Lumia vs iPhone, il commercial di Nokia anti Apple [VIDEO]

Think different” é lo storico pay off di casa Apple, filosofia da sempre abbinata a tutti i suoi prodotti e soprattutto alla comunicazione di ciascuno di essi. La divisione tedesca di Nokia, per promuovere il nuovo Lumia 920, proprio su questo stile comunicativo lancia un piccolo ed elegante attacco a Cupertino con “Time to #switch”.

Figure anonime tutte uguali, scure, attendono in fila. Alle loro spalle intravediamo manifesti minimali che ci fanno intuire subito di cosa si sta parlando: l’iPhone 5. Gli uomini in fila sono dunque seguaci Apple pronti ad acquistare il nuovo smartphone che tutti vogliono.

Proprio tutti no. L’atmosfera tetra e cupa e la musica malinconica spariscono all’istante quando arriva lui, l’eroe anticonvenzionale di questa storia, che arrivato al banco rivolge al commesso una domanda tanto semplice quanto sconvolgente per il contesto: “Non c’é colorato?“. Ed ecco che l’ambiente si popola di profili distinti, colorati, festanti e sorridenti.

Nokia va all’attacco di Apple e del suo nuovo device senza neppure nominare il brand o mostrare un logo. Il richiamo ad un’ambientazione fantascientifica é significativa ed eloquente: Apple é omologazione, Lumia é la scelta di colore per chi vuole un dispositivo potente e desidera distinguersi. L’era di Apple è finita, è tempo di cambiare (“switch”, appunto).

Decidere di usare una contrapposizione simbolica come quella tra il colore di Lumia e il bianco e nero di Apple può sembrare banale, e certo non sarà questo a convincere i consumatori ad aquistare il device Nokia a sfavore di iPhone, ma la scelta comunicativa è comunque interessante: nessuna comparazione tecnica, nessuna critica alle prestazioni dello smartphone o ai costi (come vediamo spesso, invece, nel caso delleterna sfida iOS-Android o Apple-Samsung); Nokia va dritta all’universo valoriale che ha fatto per gran parte il successo di Apple.

Dopo la campagna “The Next big thing” di Samsung, un altro colosso dell’elettronica e del mobile va dunque all’attacco della mela. E senza mezzi termini, o meglio, mezze tinte :-).

Che ne dite, vi piace questa mossa di Nokia?

StartCap, il tappo smart della prima bottiglia digitale!

StartCap, il tappo smart della prima bottiglia digitale!

StartCap nasce da un’idea semplice: far iniziare una festa! Strongbow Gold ha inventato il tappo intelligente che riesce a lanciare una serie di comandi al gesto di apertura della bottiglia.

StartCap, il tappo smart della prima bottiglia digitale!

Mai vista una bottiglia che da inizio alle danze? Questo tappo fa partire la puntina del Dj e la colonna sonora giusta della festa, scatena i fuochi d’artificio e gli effetti delle luci.

Fantascienza? No, è solo la magia dell’RFID, ovvero la tecnologia Radio Frequency IDentification che permette di identificare oggetti, animali o persone basandosi su dati memorizzati dai dispositivi elettronici (detti Tag) e interrogati a distanza da lettori.

Un vero ponte tra oggetti del mondo analogico e il mondo digitale dei dati. Questa è la struttura dello StartCap:

StartCap, il tappo smart della prima bottiglia digitale!

Per Strongbow Gold questo tappo rappresenta un’intera filosofia di marketing: una bottiglia che fa da fresh starter delle serate in modo insolito, la promessa di sorprendenti effetti speciali e il segnale di intenti per un intrattenimento fuori dagli schemi fin dal primo drink.

Guardate qui il video promo, “RFID starts the unexpected”!

L’azienda sta promuovendo StartCap con eventi ad hoc in giro per l’Europa ed ha creato un blog che racconta steb by step l’evoluzione dell’idea: dai primi prototipi dal design minimale, alla descrizione dettagliata del back end necessario per integrare la bottiglia smart con i pc e gli oggetti nell’ambiente.

