Le 10 Qualità del perfetto Freelance secondo JuliusDesign

Quali sono le qualità che fanno di un freelance un professionista di successo? Lo abbiamo chiesto a Giuliano Ambrosio, meglio noto come JuliusDesign, uno dei Web Designer freelence più famosi in Italia, punto di riferimento per designer e aspiranti tali, che sul suo blog possono trovare consigli e pillole di saggezza indispensabili per chi decide di fare il grande passo e mettersi in proprio.

Diventare Freelance e per la maggior parte dei casi lasciare un lavoro da dipendente, non è un passaggio semplice, si tratta della nostra vita ed è necessario riflettere prima di fare questo grande salto.
Ci sono alcune qualità che permettono ad un professionista di diventare Freelance, migliorando la propria mentalità nel mondo lavorativo.
Durante la mia carriera da freelance, dopo circa 5 anni ecco secondo me quali sono le 10 qualità principali per un perfetto Freelance:

1. Capacità di Comunicare

Sembra banale ma un Freelance si troverà spesso a parlare con i propri potenziali clienti e collaboratori, e non saper comunicare è un grande difetto, in quanto non saremo in grado di portare avanti un discorso.
La comunicazione è la base di ogni progetto,  ed è inevitabile saper organizzare un brief su un progetto o una strategia in corso.

2. Capacità di Sapersi Vendere

Soprattutto all’inizio della carriera da Freelance dovremo essere in grado di non svendere le nostre qualità e professionalità. Prima o poi succederà di dover arrivare a dei compromessi, ma dovranno sempre essere onesti e in linea con la nostra missione da Freelance.
Se ci faremo sottopagare da tutti non avremo la leva e mentalità necessaria per chiedere il giusto compenso per la nostra collaborazione.

3. Essere BRAND di se stessi

Il Freelance perfetto è MARKETING, una persona capace di diventare lui stesso il proprio BRAND, e da brand saper mostra i propri servizi e progetti attirando potenziali clienti.
Procacciare i clienti è una sua arma, ma che spesso non ne ha bisogno in quanto sono i clienti a cercarlo grazie al suo potenziale messo in bella mostra, quasi una vetrina virtuale grazie anche alla sua presenza online professionale.
Essere brand non significa solo mostrare i proprio prodotti, ma creare una storia dietro questi facendo appassionare i propri fan e clienti.

4. Capacità di Gestire la Cassa

Per quanto riguarda la “CASSA” ovvero gli introiti da ricevere e gli obiettivi che ci siamo prefissati, dobbiamo stare davvero molto attenti, infatti il Freelance perfetto deve conoscere in ogni momento il suo andamento di cassa, sa quanto e quando dovrà riscuotere i saldi e quando dovrà pagare tasse o altri costi.
L’andamento della cassa è un fattore primario da non sottovalutare, e se tenuto sotto controllo ci permetterà di capire anno dopo anno se stiamo lavorando bene oppure in che mesi è necessario ammortizzare con altre attività o massimizzare il lavoro.

5. Capacità di Gestire i Clienti

Non è per nulla facile gestire i clienti, non siamo dei COMMERCIALI, e molto probabilmente facciamo lavori diversi, chi il Designer, il Programmatore, il Copy, il Community Manager, ma per tutte queste figure professionali una volta diventate Freelance, diventeranno anche devi veri e propri commerciali d’assalto.
Saper capire cosa vuole il cliente e di conseguenza cercare di mostrare il meglio della nostra professionalità sarà la chiave vincente per trasformarlo da potenziale cliente a cliente fidelizzato.

6. Gestire e Organizzare il proprio tempo

Diventati Freelance, il tempo giocherà un ruolo fondamentale per la nostra carriera.
Infatti solo sapendo gestire in modo corretto il tempo riusciremo a coordinare e gestire la mole di lavoro e attività che abbiamo da fare.
Il tempo può essere un ottimo alleato se si conoscono gli strumenti corretti nella gestione di attività.

7. Creare e Gestire un Team di lavoro

Il perfetto Freelance sa che non è da solo, non deve aver paura di tutti, ma anzi riesce a creare team di professionisti e coordinare loro sulle attività progettuali in comune nello stesso progetto.
Avere la possibilità di creare un team di lavoro Freelance è un’ottima strategia per coprire alcune lacune su determinati ruoli lavorativi, necessari per progetti complessi.

