Le app per un'estate all'insegna della musica!

L’estate, si sa, è la stagione migliore per assistere a tour, concerti e festival musicali in tutto il mondo. È importante, perciò, rimanere sempre aggiornati in tempo reale su date e location dei diversi eventi. A tal proposito, esistono diverse app che permettono di tener traccia dei live di artisti, band e dj preferiti.

Songkick Concerts

Disponibile sia per il sistema operativo iOS che per Android, Songkick Concerts ti permette di creare un’agenda personalizzata dei concerti live dei tuoi artisti preferiti e di riceverne notifiche.

Il calendario è aggiornato in tempo reale: questo avviene in quanto l’applicazione mette a confronto il proprio database di artisti e date (più di 100.000) con i brani e le playlist presenti nel nostro device. Da questa ricerca incrociata Songkick riesce ad estrapolare le nostre band ed i nostri artisti preferiti.

Il passo successivo sarà quello di informarci sulle prossime date di concerti live, sulle location e sulle modalità di acquisto dei biglietti d’ingresso. 

Per vedere manualmente tutte le info, basterà entrare nella sezione “Your Artists” e da lì si potrà prendere nota di tutte le date dei tour, i live previsti nei dintorni (grazie al sistema di geolocalizzazione), etc. 

Coloro che possiedono un dispositivo con sistema operativo Android Ice-Cream Sandwich, avranno a disposizione anche un comodo widget da porre sulla schermata home, per poter controllare tutti i nuovi aggiornamenti minuto per minuto.

Tra le altre funzionalità di Songkick, c’è da segnalare la possibilità di ottenere la line-up di ogni concerto, la mappa della location e di invitare i propri amici all’evento. Inoltre, potremo cercare manualmente  date e concerti nella propria città o in qualsiasi altro luogo in tutto il mondo.

Songkick Concerts su App Store e su Google Play.

Show Seek

Show Seek è l’app per Windows Mobile che funziona esattamente come Songkick Concerts. Infatti, grazie ai server in continuo update di Songkick, Last.FM, Bands in Town, SonicLiving, Tour Volume, Upcoming, Eventful e EventBrite permette di controllare gli eventi live intorno a te, sfruttando anche la geolocalizzazione.

Ha un’interfaccia grafica molto simile a quella di Songkick.

Show Seek sul MarketPlace di Windows.

Concerto Inchiostro

Questa app offre una guida ai concerti live della tua città o in qualsiasi parte del mondo. Inoltre, fornisce informazioni sull’artista, luogo, data, previsioni del tempo e da accesso alla mappa della location.

Si può filtrare la propria ricerca in base alla data scelta e si possono sfogliare gli eventi e dettagli sulla pagina di ricerca. Infine, si possono condividere gli eventi su Facebook e sugli altri social media, per informare i propri amici sui live preferiti.

Concerto Inchiostro su App Store e su Google Play.

Concierge

Concierge è sulla stessa linea delle app finora elencate. Consente infatti di effettuare ricerche sui concerti live preferiti che avranno luogo, sia in base agli artisti, sia in base alla città desiderata, corredate di location e data.

Grazie a questa app è anche possibile acquistare i biglietti dal proprio iPhone e ritirarli presso le casse delle biglietterie il giorno dell’evento.

Concierge su App Store.

Concertiamo

Ecco un’altra applicazione sviluppata per Windows Phone che ci fornisce in tempo reale informazioni su date e i luoghi dei concerti in programma in tutta Italia.

Tra le varie caratteristiche abbiamo la possibilità di condividere gli eventi con gli amici su social network, via e-mail ed sms, creare una propria lista di città preferite sulla homepage dell’app, così da visualizzare immediatamente novità sui luoghi in elenco (la lista è modificabile in qualsiasi momento).

Concertiamo sul Marketplace di Windows.

LatestGigs

Per concludere, un’altra app disponibile solo su iPhone che vi permetterà di avere aggiornamenti su tutti i concerti, di fare ricerche sugli eventi sia per artista che per città di tutto il mondo.