StartCap, il tappo smart della prima bottiglia digitale!StartCap, il tappo smart della prima bottiglia digitale!StartCap, il tappo smart della prima bottiglia digitale!

Oltre il mix pubblicitario di Strongbow Gold, particolarmente innovativo e divertente per i consumatori, questo tipo di applicazioni dell’RFID è affascinante: l’integrazione tra dati del mondo sensibile e informazioni digitali apre la strada a tantissime innovazioni per prodotti e servizi.
Ecco alcuni esempi legati al contesto italiano: tracciabilità di prodotti food come olio e vino, identificazione di opere d’arte, etichette e biglietti “intelligenti”.

Dopo la bottiglia che scatena il Party aspettiamo fiduciosi le nuove sfide che il mix tra tecnologia RFID e marketing potrà proporci, gli ingredienti ci sono tutti e le aziende più creative sapranno sorprenderci.

Studio35Live: non perdetevi l'intervista a Fausto Mesolella [ESCLUSIVA]

Studio35Live torna questa settimana, con l’ultima esclusiva intervista, in vista purtroppo dell’ultima puntata che dopo tanti testimoni della musica indipendente, tra cui: Paolo benvegnù, 99 Posse, 2Pigeons, Baba Sissoko, Fluon, Bisca, Bud Spencer Blues Explosion e i The Sleeping Cell, vede protagonista Fausto Mesolella.

In vista della decima e ultima puntata che domani sarà pubblicata sul canale Youtube di Studio 35, scopriamo questo grande artista in un’intervista esclusiva.

Fausto Mesolella: chitarrista, arrangiatore, autore, produttore, è uno di quei personaggi che si possono definire artisti completi.

Un artista che prende come musa ispiratrice il Jazz che mescola con altri generi e con testi profondi che hanno l’abilità di andar a toccare le corde interiori in ognuno di noi.

Mesolella durante la sua carriera ha collaborato con tanti artisti, come: Gabriella Ferri, Nada, Andrea Bocelli, Gian Maria Testa, Gianna Nannini, Paolo Conte, Giorgio Conte, Paolo Belli, Samuele Bersani, Francesco Tricarico e tanti altri.

In occasione del live, Mesolella ha rilasciato questa esclusiva intervista con dichiarazioni importanti sull’evoluzione del mercato musicale e curiosità sul suo percorso artistico, sulla relazione col pubblico e con i nuovi media.

Interbrand pubblica la classifica dei migliori brand al mondo 2012

Interbrand è  una divisione aziendale di Omnicom Group Inc. che opera nella consulenza a livello globale. E’ specializzata in: brand strategy, brand analytics, brand valuation, corporate design, digital brand management, packaging design and naming.

Inizia la sua attività nel 1974, quando il mondo del marketing, ancora giovane e immaturo rispetto ai tempi odierni, parlava di brand come appellativo alternativo a “logo”. L’esperienza acquisita nel tempo ha permesso a questa azienda americana di divenire un colosso del settore e di scrivere capitoli nuovi e fondamentali sul brand management attribuendo proprio al marchio un ruolo fondamentale tra le funzioni aziendali.

Il valore del brand viene creato e gestito conferendogli una posizione centrale per gli obiettivi strategici del business. Interbrand ha una diffusione geografica globale e opera con sensibilità in più discipline, la massima espressione della sua esperienza nel campo della brand reputation è certamente la classifica dei 100 migliori brand dell’anno.

Una graduatoria attesa dai brand più forti del mondo, un appuntamento che cade proprio in questo periodo e su cui non potevate non essere aggiornati. I brand riportarti sono misurati in base al valore del marchio e nello specifico, si intende per “Valore economico del marchio”, il valore attuale netto (VAN, o NPV) dei flussi economici attesi dal brand in futuro, valutati sulla base di un tasso in grado di rifletterne anche il grado di rischio.

