Starbucks e la realtà aumentata per S. Valentino

Siete stati da Starbucks recentemente? Avete notato dei cuori stampati sui bicchieri della famosissima catena di caffetterie?

Starbucks e la realtà aumentata per S. Valentino

Bene, sono dei cuori speciali: grazie al vostro smartphone, all’app “Cup Magic” (disponibile per iPhone e Android) e alla realtà aumentata potrete inviare gli auguri per la festa degli innamorati alla vostra dolce metà!

Ecco come:

Ovviamente il video è condivisibile su Facebook e inviabile via mail!

Questo passo “mobile” di Starbucks ne segue altri (come l’introduzione dei codici QR) e afferma l’importanza assunta dalla navigazione e dalla fruizione dei contenuti in mobilità.

Le migliori campagne del settore non profit

Oggi vi proponiamo una speciale selezione dal sito Osocio.org, delle migliori campagne di marketing sociale e non-profit dell’anno appena trascorso. Si tratta di spot ma anche di campagne di guerrilla e web marketing.

Guerrilla con la sedia a rotelle

Esta vaga não é sua nem por um minuto from Bruno Siqueira (malha) on Vimeo.

Credits
Action by: Bruno Siqueira
Agenzia: The Getz, Brazil

Grazie a Dio. I condom ci proteggono

L’organizzazione tedesca Jugend Gegen Aids ha deciso di combattere l’HIV con un incredibile progetto online. Ogni qualvolta qualcuno clicca “mi piace” sulla pagina Facebook dell’organizzazione una lacrima viene fatta scorrere da una statua della Vergine Maria. Obiettivo principale lanciare un forte messaggio alla Chiesa Cattolica che si oppone all’uso dei preservativi.

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Credits
Cliente: Jugend Gegen Aids
Studio: GERMAN WAHNSINN

The Girl Store

Ancora oggi accade che le ragazze indiane vengano vendute per matrimonio o come schiave sessuali. Ma puoi aiutarle. Semplicemente compra alle ragazze indiane ciò di cui hanno bisogno per andare a scuola. Perché il modo migliore di interrompere questo sfruttamento è l’educazione.

Credits
Cliente: Nanhi Kali
Agenzia: Unknown

Il ritorno di Ben Ali. “Attenti, la dittatura può tornare”

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Credits
Cliente: Engagement Citoyen
Agenzia: Memac Ogilvy Label, Tunisia

Cerchiamo di essere positivi con chi vive con l’HIV

Credits
Cliente:  Action for Aids Singapore
Agenzia: Ogilvy & Mather Singapore

Passameli quando hai finito

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Credits
Cliente: Sri Lanka Eye Donation Society
Agenzia: Leo Burnett, Sri Lanka

Le reazioni a 40 anni di vittorie Greenpeace

Credits
Cliente: Greenpeace
Agenzia: DDB Paris

Un coro di bambini “fuori controllo”

Credits
Cliente: De Opvoedingslijn
Studio: Duval Guillaume

Un litro di luce per le Filippine

Ne avevamo già parlato in precedenza, ma non poteva non essere inserita tra le migliori campagne non profit.

Credits
Cliente: Isang Litrong Liwanag

La natura chiama. Poetico e commovente

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Made by: Filmacademy Baden-Württemberg (Germany)

Let’s Lunch: pranzare tra professionisti è sempre più 2.0 [INTERVISTA]

Siamo stati tra i primi a parlarvi di Let’s Lunch, il social network che permette di ampliare il proprio network professionale sfruttando la pausa pranzo come momento di incontro.

Da Ottobre ad oggi LetsLunch.com ha ottenuto un notevole successo in Italia, spopolando sia sul web sia sulla carta stampata, e noi Ninja siamo stati inseriti tra i membri VIP 😎

Oggi intervistiamo Daniele Bianca – Country Manager italia di Letslunch.com – per analizzare i risultati ottenuti fin’ora, conoscere meglio gli utenti del social network e farci svelare qualche novità 😉

In pochi mesi dall’arrivo in Italia avete ottenuto un grande successo, ci dai qualche dato sugli utenti di Let’s Lunch Italy? Chi sono, quanti sono, che cosa si aspettano da una pausa pranzo social tra professionisti?

