The Lovie Awards: oggi scade l'Early Entry, siete pronti? [EVENTO]

Oggi, 25 maggio, scade l’early entry per partecipare ai Lovie Awards, l’unico premio Europeo a celebrare l’intera gamma di contenuti creati per internet, nonchè la sorella europea dei The Webby Awards!

Siti web, applicazioni mobile, Internet video e pubblicità online, queste le quattro maxi categorie che racchiudono ben 65 sottocategorie alle quali poter iscrivere i vostri progetti in ben cinque lingue: Italiano, Inglese, Spagnolo, Francese e Tedesco.

I vostri lavori sono importanti! E proprio per questo saranno giudicati dall’International Academy of Digital Arts & Sciences – IADAS – un organismo di esperti del web, figure professionali, luminari, celebri creativi ed altri professionisti di Internet.

Volete alcuni nomi dei giudici d’onore di questa seconda edizione? Eccoveli!

Andy Cameron – Direttore creativo interattivo, Wieden + Kennedy
Cristian Cussen – Direttore di marketing EMEA, Google+
Piero Frescobaldi – Socio creativo, unit9
Ben Hammersley – Redattore straordinario, WIRED
Eva-Lotta Lamm – Progettista interattiva , Google
Gustav Martner – Direttore creativo esecutivo, Crispin Porter + Bogusky Europe
Mirko Pallera – Direttore , Ninja Marketing
Wolfgang Ritter – Direttore creativo, Scoop and Spoon
e tanti altri!

L’anno scorso i vincitori di un riconoscimento speciale per il meglio del web europeo furono:

Inglese ‘Who Killed Deon’ – AMV
Francese ‘Nespresso – Pixie’ – Soleil Noir
Spagnolo ‘Ohla Hotel’ – eMascaro
Italiano Nuok
Tedesco SoundCloud

Sarete al loro livello?!

Se mai provate, mai lo saprete, quindi assicuratevi l’Early Entry e provate ad entrare a far parte ufficialmente del meglio del meglio del web europeo!

Per partecipare prima controllate tutto il regolamento e poi, andando qui, scegliete la categoria ed iniziate ad inserire il vostro progetto… e il gioco è fatto, non vi resta che aspettare e incrociare le dita!

In bocca al lupo!

Addio Vecchia TV! HTML5, tablet e divano per la nuova Hybridcast

Abbiamo sentito parlare molto negli ultimi anni di IpTv e Smart Tv, ma almeno nelle case degli italiani non è ancora arrivata l’innovazione disruptive a cambiare un totem familiare ultrasessantenne.

In molti ci stanno provando e forse è arrivata una vera offerta smart, integrata con i device mobile e adatta all’ uso tra le mura domestiche di tablet e smartphones. Potremmo finalmente convincerci a cambiare il vecchio tubo catodico?

Addio Vecchia TV! HTML5, tablet e divano per la nuova Hybridcast

La NHK, multinazionale giapponese dell’informazione televisiva, sta lavorando su Hybridcast, ovvero un nuovo sistema per la tv interattiva integrata con tablet e smartphones che combina il classico broadcasting e il mondo di internet.

La proposta di NHK si basa  infatti su applicazioni in HTML5 che permettono di interagire con i programmi tv direttamente dal tablet, connettendo i contenuti e le interfacce dei device che teniamo costantemente a portata di mano.

Guardate nel video gli utenti giapponesi alle prese con il test della Hybridcast:

Ecco alcuni esempi delle potenzialità di Hybridcast: durante un programma sui viaggi spostarsi su una mappa e creare percorsi personalizzati. Partecipare a un quiz televisivo o guardare una partita di calcio dalla prospettiva di un giocatore.
Sempre comodi sul proprio divano.

Addio Vecchia TV! HTML5, tablet e divano per la nuova Hybridcast

La gamma di servizi tv-centered che potrebbero essere esplorati soddisfa potenzialmente molte esigenze, aldilà dell’intrattenimento: domotica, e-learning, servizi per la pubblica amministrazione,  integrazione con i social network, gambling, betting e tutto quello che potreste fare con la tv broadcast “aumentata” da internet e facilitata dalle interfacce touch.

Aumentano le chance per l’utente e per i players del mercato: l’innovazione non consiste solo nel congiungere applicazioni e contenuti broadcast, ma nell’ampliare i modelli di business.