Le valutazioni che appaiono nella classifica dei brand a maggior valore economico, fanno riferimento alle condizioni di utilizzo attuali dei brand da parte degli attuali proprietari. Il marchio è “ un asset non tangibile” di enorme rilievo per le aziende e, spesso, a maggior valore economico. Lo studio ha l’obiettivo di illustrare come il branding abbia un impatto diretto sul valore creato per tutti gli stakeholder dell’impresa. 

E’ arrivato il momento di scoprire insieme a voi la classifica dei Best Global Brands 2012:

1° posto- Coca-cola (da ben 10 anni)

Il valore della marca si aggira intorno a 77,839 miliardi di $ (+8% rispetto allo scorso anno). Un marchio universalmente riconosciuto in tutto il mondo. Per alcuni a fare la differenza è il sapore, ma per milioni di persone, è il modo in cui Coca-Cola li fa sentire. Un brand in evoluzione costante. Coca-Cola è divertimento, libertà, e ristoro ovunque.

2° posto- Apple

+129% di crescita con un brand value pari a  76,568 miliardi di $.

3°posto- Ibm

Perde posizione invece la multinazionale leader del settore tecnologico, lo scorso anno ha conquistato il 2° posto, slitta quest’anno verso il basso di una posizione.  Cresce però il valore del marchio da 69,905 miliardi di $ di un anno fa a 75,532 per l’anno 2012.

4° posto- Google

Nonostante le critiche riguardo Google+,  Google non arresta la sua smania innovativa, come conferma il valore produttivo dell’ultimo anno.

5°posto- Microsoft

Scivola dall’ultima posizione del podio (che sempre podio è) per il 5° posto.

6° posto- General Electric

7° posto- Mc Donald’s

8° posto- Intel

9° posto- Samsung

10° posto- Toyota

Restiamo mediamente stabili perché la classifica non è profondamente diversa da quella degli anni precedenti. E’ significativa l’uscita di Disney che per anni ha mantenuto stabile la sua posizione.

E il primo brand italiano?

E’ al 38° posto (a sorpresa di pochi si tratta di un marchio di lusso).

Parliamo di Gucci, lo scorso anno al 39° posto: debole la salita ma il valore economico del brand tutto made in Italy è di 9,446 miliardi di $. Il punto di forza di Gucci è la sua capacità di incarnare magistralmente la quintessenza della desiderabilità italiana.

Per conoscere e analizzare l’intera classifica cliccare qui

I Tweet Awards 2012? lddio-centrici!

Si sono tenuti il 6 Ottobre presso il Teatro della Moda IED di Milano i Tweet Awards 2012, #TA12, l’evento più interessante in Italia legato al social network dei cinguettii.

Una bella occasione organizzata da Rudy Bandiera (che abbiamo avuto il piacere di intervistare solo pochi giorni fa), Riccardo Scandellari, Claudio Gagliardini, Davide Licordari, Stefano Forzoni, Luca Conti e sostenuta da importanti sponsor e media partner, utile per ‘vedere dal vivo’ tante persone incontrate e/o seguite sul web, per conoscersi e fare networking.

Protagonista assoluto dei #TA12 è stato l’immenso @lddio, vincitore di diversi riconoscimenti. Di seguito trovate tutti i premiati: seguiteli e non ve ne pentirete 😉

I Tweet Awards 2012 si sono rivelati dunque un’altra bella occasione per il popolo della rete, che di anno in anno è sempre più corposo e attivo nell’organizzazione di incontri e momenti di confronto. E questo non può che renderci felici!

Ancora una volta i complimenti a organizzatori, sponsor e partner dei #TA12: arrivederci all’anno prossimo!

Tutti i nuovi tool di social gifting, tra tendenze e opportunità per le aziende

Vi è mai capitato di guardare le vetrine di un negozio della grande distribuzione, innamorarvi di una t-shirt che farebbe impazzire una vostra amica che però – peccato, o beata lei! – abita a Londra? Cosa fare? Comprare la maglietta, prendere un aereo  e bussare alla sua porta di casa? Ma no, c’è ‘chi’ lo fa per voi: stiamo parlando del social gifting!

