Al via Kultur Convivio tra cultura della rete e piacere di stare insieme

Al via Kultur Convivio: tra cultura della rete e piacere di stare insieme [EVENTO]

Al via Kultur Convivio tra cultura della rete e piacere di stare insiemeManca ormai pochissimo al Kultur Convivio, l’ottimo evento organizzato da Grafo Ventures. L’evento nasce come l’evento italiano che mira a coinvolgere la comunità imprenditoriale italiana offrendole un appuntamento fisso d’aggregazione.

Per chi non potrà partecipare c’è una bella notizia!

Sempre Grafo Ventures organizza di tanto in tanto degli incontri ad ingresso gratuito. L’iniziativa si chiama “Kultur Experience“. L’obiettivo è simile a quello del Kultur Convivio:

Vogliamo far emergere e raccontare le storie degli imprenditori che, dall’Italia, sono riusciti a creare un progetto distintivo nel campo degli Online & Digital Media.

Gli incontri si svolgono sempre a Milano e durano circa un’ora e mezza. Il prossimo appuntamento è con Vito Lomele, founder & CEO di Jobrapido.net e si svolgerà il giorno 14 Giugno 2011, 18.30 all’Halldis Gallery di Milano!

Per chi parteciperà al Kultur Convivio il programma!

Si inizia alle 12. Verosimilmente la maggior parte dei partecipanti arriverà tra le 11.45 e le 12.15.

Aperitivo e Pranzo: uno spazio libero dedicato al networking

Niente tavoli e niente posti assegnati, sarà un momento libero e ideale per fare networking con tutti i protagonisti dell’evento. Mi raccomando occhi aperti e orecchie spalancate. I migliori incontri si fanno davanti a dell’ottimo cibo. A quanto pare il pranzo è stato preparato con la massima cura per accontentare anche gli ospiti più esigenti. Qui sotto qualche dettaglio:

Il menu è a cura dell’Osteria del Treno (ristorante SlowFood).
Si parte con un aperitivo a base di cocktail tipici della tradizione milanese (es. Rabarbaro Zucca, Campari, ecc. – ci sono anche bevande analcoliche) e poi si prosegue con le altre portate.
Ci abbiamo messo molta cura e si dovrebbe proprio mangiare bene!

Quanti e chi sono i partecipanti del Kultur Convivio

Ci saranno in totale 130 partecipanti. Oltre ai nomi presenti sul sito, ci sono altre 50 persone circa, tra imprenditori, investitori, manager e giornalisti del settore. Probabilmente incontrerete persone che conoscete già almeno di nome, ma avere l’occasione per approfondire la conoscenza è impagabile! I responsabili del Kultur Convivio saranno a disposizione per facilitare le relazioni e per non far sentire nessuno come un pesce fuor d’acqua.

Le Tavole rotonde: Il momento “strutturato”

Si inizia verso le 14.15. Le tavole rotonde partiranno tutte in contemporanea e si svolgeranno in parallelo. Consiglio a chi ci sarà di arrivare preparati e scegliere già da casa a quale interessa partecipare. Ogni tavola rotonda avrà una quindicina di persone in totale, tra moderatore, relatori e un piccolo gruppo di spettatori e avrà una durata di circa due ore! Non immaginatevi una cosa undirezionale perchè sarà tutto molto interattivo e divertente!

La discussione si svolgerà come un confronto informale tra i partecipanti, che bene o male operano tutti in un medesimo contesto (anche se da prospettive differenti).

Sul sito internet dell’evento trovi maggiori informazioni sul formato nella sezione “Programma Dettagliato”.

Luogo di svolgimento del Kultur Convivio

L’evento si svolgerà in una sala Liberty di fine ‘800 che si trova in via San Gregorio 46 (tra Repubblica e Stazione Centrale, una traversa di via Vittor Pisani). E’ consigliato di venire con i mezzi. Sia che si venga in treno, che in metro, tram, taxi, è molto comodo.

Per chi decidesse di venire In macchina quasi sicuramente troverà parcheggio in uno degli autosilo presenti in zona (un paio sono proprio nelle vie adiacenti, a meno di 100m dal posto).

