Giffoni Film Festival, la comunicazione è digital

Sono la Rassegna del Cinema per i Ragazzi e la Gioventù più conosciuta a livello internazionale. 3000 giurati da circa 50 paesi, per un traffico annuo totale di circa 180 mila persone. Nel 1982 Francois Truffault lo definisce “il più necessario tra i festival”. Ma il Giffoni Film Festival, nato da un’intuizione dell’allora diciottenne Claudio Gubitosi e dal 1970 di base a Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno, non è solo un punto d’incontro per il cinema dei ragazzi: è una vivace fabbrica della creatività che ha fatto del mondo digitale l’avamposto più fedele per condividere e diffondere un progetto, nato da due idee: una giuria di soli ragazzi e un’ambientazione fedele al paese di origine.

Facebook, Flickr, Twitter, Vimeo, Youtube. La presenza giffoniana è diffusa e consolidata in rete e alimentata dal grandissimo numero di utenti che seguono attivamente il diario digitale del Festival, con una squadra di una decina di operatori che permettono un presidio quotidiano di tutti i canali. E’ proprio di ieri il lancio di Giffoni Social Experience, applicazione per Iphone e Ipad per seguire in tempo reale tutto quello che accadrà durante questa edizione del Festival del cinema per ragazzi.
A parlarci della “Giffoni Experience” e della sua strategia digitale Luca Tesauro, Ufficio Stampa di Giffoni Film Festival.

Ciao Luca, vuoi parlarmi dell’ applicazione che avete lanciato ieri?

Si, abbiamo lanciato questa applicazione, Giffoni,  per smartphone e tablet, sviluppata dalla Mint e scaricabile gratuitamente da Itunes e Google play, con cui è possibile consultare in tempo reale tutto le info riguardanti gli eventi della 42esima edizione della manifestazione in programma fino al 24 luglio. Non siamo nuovi in questo campo, è il 4^ anno che sviluppiamo applicazioni digitali, anche sperimentali. E in più, quest’anno, abbiamo ospitato la presentazione di Sniffroom, primo social network dedicato ai post vocali. Il progetto, realizzato da un team giovane con sede a Montecorvino Rovella (Salerno), si dedica allo sviluppo di una nuova forma di comunicazione sociale, basata non più sulle immagini ma su post vocali di 31 secondi chiamati ‘Hermes’, che mettono in contatto gli utenti. Altra novità del Social Network è la possibilità di esprimere giudizi sia in positivo che in negativo, generando una “reputazione” sociale. Un nuovo modo di comunicare che integra i canali che già utilizziamo con l’esperienza vocale, molto interessante.

Com’è strutturata l’applicazione del Giffoni Film Festival?

L’applicazione dona agli utenti una serie di informazioni utili per immergersi ancora di più nell’atmosfera del Giffoni: come arrivare al Festival, dove alloggiare, i luoghi da visitare fino alle sezioni che spiegano come si svolgerà la manifestazione in questi dieci giorni di rassegna.  Dalle info utili,  Masterclass, ospiti, anteprime ma soprattutto la sezione dedicata ai film in concorso, vero fulcro del festival. Spazio anche alle attività collaterali, come i concerti, gli spettacoli teatrali e di danza e le attività per i più piccoli. Inoltre, per ogni appuntamento sarà possibile localizzarne il luogo tramite un sistema di punti d’interesse (POI) collegato a Google-map, facilitando così il raggiungimento dell’evento. Tutti gli eventi poi potranno essere aggiunti in una cartella di preferiti, per mettere in evidenza i singoli appuntamenti che si desidera seguire. Alla scambio di informazioni visive, di localizzazione si aggiunge anche la componente vocale, come vi dicevo, con il nuovo social network Sniffroom presentato ieri proprio al Gff.

Cos’è la “Giffoni experience”?

