Badge incorporabili e secret board: le novità di Instagram e Pinterest che potreste esservi persi

Il 2012 è senza dubbio stato l’anno dell’esplosione di due social network fortemente apprezzati da pubblico e critica: Instagrame Pinterest. Un successo che trova origine nella grande forza innovatrice che ha contraddistinto nascita e crescita di quelli che ormai possono considerarsi veri e propri punti di riferimento del web. Ed in questo clima di grande fermento sono in atto alcuni cambiamenti che faranno certamente piacere alla sempre più numerosa utenza che, giorno dopo giorno, accresce il valore dei due social network attraverso la creazione e la condivisione di contenuti fotografici spesso originali.

In questo momento d’oro è quasi un obbligo per gli sviluppatori lavorare costantemente per migliorare l’esperienza d’uso degli utenti e per soddisfare sempre meglio le loro richieste. Ed effettivamente le due novità recentemente introdotte rappresentano proprio una risposta alle tante richieste da parte degli user su alcune funzioni semplici ma importanti.

I Badge incorporabili di Instagram

L’acquisizione da parte di Facebook non sembra aver rallentato la corsa di Instagram, che sembra avere tutta l’intenzione di superare il concetto di social network legato esclusivamente al mobile. Lo dimostrano sia il lancio dei  nuovi profili web, sia la novità più recente: il badge incorporabile.

Già noto su social network più famosi e ‘consolidati’ come Twitter e Facebook, anche con Instagram adesso sarà possibile incorporare nel proprio blog o sito web un badge con l’obiettivo di promuovere e rendere più facilmente raggiungibile il proprio profilo. Una novità estremamente importante, soprattutto per quei brand che fanno di Instagram il main stream della comunicazione corporate digitale (come Starbucks o Nike).

“I badge Instagram sono un modo semplice per indirizzare nuovi follower al tuo profilo web Instagram. Aggiungi al tuo sito web o al tuo blog personale il badge per aiutare gli utenti a scoprire e ad interagire con i tuoi contenuti Instagram.”

Creare il proprio badge è molto semplice: basta visitare l’indirizzo instagram.com/accounts/badges/, selezionare il tipo di badge che si desidera implementare sul proprio sito web, copiare il codice che si genera automaticamente ed incollarlo nella sezione del sito dove si desidera visualizzarlo.

Una strategia di sviluppo che appare sempre più chiara e che si fonda su un ragionamento estremamente coerente: nonostante già da qualche tempo i grandi brand richiedessero un ‘collegamento ufficiale’ per promuovere i propri contenuti su Instagram, il social network ha aspettato prima l’introduzione dei profili web, per far sì che il badge avesse un senso compiuto all’interno di un’esperienza web oriented e non più esclusivamente mobile. Il circolo virtuoso appare evidente: i grandi brand grazie ai nuovi badge potranno proporre ad un numero maggiore di persone i contenuti condivisi sul social network, generando engagement; d’altro canto, un badge Instagram su un’home page di un colosso porterà al social network un enorme incremento di traffico, contribuendo ad una crescita già ben sostenuta.

Su questi ritmi e con questo nuovo approccio, Instagram si propone dunque quale nuovo punto di riferimento della rete per la condivisione e la gestione di foto on line e in mobilità, diventando per Facebook un volano di crescita senza precedenti.

Le secret board di Pinterest

Se Instagram sorride, anche Pinterest può ritenersi enormemente soddisfatto. Il suo successo è ormai consolidato, con un numero di utenti in continua crescita.

Proprio da una loro richiesta arriva questa simpatica novità: la possibilità di creare board nascoste, così da poter organizzare feste, eventi o progetti ancora non ufficiali o che si vogliono condividere solo con una ristretta cerchia di persone. Siamo ancora in una fase di testing, quindi è possibile creare tre sole board segrete, ma molto presto verrà estesa a tutti gli utenti e migliorata nelle possibilità.

Creare una scheda nascosta è semplicissimo: le secret board sono posizionate nel punto più basso del nostro profilo. Da lì, con un semplice click, sarà possibile creare una scheda segreta che potrà essere privata, o condivisa con i contatti di nostra scelta. E’ possibile creare e gestire schede segrete anche da mobile, grazie alle applicazioni per iOs6 e Android, in maniera semplicissima e direttamente dalla voce “boards”.