8. Capacità di Problem Solving

Il Freelance perfetto ha sempre un piano B e anche C, qualora ci fossero dei problemi da risolvere in tempo reale bisogna sempre avere un’alternativa.
Possono capitare diversi problemi sia online che offline e non si può rimanere senza alternative, la capacità di risolvere problemi in tempi ristretti diventa un’arma fondamentale per sopravvivere nel mondo freelance.

9. Leadership in un Team

Il Freelance perfetto se crea un Team oppure è lui all’interno di questo team, ha la capacità di mostrare il proprio talento, e dimostrare le proprie idee con casi di studio e non solo parole.
In questo modo si ha una propensione ad essere leader con diplomazia, guidare il team e condividere idee e strategie efficaci.

10. Capacità di Sopravvivenza

Vivere da freelance non è banale, abbiamo diversi costi da mantenere durante gli anni, e la capacità di sopravvivere è un aspetto che non deve mai mancare, quella scintilla che ci permette di andare avanti, innovandoci ed evolvendo come figura professionale.

Hai preso nota? Se possiedi tutte queste capacità sicuramente avrò modo di conoscerti e perché no collaborare insieme su progetti comuni.
Se ti manca una o più qualità, cerca di maturare la tua esperienza sul campo, sperimenta, mostra quello che sai fare e cerca di imparare da chi vuole trasmetterti la passione che mette nel proprio lavoro.

Matternet, il drone salvavita

Oltre due miliardi di persone vivono in aree rurali, lontane da grandi centri o senza la possibilità di poter accedere a strade facilmente percorribili: come risultato, milioni di esseri umani ogni anno muoiono per malattie facilmente curabili. Il problema è che chi vive in queste aree difficilmente può recarsi in farmacia o in ospedale in caso di emergenza. Questo è il problema che si è posto un gruppo di lavoro della Singularity University, ed il risultato è stato il progetto denominato “Matternet“.

Matternet, il drone salvavita

Matternet

Matternet è sostanzialmente un drone, ovvero un piccolo robot senza pilota che è in grado di memorizzare dei percorsi e raggiungere determinate aree in completa autonomia, trasportando piccoli pesi.
Il robottino è progettato per essere semplice, low-cost e per potersi alimentare grazie all’energia solare, in modo da riuscire a poter operare anche in situazioni di emergenza o in carenza delle più elementari infrastrutture.

Matternet, il drone salvavita

Matternet non è stato concepito esclusivamente per i Paesi in via di sviluppo, ma anche per essere utilizzato come mezzo di primo soccorso in situazioni post-catastrofiche per inviare viveri, aiuti o comunicazioni a persone rimaste isolate.
Le applicazioni del robot che viene dalla Silicon Valley sono però senza limiti: con il progredire dello sviluppo dei prodotti infatti Matternet potrà diventare il mezzo di trasporto del futuro, sostituendo i classici mezzi su gomma e su rotaia, soprattutto per i tragitti più brevi.

Matternet, il drone salvavita

I droni sono tuttora dei prototipi, che hanno un’autonomia e una affidabilità da migliorare. Sognare, però, non costa nulla, ed il team di Matternet ha già ampiamente dimostrato di saperci fare: pare infatti che siano già in fase di progettazione prototipi in grado di trasportare dai 200 ai 1000 chilogrammi.

The Matternet Vision from Matternet on Vimeo

Il team di inventori pare essere molto sicuro della bontà della propria invenzione. I suoi membri sostengono infatti che le strade ed i mezzi di comunicazione convenzionali sono ormai troppo costosi ed obsoleti. Secondo loro è quindi ora di guardare a soluzioni radicali ed innovative. Ci troviamo di fronte all’ennesima folle invenzione o all’inizio di una rivoluzione?

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Eppur si muove: raccontare il mondo Ford a motore spento

Intelligente, moderna, bella. La nuova campagna per i veicoli commerciali Ford nasce nel segno del claim Go Further: va’ oltre.

Andare oltre la prima occhiata richiede infatti solo pochi secondi: si tratta di un ambient riprodotto in stampa. Due linguaggi pubblicitari per una sintesi visiva perfetta, che gioca sull’opposizione mobile/immobile. Un ossimoro visivo che ci racconta dei vantaggi dei veicoli commerciali – mobilità e possibilità di sviluppare il proprio business – negandone la caratteristica principale, perché vengono mostrati attraverso una rappresentazione statica per eccellenza – i graffiti.

