Play with yourself, campagna per la prevenzione del tumore ai testicoli

Con immagini che puntano certamente ad attirare l’attenzione, la “Lega Contro il Cancro peruviana” propone una campagna sociale per sensibilizzare il pubblico maschile sull’importanza della prevenzione della malattia. In particolare il cancro ai testicoli, che colpisce gli uomini in una fascia d’età molto giovane, può realmente essere diagnosticato in tempo. La creatività è stata affidata all’agenzia Y&R Perù.

Quindi, da dove partire? Come per il tumore al seno, la soluzione migliore è l’autopalpazione, il primo passo per la scoperta di anomalie.

Quindi uomini, è arrivato il tempo di giocare con il vostro corpo!

Qualche tempo fa vi abbiamo parlato di un’altra campagna per la prevenzione del tumore ai testicoli, che è riuscita a tenere incollati alla tv molti uomini. Potete vederla qui.

The World's fastest purchase: Viral & In-store campaign per Puma

Puma si fregia di produrre la scarpa da corsa più veloce del pianeta, e di averla messa ai piedi dell’uomo più veloce del pianeta, Usain Bolt. Come tradurre questo claim in un’azione di marketing che converta in acquisti nel punto vendita? Facendo correre i consumatori..

Unit #3: un progetto di architettura ecosostenibile nel cuore della città [INTERVISTA]

Efficienza termica ed energetica, riutilizzo delle acque piovane, miglioramento della qualità dell’aria, urban farming: Lo studio Andrea Caputo Srl ci spiega come sia possibile inserire uno spazio di lavoro con queste caratteristiche, in pochi metri quadrati di ambiente urbano.

Ci troviamo nello studio Andrea Caputo Srl in Via Ventura, Lambrate, Milano, nel cuore pulsante del fuorisalone della Design Week 2012. Dopo essere entrati in uno spazio urbano attraverso un cortile interno, saliamo alcuni gradini e ci troviamo su di una terrazza, dove ci attende una costruzione vitrea battezzata con il nome di Unit # 3.

Chiediamo ad Andrea Caputo, titolare dello studio Andrea Caputo Srl, di spiegarci di cosa si tratta: Unit # 3 rappresenta un progetto di architettura volta al risparmio energetico, al riuso delle acque piovane e al miglioramento della qualità dell’aria.

Un meccanismo di raccolta e circolazione delle acque piovane garantisce l’alimentazione della copiosa vegetazione che troviamo sia all’interno che all’esterno della struttura, realizzata interamente in vetro garantendo un impatto ambientale minimo nel rispetto del contesto in cui essa si inserisce.

Unit #3 integra al progetto elementi di arredo in alluminio funzionali e coerenti con le linee guida intraprese: i tavoli e le librerie contengono alloggiamenti per piante aromatiche, frutta e vegetali, innestate in sistemi idroponici e acquaponici.

Quali sono le possibili destinazioni di Unit # 3?

Unit # 3 è stato concepito principalmente come spazio di ricerca. Il suo particolare mobilio ne fa uno strumento ottimale in ambito accademico, abbiamo infatti iniziato un dialogo in proposito con i dipartimenti di agraria e botanica con l’intenzione di innescare una collaborazione per la manutenzione e sperimentazione del sistema ambientale, ospitare studenti e praticanti, e organizzare workshops.

[In effetti, è un ambiente estremamente piacevole. Il lieve rumore di acqua unito alla freschezza e abbondanza delle piante, gli conferisce un’aura di tranquillità che favorisce la concentrazione e la creatività. NDR]

Andrea, come è nata l’idea di Unit # 3? Vetri, piante, ecologia, sostenibilità… È forse un format tipico del tuo studio? Uno stile?

Non proprio. Unit # 3 è nato con l’idea di creare una struttura modulare, un esperimento di design che unisce la biodiversità all’eccellenza di materiali e tecniche, un test di isolamento sonoro, qualità dell’aria, efficenza termica ed energetica, ed urban farming, implementato nella forma di un ambiente adatto all’inserimento in contesti urbani come terrazze e cortili.

