Affittasi villa costruita in diagonale, 2000 dollari a settimana!

Dal titolo potrebbe sembrare un annuncio immobiliare, ma vorrei segnalarvi questa abitazione dal design particolarissimo e molto stravagante se vogliamo, ma comunque pieno di eleganza. Prima di tutto, non è stato il fotografo a scattare inclinando la macchina, e non è la vista che vi inganna, questa casa è proprio costruita in discesa!

E da questo fatto ha preso il nome di Sliding House. La residenza, che si affaccia sulle coste del Canada, è stata inaugurata nel 2008, progettata dall’architetto Brian Mackay-Lyons e commissionata dai direttori creativi David Peters e Rhonda Rubenstein.

A parte l’ovvia particolarità dell’essere in diagonale (l’inclinazione è di 8 gradi), la parte esterna è coperta con lamine di alluminio industriale. La parete rivolta a nord, molto spessa per proteggerla dai venti freddi invernali, ospita una scala, i servizi igienici, la cucina e il ripostiglio.

L’interno invece, completamente in legno di pioppo, è decorato in modo impeccabile da mobili molto sofisticati, soluzioni di illuminazione moderne e finiture di alto livello. Può ospitare fino a quattro persone con la grande camera da letto e la zona loft, in più ha il camino, il maxischermo con DVD e la connessione ad Internet a banda larga.

Certo, all’inizio bisognerà un po’ fare l’abitudine all’avere il corridoio in discesa o in salita, ma a parte questo piccolissimo dettaglio è un gioiellino. Per di più, nelle immediate vicinanze è possibile praticare attività come whale-watching, equitazione, barca a vela, golf e pesca. E’ disponibile in affitto settimanale alla modica cifra di 1.800 dollari in bassa stagione o 2.250 nel mese di agosto.

PS: Le foto sono state concesse da Jean-Luc Laloux, la MLS Architects e Sliding House.ca.

La notte della Rete: tutti nella piazza virtuale per difendere Internet! [EVENTO]

La notte della Rete: tutti nella piazza virtuale per difendere Internet!

È tutto lento in Italia: treni, burocrazia, giustizia,… tutto; ma c’è una cosa, una sola cosa, che nel Bel Paese sembra aver preso uno slancio senza eguali e che ci sta catapultando alla velocità della luce indietro nel tempo, al palo del tempo che passa: Internet.

C’hanno provato con l’informazione, e ora tocca al mezzo libero per antonomasia: la Rete!
Eh si… ora tocca difendere anche questo ultimo spazio di espressione!

La piazza aperta a tutti e fruibile da chiunque in ogni momento, quella che permetta di condividere un’idea, dove trovare tutto ciò di interessante, specchio di una società che cambia, fatta di spessore e anche di tanta, tanta leggerezza.

Bene dicevamo, nel Paese dove la diffusione delle nuove tecnologie incontra ostacoli, dove lo sviluppo si scontra spesso con la burocratizzazione più estrema, in quello stesso Paese si sta velocemente cercando di ridimensionare la liberta degli internauti. In che modo?
Ebbene, il 6 Luglio prossimo sarà sottoposto a definitiva approvazione il Decreto “ammazza- internet”.

Noi diciamo no! E lo facciamo domani, 5 luglio, alla “Notte della rete” che si terrà a Roma nella Domus Talenti – Via delle quattro fontane, 113.

Con l’approvazione del decreto, secondo la delibera AGCOM, “se il titolare dei diritti di un contenuto audiovisivo dovesse riscontrare una violazione di copyright su un qualunque sito (senza distinzione tra portali, banche dati, siti privati, blog, a scopo di lucro o meno) può chiederne la rimozione al gestore.

«Se la richiesta apparisse fondata», il gestore avrebbe 48 ore di tempo dalla ricezione per adempiere e cinque giorni per il contraddittorio. Se ciò non dovesse avvenire, il richiedente potrebbe, secondo la delibera ancora in bozza, rivolgersi all’Authority che «effettuerebbe una breve verifica in contraddittorio con le parti da concludere entro cinque giorni», comunicandone l’avvio al gestore del sito o del servizio di hosting. E in caso di esito negativo, l’Agcom potrebbe disporre la rimozione dei contenuti.