A dare un tocco di romanticismo un altro contrasto, quello tra l’architettura tradizionale, quasi antica, dei negozi opposto alla modernità di graffiti e collage. Una contaminazione tutta contemporanea, in cui i mestieri tradizionali (panettiere, fioraio, falegname) vivono grazie alle moderne tecnologie, che le rendono così locali e radicate nella produzione quanto globali ed eterogenee nella distribuzione.

Ne nasce un racconto molto intelligente, improntato sulla valorizzazione pratica del prodotto che va, neanche a dirlo, oltre. Perché la cosa davvero furba della campagna è che, nella narrazione, il veicolo non è il soggetto vero e proprio, ma “l’aiutante”, il mezzo attraverso il quale il vero protagonista, il business, si sviluppa. Non è un caso che il prodotto in vetrina sia al centro del visual, in partenza verso destinazioni ignote o appena giusto da chissà quale angolo del mondo. A sottolineare il concept, l’headline “part of your business”.

Go Further non è solo un claim, ma il concept della nuova strategia di marketing della Ford per il mercato europeo, presentata ad Amsterdam il 7 settembre scorso: nuove automobili, nuovi veicoli commerciali, tecnologie di ultima generazione e design innovativi. L’evento è stato soprattutto l’occasione per ribadire che Ford supera i soliti meccanismi da multinazionale per mettere al centro della sua offerta il cliente e le sue esigenze. Un invito a scommettere sulle proprie passioni private e lavorative. Un altro modo per andare oltre prima ancora di mettere in moto.

 

Credits:

Advertising Agency: Ogilvy & Mather, Greece
Creative Director / Copywriter: Lazaros Nikiforidis
Art Director: Vangelis Tolias
Photographer / Illustrator: Carioca
Published: October 2012

Vodafone e la rete 4G per una nuova esperienza tecnologica [VIDEO]

Vodafone presenta a Roma e a Milano la nuova e veloce rete 4G.

La connessione 4G rappresenta la nuova generazione della tecnologia wireless a banda larga e offre prestazioni ancora superiori. E qual è il modo migliore per convincere i consumatori delle ottime prestazioni? Metterle all’opera ovviamente!
Nasce così il progetto “Vodafone 4G Sushi“. L’idea si basa su una semplice scommessa tra amici: quanto tempo passa dall’ordine del menu di un sushi online alla consegna? Con la nuova rete veloce molto meno di quanto vi aspettate!

Caratterizzato da brillanti scelte stilistiche ricche di humour, il video ci riporta subito alla memoria gli spy-action movies degli anni ’70. La storia ritrae tre amici che mettono alla prova il “Fast Sushi“, un delivery Giapponese che garantisce un’immediata consegna al domicilio impostato. Per il bizzarro cuoco giapponese parte la sfida contro il tempo e vince grazie alla velocità della rete 4G di Vodafone e alla sua squadra, posizionata nei punti strategici della città di Milano.

Il viral video è stato realizzato di notte in diverse location milanesi. Dietro all’idea c’è un’ottima squadra operativa: il filmato è prodotto da Fabbricavirali, la regia è di Daniele Zennaro (nome d’arte DanXzen), la post produzione del video è di Toboga, mentre la post produzione dell’audio è stata realizzata da Disc To Disc.

Tumblr: gli strumenti e le metriche per azioni di branding ancora più efficaci

Dopo il post della scorsa settimana dedicato alla social media strategy, prosegue il nostro viaggio alla scoperta di Tumblr, un social network poco “chiacchierato” ma sempre molto affascinante. In particolare, continuiamo a parlare del rapporto tra la piattaforma e i brand: a riguardo, il suo fondatore David Karp in un’intervista rilasciata ad AdAge ha detto cose molto interessanti:

“Non abbiamo costruito Tumblr pensando ad uno specifico brand. Sono i marchi che hanno cominciato a presentarsi sulla piattaforma […] sopratutto moda ed editoria.”

Tumblr e i suoi investitori, quindi, hanno a cuore piccole e grandi community di user che utilizzano la piattaforma: intendono promuovere sia un gruppo di musicisti emergenti ad avere successo che un global brand che vuole rendere più solida la propria presenza sul social.