L’introduzione di questa novità ha, ovviamente, portato modifiche anche alle policy per la privacy di Pinterest, che ha inviato una notifica di aggiornamento delle stesse ai suoi utenti via mail, approfittandone per semplificarle ed arricchirle di esempi sull’utilizzo sia delle secret board che del social network in generale. Una novità che sarà molto apprezzata dagli utenti più fedeli, innamorati di questo social network che si ripromette di essere un punto di riferimento per il futuro del web.

E voi cosa ne pensate di queste news? Vi sembrano utili? Fateci sapere!

"Instinct of Color", un'inedita danza promuove gli smalti OPI [VIRAL VIDEO]

Sul web ha riscosso un grande successo soprattutto in virtù della sua originalità rispetto ai commercial solitamente diffusi per questo settore. “Instinct of color” è l’ultimo spot di OPI, brand californiano produttore di smalti per unghie, in cui non appaiono nè modelle nè, a dire al vero, riferimenti specifici al prodotto e alle sue qualità tecniche. Cardine del video è un’ipnotica sfida di ballo tra quattro danzatrici e un bellissimo cavallo nero.

Poca autoreferenzialità e molta audacia. Tra i commenti in coda al filmato molti si soffermano sulla godibilità di un video in cui l’espressione artistica viene messa in primo piano rispetto alla presenza del brand. Il colore associato ai concetti di istinto, di emozione, di passione è simbolicamente già molto forte, e in questo caso l’agenzia francese DAN ha fatto un ulteriore passo avanti nella creazione di un commercial alternativo.

OPI rafforza la sua immagine di brand estremamente ceativo e distintivo (come conferma la scelta dei nomi dei prodotti: in questo video le ‘star’ sono gli smalti ‘Pink-ing of You’, ‘Red My Fortune Cookie’, ‘Need Sunglasses?’ e ‘No Room for the Blues’), caratteri che accompagnano fin dalla fondazione l’azienda. sapevate che inizialmente produceva apperecchiature dentali?

Credits

Executive Creative Director: Eric Holden; Rémi Noël; Philippe Simonet
Creative Director: Franck Botbol; Hugues Cholez; Nathalie Huni
Copywriter: Fabien Duval
Art Director: Alexandre Henry
Advertiser’s Supervisor: Ruthi Stimling; Suzi Weiss-Fischmann
Production Company: Cedric Barus; Caporal Films
Producer: Guillaume Faurel
Director: Hans Emanuel

Come si fa ad essere felici al lavoro? [INFOGRAFICA]

Come si fa ad essere felici al lavoro? [INFOGRAFICA]

Come si fa ad essere felici al lavoro? Domanda da un milione di dollari, soprattutto in questo periodo, dove lo stress per la ricerca del lavoro e la poca stabilità negli impieghi rende tutto più difficile.  Questa infografica, realizzata da Spokl, raccoglie alcuni dati importanti sull’argomento.

Quali sono i fattori più importanti che incidono nella scelta di un lavoro?

Il giusto equilibrio tra la vita professionale e quella privata viene messo al primo posto. Sicuramente non si è felici se non si riesce a far combaciare i due mondi, dando spazio sia all’uno che all’altro. Del resto come è possibile creare una famiglia o coltivare degli interessi propri, se si è più occupati a seguire il proprio lavoro?

Al secondo posto è emerso che i lavoratori danno sicuramente grandissima importanza alla retribuzione, o meglio al rapporto “sforzo/guadagno”, passatemi l’espressione!
Tra le variabili più importanti troviamo immediatamente dopo le precedenti citate, il livello di responsabilità e la possibilità di ottenere delle promozioni.

Come si fa ad essere felici al lavoro? [INFOGRAFICA]

Il vostro lavoro spacca?

La ricerca ha evidenziato dei risultati interessanti. Più del 26% dei rispondenti hanno dichiarato che il loro lavoro “spacca” e che non intendono cambiarlo, anzi vorrebbero crescere con lui. Al contrario il 7% sostiene che preferirebbe fare qualsiasi altra cosa, tranne il suo lavoro.
Questi risultati sicuramente introduco a diverse riflessioni.

Come si fa ad essere felici al lavoro? [INFOGRAFICA]

Anche il 66% ha dichiarato di essere felice del proprio lavoro, tuttavia il 70% ha anche ammesso che alla prima possibilità non esiterebbe a migrare verso offerte migliori e più redditizie.

