Raspberry Pi: nel mondo della tecnologia, un po' di frutta fresca

A giorni (probabilmente lunedì 20) si concretizzerà l’ambizioso progetto Raspberry Pi, un single board pensato da una associazione no-profit britannica (la Raspberry Pi foundation, appunto) equipaggiato con un processore di notevole potenza poco più grande di una chiavetta usb (la potete vedere nell’immagine, in mano a David Braben, membro della fondazione).

Raspberry Pi: nel mondo della tecnologia, un po' di frutta fresca
Secondo Eben Uton, uno dei responsabili del progetto, la potenza doppia rispetto all’iPhone 4s fa del Raspberry Pi la GPU mobile più potente al mondo (ne parla in questa intervista a Games Industry).

Si tratta di un progetto didattico, pensato per far avvicinare i ragazzi al linguaggio di programmazione Python, oltre a tutti quelli che possono essere ospitati sulla piattaforma  Linux o RISC OS, Debian, Fedora e ArchLinux, più tutte quelle che si aggiungeranno grazie al lavoro della comunità online.

Il chip sarà un Broadcom BCM2835, con processore ARM1176JZF-S a 700 MHz, una GPU VideoCore IV, e 128 o 256 megabyte (MiB) di memoria: la versione da 128 costerà 25 dollari, 35 dollari per quella da 256 [fonte Wikipedia].

Si tratta di un progetto simile a quello di Arduino, l’opensource elettronica che ha stimolato migliaia di progetti più o meno riusciti.
Ma la potenza del processore e il prezzo assolutamente competitivo hanno reso Raspberry Pi particolarmente allettante anche per chi è in cerca di un multimedia center moderno: Raspberry Pi può essere equipaggiato con la celebre interfaccia XBMC, perfettamente funzionante anche per guardare video in full hd, ed è compatibile perfino con l’airplay di Apple.

Al momento del lancio, saranno messe a disposizione 10.000 unità: in attesa della tv della mela, si potrebbe passare un po’ di tempo con questo lampone multimediale.

Una scuola senza pareti per stimolare la creatività dei bambini

La nuova scuola internazionale (e bilingue) Vittra a Stoccolma, ha deciso di implementare il suo metodo d’insegnamento con un design ad hoc, commissionato allo studio di architettura danese Rosan Bosch Ltd. Le classiche divisioni con pareti, sedie e tavoli sono state sostituite da grandi strutture, aperte e multifunzionali.

Tutto questo per creare ambienti di apprendimento stimolanti per lo sviluppo individuale, costruendo una scuola dove lo spazio fisico è lo strumento più importante nel loro sviluppo quotidiano e pedagogico.

Così sono stati creati cinque spazi di apprendimento principali: The Cave (piccolo cinema e spazio privato per l’apprendimento), The Lab (spazio di sperimentazione e di lavoro pratico), The Fire Camp (processo di gruppo), The Watering Hole (luogo di incontro e impulsi) e Showoff (un palco per mostrare i progressi e le scoperte).

Spazi e mezzi sono messi a disposizione al fine di ottimizzare il processo di apprendimento dei bambini: essi giocano e imparano sulla base delle loro esigenze, della curiosità e dell’inclinazione; l’esperienza aumenta la motivazione e la creatività.

Diventano più consapevoli dei loro punti di forza e delle loro potenzialità di sviluppo, il che significa avere coraggio e sapersi mettere in discussione.

Capiscono e sono attenti alle esigenze e agli interessi degli altri, diventando quindi capaci di esprimere e rappresentare le proprie opinioni ma allo stesso tempo di assumersi la responsabilità delle loro azioni. Sviluppano il bilinguismo in inglese e svedese grazie ai contatti internazionali attraverso le reti ed i programmi di scambio all’estero.

Tigella: grazie al crowdfunding, vi racconterò #occupychicago! [INTERVISTA]

Chi non conosce Tigella? All’anagrafe Claudia Vago, attivissima blogger e grande influencer su Twitter, si divide tra la sua intensa attività di social media reporter dei grandi movimenti sociopolitici mondiali e il suo lavoro di social media manager e web editor per alcune realtà emiliane.

