Come fare il pitch perfetto [HOW TO]

Abbiamo già parlato di Alessandro Petrucciani, co-founder di Klash, che ha condotto un pitch che Jason Calacanis, il conduttore del programma web TWIST (This Week In Start Up”) ha definito come il “pitch perfetto“. Abbiamo ora il piacere di ascoltare da lui alcuni consigli su come eseguire un pitch efficace che coinvolga il pubblico e catturi l’attenzione dei potenziali investitori.

Alessandro parlaci un po’ di te, cosa fai nella vita?

Dopo il master all’Esade Business School di Barcellona ho aperto gli occhi su quello che volevo fare davvero nella vita: sviluppare il mio spirito imprenditoriale. Mi sono avvicinato così al mondo delle startup, e con altri amici ne abbiamo fondato una tutta nostra, Klash. Si tratta di una piattaforma, da poco disponibile anche come applicazione mobile per iPhone, per scommesse e sfide tra amici. Quello che vogliamo fare è creare un momento social attorno ad un istinto umano come la competizione. Il nostro obiettivo è far sì che siano gli stessi utenti a creare e consumare contenuti. I nostri utenti sono i veri protagonisti, infatti sfidandosi nella vita reale possono portare questo contenuto nel mondo digitale di Klash, condividelo con il resto del pubblico online.
Come fare il pitch perfetto [HOW TO]

Proprio durante la presentazione di Klash al webshow “TWIST” condotto da Jason Calacanis hai fatto un pitch che è stato definito “the perfect pitch”.
Come fare un pitch perfetto?

Mi hanno Klashato! Un amico sapendo che dovevo partecipare a quel programma sul web mi ha sfidato ad andarci in mankini, come potevo tirarmi indietro?! Tornando a noi, devo dirti la verità, secondo me non esiste il pitch perfetto! Mi sono reso conto che le persone hanno paura di raccontare le proprie idee, invece più ne parli e più di volta in volta perfezioni il tuo pitch, inoltre puoi ottenere utili feedback sulla tua idea. Una delle cose più importanti è capire chi hai davanti, ad esempio quando ho presentato Klash in mankini, sapevo che avrei potuto farlo perchè il conduttore, Jason Calcanis, adora l’intrattenimento e queste cose fuori dall’ordinario! Il body languange è fondamentale, ho studiato recitazione per cinque anni e devo dire che mi ha aiutato parecchio.

Come fare il pitch perfetto [HOW TO]

Puoi fare un piccolo elenco su quelle che sono le regole fondamentali per fare un pitch efficace?

#1 Capire con chi si sta parlando

Devi domandarti chi hai davanti. Devi presentare la tua idea a clienti o investitori? Se ho davanti degli investitori mi focalizzo di più su quali sono le opportunità della mia idea, qual è il problema che posso risolvere o cosa mi rende migliore rispetto ad altri. Invece se mi trovo davanti a dei clienti mi concentro su quale sia il valore che sto offrendo loro e perchè dovrebbero utilizzare il mio prodotto. A esempio i miei utenti scaricano Klash perchè è divertente, quindi quando faccio il pitch devo essere divertente.

#2 Il body language

Per attirare l’attenzione del pubblico è fondamentale trasmettere la propria idea anche attraverso il body language. Scordatevi mani davanti alla bocca oppure in tasca, e non date mai e poi mai le spalle al pubblico per leggere le slide. Se si ha una postura sbagliata già si parte male! Anche l’espressione del volto aiuta tantissimo.

Come fare il pitch perfetto [HOW TO]

#3 Slide chiare e snelle

Un pitch è buono se si è in grado di farlo anche senza slide. Meno testo c’è, meglio è, le slide devono essere solo un supporto. Io adoro quelle slide con tre parole chiave gigantesche o un numero enorme al centro, poi devi essere tu a spiegare quel numero o quelle tre parole.