Che cos’è il social gifting?

Da tempo esistono piattaforme di servizi online che permettono alle persone di inviare regali in ogni parte del mondo. Il social gifting è molto semplice: un singolo (o un gruppo) utente può inviare qualcosa a un amico in maniera free (gratuitamente) o a pagamento attraverso i siti social. Stiamo parlando però di regali reali e non (solo) di gift card o premi.

L’uso del ‘regalo sociale’ non è nuovo: Facebook già da tempo utilizza proprio i regali per fidelizzare gli utenti ad alle sue applicazioni. Tuttavia, la pratica del social gifting sta diventando un vero e proprio fenomeno. I cool hunter lo identificano come la nuova tendenza dell’e-commerce!

Con siti come Groupon e Let’s Bonus! si è in effetti dato il via al social commerce, che consiste nel mettere l’utente acquirente al centro del processo di vendita, attraverso la condivisione della propria esperienza d’acquisto con altri.

Ma presto in molti hanno compreso che di ‘social’ questi siti hanno probabilmente poco. I processi 2.0 avvengono ‘al di fuori’ di queste piattaforme e del controllo di chi le gestisce, andandosi effettivamente a posizionare sui social network. Da qui l’intuizione di alcuni di partire proprio da questi per una rivoluzione del servizio.

Ci sono due macro-tipologie di approccio al social gifting:

  • l’utente invita gli amici a contribuire all’acquisto del regalo desiderato: si sfrutta così la propria rete sociale per ottenere ciò che si vuole
  • l’utente utilizza la piattaforma social (nella maggior parte dei casi Facebook… ma non solo) per inviare un regalo virtuale o reale ad un amico: in questo caso si utilizza i social media come mezzo per raggiungere un amico distante o sfrutta l’impulso momentaneo all’acquisto per un’altra persona.

I 3 attori in gioco nella ‘partita’ del social gifting

Consumatori

Per l’utente-consumatore che si tratti di gifting casuale (un utente invia sconti o regali casualmente) o significativo (il regalo da parte di un amico) non importa, il contatto friend-to-friend avverrà ugualmente. Il regalo è solo valore aggiunto!

Reitaler

I retailer stanno sfruttando al meglio questo megatrend dell’incrocio fra social gifting, mobile e social network. Le applicazioni di social gifting infatti generano traffico verso i loro store e brand e, inoltre, questo viene creato da un passaparola genuinamente friend-to-friend che non viene assolutamente forzato ad esistere.

Piattaforme

Si può trattare di un social network (Facebook o Twitter) o di una mobile app. Fornisce all’utente la lista contatti ai quale inviare i regali ed il mezzo attraverso cui avviene l’azione.

L’attività di social gifting risulta a volte essere molto più efficare rispetto alla vendita nei negozi reali, soprattutto per i più giovani, in quanto permette ai brand di non ‘svanire’ tra le centinaia di marchi che prestano la loro immagine a questi servizi, ma al contrario di mantenere la loro unicità ed originalità.

Questi possono tradursi in benefits per i brand che sfrutteranno il fenomeno:

  • maggiore engagement con i propri clienti: gli utenti amano i regali 🙂
  • acquisizione di nuovi consumer: la condivisione e la partecipazione sono fondamentali per tale azione
  • abbattimento dei costi: il word-of-mouth (gratuito) sostituisce in parte le logiche promozionali a pagamento

Alcuni tool di social gifting

Facebook ci ricorda ogni giorno il compleanno di qualche amico, vicino o lontano. Automaticamente scriviamo un messaggio d’auguri che postiamo poi sulla sua bacheca. Quello non sarà che uno dei tanti che riceverà in questo giorno speciale. Perché non fargli un regalo, invece? Oggi Facebook ed altre applicazioni vi aiutano a far diventare un semplice short message in qualcosa di speciale! Vediamo come, visto che esistono diversi tool di social gifting a disposizione!