NHK sarà pronta nel 2013 per fornire un set-top-box da integare con le TV di top manufacturers come Sony, Toshiba, Panasonic, Sharp e Mitsubishi Electric.

Aspettiamo sul divano, con lo smartphone in mano e molta curiosità, la prima company che cambierà sul serio la vecchia e cara tv.

Fotografia Europea all'insegna di un'evoluzione 2.0

Avviato nel 2006, il Festival della Fotografia Europea si è da sempre mostrato una finestra sulla fotografia nella contemporaneità. Ogni anno è stato proposto un tema a cui si sarebbero ispirate tutte le esposizioni, mostre e workshop facenti parte dell’iniziativa.

Sono passati sette anni dalla prima edizione e il termine principale per descrivere la communication strategy che l’ha caratterizzata in questi ultimi anni è “r-evoluzione”.

In effetti, si è passati dai primi anni in cui la pubblicizzazione dell’evento mirava quasi esclusivamente ai media tradizionali a un’interazione ad hoc sui principali social media. Certo, il profilo Flickr, Facebook, Twitter e il canale Youtube erano stati creati ma, purtroppo, l’interazione con gli utenti era minima. Inoltre, le visite al sito web subivano una forte stagionalità dovuta al fatto che gli utenti lo visitavano prevalentemente nei mesi da Aprile a Giugno, in quanto l’evento si è sempre svolto in quel periodo.

Sarà stata la naturale mutevolezza degli eventi e l’evoluzione mediatica, oppure la prorompente crisi economica che ha dettato importanti vincoli di budget, fatto sta che nel 2011 la web strategy viene completamente rivisitata, all’insegna di una maggiore pervasività dei social network e di un aumento dell’interazione.

In particolare, la strategia si basa principalmente sull’utilizzo delle Digital PR, che comprendono alcuni importanti step:

  • una fase di ascolto della rete, individuando le fonti e le parole chiave di analisi e monitoraggio;
  • una fase relazionale in cui l’obiettivo principale è il dialogo, utilizzando sia canali tradizionali che la blogosfera;
  • una fase di stimolazione e mantenimento dell’engagement, dai contenuti informativi a curiosità e approfondimenti relativi al mondo della fotografia.

Un focus sull’engagement risulta doveroso, in quanto il fattore della stagionalità che caratterizza gli eventi temporanei è stato di conseguenza ovviato dalla costruzione del dialogo continuo, e ciò ha favorito una relazione duratura con il proprio pubblico. Parallelamente nell’organizzazione off-line è stato creato, tramite l’acquisto delle opere del circuito ufficiale da parte del Comune, un archivio fotografico della città: la Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.

La scelta di sviluppare strategie di Digital PR e la preponderante  presenza sulle varie piattaforme social ha reso possibile:

  • la collaborazione on-line tra professionisti costituendo un efficace ed efficiente ufficio stampa;
  • ha sviluppato il passa- parola creando una rete di relazioni con altri siti e blog interessati alle stesse tematiche.

Il cambiamento epocale  che distigue il 2012 e 2011  è lampante mettendo a confronto l’impaginazione dei siti relativi ai due anni. Basta guardare semplicemente il positioning dei social button:

2011 e 2012 notate un piccola differenza? 😯

Le attività fondamentali del web site di FE 2012 vengono affiancate nel dettaglio sui vari social:

  • Facebook: viene utilizzato per svelare le attività che caratterizzeranno l’edizione, vengono condivisi contenuti interessanti che riguardano la fotografia contemporanea, analizzando la Timeline è visibile la diversa frequenza di condivisione dei contenuti;
  • Twitter per dare dettagli sulle date di seminari e conferenze oltre a citare altri siti, o semplicemente post che menzionano Fotografia Europa;
  • Flickr è utilizzato come archivio video e fotografico delle passate edizioni;
  • il Canale Youtube viene utilizzato per caricare i video relativi alla promozione dell’evento, o altri contenuti come interviste che poi vengono linkati sia sulla pagina Facebook che su Twitter.

 

Novità dell’edizione di Fotografia Europea 2012

#1 Instagram / InStalife

Una delle novità consiste nell’iniziativa InStalife in collegamento con la mostra InstaLife presso lo Spazio Gerra, fino al 26 Giugno. L’iniziativa si basa sulla condivisione del proprio punto di vista sulla “vita comune”, riprendendo così il tema principale della mostra e rendendolo più social tramite l’hashtag #vitacomune e l’utillizzo dell’applicazione cult Instagram. 

