Turntable Rider, il dj set in bmx bike [VIRAL VIDEO]

Chissà quanti di voi in giovanissima età, quando ancora si giocava per le strade, hanno provato a “modificare” la propria mountain bike inserendo un qualsiasi oggetto sotto la ruota per provocare rumore nella pedalata. Il concept è il medesimo che ha spinto la società di bike sharing Cogoo a creare Turntable Rider: un sistema che trasforma una Bmx in un incredibile midi controller.

Tramite una black box installata sul manubrio della bici che comunica in wireless con una dj app su pc, i ragazzi della giapponese Cogoo hanno trasformato le ruote della bike in giradischi, il manubrio in un crossfader e i freni in campionatori. Eccezionale il lavoro ingegneristico per dar vita alla creazione, per i più geek è disponibile un interessantissimo making of.

Il risultato è una suggestiva performance musicale generata dai tricks e dalle evoluzioni del Bmx rider professionista Kotaro Tanaka e dal mixing musicale del dj Baku con il supporto del poliedrico artista Toshiyuki Sugai.

Dalla collaborazione è nato anche un album di canzoni a breve disponibile su iTunes. I tre artisti si sono anche esibiti dal vivo sul palco del Kaikoo Popwave Festival di Tokio.

IKEA: parte la costruzione di un intero quartiere a Londra

IKEA, da sempre, è nota ai mercati globali come azienda in grado di realizzare oggetti d’arredo semplici ed economici. Ma per il 2013 ha deciso di superarsi e la sua mossa attirerà l’attenzione e le critiche di tutto il mondo: realizzare un quartiere “modello” a East London e gestirlo.


Probabilmente cambia l’offerta ma la prospettiva è sempre la stessa. “Esportare il modello di vita Svedese nel mondo” ma stavolta non è il prodotto ad entrare nelle case dei clienti bensì sono i clienti a entrare in un prodotto Ikea.

In quegli 11 ettari che sorgono a ridosso della zona in cui si svolgeranno le Olimpiadi di Londra, il neo-quartiere made in Sweden verrà battezzato col nome di Strand East.

Ben 1.200 case, il 40% delle quali saranno grandi a sufficienza per ospitare famiglie con figli e nessuna sarà in vendita. Tutte verranno concesse in affitto e Ikea si occuperà della gestione dell’intero quartiere, proprio come se fosse il padrone di casa di migliaia di persone.

L’azienda sostiene che il costo dell’affitto sarà accessibile a tutti

Le auto saranno bandite dalle strade interne, un parcheggio sotterraneo permetterà ai residenti di lasciarle in luoghi sicuri ma lontane dal traffico pedonale. A Strand East le persone si muoveranno a piedi o con i mezzi pubblici.

Andrew Cobden, direttore del progetto, dichiara

« Abbiamo una vasta esperienza di pratiche quali la raccolta dei rifiuti, la pulizia, la gestione del territorio. Saremo irremovibili circa la presenza di attività indesiderate».

L’idea prevede per esempio un sistema di tunnel sotterranei per rimuovere la spazzatura, e un impianto idroelettrico per generare elettricità. Le grandi catene commerciali saranno bandite, ma vi saranno piccoli negozi e un hotel da 350 stanze. È prevista inoltre la presenza di una scuola, un asilo nido e un ospedale.

La cosa più interessante, oltre  l’idea del  progetto “materiale”  è l’intenzione di creare una sorta di  “prescizioni sociali” il cui scopo sarebbe quello di creare comunità nel quartiere.

Direttamente, e ancora, dalle parole di Cobden:

«Ci sarà un calendario che sarà consegnato porta a porta e conterrà gli eventi imminenti – e ciò creerà un senso di appartenenza- Gli daremo forma, non lo imporremo alla gente, ma cercheremo di tenere unita la comunità».

Un giudizio oggettivo sulle mosse di Ikea?