Come si fa ad essere felici al lavoro? [INFOGRAFICA]

Parlami del tuo capo…

La maggior parte del campione, circa il 58%, ha speso delle parole estremamente positive nei riguardi del proprio capo o supervisore, mentre solo il 21% ha preferito stendere un velo pietoso!

Come si fa ad essere felici al lavoro? [INFOGRAFICA]
Come si fa ad essere felici al lavoro? [INFOGRAFICA]

Le foto surreali di Dariusz Klimczak [INTERVISTA]

Surreali e magnetiche, ecco i due aggettivi che meglio descrivono il lavoro del fotografo e freelance polacco Dariusz Klimczak. Le sue foto sono surreali, in bilico tra realtà e sogno, ed anche magnetiche. Le si può guardare a lungo, cogliendone l’essenza, ma non la totalità. C’è sempre un dettaglio che sfugge, un particolare che richiama alla memoria qualcosa che non è possibile definire con chiarezza. Nelle foto di Dariusz si ritrovano molte citazioni, una poetica complessa e con molte sfaccettature.

Per andare oltre l’estetica e portare alla luce il sotto testo nascosto abbiamo chiesto a Dariusz di rispondere ad alcune domande, raccontandosi per noi.

Per prima cosa, puoi raccontarci qualcosa di te?

Ho 45 anni, vivo con la mia famiglia sulla riviera Polacca, in campagna. Prima ero un pittore, un giornalista, suonavo la batteria in un gruppo rock e per almeno 10 anni mi sono dilettato con i fotomontaggi. Questa è la mia grande passione ed insieme una fonte di guardagno. In breve, sono un freelance.

Perchè hai deciso di dedicarti a fare “fotografie surreali”, restando così sul confine tra la fantasia e la realtà?

Ho cominciato a dedicarmi a questo quando la fotografia tradizionale ha cominciato ad annoiarmi. Quasi ogni uomo adulto scatta delle foto, anche dal telefono, ed è difficile trovare qualcosa di originale in questi panorami e ritratti amatoriali. Ho sempre avuto il forte desiderio di creare piuttosto che limitarmi a registrate la realtà, così ho iniziato ad usare la mia creatività combinando diverse foto e costruendo un universo basato su esse.

Quale è l’idea o il concept che sta alla base del tuo lavoro?

Ho provato a far raccontare una storia ai miei lavori, non limitandomi solo ad un cluster di elementi casuali ed irrilevanti. Spesso ricorro ai simboli per provocare gli spettatori a pensare, qualche volta anche a sorridere. Sono davvero contento quanto posso portarli dentro al mio mondo.

Nelle tue foto spesso si vede il deserto, case perse in mezzo al nulla e si coglie chiaramente l’idea del viaggio in diverse foto. Quali sono le ragioni dietro la scelta di queste location?

Mi piace lo spazio. Mi piace anche realizzare immagini semplici, per questo motivo raramente utilizzo molti elementi. Vivo vicino alle dune di sabbia, a poca distanza dal Mar Baltico che è per me un’incredibile fonte di ispirazione. Adoro anchela solitudine, fatta eccezione per le case e le figure umane perse nel panorama. Ad ogni modo, preferisco non analizzare il mio lavoro e lasciare questo compito allo spettatore.

Da fotografo, quale è la tua relazione con la tecnologia?

La tecnologia, se usata saggiamente può aiutare ogni artista. La mia avventura con la fotografia è cominciata in un tempo nel quale nessuno si era mai sognato un personal computer. Una volra ero contrario alla tecnologia digitale, fino a quando ho visto che i computer e i software appropriati possono essere uno strumento utile. Da anni lavoro con Photoshop, e sono molto felice di questo.

Live Tile Experiment: un’azione di guerrilla per lanciare Windows 8

Live Tile Experiment: un’azione di guerrilla per lanciare Windows 8

Malgrado sia in corso un’accusa di furto di proprietà intellettuale riguardante la nuova interfaccia utente utilizzata da Windows 8, Microsoft non ha interrotto la campagna di lancio realizzando un’azione di guerrilla marketing molto originale a Oslo.

Per realizzarla ha deciso di focalizzare la comunicazione sulle famose “piastrelle” del nuovo sistema operativo: le Live Tile.