Tuttavia, lo Studio si occupa dei progetti più svariati, ed ogni progetto comporta motivazioni e situazioni che conducono a soluzioni molto diverse l’una dall’altra, anche estremamente lontane dal concept di Unit # 3.

Andrea Caputo Srl è un’azienda di successo, siete giovani, innovativi, guidati da ottimi principi. In termini di business, quali sono gli ingredienti del vostro successo?

Senza dubbio, le tecnologie costituiscono la base nel nostro competitive edge. L’essere al passo con gli ultimi ritrovati dell’informatica è per noi un dogma, e ci permette di realizzare prototipi di concept anche molto complessi, in termini di materiali e design, come Unit # 3, in tempi brevissimi. Questo ci dà la possibilità di realizzare numerosi progetti di ricerca, che richiedono molte energie senza avere un committente né garanzie di ROI commerciale.

Altro motivo del nostro successo è il network formato nel tempo da un insieme di consulenti e aziende partner per affrontare i progetti più disparati. Un’occasione per condividere il lavoro e trovare l’eccellenza anche laddove non si possiede l’expertise. Per esempio, in Unit # 3 così come in altri progetti, abbiamo chiesto consulenza ad Andrea Conte, un ingegnere ambientale e ricercatore.

Andrea, come nasce lo studio Andrea Caputo Srl?

Da quando siamo partiti, abbiamo avuto una doppia connotazione. Da un lato, con Andrea Caputo Srl ci occupiamo di architettura. Dall’altro, sotto il nome di DD/MM/YYYY, ci occupiamo di ricerca sulle culture di strada.

Progetti per il futuro?

Continueremo ad investire nelle tecnologie digitali, in questo momento stiamo guardando alla stampa 3D come possibile mezzo per migliorare e accelerare il design review e design check.

In ambito di marketing stiamo cercando di capire come i social media possano fornire una piattaforma di comunicazione ma al tempo stesso di collaborazione e lavoro, senza fermarci alla semplice brand page; vorremmo realizzare qualcosa di più integrato nel nostro workflow. Abbiamo anche in preparazione un progetto cartaceo: uno strumento di ricerca per confrontarsi sui temi trattati nel nostro contesto professionale.

Si ringrazia Antonio Savemini per la collaborazione.

Storytelling e social network: i Fratelli Grimm sbarcano su Twitter!

Le fiabe, si sa, sono una delle forme di narrazione più antica e affascinante. Raccontate a voce o lette prima di andare a dormire, tutti possono dire di aver amato racconti come “La bella addormentata nel bosco” o “Biancaneve“: ma che teatro della narrazione diventasse un social network, beh, questo non se lo aspettava forse nessuno.

L’idea è di RadioFactory, “un team di professionisti (ricercatori, autori e conduttori radiofonici, multimedia designer) che fa consulenza editoriale per la radio.” come recita la description sul loro sito, che su commissione del Goethe-Institut ha ideato un modo molto particolare per provare a raccontare nuovamente le favole dei Fratelli Grimm: farlo su Twitter.

L’idea è riprendere l’originario spirito della celebre coppia di linguisti, che può essere detto nel linguaggio musicale “remix“: i due, nel tentativo di trascrivere le più celebri favole della tradizione, infatti riscrissero ciò che ascoltarono, talvolta ottenendo dei risultati non fedeli rispetto ciò che era stato raccontato loro a voce.


Per questo, il team di RadioFactory ha scelto di aprire un account Twitter, @FratelliGrimm, da dove twittano… proprio i due linguisti tedeschi (con tanto di dialogo continuo) e che a partire dal 7 maggio fino al 7 giugno guideranno i twitteri italiani alla riscrittura di Cenerentola, Cappuccetto Rosso, I musicanti di Brema, Pollicino e I sette corvi.
I risultati di quest’esperienza di scrittura collettiva saranno dei podcast letti da Matteo Caccia e pubblicati sul sito del Goethe Institut.