Il suo ultimo progetto? Andare a Chicago, a Maggio, grazie al sostegno finanziario delle persone che la seguono, per seguire e raccontare in diretta i fatti di #occupychicago. Quel mese, infatti, la metropoli statunitense ospiterà due eventi globali come i vertici G8  e NATO. Un obiettivo sulla carta difficile, diventato poi molto più semplice grazie alla rete, alla sua bravura e alla fiducia di chi l’apprezza. Ed ecco che, a pochi giorni dall’avvio della campagna, le mini-quote da 10€ che potevano essere acquistate sono praticamente finite, tutte vendute/prenotate.

Una bella idea che si è rivelata molto efficace, dunque: non potevamo fare altro che intervistarla! 🙂

Buongiorno Claudia, raccontaci un po’ di te.

Buongiorno a tutti. Ho 33 anni e da circa 4 curo la comunicazione online di diverse organizzazioni: Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, Apt dell’Emilia Romagna, Aliberti Editore etc. In parallelo mi occupo anche di social media curation e reporting. Tutto è cominciato a Gennaio 2011, con lo scoppio della rivoluzione in Tunisia: seguivo una serie di account tunisini da tempo, mio marito è mezzo tunisino, per cui ho saputo quello che stava succedendo ben prima dalla rete che dai media tradizionali e mi è sembrato naturale rilanciare i tweet che vedevo, per informare in Italia dove ancora non si diceva praticamente nulla.

E com’è nata l’idea di andare in USA per seguire e raccontare #occupychicago?

L’idea di andare a Chicago a seguire l’occupazione mi è venuta appena ho letto l’appello lanciato da Adbusters. Ho seguito Occupy Wall Street fin da quando era solo un post sul sito di Adbusters e non sono riuscita a organizzarmi per essere a New York il 17 Settembre, quando è nato tutto. Quindi il mio obiettivo era di non perdere anche questa occasione, cercare un modo per andare.

Quasi subito ho pensato che avrei potuto trasformare questo progetto in un piccolo esperimento: andare a osservare e raccontare “su mandato” di chi mi segue in rete, di chi apprezza il mio modo di selezionare le notizie e raccontare i fatti, di chi si fida del mio punto di vista e della mia capacità di filtrare le notizie più affidabili e significative.

E poi è anche un po’ una sfida con me stessa: solitamente racconto i fatti attraverso ciò che circola in rete, mentre in questo caso affiancherò a questo sguardo il mio personale. Devo capire come coniugare questi due aspetti, perché non sia un “normale” reportage e nemmeno il solito lavoro di “cura del flusso” di informazioni che faccio abitualmente. Proprio con lo scopo di lavorare a un modello particolare e originale di racconto sto mettendo insieme un gruppo di persone conosciute via Twitter, con cui ho già avuto modo di collaborare in passato, per costituire una sorta di redazione del progetto. Da qui l’idea del crowdfunding, che comunque non reputo una modalità particolarmente originale di organizzare il progetto; il crowdfunding applicato al giornalismo esiste da tempo, all’estero almeno. Forse quello che c’è di originale è il rapporto basato sulla fiducia tra chi finanzia e chi è finanziato per raccontare qualcosa. In realtà, non credo neanche che questo esperimento possa rappresentare il futuro del giornalismo, ma più semplicemente qualcosa su cui riflettere e da cui partire per immaginare nuovi modelli di produzione e distribuzione delle notizie.

I risultati fino ad oggi, almeno in termini di partecipazione e prenotazione quote, sono stati davvero elevati: perché pensi che le persone abbiano deciso così in fretta e così in massa di sostenerti? Proprio per questa fiducia?

Esattamente, credo sia proprio una questione di fiducia: chi mi ha sostenuto sono persone che mi seguono in rete da tempo e che apprezzano il mio lavoro, il modo di lavorare, la qualità di ciò che faccio, la passione che ci metto e mi hanno in qualche modo voluto “premiare”. E io le ringrazio 🙂

Hai concluso ormai le quote che servivano per l’idea di progetto iniziale: ti ritieni ‘a posto’ o stai pensando a qualcosa di nuovo per cui ci sarà bisogno di ulteriori finanziamenti?

No, a meno che chi ha promesso le quote non le verserà direi che non avrò bisogno di altri finanziamenti. ho fatto un calcolo molto “al ribasso” perché ero più interessata a riuscire a fare questa cosa piuttosto che a guadagnarci, però vedrò di riuscire a fare tutto con quella cifra.

Veniamo al lato meno positivo: qualcuno ti ha ‘attaccato’ o criticato per questa tua iniziativa?