Per chi non le conoscesse le Live Tile sono le nuove icone personalizzabili che definiscono l’interfaccia che caratterizza i nuovi prodotti della casa di Redmond e che offrono informazioni in tempo reale riguardo i contenuti di un’applicazione senza che sia necessario aprirla. Ad esempio permettono di leggere parti di e-mail, vedere foto prese da più servizi e altro ancora.

Live Tile Experiment: un’azione di guerrilla per lanciare Windows 8

Per comunicare in maniera originale questa che è la più importante innovazione degli ultimi prodotti Microsoft (tanto da avere portato ad un re-design mirato dei loghi Microsoft e  Windows) è stata realizzata un’azione di guerrilla marketing a Oslo.

Gli ignari pedoni della città norvegese si sono trovati di fronte ad una festa scatenata a base di electro rock. A separarli dal divertimento solo una Live Tile pronta ad essere “azionata”.

Vi ho incuriosito? Date un’occhiata al video qui sotto e tenetevi forte perché la faccia del ragazzo coinvolto non ha prezzo!!!

Malgrado l’idea decisamente originale e la soddisfazione di Silje Thoresen, Consumer Marketing Lead, di Microsoft Norway il video non ha ancora avuto la diffusione virale che era stata preventivata. Questo probabilmente è legato al buzz negativo che vuole questo video come un fake realizzato da stuntman professionisti.

E voi che idea vi siete fatti? Fake o realtà?

Nocciola Day: in arrivo gustosi eventi per i creativi della cucina! [EVENTO]

In autunno piovono Nocciole…
Eh si, l’Associazione Città della Nocciola, in sinergia con la Cooperativa Cuccagna e Food Revolution Milano, organizza due importanti eventi, imperdibili per chi ama il frutto della pianta che i romani regalavano per augurare felicità e fecondità (sic!).

 

Ma veniamo agli appuntamenti imminenti che ci attendono.
Innanzitutto si chiude il 30 novembre il contest riservato ai foodblogger creativi “maniaci” delle ricette curiose.

Le ricette che si intendono candidare al contest devono vedere le nocciole coinvolte in “piatti salati” (troppo facile associarle alla dolcezza..eh eh!) ed essere pubblicate nel proprio foodblog con il logo ufficiale del Nocciola Day ed il link del sito web dell’Associazione dedicato all’evento.

I piatti virtuali (usate foto, video e tutto ciò che vi viene in mente) e le indicazioni di come prepararli, inoltre, devono essere inviate via mail a nocciolaitaliana@gmail.com.

Le ricette saranno valutate da una giuria di esperti di cucina e di nocciola, e le cinque finaliste saranno invitate alla Cascina Cuccagna di Milano (via Cuccagna 2/4, ang. via Muratori). Ed ecco signori e signore il secondo evento di cui vi parlavamo.

Il 5 dicembre, infatti, a Milano si impara a conoscere le caratteristiche e il gusto della nocciola!

Durante la giornata dedicata alla degustazione della nocciola saranno gustati e valutati anche i cinque finalisti del contest.

Il vincitore verrà comunicato online su Facebook sulla fan page Nocciola Italiana e sul canale Twitter @Nocciolaitalia il 15 dicembre, giorno del Nocciola Day.

E udite, udite, il vincitore si aggiudicherà un week end per due in uno dei territori della Nocciola Italiana…se non si chiama passione questa!

Eh allora foodblogger amanti del mangiar bene scatenate la vostra creatività tra i fornelli e….se volete mandateci le prove in redazione…noi le nocciole le mangiamo molto volentieri!

Valve sta segretamente sviluppando una console?

Valve sta segretamente sviluppando una console?

Sappiatelo, per ora è solo un rumor. Di certo sappiamo solo che la notizia di una console sviluppata da Valve sta solleticando la fantasia di tutti i gamers.

Valve sta segretamente sviluppando una console?

La notizia, apparsa per la prima volta in un articolo sul sito The Verge, ha fatto presto il giro del mondo. Valve starebbe segretamente sviluppando Steam Box, una console in grado di fare la guerra anche a Microsoft e Sony, che monterebbe un processore Core i7, 8gb di RAM e una scheda grafica con chip nVidia.

La console avrebbe caratteristiche di connettività avanzate, con prese USB dedicate all’utilizzo di periferiche di altri produttori, da utilizzarsi per giochi o applicazioni specifiche. Lo stesso joypad disponibile “di serie” su Steam Box sarebbe smontabile e componibile a seconda del gioco a cui si vuole giocare.