Ecco il video che vi spiega passo passo come procedere, ovviamente dopo aver scaricato il frame!  🙂

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=yUH3YOpE97I’]

#2 Foursquare

Da Lunedì 7 Maggio, esplorando la città di Reggio Emilia e facendo il check-in su Foursquare nei locali aderenti all’iniziativa è stata data la possibilità ai visitatori di avere una riduzione sul biglietto d’ingresso alle mostre. Un valore aggiunto che dal punto di vista del turismo territoriale si propone come scoperta di luoghi caratteristici della città. Insomma una Reggio Emilia tutta da scoprire! 🙂

La presenza sui social, accompagnata da un’attenta redazione del piano editoriale sono quindi stati gli assi nella manica nell’organizzazione di Fotografia Europea: a questo proposito, una ricerca condotta dai Prof. Fabrizio Montanari, Annachiara Scapolan e Elena Codeluppi di OPERA (unità di ricerca dell’Università di Modena e Reggio Emilia specializzata nello studio di social network e industrie creative) ha mostrato un costante incremento nei numeri e nell’engagement degli utenti online su tutti i canali attivati. Inoltre, è importante sottolineare come  già da quest’anno il FE ha avuto un numero di ingressi record già nel primo week-end di inaugurazione delle mostre!  😎

Complimenti allora agli organizzatori! E voi, cosa ne pensate? Vi sembra una strategia vincente l’utilizzo dei social per la promozione degli eventi?

Child's Own Studio: i disegni dei bambini diventano peluches

C’era una volta Wendy Tsao, una mamma che decise di creare con le sue mani un giocattolo per il proprio figlioletto di quattro anni, basandosi su un disegno del bimbo stesso.

Sono passati cinque anni da quel giorno e Wendy è riuscita a trasformare quella semplice idea in un business di successo, avviando il Child’s Own Studio, in cui l’immaginazione dei bambini prende vita in morbidi e unici peluches, i cui dettagli e colori sono fedelmente riprodotti, così da essere immediatamente riconoscibili per i loro piccoli ideatori.

Un’idea creativa e vincente, non solo perché la gente ama la personalizzazione, ma soprattutto perché si fonda sulla fantasia dei bambini, fervida e inarrestabile per eccellenza!
Riuscite a immaginare la gioia di un bimbo che riceve un giocattolo identico ad un personaggio prima immaginato e poi disegnato con le sue stesse mani?

Questi sono solo alcuni dei lavori di Wendy, ma potete trovarli tutti sul suo Flickr e tenervi aggiornati mediante il suo delizioso blog!

15+ pubblicità di cattivo gusto

"Diving to see the family" - Brand: Diving Holidays - Company: Freelance Credited Individuals: Biggibbo and Chelski

I Chip Shop Awards sono un premio nato per permettere ad agenzie, freelancers e studenti di presentare pubblicità mai mostrate perché troppo audaci e politicamente scorrette. Si tratta di annunci nati senza imporre alcun tipo di limitazione alla propria creatività.

Queste sono le TOP 16, secondo Business Insider,  finaliste nelle categorie Best use of bad taste e Best politically incorrect.

Enjoy!

"Goodbye Kitty." - Brand: Pet Funeral Services - Company: C21

"Got your brown wings?" - Brand: Marmite - Company: Fifth Ring

"Bobby, age 7" - Brand: CSCP - Company: IAS b2b Marketing

"Bucket" - Brand: KFC - Company: Big Communications

"Flying Disk" - Brand: Danish Frisbee Sports Union - Company: DMJX

"Victoria's Secret" - Brand: Victoria's Secret - Company: Aimia

"Considerate Suicide" - Brand: TFL - Company: Elvis Communications

"Same shit, different day." - Brand: The Sunday Sun - Company: Not News International

"Juices" - Brand: Nando's - Company: Gun For Hire creative services

"Viagra campaign" - Brand: Viagra - Company: suisse

"Like Us" - Brand: Spastic Society of Australia - Credited Individuals: Chris Hanrahan

 

"Heart Stopping Moments" - Brand: BBC - Company: C21

"The Jacko Range" - Brand: Dulux - Company: Fortune Cookie

“Victorious” – Brand: Microsoft – Company: LHM Media

“Flogging a horse” – Brand: Pedigree – Company: Bonafide Creative

Facebook Camera: ecco l'app fotografica di FB per iOS [BREAKING NEWS]

Dopo il definitivo approdo in Wall Street di inizio settimana, un’altra notizia è arrivata proprio oggi dall’azienda di Palo Alto che nel pomeriggio ha presentato sulla propria pagina ufficiale Facebook Camera, una nuova app disponibile per dispositivi iOS dedicata al mondo della fotografia mobile.