Ecco allora una serie di strumenti che potrebbero fare davvero comodo a chiunque decidesse di aprirsi al social network.

Tumblr toolkit: i migliori strumenti per generare content buzz

Highlighted Posts

Letteralmente ‘post in evidenza’, gli highlight post sono la nuova funzionalità che permette agli utenti – al costo di un dollaro – di avere in evidenza un proprio post sulla dashboard della piattaforma. Accanto al contenuto apparirà un speciale icona, accompagnata da un messaggio opzionale che indicherà il motivo dell’importanza del contenuto.

Il brand avrà così la possibilità di scegliere il contenuto che ritiene più virale,esponendolo per un prezzo competitivo e un ritorno in termini di reblog evidente rispetto ad un post non evidenziato.

Promoted Directories

Le directory sono da sempre uno strumento di classificazione utilizzato da Tumblr per organizzare e raggruppare in aree tematiche e di competenza i milioni di blog che ospita. Gli utenti usano le directory per scoprire nuovi tumblelog. Oggi la piattaforma, invece, sperimenta le directory promosse, ovvero la possibilità per gli utenti di ottenere una lista dei migliori blog per directory.

Molti brand che stanno già utilizzando Tumblr per le propria social campaign trovano le directory un modo efficace e poco invasivo (viene infatti percepita dall’utente come un ‘suggerimento e non un ads) per raggiungere efficacemente i consumatori sulla piattaforma.

Tumblr Radar 

Tumblr Radar è una sorta di premio che viene concesso dalla piattaforma stessa ad un contenuto (immagine, post) già popolare e che possiede originalità, o a un contenuto informativo superiore alla media.

Il contenuto viene messo in evidenza sul blog del team di Tumblr, ottenendo ulteriore visibilità! Non si conoscono ancora i criteri di selezione  ma la popolarità, un gran numero di condivisioni e un po’ di fortuna dovrebbero essere le chiavi del successo.

Questo strumento può essere utilizzato dai brand con una funzione di ‘archivio’, per controllare le caratteristiche dei contenuti ritenuti migliori e confrontarle con i propri.

Come misurare i risultati su Tumblr: Union Metrics for Tumblr

Fino ad oggi l’unico modo per tentare di controllare il traffico di accessi ad un tumblelog era quello di bypassare il codice di Google Analytics. Oggi Union Metrics ci dà la possibilità di analizzare quello che avviene direttamente sulla piattaforma.

Haley Davis – CEO della Union Metrics – evidenzia a proposito di Tumblr che:

“La maggior parte della popolazione di Tumblr è costituita da creatori di contenuti. Penso che Tumblr abbia un proprio centro di gravità e che sia un ecosistema autonomo che si va costruendo nel tempo.”

Union Metrics for Tumblr è dunque lo strumento che aiuterà brand e marketer a dare un senso alla grande quantità di dati generati dalla piattaforma e dalla sua community.

In che modo?

  • attraverso il sommario si tiene conto delle tipologie di post pubblicati e dei dati provenienti dalla community che ha interagito con i contenuti generati (like, commenti, reblog);
  • è possibile ottenere top post e top tags;
  • si possono individuare i migliori contributor e curator dei contenuti e del blog;
  • è possibile sviluppare un grafo ad albero per illustrare il content spread, ovvero l’evoluzione della diffusione di un singolo contenuto/post attraverso i like e i reblog nel tempo;
  • è possibile analizzare nel dettaglio tutti i dati disponibili per controllare l’andamento della propria presenza online.

E per finire, ecco qualche widget e tool utile!

Vi suggeriamo, inoltre, una serie di widget e tool che potranno risultare utili per rendere la propria presenza su Tumblr più social!

Tumblr Cloud

servizio che consente di generare un cloud con le keyword più utilizzate nella vostra pagina Tumblr. Lo trovate a questo indirizzo.

Tumblr Tags List

Permette la generazione di liste di tag relative al vostro post/blog: qui le istruzioni per realizzare la vostra tag list personalizzata!

Tumblr Seo

E’ sempre utile infine qualche consiglio pratico per l’ottimizzazione della vostra presenza sulla piattaforma, direttamente da uno specialista di Tumblr: Tumblring.net!