Gli indizi sullo sviluppo della console sono concentrati proprio su questo speciale joypad – guardacaso – brevettato da Valve proprio l’anno scorso. A supporto della tesi che vorrebbe Steam Box in via di sviluppo ci sono anche alcune dichiarazioni delle alte sfere di Valve: uno dei co-fondatori, in una recente intervista, ha infatti ammesso “beh, se dovremo vendere hardware lo faremo“.
Valve sta segretamente sviluppando una console?

Sempre secondo altre supposizioni, Steam Box dovrebbe utilizzare il kernel di Linux per eseguire i propri applicativi. Dopo la notizia dello sbarco di Steam su Ubuntu, il cerchio pare chiudersi. I sistemi operativi Linux-based sembrerebbero infatti la giusta scelta per la console Valve, soprattutto perché si trattaterebbe di una soluzione già pronta e matura, utilizzabile senza dover sviluppare da zero un sistema operativo nuovo.

L’utilizzo del kernel di Linux rappresenterebbe secondo molti punti di vista la scelta migliore, nonostante alcuni dubbi permangano sul suo supporto hardware.

Valve sta segretamente sviluppando una console?
Se anche Valve dovesse entrare in corsa con Steam Box, la lotta nel settore delle console si farebbe sempre più accesa. Steam Box si aggiungerebbe infatti ad Ouya (Android based), alla AppleTV, alla Playstation di Sony e alla Xbox di Microsoft. Allora sì che ci sarà da divertirsi.

1 Caffè Onlus, il web a servizio del no profit

Gustato al bar, con gli amici o durante un incontro di lavoro, Il caffè sembra essere un’abitudine destinata a non tramontare mai.

Ecco perché 1 Caffè Onlus ha scelto questo nome, ricordando un gesto semplice che fa parte della quotidianità di molte persone, se non di tutti. L’obiettivo di 1 Caffè è quello di far conoscere piccole associazioni che hanno incontrato difficoltà nel reperire finanziamenti e che con qualche caffè possono fare la differenza.

Presentato in diversi eventi  in cui il tema riguardava i social networking e non solo – dalla Social Media Week di Torino, ai Tweetawards fino ad arrivare al Festival dell’Intelligenza Collettiva – e con un testimonial d’eccezione e al tempo stesso organizzatore del progetto Luca Argentero, andiamo a scoprire di cosa si tratta!

Da dove nasce l’idea di 1 Caffè Onlus?

L’idea del progetto nasce dalla riscoperta di una tradizione dei bar di Napoli, ovvero quella del “caffè sospeso”. Ogni volta che un cliente ordina un caffè sospeso vuol dire che ne paga due bevendone uno soltanto.

Non si tratta di una svista, ma di un’usanza che rende possibile a chi non può permetterselo di gustarsi il piacere di un caffè. Se successivamente qualcuno chiederà se sia disponibile un caffè sospeso, nel caso la risposta sia affermativa riceverà un caffè senza doverlo pagare.

Come partecipare a 1 Caffè Onlus?

Ogni giorno, 1 Caffè adotta un’associazione no-profit. Cosa vuol dire questo? Quotidianamente gli utenti che hanno registrato il proprio numero di cellulare su Bemoov potranno decidere se offrire un caffè o persino una colazione all’associazione del giorno, che verrà presentata sul sito dedicato al progetto.

 Un contest per gli appassionati di caffè

Legato al progetto esiste anche un contest 2.0. Luca Argentero, salutando gli igers di Instagram, spiega il motivo di questo contest ricordando la vasta quantità di foto riguardanti il caffè, dando un parere personale sull’utilizzo dei social e ponendo l’accento sulla creazione di community – in questo caso degli Instagramers. Le foto riguardanti il caffè pubblicate sui diversi social con l”hashtag #1caffe2013 potranno così essere selezionate per il Calendario 2013 dell’Associazione “1 Caffè Onlus”!

Tutte le novità di questa energica Onlus le potrete trovare sul blog oltre che sui principali social network:

Che dire, una miscela perfetta composta da un memento di aggregazione offline – come può essere bere un caffè in compagnia – unito all’utilizzo dei social network, ovvero interazione e scambio online.

