App of the Week: Haiku Deck presentazioni spettacolari con iPad!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Haiku Deck è l’app innovativa che permette di dar vita a presentazioni eleganti ed originali, con il tuo iPad! Ed è davvero semplice da usare!

Innanzitutto occorre scegliere uno stile per il tuo slide show, fra i tanti che l’app propone. Puoi anche modificarlo, selezionando font, importando immagini di sfondo (con la possibilità di selezionarle da una galleria in alta qualità di foto con licenza Creative Commons, o direttamente dal rullino dell’iPad, da Picasa, Flickr, Instagram, Facebook, etc.). Esistono anche moltissimi filtri per dare alla tua presentazione lo stile che più preferisci!

Ogni singola diapositiva è modificabile, in modo da poter creare slide show unici nel loro genere. Dopo che hai strutturato l’intera presentazione, Haiku Deck ti da la possibilità di condividerla con colleghi e amici via e-mail, su Twitter, su Facebook, etc. C’è anche la possibilità di proiettare la presentazione con un proiettore, o di caricarla sul web mandandola in slide show. Ma c’è di più: la puoi salvare come file PDF o esportarlo come presentazione per PowerPoint, oltre che trasferirle sul tuo pc o sullo smartphone.

Haiku Deck ha un’infinita varietà di utilizzi: potrai raffigurare un’idea o un concetto, stilare schemi e report lavorativi, esprimere il proprio punto di vista su un qualsiasi argomento in modo veramente “cool”, insegnare qualcosa, raccontare una storia, etc. Insomma, ci puoi fare davvero tutto! E tutto questo grazie a semplicissimi tap sullo schermo.

Di seguito, un video esplicativo sul suo funzionamento.

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Haiku Deck è disponibile per iOS (iPad) sull’App Store, ed è gratis!

 

 

 

Creare presentazioni sull’iPad non è mai stato così semplice…e divertente!

Startup Plays. In Canada nasce il primo incubatore virtuale per startup

Gli incubatori sono generalmente considerati come dei luoghi fisici dove l’apporto congiunto di mentor specializzati, la condivisione dei saperi tra i team incubati e tutta una serie di risorse e servizi a sostegno delle startup, mirano a supportare le idee di impresa attraverso le fasi di sviluppo e ingresso sul mercato. Luoghi come Y-Combinator, 500Startups per gli Stati Uniti e H-Farm o Enlabs per l’Italia suoneranno molto familiari ai nostri lettori. Nel caso di Startup Plays però esistono tutte le condizioni, meno una, affinchè si possa parlare di incubatore: lo spazio fisico.
Approfondiamo il tema con Guido Giordano, ex Business Analyst di Enlabs e attuale Business Analyst per Mercury Grove, il quale si occupa di spingere l’incubatore fuori dai confini canadesi.

Che cos’è e come funziona startuplays?

Startupplays, fondata da Scott Annan, nasce per rendere la vita degli imprenditori più facile. In questi ultimi tempi, soprattutto nel mondo delle startup, si sta assistendo ad una proliferazione di letteratura e di teoria sul come fare business con la conseguenza che ogni giorno ci sono nuovi libri su come usare i social media o su come leggere le proprie metriche. Purtroppo pero la verità e la seguente: gli imprenditori non hanno tempo per leggere tutti questi libri ed inoltre la maggior parte di essi sono pieni di inutili suggerimenti teorici perlopiù forniti da accademici o pseudo giornalisti che non hanno nessun tipo di esperienza sul campo. Startupplays risolve proprio questo problema. Noi offriamo guide complete (step by step) per la realizzazione di determinati task trascurando l’inutile “fuffa”. Le nostre guide sono realizzate da imprenditori per imprenditori e racchiudono al loro interno non solo il procedimento ma anche le risorse necessarie per completare la task. Le guide sono offerte completamente online su una piattaforma collaborativa in modo tale che tutti i membri del team possano avere accesso alla guida.

Quali sono i vantaggi per gli iscritti?

Iscriversi a startupplays offre due vantaggi: il primo riguarda la possibilità di avere accesso ai singoli plays a prezzi ridotti, il secondo permette l’accesso alla community. I membri della community possono interagire tra di loro rispondendo a domande e scambiandosi risorse. Ad ogni interazione viene assegnato un punteggio, i punti possono essere utilizzati per colloqui diretti con i nostri mentor. Questo fa si che da ogni parte del mondo le startup possano avere accesso a mentor altrimenti inaccessibili.

