Archivio per mese: Maggio, 2012
Street art a tutto volume: Sound Graffiti a Manhattan
/in /da Kumiko
A partire da oggi a New York suona per davvero una musica nuova. L’agenzia creativa CNNCTD+ ha etichettato la Grande Mela con i primi incredibili murales interattivi situati in posizioni centrali della città, dalla 39th al Fashion District. Sono tutti disponibili tramite playbuttons, basta attaccare la spina dei propri auricolari nel graffito e il playbuttons prende vita.

Musica, dialoghi o reading, non manca proprio nulla all’appello. Questo progetto – senza data di scadenza – che fonde fashion, musica, street art e cultura giovane si chiama CNNCTD+100, proprio come i 100 personaggi coinvolti, da Cindy Sherman a James Franco passando per Santigold, Paz de la Huerta, Nicola Formichetti e Mr Mickey.

Dal 1 maggio tutti e 100 i playbuttons sono disponibili anche in una mostra privata allestita all’interno del New Museum.
Adidas e Van der Sar fanno giocare Amsterdam [VIDEO]
/in /da Laura Cardone“Van der Sar is back. One target, one legend, one shot”: un claim che racchiude una vita per lo sport. Leggenda del calcio, ex portiere delle squadre più blasonate al mondo: Ajax, Manchester Utd. e Juventus. Edwin Van der Sar si rimette i guanti e ritorna a parare per il nuovo video Adidas is all in. E lo fa nella sua Amsterdam, in una insolita quanto originale location.
Una chiatta lungo i canali della città, trasformata per l’occasione in area di rigore con tanto di porta. Tra i pali lui, il campione quarantunenne protagonista di una serie di acrobatici salvataggi. I tiri arrivano dal pubblico lungo il canale che, con grande entusiasmo, tenta a gran fatica di rifilargli un bel gol!
Fra i rigoristi accorsi, anche i campioni dell’Ajax Sigthorsson e Anita.
Dopo i grandi campioni del precedente capitolo, da ammirare in differenti edizioni, la campagna Adidas is all in continua a riscuotere un meritatissimo successo, dimostrando che la passione per lo sport, senza differenze d’età, ceto e cultura, continua ad unire davvero tutti.
Teniamoci in contatto, un libro per gestire al meglio il proprio percorso professionale [RECENSIONE]
/in /da Alberto Maestri
Chi meglio del co-fondatore di LinkedIn e di uno dei migliori imprenditori USA possono dare consigli su come creare e gestire il proprio percorso professionale? Devono aver pensato proprio questo Reid Hoffman e Ben Casnocha nel momento in cui hanno deciso di scrivere il bellissimo manuale “Teniamoci in Contatto – La vita come impresa”, edito in Italia da Egea.
E in effetti, il risultato finale è davvero interessante e originale per diversi aspetti:
- Hoffman cita spesso LinkedIn e le teorie alla base del social network, facendoci capire i meccanismi e le logiche che li governano. In altre parole, “ci si aspetterebbe di leggere la storia di LinkedIn. Di come Reid Hoffman abbia realizzato la sua idea e dato origine al più importante, evoluto e utilizzato social network professionale. In realtà non è così […]”.
- Le prospettive dei due autori sono ben mixate e in sintonia, creando un discorso strutturato e scorrevole
- Last but not least, il manuale non si ferma – a differenza di molto altri – sulle specificità di LinkedIn e delle piattaforme 2.0, ma parte da queste per sviluppare un discorso ben più complessoe che non rischia di diventare obsoleto. In altre parole, il libro può benissimo essere riletto tra anni rimanendo attuale e utile.
Il concetto che guida tutta l’opera dovrebbe essere di aiuto a molti, soprattutto di questi tempi: a causa dei cambiamenti sul mercato del lavoro – in cui i rischi sono alti, la concorrenza è globale e il patto con il datore di lavoro non è più solido – occorre cambiare logiche e strumenti per competere e posizionarsi, paragonarsi a una startup. Proprio così: nel business e nella carriera professionale di oggi valgono le stesse regole e le incertezze tipiche di quando si decide di fondare un’azienda, con qualche finanziamento, tante idee e una rete di contatti da valorizzare.