E’ un happening dove esperienze diverse sono messe insieme e ognuna contribuisce a creare un’esperienza unica. Quest’anno abbiamo 54 paesi rappresentati nelle giurie, quindi possiamo parlare di un’esperienza dal carattere fortemente internazionale, localizzata in un territorio circoscritto, Giffoni Valle Piana.
Ma Giffoni experience è anche un sogno. Il sogno di realizzare quella Silicon Valley della creatività che il fondatore e managing directore del GFF, Claudio Gubitosi, ha chiamato Giffoni Multimedia Valley. E un progetto formativo, in modo da tradurre 40 anni di esperienza in competenze professionali per il futuro dei ragazzi.

Perchè un’applicazione a supporto della vostra comunicazione multimediale?

Utilizziamo tutti i canali multimediali, perchè i Social network sono gli strumenti più usati dai ragazzi. L’idea è quella di creare uno scambio dinamico tra contenuti esterni e interni, che caratterizzano già ora l’attività del nostro festival.

Siete da sempre molto attenti al mondo digitale e avete un’ottima padronanza dei social network. Quali sono i vostri canali più efficaci?

Sicuramente una sinergia di Facebook e Twitter. Vi faccio un esempio: qualche tempo fa abbiamo chiesto ai ragazzi sulla nostra pagina Facebook se avrebbero voluto un ospite dalla serie televisiva Glee. Su Facebook infatti interagiamo molto spesso con il pubblico, facendo sondaggi e parlando di nostri programmi. In poche ore, la nostra pagina è cresciuta di 5000 utenti, e su Twitter il nostro hashtag è rimasto per parecchio tempo in pole position nei trending topic italiani e in quelli mondiali. E Dianna Agron è arrivata domenica!

Nuova stagione di STUDIO35LIVE: primo ospite Paolo Benvegnù [INTERVISTA]

Nuova stagione di STUDIO35LIVE: primo ospite Paolo Benvegnù [INTERVISTA]

Finalmente STUDIO35LIVE, il format cross mediale ideato da STUDIO35 è pronto al lancio online con partership esclusiva di YouTube, sarà diffuso sul web.

STUDIO35 durante lo scorso inverno è stato punto di ritrovo per le realtà più rappresentative della scena musicale contemporanea italiana; nei suoi spazi si sono incontrati artisti, sociologi e ospiti vari che hanno dato vita ad intimi secret concert live.

Così è nato Studio35Live. Ai suoi microfoni si sono alternati gruppi come i 24grana, 99posse, i Bud Spencer Blues Explosion e tanti altri che sveleremo nel corso delle prossime settimane.

In attesa del lancio di domani 24 Luglio proprio sul canale ufficiale di Studio35Live, riportiamo questa intervista esclusiva rilasciata dall’ospite della prima puntata dell’edizione 2012, parliamo di Paolo Benvegnù, artista e cantautore italiano fondatore ed ex membro degli “Scisma”.

Tentando di smuovere anime sempre più intorpidite, l’artista ci rivela il segreto del “successo” (non solamente artistico), che lui definisce riconoscimento.

La chiave di tutto? Ricerca interiore e tanta passione: il sale di ogni sfida, che riesce in ogni caso a metterci in discussione, a far tesoro dal passato per migliorare il proprio presente e futuro.

Nuova stagione di STUDIO35LIVE: primo ospite Paolo Benvegnù [INTERVISTA]

Artista dallo spirito ponderato, critica la superficialità umana nell’uso distorto ed incosciente delle tecnologie. Non si trova però a condannare le stesse in quanto tali, ma le coscienze poco educate al loro utilizzo.

Ci tiene, infatti, a sottolineare l’importanza, anche nel mondo della musica, dei media e dei social network, dai quali però per esigenze artistiche preferisce rimanere a distanza di sicurezza (delegando le “faccende virtuali” a validi collaboratori), privilegiando una degustazione scrupolosa della vita reale.

Si potrebbe racchiudere il suo pensiero in pochi essenziali passi di una sua famosissima canzone “Cerchi nell’acqua”:

“Frantumare le distanze. Superare resistenze
E riconoscersi per creare.
Camminare senza chiedersi perché”
E voi quanto siete disposti a mettervi in “viaggio”?
O, forse, preferite camminare nel mutismo dell’omologazione?