Un esperimento assolutamente interessante, che tenta di trasformare un mezzo come Twitter in una piattaforma di “storytelling collettivo”, un po’ come la più volte citata Cowbird ma molto più dinamica. Un’esperienza simile era stata già tentata da Tim Burton nel 2010 (qui il risultato) ma in questo caso è bello notare come vi sia un “travaso” del contenuto prodotto su Twitter in un mezzo di comunicazione molto più vicino alla tradizione orale, come la radio.

Lo Storytelling viaggia fra i pixel della social sfera, e siamo sicuri che anche i Fratelli Grimm sarebbero stati felici di veder riversato in questa dimensione il frutto del loro lavoro!

"Italia da fumetto": Francesco Fasiolo spiega cos'è il graphic journalism [EVENTO]

Domani, martedì 24 aprile, si terrà dalle ore 16:00 a Napoli, presso l’ordine dei giornalisti Regione Campania – in Via S. Maria a Cappella Vecchia, 8/B, la presentazione del libro “Italia da fumetto. Graphic journalism e narrativa disegnata nel racconto della realtà italiana di ieri e di oggi” di Francesco Fasiolo, giornalista di La Repubblica, edito da Tunué.

Letture dei brani dal libro che indaga sul graphic journalism, la volontà di voler raccontare cronaca, storia e cultura del nostro Paese attraverso i fumetti, con un focus sui più importanti esempi stranieri – Guibert, Delisle, Joe Sacco,… – arrivando fino al motivo che spinge gli autori italiani ad esprimersi a fumetti.

Dalla cronaca alla fiction, dai graphic novel autoriali di Gipi o Igort.

Un libro che catturerà non solo gli appassionati di fumetti, ma anche i semplici curiosi, viste le tante interviste a disegnatori e sceneggiatori che Francesco Fasiolo ha inserito nel suo libro.

Riepiloghiamo:

Dove: Presso l’ordine dei giornalisti Regione Campania – Via S.Maria a Cappella Vecchia 8/B

Quando: Domani, dalle ore 16:00

Cosa: Incontro con Francesco Fasiolo e lettura dei brani di “Italia da fumetto. Graphic journalism e narrativa disegnata nel racconto della realtà italiana di ieri e di oggi

Quindi, non perdetevi l’appuntamento organizzato dall’associazione “A voce alta”, fatevi trasportare dalla voglia di fumetti.

Se già conosci il libro o ti incuriosisce, acquistalo su Amazon.

Digital Makers: L'evento di punta del CNA NeXT ti aspetta a Firenze! [EVENTO]

Ti senti solo e perso nella rete? Pensi ancora di parlare una lingua diversa perché a te piace declinare al reale i termini innovazione, digital maker, web e nuovi media?

Non disperare non sei assolutamente solo.
A Firenze dal 21 al 29 Aprile va in scena uno dei più attesi appuntamenti della primavera toscana, la “Mostra dell’artigianato”, e all’interno di questa CNA NeXT da vita ad una settimana di iniziative dedicate ai giovani in cui innovazione, collaborazione, formazione, Digital Makers, Agenda Digitale Italiana e nuovi media sono i protagonisti indiscussi.

Cos’è CNA Next?

E’ il brand di CNA Giovani Imprenditori nato in stretta collaborazione con CNA Comunicazione e Terziario Avanzato.

L’evento di punta curato da CNA NeXT Toscana e Fondazione Sistema Toscana all’interno della Mostra dell’Artigianato è DIGITAL MAKERS: 27 Aprile, Fortezza da Basso, Teatrino Lorenese, dalle 10.00 alle 23.00 !

Perché partecipare al Digital Makers?

Semplice, innanzitutto per parlare di temi quali artigianato digitale, potenzialità nella digitalizzazione delle piccole imprese, Open Innovation, terza rivoluzione industriale e tanto altro.