Ottima strategia,  certamente attenta alle politiche di eco-sostenibilità e al rispetto del territorio, a cui il governo londinese sta dedicando molta attenzione negli ultimi anni. Risale infatti a circa un mese fa l’intervento del governo britannico, il quale ha accettato di semplificare le leggi urbanistiche per incoraggiare i progetti di pianificazione urbana sostenibile. Tali decisioni si sposano perfettamente con la strategia Ikea, evidentemente non a caso.

Il training Ikea per il debutto a Londra comincia da ora, i primi prefabbricati Ikea hanno debuttato il mese scorso a Portland con un costo di soli 86.500 $. Recentemente Ikea ha installato 4.620 pannelli solari sul tetto di un suo negozio, a Paramus, nel New Jersey promuovendo le fonti energetiche rinnovabili .

Esempio magistrale di come un brand possa avere un’ascendente forte sulla società e sulle comunità. Le considerazioni da farsi in merito sarebbero tantissime ed è qui che mi appello al vostro giudizio e alla vostra preparazione professionale… Che ne pensate?

Mobile Ticketing: ecco come rinasce l'SMS [CASE STUDY]

Il Mobile Ticketing è il processo grazie al quale i consumatori possono ordinare, pagare, ottenere e convalidare biglietti da ogni luogo e orario usando i cellulari o altri dispositivi portatili. I biglietti mobile riducono  i costi di produzione e distribuzione connessi ai canali di vendita di biglietti cartacei e forniscono un servizio molto utile ai clienti.

Il Mobile Ticketing nel trasporto pubblico

Nel campo dei trasporti pubblici, il Mobile Ticketing si concretizza sostanzialmente in 3 tipologie di acquisto:

  • Acquisto Online: consente agli utenti di comprare il biglietto sul web tramite dispositivo dopo aver creato un account e scelto un opzione di pagamento.
  • Acquisto tramite NFC: basata su tecnologia radio a corto raggio NFC (Near Field Communication), consente ai cittadini di acquistare e convalidare titoli di viaggio accostando il telefonino, anche spento, alle obliteratrici, sfruttando un’applicazione software configurata sulla SIM Card del cellulare.
  • Acquisto tramite SMS: consiste nell’inviare un messaggio di testo contenente un piccolo codice a un numero specifico. Il messaggio di ritorno conterrà il biglietto elettronico. Il costo del biglietto, che va sommato a quello  dell’sms (variabile a seconda dell’operatore di appartenenza), può essere scalato dalla carta SIM dell’utente o addebitato su un conto sfruttando un sistema di carte prepagate.

Il primo sistema ha il limite posto dalla necessità di avere una connessione internet, non sempre disponibile. Il sistema NFC è invece molto sviluppato in paesi come il Giappone e in Italia è in sperimentazione dall’anno scorso a Milano ma richiede una tecnologia avanzata e non accessibile a tutti i dispositivi mobile.

Quello che invece ritengo sia il più efficace e che pertanto analizzeremo nel dettaglio in questo articolo, è sicuramente l’acquisto tramite SMS, siccome rappresenta un servizio importante sia per i consumatori, essendo accessibile a tutti coloro che possiedono un cellulare, ma in particolare per le compagnie telefoniche, investite negli ultimi anni da una “crisi degli SMS”.

Una cura contro l’invecchiamento dell’SMS

L’arrivo di software di messaggistica istantanea che sfruttano la connessione internet come Whatsapp o Viber negli ultimi anni ha minacciato pesantemente quella che è l’esistenza dello Short Message Service.

Secondo uno studio recente della Ovum ripreso da BBC News, l’uso di queste applicazioni ha provocato nel 2011 perdite per gli operatori telefonici di 10,5 miliardi di euro , ovvero circa il 9% del fatturato complessivo del segmento messaggistica nel 2011: un danno inimmaginabile per le casse delle compagnie telefoniche, ancora più grande se si pensa che sempre più persone col passare degli anni possiederanno uno smartphone e avranno accesso a queste apps.

Per ovviare a questo problema gli operatori di servizi di telefonia, a 20 anni della nascita del SMS, hanno dovuto quindi reinventare la funzione classica del messaggio di testo, divenuta ormai obsoleta, per riscoprire una fonte di guadagno che col tempo rischiava di estinguersi.

