando così il più possibile i propri contenuti (seppur “presi in prestito” in Rete).

Vediamo in questa infografica alcuni dati e le caratteristiche principali di Tumblr e Pinterest:

E voi, cosa ne pensate a proposito?

LG Ultra Slim, lo spot più geniale e virale [CASE STUDY]

Agenzia: Y&R Amsterdam

I viral si sa, sono il genere di spot, tra gli autovisivi, che impattano con il coefficiente di penetrazione più alto per una campagna pubblicitaria.

Hanno una promozione invasiva ma involontaria, giungono al target di riferimento attraverso una riscossione di consensi derivata dalla loro originalità, si riproducono nella rete a ritmo esponenziale e l’azienda che li commissiona osserva gaudente il loro diffondersi gratuito.

L’ultima trovata degna di nota è da parte della LG, nella promozione dei suoi nuovi modelli di televisori OLED Ultra Slim, una scheggia impazzita sul web vista l’assoluta genialità di proposizione.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=ghRji9ZKOl0&feature=related’]

Il video che abbiamo appena visto è una piccola opera d’arte. Fino alla fine lo si osserva convinti di essere davanti al filmato delle telecamere a circuito chiuso di un negozio hi-tech. Per la verità anche il finale di suo potrebbe illudere uno spettatore disattento sul fatto che si tratti di un montaggio di un’azione autentica, ma, come vedremo più avanti dallo studio dei quadranti, è il frutto di una abilissima costruzione pubblicitaria.

Per quanto riguarda il discorso narrativo c’è poco su cui fare osservazioni, si tratta di un progetto lineare nel quale osserviamo un tale che si aggira in un negozio con fare sospetto (o per meglio dire ridicolo) e stimola la nostra curiosità nel vedere dove porta il suo modo di fare.

La scena finale, col cambio di inquadratura dall’interno alle presunte telecamere sulla strada è semplicemente sopra gli standard per una campagna pubblicitaria.

Alzi la mano chi non è scoppiato in una fragorosa e divertita risata quando si è accordo che il nostro ladro aveva una tv sotto braccio!

Ciò non di meno possiamo illustrare innanzitutto come il tema del viral sia vincente : se l’intento è quello di mostrare quanto davvero siano sottili i nuovi LG, il risultato è imbattibile, migliore rispetto ad uno spot standard nel quale si potrebbero elencare le dimensioni della tv o ad una pubblicità comparativa nella quale far vedere come i nuovi LG siano davvero più sottili di ogni altro.

Anche la scelta di un finto filmato di sicurezza è fuori scala, originale quanto basta, sapientemente girata e montata, unisce la curiosità della storia alla semplicità del mezzo.

Quello su cui però vale davvero la pena spendere due parole è la costruzione dell’ultima sequenza, perchè non solo è divertente, ma è l’applicazione di teorie di costruzione scenica che abbiamo già affrontato in passato, seppur con un diverso medium di rappresentazione.

Il finale, oltre a chiudere la storia, apre la campagna di advertising vera e propria, vediamo quindi, di decriptarlo per voi.

La “messa in scena” di un claim pubblicitario.

Vi ricordate di quando abbiamo discusso sulla posizione nello spazio degli elementi di un banner pubblicitario ?

E’ stato trattato con dovizia nell’analisi della campagna Mercedes Left & Right Brain in cui abbiamo illustrato come, in ottemperanza ai principi di significato simbolico delle arti pittoriche, marchio e claim pubblicitario siano messi in una posizione scelta al fine di convogliare l’attenzione dello spettatore su obiettivi prestabiliti.

In quel caso si trattava di un poster, un’immagine fissa, cambia qualcosa per una sequenza video? PER NIENTE !

Osserviamo uno dei fotogrammi finali di questo viral, l’inizio della sequenza chiarificatrice, quella insomma, che ci fa capire che ci troviamo davanti ad uno spot preconfezionato.