Siamo tutti imprenditori, dunque: è su questo concetto che si apre il manuale con il primo capitolo, per poi concentrarsi sulle dimensioni da considerare per tracciare un’analisi SWOT del proprio posizionamento e concentrarsi poi, nella terza parte, sulla pianificazione ABZ (che cos’è? Non ve lo sveliamo 😉 ).
A metà percorso (capitolo 4) gli autori si soffermano sulla necessità di attivare una rete di relazioni e rinforzarla nel tempo, spiegandoci su quali idee dovrebbe essere basata. ‘Io’ elevato alla ‘noi’: siamo noi e la nostra squadra che facciamo la differenza!
“Ricorda che la startup sei tu, ma siete anche voi. Singolare e plurale insieme.”
In questa parte sono anche fatte tante comparazioni con LinkedIn, che permettono di capirne il funzionamento. Sempre sulla valorizzazione della propria rete insiste il capitolo finale, mentre il 5 e 6 sono più concentrati sulla gestione delle opportunità e dei conseguenti rischi.
In conclusione, ci sentiamo davvero di consigliare il manuale a chiunque, soprattutto ai neolaureati, agli imprenditori, ai manager e a chi ha la necessità di rimettersi in gioco sul mercato: In effetti, a detta degli stessi autori:
“[l’opera] è un dono alla società, per ricambiare ciò che abbiamo ricevuto. Siamo convinti che gli strumenti forniti in queste pagine possano migliorare sia la tua vita sia la società”
Se avete capito che – visto il periodo o i vostri interessi, o semplicemente perché vi abbiamo incuriosito – è la lettura che fa per voi, non aspettate altro tempo: la trovate naturalmente in libreria ma anche online, seguendo questo link alla scheda sul sito dell’editore Egea.
Ah, un’ultima cosa: per chi fosse interessato a saperne di più e in modo più specifico su LinkedIn, gli autori hanno pensato anche a questo: acquistando il manuale avrete accesso a un documento pdf con tutti i consigli di utilizzo efficace del social network da parte del suo co-fondatore!
8 pubblicità brutalmente oneste
/in /da Buck
"Quando hai finito la tua dose di amphetamine"
David Ogilvy, leggenda dell’advertising mondiale, una volta ha detto che “i migliori annunci nascono dalla verità, da esperienze personali“. Eppure a volte la verità fa male.
Certamente può far male ai brand.
Ammettere, ad esempio, che una nota bibita energetica ha senso solo se mescolata alla vodka. Oppure realizzare che un panino del McDonald ci sembra delizioso soprattutto quando moriamo di fame, magari durante una lunghissima sosta in aeroporto. E insomma: ad ogni brand la sua dote di spiacevoli (e taciute) verità.
Su questo tema la copywriter Chelsea Fagan e l’art director Matt Stevenson hanno creato una campagna satirica dal titolo, appunto, “Ad Honest”: cosa direbbero per una volta gli annunci pubblicitari se potessero parlare in completa, brutale, franchezza? Il risultato è un divertente smascheramento delle piccole debolezze di alcuni celebri prodotti. Un’operazione provocatoria e intelligente, in un mondo in cui si preferisce piuttosto “gonfiare la realtà” a colpi di iperbole e overpromising. La rete, ovviamente, ha molto apprezzato:
“Pensavamo ad uno scherzo da far circolare in agenzia“, ha spiegato Fagan a Business Insider “ma alla fine, online, la cosa ha assunto vita propria“.

("Troppo taccagno per comprare i Trojans. Ma sei comunque abbastanza certo che la tipa abbia l'herpes")
Nuove tecniche di stampa lenticolare: più qualità, meno spessore
/in /da Luigi FerraraVi avevamo già parlato di stampa lenticolare, modo di comunicare innovativo ed efficace. Ed il fatto che un’azienda tutta italiana (TreD) sia leader del settore in Europa personalmente mi fa molto piacere, perché vuol dire che la qualità del Made in Italy è viva e combatte, nonostante il periodo economico complicato.