Tutto chiaro??
Si, esattamente come la mamma che cambiava canale nelle scene di effusioni amorose quando eravamo bambini…
Non guarderemo e rimarremo innocenti o (per meglio dire) DISINFORMATI? Scegliete voi…

Per chiunque si senta abbastanza adulto per scegliere, per chi non ha voglia di smettere di esprimersi anche solo picchiando sui tasti di un pc, per chi si riscalda con la luce fredda dello schermo, l’invito è quello di partecipare a “La notte della rete”: il 5 Luglio si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.

L’evento sarà in diretta streaming sul Fattoquotidiano.it e su una rete di tv locali.
Per info e partecipazione: nocensura@agoradigitale.org
http://www.agoradigitale.org/nocensura
http://www.agoradigitale.org/lanottedellarete

L’hashtag twitter: #notterete

Obamadead, l'Independence Day di Twitter

Il 4 luglio è il giorno della Festa d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America.

Un gruppo di hacker ha trovato un modo molto originale per “festeggiare” questa ricorrenza molto sentita dal popolo americano: postare abusivamente sul canale di FoxNewsPolitics (seguito da più di 30000 followers) alcuni messaggi farlocchi sulla presunta morte del Presidente Obama.

Circa un’ora fa, compare il primo tweet: in pochi minuti, vengono pubblicati 5 messaggi con altrettante notizie, dove si comunica il passaggio dei poteri a Joe Biden (opportunamente menzionato il suo canale Twitter, così come quello del Presidente Obama)vicepresidente attuale dell’amministrazione americana e secondo la Costituzione USA comandante in capo in caso di decesso del Presidente.

 

Prima di partire con postare tweet fasulli, gli hacker hanno anche segnalato che la pagina di FoxNewsPolitics era tornata sotto il controllo degli amministratori, con tanto di auguri di buon 4 luglio.

Nei Tweet è stato postato anche un Hashtag, #obamadead, che su Twitter è citato sempre più, amplificando così la notizia fasulla:

La Rete ovviamente sta al gioco, anche se forse in questo momento il Presidente Obama non sarà tanto felice di questo strano modo di festeggiare l’Indipendence Day!

Crea il tuo e-shop personalizzato, con Byoutique

Dopo il caso di Business in Fashion, un altro bel progetto mostra come il settore della moda 2.0 sia attivissimo e destinato a crescere ancora.

Stiamo parlando di Byoutique, una piattaforma web che permette di creare il vostro sito di e-commerce in modo semplice e veloce.

Se pensate che il problema non sia tanto l’apertura dell’e-shop ma piuttosto una sua presenza efficace online, le rassicurazioni ci vengono date direttamente dai fondatori del progetto:

penseremo noi a software, indirizzo internet e indicizzazione sui motori di ricerca; tu dovrai solo caricare i tuoi prodotti e cominciare a vendere!”

Dopo esservi registrati e aver scelto il nome per il proprio e-shop, è possibile selezionare la grafica del sito tra quelle esistenti, oppure personalizzarla con l’aiuto dei platinum designers. Questa operazione non è definitiva: se non siete sicuri dell’aspetto grafico, potete sempre modificare l’interfaccia!

Da questo momento in poi potrete gestire la vostra attività inserendo prodotti, dettagli etc. Sarete voi a scegliere cosa scrivere, come farlo e, soprattutto, le modalità di promozione dell’offerta!

Un lato molto interessante del progetto consiste poi nella “co-creazione della clientela” da parte di tutti i venditori. I clienti iscritti a Byoutique sono infatti comuni a tutti gli e-shop, in modo da sfruttare pienamente la forza del network.

Vi abbiamo incuriosito? Ecco allora il video di presentazione! Altre informazioni sono disponibili anche sulla pagina Facebook.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=0S3T5GO0zcg’]

Mercoledì Facebook annuncerà un nuovo prodotto: sarà la video chat?

Negli ultimi giorni si sprecano i rumor in rete circa il lancio da parte di Facebook di un servizio di video chat grazie alla partnership con Skype. Si tratta di voci di corridoio che circolano da diversi mesi in effetti. Basta dare un’occhiata a Mashable o TechCrunch. Eppure finora ai rumor non sono mai seguiti i fatti.

La video chat è un servizio già integrato nel nuovo social network del rivale Big G, Google + (vedi anche: “Google+: il nuovo social network di Big G sfida Facebook“), che in queste ore sta facendo tremare il social network di Palo Alto, soprattutto in seguito al rallentamento nel nord America come documenta Inside Facebook.