Quali sono i vantaggi rispetto ad un incubatore classico?

Questa domanda è molto difficile per me in quanto oltre ad occuparmi direttamente della gestione del programma di incubazione di MercuryGrove che e la società madre di startupplays sono stato tra coloro che hanno collaborato alla nascita di Enlabs a Roma. Il vantaggio fondamentale risiede nel non dover dar via il proprio equity e nella possibilità di avere accesso ad una selezione di mentor molto più ampia di qualsiasi altro incubatore fisico, inoltre non sei costretto a spostarti fisicamente da un luogo ad un altro.

Quali sono i motivi che dovrebbero spingere uno startupper ad usufruire del servizio?

Se si vuole avere accesso ai trucchi del mestiere ed a mentor internazionali Startupplays e l’unico posto dove puoi trovare tutto questo.

Quali sono gli sviluppi previsti?

Abbiamo appena l’anciato Accel.io che fondamentalmente ha la stessa filosofia di Startupplays ma questa volta è rivolto a tutte le tipologie di business e non soltanto alle startup. Questo significa che su accel.io ci saranno delle guide del tipo: come costituire la propria società, come mantenere i libri contabili etc. Altra novità è quella che riguarda la creazione di plays da parte degli utenti. Questo significa che chiunque può andare su uno dei due siti e costruire la propria guida nel settore di sua competenza. La guida sarà poi disponibile a tutti gli utenti e l’autore percepirà i compensi ogni volta che essa viene venduta. Inoltre per chiunque sia interessato c’è la possibilità di utilizzare la nostra piattaforma con la formula del withe lable, ovvero tutti possono aprire il proprio sito rivendendo i nostri contenuti o i contenuti di propria creazione utilizzando la nostra piattaforma. Questa penso che sia un ottima opportunità per chiunque sia interessato ad esportare staupplays in Italia.

Webby Awards 2013: Si aprono le iscrizioni alla diciassettesima edizione! [EVENTO]

Webby Awards 2013

Anche quest’anno torna l’appuntamento con i Webby Awards, e poi come ogni anno le novità non mancano!

Il premio internazionale che celebra l’eccellenza su Internet sin dall’oramai lontano 1996 organizzato l’Accademia Internazionale delle Arti Digitali e delle Scienze (IADAS), infatti, non è mai uguale a se stesso ed apre le candidature per l’edizione di quest’anno!

Le novità della diciassettesima edizione!

In questa edizione 2013, due le novità fondamentali:

1. Si amplia la rosa dei giudici.
L’IADAS è un melting pot di personalità variegate che racchiude al suo interno personalità creative di grande nota, come: il musicista David Bowie, il co-fondatore di Twitter, Biz Stone, il co-fondatore di Instagram Kevin Systrom, il direttore creativo esecutivo di Google Lab e da quest’anno anche David Karp, fondatore di Tumblr e Damien Kulash, cantante dei OkGO.

2. Si evolve anche in termini di categorie.
Da sempre i Webby Awards onorano il meglio del Web e i Social in generale. Quest’anno oltre alle usuali categorie: Siti Web, Interactive Advertising, Online Film & Video, Mobile & Apps, e Social; ancora più scelta tra le sottocategorie per Social ed Interactive Advertising, proprio per aumentare il loro valore e coprirne meglio l’intera gamma di contenuto.

Candidati: fino al 26 ottobre c’è l’Early Booking!

E ora che abbiamo fatto il ripassino e dato una sbirciatina alle novità, arriviamo alle cose veramente essenziali.

L’iscrizione anticipata che permette di iscriversi con un prezzo speciale scontato, scade il 26 Ottobre!

Come fare a candidarsi? Qui tutti i dettagli sulle modalità e sui prezzi!

Nell’attesa, guardatevi qualche highlights dell’anno scorso.

Il prossimo a pronunciare il famoso discorso di 5 parole… potresti essere tu! Che aspetti?!

Nexus 7, pregi e difetti del tablet Google & Asus [RECENSIONE]

nexus7

Il suo nome è Nexus 7, ed è il nuovo tablet realizzato da Google e Asus, il 7 pollici che probabilmente convertirà anche i più restii all’uso dei tablet.

