Quando il vizio diventa etico: Come4.org [INTERVISTA]

Forse parlandone rischiamo di essere un pò sopra le righe? No, semplice attualità. La pornografia sta per subire una trasformazione con l’umanizzazione dei “pornoviziosi” ed un passo verso una realtà dal volto più etico ed indirizzata al “social well-being”.

Come4.org è un progetto per la nascita di una sorta di social network per “porno addicted” interessati, però, a dare un senso etico al loro vizio, destinando ad opere di beneficenza i proventi dell’attività svolta sulla piattaforma web attraverso i contenuti caricati dagli utenti.
Per partire, però, ha bisogno di fondi. E’ per questo che dall’11 settembre Come4 è su Ulule.com per una campagna di crowdfunding che mira a raggiungere l’obiettivo dei 10.000 euro stimati come necessari perchè la piattaforma prenda vita.

Questo video promo realizzato dai co-founder, Riccardo Zilli , ex urbanista e serial entrepreneur, e Marco Annoni, studioso di filosofia e Ph.D in Etica ed epistemologia medica, ci aiuta a capire in breve di che si tratta.

Abbiamo approfondito con Riccardo Zilli il progetto Come4, anche per dare ai potenziali crowdfunder più dettagli per decidere se credere in quest’idea e contribuire alla sua nascita.

Riccardo, come funziona esattamente Come4.org?

Dopo essersi registrati su Come4.org, si possono visionare i contenuti liberamente o fare l’upload dei propri (video, ma anche foto erotiche, progetti artistici, etc.). In fase di upload, a ogni contenuto viene associata una “causa sociale” tra quelle disponibili. Gli utenti stessi o altri soggetti esterni possono acquistare spazi pubblicitari alla fine dei vari filmati, o dei banner. Ogni volta che lo spazio pubblicitario o il banner vengono visionati, questi generano dei profitti che vanno alla causa associata al contenuto.

Naturalmente, questa è la struttura base di Come4. Oltre a queste funzionalità vogliamo promuovere anche degli aspetti più social, arrivando a costruire una vera e propria community“.

Si tratta di un’iniziativa no-profit, ma per garantirne la sostenibilità dovete avere delle revenue…

Certo, ogni guadagno sarà reinvestito nelle azioni di beneficenza associate ai singoli contenuti della piattaforma, al netto dei costi di gestione ed espansione, di mantenimento del server e del personale“.

Come vi è venuto in mente di associare il sistema delle donazioni alla pornografia online? Insomma, la lampadina come si è accesa?

L’idea è nata quasi per scherzo due anni fa, da una telefonata di domenica pomeriggio tra amici.
Marco stava guardando le adds di Google per un blog che ospitava della pubblicità a scopo benefico. Stava cercando di scoprire quale sarebbe stato il sito migliore per generare il maggior numero di donazioni in questa maniera. Poi, per caso, in tv è cominciato uno show televisivo, ha avuto un’illuminazione e mi ha telefonato; così è nato Come4
.

Abbiamo fatto application per un round di “storming-pizza” presso H-farm. Questa occasione ci ha permesso per la prima volta di mettere assieme un pitch, definire l’idea e misurare le reazioni che ricevevamo. Da lì abbiamo portato a casa: una motivazione più forte, la convinzione che il crowdfunding sarebbe stato la via giusta per finanziare l’idea e che, cosa non da poco, ci saremmo comunque divertiti come pazzi nel mettere in piedi la cosa!“.

Avrete fatto certamente delle ricerche di mercato e studi. Cosa avete ricavato dall’analisi di questo settore “rovente”?

Ci siamo basati principalmente su studi di tipo accademico che analizzano l’attuale panorama della pornografia online, il suo business model e in generale il suo impatto culturale e sociale. Da qui abbiamo capito che non solo la pornografia online è un mercato gigantesco, che non conosce crisi e che è in costante espansione, ma anche che è uno dei settori dove si è storicamente innovato di meno.

Come un gigantesco elefante nella stanza, tutti sanno che è lì, ma pochi nel campo delle startup sembrano voler avanzare idee davvero radicali per ripensare il rapporto tra sessualità online e siti social. Noi crediamo che l’etica possa essere una chiave interessante per aprire nuove prospettive in questo senso. L’attuale sistema è troppo chiuso, spesso ai limiti della legalità.
Crediamo che costruendo un sito che sia per gli utenti, invece che per il mero profitto, si possa fare di più e meglio
“.

Ci sono altre iniziative simili sul mercato?

Timidi tentativi nella stessa direzione che vogliamo intraprendere noi. Ad esempio, la PETA ha proposto tempo fa di aprire un sito porno per finanziare iniziative a favore degli animali. La proposta è stata accolta da molte critiche da parte dei follower.
Esiste poi un’iniziativa molto più indy chiamata Fuckforforest, dove video per adulti generano revenue per sostenere progetti a sfondo ambientale. Hanno una registrazione iniziale e pochi utenti: insomma, un progetto di nicchia
“.

Avete ideato una prima campagna di marketing con messaggi decisamente forti, senza censure. Non potrebbero far storcere il naso a potenziali “contribuenti” dalla folla?

“Effettivamente…” (ride) “ma d’altronde il topic è esplicito, ed esplicito deve essere anche il messaggio”.

Come dargli torto.

Avete già individuato una prima causa sociale da sostenere con i futuri proventi di Come4?