Una risorsa per le aziende

I vantaggi del Mobile Ticketing sono molteplici, specialmente in termini di economicità per le aziende. Tutte le compagnie di trasporto e quelle telefoniche guardano infatti di buon occhio al Mobile Ticketing essendo questo uno strumento che consente agli enti pubblici di ridurre i costi legati alla produzione di biglietti cartacei, agli operatori telefonici di incrementare i ricavi (aumentando il flusso di sms) e ai clienti di accrescere la propria soddisfazione.

In Italia la risposta a questa impellenza è giunta nel Maggio dello scorso anno, quando i 6 maggiori operatori di telefonia mobile (Fastweb, Poste Mobile, TIM, 3 Italia, Vodafone e Wind) hanno inaugurato il servizio Mobile Pay, una nuova piattaforma di micropagamenti digitali che consente di acquistare servizi e beni tramite cellulari o altri dispositivi portatili senza l’ausilio di una carta di credito o un conto corrente bancario ma rendendo le SIM card dei portafogli virtuali.

Sono già molte le aziende che hanno aderito a questa piattaforma come ad esempio Il Mattino o La Stampa e adesso anche L’ATAF, l’Azienda Trasporti dell’Area Fiorentina, una società  che gestisce il trasporto pubblico locale a Firenze e dintorni.

Il caso “Firenze”

Circa 3 settimane fa a Firenze l’ATAF ha presentato il suo nuovo servizio di Mobile Ticketing tramite SMS per la città toscana, nato proprio con la sua adesione alla piattaforma Mobile Pay. L’ATAF è infatti la prima azienda italiana di trasporto pubblico che offre ai suoi clienti la possibilità di prendere il bus senza che essi siano necessariamente muniti di biglietto cartaceo: basterà inviare un SMS per ricevere un biglietto elettronico direttamente sul cellulare.

Il passeggero riceverà dopo pochi istanti un messaggio contenente gli estremi del biglietto (da mostrare al controllore in caso di operazioni di verifica a bordo) e la convalida sarà contestuale all’acquisto. In Italia (e anche nella stessa Firenze) ci sono altri casi di servizi di Mobile Ticketing nel trasporto pubblico ma sono sistemi ibridi poiché richiedono sempre la pre-registrazione con un account e un conto prepagato da cui scalare i soldi affinché i clienti possano acquistare i loro biglietti.

La vera novità del servizio offerto a Firenze,  realizzato da TIM, Vodafone, Wind e 3 Italia in collaborazione con Ericsson, sta nel fatto che il costo del titolo di viaggio verrà scalato direttamente dal credito telefonico della SIM, senza alcuna carta di credito e/o obbligo di registrazione da parte dell’utente.  Per capirne di più vi invito quindi a guardare il video sottostante:

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Conclusioni

Il servizio di Mobile Ticketing rappresenta un primo esempio di quel fenomeno che gli esperti chiamano “convergenza orizzontale delle telecomunicazioni” ovvero quell’espressione generica usata per descrivere quelle tecnologie delle telecomunicazioni emergenti che permettono la migrazione e il confluire di più servizi di comunicazione in un’unica grande rete.

È inoltre un’ ottima soluzione sia per le aziende che per la comunità: ecologico, economico e si spera efficiente. Certo il concetto di economicità riguarda senza dubbio le aziende ma la stessa certezza non si ha per i cittadini: si spera infatti che,  essendo ridotti notevolmente gli input da utilizzare (ad esempio la carta o anche i materiali magnetici che consentono la convalida del biglietto) ed essendo i costi limitati a quelli di manutenzione server e/o telematici, le compagnie di trasporto pubblico non lascino il prezzo del biglietto elettronico praticamente invariato rispetto a quello cartaceo.