Applichiamo la teoria dei quadranti anche in questa circostanza, scomponendo l’immagine in sezioni e analizzando la posizione dei vari elementi chiave :

Abbiamo quindi diviso il fermo immagine in 6 settori, osserviamo adesso come la posizione di ogni singolo elemento sia in perfetta coerenza e come le simmetrie che intercorrono tra alcuni di questi siano le costituenti per un secondo piano di lettura indotto dello spot.

Quadranti 2 e 5 : Innanzitutto la Tv, è l’oggetto della campagna, il prodotto da promuovere e quindi occupa la centralità della scena nel momento della sorpresa, cioè dal passaggio di visione da un possibile filmato di un negozio alla chiara percezione di essere in presenza di una pubblicità.

Qui è questione di semplice posizione, la centralità della scena va sull’oggetto della messa in scena, semplice ed intuitivo, passiamo quindi all’analisi di cosa “accade” nei quadranti laterali.

Quadrante 1 (e 4 anche se trascurabile) : Il soggetto esce da destra e fugge a sinistra….pensate sia un caso? A nostro avviso no, la telecamera poteva essere posta nell’angolo opposto, ci sarebbe stato lo stesso effetto sorpresa (del resto è l’angolazione in parallelo che porta a nostra conoscenza il fatto che il protagonista regge la tv sotto il braccio), eppure come per la campagna Mercedes era necessario che l’azione “sbagliata” fosse alla sinistra del messaggio visivo.

Se ciò che a sinistra (nel passato) è sbagliato, la sua opposizione con un’azione corretta (nel futuro) deve aver luogo nei quadranti di destra, ed infatti a destra troviamo l’entrata del negozio, il luogo dove reperire una Tv (preferibilmente acquistandola).

Quadrante 3 : in posizione preminente, in primissimo piano in termini di angolazione, troviamo il messaggio pubblicitario che sottende a tutto il video “il televisore più sottile del mondo“. La LG ci mostra la chiave di decriptazione del viral oltre il nostro sguardo, fissa il claim affinchè l’intento oltre che divertirci e sorprenderci rimanga chiaro e limpido.

Quadrante 6 : Logo, Marchio e Motto, tutti e tre vicini, tutti e tre in basso a destra così come per la Mercedes. Anche in questo caso l’azienda si pone solo apparentemente in disparte per posizione, in realtà si trova alla fine di una catena sequenziale simbolica in cui essa è l’anello finale, quello forte.

CREDITS:

Title: “Smart Thief Caught on Camera”

Agency: Y&R Amsterdam

RIM: dimissioni dei fondatori e nomina del nuovo CEO [BREAKING NEWS]

Cambio ai vertici di Research in Motion, azienda produttrice degli smartphone Blackberry.
Con un comunicato stampa sul sito di RIM è avvenuto l’annuncio, i due co-fondatori Mike Lazaridis e Jim Balsillie, hanno designato come nuovo CEO Thorsten Heins.

La dichiarazione di Lazadiris è stata:

Arriva un momento nella crescita di ogni azienda di successo in cui i fondatori riconoscono la necessità di passare il testimone alla nuova dirigenza. Abbiamo pensato che il momento giusto fosse questo.
Dopo aver lanciato BlackBerry 7 ed aver programmato il lancio del PlayBook 2.0 a febbraio, e considerando che il Blackberry 10 sarà lanciato entro fine anno, possiamo considerare che l’azienda sta entrando in una nuova fase.

Da tempo gli azionisti facevano pressione sul board di RIM, che nell’ultimo anno aveva bruciato circa il 50% del suo valore in borsa.
Il titolo RIM è quotato al Nasdaq e si attende l’apertura delle contrattazioni per vedere l’effetto del comunicato sul valore azionario.