La nostra prima iniziativa sarà quella di sostenere la Asta Philpot Foundation. Asta è un “inspirational talker” che si batte per i diritti dei disabili, compresi i diritti sessuali. La sua esperienza di “road trip” per perdere la verginità ha ispirato un film di recente uscita, “Hasta la vista”, che consigliamo caldamente di vedere.
Asta è entusiasta di Come4 e speriamo davvero di riuscire a dare una mano a lui e alle sue iniziative, che rappresentano la vera ragione di Come4
“.

Non resta che invitare a sostenere la vostra campagna su Ulule.com

La campagna è cominciata l’11 settembre sul portale ulule.com, ha come obiettivo 10.000 euro ed ha un limite di 50 giorni per avere successo.
Abbiamo bisogno del sostegno del maggior numero di persone possibile. Inoltre abbiamo dei rewards fantastici, quindi fatevi sotto: http://www.ulule.com/come4/.
Si può seguire tutto tramite gli account facebook e twitter: twitter.com/come4dotorg
“.

A lezione di Mobile Games: la parola a Giordano Bruno Contestabile [INTERVISTA]

Si parla sempre più spesso di app e di mobile marketing, ma sempre poco di uno dei mercati di punta del mobile: i videogiochi. Ne parliamo con Giordano Bruno Contestabile, Executive Producer alla PopCap Games, game company americana famosa per aver creato casual games come Plants Vs Zombies, Bejeweled e Zuma.

Giordano si occupa di strategia, sviluppo prodotto e marketing per il brand Bejeweled. Nel 2011 PopCap Games è stata acquisita da Electronic Arts, leader mondiale del mercato dei videogames.

Buongiorno Giordano. Da dove deriva la tua passione per il gaming? Come ti sei avvicinato a questo mondo?

Ho ricevuto il mio primo computer (un VIC-20) nel 1981. Avevo 4 anni, e immediatamente l’ho utilizzato nel modo più utile che conoscessi: giocare ai videogiochi. Naturalmente, all’epoca i giochi erano quantomeno primitivi e dovevano essere caricati da cassetta, quando non era addirittura necessario copiare il codice sorgente da una rivista.

In seguito, ho posseduto un Commodore 64, Amiga 500 (con modem, che mi premise di scoprire il mondo delle BBS, prima che Internet prendesse il sopravvento) e una serie di PC, tutti utilizzati per giocare. Tale è la mia passione che, mentre ancora frequentavo l’università, il mio primo lavoro fu come giornalista per riviste di videogiochi italiane come The Games Machine e PC Game Parade. Da allora, ho sempre lavorato nel settore, in particolare nel mobile gaming.

In Italia il gaming non è ancora visto così seriamente, anche se alcune aziende “indie” Dreampainters, Tinycolossus, Molleindustria stanno facendo grandi cose. Come mai?

Purtroppo, in Italia l’industria videoludica non ha mai preso piede, con la presenza di alcune aziende di distribuzione e di sviluppatori per conto terzi, ma non abbastanza per creare un ecosistema di successo.

Da anni, gli italiani che vogliono lavorare nel settore devono emigrare e cercare lavoro in aziende con sede in paesi come il Canada, l’Irlanda o la Germania, dove esistono le condizioni per la crescita dell’industria dei videogiochi: governi che attraggono aziende con detrazioni fiscali e incentivi, un sistema di visti di lavoro agevolati, università che propongono corsi specializzati, un mercato del lavoro flessibile… Le condizioni sono tante e, purtroppo, l’Italia non ne soddisfa nessuna.

Il successo di “indie” italiane è estremamente incoraggiante e penso che possa generare un maggiore interesse nello sviluppo di videogiochi in Italia, ma, a meno che il settore non sia finalmente visto come un mercato ad alto potenziale e incentivato a crescere rapidamente, penso che l’Italia rimarrà sempre alla periferia del mercato. È un vero peccato, dato che ci sono tantissimi Italiani di talento che lavorano all’estero nei videogiochi che sarebbero anche disponibili a rientrare se ci fossero le condizioni.

Quali sono i nuovi trend del mercato dei mobile games? Html5 o altre piattaforme di sviluppo clossplatform penetreranno ancora di più il mercato per integrare console, browser e mobile?

A mio parere i trend principali nel gaming sono: connected, mobile, social , cross-platform. Penso che cross-platform in particolare sarà il trend più importante dei prossimi anni, dato che l’obiettivo principale delle aziende di videogiochi è di essere in grado di raggiungere gli utenti ovunque si trovino e di fornire esperienze di gioco adeguate ad ogni momento della giornata.

La maggior parte di noi sta già giocando sul cellulare sull’autobus andando al lavoro, al computer in ufficio o sul divano di fronte alla TV: il prossimo passo è quello di connettere tutte queste esperienze in un unico universo. HTML5 e altre tecnologie promettono di rendere più facile lo sviluppo di giochi multipiattaforma, ma a mio parere sono solo una soluzione parziale, in quanto ritengo che l’esperienza di gioco debba essere adattata alle diverse piattaforme (invece che replicata) e che almeno per il momento applicazioni native abbiano un vantaggio significativo rispetto al web in termini di qualità e velocità.

I titoli in borsa di Zynga stanno crollando: è la fine del “social” gaming, o semplicemente la gente si annoia quando le meccaniche di gioco/monetizzazione vengono riproposte all’estremo?

Non posso commentare rispetto alla performance di altre aziende, naturalmente, ma non penso che quanto stia accadendo in borsa sia un segnale della fine del social gaming, in quanto giocare con amici o comunque altre persone è un istinto naturale che non passerà mai di moda.