Sì 🙂 Le obiezioni sono principalmente che non sono una giornalista, ma al limite una capace di filtrare contenuti in rete (una social media curator); qual è il valore aggiunto di avermi là, sul posto? E poi c’è anche il fatto che non sia “chiaro” cosa vado a fare, ma questo è un problema dovuto principalmente al fatto che non è ancora chiaro cosa sarà occupy chicago. Proprio per questo, sto lavorando con un gruppo di persone per pensare una forma di racconto che valorizzi le mie competenze in curation abbinate al fatto di essere direttamente sul posto.

Insomma tempo al tempo 🙂 … a proposito di questo, come pensi di organizzare le comunicazioni verso l’Italia? Tweet, post sul blog… altro? Ho letto per esempio di un sito apposito: farete anche pagine Facebook o avete pensato ad altri social, anche meno conosciuti, che per qualche motivo possono essere idonei?

Ecco, questo è ancora in fase di studio: di certo tweet, post brevi e post più lunghi, video, foto. Pensavo anche a un sito dedicato, una pagina Facebook senz’altro ci sarà e non direi un account twitter, piuttosto un hashtag. Poi sto pensando se usare cowbird che ho appena iniziato a esplorare e mi piace moltissimo. Vi terrò aggiornati 🙂

 

Grazie Claudia e in bocca al lupo! Per ora potete seguire i suoi tweet e gli articoli sul blog… in attesa di vederla all’opera e seguire il suo bel progetto a Maggio!

 

NinjAperitivo a Bologna: e allora MAMbo! [EVENTO]

I Ninja venerdì 17 febbraio si ritrovano a Bologna per il primo Ninja Aperitivo della storia! Un evento nato per caso da un appuntamento con i ragazzi del gruppo Facebook Ninja Marketer e che ha entusiasmato e messo in moto i redattori di Ninja Marketing che bazzicano e vivono nel capoluogo emiliano.

Si tratta del primo di quella che speriamo possa essere una lunga serie di incontri user generated: il via lo diamo a Bologna al Museo di Arte Moderna (meglio conosciuto come MAMbo), in via Don Giovanni Minzoni, n° 14, a partire dalle ore 19.30.

Il MAMbo è una struttura davvero unica per il suo genere: è il Museo d’Arte Moderna ospitato in quella parte storica di Bologna chiamata Manifattura delle Arti che recentemente è stata oggetto di un bellissimo lavoro di recupero urbanistico.

Fonte @MAMbo

La zona comprende il Dipartimento di Discipline Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna nell’edificio dell’ex Manifattura Tabacchi, la Cineteca di Bologna nell’ex Macello e la sede dell’ArciGay – nonchè uno dei locali più frequentati della città – il Cassero, che occupa l’ex Salara; infine, appunto, il MAMbo, che è ospitato dall’ex Forno e che ha al suo interno oltre le collezioni permanenti e no del Museo di Arte Moderna, una biblioteca, un bookshop e un ristorante, animato sempre da eventi culturali e divertenti!

Fonte @MAMbo

Abbiamo scelto la formula dell’aperitivo per avvicinarci ai nostri lettori in modo divertente e informale, allontanandoci per un secondo dalla nostra postazione virtuale.  Noi ci auguriamo che questo primo aperitivo sia la prova generale per un appuntamento periodico tra noi Ninja e Voi lettori!

Sappiamo che confrontarci con Voi è sempre una bella esperienza, come lo è stata quella del  Ninja Summer Camp. Guardate qui il video:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=fgiK4iDp72w’]

Ringraziamo Luca di Palma e Jacopo Solmi, partecipanti attivi del gruppo Ninja Marketer, che all’idea di un incontro con noi Ninja si sono subito proposti per l’organizzazione di questo primo appuntamento!

Ecco i nostri redattori che saranno presenti ail NinjAperitivo:

  Alberto Maestri, Editor della sezione Social

Claudia Ingrassia, Editor della sezione Mobile

Lorenzo Muro, Sub-Editor della sez. Mobile

 Monia Catellani, Social Contributor

 Elena Muscas, Social Contributor

Mianù Catenaro, Contributor della sezione Design

Francesco Piccolo, Contributor della sezione Mobile

Altri editor e contributor potrebbero aggiungersi all’ultimo momento!