Dal 19 Ottobre 2011, data del lancio in Italia, ad oggi si sono iscritte più di 3.000 persone al network.

Gli utenti di Let’s Lunch non sono solo dei professionisti, ma anche aspiranti tali: studenti laureandi, dottorandi, ecc… Donne e uomini pronti a fare networking in un contesto conviviale, in modo del tutto innovativo.

C’è chi cerca lavoro, chi vuole stringere nuove partnership, startupper alla ricerca di finanziatori, appassionati di web 2.0 o più semplicemente chi è nuovo in una città’ e sfrutta il servizio per ampliare la propria rete professionale.

Tutti hanno una cosa in comune, sanno ascoltare e si presentano ad un pranzo con una domanda ben chiara in mente: “Come posso aiutarti?”.

I Letsluncher italiani hanno capito il potenziale di questo servizio per stringere rapporti che vadano ben oltre la chiusura di un affare fine a se stesso, o perché sono stanchi di andare ai soliti eventi e tornare a casa con tutti quei bigliettini da visita. Quello che nasce da un pranzo con LetsLunch è un rapporto professionale destinato a durare tutta la vita.

Quali sono gli aspetti che gli utenti apprezzano di più di Let’s Lunch?

Più’ informazioni sono condivise al momento della creazione del loro profilo su Let’s Lunch (una breve descrizione, la zona in cui sono disposti a muoversi ed i giorni liberi in agenda per andare a pranzo, i loro interessi professionali ed infine i loro interessi sociali) e più’ riusciamo a “matcharli” con le persone che, secondo il nostro algoritmo, dovrebbero incontrare.

Più pranzi effettuano e più la loro reputazione, il loro karma virtuale, può’ aumentare. Questo permette loro di conoscere i migliori profili professionali presenti sul nostro network: imprenditori, giornalisti, influencer, professori universitari, mentors grazie a cui la pausa pranzo diventa una lezione di business, una lezione di vita.

Gli utenti apprezzano questo meccanismo, i match avvengono tra persone che hanno molto in comune. E’ altresi possibile trovare le persone con cui pranzare attraverso la searchbox, ricercando gli utenti per nome, città o interesse.

Un altro elemento che i nostri utenti apprezzano è la geolocalizzazione dei ristoranti che proponiamo: dopo l’avvenuto match tra i commensali, inviamo una mail dove entrambi possono scegliere la location più vicina ad entrambi, permettendogli di risparmiare tempo negli spostamenti in città.

Ci racconti qualche episodio particolare successo a chi ha pranzato insieme? Ci sono già stati casi in cui si sono create delle reali opportunità professionali?

Ho ascoltato molte testimonianze, e grazie a Let’s Lunch sono nate molte collaborazioni, media partnerships e vere e proprie opportunità di lavoro.

Due ragazze a Roma, ad esempio, stanno rifacendo il sito di un importante incubatore di Start up, un ufficio di recruiting a Milano usa spesso Let’s Lunch per andare a conoscere i candidati alle loro offerte lavorative, alcuni giornalisti lo usano per fare le loro interviste ai nostri VIP o top managers.

Molte testimonianze si possono leggere dai feedback che gli utenti scrivono su Let’s Lunch dopo essersi incontrati, molti altri invece sono presenti su Twitter.

In questi giorni sono state apportate alcune migliorie al vostro servizio di networking. Ce le vuoi illustrare?

Let’s Lunch nasce un anno fa e per questa ricorrenza abbiamo deciso di lanciare le nuove funzionalità su cui stiamo lavorando da tempo, oltre ad avere dato un look tutto nuovo al sito.

 

Ora è possibile creare Pranzi di Gruppo, oltre ai classici one2one, una funzionalità pensata per le aziende e non solo permettendo loro di creare eventi di team building, gruppi di lavoro o far incontrare più’ persone allo stesso tavolo con interessi comuni.

Gli utenti di Let’s Lunch adesso hanno anche la possibilità’ di mettere in contatto due loro conoscenze che ancora non si sono incontrate, rivestendo così il ruolo di veri link builder che aiutano i loro contatti ad ampliare la loro rete professionale.