Ebbene si, perchè uno dei punti di forza di questo nuovo dispositivo è appunto il suo prezzo di soli 249€ per il modello da 16GB (memoria non espandibile), che in accoppiata alle sua  performance sul campo lo renderanno molto competitivo.

Visto da vicino

Sottile, leggero e portatile, questo per permettervi di portarlo con voi ovunque siate, sia nella valigia che nella tasca della giacca. La sua dimensione di 7 pollici infatti permette di tenerlo comodamente con una mano ed di averlo sempre a disposizione senza troppi “apri la custodia-togli-metti-chiudi” ecc..

Su una superficie di 7 pollici, la qualità dello schermo fa la differenza, e Google lo sa bene, quindi come non inserire un luminoso schermo in alta risoluzione da 1280×800? Ecco quindi che con i suoi più di 1 milione di pixel la lettura risulterà più gradevole e il gaming fluido e dinamico

 nexus7

Prima di introdurre la prossima analisi, è bene ricordare che questo terminale (purtroppo) è esente dal modulo 3G, e per questo, secondo il mio parere, perde in portabilità in quanto senza connessione dati diversi vantaggi di un tablet decadono.

Detto ciò, passiamo a quella che viene considerata la pecca di tanti competitors, che molto spesso ne fa decadere le prestazioni, e di conseguenza la scelta. Stiamo parlando della batteria. Come già accennato prima, la mancanza di un modulo 3G va sicuramente a favore della durata. Quindi attiviamo la nostra antenna Wifi e vediamo due numeri: con un utilizzo poco intenso, ma a tutto campo, quindi dalla navigazione internet, alle e-mail in push, qualche sbirciata ai social network, e con qualche partita ai nostri game preferiti, abbiamo una durata di circa 48h. Mentre con un utilizzo più intenso arriviamo a coprire le 24h. Non dimenticate però che abbiamo la connessione wifi sempre attiva con notifiche in push.

 nexus7

Per quanto riguarda il software, su questo dispositivo abbiamo montato chiaramente Android, precisamente l’ultima versione, la 4.1 Jelly Bean. Grazie a un processore quad-core, abbiamo un’esperienza d’uso molto fluida e un’ottima gestione del multitasking.

Neanche a dirlo, una perfetta sincronizzazione con tutti i servizi Google, dai libri, ai calendari alle nostre news preferite, il meglio di Google in un unico dispositivo. A disposizione le oltre 600.000 applicazioni presenti su Google Play, e anche la nuova Google Now, che ci comunicherà tutte le informazioni più utili nel momento giusto, come informazioni meteo e traffico prima di uscire di casa al mattino, l’arrivo del prossimo treno, o i risultati della tua squadra preferita, tutto automaticamente nel momento più opportuno.

E la fotocamera? ecco…la fotocamera c’è, o meglio, è solamente frontale da 1,2 megapixel, quindi niente funzione Fotocamera, ma solo per un utilizzo “produttivo”.

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Veniamo alle conclusioni

Sicuramente qualche mancanza  il Nexus 7 ce l’ha (vedi quella del modulo 3G, o  di una fotocamera posteriore), ma sicuramente è un prodotto che vale il suo prezzo. Potrebbe diventare l’alleato di molti Business man che per un motivo o per l’altro non puntano a un iPad, o a un futuro iPad Mini.

Se dal lato Apple, il confronto non c’è in quanto sono due prodotti differenti, per Amazon questo nuovo prodotto di casa Google porterà parecchie noie, in quanto sia il Kindle Fire che il Nexus 7 condividono i 7″ di schermo ma il primo nasce inevitabilmente come dispositivo di lettura, adattato alla multimedialità e montando un OS Android personalizzato da Amazon, per gli aggiornamenti bisognerà attendere molto più tempo rispetto al classico Jelly Bean di Nexus.

Dalla sua però il Kindle Fire ha una migliore connettività grazie a delle antenne Wifi e Bluetooth migliori.

Lasciamo a voi quindi l’ultima parola, ricordandovi che il dispositivo di casa Amazon è acquistabile solo via web al sito del produttore, mentre il Nexus7 sarà disponibile anche nei retail.

Blind Barber HP

Negli USA anche un barbiere riesce a fare branding con Internet

Vorrei analizzare con voi due esempi di come attività molto diverse tra loro possono essere accomunate dallo stesso obiettivo: fare branding e creare ritorno nel mondo offline. I casi presi in questione sono assolutamente distanti. Nel primo caso un attività di barber-shop (comunemente detti barbieri), nel secondo caso analizziamo il caso della polizia di Milwaukee.