#4 Parlare ad alta voce

Il tuo pubblico non si deve sforzare a sentirti, sei tu che devi sforzarti di farti sentire. Se deve parlare in modo chiaro e con un tono di voce alto, in questo modo trasmetti sicurezza riguardo a ciò che stai offrendo.
Come fare il pitch perfetto [HOW TO]

#5 L’introduzione e la conclusione sono le fasi più importanti

La cosa fondamentale in un pitch è la gestione del tempo. Devi essere in grado di fare un pitch anche in soli 60 secondi. L’introduzione e la conclusione sono i momenti più delicati ed importanti. L’introduzione serve a chi ti ascolta per inquadrarti, per capire chi sei e cosa offri, mentre la conclusione è quello che il pubblico si porta via.
Come fare il pitch perfetto [HOW TO]

#6 Essere modesti ed umili

Quando si parla ad un pubblico si deve cercare di essere modesti, mai essere sfrontanti. Questo non vuol dire non manifestare la propria sicurezza, solo devi cercare di mostrarti umile nell’esposizione delle tue idee, sono loro che ti giudicano.

#7 Organizzare i contenuti

E’ fondamentale organizzare bene i contenuti. Volendo tracciare una linea guida delle cose da dire: 1) Chi è il team; 2) Qual è l’idea; 3) Dare degli esempi pratici; 4) Spiegare il proprio business model.

Come fare il pitch perfetto [HOW TO]

#8 Non imparare il pitch a memoria

Mai affidarsi alla propria memoria, perchè sotto stress può giocare brutti scherzi! Se hai la tua idea chiara in testa, il pitch dovrebbe avvenire in maniera molto naturale.

Grazie mille Alessandro per averci dedicato il tuo tempo. Ti facciamo i nostri migliori auguri per la tua attività. Scommettiamo che otterrai un grande successo?!
Soprattutto con la vostra prossima versione in italiano di Klash. Per il momento è possibile scaricarlo per iPhone o utilizzarlo sul sito web e via facebook.

Di seguito è possibile visualizzare il video del perfect pitch di Alessandro Petrucciani ospite nel web show TWIST.

Gamification come strategia di engagement per la startup Ansquare

Durante la Social Media Week di Torino si è parlato di partecipazione ed engagement a 360°. Un incontro, in particolare, è stato dedicato alle tecniche di engagement utilizzate dalle startup per costruite la propria base di utenti e stimolarne la produttività. In questo contesto Fabrizio Mirabito ha presentato la propria startup: Ansquare.
Fabrizio, dottore in Ingegneria, ci parla così della sua idea di business e di come sfrutta le tecniche di gamification per stimolare la produttività degli utenti.

In cosa consiste Ansquare?

Ansquare è una piattaforma di Domande & Risposte. Gli utenti possono iscriversi sulla piattaforma e porre domande oppure fornire risposte su qualunque argomento, in maniera semplice, immediata, ed integrata con i Social Network. In questo modo accumulano dei punti che consentono di sbloccare delle ricompense che consistono in sconti, promozioni, deals, coupon, app gratuite piuttosto che servizi in prova.

Com’è nata l’idea?

L’idea è nata a maggio, pensando a come applicare la gamification ad una startup. La gamification consiste nell’inserire dinamiche di gioco all’interno di contesti non necessariamente ludici al fine di raggiungere specifici obiettivi, come engagement con l’utente, piuttosto che aumento del numero di utenti. Ad esempio è possibile innestare dinamiche di gioco all’interno di un ufficio per aumentare la produttività.

Come può essere usata dalle startup?

Le startup devono capire come trasformare questa pratica degli utenti in qualcosa che generi dei soldi. Ad esempio Beintoo implementa un layer di gamification che si può integrare all’interno delle applicazioni mobile o web per innestare delle dinamiche di gioco nelle applicazioni stesse.

Implementando le loro librerie è possibile integrare features (obiettivi, missioni, punteggio, classifica) che si trasformano in benefici reali per gli utenti, ovvero in sconti, promozioni, deal, app gratuite.

Come viene utilizzata la gamification all’interno di Ansquare?

Io volevo utilizzare la gamification, non solo nei giochi e nelle app, ma anche per altri fini, come ad esempio incentivare gli utenti a produrre contenuti. I problemi principali di ogni servizio social sono infatti come attrarre utenti, come poter guadagnare dai banner quando non c’è traffico e, soprattutto, come poter avere contenuti di valore.