Ecco cosa ha raccontato Paolo Benvegnù in questa breve intervista realizzata in occasione della live session. Non resta che ascoltare direttamente dalle sue parole cosa pensa del rapporto tra musica e social media, in attesa del lancio della puntata di domani.

Chi fosse interessato a leggere l’intervista ufficiale può scaricare il pdf direttamente da questo ottimo post del Centro Studi Etnografia Digitale.

Buona musica!

Articolo redatto da Valentina Scannapieco

Audiweb: al via la misurazione dell'audience online

Da oggi sarà possibile misurare la fruizione dei contenuti video presenti su internet grazie a Audiweb Objects Video, l’estensione del sistema di rilevazione Audiweb.

Con Audiweb Objects Video viene introdotta una nuova metrica di misurazione: la stream view, ovvero la fruizione effettiva di un video da parte di un utente attraverso un player, che consente di determinare le opportunità di contatto/esposizione pubblicitaria (OTS) ai contenuti video.

Ciò è possibile attraverso l’introduzione di uno speciale ‘tag’ nei contenuti, in grado di interagire con il meter dei componenti del panel. I dati vengono poi sottoposti agli stessi processi di fusione e ponderazione applicati a tutti gli altri dati di audience.

Audiweb offre report sulla quantità dei video visualizzati, sul tempo speso in media e su tutte le informazioni socio-demografiche degli utenti. Questo metodo consentirà in futuro di misurare anche le audience originate da applicativi e oggetti, come, ad esempio, le applicazioni flash e social e i siti sviluppati in HTML5 che non possono essere misurati attraverso la metrica delle “pagine visualizzate”.

Il lancio di Audiweb Objects Video si colloca in un momento di grande espansione del mercato del digital video advertising, stimato in crescita del 93% nel 2012 (fonte AssoComunicazione) e dell’interesse crescente da parte degli utenti verso le categorie di siti che contengono o propongono contenuti video, che in un anno registrano un aumento pari al 19% del tempo speso (fonte Audiweb by Nielsen, maggio 2012).

Enrico Gasperini, presidente di Audiweb ha dichiarato:

“La rete è per sua natura in continua evoluzione e i siti vengono sempre più realizzati con tecnologie non misurabili con la metrica delle “pagine viste”. Fin dalla prima fase del sistema Audiweb abbiamo sviluppato una metodologia ‘ibrida’  innovativa che è stata poi adottata anche in altri Paesi. Ora con Audiweb Objetcs Video estendiamo il sistema per offrire al mercato una ricerca che, per la prima volta, aggiunge nuove metriche più complete con cui misurare le audience. Il prossimo obiettivo sarà l’estensione della ricerca a nuove tipologie di applicazioni e agli schermi tablet e mobile”

La rilevazione, realizzata in partnership con Nielsen, è iniziata dal mese di gennaio 2012, e i dati sulla fruizione di video online da parte degli italiani sono disponibili da oggi su Audiweb Database, per il planning database, e su Audiweb View, per i report mensili.

I primi editori che hanno aderito al servizio sono il Gruppo Editoriale L’Espresso (La Repubblica TV ), Il Sole 24 ore (De Agostini by Day e Sky), Rai, RCS (Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport e Lei Web).

In base ai dati rilevati nel mese di maggio 2012, sono 6,3 milioni gli utenti che hanno consumato almeno un contenuto video su uno dei siti degli editori iscritti, con un totale di 49,8 milioni di stream views (video fruiti nel mese) e una media di 30 minuti e 56 secondi di tempo speso per persona nella fruizione di contenuti video online.

 

 

Con Iris Confort vai in ferie tranquillo: ecco il kit per controllare la casa da iPhone

Estate 2012, tempo di vacanze! Come sempre (giustamente), ci sarà senz’altro chi ha qualche timore nel lasciare la propria casa vuota: oggi vi parliamo di Iris Confort Kit.
Le paranoie classiche infatti riguardano instrusioni, finestre lasciate aperte, manopole del gas da chiudere, oggetti di valore lasciati incustoditi e famigerati allarmi che suonano con o senza validi motivi.