LatestGigs, come per le altre app sopraelencate, fa una ricerca degli eventi live nelle vicinanze grazie alla geolocalizzazione.

In più, sarà possibile salvare gli eventi sul proprio calendario ed essere aggiornati in anticipo su futuri concerti e festival, senza dover cercare di propria mano sul web.

A detta del magazine online di Rolling Stone (rollingstonemagazine.it), LatestGigs è “la più completa ed intuitiva App dedicata agli eventi musicali live in tutto il mondo, sia attuali che futuri” .

LatestGigs su App Store.

Siete pronti a ballare e cantare a squarciagola per tutta la stagione estiva?

Stati di connessione

Un libro interessante, che fornisce un quadro storico e concettuale completo della nuova rivoluzione portata da blog, social network e piattaforme 2.0 che sta a sua volta ridefinendo il rapporto produzione-distribuzione-consumo dei contenuti. (…)

Continua a leggere la nostra recensione qui.

Brossura: 176 pagine
Editore: Franco Angeli (3 maggio 2012)
Collana: Media cultura
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8820402947
ISBN-13: 978-8820402945

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L'influenza dei social media sul Crisis Management

Purtroppo nella vita aziendale può capitare di dover affrontare situazioni di crisi ma, come Nietzsche insegna “ciò che non uccide, fortifica”. Questo principio può essere applicato anche alle aziende, le quali se messe in condizione di gestire la crisi aziendale in maniera efficace, possono uscirne più forti e solide di prima.

Quanto i social media influenzano il successo della gestione in caso di crisi? Alcune statistiche parlano per noi

gestione della crisi e social media

La forza e l’influenza che in questi ultimi anni hanno ottenuto i social media hanno reso sempre più complicata e delicata la gestione di una crisi aziendale. Nel 2011 la Burson-Marstellers, una società di consulenza di comunicazione e relazioni pubbliche globale, in collaborazione con la Penn Schoen Berland (PSB), ha pubblicato uno studio sulla preparazione alle situazioni di crisi da parte delle imprese, indangando in particolare sull’influenza dei social media sul crisis management. Sono stati coinvolti oltre 800 decision maker in tutta Europa e nel mondo.

Riportiamo in elenco alcuni risultati della ricerca:

  • Il 59% dei business decision maker ha dovuto gestire una crisi, contro il 41% che non si è mai trovato in situazioni critiche;
  • Le crisi aziendali hanno maggior impatto sui ricavi, sulle assunzioni e licenziamenti e sulla brand reputation;
  • Solo il 54% delle aziende intervistate hanno implementato un piano di crisi, mentre il 46% risultano completamente impreparate;
  • Il 40% degli intervistati ritiene che al giorno d’oggi è molto più difficile prepararsi ad una crisi rispetto al passato, a causa della potente evoluzione della comunicazione digitale;
  • Il 55% delle imprese ritiene che la crescita e lo sviluppo della comunicazione digitale abbia aumentato la difficoltà nel gestire le crisi;
  • L’81% dei rispondenti ritiene che i social media influenzano fortemente la reputazione dell’azienda sul web;
  • Il 66% dei business decision maker dichiara che l’attenzione ai social media ha determinato un notevole aumento dei costi di gestione della crisi;
  • Tuttavia, se una crisi è gestita efficacemente, il 55% degli intervistati crede che i social media rendano più veloce il recupero della brand reputation;

Il ruolo fondamentale della comunicazione in caso di crisi aziendale.

gestione della crisi e social media

L’utilizzo di una comunicazione chiara ed efficace rappresenta il punto focale per superare una situazione di crisi e mantenere un buona reputazione.