Senza esagerare dunque basterebbe ridurre il prezzo del biglietto elettronico di 0,20€ in modo da consentire ai clienti di rientrare nella spesa dovuto al costo dell’operatore telefonico e sborsare una cifra praticamente equivalente a quella che pagherebbero acquistando il biglietto cartaceo, con tanto di ringraziamenti da parte di madre natura. Di certo al cittadino, specialmente in tempi di crisi come questo, non dispiace risparmiare anche qualche centesimo…

Prometheus, nel nuovo teaser arriva l'androide David [VIDEO]

È durata due anni l’attesa dall’ultimo film, ma in realtà lo stiamo aspettando dal 1979. Ridley Scott ritorna nelle sale con Prometheus che nasce come prequel del fanta-horror Alien girato più di trent’anni fa.

Da eccezionale maestro di effetti speciali Scott rende gustosissima l’attesa per il nuovo film con una serie di teaser virali che ci accompagnano all’uscita del film, prevista per il 14 Settembre, incrementando esponenzialmente curiosità e suspence.

Happy Birthday David è il terzo della serie di teaser, consultabili interamente sul forum ufficiale del film, e mostra Michael Fassbender nei panni dell’androide David, creazione di ultima generazione della Weyland Corporation , company al centro delle vicende del film.

La campagna viral ha persino previsto un “fake speech” di Peter Weyland, Ceo della multinazionale, al TED (Technology Entertainment Design) del 2023, anno in cui è ambientato il film, video messo on line in concomitanza del TED di quest’anno.

Fotografia e musica sono impeccabili, nel video si intravede il minimalismo nel design dell’eccezionale ricostruzione di un ideale 2023. Pezzi di un puzzle magistralmente architettato da Scott per accrescere l’attesa di quello che si preannuncia un nuovo capolavoro del regista inglese.

Ray-Ban, nuova campagna global per il 75esimo anniversario

In occasione del suo 75esimo anniversario, il noto marchio di occhiali da sole e da vista Ray-Ban, lancia una nuova campagna globale, ideata dall’agenzia francese Marcel Worldwide.

La “Never Hide 75th Anniversary Campaign”, a mezzo stampa e digitale, è composta da sette fotografie, scattate da Mark Seliger con i costumi di Arianne Phillips, ognuna delle quali rappresentante una decade della storia della Ray-Ban. Le foto sono ispirate dai racconti di vita vera lasciati dai consumatori sul sito della Ray-Ban, tra cui la storia dello scrittore omosessuale Taylor Mead, dell’attivista Donna Ellaby e della punk rocker Yana Chupenko.

Così come per le precedenti campagne della Ray-Ban, il messaggio alla base è Never Hide, che esprime come coloro che acquistano Ray-Ban si distinguano dalla massa.

Sul sito Ray-Ban.com è stata creata l’area Legends, che comprende un percorso interattivo alla scoperta della storia del brand e delle storie che hanno ispirato le foto della campagna. Inoltre è possibile partecipare al concorso Ray-Ban Legends raccontando la propria storia attraverso foto o video sulla Ray-Ban Wall of Legends.
Tra tutti coloro che caricheranno il proprio contributo, saranno estratti 25 nominativi che vinceranno un viaggio a/r e l’accesso per due persone al concerto che si terrà a Milano in collaborazione con Radio Deejay.

Credits:

Advertising Agency: Marcel, Paris, France
Executive Creative Director / Worldwide Creative Director: Erik Vervroegen
Head of strategic Planning: Rob Klingensmith
Worldwide Account Director: Alberto Scorticati
Creative Directors: Dimitri Guerassimov, Eric Jannon
Art Directors: Bastien Grisolet, Anaïs Boileau, Souen Le Van
Copywriter: Martin Rocaboy
Account Director: Shannon Eddy
Account Executives: Julie Amen, Rodolphe Pedrono
Global Print Manager: Jean-Luc Chirio
Art Buyer: Lauriane Dula
Executive Producer: Thomas Geffrier
Photographer: Mark Seliger
Producer: Ruth Levy
Costume Designer: Arianne Phillips
Hair Stylist: Terry Millet
Make-up Artist: Kathy Jeung
Set Designer: Rick Floyd

La spesa al supermercato con "Milk, please!" diventa social [INTERVISTA]

Quattro ragazzi con un bisogno. Organizzare una cena per 20 persone; il problema è che mancano molti ingredienti. Nasce così l’idea di Milk, please!, il servizio che consente di fare la lista della spesa online e vedersela recapitata direttamente a casa da altri utenti che sono in quel momento al supermercato.