Emblematico come in quest’ultimo caso non si abbia timore ad esporre ai propri utenti ad esempio la lista dei maggiori ricercati. Sono informazioni che anche in Italia dovrebbero essere pubbliche e di facile accesso, ma così non è.

Blind Barber

Negli USA anche un barbiere riesce a fare branding con Internet

Blind Barber HP

Guardando lavori come http://blindbarber.com sono sempre più convinto come il nostro lavoro possa aiutare qualsiasi business ad emergere e creare hype intorno al proprio brand. E’ il caso di questo lavoro fatto per “Blind Barber” un’attività da semplice barbiere in due location di valore: NYC e Los Angeles.

A parte la realizzazione del sito, molto ben fatta e moderna sono i contenuti che creano valore al progetto di comunicazione. Partendo dalle foto si è scelta una comunicazione che guarda al gusto retrò. Ma non basta.
Il progetto mira a coinvolgere il proprio target con un account Twitter sempre aggiornato, un piccolo e-commerce e soprattutto le news.
In questa sezione vediamo come il progetto prende forma con post che riguardano il mondo fashion ed eventi. I barbieri in questione documentano la loro vita fatta non solo di lavoro e pettinature, ma anche di vita mondana per fare network.

Questo sito a livello di innovazione tecnologica non brilla particolarmente perché non adotta markup html5 o tecniche responsive. A livello di rendering lato browser è invece veloce e gli script js non intralciano la normale navigazione. Il sito non è valido W3C su standard html5. Peccato che non vengano usati tag semantici.

Milwaukee Police

Negli USA anche un barbiere riesce a fare branding con Internet

Le statistiche sulle armi confiscate

Il secondo caso è ancora più emblematico, con un’attività che orbita intorno alla sicurezza pubblica e a temi molto delicati.
Sul sito ufficiale della polizia di Milwaukee possiamo innanzitutto apprezzare la qualità grafica e di esecuzione tecnica del sito. Grafica curatissima, uso sapiente di javascript con effetti di scroll e una velocità nel browser davvero ineccepibile.

Ma ancora più incredibile è il tipo di comunicazione che viene fatta. Dalle news aggiornatissime sulle attività concluse e in corso, alla lista (come detto in apertura) dei “Most wanted” fino ad arrivare alle statistiche dove troneggia un “1969 armi confiscate”! Addirittura c’è una sezione riferita agli eroi, ossia agenti che si sono particolarme distinti per il loro coraggio.

Neanche questo sito brilla di innovazione lato semantico e di tecniche responsive. In compenso ha pochi errori di validazione (appena 5) e con poco sforzo potrebbe essere valido W3C. Molto belle invece le tecniche di parallax scroll tramite javascript soprattutto nella sezione Statistiche.

Negli USA anche un barbiere riesce a fare branding con Internet

La lista dei ricercati

Sicuramente possiamo obiettare che questo tipo di comunicazione è puramente “americano”, dove tutto è show. In parte è vero, in parte c’è da dire che il nostro lavoro di professionisti del web deve avere come obiettivo quello di informare in modo chiaro e d’impatto. Se questo sito serve solo a far capire ai cittadini le varie attività che la polizia riesce a compiere durante l’anno lo sforzo sarà ricompensato.
Se poi riusciamo a farlo in modo elegante e tecnicamente ineccepibile ancora meglio!

Come i social media cambiano il nostro modo di conoscere il cinema [INFOGRAFICA]

Il cinema non è un social media, ma da sempre è un mezzo con una forte connotazione sociale. Se la televisione è pensata per un uso privato, la fruizione cinematografica nasce come spettacolo collettivo, proprio come il teatro. Guardare un film è un’esperienza non interattiva e che può svolgersi anche in privato, eppure nonostante questo i cinema sono ancora pieni; perchè è bello fruire del cinema insieme, perchè stimola il confronto e la discussione, genera riti e tormentoni, funziona sul passaparola.

Con l’avvento dei social media il cinema ha ampliato la sua dimensione sociale. Oggi un film può essere portato dalle stelle alle stalle (e viceversa) in poche ore dal word of mouth su Twitter. Questo ha influito sulle strategie di marketing delle case di produzione, che usano sapientemente i social per creare attesa, lanciare e poi continuare a sospingere i film in uscita.