Ritengo, invece, che sia in atto una transizione dalla prima generazione di giochi “social”, con meccaniche semplicistiche e un focus sul modello di business invece che sulla qualità del gioco, a una nuova generazione di giochi che utilizzano il “social” per rendere l’esperienza più coinvolgente e divertente. Inoltre, penso che l’esplosione del mobile gaming in termini di bacino utenti (più di un miliardo di persone giocano sul cellulare o su tablet) e utilizzo cambierà radicalmente il mercato.

Immaginiamoci un attimo il futuro: come vedi il mondo videogiochi tra 10 anni?

È difficile immaginare come sarà il mondo dei videogiochi tra 10 anni, anche perché il mercato è cambiato completamente negli ultimi 5 e penso che nessuno nel 2007 si sarebbe aspettato un’evoluzione così rapida.

In ogni caso, penso che tra 10 anni mobile sarà di gran lunga la piattaforma dominante per i giochi e che utilizzeremo I nostri cellulari anche per giocare in TV, trasferendo giochi sul grande schermo e usando il telefonino come metodo di controllo: in tal senso, penso che non avremmo bisogno di hardware dedicato o console.

Inoltre, avremo giochi personalizzati in base alla nostra esperienza e alle nostre preferenze ed emergeranno giochi multipiattaforma dove esperienze di gioco differenti su ogni piattaforma saranno connesse per creare un universo in costante evoluzione, dove le scelte di ogni singolo giocatore influenzeranno gli eventi per tutti gli altri.

La monetizzazione delle app è sempre più orientata all’in-app purchase. E’ un trend che reggerà?

Assolutamente sì. Il modello di business freemium funziona perché rimuove la barriera d’ingresso per gli utenti, che possono provare il gioco e poi decidere se vogliono continuare a giocare, ed eventualmente effettuare transazioni nell’app.

Questo ha permesso al mercato di raggiungere dimensioni che precedentemente sembravano impossibili. Basti pensare che fino a qualche anno fa era necessario spendere da 20 a 50 Euro per compare un gioco, mentre ora è possibile provare migliaia di giochi senza spendere un Euro! Ritengo che tra qualche anno la maggior parte dei giochi, su ogni piattaforma, sarà gratis con la possibilità di effettuare transazioni in-app. Come giocatore ne sono estremamente contento, dato che il risultato sarà una scelta di giochi molto più ampia.

Cosa consiglieresti ai nostri lettori che vogliono provare a lanciarsi nel mercato mobile con una propria startup?

Il settore dei giochi mobile è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, e crescerà ancora di più nei prossimi, quindi ci sarà sicuramente spazio per molte start-up, alcune di esse sicuramente italiane. Il mio messaggio quindi è: se avete un team all’altezza, un’idea e soprattutto una grandissima passione per i video giochi, non aspettate oltre… Il mondo vi aspetta!

 

Studio35Live: E’ l'ora del secret concert dei The Sleeping cell!

Come accennavamo ieri, ecco qui l’ottava puntata di STUDIO35Live – collettivo di artisti, sociologi e produttori appassionati delle possibilità che i nuovi media offrono alla musica oggi – che presenta il live dei The Sleeping cell.

Dopo artisti, di calibro nazionale ed internazionale, rappresentanti realtà musicali indipendenti, quali Paolo Benvegnù, 99 Posse , 2Pigeons, Baba Sissoko, Fluon, Bisca e BSBE ecco i The Sleeping cell!

Realtà napoletana nata nel novembre 2008 dal connubio di una cantante eclettica, un performer cresciuto nell’underground partenopeo e un dj dall’anima dark.

Un mix perfetto che rende la musica esplosiva, frizzante e leggera, caratteristiche atipiche per una “cellula dormiente”.

Ecco un po’ della loro storia.

I tre componenti hanno un forte e differente vissuto musicale: la cantautrice ed ex frontgirl del progetto electro Minimod e degli Almamegretta Dub-System; un musicista, produttore e remixer a livello internazionale ed un versatile performer che nel tempo guadagna sempre più abilità nel background musicale italiano. Unendosi, i tre, hanno dato vita ad una realtà tremendamente elettrizzante.

Beh, che dire… mi raccomando seguite l’ottava puntata di STUDIO35LIVE.

Ecco qui il live. Buona musica!

Articolo redatto da Valentina Scannapieco

Car Sharing. Quando possedere un auto non è più uno status symbol

Un paese sviluppato non è quello dove anche i più poveri possiedono un’automobile. E’ quello dove anche i ricchi usano i trasporti pubblici per i loro spostamenti.

Le parole sono di Gustavo Petro Urrego, illuminato sindaco di Bogotà, che lanciano un messaggio che va molto oltre il mero contenuto ecologico.


L’automobile non è più uno status symbol

Che per un paese avere mezzi pubblici efficienti sia un fatto positivo è acclarato, pacifico e non rivoluzionario. Quello che però sta cambiando è l’attitudine verso il trasporto pubblico, e di converso, per l’utilizzo di veicoli privati per gli spostamenti. Chi prende l’autobus o la metro, in un tempo di crisi, di benzina alle stelle, e di risveglio delle coscienze verdi non è più uno sfigato oppure un cittadino di serie B.
Chi compra un macchinone a benzine con cilindrate sfavillanti viene prima di tutto interrogato dei consumi del proprio bolide, prima ancora dell’accelerazione da zero a cento, della ripresa e della velocità massima.

E’ la prima volta da cinquant’anni a questa parte che l’automobile è sempre meno uno status symbol ed è sempre più vista come un costo, ridotta alla sua essenziale funzione di trasporto.