Ho pensato quindi di implementare il layer di gamification di Beintoo all’interno di un’applicazione che permette di inserire contenuti. E’ nata così la piattaforma di Domande e Risposte con al suo interno dinamiche di gioco, di punteggi, di classifiche, di livelli, con innestato la possibilità di ricevere come ricompensa coupon di sconto. In questo modo l’utente percepisce lo sconto come una ricompensa che ha guadagnato, a cui dunque conferisce importanza. Come conseguenza l’utente clicca sul coupon nel 50% dei casi e spesso procede all’acquisto.

All’interno delle applicazioni è quindi necessario provacare emozioni e felicità. La produzione di contenuti e la gamification possono dunque andare di pari passo e portare sia contenuti sia engagement. Ed è per questo che spero che nei prossimi anni ci sia un’ascesa degli ingegneri della felicità che riescano a portare le soddisfazioni del mondo virtuale nel mondo reale. In questo modo si potranno trasformare le emozioni in engagement e conversioni.

Consigli indispensabili per creare un sito di successo [INFOGRAFICA]

Come creare un sito web di successo? I fattori da tenere in considerazione sono diversi: occorre pensare a quali sono i browsers più diffusi, la grandezza media degli schermi degli utenti, senza trascurare l’usabilità del sito.

Ecco un’utilissima infografica trovata su ROI Media che riassume in modo semplice e schematico le regole base per creare un sito efficace:


Clicca sull’infografica per ingrandirla

Anna dello Russo, il fenomeno mediatico che divide moda e web

Il caso

Il 9 settembre viene lanciato in rete un controverso video intitolato “Fashion shower”, dove una famosissima Fashion Director si esibisce cantando e ballando, vestita di un microabito in PVC e accessori d’oro.

Ecco il video

 La protagonista è Anna Dello Russo, Creative Consultant di Vogue Japan, un passato in Vogue Italia e per sei anni Editor de L’uomo Vogue.  L’occasione è il lancio della nuova collezione di accessori ideati in collaborazione con il brand low cost svedese H&M, disponibile dal 4 ottobre.

E il web si divide.

Chi plaude alla performance creativa di Anna e chi la prende di mira per mancanza di stile ed eccessiva pomposità.
 Perchè?
 Rispondere a questa domanda non è facile, ma possiamo provarci!

J’ACCUSE

Non semplicemente una fashion blogger, una creativa della moda o una editor un pò pazza. Lei non solo veste Prada, ma è riuscita a diventare famosa quanto la sua omonina Anna Wintour, direttrice della bibbia della moda, Vouge.


Insomma, lei è la moda!


Anna Dello Russo è riuscita a fare del suo corpo e della sua vita un patinato e dorato reality show virale attraverso due key concept:

-creare hype intorno al suo personaggio

coinvolgere i propri followers

Anna dello Russo risulta essere il prodotto di un’attenta pianificazione strategica, che utilizza le più classiche fra le leve del marketing mix unendole ai vantaggi derivanti dall’uso dei social media e con questa soluzione riesce ad ottimizzare al meglio l’engagement con i propri followers. Anna, infatti, genera un’esperienza attraverso:

#1 Coinvolgimento dei sensi

Strumento principale che Anna dello Russo utilizza per creare attenzione e tam tam mediatico è il suo corpo che – alla stregua di un manichino  androgino e filiforme – viene ricoperto da outfit dai colori sgargianti e dalle forme ricercate, estreme e talvolta dichiaratamente kitsch. Questa strategia visiva richiama chiaramente la tecnica dello show and shock utilizzata fin dalle sue prime apparizioni dalla visual-star Lady Gaga. Show and shock – mostra e stupisci, così ti ricorderanno. Bisogna aggiungere altro?

#2 Incremento della passione

AdR riesce ad incrementare la passione nei suoi followers verso la moda e le sue mille sfumature creando desiderio. Come? Lasciando che l’originalità e l’eccentricità restino il marchio di fabbrica AdR. In un mercato ormai saturo come quello della moda, restare fedeli al proprio portfolio estetico è un must da rispettare, sopratutto per un personaggio che per restare a galla deve creare continuamente buzz intorno alla sua figura. L’unicità, infatti, è il carattere di differenziazione che il brand AdR trasmette ai suoi followers. Si sa, il trash vende sempre!