E voi, cosa aspettate ad utilizzare tutti gli strumenti e le metriche per diventare Tumblr Specialist? 😉

Red Bull torna con "The Athlete Machine" [VIRAL VIDEO]

Se il precedente video sulla reazione a catena umana aveva sorpreso e divertito con le sue ingegnose apparecchiature, stavolta Red Bull osa di più, sponsorizzando un video da togliere letteralmente il fiato.

La spettacolare performance, intitolata Kluge (dal tedesco klug che vuol dire intelligente) ha come protagonisti alcuni tra gli atleti acrobatici più bravi al mondo tra cui Sean MacCormac (paracadutista), Joey Brezinski (Skateboarder), Drew Bezanson (BMX Rider), e Robbie Maddison (Freestyle Motocross Rider).

100 costruttori, 17 giorni di lavori e 25 tonnellate di materiali per dare vita ad uno spettacolo di scienza e dinamiche visive semplicemente fantastico.

E per i più appassionati e curiosi c’è anche il dietro le quinte dell’impresa 🙂

La fotografia concettuale in 15 scatti

“Si definisce arte concettuale qualunque espressione artistica in cui i concetti e le idee espresse siano più importanti del risultato estetico e percettivo dell’opera stessa”. Questa è la definizione che Wikipedia ci offre della corrente artistica concettuale. Definizione valida anche per la sua declinazione fotografica: la fotografia concettuale, infatti, altro non è che il tentativo del fotografo di trasmettere un concetto, di illustrare un’idea, appellandosi molto spesso a un forte simbolismo.

Quest’ultimo fa si che per quanto il fotografo cerchi di comunicare uno specifico significato, molto spesso la fotografia che ne risulta può essere interpretata in molti modi diversi dallo spettatore. Ciò è bene? E’ male? La risposta non la troverete qui, ma all’interno della vostra personale concezione di arte.

Ciò che noi possiamo fare è proporvi una selezione dei 15 scatti che a nostro avviso ben rappresentano la fotografia concettuale, con la sfida di stuzzicare la vostra curiosità e la vostra immaginazione.

“Free Oxygen” by Adam Mikulski

“Keep Tryin” by Benowski

“Master Of Containers” by Ralph Graef

“Transformation” by Samanta

“It’s Just a Game!” by Ibrahim AlRabeh

“Bonds” by Blackcoffee

“Love” by Thomas Baunsgaard

“A terrible beauty is born” by Olivier Lebrat

“Interested” by Stergios

“Them Games We Play” by Ronen Goldman

“To Do or Not To Do” by Matej Peljhan

“New Generation” by Matej Peljhan

“Blue road” by rome71

“Friendly Persuasion” by Judy W

“Thirsty” by Vincent Chung

Troppo Facebook fa male? Un'analisi e alcune riflessioni fuori dal coro

E’ il 2 novembre e sulla bacheca ufficiale di Facebook appare la foto di una grande torta azzurra con una scritta bianca che recita “Le torte sono come Facebook”. Un’immagine curiosa, simpatica, apparentemente innocua ma destinata ben presto a far discutere e parlare la rete, riaprendo un dibattito in cui fra like, condivisioni, polemiche, critiche, accuse, giudizi e pregiudizi ognuno – esperti e non – ha cercato di dire la sua sull’ultima mossa (per alcuni falsa) del social network più famoso al mondo.

In realtà, si tratta dell’ultimo di una serie di messaggi in cui Facebook si paragona ad oggetti e ricorrenze che hanno funzioni e caratteristiche simili: prima ad una piscina perché “Le piscine sono piene di gente. Alcune le conosci, altre no. E ogni tanto si vedono cose che non si dovrebbero vedere”, poi alla zucca di Halloween in quanto “Halloween dà la possibilità alla gente di essere spaventosa, divertente o sexy, o, qualche volta, un po’ di tutte e tre. Halloween permette alla gente di esprimersi”.

Senza contare poi al commercial per festeggiare il miliardo di utenti, su cui la nostra Adele ha riflettuto alcune settimane fa e in cui la comparazione era con le sedie.