Ricordiamo che le lastre lenticolari sono delle vere e proprie lenti d’ingrandimento, seppur piccolissime, sovrapposte ad una stampa, che conferiscono ad un’immagine (quindi un elemento in due dimensioni) l’effetto desiderato. La ricerca continua su software, materiali e processi produttivi ha portato ad una nuova linea di prodotti (o meglio, tre):

XD – Extra Depth: Alla lettera, profondità estrema: con questa tecnica di stampa si ottengono una nitidezza senza paragoni e la possibilità di rappresentare anche il volume degli oggetti, dando così l’illusione dei diversi piani dello spazio. Il tutto senza usare i classici occhialini.

XM – Extra Motion: c’era già la possibilità di stampare un breve filmato, ma con questa nuova tecnica il movimento è ancora più fluido e brillante, a favore di un maggiore realismo. Per sorprendere ancora di più l’osservatore con un’animazione su un supporto tradizionalmente statico (come un cartolina o un packaging).

XS – Extra Slim: un nuovo tipo di materiali permette di realizzare effetti 3D e di movimento su uno spessore di pochi decimi di millimetro, garantendo comunque una totale leggibilità anche dei più piccoli dettagli, grazie all’altissima densità delle lenti e l’alta qualità della stampa.

Con un occhio all’ecologia (i materiali sono completamente riciclabili), gli utilizzi possibili sono innumerevoli: dai gadget (magneti, adesivi) al marketing in-store, dalle affissioni esterne o interne (stazioni della metropolitana, aeroporti) agli stand espositivi, fino ad arrivare alle installazioni artistiche. Ad esempio, la danese Annette Meyer si è affidata alla stampa lenticolare per esporre al Trapholt Museum, in Danimarca, la sua mostra intitolata “Icon Dressed/Body Wrapping”, in cui una serie di pannelli ricrea una sfilata di moda virtuale.