Abbiamo creato le Widget di LetsLunch che posizioneremo nel 2012 su altri siti internet. Queste creeranno tribù di LetsLunchers con interessi comuni pronti a conoscersi offline. Ad esempio nella widget per voi Ninja finirebbero tutti gli utenti che tra gli interessi sociali abbiano creato il tag NinjaMarketing.

Inoltre nascono i Gruppi: oltre agli interessi professionali e sociali, gli utenti potranno scegliere di far parte di gruppi o crearne nuovi. Le aziende potranno fare lo stesso raggruppando tutti i LetsLunchers interessati al gruppo del loro brand.

Voi avete già provato Let’s Lunch? Aspettiamo di conoscere le vostre esperienze!

E’ nato prima Volunia o la gallina? L’opinione dei ninja power users

È nato prima Volunia o la gallina? L’opinione dei Ninja power user


Con Volunia, Volo + Luna, “il web è vivo e ogni pagina diventa un punto d’incontro”.

Così è stato presentato ufficialmente il 6 febbraio scorso da Massimo Marchiori il nuovo motore di ricerca social che permettere l’interazione tra gli utenti,  con il suo progetto d’innovazione made in Italy “capace di far volare anche le galline”.

E’ nato prima Volunia o la gallina? L’opinione dei ninja power users

“Gli utenti del web sono come galline rinchiuse in gabbie. I motori di ricerca servono per orientarsi nella complessità del web, permettono agli utenti-galline di spiccare piccoli balzi e raggiungere una nuova gabbia informativa (sito). Volunia prova ad alzare la prospettiva, far volare le galline per offrire una più ampia panoramica informativa”.

La rete al momento è divisa in due schieramenti: chi ci crede e chi no, ironizzando con citazioni come Galline in fuga da Volunia.

Ma scendiamo brevemente nei dettagli.

Tra le principali caratteristiche di Volunia molto interessane risulta la funzione di aggregazione dei siti visitati all’interno di un unico framework, che offre al contempo anche un social box, cioè uno stream in continuo aggiornamento che contiene informazioni aggiuntive associate al risultato di ricerca, come per esempio i visitatori presenti in quel momento nel sito oppure l’andamento dello share rispetto alle informazioni visualizzate, oltre alla possibilità di interagire subito con tutti attraverso la chat.

La sua logica è intuitiva e di rapido utilizzo, inoltre la vista “a volo d’angelo” sul monitoraggio di rapidissime informazioni permette di avere un risposta immediata su quanto si sta cercando, non costringendoci quindi a cliccare la lista dei risultati.
Inoltre se allo stato attuale cataloga soltanto l’1% dei siti web (quindi non trova la gran parte dei risultati plausibili o attesi) ed è chiaramente ancora in crescita, Volunia è già disponibile in 12 lingue.

Il sito non è ancora accessibile a tutti, ma è disponibile in Beta Testing per circa 100.000 users ai quali è concessa un’anteprima mondiale, un canale di comunicazione diretto con il team, informazioni sulla roadmap e un bonus di attivazione per i loro amici, in perfetto stile social network.

E tra di loro, alcuni ninja power user hanno già provato il servizio. Ecco cosa ne pensano.

Fulvio Rubini, sub-editor sezione startup

Ho appena provato Volunia. Sensazioni a pelle? Il passaparola che c’è stato sul web riguardo Volunia non ha paragoni.
La prima domanda che mi faccio è dunque: un qualsiasi startupper avrebbe avuto minimamente possibilità di ottenere questi risultati? Io credo proprio di no e questo mi porta ad un’altra osservazione: non è possibile pensare di creare una startup se non si è lavorato prima per costruire un proprio network e una propria reputazione.
La seconda osservazione che mi viene da fare è che l’idea in realtà non è nulla di così innovativo, perché non è altro che un “Toolmeet” integrato in un motore di ricerca.
L’unica speranza che ha per sopravvivere e trasformarsi in qualcosa di concreto è direttamente proporzionale alla diffusione e all’approvazione da chi ha un ruolo rilevante in rete. Dal punto di vista delle funzionalità devo dire che è abbastanza evidente che si debba lavorare moltissimo sull’interfaccia e l’usabilità.
Ma è indispensabile avere un approccio positivo nei confronti di questo progetto e di tutte le startup che nascono ogni giorno nel nostro paese… e quindi dopo tutto dico “Viva Volunia, facci vedere di che pasta sei fatta!”