Originali, divertenti, insolite, forse un po’ provocatorie: fra queste tre immagini è però l’ultima postata riguardo le torte ad essere diventata un caso di dibattito ed aver suscitato in rete un bel po’ di rumors e buzz: finora sono infatti più di 443.000 i “mi piace” ricevuti, oltre 27.500 le condivisioni e più di 27.000 i commenti. Beh niente male! 😉

Abbiamo così provato ad analizzare il caso, le critiche, le accuse e le diverse opinioni, cercando di essere il più neutrali possibile e mostrandovi, solo alla fine, una riflessione e un punto di vista che si discosta un po’ da quelli diffusi in rete. Una voce che esce dal coro? Forse, ma scopriamolo insieme! 🙂

“Le torte sono come Facebook”: la foto incriminata

In realtà, più che la foto e la scritta sulla torta, a far discutere o, come definito da Killerapp, a “far scandalo” è il messaggio che l’ha accompagnata:

“Le torte di compleanno sono fatte per far star insieme le persone. Esse danno agli amici un posto per riunirsi e festeggiare. Ma troppo dolce probabilmente non fa così tanto bene alla salute. Ecco perché le torte sono un po’ come Facebook.”

Come detto da Repubblica, con questo messaggio è lo stesso social network ad avvertire e ammettere quello che numerosi studi evidenziano da tempo: “Facebook può far male alle relazioni, alla coppia e alla salute. L’avvertimento sembra essere arrivato dopo che il social network si è reso conto che i dati delle ultime statistiche ufficiali (gennaio 2012) relative al tempo trascorso dagli utenti quotidianamente sul sito non erano del tutto positivi. Come ci aveva mostrato Inside Facebook  gli utenti hanno trascorso più di 10,5 miliardi di minuti complessivi al giorno su Facebook nel mese di gennaio, senza includere l’uso mobile. Un valore che corrisponde ad una media di 12,4 minuti di uso quotidiano.

Insomma, sembra che Facebook sia andato oltre l’aspetto puramente di business e profitto e abbia realizzato che, dal punto di vista umano, un suo uso esagerato può far male alle coppie così come alla salute dei suoi utenti, perché porta ad allontanarsi dalla realtà.

Ovviamente, in seguito alla pubblicazione del post, le reazioni in rete non si sono fatte attendere, sia da parte degli utenti stessi che hanno “likato”, condiviso, commentato (chi in modo ironico, chi in modo critico e negativo), sia da parte di esperti, quotidiani, blogger e siti. Analizzando il quadro generale, è possibile raggruppare le diverse opinioni emerse  in 3 filoni principali:

    • Epic Fail. Sono diversi i siti e blog che hanno considerato la mossa di Facebook come un grosso errore di comunicazione, un vero e proprio autogol con cui, secondo alcuni, il social si è tirato la zappa sui suoi stessi piedi. Ancor più dopo che il suo titolo in borsa è definitivamente crollato: un errore forse di chi è troppo sicuro di sé e non ha paura di perdere colpi… o forse in questo caso, sarebbe meglio dire utenti 😉 . “Un post, come detto sempre da Killerapp, che forse voleva essere divertente, forse auto-celebrativo.  Si potrebbe comunque trattare davvero di uno sbaglio: TechCrunch in “Facebook Admits Too Much Facebook Probably Isn’t Healthy” dice addirittura che questo post sembra essere frutto del lavoro di un dipendente non molto attento!
    • “Utente avvisato, mezzo salvato”. In questo caso si ritiene che Facebook sembra aver voluto ‘scaricare’ parte delle sue responsabilità, per cui starebbe ora all’intelligenza e al buon senso delle persone utilizzare in modo corretto il social network e assumersi le responsabilità di eventuali conseguenze negative, un po’ come succede per le aziende produttrici di sigarette o alcol.
    • Slancio di sincerità. E’ l’opinione meno diffusa ed in questo caso sarebbe la cosa più onesta che Facebook abbia mai scritto, un momento di sincerità fra il social network e il mondo intero verrebbe da pensare. Se rileggiamo i post, uno di seguito all’altro, possiamo notare come il messaggio che viene veicolato è proprio quello di mostrare, senza nasconderlo, che accanto ai lati positivi (è un luogo dove c’è tanta gente, in cui si possono incontrare amici e nuove persone, stare in compagnia ed esprimere se stessi) ci possono essere anche degli aspetti negativi: in altre parole, il lato oscuro della medaglia 😉

Una riflessione in controtendenza: un invito alla ricerca e alla conquista dell’equilibrio?