Ovviamente per chi non potrà esser con noi al MAMbo potrà seguirci su Twitter con l’hashtag #NinjApeBo.

Ricapitoliamo: vi aspettiamo tutti Venerdì 17 Febbraio (in barba alla sfortuna!) al MAMbo di Bologna, in via Don Giovanni Minzoni, n° 14, dalle 19.30 in poi, per passare qualche ora insieme e confrontarci davanti ad uno spritz 😀

AVVISO: lo stesso giorno, al MAMbo, si terrà la festa di carnevale, quindi un motivo in più per venirci a salutare! Vi aspettiamo!

STUDIO35 Live: Continuano i Secret Concert, il 18 febbraio vi aspettano i Bisca! [EVENTO]

Lo Studio 35 Live continua il suo calendario di Secret House Concert a Cava de’tirreni (SA).

Lo scorso 13 febbraio vi avevamo parlato dell‘appuntamento con Paolo Benvegnù che ha avuto un grande successo, ma che solo in pochi sono riusciti a seguire proprio per il suo format “da amici intimi”.

A breve pubblicheremo l’intervista con le vostre domande, come vi avevamo promesso, nel frattempo eccovi qualche foto dell’evento.

 

Il prossimo appuntamento

Ma adesso basta far rosicare ulteriormente coloro che non sono riusciti a partecipare all’evento, piuttosto guardiamo al futuro, guardiamo a questo sabato, il 18 febbraio.

Avete capito bene, il prossimo appuntamento è già alle porte e cosa vi attenderà questa volta?

Ebbene, la prossima band ad allietare il vostro pomeriggio sarà… rullo di tamburi… i BISCA! La storica band napoletana dal gusto amaro e rivoluzionario.

Già non riuscite a stare più nella pelle? E allora beccatevi questa canzone del lontano (ma non troppo) 1994.

Per partecipare

Anche questa volta per partecipare all’evento dovrete scrivere a pubblico_studio35@live.it e anche questa volta per i nostri ninjetti 10 posti gratuiti se nell’oggetto scriverete “I’m a NINJA!“.

Un ritorno alla buona musica che non ha paura di esprimersi… e voi, ci sarete?

Scrivete, scrivete, scrivete!

Domande? Opinioni? Scrivetecele! Abbiamo un’intervista in agguato anche per i Bisca!

Van Gogh reinventato con l'interactive animation [VIDEO]

Cosa succederebbe se le opere pittoriche più apprezzate al mondo potessero essere miscelate e reinventate? A svelarlo è Petro Vrellis, noto artista e ingegnere greco, ideatore della versione interattiva de La notte stellata di Vincent Van Gogh.

Utilizzando la tecnologia OpenFrameworks ha reso possibile ridipingere la tela, dotata di touch system, con il solo utilizzo delle dita. E il risultato è sorprendente: un flusso animato di linee, colori e musica per uno spettacolo suggestivo ed ipnotico.

Un’esperienza di alta ingegneria informatica, oltre che di profonda conoscenza dell’arte pittorica, che segue l’emozionante esperienza di Guernica 3D, la rielaborazione della celebre opera di Pablo Picasso, realizzata dalla maga degli effetti speciali Lena Gieseke.

Psicologia del colore: simbologia e utilizzo nei brand [INFOGRAFICA]

Tutti sappiamo che i colori influiscono sulla nostra vita quotidiana e sul nostro rapporto con i brand. Evocano emozioni, influiscono sulle relazioni sociali e stuzzicando i sensi. I più ignorano quale sia il colore perfetto per ogni situazione, ma c’è la soluzione: un’infografica di NowSourcing.com in grado di guidare chiunque alla scelta migliore, anche i brand!

Instagram e Carnevale: instaCarnival!

Così è arrivato il Carnevale – se non ve n’eravate ancora accorti –  e sono numerosi gli eventi e le sfilate in tutta Italia. E gli ‘instagramers addicted’ non si lasciano sfuggire nessuna occasione per immortalare e ‘impressionare’  momenti unici e irripetibili.

La community di affezionati della nota app di fotosharing per iPhone condividono foto e grandi eventi ovunque e l’occasione è quella buona per (tras)portare gli igers off line.

Un esempio? Il meeting tenutosi una settimana fa a Venezia che ha visto gli instagramers impegnati in una InstaWalk: un percorso alla scoperta della città e i suoi canali, dei campi, piazze, locali e della fantastica atmosfera che si respira al Carnevale.