Ma anche e soprattutto per incontrare da vicino i digital makers, élite visionaria che andando al di là dell’apparenza e del senso finito delle cose è in grado di interpretare la realtà completandola con l’applicazione della cultura digitale, non in senso industriale naturalmente ma nel più alto senso di artigianato che vuole l’oggetto plasmato in base al contesto e al comportamento sociale in cui è calato.

L’evento organizzato in collaborazione di Google e Giovani Sì Regione Toscana, vede la partecipazione dei grandi nomi dell’artigianato digitale…guardate un po’ qui chi vi aspetta (ci sarà anche il nostro Alessandro Giordano).

La rete oggi permette nuovi modi di condividere il sapere e questo fa sì che in un modo o nell’altro quello che è il contesto sociale subisca in ogni caso l’influenza dello sviluppo del digitale!

Nel web ognuno ha voce e può affermare le proprie differenze e varietà e questo rende più semplice il processo di condivisione culturale che conduce alla crescita, personale e sociale!

Oggi il mercato è pronto per nuovi prodotti, nati da processi diversi a quelli canonici conosciuti sino ad ora.

Dobbiamo essere pronti a cogliere la sfida che lo sviluppo delle nuove tecnologia lancia ad una generazione di giovani digital maker, quindi…che si aprano le danze e che cominci l’era della Open Innovation!

La partecipazione è gratuita, ma ricordatevi di registrarvi qui.

Ikea: il retailer più social d'Italia

Da una recente indagine condotta da OssCom in collaborazione con Digital PR, è stato stilato il quarto report “Brands & Social Media”. Su venti catene di negozi a livello nazionale  sono state analizzate le attività di comunicazione corporate sui social media.E i risultati hanno messo sul gradino più alto del podio… Ikea!

Report completo qui

L’azienda ha attivato una strategia multi-piattaforma che sfrutta le specificità di ciascun social media, in particolare  Facebook, Twitter e Youtube. Ikea si difende bene anche sul versante Mobile  in cui fornisce applicazioni e cataloghi consultabili da tablet e smartphone.

Sulla pagina Facebook  IKEA Italia il linguaggio con gli utenti è colloquiale e giocoso, propenso a stimolare l’interesse verso i propri prodotti.  Un susseguirsi di contenuti, dall’indovinello riguardo all’oggetto misterioso alle idee per rendere la casa più accogliente.

Per non parlare della timeline, che punta sulla funzionalità fornendo eventi, ma soprattutto fornisce l’accesso al Social Catalogue che consente di sfogliare il catalogo on-line aggiungendo la possibilità di condividere e commentare con altri utenti gli oggetti del desiderio 😉

 

Come accennato, IKEA è inoltre presente con il Canale YouTube IKEAitalia diviso in quattro sezioni sempre aggiornate:

  • SPOT TV e dintorni
  • IDEE in più
  • COME si fa?
  • FUN idee da ridere

I  contenuti  del canale vengono postati  anche sulla pagina Facebook quando necessario.Sull’account Twitter @IKEAITALIA  si sfrutta la rapidità di comuncazione e interazione che fornisce la piattaforma di microblogging.

In questi giorni infatti, è stato soprattutto utilizzato per aggiornare gli utenti sul Fuorisalone di Milano.Come se non bastasse, esiste anche una Community riservata ai soci IkeaHemma Ikea perfettamente integrata con le piattaforme precedenti. Qui di seguito un flash sulla homepage.