Prestando un po’ più di attenzione, si può notare facilmente come tutte le opinioni apparse in rete, seppur diverse fra loro come abbiamo visto nella classificazione di prima, abbiano un aspetto in comune: una certa vena polemica, di accusa e critica che, a ben pensare, accompagna e ha sempre accompagnato le mosse del colosso di Menlo Park.

Questa cosa ci ha colpito, portandoci a fermarci un attimo a riflettere. Ciò che ne è scaturito è un’opinione e un’interpretazione differente, forse un po’ in controtendenza rispetto a come si presenta il pensiero generale in questo particolare periodo storico. Tutto nasce da una semplice domanda: “e se per una volta provassimo a spogliare di ogni interpretazione, giudizio e/o pregiudizio, il messaggio che ci viene dato? Cosa ne rimarrebbe? Beh, se preso alla lettera, la risposta non può che essere una semplice comunicazione, in cui lo stesso Facebook ammette che abusare di Facebook può far male.

Se da un lato il social network di Zuckerberg offre infatti una serie di benefici, dal permettere di stare in contatto con le persone (vicine o lontane che siano) al creare appartenenza, comunità, collaborazione e interazione, la condivisione, l’aggiornamento e il divertimento, dall’altro sono diversi gli studi che negli ultimi anni hanno sottolineato i rischi e problemi che Facebook e, più in generale, i social media, possono creare.Tra questi, uno dei più gravi è quello legato ai i fenomeni di dipendenza tanto da aver portato alcuni professori dell’Università di Chicago a condurre una ricerca da cui è risultato che i social media sono più “addictive” di sigarette o alcol:

“Nonostante uno voglia resistere, potrebbe essere più difficile resistere al desiderio dei social media a causa della loro alta disponibilità e al fatto che essere coinvolti in queste attività dà l’idea di non “costare molto”.”

Non troppo tempo fa, anche noi Ninja vi avevamo scherzosamente riportato una divertente infografica in (I social media vi hanno ridotto a zombie digitali?”)  in cui venivano analizzati i diversi tipi di “mostri” creati da Facebook, Twitter, Instangram e Foursquare. Scherzi a parte anche in quell’occasione avevamo voluto dare uno spunto di riflessione sull’utilizzo di internet e dei social media.

Se considerato ed utilizzato come unico strumento di comunicazione ed interazione, Facebook può davvero portare rischi, problemi ed effetti negativi nelle relazioni quotidiane così come nella percezione di sé, della propria autostima e del proprio valore, arrivando a generare isolamento, alienazione e problemi più gravi di origine psicologica.

Non facciamo però di tutta l’erba un fascio: in realtà il mezzo in sé non ha nulla che non va. E’ il suo uso eccessivo, il suo abuso ed utilizzo improprio a generare degli esiti negativi: alla fine tutti sanno che gli estremi, l’esagerazione non portano mai nulla di buono. Quindi, a ben vedere, siamo noi, come utenti e, prima ancora come persone, che sbagliamo.

Eliminati giudizi e pregiudizi, abbiamo voluto così provare a vedere la realtà da un’altra prospettiva, ricercando il positivo all’interno dei pensieri ed opinioni negative che accompagnano la nostra realtà ultimamente. E ci siamo così resi conto che dietro il messaggio incriminato di Facebook è possibile trovare un semplice  invito e uno stimolo alla ricerca dell’equilibrio nell’uso del social network per poter godere e sfruttare al massimo i benefici e le opportunità che offre.

Vi lasciamo con queste parole di Cicerone:

“La gente giudica poco secondo la verità, molto secondo le opinioni.”

Cosa ne pensate di quest’altra prospettiva con cui abbiamo interpretato la mossa di Facebok? Troppo utopica o più azzeccata delle tante critiche?

Arriva Jam With Chrome, e la rock star diventa social

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Essere il leader di una rock band non è per tutti, purtroppo. Bisogna applicarsi per imparare a suonare uno strumento, comporre i brani e organizzarsi con altri musicisti per darsi i giusti tempi. Per non parlare del look originale e bizzarro che dobbiamo mantenere per risultare credibili nell’ambiente. Un lavoraccio, in effetti. Google ha però capito quanto l’animo inespresso del musicista risieda in molti di noi, e ha deciso di darci una opportunità.