  • Alcuni di questi servizi vi permettono di mettere la cifra che avete deciso insieme alle quote di altri utenti, per acquistare un regalo magari migliore e nettamente più costoso di quello che avreste acquistato da soli.  Si potrà così dire addio alle vecchie mail e telefonate per servivano ad amici e parenti per coordinarne l’acquisto!
  • Altri permettono semplicemente di spedire ad un amico un regalo reale (se decide di farlo diventare tale) in maniera gratuita o a pagamento, dando la possibilità all’utente che lo riceve il regalo di accettarlo o cambiarlo con qualcos’altro, in modo tale da evitare regali poco graditi!

#1 SocialGift.com

E’ il compleanno di un amico e non vi accontentate di un semplice augurio? Socialgift.com fa esattamente ciò che vi serve: con pochi passi create un account, scegliete il vostro regalo ed invitate gli amici a partecipare! Potete controllare la cifra raggiunta e se manca ancora qualche soldino, ditelo ad altri amici ed il gioco è fatto!  SocialGift, inoltre, vi dà anche la possibilità di interagire con chi avete invitato. Potrete ottenere così un present più grande, più bello e più significativo che rappresenterà tutti quelli che hanno contribuito all’acquisto: “It’s not just a gift, it’s a social gift”.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=rSurExcnf4s’]

#2 Wrapp

Wrapp è un’app di social gifting che gira su smartphone, tablet, pc. Permette agli utenti di Facebook – attraverso il loro profilo – di acquistare singolarmente (o collettivamente) un regalo per un amico, primo fra tutti un buono da 5 dollari da inviare a chiunque vogliate! Con oltre 20omila utenti registrati e oltre 50 catene della grande distribuzione che lo utilizzano, Wrapp piace alle aziende perchè abbatte i costi di promozione e i clienti, se soddisfatti, ritornano più volte. Secondo Rend Hoffman – co-founder di Linkedln – la piattaforma rappresenta il perfetto incontro tra tre entità: le gift card, i social network e il mondo mobile e diventerà nel prossimo futuro un esempio davvero interessante nel panorama del social gifting.

La start-up svedese ha già lanciato infatti la sua attività negli Usa e in altri paesi europei, attirando i finanziamenti del calibro di Starbucks e Best Buy. La famosa catena di caffetterie infatti prevede che i suoi introiti subiranno un balzo del 20% derivanti dalle sole attività di social gifting. Presto potremo vederlo in azione anche in Italia.

#3 Facebook Gift

Da quando il social gifting si sta affermando come nuovo social trend, anche Facebook ha voluto dire la sua in proposito. Come? Prima attraverso l’acquisto della start-up Karma nel maggio 2012 – Karma è un’applicazione mobile per il social gifting – e poi attraverso il lancio di Facebook Gift. Il colosso dei social network sta ovviamente già stringendo accordi commerciali con i più famosi brand – come Sephora e H&M – e realizzando un’app mobile.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=202-k33Qzno’]

Ma come funziona? Come già scritto, Facebook ci ricorda quotidianamente i compleanni e gli eventi importanti dei nostri amici. Se a questo aggiungiamo che la maggior parte delle applicazioni sul social network per aumentare la loro visibilità e l’engagement dei propri utenti utilizzano regali con impliciti inviti all’utilizzo e che questi vengono inviati ogni giorno sulle bacheche di milioni di utenti, otteniamo la formula magica di Facebook Gift!

Un utente potrà inviare un regalo reale ad un amico registrato su Facebook attraverso l’applicazione. Il Gift apparirà sulla bacheca del vostro amico, accompagnato da uno short message. In pochi e semplici passi l’utente che riceve il regalo sarà in grado di scegliere colore, taglia o cambiare completamente articolo, o addirittura rifiutare il regalo. Il Gift apparirà sulla bacheca del vostro amico, accompagnato dallo short message.