Per tutti quelli che vogliono godersi le ferie senza pensieri la Lowe’s ha ideato Iris, in collaborazione con AlertMe, un’azienda UK che si occupa tecnologie per smart-house.

Con Iris Confort vai in ferie tranquillo: è arrivato il kit per controllare la casa dall’Iphone

Con Iris è possibile controllare  e monitorare la propria casa da smartphone o tablet: l’idea è abbastanza semplice e combina i normali equipaggiamenti di un allarme con le interfacce dei device mobili.

Grazie al kit Iris Safe & Secure package da 179$ è possibile installare dei sensori di movimento e di contatto sulle proprie porte, finestre e armadi, inoltre si ha in dotazione un hub e una tastiera per gestire i controlli.

Il Kit Iris Comfort & Control (per lo stesso prezzo) è orientato all’efficienza energetica e prevede un termostato e delle prese smart per il controllo remoto dei device, come le lampade in casa.

Per i super – paranoici la Lowe propone uno Smart Kit che ingloba tutte queste features e che mette a riparo da tutte le preoccupazioni domestiche per 299$.

Con Iris Confort vai in ferie tranquillo: è arrivato il kit per controllare la casa dall’Iphone

La Lowe assicura a tutti i padroni di casa un’istallazione veramente semplice e una volta montati gli accessori basterà effettuare il download dell’app sul proprio iPhone, iPad, Android o tablet per iniziare il check da remoto.

Gli alert su cosa sta accadendo in casa arrivano via sms, email o telefonata e in due minuti è possibile gestire accensione  e spegnimento dei device elettronici, così come è disponibile la diretta in streaming della vista degli ambienti.

Con Iris Confort vai in ferie tranquillo: è arrivato il kit per controllare la casa da Iphone

Il servizio Premium prevede l’estensione degli alert fino a 6 persone  e la possibilità di creare una pianificazione per la gestione dei dispositivi (ad esempio la regolazione del termometro prima o dopo la vostra partenza ).
Questo servizio peraltro può essere attivato anche solo per qualche mese, non prevede alcun contratto annuale e può essere testato gratuitamente.

Con Iris Confort vai in ferie tranquillo: è arrivato il kit per controllare la casa da Iphone

La Lowe sta cercando di espandere la rete di partner per costruire un’offerta più ampia (First Alert e GE Jasco sono tra gli ultimi coinvolti) e i potenziali impieghi del connubio tra domotica e device mobili sembrano tanti e interessanti, sia per le famiglie che per le aziende.

Guardate nel video i possibili usi di questo strumento, dalla segnalazione dell’arrivo dei bambini dalla scuola all’avviso in tempo reale delle effrazioni:

Il kit Iris Confort fa sembrare le vacanze veramente più smart, e tutti gli ansiosi da ferie avranno nel loro iPhone un alleato contro le preoccupazioni.

5 cose da sapere a proposito del Facebook Edgerank

Facebook, il social network più conosciuto al mondo, offre enormi potenzialità a marketer e pubblicitari. Pubblicità, contenuti, engagement e molto altro ancora, tutto in un’unica piazza virtuale che si sta avvicinando al miliardo di utenti!

Uno degli obiettivi più importanti per community manager ed editor impegnati nella gestione delle fanpage per marche e aziende, è sicuramente riuscire ad essere maggiormente visibili sullo news stream dei propri fan, per aumentare la probabilità di contatto e interazione. Facile a dirsi… ma non a farsi, considerando anche che solo una parte di essi sarà realmente attiva su Facebook e non latente. Proprio Facebook ha anche recentemente ammesso che solo il 16% dei contenuti pubblicati dalle brand page viene effettivamente visto dal target.

Il motivo? questione di… edgerank, l’algoritmo che ne determina la visibilità! Con l’obiettivo di pianificare e avviare azioni sempre più efficaci (e se possibile efficienti), riprendiamo allora un articolo di Entrepreneur su 5 cose da conoscere assolutamente a proposito dello stesso algoritmo.