Bassa utilizzazione a fattor comune

Ed è in questo contesto che è nato un nuovo grande business, fondato su una semplice considerazione: le automobili, questi centri di costo, rimangono inutilizzate per oltre il 90% del tempo. E’ come se una fabbrica comprasse un macchinario e lo utilizzasse solo per una mattinata di lavoro alla settimana. Molto meglio metterlo a fattor comune con altre aziende ed alzare il tasso di utilizzazione: è così che nasce l’idea del car sharing.

Si tratta di un business vero e proprio, con un continuo fiorire di nuove attività imprenditoriali e sociali. Le iniziative imprenditoriali del settore possono essere divise in due grandi famiglie: iniziative imprenditoriali private ed iniziative sociali pubbliche.

Il Carsharing sociale pubblico

Si tratta di attività promosse da soggetti pubblici quali Comuni oppure aziende di gestione dei trasporti urbani, tipicamente in grossi centri mediamente all’avanguardia sociale ed economica.

Sono fondate sull’ideologia di una mobilità sostenibile, meno inquinante (le auto usate sono spesso elettriche o ibride), che attiri le simpatie di frange d’elettorato eco sensibile, ma che miri anche alla realizzazione di un profitto economico. Se è vero che il car sharing può cannibalizzare autobus, tram e metro, dall’altro è un forte concorrente al trasporto privato, e può spostare quote di spesa in trasporti verso il gestore della mobilità pubblica. Non esistono ancora studi a riguardo, ma la sensazione che il gioco possa valere una doppia candela appare piuttosto solida.

Il fenomeno è diffuso sopratutto nelle grandi metropoli internazionali come Berlino o Londra a prezzi accessibili (29 centesimi al minut, incluso carburante ed assicurazione). Tra i primi progetti in Italia si annovera GuidaMi, il car sharing di Milano, gestito direttamente dalla locale azienda di trasporti pubblici annoverando oltre 3.000 utenti.

Il Carsharing privato ed il mondo startup

Un business dal sapore giovane ed innovativo non poteva certamente non richiamare l’attenzione dell’iniziativa privata. BMW ha lanciato il proprio schema di car sharing, Drivenow, nella propria casa madre a Monaco di Baviera, forte di un parco macchine in house a prezzi modesti e di una forte infrastruttura tecnologica (un’app permette di localizzare in tempo reale la posizione delle automobili libere nei paraggi).

Il mondo startup si ovviamente accodato, ed in mancanza di capitali per l’acquisto di automobili ed apparecchi sofisticati, ha pensato di chiedere le automobili in prestito alla gente. Lo schema è semplice ed efficace: i privati stabiliscono il prezzo che richiedono per affitti che vanno da poche ore ad una settimana, cui viene aggiunta un costo del servizio, che include un’assicurazione casco ed una quota di ricavo per l’azienda.

Tra i pionieri si annoverano certamente Tamyca in Germania, fondata da quattro studenti ventiquattrenni ed oggi leader di mercato con oltre 2.700 macchine in gestione, e Get Around, startup americana che ha raccolto 13,9 milioni di dollari di finanziamento dal Private Equity Manlo Ventures. Tra i vantaggi della formula, oltre all’economicità rispetto al noleggio tradizionale, la possibilità di reperire automobili in posti insperati, quali ad esempio piccole città di provincia.

Viaggiare in tanti… è meglio

E nel boom dell’auto condivisa fioriscono pure i servizi di condivisione dell’auto per un viaggio. Chiedere a BlaBlacar, leader europeo dei viaggi in condivisione, che promette di ridurre all’osso il prezzo della benzina per persona in un viaggio, con il semplice principio del riempimento. Chiunque viaggi in macchina può mettere in vendita i posti liberi, dividendo o ripagando le spese per la benzina.

Il come viaggiare, a questo punto, non è più questione di macchina, ma se si ha voglia o meno di schiacciare un pisolino….lato passeggero.

 

 

Come ottenere visibilità a partire dai motori di ricerca. La parola a Daniele Salamina [INTERVISTA]

Ninja Corso Online in SEMAvete un blog, un e-commerce, siete liberi professionisti? Volete far conoscere i vostri servizi, i vostri prodotti, la vostra storia e i vostri valori al popolo del web?

Ebbene sì, che ci crediate o no, vi serve una strategia che abbia a che fare con quella parolina magica di tre lettere: SEM. In realtà, amici Ninja, qualsiasi cosa voi facciate risulta ormai fondamentale essere presenti sui motori di ricerca.

Ninja Academy ne è consapevole e per questo ha deciso di organizzare, all’interno della modalità dei Corsi Online, un percorso formativo di 10 ore interamente dedicato al Search Engine Marketing. A farci scoprire questo affascinante mondo ci penserà lui: Daniele Salamina, esperto SEO, che ci aiuterà a comprendere al meglio, tra le altre cose, come funziona la pubblicità Pay per Click su Google e a sfruttarne realmente tutte le potenzialità.

AdWords, PPC Marketing, Google Analytics saranno solo alcune delle tematiche trattate durante le lezioni, webinar di 2 ore in cui i partecipanti avranno accesso ad un’aula virtuale e potranno ascoltare la voce del docente visionando in contemporanea il materiale proposto tramite slide.

Senza contare che, qualora foste impossibilitati a seguire i web-live, potrete ritrovare video e slide in modalità on-demand, a distanza di qualche giorno dalla diretta, sulla piattaforma e-learning. Sarà possibile consultarli online senza alcun limite di tempo!