Il servizio non è ancora disponibile in Italia, ma lo sarà a breve. Gift è importante per 3 motivi:

  • è uno dei primi passi di Facebook verso il social commerce;
  • considerabile come un grande ritorno economico per il social stesso e per le aziende coinvolte nel progetto;
  • apre la strada a Facebook nel mondo del mobile per un uso più massiccio delle sue applicazioni.

# 4 Giftee

Giftee è la risposta giapponese alle applicazioni americane ed europee di social gifting. “Send a small thank you” recita il claim del servizio online che permette di inviare un piccolo regalo di ringraziamento tramite Twitter. E’ possibile scegliere tra buoni per gelati, the e altri piccoli pensieri che il sito mette a disposizione degli utenti – ai vostri amici.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=wIL-N_pVq8c’]

Ninja, avete provato uno di questi servizi? Ma soprattutto acquistereste in questo modo il prossimo regalo per vostra suocera? 🙂

Adidas e il ritorno di Derrick Rose [Viral Video]

28 aprile 2012, 4° quarto, 1.17 dalla fine di Gara 1 del primo turno dei Playoff Nba contro i Philadelphia 76. Derrick Rose giace al suolo dopo un arresto e tiro dei suoi, cala il gelo nello United Center e i tifosi dei Chicago Bulls temono il peggio. Il dramma si materializza: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, niente più playoff per Rose, Bulls perdono la serie, il fenomeno del South Side di Chicago perderà anche le Olimpiadi e la medaglia d’oro di Londra.

Una dura botta anche per Adidas che da qualche anno ha scelto il più giovane MVP Nba di sempre come uno dei testimonial per la linea performance e come spokesperson del mondo Basketball. A distanza di mesi la casa tedesca realizza uno spot tv in onda nelle reti statunitensi che mostra come tutta Chicago si sia fermata in attesa del fenomeno di casa e annuncia il ritorno del campione.

Non si è arreso D Rose, si è operato ed è pronto a tornare. Adidas lo ha aspettato, come sono in attesa tutti i suoi tifosi e lancia una campagna teasing ad un mese dall’inizio della stagione NBA. L’iniziativa si chiama #thereturn volta a celebrare il ritorno del fenomeno Rose che si prospetta per Marzo o Aprile. Oltre al tv commercial sono previsti una serie di video che raccontano il cammino verso il rientro, il dolore della fisioterapia e della riabilitazione, il sudore degli allenamenti e la voglia di tornare più forti di prima

Adidas riesce a trasformare un avvenimento che avrebbe potuto ledere la forza del suo testimonial in una vera campagna di marketing, raccontando una storia avvincente e credendo ancora nel fenomeno di casa Chicago. Attendiamo trepidanti le gesta di Rose curiosi di vedere se sarà in grado di dimostrare ancora il suo valore e magari anche di ripagare la fiducia di Adidas.

5 extra years: no-profit Nike per i piccoli clienti [VIDEO]

Cosa faresti se avessi 5 anni in più da vivere? Domanda inusuale, che richiede riflessioni, idee chiare, difficile da rispondere soprattutto se a farlo sono dei bambini, la cui percezione del tempo è acerba, ingenua, chiaramente distorta.

Le risposte sono tra le più variegate e innovative, ma perché chiedere una proiezione dei prossimi cinque anni ad un bambino? Nike affronta un delicatissimo tema con questo video di denuncia nel cui finale viene rivelato il perché dell’insolita domanda e la mission del video stesso: “Per la prima volta nella storia, le ultime generazioni hanno una probabilità di morire 5 anni prima rispetto ai propri genitori, ridiamo loro indietro questi 5 anni”

La campagna di socializzazione si chiama “Designed to move” e si pone come obiettivo quello di denunciare l’inattività fisica delle nuove generazioni e portare alla luce questo fenomeno che rischia di essere sottovalutato, ma che in realtà è pericoloso per l’infanzia dei bambini.

Le conseguenze dell’inattività variano dall’obesità alla mancanza di un organismo forte e che difenda dalle malattie fino a ripercussioni durante la fase adulta a causa di un corpo più cagionevole e che necessita cure più frequenti.