#3 Approccio olistico ai social media

Come ogni brand che si rispetti, Anna dello Russo utilizza in toto i social network puntando sulla loro pervasività. Ecco allora che i contenuti promozionali (outfit delle sfilate, foto e video delle sue collaborazioni e dei suoi prodotti) rimbalzano dal suo blog AdR, al suo profilo Twitter a quello Facebook, girano su Youtube. Ovviamente il suo seeding ha come risultato views, like e commenti in gran quantità! Il seeding sui differenti social media, infatti, risulta qui fondamentale per il processo di distribuzione e condivisione del contenuto. Se gli utenti non ritengono il contenuto valido, infatti, questo resta esattamente dov’è!

E Anna dello Russo come sfrutta questo cambiamento? 
Aldo Grasso – affermato giornalista e critico televisivo – ci viene in aiuto sul definire AdR un autentico caso da teoria della soglia:

 “Quando una cosa raggiunge il suo massimo, si capovolge nel contrario”









J’ADR

Patinata, eccessiva, sopra le righe.
 Non bastano aggettivi per descrivere questo raro animale della moda. Battezzata da Helmut Newton “maniaca della moda”, non fa niente per disattendere le promesse, ma preferisce definirsene una “vittima”. Usa il suo corpo come una mannequin, addobbandolo di abiti, con una predilezione per lo stile teatrale, ricco di accessori, ostentativo.

Tre elementi del video colpiscono:

#1 Opulenza, eccesso, esagerazione

La moda è semiotica, come lei stessa ripete di frequente, e parla un linguaggio internazionale. Nel video Anna Dello Russo elenca il suo personale decalogo in materia di moda, da “Wear outfit once” a “Fashion is always unconfortable, if you feel comfortable, you never get the look”. Eccessivo, irrealistico? Certamente. Ma d’altronde la moda non ha mai fatto rima con visione realistica della realtà. Per quello abbiamo l’economia. La moda risponde al presente parlando del futuro. E crea sogni.

2# Alla moda, con ironia

Impossibile non rimanere colpiti dall’estro e umorismo di questo video. Anna Dello Russo mette in secondo piano il suo corpo androgino vestito solo di un tubino nero in PVC, assegnandogli una valenza espositiva rispetto ai protagonisti, gli accessori, che cadono come pioggia dal cielo. Così facendo, si fa veicolo della moda e riflette una missione, una condivisione di valore e uno stile di comunicazione davvero personale. Usa il corpo per fare Branding alla moda, riuscendo a fare Personal Branding a sé stessa. Non è un caso se è stata scelta come soggetto della serie celebrativa del decimo compleanno del colosso dell’e-commerce Yoox. 
Volete comprare una maglietta della collezione? A meno di quattro giorni dalla messa in vendita online sono andate tutte esaurite.

3# Coerenza comunicativa con l’inner child

Il marchio Anna Dello Russo è sempre stato improntato all’eccessività e all’ecletticismo, con una punta di ironia. Impossibile non riconoscere queste caratteristiche anche in Fashion Shower. La scenografia dove si muove Anna nel video è un paradiso di oro e pietre preziose, un mondo incantato che la protagonista cavalca a bordo di uno stiletto gigante. Il risultato si avvicina al sogno realizzato di una bambina, che ha finalmente messo in connessione i sogni infantili con i desideri di una donna adulta. D’altronde la stessa Anna Dello Russo gioca con la sua immagine più infantile pubblicamente, come dimostrato dal suo sito e dai numerosi video disponibili su youtube. Un ulteriore mossa di marketing? Un aspetto malcelato o la sua vera personalità? Non possiamo saperlo.

Chiudiamo con un aforisma tratto da un film di Pedro Almodovar, “Tutto su mia madre” :

“Una è più autentica, quanto più somiglia all’idea che ha sognato di se stessa”




E voi cosa ne pensate? Dite la vostra!

Costumi nerd per Halloween

Cercando un pò di idee per le maschere di Halloween, si nota come, oltre a zombie e mummie, si stiano diffondendo maschere “nerd”.