1. Come funziona?

L’algoritmo funzionerebbe in relazione a tre fattori principali:

  • “vicinanza” e affinità dell’utente al brand: più l’audience interagisce, maggiore è l’affinity score con la pagina e la visibilità del contenuto;
  • tipo di interazione: non basta avere uno storico di relazione con i contenuti della fanpage. E’ assegnato un punteggio maggiore alle condivisioni e ai commenti rispetto ai like, in quanto presuppongono più impegno;
  • fattore tempo: i contenuti più freschi e recenti ottengono punteggi più alti.

Ecco la formula:

2. L’engagement è fondamentale

Conoscendo le dimensioni che determinano il punteggio assegnato da Facebook a un contenuto, è possibile comprendere la necessità di stimolare l’engagement dei fan per aumentare la visibilità di quel post e dei contenuti futuri. Fare domande e spingere all’azione è sempre qualcosa di molto saggio 😉 A proposito, sapete quali sono i post che stimolano maggiormente l’engagement?

3. Stimolate l’azione dei fan

Fare postare qualcosa agli utenti, far scrivere loro direttamente in bacheca etc. sono altri fattori davvero importanti.

4. Pubblicate di frequente

Il fattore tempo permette di capire la necessità di postare frequentemente per ‘farsi notare’: una o più volte al giorno è la ricetta vincente!

5. Content is king

Lo abbiamo detto recentemente a proposito di Pinterest, lo ripetiamo qui volentieri: non c’è nulla da fare, alla base di tutto c’è la necessità di pensare e scrivere contenuti belli, validi e stimolanti. Prendetevi un attimo e riflettete: quali post terranno incollati i vostri fan alla pagina? Molto, naturalmente, dipenderà dagli obiettivi: branding/vendite/… insieme a tanta creatività!

Vintage Adv: il primo annuncio pubblicitario sul caffè

Ecco il primo annuncio stampa sul caffè datato 1652!

A voi la traduzione (risultata un pò ostica dall’arcaicità dei termini):

Le virtù della bevanda al caffè.

Creata e venduta pubblicamente la prima volta in Inghilterra da Pasqua Rosée.

Il grano o la bacca chiamata Caffè nasce su piccoli arbusti, solo ed esclusivamente nei deserti dell’Arabia.

Importata da là è generalmente bevuta in tutte le grandi dominazioni signorili.

Si tratta di una cosa semplice e innocente, composta sotto forma di bevanda, prima seccata in forno poi ridotta a polvere, e bollita in mezza pinta di acqua di sorgente. Il tutto per essere bevuto a digiuno un’ora prima dei pasti e non prima di un’ora successiva ad essi, ad una temperatura più calda possibile, senza che il calore vada mai a creare bolle o vesciche nella bocca.

I Turchi a volte lo bevono ai pasti sostituendo l’acqua e la loro dieta consiste in gran parte di frutta e altri elementi grezzi che si accostano bene a questa bevanda.

La qualità di questa bevanda è fredda e secca, e nonostante si tratti di un “essiccatore”, non scalda nè infuoca come un Posset.

Mantiene stretto l’orifizio dello stomaco e fortifica il calore con [testo mancante] ottimo per aiutare la digestione, e quindi di grande utilità per essere [testo mancante] alle tre o quattro del pomeriggio, così come al mattino.

[testo mancante] accelera gli spiriti e rende il cuore gaio.
[testo mancante] e buono contro gli occhi doloranti, meglio se si tiene la testa su di esso e si gode del vapore in questo modo.

[Indicato ndr]Se il fumo eccessivo offusca, quindi ottimo per il mal di testa, aiuterà molto anche il deflusso di reumatismi, che dalla testa passano allo stomaco, e così aiuta anche l’usura dei polmoni e la tosse.
E ‘ottimo per prevenire e curare l’idropisia, gotta, e lo scorbuto.
E’ risaputo essere meglio di qualsiasi altra bevanda per persone di una certa età o bambini che hanno umori mutevoli, come ad esempio il male del diavolo e altri.
E’ molto indicato per evitare aborti in età fertile.