Nicolò, Lorenzo, Franscesco e Carmine, quest’idea non l’hanno però sviluppata da soli, ma con un team di “supereroi” (come si definiscono loro) conosciuti allo Startup Weekend Trento il 23 Marzo. L’idea è infatti piaciuta così tanto che al team originale si sono uniti i programmatori Marco, Enrico e Paolo, l’Application architect Soudip Roy
Francesca la grafica, il videomaker Lorenzo e i business man Matteo e Giuseppe, che hanno lavorato assieme 54 ore arrivando a vincere la competition.

Lo Startup Weekend è infatti la più grande iniziativa al mondo nell’ambito delle startup competitions. L’evento è ufficialmente promosso dall’organizzazione internazionale StartupWeekend.org e dalla Kauffman Foundation. L’obiettivo è promuovere un prolifico incontro tra coloro che hanno delle idee, delle proposte e delle iniziative con coloro che possono renderle operative in una realtà aziendale.

Per farci raccontare l’avventura che ha portato Milk, please alla vittoria, ho intervistato uno di questi supereroi, Marco Santonocito, studente di Tecnologie Web all’Università di Udine, nonché sviluppatore web free lance.

Perché hai deciso di andare allo SUW?

“Tutto è iniziato leggendo Wired, che mi aveva consigliato un mio professore dell’Università. Mi sono appassionato talmente tanto alle startup, che crearne una mia è diventato il mio sogno. Così ho pensato di andare allo SUW per presentare una mia idea e conoscere nuove persone da coinvolgere nel mio progetto.”

Durante il primo giorno dello SUW, ognuno presenta la propria idea e vota quelle degli altri. Tra le 42 idee presentate, ne sono state selezionate 12. Io ero talmente tanto interessato a parlare con gli altri, che non ho pensato alla mia. Quando Milk, please ha passato la selezione, io ho deciso di entrare nel loro team, anche perché quando ho parlato con Nicolò mi ha detto: ‘se vuoi vincere, vieni con noi!’. E così è stato.”

Come avete sviluppato l’idea di Milk, please?

“Abbiamo sviluppato il primo prototipo durante lo SUW, lavorando sia alla versione web che mobile, mentre Lorenzo e Francesco hanno lavorato tutta la notte per creare il video. Nei giorni successivi abbiamo poi fatto una full immertion per lo sviluppo della landing page. Adesso stiamo lavorando allo sviluppo del sito, per presentarlo agli investitori.”

“Ora il nostro team è sparso per l’Europa, da Nicolò che lavora in Svezia, a Matteo e Giuseppe che sono di Foggia. Per lavorare assieme utilizziamo tantissimo Facebook, Skype, Google Docs, Dropbox, e poi GitHub, che consente di condividere il codice. Lavorare così funziona, forse anche meglio che lavorare faccia a faccia, perché a volte è più dispersivo.”

MILK,PLEASE from Milk Please on Vimeo.

Qual è il valore per gli utenti?

Milk, please! consente di pubblicare la lista della spesa e di inviarla agli altri utenti, che poi si occuperanno di acquistare i prodotti e recapitarli a casa, ricevendo un piccolo compenso. Da un lato il nostro servizio dunque dà la possibilità alle persone di guadagnare qualcosa. Dall’altro ha anche una funzione sociale, ad esempio per disabili o anziani che non hanno la possibilità di fare la spesa in autonomia. Dobbiamo infatti pensare che fra qualche anno ci saranno anziani tecnologizzati, che potrebbero avere bisogno di un servizio come il nostro. Infine può anche ridurre l’utilizzo dei mezzi a motore, perché consente di ottimizzare gli spostamenti.”

Dove pensate di lanciare il servizio?

“Sicuramente il nostro obiettivo è lanciare il servizio in Europa, visto che negli USA c’è molta più concorrenza. Però vorremmo cominciare dall’Italia, perché in molti non credono nel nostro Paese e si dà poca fiducia alla gente. Con questo servizio noi vorremmo portare una cultura di condivisione e fiducia anche in Italia. In seguito pensiamo di lanciarlo in Germania, dove è molto diffuso il crowdsurcing.”