Il video è un promo che rimanda al sito designedtomove.org all’interno del quale è possibile trovare ulteriori informazioni sul fenomeno e consigli su come ristabilire la sana abitudine di fare sport considerandolo come parte integrante della propria giornata.

Numerosi gli enti che contribuiscono a questa iniziativa e tanti i nomi famosi che hanno dato un contributo alla realizzazione del ‘Designed to Move’ manifesto: Bill Clinton su tutti, Charlie Danson Vice presidente Nike e Tim Shriver Ceo di Special Olympics.

Imparare a scrivere un business plan efficace? Il Timmons Model è la soluzione [HOW TO]

Come già detto in precedenza, il business plan è uno degli strumenti essenziali per la definizione del proprio business. Ma cos’è? Molti sostengono che si tratti di un documento da presentare ai potenziali investitori allo scopo di reperire fondi, ma non si limita solo a questo.

Come scrivere un business plan efficace. Ecco uno schema di base [HOW TO]
Un business plan serve in prima persona all’imprenditore o manager per valutare opportunamente la fattibilità del business e successivamente per sottoporlo ai potenziali investitori. Bisogna costruire delle robuste fondamenta prima di edificare un palazzo!
Un utile modello da poter applicare per costruire un business plan efficace è quello proposto dal Prof. Jeffry A. Timmons , qui riportato come un indice da seguire:

a) Executive summary

E’ la prima parte del business plan che viene letta ma l’ultima che va scritta, rappresenta una delle sezioni critiche del documento in quanto si tratta di riassumere in una pagina tutti gli argomenti trattati nel documento in modo esaustivo ed accattivante. Deve colpire e interessare alla prima lettura!

b) Analisi del mercato

Prevede una descrizione del proprio mercato di riferimento ( in termini di dimensione, crescita, principali players, trends e i segmenti individuabili al suo interno ) e dei clienti a cui si rivolge il proprio concept ( definendone la numerosità, le caratteristiche socio-demografiche e psicografiche).

 Come scrivere un business plan efficace. Ecco uno schema di base [HOW TO]

c) La concorrenza

Si tratta di analizzare dettagliatamente chi sono i concorrenti distinguendo tra diretti e indiretti. In questa fase del business plan è utile costruire una matrice per confrontare le caratteristiche della propria idea con l’offerta della concorrenza mettendo in risalto i propri punti di forza.

d) L’azienda

Questa parte prevede di descrivere l’azienda focalizzandosi su mission, vision e la strategiadi entrata e di crescita/sviluppo nel mercato, specificando l’area geografica, i canali e i vantaggi ti tali scelte.

e) Piano di marketing

In questa sezione vanno inserite:

  • la strategia per raggiungere e coinvolgere i clienti target
  • la descrizione del prodotto focalizzandosi sulle caratteristiche che ne favoriranno l’acquisto.
  • le strategie di pricing stabilendo il prezzo di vendita, l’importante è motivare e giustificare la scelta fatta!
  • la descrizione del processo distributivo
  • le strategie di comunicazione, promozione e pubblicità
  • le previsioni di vendita da 3 a 5 anni

Come scrivere un business plan efficace. Ecco uno schema di base [HOW TO]

f) Piano operativo

Il fulcro di questa sezione è individuare e descrivere le attività che costituiscono il ciclo di produzione, specificando quali siano gli input del processo produttivo, quanto tempo necessita per terminare un ciclo e quando i clienti comprano e pagano il prodotto. Inoltre è utile descrivere le strutture, gli impianti e i macchinari che saranno impiegati.

g) Piano di sviluppo

Con il piano di sviluppo bisogna mettere in risalto ed evidenziare le principali tappe del processo di sviluppo del concept, cioè in che modo e in quanto tempo si prevede di trasformare l’idea in qualcosa di concreto, capace di generare ricavi. Risulta essenziale inserire una timeline grafica che consenta una rapida lettura e comprensione.