Si tratta di un rimedio eccellente contro la malinconia, l’ipocondria o simili. Previene la sonnolenza e può essere adatto durante il lavoro, quindi non va bevuto dopo cena a meno che non si intenda restare vigile, perchè si ostacola il sonno per 3/4 ore.

Si è riscontrato che in Turchia, dove sono generalmente ubriachi (presumo parlino del caffè stesso ndr), non hanno problemi con le lapidi (basso tasso di mortalità ndr), gotta, idropisie o scorbuto, e le loro pelli risultano essere più distese e bianche.

Non è né lassativo né astringente.

Fabbricato e venduto a St. Michaels Alley in Cornhill, da Pasqua Rosee, al signe della sua testa.”

Il caffè è indubbiamente una bevanda dalle mille qualità, come possiamo constatare già scoperte nel lontano 1652!
Che ne pensate? Trovate interessante questo primo annuncio stampa relativo al caffè?

EESTEC Summer School, Graphic Design e Web Development a Trieste

EESTEC acronimo di Electrical Engineering STudents European assoCiation è un’organizzazione di e per studenti di ingegneria elettrica provenienti da università europee. Lo scopo principale dell’associazione è quello di sviluppare contatti internazionali e arricchire le conoscenze tecniche tra studenti. I comitati locali collegati a questa organizzazione sono già presenti in 28 paesi e il loro numero è in continua crescita!

I membri dei comitati portano avanti moltissime iniziative tra cui: workshop, scambi, tirocini e congressi in giro per le sedi europee. Quest’anno, però, c’è una novità: il comitato locale degli studenti dell’Università degli Studi di Trieste insieme a Insiel, Generazione Digitale e PromoScience ha organizzato una Summer School dal titolo “Graphic Design and Web Development!”.

Dal 5 al 12 agosto infatti, la scuola offrirà due tipi di percorsi, uno in Graphic Design e uno in Web Development. La partecipazione è gratuita, si entra per selezione e i gruppi di lavoro verranno formati scegliendo tra 25 partecipanti stranieri e 30 studenti dell’Università di Trieste in modo da svolgere tutti i lavori in lingua inglese.

Il percorso Graphic Design tratterà di:

  • Design web and mobile layout
  • Photoshop
  • Vectorial design
  • Logo design
  • User experience
  • Accessibility
  • SEO

Mentre il percorso Web Development:

  • HTML and CSS
  • Javascript and jQuery
  • Dynamic pages
  • MVC Architecture

Questa non sarà solamente una settimana di istruzione, divertimento e nuove amicizie, ma anche di competizione! Le ore pomeridiane verranno riservate all’elaborazione di un progetto che concorrerà alla vincita di un premio finale. Inoltre, la giornata del 10 agosto sarà dedicata alla visita dell’ Insiel, sponsor della Summer School e società ICT della Regione Friuli Venezia Giulia che garantisce la coerenza e l’evoluzione del Sistema Informativo Integrato Regionale.

Nell’ultima giornata le due tipologie di corso si uniranno nell’apprendimento, in quanto si parlerà di fotografia. In programma un’escursione pomeridiana e una notturna per mettere in pratica le teorie appresa durante la mattinata di lezione.

Vi siete già iscritti? Affrettatevi, la scadenza è appena stata posticipata al 26 luglio! 🙂

Il Coraggio degli Emiliani: quando la comunicazione diventa strumento di solidarietà

 Sono passati alcuni mesi ma il ricordo è sempre vivo, quando il 20 maggio una scossa di terremoto ha sconvolto l’Emilia e l’Italia intera. Gli Emiliani non si sono persi d’animo nemmeno un attimo, si sono rimboccati le maniche per ripristinare quanto prima la normalità e lo testimonia anche Alex Fioratti, giovane artista di Mantova, grafico e pubblicitario, che ha messo a disposizione le sue capacità per la propria terra.

