Facebook Politics: utilizzare i like alle fanpage per prevedere il voto elettorale

Probabilmente Barack Obama non sarà stato, a livello politico e decisionale, la grandissima rivoluzione che i suoi elettori (e noi cittadini Europei) si attendevano. Ha avuto difficoltà, intoppi, ma tra qualche riforma di grande significato e qualche contraddizione arriva alle elezioni per il suo secondo mandato con ancora un margine di fiducia considerevole.

Al di là dell’aspetto politico, però, c’è qualcosa che Obama ha completamente rivoluzionato: la campagna elettorale. Nel 2008, con una massiccia campagna digitale, ha tagliato completamente i ponti con il passato. Certo, restano le strette di mano e i baci ai bambini, ma adesso sono un “contorno” alla strategia primaria, fatta di contenuti virali, siti web, applicazioni e condivisione. L’ideale per accaparrarsi praticamente tutti i voti dell’elettorato più giovane, stregato da questa figura moderna e rivoluzionaria e molto sensibile al tema.

“Yes We Can” segna il confine tra il vecchio e il nuovo della politica e, come sempre, ha segnato un punto di partenza e non di arrivo. Quest’anno, infatti, i due contendenti Mitt Romney e Barak Obama si stanno sfidando a colpi di status e tweet, con una forza ed un investimento nei contenuti digitali molto più considerevole rispetto solo a quattro anni fa.

Al momento è in vantaggio Obama, con oltre 28 milioni di fan contro i poco più di 7 di Romney. Ma il vantaggio di Obama sta nell’altissimo engagement ottenuto nel 2008, periodo d’oro di Facebook, quando Romney magari ancora non sapeva nemmeno cosa fosse un social network 😉

Non bisogna quindi lasciarsi ingannare dai numeri, troppo freddi per spiegare qual è l’andamento di questa campagna fatta a suon di click. Attualmente, infatti, le iniziative social di Romney hanno un seguito molto maggiore rispetto alle stesse di Obama (basti pensare alle pagine fan create per le due convention). Ma ciò che fa specie è il vantaggio di Romney in termini di engagement, con un vantaggio percentuale quasi abissale su Obama.

La lotta è apertissima, ma è principalmente un aspetto che non va sottovalutato: la possibilità per i candidati di valutare alla perfezione le preferenze e gli interessi del proprio elettorato potenziale. Un’indagine di questo tipo è stata compiuta da SocialCode, che ha analizzato gusti e preferenze sui social network dei sostenitori di Obama e Romney.

Se Obama può contare su un fortissimo appeal sulle donne tra i 18 e i 44 anni, Romney può contare su un elettorato più maturo, ottenendo i favori della maggioranza degli uomini over 50.

Simpatici anche i collegamenti ccon i gusti ommerciali: i supporter di Obama sono matti per la Powerade, mentre quelli di Romney guardano prevalentemente Fox News. E non sorprende che i salutisti che preferiscono mangiare biologico siano dalla parte del sanissimo attuale presidente degli USA.

Un punto d’incontro? Pare che in America la maggior parte di chi si impegna politicamente (e quindi esprime una preferenza sul proprio profilo) sia matto dei grill di George Foreman.

Appare quindi più che una provocazione poter asserire che grazie ai social network è oggi possibile tracciare un profilo preciso dell’elettorato medio democratico o repubblicano, il che rappresenterebbe un’arma potentissima per i candidati politici, con la possibilità di personalizzare al massimo il messaggio da veicolare.

In questo caso la vittoria andrà non solo a chi sarà più bravo sul piano politico, ma anche a chi saprà governare meglio il flusso di dati 2.0.

Business del lusso. Le 18 anti-leggi del marketing

Il lusso rappresenta una dinamica sociale che ha caratterizzato la vita umana sin dalle prime civiltà organizzate. Nonostante l’odierna cattiva congiuntura economica, non sembra risentire della crisi: infatti, secondo i dati diramati dall’osservatorio Altagamma, il mercato mondiale del lusso dovrebbe passare dai 190 miliardi di euro nel 2011 ad oltre 200 miliardi nel 2012, con un incremento di circa il 6%.