Riportiamo le cinque caratteristiche fondamentali della comunicazione in caso di crisi:

  • Coerente e centralizzata, a questo scopo è fondamentale individuare un membro del Crisis Management Team che si preoccupi di relazionarsi con i diretti interessati e i media;
  • Chiara, è infatti controproducente palesare atteggiamenti che sminuiscono la situazione di crisi, al contrario è fondamentale riportare i fatti e le conseguente in maniera trasparente e se necessario ammettere le proprie responsabilità;
  • Rapida e precisa, in questo modo si riesce ad evitare la divulgazione di notizie false o incomplete che rischiereberro di complicare la situazione già delicata e difficile da governare;
  • Aggiornata, così il pubblico di riferimento si potrà rendere conto autonomamente degli sviluppi e dei progressi nella gestione della crisi;
  • Condivisa, cioè rivolta alla collettività sia a livello interno che esterno all’azienda;

In conclusione è possibile affermare che per uscire indenni da una situazione critica, mantenendo alta la propria reputazione, si deve agire in maniera diretta e repentina; infatti, è inutile e dannoso nascondere la testa sotto la sabbia e aspettare che le difficoltà si risolvano da sole.

Dopo aver superato una crisi è necessario che l’impresa verifichi ex post quanto realizzato ed ottenuto, esaminando tutte le cause che hanno provocato momenti di tensione, in modo da evitare di ricadere nuovamente negli stessi errori.

Un video per riassumere come gestire una crisi aziendale

La NettResults Public Relations presenta “Crisis planning 90 sec”, un video dove sono illustrati i punti fondamentale per un’efficace gestione della crisi.

I ninja a Digital Makers: intervista a Michele Barbera di SpazioDati

Come ben sapete, tempo fa a Firenze si è svolto un evento molto interessante organizzato da CNA NeXT, chiamato Digital Makers. Si è parlato di Open Innovation ed i ninja non potevano mancare.

Oggi vi proponiamo l’intervista (prodotta dalla Redazione di Be Ninja Tv) a Michele Barbera del progetto SpazioDati.

I ninja a Digital Makers intervista a Michele Barbera di SpazioDati

Image credits @Thinkstockphotos

SpazioDati è una Startup nata nei primi mesi del 2012. Al momento è in fase di pre-incubazione presso Trentorise.
Le tecnologie che utilizzano derivano da anni di ricerca svolti dai soci fondatori nei rispettivi gruppi di ricerca industriali e accademici.

LinkedIn: 4 trucchi per sfruttarlo al meglio

LinkedIn è il sito di business networking più conosciuto al mondo: qualche cifra? 2 iscritti al secondo e, relativamente all’Italia, 3,4 milioni di utenti. E proprio l’Italia è il secondo paese con maggiore tasso di crescita di user e utilizzo: non è un caso che sia stata recentemente aperta una sede a Milano!

Diventa allora indispensabile utilizzare al meglio la piattaforma. Già, ma come? Ecco allora che, dopo i consigli di personal branding 2.0 e quelli dedicati a brand e aziende che desiderano posizionarsi in modo efficace, vi proponiamo qualche ‘chicca’ più generica… ma – speriamo – sempre interessante! 😉

#1 Newin

Dicevamo che, ogni secondo, LinkedIn registra 2 nuovi iscritti. Non ci credete? Se andate su newin.linkedin.com potete addirittura visualizzarli grazie a Google Earth 😉

Un servizio davvero curioso, che dà l’idea della forza della piattaforma. E chissà che non beccate un vostro amico tra i neo-iscritti!

#2 Inmaps

Avete un network corposo di contatti, per esempio 400 link: li ricordate uno a uno? E soprattutto, conoscete i rapporti e i tipi di legame che vi avvicinano? In caso negativo, vi basterà entrare con le vostre credenziali LinkedIn su inmaps.linkedinlabs.com: appariranno le teorie dei social network in formato visual! Finalmente potrete capire la struttura del vostro network.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=PC99Nw2JX8w’]

#3 Signal

Servizio disponibile solo cambiando la lingua in inglese e cliccando su “News” e successivamente “Signal”, fornisce le news dei contatti segmentate per località, azienda, network, etc. Molto utile soprattutto in ottica personal branding, per capire ad esempio come si muovono i dipendenti di un’azienda interessante e che avete tra i vostri link.