Prima di scoprire il programma completo e procedere con l’iscrizione al Corso Online in Search Engine Marketing, invito voi tutti a leggere questa interessante chiacchierata con il nostro relatore d’eccezione: scommettiamo che elaborare, pianificare un piano strategico e implementarlo con Google AdWords sarà, a fine corso, un gioco da ragazzi?

Daniele Salamina - SEM

Ciao Daniele! Felici di averti nella scuderia Ninja Academy. A metà ottobre comincerà il Corso Online in Search Engine Marketing. Cosa devono aspettarsi i nostri partecipanti?

Questo corso è stato pensato per chi vuole ottenere il massimo dalla pubblicità sui motori di ricerca e da Google AdWords. Ho pensato a questo corso in modo da combinare le nozioni teoriche con dimostrazioni pratiche attraverso esempi live sulla piattaforma AdWords.

In tutto il corso saranno utilizzati esempi e prove pratiche di ciò che prima viene visto a livello teorico, in modo da aiutare anche i partecipanti meno esperti a comprendere i diversi aspetti degli argomenti trattati.

Questo approccio di base mi aiuterà a condurre i partecipanti attraverso un percorso che, partendo dai fondamenti della psicologia del consumatore e passando attraverso la costruzione tout court e ottimizzazione di campagne Pay per Click, ci porterà ad analizzare delle case history di successo.

Possiamo già qualche anticipazione rispetto alle case history che verranno presentate durante il corso?

Entrando nel merito, ho selezionato appositamente alcuni casi studio rilevanti in modo da permettere la comprensione delle difficoltà che si possono incontrare nel raggiungimento di uno dei tre possibili obiettivi di una campagne di keyword advertising: la vendita attraverso un e-commerce, la lead generation e il branding.

In particolare prenderemo in esame 3 case history di campagne reali di alcuni dei nostri clienti in Endivia dove, nel corso dell’ultimo anno, sono state generate centinaia di vendite e migliaia di contatti commerciali utilizzando appunto il SEM come canale di acquisizione prevalente.

A chi è dunque rivolto questo percorso formativo?

Dal sito e-commerce di chi vuole incrementare le proprie vendite o aumentare la propria visibilità online, al direttore marketing che vuole capire nel dettaglio le potenzialità del Search Engine Markeing, fino all’amministratore del blog che invece desidera incrementare il proprio traffico: ce n’è davvero per tutti!

D’altronde, se l’online advertising rappresenta oggi uno dei pochi settori non in crisi (con il suo + 8,5% di spesa nel primo trimestre del 2012 rispetto all’anno precedente) e se Google ha fatturato nel 2011 più di 35 miliardi di dollari (il 96% del proprio fatturato totale) solo dall’advertising, vuol dire che tanti settori produttivi sono interessati in modo trasversale ad investire in pubblicità su Google!

SEM - Search Engine Marketing

E allora perché aspettare? Entro il 5 novembre potrete acquistare il corso ad un prezzo ridotto grazie allo sconto early booking199 € anziché 249 €. E imparare a scrivere annunci testuali vincenti, a creare una campagna AdWords efficace, a raggiungere gli utenti di Pizzo Calabro senza spendere una fortuna sarà più facile di quanto avevate previsto!  😎

Knowledge for change.
Vi aspettiamo!

10+ idee originali di marketing turistico

Il settore turistico è in continuo fermento e grazie anche al supporto del web stanno nascendo una serie di interessanti innovazioni. Ecco qui quelle che riteniamo più interessanti e recenti con qualche piccola riflessione.

1. Libri e “disintossicazione digitale” in un Hotel di Pittsburgh

Al giorno d’oggi sta diventando sempre più difficile staccare la spina. Di certo a ciò contribuiscono le tecnologie mobile che ci stanno rendendo degli individui sempre connessi. Sulla base di queste considerazioni a Pittsburgh, il Marriot Renaissance Hotel ha proposto il pacchetto “Lo Zen e l’arte della disintossicazione”.

Attraverso questo pacchetto, l’hotel offre ai consumatori sottoposti ad eccessive sollecitazioni la “possibilità di rilanciare se stessi da un mondo più stimolante”. A questo scopo, il pacchetto non solo offre sistemazioni in suite principesche ma sequestra qualsiasi computer portatile, smartphone, tablet o qualunque altro dispositivo digitale al momento del check-in.

Oltre a questo per completare la disintossicazione all’interno delle stanze degli ospiti TV, telefoni e gli altri dispositivi sono sostituiti da pile di grandi classici della letteratura. Le tariffe di questi weekend di “Disintossicazione digitale” variano tra i 199 e i 399 $ per notte e comprendono anche corsi di kayak a pochi passi dall’hotel.

Considerando il successo di quest’iniziativa è possibile che nei prossimi anni i consumatori riconoscano sempre più valore alle vacanze “tech free” e soprattutto alle innovazioni più originali in grado di fornire una maggiore intimità riscoprendo il gusto delle cose semplici.

2. Viaggi per cuori infranti

I viaggi per single non sono di certo una novità, ma i viaggi per cuori appena spezzati? In Germania, Die Liebeskuemmerer, un team di psicologi, stylist e personal trainer si è specializzata nella realizzazione di viaggi su misura per chi soffre pene d’amore.