L’evento, organizzato da IgersVenezia con IgersItalia, è stato anche l’occasione per mettersi in mostra e partecipare ad un  contest.  Le migliori foto fatte durante la giornata sono, infatti, state premiate alla fine della giornata… Come? ovviamente a ‘suon’ di spritz!

Una giornata particolare per imparare a fotografare al meglio e  diventare popolari su Instagram, il social network che conta più  di 15 milioni di utenti iscritti e più di 200 milioni di foto  condivise.

Che dire? Buon Carnevale a tutti!

TGeneration: I primi risultati in live streaming con Marco Patuano e Carlo Alberto Carnevale Maffè! [EVENTO]

Oggi alle 15:30 è il momento dei primi risultati per il progetto TGeneration di Telecom Italia.

Giovani, formazione ed innovazione: questi i punti caratterizzanti dell’iniziativa della quale discuteranno oggi in live streaming Marco Patuano, Amministratore Delegato di Telecom Italia, e Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di Strategia alla SDA Bocconi, provando a scoprirne i motivi, l’andamento e, soprattutto, stilandone un primo bilancio.

TGeneration

Nessuno potrebbe spiegare meglio il senso di questo progetto se non Marco Patuano che così ha provato ad esprimerlo in poche parole:

“TGeneration è il nome che abbiamo dato a una serie di iniziative che Telecom Italia ha avviato con il mondo delle università e della ricerca e, più in generale, con l’ecosistema allargato dell’innovazione. Iniziative che vedono coinvolti molti giovani: ricercatori, partecipanti ai progetti di formazione, nuovi assunti, innovatori.
T sta per Telecom Italia, TIM, Telefonia, Trasformazione, Talento, Tecnologia, Territorio e molto altro.
La TGeneration è il capitale umano, tecnologico e formativo che definisce l’identità presente e futura di Telecom Italia.”

Intervista e poi… Twitter Time!

Dopo l’intervista in cui Marco Patuano e Carlo Alberto Carnevale Maffè si interrogheranno sui vari aspetti dell’iniziativa, toccherà a voi fare le domande!

Il Twitter Time vi aspetta: fate le vostre domande, i vostri dubbi o le vostre curiosità direttamente all’account Twitter di Marco Patuano (@MarcoPatuano). L’hashtag della giornata? #TGeneration!

Come partecipare

Per vedere in streaming l’intervista potete andare sul sito Telecom Italia dedicato al progetto, oppure andare sul blog Eraclito  e poi su Twitter a fare tutte le domande che volete!

Allora… facciamo tutti parte della TGeneration, vero?!

La storia dei Mobile App Stores [Infografica]

Come scegliere il nostro prossimo smartphone? Sarà il nostro fedele compagno, un ufficio virtuale capace di accontentare le esigenze più varie e, ovviamente, dovrà essere compatibile con le app che desideriamo. Una delle maggiori variabili nella preferenza del nostro mobile device sta nell’ampiezza del market online: non è molto scontato, eppure non tutte le app sono compatibili con i principali mobile OS (Instagram, ad esempio, è disponibile al momento solo  sui device Apple).
I market di applicazioni sono relativamente recenti:  il primo è stato l‘App Store di Apple, lanciato il 10 Luglio  2008, con 500 app (quello di Android è stato lanciato 3 mesi dopo, con appena 50 app disponibili). In poco tempo, tutti i maggiori mobile OS si sono dotati del loro market, e sono fioccati tanti market alternativi.

Oggi vi presentiamo un’infografica cronologica di ShoutEm sui vari app market, dalla loro nascita fino all’inizio del 2012, per capire l’entità dei guadagni che c’è dietro e la rapida diffusione di questo fenomeno.(cliccate sull’immagine per ingrandirla)

mobile app store

I numeri degli App Market ci aiutano a comprendere meglio la differenza tra un cellulare ed un mobile device: oggi non è più possibile concepire uno smartphone “stand alone”, privo di contenuti scaricabili dopo l’acquisto. Le app consentono di avere tra le mani un dispositivo snello e su misura per le nostre esigenze, capace di sostituire, nella maggior parte dei casi, le altre tecnologie nella nostra vita quotidiana. Senza uno store, il mobile device che abbiamo tra le mani sarebbe solo un cellulare.