C’è chi, super tecnologico, sceglie di non abbandonare neanche per una sera l’iphone, il navigatore o la propria consolle portatile, dandosi al bricolage e ricostruendoli in grandezza umana! E ancora, qualcuno da vita ad un robot, infilandosi dentro all’involucro e facendolo muovere. Può essere di fantasia oppure una riproduzione di sé stessi. L’idea di vestirsi con robot piace ma non bisogna per forza avere addosso tutto l’ambaradam, si possono scegliere vie alternative: un gioco di luci che ricrei l’idea della struttura usando i led; oppure con immagini nelle t-shirt, per se stessi e per i propri figli. Ovviamente non sono esclusi anche gli animali domestici: un vestito anche per loro…chissà però se apprezzano…

Un altro filone è quello dei personaggi dei libri, dei film e dei video giochi. Harry Potter da spunto per divise scolastiche magiche, che sembrano essere sospese in aria tanto sono lunghe. Dal mondo fantasy, arrivano principesse con orecchie a punta e dalla carnagione glaciale oppure esseri con un solo occhio!Chewbecca e Super Mario diventano sexy abiti da donna e vengono ripresi fumetti, truccandosi se si fosse appena usciti dalle loro pagine.

Non sono senza dubbio meno importanti però i dettagli, che possono farci distinguere tutti i giorni. Alcuni esempi? Le unghie da Wonder Woman, con la bandiera americana e le grafiche tipiche del suo costume, o il copricapo per bambini che richiama la pettinatura della Principessa Leila!Meravigliose le scarpe di Batman e Robin per lui e non sono da meno i tacchi in stile ragnatela per lei. Felpe o accappatoi per chi non ha paura di essere notato oppure piccoli dettagli come possono essere i gemelli da polso per chi vuole essere ricordato solo dai più attenti.

Novoceram porta Barbablu al Cersaie di Bologna [INTERVISTA]

Il marketing e il branding riescono ancora a fare sognare le persone? E’ questa una delle grandi domande che da sempre ci facciamo, cercando nello stesso tempo di trovare esempi eccellenti e buone pratiche in tale direzione. E a giudicare dal progetto di Novoceram presentato proprio in questi giorni al Cersaie 2012, ci sembra di essere riusciti nell’intento anche questa volta 🙂

L’azienda, storica società francese operativa nel settore ceramico e appartenente al Gruppo Concorde, ha sfruttato questa importante vetrina internazionale proponendo uno stand magico e straordinario ispirato alla favola di Barbablu.

Per il riassunto della storia, scritta da Charles Perrault nel XVII secolo, citiamo Wikipedia:

“Una ragazza accetta di sposare un ricco gentiluomo, […] con una particolarità fisica: ha la barba blu. La questione si fa ancora più inquietante dal momento che egli è già stato sposato più volte e che tutte le sue mogli sono misteriosamente scomparse. Qualche tempo dopo le nozze, Barbablù deve partire per affari e consegna alla sua giovane sposa un cofanetto di chiavi che aprono tutte le porte del castello. Ma […] c’è un posto in cui la ragazza non deve recarsi per nessun motivo. Dopo diversi giorni dalla partenza del marito, spinta dalla molta curiosità, entra nella stanza proibita e fa una macabra scoperta: lì si trovano i corpi delle precedenti mogli […]. Dall’emozione, lascia cadere la chiave che si sporca di sangue: cerca di pulirla, ma è fatata, e la macchia non va via. Il giorno del ritorno Barbablù per prima cosa si fa riconsegnare il mazzo di chiavi: la chiavetta macchiata testimonia la disobbedienza della moglie […]. Senza alcuna pietà si prepara a uccidere per l’ennesima volta. Tutto ciò che concede alle lacrime della giovane sposa è di potersi raccogliere in preghiera […]. Barbablù […] sta quasi per far calare la lama sulla povera fanciulla quando i suoi fratelli irrompono nella stanza e uccidono il malvagio […] a fil di spada. […].”

Il risultato? Giudicatelo voi 🙂

Un progetto tra creatività, sogno e strategia dunque. Per capirlo a fondo abbiamo avuto il piacere di intervistare Francesco Catalano, Marketing Manager di Novoceram, ideatore dell’iniziativa e grande esperto di temporary store: è infatti suo uno dei primi manuali italiani sul tema.

E’ nata un’intervista molto interessante che partendo da Barbablu tocca tutto il tema della comunicazione non convenzionale e innovativa portata avanti e gestita dall’azienda nel tempo. Non ci resta che augurarvi buonissima lettura!

Buongiorno Francesco, e grazie di essere con noi! Partiamo dalle origini: come è nata l’idea di Barbablu?