Una fonte di TechCrunch pare confermare che si tratterà della video chat in-browser.

L’annuncio di un prodotto definito “awesome” dalle fonti ufficiali, è promosso in questi giorni con i poll ad, indice dell’importanza che si dà alla cosa:

 

Se si tratta della tanto attesa video chat lo scopriremo mercoledì e sarà proprio il team di Facebook ad annunciarlo live dal quartier generale. Se volete essere i primi a conoscere la novità non vi resta che rispondere all’evento e sintonizzarvi su Facebook Live.

L'uso del Mobile tra i Teenager [INFOGRAFICA]

Il successo per un prodotto vincente passa attraverso molte operazioni di marketing&engineering: dall’analisi dei costi di produzione alla promozione e commercializzazione, passando per l’ideazione di un buon progetto di design ed usability. Alla fonte  di questo processo, però, è fondamentale progettare il prodotto in base al target di riferimento.

Nel caso dei mobile device, il pubblico dei teenagers (dai 12 ai 20 anni) gioca un ruolo centrale. Lo sa bene Sony Ericsson, che ha commercializzato l’Xperia Play, ovvero il Playstation Phone. La complessità attuale dei mobile device potrebbe portare in inganno, lasciando credere che questi strumenti siano utilizzati principalmente da businessmen e professionisti. Ciò è in parte vero, ma non dimentichiamoci che chi fa un uso massivo del mobile web sono i giovani fino ai 24 anni, come dimostrano questi dati Nielsen (anno di rilevamento – 2010).

Text usage by age

I soggetti tra i 13 ed i 17 anni inviano più sms di tutti gli altri messi insieme.

Internet usage by age

Nel 2010, il 50% dei teenager ha utilizzato il mobile internet.

E’ dunque ragionevole tenere d’occhio questa fascia d’età per la progettazione di nuovi Mobile Device e nuovi OS. Per comprendere meglio questo fenomeno, vediamo e commentiamo insieme un’infografica più dettagliata sull’utilizzo del Mobile da parte dei teenager.

How Teens Using Their Cell Phones?

Tra gli altri dati, è importante sapere che:

  • Il 75% dei soggetti tra i 12 ed i 20 anni ha un mobile device;
  • Un terzo di loro invia più di 100 sms al giorno;
  • La mobile experience, la comunicazione via cellulare e la fruizione di contenuti mobile si amplificano dai 14 ai 17 anni;
  • In media, le ragazze inviano 2,5 messaggi per ogni messaggio inviato da un maschietto;
  • Il fenomeno dei sexting (invio di materiali di nudo o di testi espliciti via mobile) è fortunatamente molto contenuto;
  • Un terzo del campione ha messaggiato al volante; un mezzo parla al cellulare mentre guida;
  • Circa un quarto dei teenager sono connessi ai social network via mobile;

Cosa ci dice l’infografica?

Ora che conosciamo bene il target di riferimento, possiamo avviare una progettazione più consapevole del prodotto stesso. I teenager, ad esempio, prestano un’attenzione particolare al text messaging: i mobile device che hanno un’architettura sms funzionale e sono provvisti di tastiera qwerty (touch o fisica) saranno favoriti. Un altro punto importante è la sicurezza alla guida: sul motorino o sull’automobile, i giovani non avvertono il rischio dell’utilizzo del cellulare (o lo avvertono e non gli danno rilevanza). Sarebbe opportuno fornire, con ogni device, un auricolare dedicato. Siamo certi che verrebbe utilizzato, specie di questi tempi, in cui il cellulare fa anche da lettore mp3.

Noi non sappiamo se i 12 anni sono l’età ideale per dare ai nostri figli uno smartphone: dipende dalle esigenze del teenager e dello stesso nucleo familiare (reperibilità, movimenti durante la giornata, esigenze scolastiche). Siamo però sicuri che, in ogni caso, i ragazzi in questa fascia d’età vadano tutelati e valorizzati anche dal punto di vista Mobile 😉

Biophilia: un Album App per Bjork

“I’ve always been interested in science. My favorite subject in school was math, so I was quite often alone in classes with boys and chess nerds. When I was a kid, my rock star was David Attenborough.” (“Sono sempre stata interessata alla scienza. La mia materia preferita a scuola era la matematica, quindi a scuola frequentavo spesso solo ragazzi e i nerds che giocano a scacchi. Quando ero una ragazzina, la mia rock star era David Attenborough”)

Ha risposto così al Rolling Stones la cantante islandese Bjork alle domande sul suo nuovo progetto musicale – e non solo – Biophilia, presentato ieri al Manchester International Festival. Per chi non lo sapesse David Attenborough è uno scienziato e naturalista britannico, celebre per i suoi documentari Life Series andati in onda sulla BBC che indagano la natura e la vita sulla Terra.