Le strategie più comuni comprendono campagne teaser virali, apertura di pagine Facebook dedicate ricche di contenuti interessanti, apertura di account Twitter ispirati ai personaggi, ecc. Consideriamo la strategia adottata da un blockbuster uscito quest’anno, The Amazing Spider-Man. Molti mesi prima dell’uscita del film e quando ancora nessuna informazione era nota,  furono diffuse in rete immagini di murales a forma di ragno realizzati in varie aree industriali dismesse degli USA.  Poi vennero distribuiti degli “zainetti di Peter Parker” contenenti vari oggetti che stimolarono curiosità e ipotesi su trama e personaggi.

L’hype così generato è stato prontamente raccolto dalla pagina Facebook. Il film è uscito a Luglio 2012, ma la pagina è tuttora attiva, conta quasi 2 milioni e mezzo di fan e posta regolarmente curiosità sul film (e sull’Uomo Ragno in generale), contenuti esclusivi (immagini di backstage, curiosità sul making of, immagini d’archivio) etc.

Facebook, Twitter & co. stanno dunque rivoluzionando il passaparola, il modo di acquistare biglietti (si pensi alle Facebook app dedicate) e ovviamente anche il modo in cui la gente viene a conoscenza dei nuovi film.

Questa interessante infografica di Crowdtap si basa su un sondaggio tra 500 persone per cercare di comprendere come la peer influence cambia il nostro modo di conoscere, condividere e comunicare il cinema.

Social Media Week Torino: Salvatore Perri ci presenta l'evento [INTERVISTA]

Una settimana dedicata ai Social Media, un evento che connetta città di tutti i continenti esattamente come fanno Facebook, Twitter e tutti i loro fratelli minori: stiamo parlando, l’avrete capito, della Social Media Week, che si svolgerà a Torino dal 24 al 28 settembre. Un appuntamento per addetti ai lavori e non, per parlare di come sta cambiando la comunicazione grazie ai social network e a cui anche Ninja Marketing parteciperà, con un intervento del nostro Direttore Mirko Pallera dal titolo “CREATE – Come Progettare Un Contenuto Contagioso sui Social Media“.

Per presentare quest’appuntamento abbiamo intervistato Salvatore Perri, Presidente e CoFounder di Dunter, l’agenzia di Torino che insieme a Codice – Idee per la Cultura si è occupata dell’organizzazione della Social Media Week.

Salvatore ha fondato Dunter nel marzo 2010 insieme a Niccolò Berta, Andrea Casaleggio, Roberto Magi e Paolo Pavanello, ed è la persona giusta per raccontarci lo spirito con cui avvicinarsi a questa serie di appuntamenti.

Ciao Salvatore! Da dove arriva l’idea di organizzare la Social Media Week?

Buongiorno a tutti i lettori di Ninja Marketing! L’evento avevamo già avuto modo di “viverlo” nel settembre 2010, quando siamo stati invitati a organizzare due appuntamenti durante l’edizione di Milano: i risultati, a detta degli organizzatori, furono molto interessanti e coinvolgenti. Vivendo quell’esperienza, ci siamo chiesti se non potesse essere un valore aggiunto poterla trasferire a Torino, dato che consideriamo la nostra città un laboratorio creativo costante: lo vediamo da come si muovono le piccole medie imprese, oltre che da realtà interessanti come il Politecnico con il suo incubatore, l’Università degli Studi, la Scuola Holden o lo IED. La città, poi, sta abbracciando un progetto di innovazione legato alle Smart City: per tutto questo ci siamo convinti che Torino potesse essere un luogo adatto a rappresentare l’Italia nel mondo in un progetto-evento come la Social Media Week.

Così, insieme a Codice – Idee per la Cultura abbiamo lanciato una candidatura all’inizio del 2012: abbiamo ricevuto la conferma di aver preso in carico l’organizzazione e di aver vinto la gara a metà maggio 2012. Ci siamo dati da fare e il risultato è una manifestazione con 95 eventi programmati sparsi in 6 location nel pieno centro della città, raggiungibili fra loro tutte in cinque/dieci minuti a piedi, un fattore che consideriamo importante per chi parteciperà.

Per riassumere i temi che si tratteranno durante la settimana, avete dato ai 5 giorni dell’evento 5 tag: #Partecipare, #Innovare, #Produrre, #Creare, #Viaggiare.