Chi ha detto che la stampa sta morendo? La comunicazione efficace può avvenire tramite qualsiasi mezzo, e la stampa lenticolare è sicuramente uno di questi.
Il parcheggio è come un flipper, parola di Ford
/in /da Hikari-Kun
L’assistenza automatica nelle manovre di sosta a poco a poco ha acquisito lo status di “accessorio di serie”. Nonostante ciascuno di noi abbia affrontato impacciato e titubante le prime manovre a scuola guida, salvo poi diventare negli anni un fenomeno del parcheggio selvaggio con manovre degne del miglior giocatore di Tetris, questa particolare fase dell’essere automobilista risulta tra le più indigeste.
A rendere il park assist godibile e divertente nella sua commercializzazione c’ha pensato Ford nell’ultima campagna non convenzionale ideata da Ogilvy Paris. L’azione che stiamo per vedere è ambientata a Parigi dove è stato piazzato il “Pinball Park” (parcheggio flipper N.d.R.).
[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=DAM_HLj1QOo&feature=player_embedded’]
Il concept è davvero molto originale, badate bene non sappiamo se il driver “vincitore” del peggior parcheggio abbia davvero vinto l’auto ma la sola idea di associare la necessità (indotta) di fornire la propria macchina del park assist con la messa in scena in grande stile di tutti quegli urti, graffi, bottarelle et similia che ci fanno tanto odiare la manovra di parcheggio nostra e altrui non può che essere definita brillante.
Tanto più che non è raffigurata in una maniera punitiva, tant’è che appunto il peggior conducente viene premiato per le sue peripezie da un lato, mentre l’intero costrutto scenico poggia il suo impianto sul gioco e sul divertimento di chi guarda.
Non possiamo non riconoscere che il messaggio che fa da sottotesto alla campagna, e cioè quello di quanto il park assist non sia più un optional di lusso ma una necessità vera e propria cui rispondere, è proposto allo spettatore in maniera così accattivante e seducente da passare inosservato.
Un’azione outdoor che di primo acchito non potremmo che definire vincente. Ma siccome un Ninja non è tale se non soddisfa la sua curiosità, ci siamo resi conto di quanto, specie in rete, si stia sviluppando un certo malcontento di costume che rischia di trasformare un’idea assai originale in un possibile fail.
Spulciando tra i numerosi commenti su Youtube, testate online di costume e società piuttosto che riviste di settore, abbiamo riscontrato un crescente mugugnare tra i nostri cugini d’oltralpe rispetto a questa campagna poiché fornisce un’idea dell’automobilista francese medio assai superficiale.
La scelta di ambientare il video fuori dai confini americani era inevitabile, visto che in Usa il problema degli spazi angusti per la sosta è del tutto inesistente, disagio invece molto sentito nel vecchio continente. Ma l’idea di un “forestiero” che dica ai francesi di non esser capaci di parcheggiare non viene proprio digerito dall’orgoglio transalpino.
In altre parole si profila l’ipotesi di una comunicazione la cui idea iniziale doveva essere : “Problemi di parcheggio ? Fatti aiutare da una Ford” e che si sta trasformando in : “Non sai parcheggiare ? Fattelo insegnare da una Ford”.
Un pericolo, quello di far notare al proprio possibile target di essere incapace, da semaforo rosso e multa salata in termini di introiti.
Pinterest: le statistiche lo danno in calo?
/in /da Alberto Maestri
Pinterest, il social network del 2012: sarà vero, oppure la piattaforma – probabilmente per un effetto saturazione e eccesso di informazioni derivanti dai nostri account – comincia a registrare i primi segni di declino di registrazioni e utenti attivi?
Le rilevazioni USA di ComScore e AppData – recentemente riportate da USA Today – fa proprio pensare a questa seconda opzione. In effetti:
- Il sito avrebbe avuto nella nazione 18,7 milioni di utenti attivi in Marzo, rispetto ai 17,8 a Febbraio e agli 11,7 in Gennaio. Un incremento molto meno marcato, dunque;
- Il numero di utenti Pinterest connessi a Facebook nell’ultimo mese sarebbe declinato da 12,2 a 8,3 milioni.
Come detto i dati riguardano la popolazione statunitense, ma possiamo immaginare una somiglianza nei trend con l’Europa (con statistiche naturalmente ridotte: sempre a Gennaio La Gran Bretagna deteneva il maggior numero di utenti unici [245.000] seguita dalla Germania [67.000]).
Se a questo aggiungiamo anche i rischi e le lamentele legate al copyright (con la relativa soluzione ‘no pin’), la situazione si fa ancora meno chiara. A voi piace Pinterest? Quali sono a vostro avviso i vantaggi/svantaggi di questo social network?
Il professional networking è in crescita: 24 milioni di euro a Viadeo (e qualche considerazione)
/in /da Shimoariku
Abbiamo letto per settimane che quello di Viadeo è un aumento di capitale da record.
E ci ha sorpreso ancor di più perché il primo investitore a volere questa crescita sia proprio lo stato francese.
In pratica Viadeo ha portato a termine un aumento di capitale di 24 milioni di euro con la partecipazione del Fondo Strategico d’Investimento, dei suoi azionisti storici Idinvest e Ventech e di nuovi investitori internazionali, tra i quali la banca d’affari statunitense Jefferies, il Gruppo Allianz e alcuni fondi medio-orientali.
Ha dichiarato il CEO, Dan Serfaty, che “Viadeo è un player leader sul proprio mercato che ha operato sempre in grande efficienza contando dalla sua nascita su una dotazione di capitali di soli 15 milioni di euro.