Business del lusso: Le 18 anti-leggi del marketing

Prescindendo dai dati del mercato, per costruire o gestire una strategia di marketing in questo tipo di business bisogna rapportarsi con una tipologia di clienti totalmente diversa dal normale, stravolgendo le regole e quindi abbandonando la classica dottrina del marketing.

Ma come fare?…

I professori Jean-Noel Kapferer e Vincent Bastien forniscono una risposta a questa domanda nel libro The Luxury Strategy dove propongono un elenco di 18 anti-leggi del marketing per non affondare nelle sabbie mobili “dorate” del mondo del lusso:

Business del lusso: Le 18 anti-leggi del marketing

#1 Dimenticatevi del posizionamento, il lusso non è comparativo

Un bene/servizio di lusso è unico, definito da una propria identità e quindi non paragonabile ai competitor.

#2 Il vostro prodotto ha abbastanza difetti?

Ciò che conta non è la funzionalità del prodotto ma la sua personalità: la Ferrari è forse l’auto perfetta per guidare in città?

#3 Non adattate mai il prodotto alle richieste dei vostri clienti

Non bisogna rischiare di modificare l’identità e la personalità unica del brand/prodotto.

#4 I non-entusiasti alla porta!

Non farsi ossessionare dalla caccia di nuovi clienti, perché la maggiore accessibilità al prodotto ne diluisce l’esclusività e quindi il valore!

#5 Non rispondete alla crescita della domanda

La rarità fa vendere! Quindi un ottima mossa sarebbe limitare la produzione annua facendo attendere i nuovi clienti.

#6 Dominate il cliente

Bisogna mantenere una certa distanza con il consumatore il quale deve pensare al prodotto/servizio come ad un sogno tramite cui realizzarsi.

Business del lusso: Le 18 anti-leggi del marketing

#7 Fate in modo che per il cliente sia difficile comprare

Bisogna saper creare la tensione e il desiderio. Maggiore è l’inaccessibilità maggiore è il desiderio.

#8 Proteggete i clienti dai non-clienti

Bisogna dimenticare i principi democratici della società e creare differenze trai i propri clienti e barriere in entrata per i non-clienti.

#9 Il ruolo della pubblicità non è di vendere

La pubblicità serve per spiegare e divulgare l’identità del brand/prodotto piuttosto che venderlo!

#10 Comunicate anche a chi non è il vostro target

Tutti devono conoscere il brand/prodotto in modo che i reali consumatori possano farne sfoggio ed esaltarsi del loro acquisto

#11 Il prezzo che ci immaginiamo deve essere sempre superiore al prezzo effettivo

Nel lusso non si parla mai direttamente di prezzo, bisogna invece suscitare un senso di sovrastima, in quanto se il prezzo immaginato è superiore a quello effettivo si crea valore.

#12 Il lusso determina il prezzo, il prezzo non determina il lusso

Prima si crea il prodotto/servizio poi si definisce il prezzo in base a quanto i clienti lo reputano di lusso, quindi rispetto all’identità del brand.

Business del lusso: Le 18 anti-leggi del marketing

#13 Con il passare del tempo alzate i vostri prezzi per far crescere la domanda

Quando il prezzo aumenta la domanda sale, si perdono i cattivi clienti e si diventa molto attraenti per nuovi clienti più esigenti.

#14 Continuate ad aumentare il prezzo medio della gamma

Bisogna alimentare e mantenere il divario con i clienti facendo sentire i propri consumatori come all’interno di un club sempre più esclusivo.

#15 Non cercate di vendere

Il cliente ha bisogno di essere introdotto nel mondo della brand senza essere sottoposto a pressioni affinché compri.

#16 Attenzione alle star nella vostra pubblicità

Se le celebrità vengono utilizzate per promuovere il prodotto di lusso, lo status di quest’ultimo è ridotto a quello di un mero accessorio.

#17 Coltivate la vicinanza alle arti per gli iniziati

Come detto in precedenza il lusso è sinonimo di unicità quindi non esiste migliore accostamento se non con il mondo dell’arte ( patrocinio di mostre, fondazioni d’arte, ecc.)

#18 Non delocalizzate la produzione per ridurre i costi

Il prodotto di lusso è acquistato perchè radicato nella cultura e nel paese da cui proviene.