Un progetto colossale che integra scienza, tecnologia, mobile, arte e musica in maniera del tutto inaspettata e spettacolare. Dietro Biophilia c’è anche il lavoro e il genio di registi come Michel Gondry, dell’artista e designer di media interattivi Scott Snibbe e di due esperti sviluppatori come Max Weisel e Theodore Gray.

Il Live Show

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=HoX6-wtnGIg’]

Tenutosi il 30 giugno al Campfield Market Hall di Manchester, un ex mercato vittoriano, il concerto ha ricreato l’atmosfera degli esperimenti dell’Ottocento, quelli dove un pubblico di curiosi si riuniva nel crepuscolo per vedere i prodigi fantastici dello scienziato di turno. La cantante si è esibita circondata da strani strumenti ibridi creati per l’occasione, 4 arpe pendoli calate dal soffitto che sfruttano la gravità per creare musica e una gabbia con all’interno una Bobina Tesla che generando fulmini interagiva con la musica e i visual sui maxi schermi posti al centro del palco. Intorno a Bjork un coro di 24 donne islandesi in vestiti cangianti.

L’Album App

Biophilia è un nuovo paradigma nell’ambito musicale: le canzoni saranno rilasciate, oltre che nel consueto formato cd e audio su iTunes, come apps, una per ogni canzone, per essere venduti come moduli di una applicazione più ampia per l’intero album per iPad e iPhone (gli sviluppatori non hanno ancora deciso se riprogrammare le applicazioni per i dispositivi Android).

Insieme alla grafica animata, alcune delle quali sono state mostrate su schermi video durante il concerto, le applicazioni conterranno non solo un’analisi dettagliata delle canzoni – tra cui sia il testo che la notazione musicale di nuova concezione -, ma anche escursioni ludiche attraverso la musica, visual che riproducono fenomeni scientifici e le potenzialità per essere usate come strumenti musicali stessi. L’ascoltatore potrà sentire una canzone, vedere la sua struttura, suonare o completamente smontarla e trasformarla in qualcosa di nuovo.

Scott Snibbe ha commentato così “Quello che Bjork sta facendo è paragonabile alla nascita del cinema o alla nascita del melodramma. Stiamo entrando nell’era dell’interattività. La fruizione passiva a senso unico dei media, diventerà un puntino nella storia umana. Bjork aveva un completo e unico concetto, dove è stato tutto interconnesso. La musica non è stata dominante, l’immagine non è stata dominante, l’interattività non è stata dominante. Tutto ha funzionato insieme così come accade nei film e nell’opera”.

L’applicazione infatti visualizza l’album come una galassia, e ogni canzone come una costellazione. Per esempio, la bobina di Tesla che viene accesa sul palco durante il live per la canzone Thunderbolt, trova il suo equivalente digitale di una applicazione che permette agli utenti di emettere suoni e disegnare fulmini o vortici o punti o poligoni con un touch o muovendo il device.

Guardate in questo video cosa accade durante i live e pensate all’effetto che può avere un’app interattiva che riproduce tutto ciò:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=A1qarTiDcw8′]

Per capire la portata di questo lavoro vi anticipiamo che ogni traccia contiene dieci “livelli”: la canzone, un gioco interattivo basato sul tema delle canzoni, animazione musicale, una partitura animate, testi animati, un’ interpretazione grafica della partitura, un saggio accademico sulle curiosità all’interno della canzone, materiale d’archivio da National Geographic e BBC, contenuti esclusivi specifici per ogni canzone e uno speciale fotografico. Ci sono dieci brani, dunque ci sono 100 livelli navigabili in questa applicazione. Inoltre, Björk ha specificato che tra i livelli si può navigare anche in modo non lineare.

Biophilia si preannuncia come una mobile experience molto interessante, oltre che una vera opera d’arte.  Segnatevi il 26 settembre, data di uscita dell’album, e intanto se potete andate a vedere un suo concerto: sarà sicuramente emozionante, 😉

Extraordinary fiction, la vera vincitrice ai Cannes Lions 2011

E’ stato un anno importante quello sintetizzato dalle vittorie ai Cannes Lions 2011. Che per la prima volta ha cambiato denominazione, eliminando la parola advertising dal titolo per concentrarsi al suo posto sulla creatività. Qualche considerazione sparsa, prima di commentare brevemente i protagonisti, the winners, il meglio del meglio.