#4 Rimozione di un contatto non desiderato

Di fronte alla creazione del network su LinkedIn ci sono svariate correnti di pensiero: chi si connette con tutti, chi con nessuno, chi seleziona accuratamente, chi ammette chiunque per poi scremare nel tempo, e così via. Se siete tra quelli ‘democratici’ che accettano gli inviti anche dagli sconosciuti, vi sarà capitato di ricevere successivamente da qualcuno di questi mail insistenti su servizi, offerte, etc. Ne avremmo un paio da citare, ma taciamo! 😉 Magari le notifiche indesiderate capitano anche nei momenti di impegno e/o massima concentrazione. Che fare in questi casi? Semplice, rimuovere l’utente as soon as possible cliccando qui! Ok, non è un tip come gli altri… ma vi sarà sicuramente molto utile prima o poi!

Lego stop-motion: una proposta di matrimonio virale

Quanti modi esistono per chiedere la mano della donna che amate? Tanti quante sono le lingue del mondo, direste voi: Vuoi sposarmi? Will you marry me? Veux-tu m’épouser?…

In realtà, sguinzagliando creatività e immaginazione, le possibilità diventano infinite!
Ce lo dimostra Anthony Pinder, un tecnico audio-video statunitense di soli 24 anni con una grande passione per i LEGO che, mattoncino su mattoncino, ha costruito un video in stop-motion per chiedere alla fidanzata di sposarlo.

Il nostro Romeo 2.0 ha lavorato per settimane alla sua proposta di matrimonio, approfittando di ogni momento libero durante l’assenza della sua bella. Neanche a dirlo, la futura sposina è rimasta di stucco!
E voi? Resistereste mai a una proposta così?

Ed ecco Anthony Pinder con la sua fidanzata: ragazzi, mi raccomando, qui in redazione aspettiamo le bomboniere 😉

Rifiuti: ecco il dietro le quinte della raccolta differenziata


Ci siamo occupati dell’argomento già qualche mese fa grazie al caso de “Il “Dizionario dei rifiuti”“, l’applicazione green del 2011 di Francesco Cucari dedicata alla raccolta differenziata.

Si tratta infatti di una delle nuove abitudini entrata a gamba tesa nelle case degli italiani, volenti o nolenti, infastiditi o meno, tutti ligi nel predisporre sacchetti di diverso colore per la carta e per il vetro, per l’umido e l’indifferenziato.

Sottoposti ai rigidi calendari del porta a porta, con lo spauracchio di una multa, chiedendosi spesso il perché di tanta maniacale attenzione.

“È per il bene dell’ambiente, non è sostenibile continuare a buttare tutto in discarica” chioserà qualcuno, “ma tanto quando passa il camion dei rifiuti butta tutto insieme, che ci perdo il tempo a fare” ribatterà un altro.

Le tre “R” della gestione dei rifiuti

Il riciclaggio, di per sé, non è la panacea di tutti i mali. È semmai una soluzione di compromesso, sub ottimale rispetto ad altri metodologie di gestione dei rifiuti urbani.
Si chiama modello delle “3R”.

La prima “R” è la riduzione: dovremmo evitare di produrre rifiuti, ad esempio, usando sacchetti resistenti per la spesa in luogo dei sacchetti monouso, ed evitando di acquistare beni con imballaggi (es. comprando la frutta sfusa dal fruttivendolo).

La seconda “R” è il riuso: comprare bottiglie di vetro per l’acquisto di olio e detersivo sfuso, l’utilizzo dei barattoli del sugo pronto per confetture e via dicendo.

Il riciclaggio, la terza “R” (insieme al recupero energetico) deve essere una strategia residuale. Si tratta di una soluzione inquinante e che consuma risorse.

Una cartiera utilizza milioni di litri d’acqua per trasformare la carta differenziata in pasta di cellulosa.
Una vetreria consuma enormi quantità di energia per portare le bottiglie raccolte allo stato di fusione.
Per non parlare della termovalorizzazione, che spesso porta ad un consumo di energia degli impianti superiore all’energia che si riesce a produrre bruciando i rifiuti.

Il riciclaggio comunque, evita quantomeno il più grosso dei mali: il conferimento in discarica. Si tratta di una soluzione ad alto impatto ambientale, con grossi rischi per la salute.