Cartomanzia digitale: il veggente che conosce tutto di noi [VIDEO]

Vi sarà capitato, in qualche festa di paese, o al luna park, di passare a fianco di quelle tende dove un veggente si propone di leggervi la mano e svelarvi ogni segreto del vostro futuro. La maggior parte di voi avrà proseguito per la sua strada. Ma se vi dicessero che dentro la tenda ci sono anche delle telecamere? In questo modo i protagonisti di questo video sono stati agganciati per strada e accompagnati alla presenza del mistico Dave.

L’uomo inizia a ‘sfilare dalla sua sfera di cristallo’ sempre più informazioni personali sui suoi clienti, una dopo l’altra: il nome della migliore amica, la facciata della propria casa, il lavoro. Ma conosce anche dettagli relativi alle spese del’ultimo mese, allo stato del proprio conto e al suo numero. Fascino e curiosità cedono ben presto il posto al timore e alla preoccupazione. Come fa, Dave, a sapere tutte queste cose?

Quella che vediamo è una campagna real life realizzata da una Federazione Belga del Settore Finanziario per sensibilizzare i cittadini sul tema della privacy online. I malcapatitati protagonisti del video comprendono l’origine dell’onniscenza del finto chiaroveggente solo dopo aver visto che dietro alla loro postazione si nasconde un gruppo di tecnici che, computer alla mano, cerca informazioni su di loro online, in tempo reale.

A pochi giorni dalla notizia che un bug di Facebook ha portato alla pubblicazione dei messaggi privati degli utenti francesi, la questione della privacy online è tornata a farsi sentire. Febelfin ha centrato l’attenzione sulla pericolosità dell’immissione in rete di dati bancari e finanziari importanti.

Rimarchevole e quanto mai adatta la metafora magica scelta dall’agenzia Duval Guillaume Modem: l’utilizzo un pò troppo incantato del web da parte di molti utenti è questione nota, e purtroppo non limitata al settore finanziario.

La federazione belga ha inatnto mosso un’importante passo in questa direzione attraverso la realizzazione della campagna, che può contare anche su una sezione interna al sito istituzionale dove gli utenti possono trovare informazioni utili sull’internet banking e la prevenzione dei furti di dati.

Social network verticali in crescita: saranno la fine di Facebook?

Quanti social network esistono?
Troppi? Forse sì… ma sembra esserci ancora spazio per tutti. Almeno a giudicare dai trend di crescita dei social minori, di nicchia, detti anche verticali. Sono loro quelli che erodono lo strapotere dei colossi orizzontali come Facebook e Google+.

Una ricerca recentemente pubblicata di Experian ha confermato che i social verticali stanno guadagnando una fetta sempre più consistente del mercato. Naturalmente la medaglia d’oro spetta a Pinterest e Instagram, i due social “fotografici” che sono le vere rivelazioni dell’anno: solo in UK, da luglio 2011 a luglio 2012, Instagram è cresciuto del 2028% e Pinterest del 1489%. Un’ascesa che li ha portati nell’Olimpo della top 20 in America, UK e Singapore.

Ma dando un’occhiata al resto del mondo, nello stesso lasso di tempo, troviamo altre sorprese. Reddit, il social dove gli utenti votano ciò che è popolare, è in forte ascesa in Australia e Nuova Zelanda. SkillWho ha registrato una crescita da capogiro negli Stati Uniti: +7435%. Si tratta di un network che permette di scovare persone con particolari abilità tra i propri amici, oppure nella propria area geografica o nella comunità locale. A Singapore, Steam Community, che orienta nella scelta di online gaming e aiuta a trovare persone con cui giocare, è salito del 124%. E sempre in UK FanPop connette i fan di show televisivi, film, musica e altro per discutere e condividere foto e opinioni. E’ aumentato del 178% ed è in crescita.

I social network di nicchia decreteranno la fine di Facebook?

Questi social devono il loro successo proprio al fatto di non voler essere “un’alternativa a Facebook” (a quello sta già pensando Google+, orizzontale anche lui ma in fortissima crescita in tutto il mondo, perché strutturato meglio, meno “pasticciato” e non invaso dalla pubblicità). I social network verticali hanno piuttosto identificato un vuoto nel mercato e lo hanno colmato, usando Facebook come immenso bacino da cui “pescare” gli utenti.
Tutto lascia pensare che nei prossimi 12 mesi ci sarà una proliferazione di social media di nicchia con un’offerta sempre più specifica e approfondita.