L’app appare già sull’ App Store di Apple ma non è ancora disponibile nel nostro paese. Non ci è ancora dato di sapere quando verrà invece realizzato per piattaforma Android. Nella sua semplicità non sembra essere troppo originale: il suo funzionamento è infatti simile ad altre applicazioni già presenti sui vari market dei nostri smartphone.

La vera – e forse unica – novità sta nel fatto che, collegandosi direttamente al nostro account sul social network, rende ovviamente più rapido scattare, caricare, taggare e commentare le nostre foto anche in gruppi di più di una alla volta direttamente sul social network e dà la possibilità di accedere non solo alle nostre foto ma anche a quelle caricate dai nostri amici. Possiamo inoltre aggiungere dei filtri alle foto scattate, geolocalizzarle, ruotarle e ritagliarle prima di caricarle sul nostro profilo.

Tutto fa pensare che questa nuova app di Facebook nient’altro sia che un antipasto verso la definitiva fusione con Instagramcomprata poco più di un mese fa per 1 miliardo di dollari ma la cui acquisizione non è ancora ultimata. Chi vivrà vedrà.

Nel frattempo gustiamoci questo video di presentazione:

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Digital Experience Festival, si parte!

Digital Experience Festival, si parte!

Da domani (25 maggio) fino al 2 giugno, Torino sarà invasa da eventi, dibattiti e contest in salsa “digital“: partirà infatti il Digital Experience Festival! Scopriamo insieme qualche appuntamento da non perdere!

Digital Experience Festival, si parte!

La manifestazione è aperta al pubblico e gratuita, per cui siete tutti invitati! Quartier generale del Digital Experience Festival sono i suggestivi spazi delle Officine Grandi Riparazioni di Corso Castelfidardo 22, anche se alcune iniziative a programma si svolgeranno in altri luoghi della città, come la sede di Seat PG, Main Partner della manifestazione, il Circolo dei Lettori e Lingotto Fiere.

Digital Experience Festival, si parte!

Il Digital Experience Festival si concentra sul tema dell’influenza delle tecnologie digitali sulla vita quotidiana delle persone. Mettendo al centro la persona-utente, si esplorano le nuove tendenze in tema di customer experience per capire dove e come il “digital” può e deve migliorare la qualità della vita della nostra vita, creare opportunità di lavoro nei vari ambiti (dal business alla sanità, dalla pubblica amministrazione all’industria, dall’intrattenimento alla mobilità, dalla creatività all’IT) e favorire lo sviluppo economico e sociale del territorio attraverso l’innovazione tecnologica.

Quattro i filoni di discussione:

  • Digital for business, ovvero l’esplorazione del rapporto tra digitale e mondo dell’impresa
  • Digital for job, dedicato all’impatto del digitale sul mondo del lavoro
  • Digital for creativity, momenti in cui osservare e sperimentare il digitale applicato alla creatività nelle sue diverse forme
  • Digital for people, che prevede momenti di incontro espressamente dedicati al grande pubblico

Digital Experience Festival, si parte!

Alcuni appuntamenti da non perdere:

  • Venerdì 25Urban Innovation: il Cruscotto Urbano e la piattaforma www.torinosmartcity.it
  • Sabato 26 – Abbiamo le smart cities, abbiamo bisogno di smart people. Promozione della cultura dell’innovazione, bottom-up
  • Domenica 27 – Comunicare la sostenibilità sul web: l’esperienza di un’azienda agricola
  • Martedì 29 – Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore)
  • Mercoledì 30Social Engagement
  • Giovedì 31 – Passaggio culturale e generazionale e nuovi strumenti digitali
  • Giovedì 31 – Create 24, il concorso aperto a professionisti, amatori, studenti ed appassionati
  • Venerdì 1 – Il valore e la tutela dei contenuti online
  • Sabato 2 – 101 chiacchiere su Olivetti

Ne abbiamo selezionati alcuni, ma ogni giornata è piena di spunti interessanti (clicca qui per il programma completo in pdf), quindi vi consigliamo di vivere la manifestazione il più possibile!