Rosanna Perrone, contributor sezione startup

La netta impressione è Volunia sia uno dei risultati non attesi dell’era “socially correct” .
Il concept è quello di uscire fuori dalla logica network Facebookcentrica, reinterpretando in maniera molto più aperta il significato di ricerca come risultato cross-mediato.
Nello specifico credo che grazie agli indici di diffusione dei contenuti -quando Volunia inizierà a mantenere le sue promesse- non otterremo più follower “cumulativi”, ma rappresentativi della penetrazione nella popolazione sia dei feedback ricevuti. Quindi saranno in grado di descrivere molto meglio la performance di un’azione nella rete e questo mi piace molto.
Volunia in questo momento rappresenta l’incompletezza, ma ha fatto il primo passo verso una rottura, per recuperare il lato più qualitativo della ricerca. Certo, restano dubbi sulla capacità effettiva di superare, nei termini di attendibilità delle fonti e precisione statistica, il lavoro che sa fare il search di Google, ma questo non mi pare sia un problema soltanto di Volunia, bensì di tutte le alternative ingegneristiche attuali.
Ottimista sull’impatto della tecnologia e, da startupper, da un lato delusa per il risultato ottenuto con 2 Milioni di Euro di finanziamento (è innanzitutto un motore di ricerca che non riesce ancora a dare i risultati più banali) e curiosa sull’exit a cui potremo assistere.

Simone Cinelli, editor sezione TechStyle

Per via del maltempo (niente Internet) non ho potuto seguire la presentazione in diretta e ancora non ho avuto la conferma di essere diventato power user. Premesse queste cose e leggendo un po’ in giro i giudizi/test (alcuni davvero affrettati), posso dire che:

– il confronto con Google – Volunia non è possibile, soprattutto ora;
– i risultati della ricerca sono molto lontani dalla precisione di Google
– la famosa mappa è poco chiara (troppo simile ad un gioco)
– ci sono problemi di privacy/cookie?
– tralascio il grande flop della presentazione: hanno da imparare molto dagli esempi d’oltreoceano

Il post che più mi è piaciuto (e vi consiglio di leggere) è quello di Luca Conti su Pandemia: come sempre chiaro, preciso e super partes. Spero che il buon Marchiori possa dare una svolta positiva a Volunia, rispondendo con i fatti alle critiche che gli sono piovute addosso in questi giorni.

Andrea Frascoli, contributor sezione techstyle

Sarò sincero, sono uno dei pochissimi ninja che non ha seguito la presentazione di Volunia in diretta, ma ho capito alcune cose.
La prima scaturisce dall’attenta analisi del live tweeting selvaggio di ieri: il proiettore non andava.
La seconda è attribuire a Volunia di essere l’anti-Google: ma qualcuno ha mai detto che vuole essere l’anti-Google? Se sì forse è meglio pensare prima di parlare.
La terza è che, forse, si poteva investire di più sull’aspetto grafico per evitare quella fastidiosa barra simil spam.
La quarta è che il padre del progetto non è proprio l’ultimo arrivato, quindi diamogli un po’ di fiducia.
La quinta è che, sempre, che se ne parli bene o se ne parli male l’importante è che se ne parli (apple-rulez).
La sesta: per la serie è nato prima l’uovo o la gallina? Tornate al titolo e lo capirete.

E mentre aspettate l’arrivo dei primi inviti (o se non avete avuto ancora modo di vedere Volunia all’opera), cliccate qui per soddisfare la vostra curiosità. 🙂

Quali sono invece le vostre impressioni?

Old Spice distrugge la pubblicità di Bounce [VIRAL VIDEO]

All’inizio sembra uno spot normale, con la casalinga che spiega l’efficacia di Bounce, la barretta ammorbidente per l’asciugatrice. Sullo sfondo una casa pastello, lei col cesto della biancheria che pronuncia parole come freschezza e morbidezza.