Twitter ora fotografa il mondo [VIDEO]

Una foto vale più di mille parole, un hashtag vale più di mille immagini: una buona ricerca può portarti ovunque.

Potremmo considerarla la nuova filosofia di Twitter, che recentemente ha aggiunto la possibilità di visualizzare foto e video tra i risultati delle ricerche. Basta un click, e voilà, il mondo vi si aprirà davanti!
E lo stesso team di Twitter annuncia che presto potremo allegare foto e video direttamente ai nostri tweet. Sembra proprio che la rincorsa al primato di social network più diffuso (ora appartenente a Facebook) sia partita…
Staremo a vedere, ma certamente questa novità rimane davvero gradita a tutti i Twitteri, che ora potranno raccontare il loro piccolo pezzo di mondo anche tramite foto e video.

Peugeot 408: prova il mini airbag su carta!

Quale modo migliore per dimostrare la sicurezza della propria auto se non quello di far testare, anzi “tastare”, la funzionalità dell’airbag?

È l’ultima idea nata in casa Peugeot. Per mettere in evidenza la sicurezza della nuova Peugeot 408, dotata di 6 airbag e 8 punti di protezione, l’agenzia Loducca di San Paolo ha ideato un innovativo annuncio stampa.

Riprodotto in 2 pagine di giornale, il cruscotto dell’auto, se colpito nel punto giusto, farà esplodere un piccolo airbag che offre la garanzia di assorbire qualunque impatto. Notevole, allo stesso modo, è stato l’impatto che la notizia ha generato grazie al video virale che sta facendo il giro del web.

Come coinvolgere gli utenti nelle campagne di social media marketing [HOW TO]

Il crowdsourcing, tecnica di problem solving che affida lo svolgimento di compiti a utenti volontari reclutati tramite una open call sul web, viene ormai integrato nelle strategie di marketing di un numero sempre maggiore di brand.

Alcune esperienze recenti hanno contribuito a mettere in luce le potenzialità di questo modello di business, capace di coinvolgere gli utenti (e supportare le aziende) nella creazione di nuovi contenuti e prodotti, di rinforzare la brand awareness e il customer engagement.

L’utilizzo particolarmente originale ed efficace di questa tecnica da parte di cinque diversi brand ci permette di stilare una lista di cinque obiettivi che l’avvio di iniziative di crowdsourcing può contribuire a realizzare.

Rinforzare i valori del brand: la Ben & Jerry’s Good Ideas (di cui noi di Ninja Marketing vi abbiamo già parlato), è un ottimo esempio di strategia a supporto dell’universo valoriale ed identitario del brand. La chiamata a raccolta per chiunque (associazione, cooperativa sociale, fondazione, ONG, Onlus o start-up) abbia delle buone idee che contribuiscano o abbiano l’obiettivo di migliorare la vita delle persone, degli animali, insomma rendere il mondo un posto migliore, e per le quali Ben & Jerry’s mette a disposizione un budget complessivo di € 50.000 (da suddividere tra le 25 “good ideas” più meritevoli, scelte dagli utenti attraverso una “like application” presente sul sito e sulla pagina Facebook), è coerente con la filosofia di un brand (nato nel Vermont nel 1978) da sempre impegnato a coniugare una forte consapevolezza locale con una forza di volontà globale.

Progettare nuovi prodotti: è stato questo l’obiettivo della campagna Fiat Mio. A car to call your own, che è riuscita a coinvolgere ben 17000 utenti nella progettazione del design della nuova automobile e che è valsa a Fiat e all’AgênciaClick Isobar il premio Best Use of Social Media Platform ai Bees Awards 2011. Gli utenti hanno potuto dare suggerimenti, commentare e fare osservazioni riguardo ogni aspetto del processo di realizzazione del veicolo, dal numero di posti per i passeggeri all’integrazione di touch screen e comandi vocali.
La catena di distribuzione Waitrose ha invece lanciato ad agosto 2010 una campagna che ha raccolto le ricette di centinaia di suoi clienti (esclusivamente membri del MyWaitrose Club) per creare il suo primo prodotto completamente crowd-sourced, un dolce chiamato Seriously Chocolatey Rose-Infused Chocolate Ganache, alla cui creatrice è stato assegnato un premio di £1,000 (oltre alla soddisfazione di vedere il suo dessert in vendita sugli scaffali degli store Waitrose, promosso su Facebook e sui customer magazine Waitrose).