Ogni volta che progetto una scenografia o un’iniziativa di comunicazione per Novoceram inizio sempre dalla costruzione mentale di una storia che prenderà corpo nel progetto. Finora avevo seguito questo approccio per mettere in scena, di volta in volta, uno specifico tema o un singolo valore dell’azienda: il rispetto per l’ambiente con Ecovintage ed Ô, lo charme francese con Conte d’été, la passione per il web con The Passion Project, etc.

Stavolta invece, per prepararci al nostro 150° compleanno che si festeggerà tra pochi mesi, abbiamo preferito creare uno stand-antologia, capace di esprimere l’insieme di tutti i nostri valori attraverso un percorso di  scoperta che consenta al visitatore di affacciarsi all’intero mondo di Novoceram. La favola di Barbablu, con le sue stanze colme di meraviglie, ci è parsa subito una metafora perfetta e mi ha offerto lo spunto progettuale di concatenare una teoria di 7 stanze ciascuna dedicata a uno dei nostri valori: l’Ispirazione, lo Charme, la Francia, la Natura, la Fabbrica, la Relazione.

E per quale motivo avete deciso di ‘trasportare’ questa idea proprio nello stand del Cersaie 2012?

Per il settore ceramico il Cersaie è tradizionalmente la principale vetrina per proporre le nuove collezioni al pubblico internazionale.

Nel caso di Novoceram, invece, viviamo sempre questo evento come un’occasione irripetibile per offrire al nostro pubblico una esperienza più ricca e uno sguardo più ampio sulla cultura della nostra azienda. Personalmente trovo che, per un brand che produce design, declinare sugli stand fieristici contenuti che vanno al di là della mera esposizione di prodotto sia un piacevole dovere e al contempo un modo molto efficace e autentico per comunicare elementi non tangibili, in grado di dare corpo a un’identità più completa.

Che tipo di esperienza avete pensato per gli ospiti in arrivo? Cosa apriranno questa volta le chiavi fatate?

Nella fiaba di Perrault a cui ci siamo ispirati, Barbablu affidava alla giovane moglie tutte le chiavi del palazzo invitandola ad aprire tutto e ad andare dappertutto, tranne che in una piccola stanza. La curiosità della sposa le impedirà di rispettare questo divieto: soccomberà alla tentazione di aprire quella porta fatale, scoprendo così il terribile segreto che nasconde.

Anche sullo stand Novoceram ognuno dei nostri ospiti avrà la possibilità di aprire tutte le porte, compresa quella dell’unica stanza proibita al termine del percorso. Protagonisti di ogni stanza, accanto ai materiali delle nuove collezioni, sono gli allestimenti allegorici che raccontano con un pizzico di ironia ognuno dei valori, mentre dietro all’ultima porta si nasconde il settimo valore, l’ultimo segreto di Novoceram, che solo i più audaci potranno scoprire attraverso una breve esperienza multimediale che si attiva penetrando nella stanza.

Quale è l’obiettivo che ha spinto alla creazione di questo progetto?

Con Barbablu abbiamo voluto condurre il nostro pubblico a scoprire non solo i nostri prodotti, ma tutto il nostro mondo. La scelta di un registro estetico e di un meccanismo narrativo mutuati al linguaggio delle fiabe non è casuale, ma rispecchia una volontà di divulgazione che da alcuni anni ci permette di abbracciare un doppio pubblico: da un lato quello del trade, principale target di un settore B2B come il nostro, ma dall’altro anche quello dei consumatori, che da alcuni anni stiamo cercando di conoscere meglio. Il tema e il personaggio di Barbablu si stanno infatti rivelando molto stimolanti anche sui social network, permettendoci di avviare conversazioni interessanti e di arricchire l’animazione dei nostri canali con contenuti non strettamente legati al prodotto ceramico.

Parlavi prima dell’esperienza multimediale che i visitatori incontreranno nell’ultima stanza dello stand. Novoceram è sempre più attiva nell’esplorazione di forme nuove di comunicazione: dalla forte presenza digital alla creazione di temporary store favolosi, passando per diversi contest con gli utenti. Anche in questo caso, quali sono gli obiettivi e la strategia corporate?