Massimo Sommella lo scorso settembre aveva realizzato questa analisi sulla situazione di RIM dalla quale era intuibile che l’azienda non navigasse in acque tranquille.
I due co-fondatori storici dell’azienda canadese oggi hanno, dunque, deciso di designare il nuovo CEO, pur rimanendo entrambi nel consiglio di amministrazione, Lazadiris come vice-presidente del board e Jim Balsillie come direttore.

Il nuovo CEO Thorsten Heins, ha 54 anni, è approdato in RIM nel 2007, dopo aver trascorso 23 anni in siemens occupandosi di ricerca e sviluppo.
Le prime dichiarazioni del CEO hanno riguardato principalmente una breve analisi finanziaria dell’azienda ricordando che possiede un patrimonio netto di circa 1,5 miliardi di dollari e facendo leva sul trascurabile dato dell’aumento del fatturato dell’ultimo trimestre rispetto al precedente pari a circa il 24% in più.

In termini di prospettive future e di basi da cui partire, Heins ha messo in luce l’acquisizione di QNX, avvenuta a giugno 2010 per un prezzo di 200 milioni di dollari, come punto di partenza di una strategia competitiva nell’immediato futuro.

La prima canzone hardcore di Juliet [VIRAL VIDEO]

C’è chi manda i baby talenti di casa ai programmi in prima serata e chi produce un videoclip e lo carica su Youtube. Raccogliendo più di 12 milioni di click in quattro giorni. La rete trema perché è arrivata Juliet, 8 anni, cantante brutal. My First Hardcore Song è il video che l’ha consacrata web star in poche ore, il video di cui tutto il web parla, metal-punk magazine compresi.

Juliet, bimba dai capelli lunghissimi, pesta di brutto per davvero. Nel video, in bianco e nero, sfoggia un irresistibile broncio da cattivella e si comporta da naughty girl pura e dura. Poga con i suoi giocattoli di peluche, canta e grida come una maledetta rock performer.

Il brano dura 59 secondi, giusto il tempo per comunicare il messaggio: Juliet ama il suo cane Robert e i suoi pesciolini, sebbene puzzino mica da ridere. Nonostante sia una star e si cimenti in un genere da omaccioni, la pupetta ci parla dei suoi amici animali, tutto qua.

Operazione di marketing genitoriale? La prontezza con cui hanno organizzato la vendita del merchandising e del pezzo su iTunes ci fa venire seri dubbi. La mamma, Kristina Childs, ha dichiarato a Ninemsn che è nato tutto per gioco e che il produttore Rob Sharpe è un amico di famiglia. Dice che è proprio Juliet ad essere un’appassionata: da piccola non si addormentava senza Marilyn Manson e gli Slipknot. Chissà, noi vi teniamo aggiornati!

Google mette ordine e chiude molti servizi

Google è sempre molto attivo nel mercato dei social network e dei servizi web: dopo l’interesse per Pinterest, Webnews riporta come il team di Big G abbia compreso la necessità di razionalizzare il portafoglio di servizi e applicazioni offerte, in modo anche da rafforzare il posizionamento di G+ (come nel caso della chiusura di Picnik per spingere G+ Creative Kit). Senza considerare che la maggior parte dei progetti sono stati chiusi per motivi di underusage e risultati insoddisfacenti rispetto a stime e attese.

Ecco allora la decisione, tra gli altri, di bloccare tra Marzo e Aprile Picnik (applicazione che consente di apportare modifiche alle foto), Social Graph API (dedicato agli sviluppatori), Urchin (a causa di Google Analytics), NeedleBase. Sky Map diventerà invece opensource.

Angry Birds: questa volta tocca al fashion

Gli ormai celebri Uccellini Arrabbiati  non si accontentano più di essere presenti su tutti gli smartphone di ultima generazione e sbarcano anche nel mondo della moda. In attesa di scoprire se li troveremo o meno sulle passerelle del prossimo anno, ecco una rassegna dei 5 prodotti fashion più assurdi  marchiati Angry Birds. 