Creare nuovi contenuti: il progetto Behind the Mask della Sony cavalca l’onda del mito di Michael Jackson e lancia un contest dedicato a cantanti, ballerini, musicisti o semplici fan della pop star per creare un mash-up video che accompagnerà la traccia Behind the Mask, presente nell’album postumo di Jacko.

Aumentare il customer engagement: la National Trust, l’associazione inglese per la difesa dei patrimoni culturali e naturali, si ispira a Farmville e con il progetto MyFarm coinvolge 10000 contadini nella gestione della Wimpole Estate. Tramite il sito dedicato, si può partecipare alle discussioni e contribuire alle decisioni relative alla conduzione della tenuta.

Rinnovare l’immagine del brand: i contest per il re-design dei loghi aziendali sono ormai piuttosto comuni. Tra le aziende che recentemente hanno utilizzato questo espediente c’è il magazine Esquire, che ha affidato la creazione del suo nuovo logo alla community di graphic designer 99Design.
La Deutsche Boerse e la New York Stock Exchange hanno invece lanciato una iniziativa di crowdsourcing che coinvolge i loro 6000 dipendenti: a loro è stata infatti rivolta una “call for ideas” per stabilire il nome da assegnare all’istituzione nata dalla fusione tra le piazze finanziarie.
Iniziative di questo genere possono comportare però dei rischi (l’incertezza della qualità dei risultati, se non si lavora con dei professionisti) e possono anche attirare delle critiche, legate all’utilizzo di collaboratori non pagati, come è accaduto ad Adobe quando ha lanciato la campagna Adobe Creative Juices.

Il crowdsourcing dunque, se ben utilizzato e integrato nella complessiva strategia di marketing aziendale, riesce a far leva efficacemente sull’intelligenza collettiva delle comunità virtuali. Per concludere vi segnaliamo ancora quattro progetti interessanti, forse non estremamente recenti, ma che si sono distinti per la loro originalità.

Toyota Ideas for Good: Toyota ha chiesto alla comunità di utenti di suggerire degli utilizzi alternativi e possibili di un impatto positivo sull’ambiente per cinque sue tecnologie. Oltre 9000 sono state le idee proposte, mentre la campagna è stata menzionata oltre 220000 volte su numerosissimi siti web e blog.

Pepsi Refresh Project: un progetto, a metà tra crowdsourcing e cause marketing, che premia (e finanzia) le idee migliori proposte dagli utenti in grado di cambiare il mondo. Noi di Ninja Marketing l’abbiamo inserito nella Top 10 dei marketing moment 2010.

Mob the Rainbow: una campagna su Facebook lanciata da Skittles, la nota marca di caramelle, che è riuscita a coinvolgere i sostenitori del brand in divertenti e originali (a volte benefici) eventi offline di volta in volta votati e scelti dagli utenti.

Aviva Community Fund: l’iniziativa, portata avanti dalla divisione canadese della compagnia d’assicurazioni, chiede ai clienti di scegliere quali progetti, nell’ambito della loro comunità di riferimento, devono essere finanziati da Aviva.

Ad accomunare queste campagne è dunque un utilizzo innovativo dei social media marketing tool: la brand awareness, il customer engagement e il valore del brand possono essere accresciuti tramite il coinvolgimento degli utenti in progetti capaci di un vero e proprio impatto sociale.

Startup e importanza del beta test. Il caso Gran Tennis [INTERVISTA]

Oggi abbiamo il piacere di avere con noi Romain Verrecchia fondatore di Gran Tennis.
Ciao Romain e benvenuto su Ninja Marketing, puoi descriverci in breve le tappe fondamentali della tua startup, quando nasce, con chi e come si sviluppa?