Esatto, sono i tag che riassumevano meglio i contenuti che verranno condivisi. L’obiettivo è dar voce nel mondo all’innovazione Made in Italy, visto che ci siamo focalizzati nel dare ampia visibilità a tutti quelli che sono gli attori che lavorano e che hanno avuto o avranno importanza nello sviluppo dell’economia della Rete in Italia. “Frammentare” la manifestazione in 5 macrotemi ci ha aiutato a realizzare un programma che avesse un impianto molto forte, organizzato internamente da Dunter e da Codice – Idee per la Cultura per aprirsi anche a tutte le proposte arrivate dal web, selezionarle e dar loro la possibilità a chi ci sottoponeva il proprio tema di presentarlo: sono arrivate moltissime proposte, tutte idee molto innovative: pensate che puntavamo ad avere una settantina di eventi e siamo arrivati a novantacinque: ovviamente, cercheremo di coordinarci per far sì che tutto funzioni per il meglio.

Fra l’altro, durante la Social Media Week ci sarà anche il raduno dei fan di uno dei social network più utilizzati: Instagram.

Sì, il raduno degli Instagramers italiani si terrà il 22 e 23 settembre (questo il sito della community italiana): l’Instameet sarà l’evento preview durante il quale i partecipanti saranno chiamati a fare un fotoreportage della città. Sarà un po’ come dare il “benvenuto” alla Social Media Week. Per arricchire ulteriormente il panel,  abbiamo voluto ospitare all’interno dell’evento “Fotografia a confronto” Philippe Gonzalez, il creatore della community degli utenti di Instagram, che arriverà da Madrid e per confrontarsi insieme all’AD di Magnum Photo Giorgio Psacharopulo: ci sarà un confronto fra “vecchia” e “nuova” guardia, insomma. Allo stesso incontro parteciperanno anche Francesca Lavazza, Direttore Corporate Image di Lavazza, Marco Faccio e Michele Mariani, direttori creativi di Armando Testa, Carlo Antonelli di Wired e Nicola Pasianot di Instagramers Torino.  Proprio i creativi di Armando Testa presenteranno un innovativo progetto legato al mondo dell’immagine: insomma, un’occasione da non perdere.

Quali sono le vostre aspettative?

Ci piace pensare che abbiamo lavorato per mettere in contatto tutte quelle realtà, piccole, medie e grandi, che sono interessate a conoscere e utilizzare gli strumenti offerti dai social media: metterle in un sistema funzionale e reattivo, condividendo le migliori conoscenze di chi si presterà a offrire il proprio contributo. Così emergerà la qualità dei contenuti durante la manifestazione. Questo era l’obiettivo che ci siamo posti e che ci ha portato a costruire un programma di grande qualità, che servirà anche chi, appunto, non conosce i social media. Passare da quelle parti servirà a conoscere questo mondo e a capirne tutte le sfaccettature.

Avete quindi molte aspettative per coloro che non conoscono ancora la comunicazione basata sui social network.

Certo che sì. Per esempio: enti come la Camera di Commercio sono entrati nel panel proprio per sensibilizzare tutti coloro che non conoscono le potenzialità degli strumenti social. Oggi la comunicazione corporate passa anche da Facebook, Twitter, Instagram e tutti gli altri social network, e non si può prescindere dall’esserci. Cito un appuntamento cui le aziende non possono mancare: quello di Connexia dove verrà presentata una ricerca che spiegherà quali saranno i trend che ci saranno il prossimo anno. Parteciperanno anche rappresentanti di Pirelli, Bricocenter e Ing Direct e altre grandi aziende, che presenteranno case histories e che suggeriranno le prossime innovazioni in materia.

Insomma, c’è grande interesse anche da parte delle aziende?