Angry Birds Manicure

CutePolish presenta sul proprio canale Youtube un videotutorial, ideale per tutti coloro che vogliono portare gli Angry Birds sempre con sé.

Angry Birds Flip Flops

Perfette da sfoggiare in spiaggia, sia che tifiate per i Birds che per i Pigs.

Angry Birds Bra

Il regalo ideale per un’amica che proprio non smette mai di giocare anche nei momenti meno opportuni.

Angry Birds Dress

Teija Vesterbacka – moglie di Peter, CMO dell’agenzia che ha creato il gioco – sembra aver preso un po’ troppo sul serio il lavoro del marito.

Angry Birds Shoes

Per concludere questa rassegna non potevano mancare le scarpe, per calarsi nell’universo Angry birds dalla testa ai piedi.

GT Academy: per diventare piloti, una Playstation basta e avanza [INTERVISTA]

Giacomo Cunial, campione italiano che ha partecipato alle edizioni 2008 e 2010

Se anche voi da piccoli sognavate di diventare un pilota professionista giocando ai videogiochi, allora quest’articolo fa al caso vostro.

Vincere la Lotteria Italia, leggere che il Grande Fratello verrà sospeso, partecipare alla GT Academy sono una di quelle fortune che capitano veramente una sola volta nella vita. Perché, diciamolo, approdare a Silverstone e tentare la carriera su quattro ruote, non è da tutti i giorni. L’opportunità ce la regalano Sony e Nissan, due colossi che oltre alla provenienza nipponica hanno in comune la passione per l’alta velocità, griglie di partenza e ansia da competizione: stiamo parlando di GT Academy.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=GjFKApD5AGo’]

GT Academy è l’evento internazionale che selezionerà il miglior videogiocatore di Gran Turismo, offrendo come premio corone di alloro e un contratto da pilota nel campionato europeo GT. Frutto della sconfinata immaginazione di Kazunori Yamauchi, realizzatore della fortunata serie videoludica, il concorso è giunto alla sua quarta edizione.

Le regole sono semplici: dopo aver consumato i polpastrelli sul pad della console, gli aspiranti piloti parteciperanno alle selezioni nazionali e i primi 20 virtual-driver saranno chiamati ad una sfida testa a testa. Gli ultimi due sopravvissuti di ogni nazione voleranno a Silverstone per una settimana di intensa preparazione in Accademia, sfidandosi a colpi di intertempo (questa volta su auto vere). Il migliore tra i migliori vincerà un contratto annuale per gareggiare nel campionato europeo GT4, in forze alla scuderia Nissan.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=w9V2YgZ7jjY’]

From sofa to pro racing driver” recita il claim della campagna. E di fatto Lucas Ordoñez e Jordan Tresson, i vincitori delle prime due edizioni, ora gareggiano da professionisti come veri campioni internazionali.

Nel tempo il concorso è cresciuto in maniera esponenziale, attraversando 17 Paesi, mettendo in pista 1,3 milioni di utenti e mietendo premi in giro per il globo. Ultimo in termini di tempo, il Leone d’oro lo scorso luglio al 58esimo Festival della Creatività di Cannes.

Le gesta dei partecipanti alla GT Academy sono diventate anche una web series, trasmessa sul sito ufficiale di Gran Turismo e sulla pagina Facebook dell’iniziativa. Una campagna multicanale e focalizzata sugli utenti, dunque, che ha saputo sfruttare la forza aggregante di un game-network e la passione per i motori, comune a milioni di giovani ovunque nel mondo.

gt_academy_2


E tra tutto questo rombare, giocare, gareggiare e vincere, abbiamo anche intervistato Giacomo Cunial, che dall’ultima edizione del concorso si fregia del titolo di campione italiano e ha rappresentato i colori nazionali a Silverstone.

Giacomo, spiegaci al meglio la vera forza di questa campagna. Cosa ti ha spinto partecipare al concorso?