Da quando seguo Novoceram ho sempre pensato che per una delle pochissime aziende francesi in un settore dominato dai leader di mercato italiani fosse indispensabile lavorare molto sull’identità di marca. Gli strumenti di marketing non convenzionali si sono presto rivelati i più adatti e i più efficaci per avanzare in questo percorso: il nostro Temporary Shop a Parigi è stato il primo esperimento di questo tipo, e ci ha dato fiducia nel valore e nei ritorni concreti di questo tipo di operazioni.

Abbiamo così esteso questa stessa concezione agli stand, emancipandoci dall’approccio meramente espositivo della maggior parte dei concorrenti e facendone strumenti di comunicazione a 360°, spesso abbinandoli a intense iniziative online. L’apertura al web è la più recente direttrice del nostro sviluppo in termini di marketing e comunicazione: anche in questo caso la spontaneità della scelta si sta già rafforzando a fronte di risultati interessanti e inattesi.

Grazie Francesco, e complimenti ancora a tutto il team per la bellissima idea! Allora, vi abbiamo incuriosito? Approfittate delle ultime ore per poter vedere lo stand dal vivo e immergervi nell’esperienza! Altrimenti vi basterà seguire i canali ufficiali (Facebook, Twitter, Pinterest, etc.) e lo stesso blog di Francesco per spulciare le foto più belle 😉

Stanley, il trenino che ha volato nello spazio! [VIDEO]

Molti genitori si domandano: “Come posso realizzare i sogni di mio figlio?” Ron Fugelseth c’è riuscito!

Suo figlio di 4 anni e il trenino Stanley, sono due amici inseparabili e Ron decide di fare al piccolo un regalo speciale.

Con la collaborazione di un pallone aerostatico, una telecamera HD, un telefonino dotato di GPS, il 24 agosto 2012 Ron ha inviato nello spazio Stanley all’interno del pallone con l’attrezzatura, per documentare lo straordinario viaggio.

Un’ora dopo ha raggiunto la stratosfera filmando tutto il volo e 20 minuti dopo è atterrato dal suo amico, sano e salvo!

Per completare il regalo, Ron ha lavorato al video per 5 mesi e il risultato è semplicemente delizioso. Con After Effects e Photoshop, inoltre, ha realizzato le espressioni del trenino, immaginando come il figlio vede Stanley.

Chi dice che gli uomini non hanno un animo tenero?!

Mc Donald's, Cam, Ford; le migliori campagne pubblicitarie della settimana

Anche questo week-end, per i nostri lettori, le migliori campagne pubblicitarie della settimana. Potrete sentirvi giudici implacabili nel condannare o elogiare i più noti creativi del mondo direttamente seguendo il nostro post settimanale.

Insomma il nostro è solo un impulso. A Voi, giudizi e opinioni.

Mc Donald’s sempre meno trash food

Particolare attenzione ai cambiamenti attuati da Mc Donald’s nell’abbandonare sempre più il concetto di trash food proiettandosi alla genuinità e salubrità degli ingredienti.

E’ ormai l’ingrediente il protagonista delle sue ultime campagne pubblicitarie e l’atmosfera è sempre più agreste e semplice.

Advertising Agency: DDB, Sydney, Australia
Executive Creative Director: Dylan Harrison
Art Director: Daryl Corps
Copywriter: Peter Ogden
Typographer / Designer: Domenic Bartolo
Photographer: Anson Smart
Art Buyer: Bryson Holt

Cam, gioco da favolista

E poi Cam, una grafica onirica che racconta l’universo dei bambini così come deve essere.

Una campagna pubblicitaria leggera e abbagliante

Advertising Agency: DLVBBDO, Milan, Italy
Creative Director: Federico Pepe, Stefania Siani
Art Director: Matteo Pozzi
Copywriter: Dennis Casale
Illustrator: Davide Calluori

Elemosina altruista

 

 

 

Advertising Agency: Publicis Life Brands Resolute, London, UK
Creative Director: Shaheed Peera
Art Directors: Nick Robinson, Shaheed Peera
Illustrator: Nick Robinson
Photographer: Nick Robinson
Published: August 2012

UNHCR Dilema

Advertising Agency: Y&R, Geneva, Switzerland
Creative Director: Bob Heron
Art Director: Frédéric Savioz
Copywriter: Bob Heron
Graphic Designer: Ludovic Rossier
Photographer: Cédric Delsaux