Il rinnovato percorso creativo di Google inizia nel 2010, quando con una mossa inaudita appare tra gli inserzionisti del Super Bowl col toccante spot “Parisian Love“. La pietra fondante dello storytelling creativo che dura ancora oggi, nonostante le resistenze iniziali del management (è stesso Eric Schmidt a raccontare quest’anno a Cannes la sua prima reazione dopo aver ricevuto la richiesta di acquistare air time e dopo aver visto lo spot: “Hell has frozen over“). E in così poco tempo, Google dimostra al mondo di avere creatività (anche in house) da vendere. Dal Google Creative Sandbox ai Chrome Speed Tests passando per The Wilderness Downtown, l’imponenza di Big G si farà sentire sempre più anche in ambito comunicativo.

http://www.youtube.com/watch?v=-dpBIjdcikY&feature=channel_video_title

Non si può non sottolineare come alcune campagne (American Rom, Homeplus Subway, Decode Jay-Z) abbiano raccolto premi in più categorie, ad esempio travalicando al contempo Direct e Media. Un tempo l’eccezione, oggi un’aspettativa comune. Segno forse del fatto che è oggi impossibile non essere multidisciplinari, crossmediali, digitali, transmediali e così via. Dalla media neutrality all’idea inclusivity, ovvero dalla neutralità del mezzo alla pervasività di una grande idea in grando di fagocitare il concetto di medium al suo interno? I confini si sfumano e vedremo cosa succederà nel 2012 alla definizione delle categorie: si moltiplicheranno o si ridurranno ad una, Best idea(l)?

Di riflesso alle evoluzioni socioeconomiche dei paesi emergenti, cambia anche la mappa geografica della creatività: nel 2011, il grand prix va per la prima volta nella storia alla Cina, alla Corea ed alla Romania.

Dal punto di vista dell’ispirazione, che definirei centrale visto che la tagline del Festival è Inspiring Creativity, i seminari ed i workshop hanno avuto un ruolo secondario quest’anno (che sia stato intenzionale?). L’ispirazione da Cannes 2011 è riassumibile in poche parole: ogni idea, anche da piccole agenzie e da piccoli mercati, può avere una chance alla gloria (e come non essere orgogliosi dei ragazzi CRIC) soprattutto se iscritta a più categorie.

Direct Lions – Promo&Activation Lions: American Rom

A metà tra hoax e re-packaging, la campagna ha lavorato di psicologia inversa. La rabbia patriottica ha colpito il 67% della popolazione rumena ed ha innescato logiche virali e di condivisione sui social media. A vincere su A Hunter Shoots a Bear, le Musical Fitting Rooms, Save as WWF è stata la strategia di irriverenza di Kandia Dulce che ha cucito la tecnologia all’interno dell’idea piuttosto che adattare un’idea alle possibilità tecnologiche.

PR Lions: Break Up

La comunicazione nel banking è un campo minato, dove i passi creativi si alternano tra comunicazione lineare (apri qui il tuo conto) a fuochi d’artificio (che banca!). Sullo sfondo, un mercato percepito fisiologicamente come freddo ed impersonale. La soluzione vincente, secondo la giuria a Cannes, sta nel mezzo: antropomorfizzare al massimo le banche, a tal punto da immaginare a letto insieme… sedotte e abbandonate da NAB – National Australian Bank. Di nuovo, un hoax come tattica per attirare l’attenzione: ci spingiamo sempre più ai confini del branded entertainment per guadagnare la “volontaria sospensione dell’incredulità” da parte dell’audience. Cinque millioni di dollari di earned PR media in un solo giorno grazie alla copertura mediatica di stampo giornalistico. Il topic più discusso in Australia nel periodo, con un incremento di mention positive online del 320%. E’ dunque così, dobbiamo essere “presi in giro” per sentirci coinvolti e curiosi nei confronti di un brand? Da sottolineare la mossa geniale di permettere ai visitatori del blog di “lasciare” anch’essi la propria banca attuale.