Cosa ti ha lasciato l’esperienza dello SUW?

Chi partecipa allo SUW riceve moltissime richieste di lavoro nei giorni successivi. Tante persone che hanno partecipato avevano infatti già una startup e sono venute allo SUW per conoscere altre persone. In molti chiedono collaborazioni, altri ti contattano per avere consigli. Poi è stata un’occasione per parlare l’inglese, perché era la lingua ufficiale.”

“C’è poi la possibilità di ascoltare le presentazioni di startupper e venture capital. C’era parecchia gente interessante, con cui adesso continuo ad essere in contatto. Quindi un ambiente veramente bello. Per questo consiglio a chiunque di andarci, anche a persone non tecniche, perché possono contribuire con le loro idee. Noi siamo già pronti per fare car-sharing e andare al prossimo SUW!”

Le opportunità per partecipare agli SUW infatti sono molte, date un’occhiata alle prossime date internazionali. Per quanto riguarda l’Italia sono in programma lo Startup Weekend Napoli, l’11 Maggio, seguito da Startup Weekend Catania il 25 Maggio e infine l’appuntamento con Startup Weekend Torino l’8 Giugno.





PA Risponde: il motore di ricerca semantico ad uso dei cittadini

Dovete cambiare residenza e non sapete a chi rivolgervi?
Avete necessità di un certificato ma non sapete quali moduli compilare?

Chiedete al vostro smartphone!

Da oggi c’è PA Risponde: un motore di ricerca semantico in grado di rispondere ad ogni e più ampia domanda sui temi della Pubblica Amministrazione, attraverso l’elaborazione del linguaggio naturale.

Natural Language Processing: cos’è?

Per i meno esperti, il linguaggio naturale consente di porre domande ad una macchina, in questo caso lo smartphone, come se si stesse conversando con un amico o appunto con un impiegato comunale.
Provate a chiedere all’app: “Cosa devo fare per rinnovare la patente?” e fatemi sapere cosa vi risponde!

Nato dalla tecnologia semantica di QuestionCube, una società tutta pugliese e tutta giovane, e dalla abilità nello sviluppo di applicazioni mobile di Nealogic, altra società del tavoliere, PA Risponde parla la lingua del cittadino, comprende esattamente quello che si sta cercando e trova le risposte migliori e più accurate.

Grazie ad una profonda comprensione ed elaborazione del linguaggio, la tecnologia utilizzata dagli sviluppatori è in grado di colmare il divario tra il bisogno informativo dell’utente e il sistema di ricerca.

In sostanza, al contrario di quanto oggi possibile con tutti i motori di ricerca, in primis Google, l’utente nell’utilizzo dell’applicazione non ha bisogno di utilizzare parole chiave per effettuare la ricerca, bensì, è il software che attraverso l’elaborazione semantica, ossia studiando il significato delle parole, interpreta quanto richiesto dal cittadino e ne restituisce una risposta consona e adeguata.

La formula magica?

Le domande presenti nell’applicazione sono state raccolte da Linea Amica, il contact center multicanale della Pubblica Amministrazione italiana e messe a disposizione in formato Italian Open Data.

Questi ultimi proprio perchè “open” sono liberamente accessibili da tutti, senza restrizioni in materia di copyright, brevetti o altre forme di controllo volte a limitarne la riproduzione e/o la distribuzione.

L’open data ( di cui ci eravamo già occupati con un’intervista a Ernesto Belisario) si richiama alla più ampia dottrina dell’open government, in base alla quale l’amministrazione pubblica, nella sua più ampia accezione, dovrebbe essere completamente aperta ai cittadini e ai loro bisogni, tanto in termini di trasparenza (criterio cardine della macchina amministrativa nell’ordinamento italiano), quanto in termini di partecipazione diretta al processo decisionale, anche e soprattutto attraverso il ricorso alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione come PA Risponde.