Sembra uno spot normale, finché Terry Crews, attore ed ex giocatore di football, sfonda il muro di casa ed irrompe in scena urlando come un pazzo a cavallo di una moto d’acqua. Equipaggiato di soli muscoli e short gialli, fra detriti ed esplosioni grida: Old Spice Body Spray ti fa odorare di potenza!! È così potente che si vende nelle pubblicità degli altri!!

Ovviamente sia Old Spice che Bounce sono prodotti Procter & Gamble, come anche l’altro spot distrutto da Crews, quello di Charmin. Quale sarà il prossimo passo dell’agenzia creativa Wieden + Kennedy? Chissà, intanto io mi riguardo il virale dal quale tutto è nato, The man your man could smell like.

Travel Blogger Elevator, quando un ascensore racconta di viaggi [EVENTO]

Travel Blogger Elevator, quando un ascensore racconta di viaggi [EVENTO]

Amanti dei viaggi unitevi, l’11 Febbraio è il giorno dedicato a voi! A Roma vi aspetta il Travel Blogger Elevator!

Il Travel Blog… che? Sì, sì, il Travel Blogger Elevator: il primo evento in Italia dedicato ai Travel Blogger!

E chi è il “Travel Blogger”?

Il Travel Blogger è il guru del viaggio 2.0, bacino di informazioni su viaggi low cost, alberghi, ristoranti, voli e spostamenti di qualsiasi genere. Insomma un vero ambasciatore digitale, con una smisurata passione per il viaggio, tanto da incentrarci un blog.

Questo concetto lo conoscono bene Alessio Carciofi, mente ideatrice,  Michele Aggiato e Federica Piersimoni, tutti e tre blogger e liberi professionisti del turismo, che hanno sviluppato questo imperdibile appuntamento dedicato agli appassionati e ai professionisti del Turismo, reso possibile grazie al supporto di Best Western e alla Regione Trentino.

Travel Blogger Elevator, quando un ascensore racconta di viaggi [EVENTO]

Quando, dove e perchè?

Il Travel Blogger Elevator si terrà l’11 Febbraio a Roma, presso il Best Western Premier Hotel Royal Santina, ma, attenzione solo i blogger (o quasi blogger) e i professionisti del settore potranno accedervi.

Un’intera giornata dedicata alla condivisione e allo scambio di esperienze ed idee tra appassionati e liberi professionisti,  grazie anche ad un programma intenso e ben strutturato.

L’obiettivo dell’incontro? Aumentare la condivisione e la coesione di tutti i travel blogger italiani e farli diventare una realtà concreta, rendendoli capaci di interagire in modo professionale con il settore.

Il programma

Il programma è suddiviso in due sessioni:

1) La prima parte sarà dedicata alla presentazione dei progetti di 20 blogger attraverso un Elevator Pitch di 5 minuti.Vi state chiedendo cos’è un elevator pitch? Ebbene, mettiamo il caso che incontriate in ascensore una persona che potrebbe cambiare la vostra vita, dovreste condensare tutto ciò che c’è di buono nelle vostre idee e convincerla della loro potenzialità. Ecco, questo è un elevator pitch!

2) La seconda parte, invece, sarà dedicata ai lavori di gruppo, alle Case History e ad mini corso su foto e video-maker.

Partecipare? Mmm, forse meglio seguire!

Partecipare all’evento ormai è impossibile poichè tutti i 100 posti disponibili sono sold out ormai da gennaio! Un risultato incredibile per i nostri amici, dei quali siamo molto fieri… ma allora, che si fa?

Ebbene, l’importante non è partecipare, è seguire!

Infatti, per chi non avrà la possibilità di partecipare è stato creato #TBE12 su Twitter oltre ad un team di 5 blogger (@travelBelevator) che racconteranno per filo e per segno ogni singolo momento dela giornata.

Ora non resta che viaggiare!

LEGO: interior design creativo e stimolante per la sede di Billund

 

La via migliore per sfuggire alle riunioni? Ovviamente scivolar giù in un mega tubo di metallo! Ma lo scivolo è solo l’inizio… In Lego niente è lasciato al caso. Gioco, relax, cooperazione e conoscenza vanno di pari passo con il lavoro.