Titanium&Integrated – Outdoor Lions: Decode Jay-Z with Bing

Chapeau alla campagna che più di ogni altra a Cannes sembra aver catturato lo spirito del nostro tempo comunicativo. Il mondo come piattaforma di gioco e di interazione, laddove gli elementi di significato si adattano al significato degli spazi di vita quotidiana o addirittura li creano se non esistono. Brillante.

Media Lions: Homeplus Subway Virtual Store

http://www.youtube.com/watch?v=nJVoYsBym88
Se Maometto non va alla montagna… la montagna porta un QR code a Maometto. La campagna non è così innovativa nelle sue componenti, a ben vedere: e-commerce, affissione, mobile. Ma è un ottimo esempio di brand butlering e di quanto quest’ultimo possa influenzare enormemente le abitudini di acquisto di un mercato.

Press Lions: Heaven and Hell

Una adv notevole sia per l’impatto visivo che quello empatico. Un’immagine tanto bella quanto affordable, nel senso che a prima vista la si comprende e la si percepisce come qualcosa di vissuto sulla propria pelle. E come se non bastasse, c’è anche il tocco persuasivo del before vs. after.

Cyber Lions: The Wilderness Downtown – Old Spice Response – Pay with a Tweet

Trittico di grand prix in una delle categorie più fluide del 2011. I primi due esempi di tecnologia narrativa, il terzo uno strumento promozionale ideato da 2 creativi R/GA per distribuire gratis i libri sui social media. Forse, quest’ultimo, è uno degli esempi più lampanti per giustificare il cambio di nome del Festival, data la mancanza dell’aggancio client-agency.

Design Lions: The Cosmopolitan Digital Experience

Lo spazio cittadino come piattaforma di incontro tra arte e tecnologia: sicuramente un approccio fresco per l’hotel marketing, specie quello estremo di Las Vegas. Media performance per un’esperienza immersiva che, di nuovo, trasforma gli esseri umani in una perenne audience “cinematografica”.

Film Lions: Write the Future

http://www.youtube.com/watch?v=dBZtHAVvslQ
Ancora una volta, in una delle categorie più seguite, emerge l’incapacità delle migliori campagne ad essere ingabbiate in una sola categoria: in questo caso, Write the Future viene definita, da W+K Amsterdam, una messaging platform. Una bella idea filmica, brillantemente eseguita e realizzata, che diventa ben presto il centro gravitazionale di conversazioni online.

Film Craft: After Hours Athlete

http://www.youtube.com/watch?v=K9uwjUKkLsQ
Un notevole esempio di copywriting che ci ricorda l’importanza delle parole nel ritagliare stili di vita: in questo caso, la più vasta schiera di atleti anonimi per i quali lo sport è un’attività secondaria. Della serie storica Avis, “we try harder“.

Creative Effectiveness Lions: Sandwich

Simile a The Megane Experiment e le attività Levi’s a Braddock, anche la campagna per le patatine Walkers prosegue nella stessa direzione: ricreare un’esperienza social-teatrale, con un vero e proprio cast di attori, che sconvolga la quotidianità: lo straordinario nell’ordinario. Ieri era un flash mob in stazione, oggi è la city domination.

Extraordinary fiction, è forse questo il filo conduttore che lega insieme le vittorie del 2011. La comunicazione si avvicina sempre di più al linguaggio finzionale tipico del cinema e lo fa per mettere in scena esperienze fugaci di rottura del quotidiano, meglio ancora se calate nei contesti urbani/local/territoriali. Esperienze viscerali, comportamentali e riflessive al contempo equilibrate e giustificate dalla presenza del brand-regista.

Virus Stuxnext, la minaccia globale è open source [VIRAL VIDEO]

Se siete abituati alle armi con grilletti ed esplosivo, dimenticatevi tutto questo. Le nuove armi di distruzione di massa sono fatte interamente di codici! E’ il caso del virus analizzato da questo video, che da giugno dello scorso anno fa tremare nazioni e regimi.
Stuxnext è un virus letale che i più grandi organismi internazionali e non stanno cercando di debellare dai PC delle multinazionali di tutto il mondo.
Questo virus ha la capacità di insinuarsi nei sistemi IT delle aziende, senza distinzione per grandezza o settore merceologico
. Tutti sono a rischio dalle grandi aziende petrolifere alle aziende che gestiscono gli aeroporti, dalle centrali nucleari alle grandi aziende leader nel settore tecnologico.
Il punto forte di questo virus è la sua “invisibilità”: finchè non viene attivato è dorminete e non viene rilevato da alcun sistema di protezione.
Possiamo chiaramente immaginare quanto possa valere sul mercato nero quello che nel video viene chiamato “Zero Day”, una sorta di “giorno del giudizio” in cui il virus verrà attivato, provocando falle immense nei sistemi di protezione dati delle grandi multinazionali e costringendole alla chiusura; con le ovvie consegueenza su tutti noi.