Interamente realizzata in html5 l’applicazione può girare su praticamente ogni sistema supportato dal sistema operativo Android , per cui oggi è disponibile, e a breve, non appena vi sarà il lascia passare da parte di casa Apple, anche gli utenti iPhone e iPad potranno tranquillamente recarsi agli sportelli di palazzo di città pronti a dare gas alla macchina burocratica.

Oreo, l'annuncio stampa che non ti aspetteresti

Pochi giorni fa è stato diffuso in rete un “controverso” annuncio stampa ideato dall’agenzia Cheil Worldwide per Oreo (Kraft Foods/Mondelez Int).

Un portavoce della Kraft ha subito specificato:

“L’annuncio è stato creato dalla nostra agenzia per utilizzarlo unicamente ad un forum sull’advertising.  Non era prevista una pianificazione dello stesso verso i consumatori”

La dichiarazione e l’annuncio aprono due questioni molto discusse negli ultimi anni: le censure alle immagini di donne che allattano al seno e gli annunci pubblicitari ideati soltanto per partecipare a festival sulla creatività.

Tutto ha avuto inizio quando Facebook ha inserito tra le sue regole “il divieto di pubblicare foto di donne che allattano al seno“. L’opinione pubblica si è divisa, molti pensano che questa regola sia un atto ipocrita del social network in quanto altre forme di nudità femminile – veicolate attraverso video musicali, scene di film o immagini dalle passerelle – vengono regolarmente lasciate fuori da ogni regolamento (in quanto definite arte).

Ma la questione è da sempre uno dei tabù maggiormente discussi. Le donne si dividono tra quelle che lo considerano un atto intimo e come tale da svolgere in privato e quelle che non hanno alcuna remora a mostrarsi allattare in pubblico. Dal punto di vista medico qualsiasi forma di regolamentazione non ha alcun senso di esistere:

“L’allattamento al seno non ha orari fissi, né un numero definito di poppate nell’arco della giornata. Di qui la necessità di sdoganarlo in pubblico.”

Maria Enrica Bettinelli, pediatra (a Corriere della sera.it)

Mentre nei paesi occidentali non esistono vere e proprie leggi che vietano l’allattamento in pubblico, sempre più donne vivono con angoscia questa situazione soprattutto nel rapporto con enti privati. Nel 2007 fece scandalo la storia di Cindy Piccard a cui fu chiesto, mentre allattava suo figlio al museo Prado , di “spostarsi nella caffetteria o alla toilette”. Dopo pochi giorni Cindy tornò al museo con una ventina di mamme e insieme allattarono i loro figli in mezzo ai tanti visitatori domenicali.

La questione delle “pubblicità fantasma“, campagne fittizie prodotte solo per ottenere premi e mai viste dal pubblico, è sempre più centrale tra le discussioni sull’advertising moderno. Oggi i festival in giro per il mondo premiano sempre più lavori che hanno il coraggio di affrontare temi nuovi e spingersi oltre il tradizionale tunnel cognitivo. Ma le agenzie, e sopratutto i clienti, quanto possono investire su queste “campagne innovative”, spesso talmente innovative che il pubblico non è pronto a comprenderle?

Poco si direbbe. Circa il 10% delle campagne presentate alle competizioni sono create esclusivamente per ampliare il numero di trofei e l’ego delle agenzie. La pianificazione di queste campagne risulta minima, per alcuni con esposizioni media ridicole (una o due volte).

Ultimamente da Israele è partito un forte appello contro questo tipo di advertising e vi invitiamo ad approfondire qui.

International Journalism Festival: Giornalisti (e non solo) si incontrano a Perugia! [EVENTO]

Dal 25 al 29 aprile Perugia è la protagonista della sesta edizione dell’Interantional Journalism Festival 2012!

200 eventi e più di 450 speaker ed esperti protagonisti dell’informazione vi aspettano per discutere di giornalismo, attualità e problemi dell’informazione in cinque giorni davvero intensi.

Keynote speech, incontri-dibattito, tavole rotonde, interviste, presentazioni di libri, workshop, proiezioni di documentari, concorsi, premiazioni e mostre vi aspettano nell’evento nel 2006 da Arianna Ciccone e Christopher Potter.