I piccoli social uccideranno Facebook come Davide uccise il gigante Golia? Non necessariamente: i due “sistemi” potranno convivere, almeno per un po’. Attualmente, Facebook trae la sua forza (e il suo fascino) proprio dalla sua indifferenziazione: ci sono tutti e c’è di tutto. Comunque, Facebook permette al suo interno una verticalizzazione non indifferente, con i gruppi e le fanpage.

Per avere successo, i social network verticali devono porsi come “compagni di viaggio” dei grandi, completandone l’offerta, garantendo la possibilità di accesso attraverso un account dei social maggiori, e poi, sul modello di Instagram, dando la possibilità di condividere su questi i contenuti generati al loro interno.

Ninja Marketing presenta La Battaglia delle Idee, 12-13 ottobre a Napoli!

Cari Ninja, vi presentiamo ufficialmente la seconda edizione dell’imperdibile evento annuale organizzato quest’anno da Ninja Marketing e dal Comune di Napoli!

Questa volta, grazie alla collaborazione con lo staff del Comune e al sostegno di Microsoft, abbiamo pensato di trasformare il nostro raduno in un incontro di due giorni aperto a tutti (e soprattutto gratuito) in una location tra le più suggestive al mondo: il Castel dell’Ovo di Napoli! Inoltre abbiamo elaborato un format innovativo per condividere conoscenze tra di noi e per conoscere e premiare le migliori idee dei talenti da tutta Italia.

Sarà un’occasione per incontrarci, tra Ninja ma anche con altri gruppi della scena dell’innovazione come Indigeni Digitali, per divertirci e fare auto-formazione sui temi cruciali e interessanti in tre aree di riferimento: business, marketing, code & design.

Ma ci sarà anche la possibilità di presentare la propria idea su un palco confrontandosi giocosamente in una competizione all’ultimo pitch su un format spettacolarizzato.

La jam tipica dei rapper che si sfidano a colpi di free style diventa “La Battaglia delle Idee”: idea contro idea sul palco, 1 contro 1, con un vero DJ hip-hop a scandire il ritmo della sfida. Pochi minuti per esporla e per convincere il pubblico che decreterà i vincitori insieme ad una giuria tecnica.

Maestro di Cerimonia sarà Marco Zamperini, aka Funky Professor, talent scout di startup e istrionico punto di riferimento della scena degli innovatori in Italia, sul palco tra gli sfidanti in veste di MC. Dice che si è già preparato la divisa da rapper con cappello ologrammato e maglietta di Wolverine.

Ecco tutte le informazioni a riguardo.

Quando e dove? 12-13 ottobre – Castel dell’Ovo, Napoli

Prenota qui il tuo Ticket! L’ingresso è gratuito, ma i posti sono limitati!

Programma

DAY 1

Un giorno di seminari, workshop ed interventi formativi in stile barcamp: training per tutti su tre aree fondamentali per la realizzazione di un progetto imprenditoriale: Marketing (Social Media, Comunicazione), Business (Modelli di Impresa, Startup, Business Plan), Code & Design (Programmazione, Tecnologia, Design). Accettiamo proposte di speech da voi quindi proponete il vostro intervento! (vedi sotto come).

DAY 2
Un torneo di pitching di idee ad eliminazione diretta! Un’idea contro un’altra, cronometrate in tempi rigorosi fino alla vittoria. Round dopo round, le idee migliori in grado di conquistare il favore dell’audience e della giuria tecnica si sfideranno nell’arena senza esclusioni di colpi! Ci sarà spazio solo per due idee vincitrici… I premi? Risorse preziose per chi ha un’idea e vuole realizzarla e gloria e onore per aver affrontato e conquistato la platea.

Perché partecipare?

Per ascoltare! Un giorno intero ed intenso di contenuti grazie alla partecipazione delle community digitali e degli esperti in materia, geek, social media manager, innovatori sociali, alieni travestiti e infiltrati tra i ninja, twitstar, Klout Masters: tutto gratis, perché rinunciarci?