Per concludere, abbiamo dunque un chiaro esempio di come il settore del retail stia investendo considerevolmente nei social media.  Il rapporto tra clienti e fornitori non può che essere rafforzato dall’utilizzo della multicanalità sui social media.Il top retailer d’Italia utilizzando una comunicazione sui socia media semplice ed efficace sbaraglia i concorrenti… senza nemmeno aver bisogno delle istruzioni! 😉

Creatività e innovazione: un libro per pensare idee pericolose [RECENSIONE]

Creatività: la capacità di ‘unire i puntini’ e produrre qualcosa di nuovo e utile. Una parola diventata da tempo un vero e proprio mantra e di cui in tanti parlano: quanti libri avete letto a proposito? Avete notato come creare sembri sempre un processo divertente e facile da fare, indipendentemente dalla situazione specifica? Per ultimo, quante volte avete letto delle tecniche che stimolerebbero la creatività? Sono davvero efficaci oppure, una volta compreso il ‘trucco’, serve poco tempo per trovare le soluzioni?

Se volete saperne di più sulla creatività e l’innovazione nel business – ma non solo – senza leggere ‘le solite cose’ ma da una prospettiva di rottura, vi segnaliamo ‘Dangerous Ideas – Idee Pericolose’, scritto da Alf Rehn e pubblicato in Italia da Franco Angeli.

L’opera, scritta da uno dei business thinkers più promettenti si basa su un pensiero sottile ma molto interessante, secondo cui il nostro cervello – per preservarsi – ci darebbe solo l’idea di stare facendo o pensando a qualcosa di creativo.

“Anziché provare a risolvere un dato problema in un modo nuovo, la reazione abituale della mente è quella di trovare il modo per utilizzare un vecchio trucco.”

“Il vostro pensiero non si basa puramente su uno schema, ma su due schemi inseriti l’uno dentro l’altro. Di norma, siamo consci solo dello schema più interno, quello che può essere ‘rotto’ mettendolo in discussione, mentre l’altro rimane gelosamente custodito dal subconscio.”

In altre parole, noi pensiamo di essere creativi ma in realtà stiamo allenando in modo blando la nostra mente a variare il primo stato, rimanendo imprigionati al livello superiore. E Alf Rehn ci invita proprio a mettere in discussione questo secondo step! L’autore ci invita a uscire dalla nostra comfort zone, cercando la creatività dove ci viene meno facile, chiedendoci di quali questioni non vogliamo parlare. Un invito a scavare in ciò che ci disgusta, impaurisce, mette in difficoltà, nel pensiero osceno. Solo così sarà possibile togliere anche il secondo strato ed essere davvero creativi tutti i giorni! Un esempio? Ogni mattina, Alf scrive su Google una parola a caso, scoprendo che in realtà il più delle volte esiste ed entrando in mondi sconosciuti a lui prima. Un modo semplice per allargare gli orizzonti: solo così è possibile vivere e vincere in questi tempi pericolosi!

“Per competere in un mondo pericoloso serve abbandonare completamente il comfort e mettere in campo idee e processi mentali pericolosi, Dangerous ideas for a dangerous world […].”

(Prefazione di P. A. Ruggeri)”

Ma non è solo questo l’elemento che differenzia l’opera dalle altre che parlano di pensiero creativo: l’autore ci stimola anche a capire che la creatività è qualcosa di costoso, da ponderare bene prima di avviare processi organizzativi che vanno in questa direzione. Altra idea è l’elogio dell’imitazione, da sempre rigettata dai ‘puristi’ ma seguita con successo da molti uomini di business:

“Di base, tutte le grandi aziende tecnologiche agiscono nel modo descritto dal CEO della NOKIA, Anssi Vanjoki: ‘se esiste qualcosa di buono al mondo, lo copiamo con orgoglio’. Perfino l’icona della Apple, Steve Jobs, ha detto: ‘abbiamo sempre rubato grandi idee senza alcuna vergogna.”

Che dire, sono davvero tante le idee più e meno consolidate che il manuale mette in discussione, con tanti casi studio – non solo aziendali – ed esempi pratici. Vi abbiamo incuriosito e volete saperne di più? visitate il link dell’editore!