Ancora non si sa nulla sulle aziende già state vittime del virus: si vocifera che alcune aziende iraniane, leader del settore nucleare, abbiano misteriosamente chiuso a causa di Stuxnext. Così come si vocifera sull’origine, ancora sconosciuta, di questo virus letale: chi incolpa Israele, chi gli USA, chi le aziende del settore tecnologico.

Non si sa da chi sia stato creato, ma soprattutto non si sa chi sarà il prossimo ad utilizzarlo. Non è per nulla difficile trovate il codice del virus on line, così come modificare ed adattare il virus a proprio piacimento.
Insomma Stuxnext è la prima open source weapon e questo non ci fa stare affatto tranquilli.

Scopri i segreti del "Brand Entertainment" con il free webinar dedicato a Freaks!

Senza sosta: i #ninjawebinar continuano imperterriti uno dopo l’altro!

Ecco il prossimo appuntamento:

Giovedì 7 luglio
Ore 18

Luciano Massa, General Manager di Show Reel, inFreaks! La web series: come nasce un progetto di Brand Entertainment da 8 milioni di contatti

Scopriremo i segreti del Brand Entertainment e, in particolare, del fenomeno Freaks!, la web series che si nutre di word of mouth (o sarebbe meglio parlare di word of mouse) e che vede protagonisti gli altrettanti fenomeni di YouTube tra cui Guglielmo Scilla (willwoosh) e Claudio di Biagio (nonapritequestotubo).

In particolare, Luciano Massa si concentrerà su:

* Chi sono le YouTube Celebrity

* Il piano marketing e di comunicazione della serie

* Chi è il target e perché ha avuto successo

Una case history vincente per spiegare una strategia non-convenzionale che, sulla scia degli Stati Uniti & co., sembra stia prendendo sempre più piede in Italia, riuscendo ad accostare e a far interagire impresa e consumatore in un’ottica nuova, fresca, alternativa.

 

 

Come partecipare a questo webinar?

Il primo step è quello dell‘iscrizione che trovate a questo indirizzo: https://www3.gotomeeting.com/register/996136102

Registrandovi al webinar e fornendo tutti i dati richiesti, riceverete una mail di conferma in cui troverete un link personalizzato su cui andrete a cliccare il giorno della web-class.

N.B. Ricordate che l’iscrizione non assicura la vostra partecipazione allo stesso. Il 7 luglio dovrete infatti essere veloci e puntuali per aggiudicarvi uno dei 100 posti a disposizione per seguire la lezione di Luciano Massa. Solo i 100 più rapidi riusciranno nell’impresa!

Come sempre, il nostro consiglio è quello di collegarvi alla web-aula in anticipo. I “cancelli” verranno aperti alle 17.45 ma voi potete aspettare “in coda” da prima per essere sicuri di poterne far parte.

Se non siete tra i 100 fortunelli, non disperate: potrebbe capitare che qualcuno lasci improvvisamente l’aula. A quel punto, se perseverate, potreste prendere il suo posto e seguire – magari non tutto, ma almeno buona parte del webinar.

Al momento non è possibile rilasciare, a seguito della lezione, la registrazione o le slides della stessa.
Questo sarà possibile  in autunno, quando prenderà piede il master online firmato Ninja Academy: gli iscritti avranno infatti accesso ai materiali in differita, oltre ad avere un posto sicuro e riservato per i vari moduli/webinar.

Siete ancora lì? Che aspettate?
Iscrivetevi subito e gratuitamente al webinar in “Freaks! La web series: come nasce un progetto di Brand Entertainment da 8 milioni di contatti” a cura di Luciano Massa: giovedì 7 luglio, ore 18.

Segnate in agenda anche il prossimo appuntamento in programma:

“Open Innovation: perdi il controllo e diventa parte del flusso co-creativo”
a cura di Camillo Di Tullio aka Dr_Who: giovedì 21 luglio, ore 18.

Stay tuned e, come sempre, be as fast as Ninjas!