Milioni di tonnellate di materiale prezioso finiscono nelle discariche ogni giorno, talvolta a centinaia di chilometri di distanza, per somma gioia delle organizzazioni criminali, che qui trovano terreno fertile per le proprie attività malavitose.

Dove finiscono i rifiuti differenziati?

Ma che succede quando un cittadino butta una lattina di alluminio nell’apposito bidone della raccolta differenziata? La lattina entrerà a far parte del sistema CONAI, un consorzio con finalità pubbliche che si occupa del funzionamento del sistema del riciclaggio italiano degli imballaggi.

Il sistema CONAI è molto semplice: chi utilizza gli imballaggi (ad esempio un pastificio che usa le scatole di cartone per confezionare la pasta) è obbligato a pagare una sorta di tassa per l’inquinamento (il CAC, Contributo Ambientale CONAI).
Il CONAI utilizza questi fondi per pagare i Comuni affinché facciano la raccolta differenziata, ad un prezzo fisso, tramite una serie di sotto-consorzi dedicati alle singole materie prime (es. RILEGNO per gli imballaggi di legno).

Il messaggio che CONAI lancia ai Comuni è sostanzialmente il seguente: “Comune, fai la raccolta differenziata, ed io comprerò tutto quello che raccogli ad un prezzo fisso, tale da coprire le tue spese, purchè rispetterai degli standard minimi di qualità”. CONAI si pone quindi come garante e compratore di ultima istanza del mercato italiano.

I rifiuti raccolti nel sistema CONAI vengono poi riassegnati agli impianti di riciclaggio convenzionati, tramite aste competitive oppure in base a complicati meccanismi di ripartizione delle quantità. È un sistema particolare per cui talvolta gli impianti di riciclaggio vengono addirittura pagati purché si prendano in carico il materiale da riciclare, ed altri invece dove si danno battaglia a suon di rialzi pur di assicurarsi un lotto di materiale particolarmente prezioso.

Questione di soldi

Il sistema, dunque, è tutto sulle spalle di coloro che pagano il contributo ambientale, chiedendone a gran voce la riduzione o l’abolizione in particolare per i materiali di pregio (es. il cartone ondulato). I comuni, dal canto loro, invocano maggiori pagamenti per la raccolta differenziata, soprattutto nel momento in cui sviluppano sistemi di raccolta più costosi come la differenziata spinta porta a porta.

Al CONAI, in cabina di regia, non rimane altro che regolare il mercato, e di indirizzare un fiume di denaro nato per tutelare l’ambiente, ma che muove gli interessi di filiere con decine di migliaia di addetti.

La partita è solo all’inizio.

Instagram Photo Page: gli aggiornamenti web e mobile

Da qualche giorno Instagram ha aggiornato la sua app e migliorato la propria presenza sul web. Come riportato da The Next Web, la social app ha deciso di fare un passo verso il web lanciando la nuova “Photo Page”: una nuova grafica del sito per sfruttare al meglio la qualità delle fotografie. La Photo Page permette di vedere le immagini in un nuovo formato più grande; si possono inoltre aggiungere o eliminare commenti e fare like dal web attraverso la colonna blu a destra.

Con questa scelta la piattaforma vuole crescere anche sul web e non solo come app, ma non è ancora possibile vedere tutte le immagini di un utente in un’unica interfaccia, né fare alcuna navigazione per tag o tra i profili degli user.

Quanto alla versione mobile, si tratta del primo aggiornamento dopo l’acquisizione da parte di Facebook: ora disponibile una nuova interfaccia del profilo e un nuovo schema di esplorazione che consente di effettuare ricerche sia per utente che per tag.

Anche si ci aspettavamo maggiori novità, soprattutto per il web, sembra che Instagram si stia muovendo verso la direzione giusta, sperando che saranno introdotte altre novità al più presto. Voi che ne dite di questi aggiornamenti, vi piacciono?

Stati di Connessione: benvenuti nella (Social) Network Society [RECENSIONE]

“Cosa accade nel momento in cui milioni di persone nel mondo non sono più semplicemente pubblico di massa che gravita nell’orbita dei media ma possono creare connessioni ‘di massa’ tra loro, con e attraverso contenuti che imparano non solo a consumare ma a produrre e distribuire?”