Per parlare! Stiamo cercando i migliori piccoli e grandi speaker in Italia! Hai un’idea che ha funzionato, sai formare talenti e sai come si arriva al successo? Sai cosa vuol dire vivere una vita da innovatore? Candidati come speaker proponendo titolo e tema del tuo intervento scrivendo ad adele (at) ninjamarketing.it!

Per vincere! Hai un’idea embrionale, una startup, una teoria che cambierà il mondo? un progetto imprenditoriale da avviare o semplicemente vuoi metterti in gioco e partecipare alla battaglia? Sai che un’idea geniale puo’ colpirti nella notte tra il 12 ed il 13 ottobre? Qualunque sia il tuo stato di avanzamento, candidati per partecipare all’arena!

Per fare networking! La Battaglia delle Idee sarà l’occasione giusta per incontrare persone competenti e stimolanti per completare il tuo team. Se sei un programmatore e ti servono esperti di marketing, al Castel dell’Ovo li troverai. Se sei un designer e ti serve aiuto per il business plan, verrai folgorato sulla via di Damasco. Oppure semplicemente ci beviamo qualcosa insieme sul lungo mare di Napoli.

Allora iniziate a prepararvi, la Battaglia delle Idee vi aspetta!

Dal vodka-martini alla birra: James Bond sceglie Heineken

Lo scorso 20 settembre è stata lanciata in più di 30 paesi da Ebuzzing la nuova campagna “Crack the Case” di Heineken, per sponsorizzare l’uscita del nuovo film di James Bond “Skyfall.

Che cosa c’entra James Bond con la birra? Ebbene si, il celeberrimo agente segreto ha accantonato il classico vodka-martini per una buonissima birra Heineken!

La campagna “Crack the Case” è una campagna incentrata su una vera e propria esperienza interattiva, dove gli spettatori sono invitati a prendere parte ad una missione segreta con Daniel Craig e l’attrice Bérénice Merlohe, missione che consiste nell’aprire una valigetta segreta prima che i “cattivi” riescano a prenderla.

La vicenda si svolge all’interno di un treno che attraversa delle montagne innevate: un piccolo trailer (che sarà poi lo spot tv) ci introduce nella storia e ci mostra la famosa valigetta che dovrà essere aperta. Inserendo i nostri dati, con la possibilità di connettersi anche tramite il profilo Facebook per rendere ancora più personale l’esperienza, iniziamo a vivere dal punto di vista di un agente segreto.

La bellissima Bérénice ci accompagna furtivamente in una stanza e ci spiega che è fondamentale aprire la valigetta per portare a termine la missione, solo noi possiamo aiutare Bond a sconfiggere i nemici.

Trovati i due codici necessari all’apertura della valigetta si viene riconosciuti come agenti segreti a tutti gli effetti, con complimenti da Bérénice e la promessa di una raccomandazione a James Bond.

Dopo il successo è possibile postare il proprio movie trailer sui social network, per dimostrare agli amici la missione ed invitarli a partecipare.

Oltre a generare buzz conversazionale attraverso piattaforme digitali e social, l’esperienza virtuale del “risolvere il caso” verrà veicolata anche offline ad un pubblico più vasto in tutto il mondo nel mese di ottobre. Numerose piazze in luoghi iconici, ospiteranno le esperienze uniche di Heineken, invitando i membri del pubblico a testare i propri nervi saldi per vincere premi esclusivi e condividere l’emozione del lancio globale di Skyfall programmato per il prossimo 31 ottobre (data italiana).

Voi che ne pensate? Volete provare ad essere agenti segreti?

Come integrare i QR code nelle proprie strategie di content marketing

Come interagire maggiormente con i propri clienti? Questo è il dilemma 🙄

Per quanto riguarda l’online, i social media sono uno degli elementi del communication mix su cui si sta maggiormente puntando negli ultimi tempi; ma come mantenere questo rapporto anche nell’offline e integrare le due dimensioni?

I QR code sono caduti un po’ nel dimenticatoio perché spesso sottovalutati – pensate che anche noi non ne parliamo da un anno 🙁 – ma considerando la diffusione degli smartphone viene da sè scommettere sul mobile marketing come settore sempre più strategico. A questo proposito, una recente ricerca di Nellymoser nel mondo dell’editoria mostra proprio come gli action code vengano utilizzati per integrare la comunicazione digitale con quella stampata.