Ho deciso di partecipare alla GT Academy perchè è un concorso che ti offre innumerevoli possibilità once-in-life: una di queste sta nel viaggio al circuito di Silverstone, il cui nome fa venire i brividi ad un aspirante pilota: è il tempio della velocità assieme a SPA-Francorchamps e Monza nonchè prima gara in assoluto del campionato del mondo di Formula 1 (1950). Un’altra grande opportunità è quella di poter guidare delle vetture straordinarie come la Nissan GT-R, un mostro da 500 cavalli capace di prestazioni impressionanti. Ma su tutte, c’è l’opportunità maiuscola e unica: quella di diventare pilota professionista nel campionato FIA GT4. È indubbio che questi premi possano attirare anche chi non è un fan della serie Gran Turismo in particolare, chiunque vorrebbe essere realmente sull’auto che sta guidando con il joystick della propria console. Lo si può capire con pochi ma significativi numeri: alla prima edizione, nel 2008, la GT Academy ha avuto 25.000 iscrizioni on-line in tutta Europa, 2.000 solamente in Italia. Nel 2010, alla seconda edizione, le adesioni (compresi anche Australia e Nuova Zelanda) sono state oltre un milione, in Italia la crescita dei partecipanti è stata vertiginosa: in 70.000 hanno provato a giocarsi il Boot Camp di Silverstone. Detto questo, credo che la forza di questa campagna sia stata offrire la realizzazione di un sogno a costo zero.

Guardo GT e penso: “Oggi il videogames non è più roba da bambini!”. Le case produttrici vogliono creare un vero e proprio universo diegetico, una realtà digitale autonoma. Lo stesso GT ha dato vita ad una propria linea di abbigliamento, promuove eventi nel mondo, crea network, circonda e coinvolge gli utenti sotto ogni punto di vista. Cosa significa entrare nel Mondo Gran Turismo?

Gran Turismo permette di fare tutto ciò che ogni appassionato di auto vorrebbe, ovvero guidare auto emozionanti su delle piste meravigliose. Un fattore molto importante da questo punto di vista è l’esperienza dell’on-line: si possono sfidare videogiocatori di tutto il mondo, attraverso gli eventi organizzati direttamente dallo staff di Gran Turismo oppure ci si può creare la propria sfida e condividerla con gli amici. Il bello di tutto ciò è che si è creata una community molto viva e in espansione continua. La stessa GT Academy, promuovendo delle star di nuova concezione, ha unito ancor di più la comunità virtuale di videogiocatori, dandole una nuova identità. Ma non solo, l’esperienza si allarga, nel mondo di Gran Turismo si possono scambiare informazioni e si fa vera e propria cultura automobilistica attraverso il network Playstation. Questo perché GT è una enciclopedia interattiva, attraverso il gioco si riesce a conoscere meglio il mondo delle auto, le dinamiche delle corse in pista, scoprire la storia di un marchio o di un modello particolare, fotografare i momenti migliori di un time trial ed incorniciarli nella propria bacheca. Ci sono innumerevoli occasioni per soddisfare la voglia di motori. Penso che Gran Turismo affronti il tema dell’automobilismo in un modo tale, dalla prima edizione ad oggi, che da semplice “gioco” è diventato un vero e proprio “mezzo” per interfacciarsi al mondo delle quattro ruote in modo attivo e soddisfacente. Lo dimostra il fatto che le stesse Case automobilistiche (Ferrari, Nissan, Honda, Toyota per citare alcuni nomi) hanno utilizzato il videogioco per presentare in esclusiva dei modelli inediti (California nel caso di Ferrari, GT-R per Nissan, la nuova NSX per Honda o la FT-86 per Toyota). È indubbio che chi entra a far parte del mondo di GT entra a far parte dell’automobilismo moderno.

Come hai affermato tu stesso, la GT Academy è un sogno. Gran Turismo non promette più la classica mezz’ora di svago, ma di aprirti le porte di una splendida carriera. Questa considerazione come cambia il rapporto utente/prodotto, cioè gamer/videogame?