E non dimenticate l’Instagram Challenge, con in palio un montepremi del valore di 2000 euro!

Potete seguire il Festival anche su Twitter (hashtag #digitalfestival) e Facebook.

Hunger Delivery, creare un messaggio memorabile con il Sensible Branding

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La fame nel mondo è un tema trattato ricorrentemente. Sono comuni video contenenti immagini forti e frasi significative che mostrano la condizione di chi è meno fortunato.
È vero, si tratta di un metodo che offre uno spunto di riflessione ma, si sa, se non ti trovi in una circostanza non puoi capire cosa si prova.

La soluzione proposta dalla Fundación Banco de Alimentos è stata semplice, ma efficace.
Hunger Delivery è una campagna sociale che si propone di far provare cosa significhi avere fame a coloro che danno per scontata la fortuna di poter mangiare ogni volta che lo si desidera.

Per raggiungere lo scopo prefissato, sono state coinvolte le due pizzerie più conosciute di Asunción, capitale del Paraguay, alle quali è stato chiesto di consegnare gli ordini con incredibile ritardo.
Le lamentele dei clienti non tardano ad arrivare, ma il personale delle due pizzerie si limita solo a recapitare le pizze.

Il contenitore della pizza diventa il mezzo per trasmettere un messaggio che difficilmente potrà essere dimenticato: “con hambre entendés al hambre” ovvero “solo se hai fame puoi capire l’affamato”. E non è finita qui, più in basso si legge: “La tua cena ha tardato ad arrivare, ma a molti altri non arriva proprio”.

I clienti coinvolti ricevono la pizza in omaggio, con l’invito a fare una donazione per sostenere la causa.

Il messaggio è stato reso indimenticabile dalla situazione volutamente creata. Il senso di fame, combinato con il messaggio sul cartone ha reso l’appagamento provato da chi, dopo lunga attesa, ha potuto assaporare la pizza, in un momento di riflessione e in uno stimolo per fare qualcosa di concreto per chi è meno fortunato.

L’analisi appena effettuata rende evidente l’utilizzo di tecniche di Sensible Branding, definito da Adele Savarese ed Emma Gabriele nel libro A lezione dai Mad Men.

Simile per molti versi all’Ambient advertising, il Sensible Branding si differenzia da esso nel criterio di selezione degli spazi, scelti per risultare coerenti con il messaggio da diffondere. O addirittura creati, come in questo caso: il bisogno della fame – connesso al servizio a domicilio, crea uno spazio semantico coerente con il valore alla base della campagna.

Come dimostra Hunger Delivery, che ha ottenuto un impatto mediatico significativo diventando una campagna di raccolta fondi di successo, coloro che utilizzano in maniera creativa il Sensible Branding potranno dar vita ad una simbologia efficace e memorabile.

 

Credits:

Advertising Agency: OniriaTBWA, Asunción, Paraguay
Chief Creative Officer: Camilo Guanes
Executive Creative Director: Daniel Achával
Creative Director: Arturo Valiente
Copywriters: Arturo Valiente, Rene López
Art Director: Noelia Pérez
Account Supervisor: Cecilia Canillas
Advertiser’s Supervisor: Amanda Villamayor
Planner: Rodrigo Weiberlen

Space Invaders: la street-art che ha conquistato la Terra

Space Invader è stato uno dei videogiochi più influenti degli ultimi trent’anni. Dal 1978, anno della sua produzione, questo gioco è diventato presto un cult del settore. Ha pensato bene Invader, street-artist parigino, a reclutare i vari alieni che si danno battaglia nel videogame e a trasformarli in opere d’arte.

Realizzati con piastrelle quadrate colorate, disposte a mosaico (a rappresentare i pixel), questi piccoli esseri vengono incollati in ogni angolo della città, ricreando ogni volta delle vere e proprie “Invasioni aliene”.