Alex ha infatti usato la sua professionalità, con l’aiuto dell’amico e collega Alessandro Calzolari, per esprimere i sentimenti che ha vissuto in maggio, ma anche per dare risalto a quello che stava succedendo, creando un immagine che rappresentasse l’Emilia di quei giorni: una terra, il cuore, la scossa…
E’ quindi nato “Il Coraggio degli Emiliani”, un logo che è stato poi declinato in una pagina facebook (che ha raggiunto in una settimana 2.000 like) e un video.


Un modo per aiutare concretamente le popolazioni in emergenza, raccogliendo voci dal basso, mettendo in relazione persone e creando attività di supporto al territorio. Niente male direi?!? E’ un semplice esempio di come anche la comunicazione possa servire e dare supporto a situazioni apparentemente lontane da questo mondo, come un emergenza, per sensibilizzare l’opinione pubblica e per favorire la solidarietà.
Molte persone stanno usando l’immagine di Alex per il proprio profilo nei social network, e voi… Cosa aspettate ad aggiornare il vostro?!?
PS: Le raccolte fondi sono diverse e soprattutto ancora aperte quindi forza, attiviamoci anche noi!

Olimpiadi 2012: Twitter e il London Eye ci regalano uno spettacolo di luci

Il London Eye, uno dei simboli di Londra, sarà protagonista di un singolare spettacolo di luci in chiave social in occasione delle Olimpiadi.

L’illuminazione infatti rifletterà lo stato d’animo degli utenti di Twitter, che potranno pubblicare i loro tweet usando l’hashtag #Energy2012: uno speciale algoritmo individuerà la percentuale di commenti in positivi e negativi, convertendoli in uno spettacolo di luci:

A presentare l’iniziativa è stato l’atleta inglese Daley Thompson, che ha precisato che l’evento si terrà tutti i giorni alle 21 per tutta la durata delle Olimpiadi.

BIG DIVE crea nuove figure professionali per la gestione dei big data

BIG DIVE è il programma di formazione organizzato dal consorzio TOP-IX in collaborazione con Axant, ISI Foundation e ToDo per formare le figure professionali multidisciplinari fortemente richieste per operare nel settore dei big data.

I dati in rete sono infatti il nuovo capitale digitale. Istituzioni pubbliche e private stanno mobilitandosi per sfruttarlo. Per questo sono sempre più necessarie figure professionali in grado di immagazzinare dati, filtrarli, decodificarli, elaborarli ed analizzarli per estrarre informazioni nascoste e scoprire pattern ricorrenti. In questo modo le aziende possono acquisire vantaggi competitivi utilizzabili per migliorare la produttività e proporre soluzioni, servizi e prodotti innovativi, creando valore aggiunto anche in settori ormai maturi.

Per comprendere meglio le opportunità date dall’analisi dei big data, ho intervistato Leonardo Camiciotti e Christian Racca del consorzio TOP-IX organizzatori di BIG DIVE.

Perchè avete deciso di organizzare un corso di formazione sui big data?

“Negli Stati Uniti ormai si parla dei big data come della next big thing, la “prossima grande cosa”. Effettivamente è un fenomeno emergente e rilevante perchè chi ha la capacità di analizzare grosse moli di dati possiede delle informazioni utilissime che possono essere usate in prima battuta a livello di analisi, in seconda battuta a livello predittivo. Ma questa attività non è alla portata di tutti. Per questo è necessario formare data scientist: professionisti in grado di analizzare, visualizzare e gestire i big data.

Quali sono le opportunità di business dei big data?

“Dal punto di vista delle aziende, l’opportunità di business riguarda l’ottimizzazione dei flussi, sia in ambito finanziario, sia nella logistica, che nella salute. Quest’ultimo campo è molto promettente, perchè esistono già grandissime moli di dati relative alla genomica così come alla produzione dei medicinali, ma attualmente non sono ancora state analizzate in modo strutturato.

Credo quindi che le due grandi grosse rivoluzioni saranno nell’ambito della medicina e in quello della logistica, in particolare dei trasporti. Analizzando i dati della mobilità, ad esempio incrociata con la dimensione del crimine, è possibile comprendere cosa non va nell’attuale sistema dei trasporti.”