Con una campagna come la GT Academy, il rapporto utente/prodotto viene superato nel suo senso classico, ma anche nel senso inteso dal Marketing 2.0. In che modo? Guardate coloro che sono andati a Silverstone alla settimana di accademia a Silverstone, hanno realizzato molti dei loro sogni. Meglio ancora, guardate Lucas Ordonez, il ragazzo che ha vinto il BootCamp di Silverstone nel 2008. Fino a quella data era un videogiocatore, un fan di Gran Turismo, ora è meritatamente un testimonial di Sony e Nissan nel mondo, primo pilota nella storia con una “gavetta” virtuale alle spalle. Voglio dire: un prodotto (Gran Turismo), una campagna sportivo-promozionale (GT Academy) e due marchi (Nissan e Sony) hanno creato i presupposti per una carriera luminosa ad un ragazzo di 25 anni. È qui che avviene il sorpasso sulle vecchie e sterili campagne di marketing: l’obiettivo è mettere la passione, le ambizioni, il talento degli utenti al centro dell’attenzione, veramente.

3 metriche per aumentare l'efficacia delle strategie di Facebook Marketing

Facebook è un social network sempre più interessante per le aziende di qualsiasi settore, per almeno due motivi principali:

> Diffusione massiva: più di 800 milioni di utenti attivi worldwide, di cui più del 50% su base giornaliera (fonte: dati interni Facebook);

> Potenti strumenti di analisi degli utenti: attraverso FB Insights, gli admin delle fanpage possono avere una grande quantità di dati sui propri fan, in modo da progettare le migliori strategie di social media marketing e community management.

In relazione al secondo punto, il rischio è di avere troppi dati a disposizione, senza essere capaci di comprendere su quali concentrarsi. Mashable consiglia tre indicatori che cambieranno il modo di gestire la presenza aziendale sul social network più diffuso al mondo.

Metrica #1: persone che parlano dell’argomento

L’unica visibile anche pubblicamente nella pagina (sotto al numero di fan), rappresenta il numero totale di utenti unici che hanno creato una notizia relativa alla pagina negli ultimi 7 giorni: sono dunque conteggiati i “mi piace”, i commenti, le condivisioni del post, i tag alla pagina, le risposte alle domande proposte e la risposta agli inviti ad un evento, al netto dei fan che hanno fatto azioni doppie o multiple per uno stesso contenuto. Gli Insights permettono di vedere l’aumento/diminuzione del dato percentuale e di fare comparazioni tra le diverse settimane. E’ uno degli indici più utili e interessanti per valutare l’engagement generale dei fan.

Metrica #2: utenti coinvolti

Presente nella dashboard principale degli Insights, all’interno della tabella relativa ai post della pagina. E’ il numero di utenti unici che hanno cliccato sul post. Le statistiche registrano solo i click dei 28 giorni consecutivi a quando il contenuto è stato pubblicato, e non si riferiscono solo al click sui link pubblicati.

Metrica #3: riferimenti esterni

Presente nella tab “portata” degli Insights, questa metrica ci permette di rispondere a una domanda importante: da dove sono venuti i fan e quante volte un link esterno ha rimbalzato verso la fanpage? L’indice è rappresentativo di un importante ‘cambiamento di rotta’ che Facebook, e i social media in generale, sono riusciti a ottenere. Se fino a pochi anni fa infatti l’importante era fare arrivare l’utente al sito web, oggi succede spesso il fenomeno inverso. Questo permette ai consumatori attuali e potenziali di essere indirizzati verso uno spazio (controllato dall’azienda) che consente un grado di interazione con il brand molto maggiore.

Come detto e come vedrete, queste sono solo alcune delle tante metriche che trovate nelle statistiche della fanpage che amministrate; vi interessa approfondire l’argomento per migliorare l’efficacia del vostro Facebook Marketing? Consultate la guida (in inglese) resa disponibile da Facebook!