La nuova sede Lego PMD (Product & Marketing Developement) a Billund, in Danimarca è un vero e proprio parco giochi dove si viene incoraggiati a tornare bambini, a divertirsi e a correre con l’immaginazione. Un ambiente fisico di lavoro che corrisponde al suo contenuto ludico.

Il design e la progettazione degli interni sono stati commissionati lasciando carta bianca. Il progetto è stato affidato a Rosan Bosch e Fjord Rune, che hanno trasformato lo spazio open space in un’area incentrata sulla creatività, sulla fantasia e sull’innovazione.

Al piano terra, i progettisti sono in grado di lavorare a stretto contatto l’uno con l’altro, grazie ad uno spazio di incontro informale nel centro della stanza, incoraggiando l’interazione sociale e lo scambio di idee. Inoltre, aree ricreative sono sparse tra le aree di lavoro individuali: monitor, banchi da lavoro con costruzioni, tavoli e una biblioteca di pezzi Lego.

Al primo piano, un ampliamento del balcone ha dato spazio a 8 vetrate corrispondenti ad altrettante sale riunioni, tutte dipinte di un colore diverso, con vista sull’open space sottostante. Una passerella già esistente è stata trasformata in un grande salotto, con luce blu e cuscini colorati che lo trasformano in una nuvola. La nube si sviluppa e si espande poi in divani e spazi di riunione informale, con uno scivolo che collega i due piani, lo stesso che usano per sfuggire alle riunioni.

Hellmann’s, il cibo a chilometro zero arriva nei fast food

E se l’idea del chilometro zero non riguardasse più solo ristoranti per foodies a cinque stelle o trattorie biologiche a sfondo new age? E se le multinazionali iniziassero ad occuparsi del local eating?

Hellmann’s/Best Food è un’azienda leader nella produzione di maionese e salse derivate per il mercato di Stati Uniti e Canada. Un marchio talmente forte da identificarsi quasi totalmente con il fast fooding americano e la cultura junk food che c’è dietro.

Ma questa identità ha iniziato a stare stretta alla multinazionale, convinta invece che non devono essere solo le aziende di nicchia a presentarsi come paladine del chilometro zero.

L’idea è questa: se mangiamo prodotti locali derivati da coltivazioni locali e riduciamo al minimo gli spostamenti delle derrate alimentari aiutiamo il pianeta riducendo le emissioni di CO2, aiutiamo la nutrizione riscoprendo l’importanza del cibo locale e aiutiamo la cultura del mangiar bene.

Uno sforzo che vede da anni l’impegno consumeristico di associazioni di piccoli coltivatori, di ambientalisti e consumatori e che finalmente arriva all’attenzione di una multinazionale.

Ben consapevoli dell’importanza di farsi conoscere come un brand eco-friendly la Hellmann’s ha avviato una campagna educativa sul consumo alimentare responsabile denominata “Eat Real, Eat Local“. L’elemento chiave del progetto è il video pubblicato sotto, un piccolo educational che mescola con saggezza marketing ed informazione (in forma di infografica).

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Sul sito inoltre è stato installato un motore di ricerca del “real food: inserendo la provincia e la città di residenza canadesi è possibile trovare le coltivazioni tipiche di quel luogo.

Ovviamente si tratta di un ripensamento non da poco delle strategie adottate delle multinazionali del food, ma è un intervento che fa bene in termini culturali ed ambientali. E se pure potrebbe apparire a molti come un greenwashing è comunque un modo geniale di rivitalizzare il mercato.

10 Font romantici per San Valentino da scaricare gratis

 

A San Valentino, si sa, basta il pensiero. Ma se questo pensiero è espresso in maniera originale e creativa, la vostra dolce metà non potrà non apprezzare.

Ecco per voi una raccolta di font da scaricare gratis e usare per create un bigliettino, una lettera, una poesia, dando un tocco di stile in più ai vostri sentimenti:

Love Letters

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Janda Swirly Twirly


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Kinkie


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LT Chickenhawk


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Fiolex Girls


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Loverboy


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Words of Love


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Even Hearted


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Sweetie Hearts


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Juleslove


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