“La seconda opportunità di business è per i singoli professionisti che analizzano i dati. Mettere la parola data scientist nel curriculum vale 40mila dollari in più all’anno perché queste figure mancano. Anche nelle grandi aziende queste figure mancano, oppure sono “sporche”, ovvero c’è chi ne sa di statistica, ma non sa programmare, o chi sa programmare ma non sa visualizzare, e così via.”

“Infine un’ultima opportunità di business riguarda la regolamentazione dei dati. Capire di chi è il dato, come lo si può utilizzare, cosa succede se il dato viene messo online. Dunque c’è una parte legale, per la quale esiste ancora poca letteratura, di cui qua a Torino si occupa ad esempio il Centro Nexa per Internet e Società.”

“Le opportunità dei big data vanno però oltre al solo business. Essi hanno infatti un impatto sociale ed economico più ampio. Un domani ad esempio potrebbe essere possibile analizzare la relazione tra i dati finanziari di borsa e la reazione in tempo reale delle persone. Chi riuscisse a dare delle chiavi di lettura su questi tipi di dinamiche potrebbe sostituire le agenzie di rating che esistono oggi e che stanno decidendo il bene e il male del mondo.”

“Il dato diventerà dunque l’oggetto scambiato di un’intera catena del valore, perché è la materia prima su cui è possibile costruire informazione, che a sua volta è indispensabile per costruire una visione ‘educata’, ‘saggia’ per orientare le proprie azioni.”

Quali sono i problemi da affrontare per sfruttare le opportunità dei big data?

“Il problema sta a valle e a monte. A monte perché mancano figure sufficienti per analizzare i dati. A valle perché le basi di dati al momento sono ancora isolate. Chi possiede i dati infatti fa ancora fatica a metterli in condivisione. Invece il grosso vantaggio si avrebbe dal cross-mining, ovvero metter in correlazione grosse masse di dati che consentono di identificare pattern emergenti.

Si possono identificare relazioni di causa-effetto, o descrivere la propagazione di un fenomeno di un qualsiasi sistema, dalla società alla cellula umana. È necessario quindi avere un approccio olistico. Ma la precondizioni è avere dei dati che possono essere combinati. E avere delle competenze per farlo.”

“Per sbloccare queste opportunità dunque c’è molto da fare. Innanzittutto mettere a disposizione i dati, che è un processo che è già partito, ad esempio con tutto il movimento degli Open Data. Una volta che poi i dati sono a disposizione, è necessario farsi trovare pronti. Ci vogliono competenze, persone con dimestichezza nel capire cos’è il dato, per comprendere cos’è un data set. Più competenze di visualizzazione e sviluppo che possono essere rivendute in differenti ambiti: dalla visualizzazione alla scalabilità di infrastrutture complesse.”

“Un problema classico delle startup internet, ovvero la gestione del picco di utenze nei propri server, ad esempio è un problema di big data. Quindi anche in questo ambito possono essere applicate le competenze di gestione dei flussi di dati.”

A chi si rivolge il corso BIG DIVE?

“Ci rivolgiamo principalmente a due figure professionali. Innanzitutto al neolaureato smanettone interessato alla programmazione ma che non ha ancora trovato una strada e allora decide di qualificarsi come data scientist. Il secondo è colui che si vuole riqualificare all’interno dell’azienda perché l’azienda potrebbe decidere che tra gli asset da valorizzare ha dati di cui ancora non ha fatto nessun uso perché non ha le figure competenti.”

“Il corso, che si svolgerà a Torino dal 1 al 26 ottobre ha quindi l’obiettivo di formare una nuova generazione di tecnici. Non il tecnico che implementa delle soluzioni, ma quello che utilizza la capacità tecnica per andare a scoprire problemi od opportunità basandosi sui dati.”

Se siete quindi interessati a sviluppare competenze in questo ambito, sul sito BIG DIVE potrete trovare tutte le informazioni relative al programma, alla competenze richieste, ai docenti, ai costi di iscrizione e al processo di selezione. Per essere tra i 20 data scientist di BIG DIVE, fate subito l’application online: avete tempo fino al 15 settembre.