Nello specifico Nellymoser ha intervistato i responsabili delle 100 riviste statunitensi più diffuse, analizzando i dati sull’utilizzo dei QR code dall’inizio 2011 ai primi sei mesi del 2012.

Come evidente dal grafico, l’utilizzo dei QR code ha avuto una notevole crescita.

Il trend interessante di questa ricerca è dato dall’utilizzo dei QR code; essi vengono principalmente utilizzati per riprodurre video, mentre i social network si posizionano solo al terzo posto.


Ma quali sono gli utilizzi strategici di marketing più comuni dei QR code? Sempre l’analisi di Nellymoser mostra che la maggior parte degli action code sono stati utilizzati per uno o più dei seguenti quattro scopi:

  • Branding e dimostrazioni;
  • Acquisizione di dati e list building;
  • Commercio;
  • Connessione con i social media.

Analizziamoli più in profondità, uno a uno.

1. Branding e dimostrazioni

Gli usi più comuni: i QR code provocano sicuramente maggiore vividezza del contenuto e, indirettamente, brand awareness. Sono anche molto utili per offrire una prima dimostrazione o un’anteprima all’utente, nell’obiettivo di invogliarlo ad un acquisto futuro.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=eDbDeohJfW4′]

2. Acquisizione di dati e list building (opt-in, iscrizioni, concorsi)

I QR code sono efficaci per la creazione di database: gli utente possono rispondere immediatamente e in qualsiasi posto!

3. Commercio (on-line store, store locator, coupon)

Probabilmente l’obiettivo più interessante per i marketer. I lettori possono soddisfare immediatamente il loro desiderio di acquistare. Alcuni store locator usano il GPS integrato nello smartphone.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=ube62ucxxoc’]

4. Connessione con i social media

I QR code vengono utilizzati anche nell’obiettivo di spingere l’utente a connettersi a Facebook, Twitter e alla posta elettronica, viralizzando il contenuto. Nel 1° trimestre 2012  il 18% degli action code sono stati utilizzati per condividere video o informazioni sui prodotti sui vari social.


Come affermato da Darren Mark Noyce – Chief Consultant di SKOPOS – in seguito a una ricerca sull’utilizzo dei QR in Germania:

“I QR code sono utilizzati maggiormente quando i consumatori sanno esattamente quali sono le informazioni che riceveranno, come ad esempio orari, informazioni nutrizionali, ricette o informazioni sul prodotto specifico.

La scansione di un QR code dovrebbe essere una scorciatoia per visualizzare una pagina o un’offerta, non deve essere uno sforzo né una delusione.”

Naturalmente la maggior parte dei discorsi fatti vale anche per settori lontani dal mondo dell’editoria, considerando anche la nuova condizione delle aziende sempre più editor e provider di contenuti. E voi, utilizzate i codici nelle vostre campagne integrate di content marketing e/o come consumatori? Perché vi piacciono e quali risultati avete ottenuto?

iPhone 5: a Bologna due ragazzi in coda due giorni prima

E’ una notte qualunque sotto le due Torri, nel capoluogo emiliano: la gente passa, Bologna è una città sempre viva, gli studenti sono tanti e le strade anche all’una e trenta sono popolate di ragazzi.

Per questo motivo nessuno sembra far caso ai due giovani seduti fuori dall’Apple Store in via Rizzoli, neanche al fatto che i due amici sono seduti su due comode sedie pieghevoli, hanno dei plaid con loro, un rifornimento di acqua e giocano con l’iPad. In fondo Bologna è una città eccentrica e i “personaggi” non mancano.

Ma alla fine i passanti intuiscono: i ragazzi sono lì in attesa dell’uscita dell’iPhone 5 che, attenzione, esce il 28 settembre, cioè tra ben 32 ore circa!

Sono Luca Molon e Riccardo Merlin, due ventenni arrivati da Padova che dalle 9 del mattino del 26  si sono “accampati” davanti allo store di Apple e che hanno subito conquistato la simpatia dei curiosi che si son fermati a far domande.

Due vip per caso

Io, in giro per caso dopo una normale serata al cinema, mi son fermata con un amico a scambiar due parole coi ragazzi e in pochi minuti si son fermati molti a chiacchierare e a tenere compagnia ai due amici, nonostante l’ora. Tutto sotto gli occhi divertiti e per nulla preoccupati della guardia all’interno dell’Apple Store che vigila proprio in previsione dell’uscita dell’iPhone 5.