In considerazione dei nostri obiettivi di crescita e dopo tre anni di sviluppo auto-finanziato, era giunto il momento di dare un ulteriore impulso alla crescita. Per questo cercavamo un investitore desideroso di sostenerci nel lungo termine fino a una nostra eventuale quotazione in Borsa per accelerare ulteriormente il nostro sviluppo”.
Perciò questo aumento di capitale consente di accelerare lo sviluppo della società in Francia, in Cina e in altri Paesi (in attuale crescita e in crescita potenziale) come America Latina, Russia, India e Africa, dove Viadeo occupa una posizione di rilievo sul mercato.
Il doppio significato di questo record
L’aumento di capitale dell’azienda francese ha visto la partecipazione, per 10 milioni di euro, del Fondo Strategico d’Investimento di proprietà al 51% della Cassa Depositi e Prestiti e al 49% dello Stato francese.
Secondo le parole del direttore del Comitato Esecutivo di FSI, Jean D’Arthuys, questo può avvenire in quanto l’industria digitale si colloca tra le prime in Francia in termini di valore aggiunto e di occupazione.
Con un portafoglio di oltre 2,5 miliardi di euro nel digitale e con partecipazioni nei settori legati a Internet, al cloud computing, allo sviluppo software, alla sicurezza e alle telecomunicazioni, FSI mette a disposizione delle società francesi di questi settori gli strumenti e le risorse necessarie per sostenere il proprio sviluppo”.
Con netta invidia per noi italiani, che desideriamo da tempo iniziative pubbliche significative simili a queste.
Ma facciamo un passo indietro: cos’è Viadeo
Viadeo.com viene definito un “Business Social Network“. Consiste in una piattaforma dedicata al networking professionale e costituisce il principale competitor di Linkedin.
Ecco come ne parla Sabrina Mossenta, CMO di Viadeo in Italia:
Viadeo perciò si inserisce nel mercato dei social network e oggi conta oltre 40 milioni di utenti.
I suoi iscritti lo utilizzano perché vogliono scoprire nuovi clienti, conoscere fornitori o partner d’affari, aumentare la propria visibilità o la reputazione online e, in generale, vogliono gestire un network di contatti preferenziali per migliorare il proprio business.
Gli utenti target perciò sono titolari di aziende, imprenditori o manager.
Secondo fonti ufficiali, ogni giorno la piattaforma attrae più di 30.000 nuovi membri, in essa vengono effettuati 150.000 collegamenti e vengono visitati oltre 3 milioni di profili.
Professional network: visione e investimenti in Italia

Sin dall’anno della fondazione dell’azienda, nel 2005, il piano strategico per la crescita del prodotto ha previsto una forte presenza, oltre che nel Paese natio, anche in Italia e Spagna.
Per un articolo dello scorso 16 aprile, pubblicato dal Corriere della Sera, Dan Serfety ha rilasciato queste dichiarazioni, lasciando intendere che un investimento nel mercato italiano rappresenta per Viadeo un’azione strategica di crescita: “Sappiamo bene che se vogliamo cercare un lavoro negli Stati Uniti, Linkedin ha maggiori probabilità di successo. Ma in Cina il confronto è tutto a nostro favore, lo stesso in Francia e nell’Europa mediterranea siamo alla pari. Anzi, mi sento di dire che in Europa Viadeo è più efficace, siamo più affini culturalmente all’Italia e alla Spagna e il sito si esprime in sei lingue.
Tant’è che, dalle nostre ricerche, sono numerosissimi i doppi profili perché anche se il settore è il medesimo non ci sono molte sovrapposizioni.

www.journaldunet.com
Inoltre Linkedin e Viadeo sono molto diversi e Viadeo privilegia un aspetto più locale, è più attento a quanto succede a casa nostra”.

www.comscoredatamine.com
Il caso Viadeo apre tante questioni.
Così abbiamo deciso, insieme ad Alberto Maestri, che ci occuperemo meglio del caso Viadeo in collaborazione con la Sezione Social Media.
Ve ne parleremo meglio perciò.
The Webby Awards: annunciati i vincitori! [BREAKING NEWS]
/in /da Alberto Maestri
Conoscete i Webby Awards? Considerati l’oscar del web, sono dal 1996 uno dei premi più ambiti dagli advertiser e creativi di tutto il mondo, che premiano l’impatto di internet sul business.
Sono 4 le macro-categorie considerate dal premio:
- Websites
- Interactive advertising
- Online Film and Video
- Mobile and Apps
E per ognuna sono eletti due premi, The Webby Award e The Webby People’s Voice Award.
Bene, è con grande piacere che vi informiamo che sono stati nominati i vincitori: a questo link li trovate tutti, insieme agli altri progetti che correvano per il premio. Ancora una volta vincono la creatività e l’innovazione, ne siamo molto contenti 🙂

