A questo proposito, mi preme sottolineare come la manifestazione si regga completamente su finanziamenti privati: segno che c’è grande sensibilità verso questo argomento da parte delle aziende. Telecom italia, ad esempio, garantisce lo streaming in diretta degli eventi, senza contare Lavazza che parteciperà al panel, così come Procter and Gamble e Blackberry. Il fatto che la Social Media Week sia un evento internazionale, ovviamente, rende ancora più prezioso l’appuntamento anche per questi sponsor! Ci sarà spazio però anche per interventi diversi: fra i vari appuntamenti un incontro sarà tenuto da Luca Conti (che avevamo già intervistato lo scorso anno, trovate la sua intervista in questo post: Luca Conti, il primo blogger italiano embedded in Afghanistan” n.d.r.), cui parteciperà in collegamento da New York il ministro degli esteri Giulio Terzi di Sant’Agata. Non mancheranno poi i momenti conviviali, come le colazioni e gli aperitivi, oltre che i chillout digitali a cura di Telecom Italia al Jazz Club, organizzati insieme a La Stampa, Officine Arduino e Piemonte Groove: durante questi appuntamenti verrà montata un’installazione dove ci saranno proiezioni di luce colorata a seconda degli hashtag utilizzati su Twitter. Un hub dove sarà possibile interagire, attraverso la Rete, nel mondo reale. Insomma, ci saranno tantissimi appuntamenti diversi fra loro spalmati su ogni giorno. Non tutti potranno seguire tutto, lo sappiamo: per questo abbiamo pensato di regalare alla nostra città tutte queste possibilità, e che tutti possano utilizzare la conoscenza condivisa della Social Media Week per sviluppare quella cultura smart che Torino cerca.

Salvatore, grazie di tutto e in bocca al lupo per questo appuntamento!

Grazie e crepi il lupo!

Le migliori campagne pubblicitarie della settimana su Adsoftheworld

Attendo con esaltazione il venerdì per poter pubblicare un articolo che sta diventando in realtà un appuntamento.Dagli archivi di Adsoftheworld, seleziono per voi le più belle campagne pubblicitarie provenienti dall’universo creativo e mi rifaccio ai più aggiornati siti e blog del settore.

La figura retorica più ricorrente (un vero evergreen in realtà) è l’ironia ma questa settimana c’è grande sensibilità agli argomenti umanitari e sociali.

Movimento Recipeace, unire i popoli attraverso il food

Advertising Agency: Leo Burnett, Chicago, USA

Rappresentare con stile un luogo comune

Advertising Agency: Foolbite, Monza, Italy
Art Directors: Paolo Guidobono, Michele Sartori
Copywriter: Tiziano Brugnetti
Photographer: Michele Sartori
Retoucher: Paolo Guidobono

La materia del battito

Advertising Agency: BBDO, New York, USA
Chief Creative Officer: David Lubars
Executive Creative Director: Toygar Bazarkaya
Creative Director: paul vinod
Art Director: James Kuczynski, Quoc Doan
Copywriter: David Martin

Tra i due estremi, scegli!

Advertising Agency: I&I, Advertising, India

La giusta informazione è un diritto

Advertising Agency: McCann, Berlin, Germany
Chief Creative Director: Bill Biancolli
Senior Art Director: David Morales
Senior Copywriter: Philipp Gloyer

Amnesty International; Tsunami

Advertising Agency: TBWA, Paris, France
Creative Director: Eric Holden, Rémi Noël, Philippe Simonet
Art Director: Mohamed Bareche
Copywriter: Daniel Perez
3D: Salamagica
Art Buyer: Barbara Chevalier

Netnografia + Moda: non perderti il Workshop al Cool Hunter Italy Trade Show

Appassionati di moda e nuove tendenze? Non perdetevi l’evento gratuito Cool Hunter Italy Trade Show, a Milano, Palazzo delle Stelline, dal 22 al 24 settembreUn vero e proprio salotto creativo dedicato ai giovani designer, accuratamente selezionati dall’associazione Cool Hunter Italy, che esporranno i propri lavori durante le tre giornate consecutive, in concomitanza della fashion week milanese. Ma Cool Hunter Italy Trade Show è anche un laboratorio di idee e di creatività, verranno infatti ospitati numerosi incontri e workshop che fondono il mondo della comunicazione e quello della moda.

In particolare voglio parlarvi del Workshop gratuito Netnografia + Moda: Cool Hunting & Trend Research nell’era dei digital data, che si terrà il 24 settembre 2012 h 10-13, organizzato da Ninja Academy in collaborazione con Viralbeat, e tenuto da due docenti d’eccezione: Alex Giordano & Adam Ardvisson.

La Netnografia è un metodo di ricerca qualitativa fondamentale per lo studio della cultura di consumo online sia per finalità sociologiche che di marketing. Obiettivo principale dell’analisi netnografica applicato al marketing è quello di raccogliere basi di dati e insight qualitativi da elaborare e utilizzare per potenziare la propria offerta commerciale e migliorare aspetti cruciali quali Brand Reputation, Product Innovation, Communication Design, Customer Satisfaction.