Generalmente le “fughe”, così vengono chiamate, sono progettate in gruppi da sei a otto persone in quanto il team ritiene che sia fondamentale creare “una comunità per la condivisione, il supporto e la comprensione reciproca“, oltre a costituire una nuova rete sociale una volta che il viaggio sarà concluso. Le location sono tra le più svariate, da case isolate in riva al mare a rifugi in alta montagna e hanno un prezzo medio di 1.500 € per quattro notti. Questa nicchia di mercato ha raggunto in breve tempo un buon livello di redditività e possiamo quindi supporre un suo ulteriore sviluppo in tempi brevissimi.

3. Crowdsourcing per scovare il volo più economico

Il panorama online dei siti che ricercano le offerte di voli più vantaggiose è in continua espansione, ma la maggior parte di questi si basa solamente sui maggiori competitor di settore. L’australiana Flightfox, invece, sfrutta il crowdsourcing per scovare le offerte più interessanti. Il processo è molto semplice: ogni volta che un utente ricerca un volo all’interno della sua community  di “flight hackers”, inizia un nuovo contest per scovare l’offerta più conveniente. Al vincitore del contest viene riconosciuto un premio di 29 AUS e i viaggiatori ne risparmiano in media 369.

4. In Repubblica Ceca, visite guidate di corruzione politica

Molte persone scelgono la loro vacanza per rilassarsi altre prediligono visitare mete culturali. Per queste persone, se la destinazione scelta dovesse essere Praga, CorruptTour.compuò rappresentare una gradita aggiunta alla loro selezione di offerte turistiche. L’azienda si rivolge a tutti coloro che vogliono conoscere a fondo la cultura del paese, non facendosi scappare tutte le presunte attività meno nobili del governo ceco. CorruptTour.com assicura che si tratta di una proposta turistica unica al mondo, che da accesso ad informazioni riguardanti i “leader della corruzione” mondiale.

5. Vacanza in base al meteo

Le vacanze possono essere meticolosamente pianificate, ma l’unica cosa che non può essere controllata sono le condizioni climatiche. A tentare di risolvere questo problema ci ha pensato il sito olandese WaarSchijntdeZonWel.nl (traducibile come “Dove splende il sole”).Questa società mira a ridurre al minimo il rischio di cattivo tempo per le vacanze dei suoi clienti, proponendo le destinazioni di vacanza in base ad un rating mensile, denominato “Sunfactor”, che analizza i dati storici e le previsioni meteorologiche. Simile nel concetto la spagnola Spotfav che sfrutta il crowdsourcing tramite una App per documentare, tramite video e foto, le condizioni meteo.

6. GetGoing sceglie la tua destinazione e ti regala uno sconto del 40%

Un problema crescente per molte compagnie aeree è la forte variabilità della domanda verso alcune località turistiche. Per contrastare questo fenomento, il sito statunitense GetGoing permette ai suoi utenti di indicare due diverse destinazioni preferite e dopo aver pagato, la location assegnata sarà quella che permette alle compagnie aeree partner di riempire i posti vuoti. Il premio per gli utenti di questo sito è uno sconto del 40% sul prezzo della loro vacanza, mentre le compagnie aeree possono ridurre la variabilità della loro domanda in pratica una situazione win-win per tutti. Per ora GetGoing è in versione beta ed accessibile solamente per invito.

7. Discover & Deliver ti arreda la casa come un hotel di lusso

Quando si visita un hotel di lusso si rimane affascinati dal suo stile e il suo design unico, tanto che, molto spesso, può scattare il desiderio di completare il proprio arredo domestico con qualche complemento visto durante le vacanze. Discover & Deliver nasce proprio per soddisfare questo bisogno. Il sito inglese offre un e-commerce dei pezzi di design dei più importanti hotel europei e anche, un accurato servizio di ricerca per i complementi non a catalogo.

8. Experience booking engine

Il mercato delle offerte personalizzate sta lentamente diventando sempre più popolare e importante nel settore del turismo. Per sfruttare questo trend il sito statunitense Soverinn, offre quello che esso stesso definisce un “experience booking engine”. Il funzionamento è semplice: dopo che il turista ha espresso le proprie preferenze di viaggio Soverinn contatta direttamente una serie di boutique hotel che offrono dei pacchetti su misura in base alle informazioni ricevute. In questo modo i viaggiatori potranno entrare in contatto diretto con gli albergatori e creare la loro esperienza in modo unico.

In questo momento Soverinn ha terminato la fase di beta testing e sta per essere lanciato negli Stati Uniti ma potrebbe essere un concetto che vale la pena esportare anche altre parti del mondo.

9. Crowdsourcing per baby sitter durante i voli

Viaggiare con i bambini piccoli è una perenne sfida per i genitori in tutto il mondo. Per questi genitori, Nanny in the Clouds, offre un importante aiuto sotto forma di un servizio baby sitter durante i voli. La società registra gli spostamenti aerei delle babysitter iscritte al suo sito e nel caso di eventuali richieste inerenti gli stessi voli assegna il lavoro. In questo modo i bambini potranno divertirsi durante il viaggio e i genitori rilassarsi.

10. Guide personalizzabili per interessi

I consigli delle persone che hanno già visitato un luogo o di chi lo vive possono essere considerate il Santo Graal per molti viaggiatori, soprattutto per quelli che vogliono uscire dai percorsi turistici più battuti. Il problema è che molto spesso quando si cercano queste informazioni online è molto difficile trovare quelle condivise da persone con i nostri interessi.