Tripudio Vegetariano

 

 

Advertising Agency: BEING TBWA, Paris, France
Creative Director: Thierry Buriez
Art Director: Jean-Pierre Roges
Copywriter: Eric Sintes
Photographer: Laurent Fau / Studio des Fleurs
Art Buyer: Caroline Roesch

Religion garbage

 

Advertising Agency: Muckmouth, Auckland, New Zealand
Creatives: Nobjockey, Tatsie, Strange G, Dabset
Illustrator: Kennedy Poynter

Ford: non digitare mentre guidi

Advertising Agency: JWT, Delhi, India
Chief Creative Officer: Bobby Pawar
Creative Directors: Saurabh Dawar, Amitav Misra
Copywriter: Smriti Shadra
Art Director / Illustrator: Chandni Jain

Una mano per l’artigianato Made in Italy

Mani che cucinano piatti prelibati, mani che si sporcano per un’opera d’arte, mani che donano tempo ai nostri orologi… in poche parole? Parliamo di artigianato Made in Italy.

Nonostante si sia affermata la visione secondo cui il lavoro intellettuale sia alla base del lavoro manuale, il mercato sembra affermare che è l’unione dei due mondi a rendere unico e di qualità il prodotto finale.

Non a caso di recente abbiamo analizzato il vantaggio competitivo del Made in Italy, attraverso tre case history, e oggi invece vi proponiamo un contest che lo riguarda.

Ma prima di scoprirne i dettagli, diamo un’occhiata a questo video…

L’artigianato: un contenitore di valori

Italia Lavoro, in collaborazione col Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Sociale, dà il via ad un contest dal sapore creativo all’interno del portale Zooppa.it: una vera e propria arena dove i creativi possono darsi battaglia a suon di appetitosi claim e sensuali visual.

Obiettivo del contest è la realizzazione di una campagna pubblicitaria composta da grafica e video volta a promuovere il lavoro artigianale di qualità.

La campagna che raccoglierà più voti ed l’apprezzamento dei committenti potrà portare a casa ben 22.500 $. La posta in palio è suddivisa nelle due categorie sopracitate e si può concorrere anche puntando solo ad una delle due categorie. Parte della posta sarà elargita all’idea più innovativa e creativa a prescindere dal risultato ottenuto.

Lo scopo su cui si dovranno focalizzare i partecipanti sarà quello di comunicare i valori che l’artigianato porta con sé: bellezza, dedizione, creatività e qualità.

Sappiamo bene che l’artigianato, oggi, nelle realtà imprenditoriali innovative non trova fondamento esclusivamente sulle capacità del singolo bensì sulla sinergia dei singoli protagonisti che, insieme, puntano ad un bene qualitativamente più alto ed è per questo motivo che la campagna richiesta deve abbracciare tutti quei settori in cui l’artigianato gioca un ruolo fondamentale per la riuscita del prodotto.

Il contest è un’ottima opportunità per i creativi che puntano non solo ai ricchi premi, ma ad un considerevole ritorno positivo d’immagine, infatti, Zooppa.it conta più di 150.000 utenti fra fans ed utenti registrati.

Carissimi guru dell’immagine e stregoni delle parole, l’importante non è partecipare o vincere bensì comunicare con creatività il lavoro delle vostre mani.

Una spiegazione artigianale su cos’è la Pubblicità Integrata [VIDEO]

L’agenzia di Tel Aviv BBR Saatchi & Saatchi attraverso un originale video pedagogico torna al passato per spiegare il presente, e crea una lezione artigianale ed attrattiva sulla pubblicità integrata.

Anche se il concetto di integrazione o di marketing integrale circola già da tempo nelle conversazioni degli addetti al settore, non tutte le agenzie hanno ancora chiaro lo sforzo creativo per diffondere al giorno d’oggi un messaggio attraverso i differenti media.

Non cattureremo per altro tempo la vostra attenzione dilungandoci a parole: un eccellente lavoro creativo, e una memorabile visione della realtà, mostra come si è trasformato il mondo della pubblicità. Il filmato è disponibile per ora solo in lingua inglese, ma fortunamente è sottotitolato, quindi… Buona lezione!