Come scrivere un business plan efficace. Ecco uno schema di base [HOW TO]

h) Il team

Si tratta di presentare il team che gestirà il business, vanno quindi specificati dettagliatamente i ruoli assunti dai singoli e le rispettive responsabilità. Per aumentare la credibilità del team è opportuno inserire una breve biografia di ciascuno dei membri evidenziando in che modo riescano a conferire un valore aggiunto al business.

i) Rischiosità critiche

Per aumentare l’efficacia del business plan vanno individuati e studiati quali possono essere i maggiori rischi per il successo della business idea. Una volta compresi, bisogna proporre delle soluzioni concrete per la loro risoluzione qualora si manifestino.
Le principali rischiosità potrebbero essere ricondotte a:

  • una diversa risposta del mercato da quella prevista
  • problemi nel processo di distribuzione
  • aumento dei costi e dei tempi necessari per la realizzazione del business
  • problematiche di tipo legale e burocratico

l) L’offerta

Questa è la parte dove bisogna quantificare economicamente il valore del business e indicare la quantità di fondi necessari per la sua realizzazione. E’ opportuno dividere i fondi necessari in quantità già disponibile e quantità da richiedere ai finanziatori, specificandone il futuro impiego.

m) Piano finanziario

Si può costruire rispetto un orizzonte temporale che va dai 3 ai 5 anni e comprende:

  • una previsione dei ricavi dettagliata anno per anno
  • un prospetto del cash flow sia sintetico che dettagliato anno per anno
  • una previsione di bilancio d’esercizio

Come scrivere un business plan efficace. Ecco uno schema di base [HOW TO]

App of the Week: iWaitHer, calcola il tempo "perso" in amore!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Arrivi puntualissimo sotto casa sua ed inizia l’attesa straziante prima che la tua fidanzata scenda di casa? Non disperare, ora c’è iWaitHer in tuo aiuto!

iWaitHer è la nuovissima e semplicissima app che ti aiuterà, in maniera ironica e divertente, a calcolare per quanto tempo hai aspettato la tua ragazzo sotto il portone di casa sua, in macchina ad annoiarti a morte da solo nella tua auto o in sella alla tua moto!

Basta far partire il timer dell’applicazione dal momento in cui le chiedi di scendere di casa e stopparlo nell’agognato momento in cui la vedi uscire di casa, quasi fosse un miraggio. Una volta partito il tempo, l’app ti chiederà il nome della tua ragazza ed il suo numero di telefono.

In più, iWaitHer registra tutti i tempi di attesa e ne calcola una media, mostrando anche qual è stata l’attesa massima raggiunta ed il totale dei minuti (direi anche ore, nei casi peggiori anche giorni) passati aspettandola. Un modo veramente efficace per capire quanto tempo “perdi” e continuerai a perdere per colpa dell’amore!

L’app offre la possibilità di inviare direttamente un SMS alla fidanzata che è ancora chiusa in bagno a truccarsi, avvisandola del tempo già passato sotto casa ad attendere.

Ma ancor più divertente è la funzione di condivisione dei tuoi tempi di attesa su Facebook e Twitter, in modo da rivelare pubblicamente ed in modo inconfutabile il suo detestabile ritardo.

Care ragazze ritardatarie, non provate più a lamentarvi se il vostro ragazzo fa 5 minuti di ritardo ad un appuntamento…perché con iWaitHer potranno rinfacciarvi tutti i minuti e le ore di attesa passate nella morsa del tedio interminabile.

A meno che non usiate anche voi iWaitHer con il vostro Lui, che è più ritardatario di voi: in tal caso sarebbe una “lotta all’ultimo minuto”, su chi attende di più.

Di seguito un simpatico video realizzato dagli sviluppatori di iWaitHer:[yframe url=’www.youtube.com/watch?v=SYBCK24KFPM&noredirect=1′]

L’app è disponibile su AppStore al costo di € 0,79 ed è compatibile con iPhone, iPod Touch e iPad.