Queste parole di presentazione riassumono bene il cambio di paradigma che è alla base di “Stati di Connessione“, il nuovo libro di Giovanni Boccia Artieri edito da Franco Angeli nella nuovissima collana Media&Cultura.

Un libro interessante, che fornisce un quadro storico e concettuale completo della nuova rivoluzione portata da blog, social network e piattaforme 2.0 che sta a sua volta ridefinendo il rapporto produzione-distribuzione-consumo dei contenuti.

Dopo una prima definizione terminologica dei concetti fondamentali di Mediologia, Comunicazione e Social Network Society, nel manuale l’autore ripercorre nel tempo il rapporto tra identità, riflessività ed esperienza, definendo la realtà del social web come un momento di “riflessività connessa”:

“Mentre i mass media nella loro evoluzione erano il luogo di sperimentazione ed orientamento dell’individuo ad una modalità riflessiva adatta al sociale moderno, la realtà connessa del web sociale orienta all’applicazione di criteri riflessivi “connessi”, cioè relativi alle forme intersoggettive. […] In questo senso blog e siti di social network portano la conversazione interiore dell’individuo, la sua riflessività interiore, entro un contesto in cui si riconoscono e diventano visibili ed esplicite nella connessione le relazioni sociali cui la riflessività si orienta.”

E’ proprio questo il paradigma che viene poi analizzato da più dimensioni:

“Oggi […] ci troviamo di fronte allo sviluppo di tecnologie della comunicazione e pratiche correlate che modificano la nostra idea di ‘amicizia’ e di ‘cerchia sociale’, che mutano il nostro percepirci come oggetto passivo delle comunicazioni di massa e cambiano il nostro pensarci come cittadini, consumatori, pubblico.”

“Il valore di un post su un blog, di un video su YouTube, ad esempio, dipende allora anche dai commenti che lo contornano, dalle citazioni che di questi vengono fatte in altri blog, da quanto viene condiviso e rilanciato ad esempio su Facebook e Twitter e, perché no, anche dai like che riceve attraverso l’applicazione Facebook.”

Culture partecipative, nuove pratiche 2.0, narrazioni transmediali, produsers e perenni stati di connessione: sono queste alcune delle caratteristiche principali della nuova Social Network Society, impossibili da non decodificare e ritrovare nel nostro uso quotidiano dei social network.

” […] il web 2.0 rappresenta lo sviluppo dei mezzi di prosumption ‘facilitando l’implosione di produzione e consumo’ o meglio, nei miei termini, de-differenziandone il senso, creando forme non solo di cortocircuitazione ma di fusione semantica.”

Stati di Connessione” è dunque un manuale molto importante per capire ‘dove ci troviamo’ e per saper leggere adeguatamente il nuovo contesto. Ah, quasi dimenticavamo: per approfondirne la conoscenza, rileggete la nostra anteprima… e non perdete l’intervista all’autore fatta da Vincos!

Twitterich: segui l'account 1MillionRicher e vinci un milione di follower!

Draw a Stickman, Rumour Generator e Two of US: sono questi alcuni degli esempi che mostrano come siamo da sempre sensibili ai progetti 2.0 più divertenti, anche se non necessariamente nati per motivi commerciali, strategici o di marketing.

Non potevamo dunque risparmiarci dal presentarvi Twitterich, un sito, o meglio un account Twitter, che potrebbe permettervi di vincere ben un milione di follower! Come? Facilissimo: vi basterà seguire @1MillionRicher… e attendere. Arrivati a 1 milione di follower – cifra per ora lontanissima – una persona tra questi scelta casualmente vincerà l’account stesso… e tutta la sua utenza 😮

Naturalmente, come scrivono gli stessi autori online, il progetto nasce per divertimento; e, visti i discorsi nati intorno alla ricerca di Marco Camisani Calzolari sui follower degli account Twitter brandizzati, il timing non poteva essere più azzeccato 🙂