Biglietti da visita efficaci in 4 step [HOW TO]

Se qualcuno di voi ha visto American Psycho ricorderà sicuramente la scena dello scambio dei biglietti da visita: il protagonista quasi esce pazzo al pensiero che i suoi colleghi possano avere un biglietto migliore del suo! Anche se, effettivamente, lui era già un bel po’ squilibrato…

Nonostante nell’era del Web 2.0 la promozione di se stessi avvenga mediante svariati canali online e si stia cominciando a parlare di business card elettroniche, un biglietto da visita cartaceo ben progettato rimane uno strumento di marketing strategicamente fondamentale.

Fiere, eventi, congressi o semplici incontri nella vita quotidiana sono le occasioni ideali per consegnare il nostro biglietto e permettere alle persone di farsi un’idea di noi e di ricordarla nel tempo.

Sarà dunque chiaro come, per essere veramente efficace, una business card debba risultare indimenticabile. E perché ciò avvenga, è necessario dare libero arbitrio alla creatività, stupendo noi stessi ancor prima di stupire i nostri clienti.

Qui di seguito vi proponiamo quattro suggerimenti per creare biglietti da visita indimenticabili, efficaci e creativi:

1. Occhio a forma & colori!

La maggior parte delle aziende usa le dimensioni standard di circa 5 x 9 cm. Ma ciò non significa che voi non possiate stravolgerle proponendo biglietti dalle forme particolari, variando dal solito rettangolo, ottenendo un impatto visivo sicuramente maggiore.
Inoltre, è vero che con il classico bianco e nero andate sul sicuro, ma osare con i colori può rivelarsi particolarmente utile per discostarvi dalla massa. I colori del brand, per esempio, sono un ottimo punto di partenza.

2. Informazioni: né troppe né troppo poche

Inserite il vostro nome, il marchio, l’attività commerciale e, se volete, uno slogan o citazione che descriva ed enfatizzi il vostro business.
Ricordate di inserire il numero telefonico principale più, al massimo, un numero di cellulare.
Infine, potete inserire tutti i canali attraverso i quali è possibile contattarvi online: sito web, e-mail (che sia professionale e possibilmente associata al vostro dominio), pagina ufficiale su Facebook, profilo LinkedIn, contatto Skype e Twitter (solo se utilizzato come canale professionale).

3. Un’immagine vale più di 1000 parole

Cercate un’immagine che rifletta il valore della vostra idea imprenditoriale o che riassuma il tema principale del vostro business. Valutate anche la possibilità di inserire una vostra foto: renderete più semplice l’associazione volto-nome a chi riceve il vostro biglietto!

4. Uscite fuori dagli schemi!

Abbiamo detto che per rendere indimenticabile la vostra business card è necessario sguinzagliare la creatività. I biglietti pop-up sono veramente originali, così come quelli adesivi. Anche i biglietti-timbro possono essere un’ottima idea, considerato anche che un timbro con le informazioni aziendali può essere utilizzato per altri scopi.
Inoltre, variate nella scelta della carta (lucida, texturizzata, perforata) o sperimentate i supporti più svariati!
Infine, se siete squattrinati o all’inizio della vostra atività… date un’occhiata a queste simpatiche idee di biglietti da visita fatti a mano!

Leadership


Adrian Cadbury, una delle massime autorità in materia di direzione di impresa, anche grazie alla sua esperienza di comando nella economia britannica, ci offre una trattazione ampia e aggiornata degli aspetti principali della governance, con attenzione particolare al ruolo svolto dal presidente del consiglio di amministrazione. Partendo dalle origini storiche della governance d’impresa, attraverso l’esame dell’esperienza inglese nella adozione di codici e norme di condotta, Cadbury guida il lettore nella comprensione delle questioni più scottanti della gestione d’impresa.  

Autore: Adrian Cadbury
Brossura: 56 pagine
Editore: Il Sole 24 Ore (13 ottobre 2008)
Collana: Interventi
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8883639405
ISBN-13: 978-8883639401
Peso di spedizione: 100 gr

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