Gran Tennis nasce in realtà da un altro progetto differente partito nel 2006 e abbandonato nel 2008 per i troppi impegni esterni dei membri del team e per l’aumento della concorrenza con prodotti molto simili. Nel 2011 decido di recuperare gran parte del lavoro fatto sul prototipo per trasformarlo in qualcos’altro dove la concorrenza è per il momento assente o scarsa. Dopo tante analisi e valutazioni decido di creare Gran Tennis. Chiedo il permesso alla persona che aveva scritto il codice del vecchio progetto con me di riutilizzarlo come base di partenza e mi metto d’accordo con mio fratello Matteo che è un ottimo art-director. A completare il team c’è Monica, che curerà la parte amministrativa. A breve forse entrerà uno sviluppatore, ma siamo ancora in trattativa.

In base a quali criteri sceglierete lo sviluppatore?
Sicuramente fiducia e professionalità, difatti la persona con la quale sono in contatto è prima di tutto qualcuno di cui mi fido al 100% e che so molto preparato.

Presentaci la tua startup, che tipo di bisogno intende soddisfare Gran Tennis?
Il bisogno dei giocatori di Tennis di giocare a tennis ovviamente! Siccome non è sempre facile trovare persone con chi giocare, Gran Tennis aiuta a trovare il partner, ad individuare il campo nel quartiere ed a fissare luogo, data e ora dell’incontro. Essendo uno “sport social network” l’utente avrà la possibilità di tracciare le sue partite e risultati e di crearsi un gruppo di “amici” con chi giocare regolarmente e condividere la sua vita sportiva.

Che tipo di tecnologia adopera Gran Tennis?
Gran Tennis è una classica web app sviluppata su piattaforma LAMP con un framework scritto da Gianluca Giusti (la persona che ha scritto buon parte del codice del vecchio progetto su cui si basa Gran Tennis).

Quali features state sviluppando?
Migliorare la user-experience, il profilo dell’utente con tutto una parte dedicata alle statistiche dei giocatori, la localizzazione in altre 2 lingue e poi piu avanti ci sarà una feature legata al business model, insomma quella che dovrà farci mangiare… 😉

Quanto è importante il beta test per lo sviluppo di Gran Tennis?
Ritengo che il beta testing per noi è fondamentale per vari motivi, prima di tutto per testare effettivamente la piattaforma e magari farci consigliare sui veri bisogni degli utilizzatori e poi Gran Tennis essendo un prodotto che ha le sue basi su una comunità di utenti è meglio iniziare a costruirla il prima possibile, anche con un prodotto non terminato.

In base a quali fattori scegli i partecipanti al beta test? In che modo ne stimoli il coinvolgimento? Chi è il beta tester perfetto?
Abbiamo cominciato dagli amici perché ci sembrava la cosa più ovvia, poi dal gruppo ISS per avere utenti avanzati e connessi nel mondo “startup”. Il prossimo step saranno gli iscritti ad alcuni circoli di Tennis e i lettori di ninja marketing? (forza ninja aiutiamo Romain, ndr) Come stimolo penso che è sufficiente l’attrazione della novità e dell’esclusività. Ad ogni modo il beta tester perfetto è un tennista che vive in una grande città con tendenze geek.

Quanto tempo durerà il beta test e quando un beta test può considerarsi concluso?
Durerà tutto il tempo necessario per sviluppare un prodotto ritenuto affidabile, accattivante e che soddisfa i bisogni dell’utente.

Che importanza attribuisci al marketing? Quali tecniche metterai in piedi una volta lanciata la versione definitiva della piattaforma?
Il marketing come per qualsiasi progetto web sarà indispensabile, per adesso abbiamo pianificato una campagna basata sui social network e in parallelo la presenza fisica sui campi da tennis, piu tardi se avremo fondi, si potrà pensare a qualcosa di piu “impegnativo”. Le idee per spendere ci sono… 😉

Che rapporti avete con i Venture Capital? Avete mai pensato di rivolgervi ad un VC per ottenere finanziamenti?
Attualmente nessuno, vogliamo prima avere un ottimo prodotto e soprattutto una buona traction per partire da un gradino più alto in eventuali trattative.