Nectar & Pulse ha deciso di risolvere questo problema offrendo ai turisti delle guide personalizzabili per interesse. Dopo aver scelto la città che si desidera visitare il sito offre una vasta scelta di quelle che chiama “anime gemelle” ovvero persone che possono condividere i nostri interessi. Le anime gemelle hanno un profilo ben descritto e noi possiamo scegliere quelle più in sintonia con i nostri interessi e personalizzare la guida con i loro suggerimenti.

Basandosi sullo stesso bisogno Plus One mette a disposizione a Berlino, non solo un monolocale ma anche la possibilità di connettersi con 28 residenti locali per vivere in maniera autentica la città in cui si trova.

11. Generatore di avventure per persone spontanee

Avete voglia di partire ma siete senza idee? Drungli è il servizio che fa per voi. E’ sufficiente inserire l’aeroporto di partenza e una data e questo servizio vi fornirà le migliori offerte di volo disponibili in quel determinato momento. Il sito cerca tra i voli delle compagnie aeree low cost e anche tra quelle di importanti compagnie favorendo sempre i prezzi più ragionevoli. Se non avete trovato niente che soddisfi i vostri gusti, o il vostro budget, il sito vi offre anche un servizio di Alert in grado di avvisarvi con una e-mail nel caso ci sia un’offerta al di sotto della cifra da voi indicata o per la località scelta.

Parah e Nicole Minetti: l'importante è che se ne parli?

Nicole Minetti è uno di quei personaggi che ha caratterizzato, nel bene e nel male, le cronache di questi anni. Dal gossip allo scandalo politico, l’ex soubrette ora Consigliere Regionale è da sempre una calamita per l’attenzione dell’opinione pubblica italiana.

Il management di Parah forse ha fatto queste considerazioni quando ha scelto di farla diventare una delle testimonial nella presentazione della sua nuova collezione di costumi alla Fashion Week che si sta svolgendo a Milano in questi giorni: il pubblico la vedrà, sicuramente ci sarà ritorno mediatico e visibilità sul brand, anche se questa non sarà totalmente positiva non importa, perché sarà tanta.

Ragionamento troppo semplicistico?

No, è andata proprio così. Anzi, è andato ben oltre. Ed è lo stesso marchio di moda, a dirlo: in un post su Facebook.


Leggendo questo comunicato, abbiamo tratto un’interpretazione simile a questa: Usiamo un volto che creerà scandalo per mostrare ciò che siamo, e ciò che abbiamo fatto: oltre che per mostrarvi le concorrenti al nostro contest, che incarnano veramente i nostri valori.


L’ammissione di Parah e le sue conseguenze

Una scelta coraggiosa, sì: ma forse non così efficace. I commenti su Facebook e in giro per la Rete si stanno moltiplicando, e non tutti sono entusiastici. Dal 19 settembre, giorno dell’uscita di questo comunicato, la Parah non ha più comunicato niente con i fan. Neanche una risposta agli oltre 800 commenti raccolti da questo post, senza considerare quelli sui precedenti.


Eppure di una risposta ci sarebbe bisogno, eccome. Sembra però che l’effetto dirompente che ha avuto il veder Nicole Minetti in passerella sia stato “imprevedibile” anche per chi si aspettava un’ondata di polemiche.

Proviamo ad abbozzare una teoria. Lo scorso mercoledì, giorno di pubblicazione del post, la notizia non era stata ancora riverberata sui grandi numeri dei media tradizionali. Il commento “negativo” era stato lasciato solo dalla community di fan di Parah, che hanno sfogato il loro sdegno ma che è rimasto “contenuto” nello spazio del brand. In pratica, l’effetto negativo si è presentato in primis su chi era affezionato al marchio, probabilmente andando ad intaccare l’empatia valoriale che si era creata fra azienda e consumatore.

Quando la cosa ha avuto rilievo nazionale grazie alla televisione e allo spazio concesso alle dichiarazione della consigliera regionale, ecco che l’effetto negativo si è allargato andando a toccare chi Parah non lo conosceva o lo conosceva ma non lo riteneva uno dei brand preferiti: potenziali nuovi clienti, quindi. Visto l’impatto nella mole di commenti lasciati sulla brand page, in molti si sono affiliati solo per comunicare il proprio sdegno. Un vero e proprio effetto boomerang, grave perché ha colpito prima i clienti più affezionati, poi come “inverno nucleare” ha coinvolto anche i potenziali andando a minare un rapporto fiduciario non ancora nato.

Le motivazioni che hanno reso Nicole Minetti discriminante per scegliere o meno un prodotto diventano prioritarie per il “Consum-Attore”, che punta la sua preferenza d’acquisto prima che sulla qualità dei prodotti su ciò che rappresenta il brand. L’ennesimo esempio di come – sempre più – alla qualità del prodotto sia necessario abbinare un’immagine che si poggi su valori indiscutibili e in linea con quelli del brand.

Cosa dovrebbe fare Parah, oggi? Forse una strategia che punti di nuovo sull’adagio “L’importante è che se ne parli”, ma che ponga al centro non la consapevolezza di cosa muova l’opinione pubblica, ma una visione qualitativa diversa. Perché oggi l’advertising e in generale i social media obbligano a fare i conti con un pubblico sempre più in grado di dire la propria: e se “l’importante è che se ne parli”, si deve tener conto che rispondere delle proprie azioni può esser decisivo per pagare un dazio molto salato.

Amici Ninja, voi che ne pensate?

"Fame", il trailer dark del profumo di Lady Gaga [VIRAL VIDEO]

Che puntino sull’ironia o sulla sensualità, sulla freschezza della gioventù o sulla seduttiva femminilità della donna, i commercial sui profumi vengono concepiti un pò tutti sulla base della medesima regola: creare un parallelismo di forme, colori e senso tra il prodotto e la modella protagonista dell’advert. Lo spot della fragranza prodotta da Lady Gaga sembra voler eludere questo meccanismo.