A questo punto, vista anche l’ora, che ne direste di una pausa coffee? 😉

App of the Week: Scriptkit, un'app per creare app!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

 

 

Vorresti dar vita alla tua idea e vederla tramutata in un’app, ma non sai dove mettere le mani? Finalmente ora c’è Scriptkit, un’app di programmazione con funzionamento drag&drop per iPad, con cui strutturare nuove app in maniera funzionale e veloce!

Anche se non conosci i codici di programmazione, non devi temere perché con Scriptkit è davvero semplice e intuitiva, lo può fare chiunque, anche i meno esperti.

Ti basterà trascinare interi blocchi di funzionalità all’interno dello spazio di programmazione: sono parti o interi codici già testati e perfettamente funzionanti, ognuno dei quali aggiunge una sua funzionalità specifica alla tua app. Scriptkit è tanto semplice quanto geniale, perché ti permette anche di testare il prototipo a cui stai dando vita direttamente sul tablet che stai utilizzando.

Il touch viene sfruttato appieno, tramite un sistema di trascinamento drag&drop ben articolato. I pochi veri dati che devi inserire manualmente sono le misure dei pulsanti e delle finestre che appariranno all’interno dell’applicazione. Una interessante caratteristica di Scriptkit è quella per cui ogni app che crei può essere poi integrata con i principali social network, grazie a codici specifici già integrati nell’applicazione.

Scriptkit è disponibile per iPad su App Store ed è gratuita.

 

 

E tu, sei pronto a diventare un programmatore di app modello?

Silicon Valley: da pioniera ad esempio d'innovazione e qualità

Di certo non stupisce che la Silicon Valley, sita fra San Josè e San Francisco, sia l’area più favorevole dove progettare e crescere una StartUp. Ricca di business angels, venture capitalist, talenti dalla mente dinamica e innovativa e con un potere attrattivo a livello internazionale, la Silicon Valley da pioniera diventa l’esempio internazionale da seguire.

A confermare la notizia è StartUp Genome con un report sugli ecosistemi dell’innovazione intitolato “The StartUp revolution: The global rise of StartUp ecosystems and how they compare”.

Il report della StartUp californiana registra e compara i risultati ottenuti in questi anni da diverse aree sparse nel mondo dove fioriscono e crescono le StartUps; ispirato dalle teorie di Steve Blank è basato da dati provenienti da circa 50.000 nuove aziende registrate sullo StartUp Compass (un prodotto della stessa StartUp Genome), un utile strumento con il quale le nuove aziende possono registrare le loro performance e confrontarle con le altre StartUps.

Numerose le variabili studiate, tra le quali la facilità di trovare capitali di rischio, la dimensione dell’attività delle startup, la quantità di quest’ultime che raggiungono il successo, la velocità nell’adattarsi alle nuove tecnologie e la quantità di imprenditori che pensano in grande. In definitiva il report premia l’innovazione ma non solo, perché anche la qualità ha un suo peso.

Gli ecosistemi imprenditoriali delle varie aree sono messi a confronto tra loro e con l’esempio d’eccellenza: la Silicon Valley. Interessante è il fatto che non è solo il ranking raggiunto da questi territori a pesare sul report bensì anche le sottoclassifiche ad essa accodate che da area in area si differenziano sino al punto di creare delle zone particolarmente favorevoli per l’avvio d’una determinata attività imprenditoriale. Ad esempio: Tel Aviv, dove startup, talento e disponibilità di finanziamenti compensano alla mancanza d’innovazione e di differenziazione rispetto alla Silicon Valley, invece quest’ultime caratteristiche ai suoi antipodi, precisamente a Sidney trovano terreno fertile.

Altro esempio utile da poter estrapolare dal report è il confronto fra Singapore e Santiago: la prima ha il vantaggio di veder proliferare fondi e talento nel proprio territorio, la seconda si differenzia meglio dalla capolista statunitense e si ritrova una mentalità più agevole.

Il progetto fissa il punto della situazione mondiale sull’argomento startup, ipotizzando su dove e come le nuove iniziative imprenditoriali potranno fiorire in qualità ed innovazione.

Per quanto riguarda la scena europea solo Londra rientra nella Top 10 vantando un’ottima rete di supporto ed insieme a Berlino nella Tot 20. L’Italia, fanalino di coda con Milano che rientra solo nella Top 40.