Il termine Big Data si sta diffondendo rapidamente nelle conferenze professionali: esso consiste nell’utilizzare, per vari fini aziendali (come la segmentazione dei consumatori) l’immensa mole di dati che tutti noi lasciamo quando navighiamo in internet, sui social media o semplicemente se usiamo lo smartphone. Le potenzialità di questo strumento sono infinite: ricordate il film Minority Report, in cui gli annunci display nei supermercati erano customizzati per ogni individuo che passava? Questa è solo una delle possibili applicazioni dei Big Data.

Alex Giordano & Adam Ardvisson ci parleranno in particolare delle applicazioni della Netnografia e dell’analisi dei big Data al settore della moda, per intercettare e comprendere nuovi trend e nuovi gusti dei consumatori. Per approfondire questo argomento in attesa del Workshop, Adam Ardvisson ha risposto per noi a qualche domanda:

Come può la Netnografia aiutare le aziende? In quali processi può essere utile?

La netnografia può essere utilizzata per raggiungere diversi obiettivi: per capire la percezione del proprio brand e della propria reputazione, per capire le idee, la cultura e il comportamento dei consumatori, per capire la propria cultura organizzativa. Serve per tutte quelle cose per le quali sono serviti finora la ricerca di mercato, l’analisi della reputazione e del brand image etc, ma riesce a compiere queste funzioni in una maniera più rapida, più economica e sopratutto più valida e scientificamente precisa.

Il futuro delle imprese è sempre più legato alla reputazione. Come è cambiato questo concetto negli ultimi anni?

La reputazione e sempre stata importante, per le imprese come per le persone. Negli ultimi anni il concetto di reputazione è cambiato in due modi. Primo, l’immediatezza con la quale opinioni personali possono essere trasformate in dati digitali, tramite i social media principalmente, ha dato alle persone normali uno strumento con al quale possono esprimersi e avere un impatto sulla reputazione di persone e organizzazioni. La creazione di reputazione è in un certo senso stata democratizzata. Secondo, la natura immateriale o intangibile della creazione di valore nell’economia dell’informazione ha fatto sì che il ruolo economico della reputazione è diventato enormemente più importante. Questo rende la reputazione una risorsa che allo stesso tempo cruciale per il successo economico delle imprese e molto più difficile da controllare e gestire per le imprese. Per fortuna c¹è l¹etnografia digitale che mette insieme i metodi digitali e la netnografia!

La netnografia può anche essere uno strumento predittivo?

La predizione è semplicemente una questione relativa alla quantità dei dati. Con la quantità di dati che ora vengono prodotti dagli utenti internet comincia a essere possibile predire, con un certo livello di affidabilità, cose come l’andamento della domanda di consumo, i gusti musicali, o l’andamento dei prezzi di titoli in borsa. Il problema qui rimane principalmente l¹accesso ai dati. Non tutti possono acceder a dati di Google per esempio. E siccome accesso ai dati equivale potenzialità di predizione, qui si apre un problema politico: a chi deve essere consentito questo potere?

Sono riuscita a stimolare la vostra curiosità? Per approfondire il tema delle nuove opportunità per la moda nell’era dei digital data,  vi aspettiamo a Milano il 24 settembre. Il workshop è completamente gratuito, basta registrarsi qui: ma affrettatevi, i posti sono limitati!  (Dopo la registrazione verrà inviata una mail per confermare la disponibilità).

I curiosi ‘Happy Accidents’ di Virgin Mobile [VIDEO]

Gettati via dal balcone, immersi nello champagne, abbandonati in taxi e nel bagno, e poi ancora inchiodati, cotti, investiti, bolliti e persino frullati! Ecco la fine che fanno i vecchi telefonini quando impazza la voglia di averne uno Virgin Mobile.

‘Happy accidents’, incidenti ‘a fin di bene’ quelli messi in atto dai protagonisti del nuovo video Virgin Mobile. Tutto per avere il telefono più cool del momento a tariffe vantaggiosissime. Il tutto accompagnato dal sottofondo musicale Jazz Suite Valzer No.2 di Shostakovich, musica tradizionale russa per nulla allietante.

L’accoppiata nel complesso risulta sorprendentemente riuscita. La tristezza della musica esalta gli incidenti divertenti rendendo piacevolissima la visione.