 

Il progetto di Invader inizia nel 1998 con l’invasione di Parigi, città in cui risiede l’artista, per proseguire poi in tante altre città francesi. I suoi alieni hanno invaso tutte le grandi capitali europee, ma anche metropoli americane come New York e Los Angeles, spingendosi fino a Oriente, tra cui Bangkok, Tokyo e Katmandu. Nel 2010, tra polemisti e simpatizzanti, ance la città d Roma è stata assediata da un attacco alieno, contagiando anche in Italia il fenomeno Invader.

L’invasione viene documentata con una specifica mappa che consente di ritrovare le diverse posizioni dei mosaici, dislocati nelle varie zone urbane, a volte impensabili.

 

 

 

Le opere di Invader hanno, nel tempo, incluso protagonisti di altri videogames. Tra gli ultimi progetti in cantiere c’è Rubikcubism, opere realizzate con i cubi di Rubik. Invader si è rivelato, inoltre, anche un geek: utilizzando la stessa tecnica dell’invasione, nel suo ultimo lavoro gli alieni sono stati sostituiti da QR Code incollati ai muri. Per poter scoprire il loro messaggio basta fotografarli e grazie a un’app adatta alla lettura del codice apparirà il messaggio segreto.

Grazie alla sua caparbietà, sfruttando uno tra i primi e più acclamati marchi del settore videogames, e la capacità di adattarlo e diffonderlo attraverso la street-art, Invader è diventato uno tra gli artisti più amati, conosciuti e riconoscibili di sempre. Su Flickr vi è un gruppo dedicato al suo lavoro, con più di 11.000 foto e inoltre, il videomaker Raphael Haddad ha realizzato un documentario dedicato interamente all’artista francese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Facebook potrebbe fallire: serve un nuovo modello di business

Sembra che Facebook necessita di un’innovazione, e alla svelta!

Un’analisi apparsa due giorni fa su Technology Review, pubblicazione del MIT di Boston, condotta da Michael Wolff (esperto di media e columnist per The Guardian, nonchè Editor per Vanity Fair e fondatore di Newser), ha suonato un campanello di allarme in merito alle sorti del leader dei Social Network.

A quanto pare Facebook potrebbe rimanere vittima della sua principale fonte di sostentamento: la pubblicità.
Il Social Network trae l’82% delle sue entrate dai banner pubblicitari che appaiono a fianco dei nostri wall o dagli annunci di altre aziende che si sponsorizzano sui nostri profili. Fb ricava appena 5 dollari per utente l’anno, parecchio meno rispetto al New York Times (dove un iscritto varrebbe ancora mille dollari l’anno, o intorno ai 500, secondo le stime di Stefano Quintarelli).

Sistema di remunerazione apparentemente non redditizio, dato che i profitti sono in calo. E se l’azienda non fallisce è solo perchè la velocità di registrazione di nuovi utenti, quindi pagine fertili per nuova pubblicità, è maggiore della svalutazione della stessa.

Da quando la mobile app porta a consultare le pagine di “Faccialibro” da smartphone la situazione ha imboccato una brutta traiettoria, in quanto dallo screen si visualizzano pagine rimpicciolite, con sempre meno spazio per gli annunci pubblicitari.

Come venire fuori da questa nuvola grigia?

Dopo la recente quotazione in Borsa di venerdì scorso, i numeri del Nasdaq confermano che qualcosa scricchiola ed il mercato se ne sta accorgendo. Si fa appello ad un’innovazione: un nuovo modello di business che si fonda su una nuova strategia di marketing in grado di estrarre oro dalla miniera di informazioni collezionate tra le pagine del Social Network.

Guardare le best practice è ciò che sempre si suggerisce quando si deve individuare un modello di sviluppo.
In questo caso il benchmark è sicuramente Google. Il colosso ha trasformato il modo di fare business ed il comportamento degli internauti e la sua macchina attira pubblicità come una calamita.

I 900 milioni di utenti che FB ha conquistato tra le sue pagine sono una risorsa che andrebbe sfruttata meglio e la conoscenza che si cela dietro ognuno di essi è una risorsa non depauperabile su cui FB potrebbe sviluppare una linea strategica profittevole e a lungo termine.

Zuckerberg promette di nascondere tanti assi nella manica ed essere pronto a stupire con nuove “trovate”.
Da fedeli utilizzatori del Social Network che ha cambiato le abitudini di networking nell’era digitale, speriamo di non dover assistere al crollo delle mura di Menlo Park.

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