La prima domanda spontanea è “Ma non vi stanca tutto ciò?”: Riccardo ha la battuta pronta “Ti dirò: è quasi rilassante!”. Il ragazzo mi spiega che fa il commesso in un centro commerciale e che stare lì è quasi meglio del pensiero di dover andare a lavorare il giorno dopo! Si è concesso una pausa che ritiene più che meritata e la trascorre con il suo amico in questa strana avventura.

Ovviamente le discussioni più divertenti nascono con l’arrivo di alcuni ragazzi che si siedono accanto a Luca e Riccardo decisi a trascorrere un po’ di tempo con loro: “Ma non sarà meglio Samsung?”, “Ma comprerete o darete solo un’occhiata?”, “Il 4G non è un pò presto per l’Italia?”.

I due padovani non hanno dubbi: sì, compreranno l’iPhone 5 e son venuti apposta all’Apple Store perché non vogliono comprarlo con il canone con qualche operatore telefonico. Non è il loro primo iDevice: hanno iPhone 4S e iPad e non vogliono perdersi l’ultimo melafonino.

Riccardo pensa addirittura che possa essere l’ultimo modello di iPhone: in fondo non ha molto torto a pensarlo, la serie potrebbe chiudersi con questo modello e ci vorrà un po’ prima che da Cupertino esca un nuovo smartphone, in considerazione anche di un possibile assestamento organizzativo dovuto alle proteste in Cina alla Foxconn.

I due ragazzi hanno anche già deciso per il modello più costos0, sperano cioè di acquistare il 64 giga.

Apple è una filosofia

E’ quello che continuano a dire i due ragazzi: Apple è una filosofia.

Nonostante il loro gesto sia quantomeno curioso e nonostante i commenti di  un gruppo di passanti poco gentili, che li prendono in giro per questo, i due ragazzi dimostrano molta auto-ironia e quella simpatia che conquista persino i poliziotti che si fermano preoccupati più per la guardia costretta alla notte dentro il negozio che per loro che la trascorreranno per strada!

Da esperti del mondo Apple aiutano anche delle giovani donzelle – c’era da immaginarselo – che di notte (!) si fermano davanti all’Apple Store per chiedere una consulenza sul loro iPhone: lascio lì i due giovani mentre con una forcina per capelli armeggiano con l’iPhone di una delle ragazze come dei veri MacGyver!

Prima che vi lanciate in commenti su questi due ragazzi e sull’eterna guerra Apple vs Samsung, lasciatemi dire la mia: saranno pur fanatici (chiamiamoli così), ma simpatici come sono non c’è da escludere che torneranno a casa con qualche amico in più e con qualcosa di più dell’iPhone 5 da raccontare.

A noi Ninja non resta altro invece che aspettare i risultati concreti, i numeri relativi alle vendite di iPhone 5: questa di stasera sarà forse un’istantanea di quello che succederà nei prossimi giorni? Vedremo 🙂

3 domande a Olimpia Zagnoli illustratrice pop

3 domande a Olimpia Zagnoli, illustratrice pop [INTERVISTA]

3 domande a Olimpia Zagnoli illustratrice pop

Sempre in cerca di nuovi stimoli visivi, in questo periodo ho incrociato – a cavallo tra le due mie passioni della vita, la musica e i fumetti – l’attività di una giovane illustratrice che lavora tra l’Italia e gli Stati Uniti, Olimpia Zagnoli.

Ventotto anni, un portfolio che spazia dalle più importanti riviste ai brand internazionali – magari avrete fra le mani un numero di La Repubblica o Internazionale con le sue coloratissime illustrazioni – l’abbiamo vista recentemente alla regia dell’ultimo video di Bugo e nel weekend sarà con una personale dal titolo Spogliatoio al Treviso Comic Book Festival in mostra dal 29 settembre al 7 ottobre 2012.