Gli speaker

Tra i più di 450 esperti, di cui trovate la lista completa qui, vi diamo qualche nome in assaggio, per farvi capire la vastità ma anche l’importanza di questo evento internazionale.

Carlo Antonelli – direttore Wired, Luca De Biase – presidente Fondazione Ahref, Francesca Caferri – la Repubblica, Wadah Khanfar – ex direttore generale Al Jazeera, Aaronovitch David – The Times, Andreoli Stefano – spinoza.it, Barbacetto Gianni – il Fatto Quotidiano, Bechis Franco – vicedirettore Libero, Casciari Mauro – Le Iene Italia 1, Curzon Price Tony – direttore openDemocracy.net, Dawes Martin – UNICEF, Eltringham Matthew – BBC College of Journalism, Grasso Pietro – Procuratore Nazionale Antimafia, Lindenberg Friedrich – Open Knowledge Foundation, Messia Hada – CNN, Neri Valerio– dir. Save the Children Italia, Travaglio Marco – vicedirettore il Fatto Quotidiano, e tanti, tanti, tanti altri!

 

 

I workshop

Tantissimi i workshop per questa edizione del Festival Internazionale del Giornalismo:

Narrare con la telecamera: il videoreportage nell’era 2.0
Usare i social media come fonti
Cronaca dell’emergenza e giornalismo partecipativo
Costruire un pubblico e creare una community usando i social media
Diritto d’autore, contenuti e citazioni nel giornalismo digitale
Strumenti gratuiti per il giornalismo digitale
DataCamp 2012. Open Data, giornalisti e lettori
Cloud computing
Giornalismo e impresa: reinventare il business delle notizie

Non solo…

Ma non è finita qui, nei giorni giorni della settimana prossima ci saranno anche serate teatrali e mostre per Perugia oltre che alle premiazioni dei concorsi:

– il concorso Eretici Digitali, che prende in esame progetti di inchiesta giornalistica che fanno un uso innovativo di internet e sono pubblicate online;
il premio Raccontami l’Umbria, indetto dalla Camera di Commercio di Perugia e dalla Camera di Commercio di Terni, per valorizzare e promuovere, anche attraverso il sistema dei media, il patrimonio artistico, ambientale e produttivo della Regione Umbria.
–  You, the Mobile Journalist, il contest dedicato ai giornalisti ” multi-device”;
– il Premio Nazionale Comunicazione, Nuovi Media e Informazione per la Salute;
– il concorso giornalistico Una storia ancora da raccontare dedicato ai giornalisti che hanno perso la vita svolgendo la loro professione, quest’anno dedicato a dedicato a Mauro Rostagno;
Il concorso Premio per i giovani iscritti alle scuole di giornalismo italiane, dedicato ai giovani giornalisti per il loro lavoro di sensibilizzazione su temi di interesse europeo.

Partecipa

Partecipa, l’ingresso è gratuito e iscrivendoti qui potrai creare il tuo programma personalizzato inserendo tutti gli eventi che più ti interessano.

34 temi musicali di videogames in un medley rock [VIDEO]

Questo video piacerà tantissimo sia agli incalliti amanti dei videogames sia ai ninja più “rockettari”. Perchè in 10 minuti sfila uno dopo l’altra le musiche di ben 34 popolari videogiochi, proponendocele a suon di chitarra e batteria. Autori della performance i giovani svedesi Fredrik Larsson aka FreddieGredde (uno specialista di medley nel Tubo) e Louis Abramson.

Si passa da Zelda ad Halo, attraverso i più classici Tetris o Donkey Kong, o ancora Dr. Mario e Monkey Island! Insomma, davvero per tutti i gusti. Su YouTube è partita una vera e propria votazione per eleggere il passaggio migliore di tutto il brano, che è scaricabile dal sito di FreddieGredde.

Canzoni di Natale prima, sigle tv e cartoni poi, e ora videogiochi. Non c’è che dire, questi ragazzi hanno trovato un mezzo davvero “pop” (e furbo) per farsi trovare!