Concepito come un trailer, come recita il titolo stesso del video, il promo è il prodotto di quell’intricato immaginario che l’artista americana ha costruito attorno a sè (con uno sforzo di marketing non indifferente) e veicolante un forte messaggio estetico, prima ancora che strettamente artistico. Ogni videclip della cantante del resto è ben più di una serie di immagini girate in accompagnamento al brano, quanto piuttosto una performance che vuole costruire pezzo dopo pezzo l’enciclopedia visuale ed estetica di Lady Gaga.

“Fame” non fa eccezione: non fosse per la bottiglietta del profumo che compare in chiusura, quasi è impossibile capire che quello che stiamo guardando è lo spot di una fragranza. Ciò che vediamo è il nero, tanto nero (forse l’unica comunanza con il prodotto), latex, corpi seminudi e liquidi un pò inquietanti. A ribadire il concetto, la presentazione ufficiale del profumo non è avvenuta certo in una banale profumeria, ma bensì al Guggenheim Museum di New York, dove Gaga è uscita dalla bottiglietta di profumo dove era rimasta, “dormiente”, per una ventina minuti.

Il tipico “Gaga affair”, dunque: nello spot girato da Steven Klein e prodotto da Ridley Scott, il tradizionale rapporto dell’advertising dei profumi viene ribaltato, e il prodotto reclamizzato passa decisamente in secondo piano. Per i “little monsters” niente di più affascinante; per tutti gli altri, probabilmente, uno spot strano e un pò inquietante.

Voi cosa ne pensate?

MTV "Gif Me More Party": la campagna interattiva di Buzzman

Al secondo anno di collaborazione, l’agenzia Buzzman e MTV mobile, rilanciano una nuova versione della campagna “A Special Gif for you” aggiungendo un’esperienza digitale interattiva veramente coinvolgente.

La campagna, avvalendosi come la precedente di GIF, è costruita intorno a 5 personaggi che cercano di risolvere e gestire le situazioni più disparate, grazie agli strumenti e ai benefici forniti da MTV Mobile: voce, messaggi, Internet e Social Network (ad esempio inviare sms per organizzare un flash mob per conquistare una ragazza)

La campagna è costruita integrando diversi mezzi: film, digitale, stampa e POS, ma la punta di diamante e cuore della campagna è proprio l’esperienza digitale “GIF ME MORE Party”.

Andando sul sito gifmemoreparty.com, è possibile partecipare attraverso un’esperienza digitale ad un party davvero animato con la possibilità di viverlo da 50 diversi punti di vista: quello di ognuno dei partecipanti. E’ possibile, a proprio piacere, scegliere uno dei partecipanti cliccando con il mouse su di esso e vivere l’esperienza del party attraverso i suoi occhi, calandosi al 100% nei suoi panni.

L’esperienza digitale però non si limita a questo: assistiamo ad una vera e propria fusione tra interattività, gioco, videoclip e collaborazione artistica. Il video è accompagnato da una musica creata appositamente da un gruppo californiano chiamato Death Grips, e scovando tra i 50 partecipanti tutti i 5 protagonisti della campagna, che hanno compiti ben precisi (ad esempio io ne ho trovato uno: la ragazza con la bandiera) è possibile scaricare gratuitamente il brano.

I punti di vista possibili sono davvero straordinari, perché oltre ai 50 partecipanti è possibile scovare telecamere nascoste o addirittura vedere attraverso gli occhi di un cagnolino (che vede principalmente sotto la gonna della propria padrona!)

Ne è stata fatta di strada dal rivoluzionario e arcinoto orsetto Tippex, che sempre rimarrà un’icona indiscussa dell’esperienza digitale interattiva; oggi però assistiamo ad una affinarsi delle tecniche che cercano di catapultare il fruitore in un’esperienza sensoriale così forte da dimenticare che ci si sta avvalendo di un supporto digitale.

A me è sembrato davvero di prendere parte alla festa, e a voi?

Studio35Live: l'esclusiva intervista ai The Sleeping Cell! [ESCLUSIVA]

Abbiamo già visto a Studio35 altri testimoni della musica indipendente (Paolo benvegnù, 99 Posse, 2Pigeons, Baba Sissoko, Fluon, Bisca, Bud Spencer Blues Explosion) oggi sotto i riflettori, per la 8^ puntata di Studio35Live, ci sono i frizzantissimi The Sleeping cell!

Vi consigliamo di non perdervi il loro live concert  che domani sarà pubblicato sul canale ufficiale Youtube dell’evento.

Unite un dj dark ma romantico, una cantante eclettica ed ipnotica e un performer cresciuto tra progetti dell’underground partenopeo, aggiungete un tocco di punk e mescolate tutto aggiungendo maturità e professionalità in chiave elettronica.

Ecco la ricetta del gruppo napoletano dei The Sleeping cell: dj Iguana, Zaionair e Mario Grimaldi.

In occasione del live la band ha rilasciato dichiarazioni importanti sull’evoluzione del mercato musicale e curiosità sul loro percorso artistico, sulla loro relazione col pubblico e con i nuovi media.

Dichiarazioni di cui trovate tracce nel seguente video, oppure potete comodamente leggerle in un pdf, in versione integrale, allegato a questo post del Centro Studi Etnografia Digitale.

Articolo redatto da Valentina Scannapieco