Ricorderete che già qualche doodle fa i ragazzi di Mountain View ci permisero di suonare una Les Paul direttamente dalla loro home page. Bè, oggi è possibile fare di meglio. Con Jam with Crome possiamo infatti organizzare una vera e propria jam session direttamente sul nostro browser, scegliendo di suonare uno tra i 19 strumenti proposti e invitando altri 3 amici per completare la band. Ognuno con un suo strumento suonato dal browser del proprio computer.

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Dalla chitarra classica fino al sintetizzatore più rumoroso, passando dal basso elettrico alla drum machine. Un vero e proprio negozio di strumenti on line messo a disposizione per suonare con utenti di tutto il mondo e dare libero sfogo alla nostra creatività.

Basta andare sul sito www.jamwithchrome.com, selezionare lo strumento che più ci rappresenta e invitare chi vogliamo. Voilà. Il  gioco è fatto. Ogni strumento può essere suonato con mouse (per pennate da vero guitar hero) e con tastiera qwerty.

I due livelli di difficoltà vengono in aiuto dei meno esperti: facile per chi vuole settare al minimo il proprio strumento, pro per chi vuole personalizzare al massimo l’esperienza. Non mancano nemmeno i settings del suono (dal chorus al delay alla distorsione più graffiante). State tranquilli comunque: un tutorial ben dettagliato vi accompagnerà passo dopo passo fino alla genesi della session finale.

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Jam with Chrome è una applicazione on line interattiva che sfrutta le tecnologie HTML5 più recenti, come Web Audio API, Websockets, Canvas, Google Web Fonts e CSS3. E’ ottimizzato per girare al meglio su Chrome e mostrarne l’enorme duttilità di utilizzo. Un buon modo per allargare ulteriormente la fetta di mercato di utenti che hanno scelto il browser di casa Google per navigare in rete.

Tuttavia, l’esperienza rimane al momento fine a se stessa, dal momento che non è (ancora?) possibile registrare e condividere il risultato della social strimpellata. Forse così non potrete mostrare ad un produttore il vostro talento, ma di certo la vostra pausa dallo studio o dal lavoro sarà stata impiegata in una maniera un po’ più creativa e diversa dal solito.

Credits:

Advertising Agency: Google Creative Lab, USA
Interactive Director: Ben Tricklebank
EP: Brian Latt, Dustin Callif, Oliver Fuselier
Music / Sound: Dinahmoe

Pinterest lancia i business account [BREAKING NEWS]

Sapevamo che prima o poi sarebbe arrivato anche per Pinterest questo momento e così è stato: il social network ha ufficialmente introdotto la possibilità alle aziende di utilizzare il social network per fini commerciali e di marketing attraverso un profilo business a tutti gli effetti!

“Vogliamo aiutare le aziende ad ottenere il massimo da Pinterest.”

Per raggiungere tale obiettivo il team Pinterest non ha semplicemente introdotto una nuova tipologia di account, ma ha voluto fornire a brand, aziende, enti, organizzazioni no profit, blogger e designer il giusto supporto e gli strumenti più idonei.

Ecco allora che è stata creata sul sito una sezione Business ad hoc, in cui è possibile trovare consigli e suggerimenti su come raccontare la proprio storia, creare una community, migliorare il traffico e vedere cosa funziona e cosa no per imparare e crescere.

Il tutto è accompagnato da case studies, best practice, guide e documenti per aiutare le aziende ad interagire con le persone nel modo migliore.

Quali sono i benefici del nuovo account business?

Un account business permette di registrarsi con il nome dell’azienda (e non con il nome e cognome come finora) e di utilizzare ciò che Pinterest ha definito an optimized new user flow, che dà la possibilità ai nuovi membri di verificare che l’azienda sia proprietaria del sito web inserito nel profilo, in modo che i nuovi user possano trovare più facilmente le aziende nei risultati di ricerca.

Inoltre esiste ora la possibilità di aggiungere una serie di button (Pin It, Follow) e widget (Profile e Board) per aumentare l’engagement e il traffico verso il vostro sito web, e di avere accesso ad aggiornamenti e novità.

La novità Pinterest sembra proprio niente male! Siamo curiosi di iniziare a vederlo in azione e di scoprire come le aziende lo utilizzeranno. E voi? Volete essere i primi? Potete convertire facilmente il vostro profilo in un business account seguendo gli step che troverete nella sezione dedicata! 🙂