Iniziamo con una breve presentazione, a partire dal suo logo inconfondibile con i tondi occhiali rossi:

3 domande a Olimpia Zagnoli illustratrice pop

Olimpia Zagnoli nasce nel 1984 a Reggio Emilia. Dopo anni di scarabocchi diventa illustratrice e comincia a collaborare con The New York Times, The New Yorker, La Repubblica, Rolling Stone, Adidas Originals e tanti altri. Il suo stile è caratterizzato da forme morbide e colori camaleontici. Vive a Milano in una casa con pavimenti caleidoscopici.

Hai lavorato in Italia e all’estero, e oggi conti un portfolio che spazia in tantissimi campi: l’editoria, la musica, il design, la moda…qual’è l’ambiente che ti stimola creativamente di più? Qual’è stata un’esperienza più forte che finora ha segnato la tua formazione artistica?

Mi piace cambiare spesso, provare nuovi supporti e vedere fino a che punto le mie immagini possano cambiare contesto. Non c’è un ambiente che mi stimola maggiormente, credo che sia la curiosità a guidare le mie scelte. Non saprei citare l’esperienza più forte che mi sia capitata, in generale tutte le commissioni difficili mi insegnano qualcosa.

3 domande a Olimpia Zagnoli illustratrice pop

Immagine tratta dal lavoro realizzato per l’App The Scoop, The New York Times

Con Bugo è stata la prima volta che ti sei cimentata con il videoclip? Come è stata questa esperienza? Vorresti riprovarci? E con quale artista?

3 domande a Olimpia Zagnoli illustratrice pop

Avevo già fatto un video musicale per i Green Like July, ma questa volta ho utilizzato per la prima volta delle grafiche create da me. E’ stata un’ esperienza molto interessante. Mi piacerebbe poter imparare ancora e fare nuovi esperimenti. Non saprei scegliere un’ artista in particolare, ma sicuramente qualcuno che abbia un’estetica pop molto sviluppata.

Il video di Bugo, Non ho tempo, quarto ed ultimo singolo tratto dall’ultimo disco Nuovi Rimedi Per La Miopia.

Al Treviso Comic Book festival 2012, che quest’anno celebra il rapporto tra sport e fumetto, sarai ospite con una personale dal titolo Spogliatoio. Puoi anticiparci qualcosa?

Non essendo una persona molto sportiva, ho deciso di concentrarmi su un aspetto secondario dello sport quale il luogo dal quale tutti gli sportivi passano almeno una volta al giorno.

3 domande a Olimpia Zagnoli illustratrice pop

Il manifesto della mostra, a Treviso, presso Spazio Supernova, dal 29 settembre (inaugurazione con l’artista) al 7 ottobre. Orari 10:00 – 13:00 e 16:00 – 18:00

North Sails celebra le sue tigri nella nuova campagna d'autore [VIDEO]

Concepire e ideare video che possano ritrarre l’immagine di un marchio e creare brand equity non è mai una sfida semplice. North Sails l’ha affrontato creando un concept artistico, dal sapore onirico e fantastico, che ripercorre la storia del brand e del suo fondatore, Lowell North, e le sue Tigri.

Da queste prende il nome il cortometraggio che vede protagonista l’attore Neil Huff, presentato in anteprima su Youtube qualche giorno fa, e nelle sale da novembre. Ideata dall’agenzia italiana Zero Starting Idea, la campagna multi piattaforma mette in copertina le facce degli uomini North Sails, le cosiddette “Tigri”.

Il filmato è un piccolo viaggio nella memoria storica dell’azienda, alla ricerca del significato profondo dell’essere, del diventare ciò per cui si é nati, nonostante circostanze spesso avverse o incanalatesi in un’altra direzione. Come cercare il mare nel deserto, o le tigri tra la sabbia.

Il regista Leonardo Guerra Seràgnoli racconta che

l’idea originale era creare un contrasto fra il deserto e il mare. Il deserto era perfetto come luogo in cui si desidera ardentemente qualcosa di lontano e irraggiungibile. Se vivi vicino al mare è più facile amarlo, pensare di diventare un marinaio o fare il pescatore. Mentre se vivi lontano dal mare, ma dentro hai un desiderio grande, quasi una nostalgia di qualcosa che neanche hai mai visto, è quello il luogo dove può nascere una vera passione.

Questa campagna ha l’indubbio merito di essere riuscita a condensare mission e vision di un brand in una decina di minuti di immagini, poetiche e coinvolgenti. Voi che ne pensate?