Grazie Romain, a nome mio e della comunità dei Ninja!

Volete aiutare Romain nello sviluppo della sua startup? Fate richiesta per avere un invito all’indirizzo invito@grantennis.com.

COMMON di Alex Bogusky: il brand diventa community

Alex Bogusky ha lavorato alla costruzione di brand per tutta la vita. E’ uno dei grandi nomi dell’advertising mondiale, fondatore di Crispin Porter + Bogusky. Una vita di successi ai vertici delle agenzie creative più importanti al mondo. Ad un tratto, circa due anni fa, ha capito che il mondo del marketing non era più lo stesso. E non un semplice cambiamento: una rivoluzione.

La condivisione delle idee aveva cominciato a plasmare una nuova concezione della comunicazione e del mercato: il valore delle community, gli ideali di apertura e trasparenza, l’attenzione per le tematiche ambientali stavano diventando fattori centrali della conversazione globale. Bogusky capisce in un attimo che sono innanzitutto le aziende a dover recepire questi segnali. Che bisogna applicare quegli identici valori alla gestione stessa dei brand: democrazia, fiducia, condivisione. E che l’unico modo per assegnare un reale value ai marchi è aprirne la gestione direttamente ai consumatori, puntando su un business collaborativo piuttosto che sul classico modello competitivo. Che cosa? I consumatori che si fanno il marketing da soli?
E l’avevamo scritto che era una rivoluzione.

Bogusky la chiama proprio FearLess Revolution. Come a dire: tranquilli, e lasciate che gli altri vengano a voi. Dopodiché riunisce un paio di amici (Rob Schuham della Action Marketing Group e John Bielenberg della Project M) e con sua moglie Anna comincia lavorare ad un’idea diversa di agenzia, ad un accordo speciale tra business e utenti, ad una visione rivoluzionaria che colleghi in un unico brand, media, innovazione e community.

http://www.youtube.com/watch?v=T8snJEBHiPc&feature=player_embedded

E’ così che nasce COMMON: il primo brand interamente open-source. “Community designed, community owned e community directed”, recita il manifesto ufficiale. Praticamente un network vivente, fatto di voci e persone, senza gerarchie nè organigrammi, in cui vengono proposti non solo modelli commerciali innovativi, ma anche creatività e competenze per la risoluzione di problemi sociali complessi. Alcuni delle intuizioni nate all’interno del gruppo sono già stata sperimentate e approvate e stanno contribuendo ad alimentare nuovi business e a ispirare ulteriori proposte. Un brand di tutti, aperto a tutti, che vive delle idee di tutti.

“Le persone percepiscono i grandi cambiamenti in corso. E desiderano esserne coinvolte. Bisogna fare in modo che partecipare sia facile per tutti, e in un modo sostanziale e diretto. Alla base di COMMON c’è l’idea che una comunità di persone possa, insieme ad una squadra di esperti, modellare un nuovo tipo di capitalismo.”

spiega Bogusky. Forse sono gli hippy del nuovo millennio. E potrebbero cambiare il mondo.

Il gatto ed il gioco delle tre carte [VIRAL VIDEO]

Chi ha detto che il miglior amico dell’uomo è il cane si è sbagliato di grosso. Ultimamente in rete stanno fioccando una gran quantità di video che hanno per protagonisti i gatti. In questo video virale Frida, un abile felino berlinese, partecipa al gioco delle tre carta con il suo padrone. Certo al posto delle carte ci sono dei gusci di noci ma l’effetto sorpresa è assicurato quando il gatto riesce ad indovinare sotto che guscio si nasconde la pallina.

Il felino ha già partecipato a diversi talk show negli Usa e sembra che la sua fama non accenni ad arrestarsi.
Grazie alla segnalazione di Valentina Versari anche noi possiamo goderci lo spettacolo!

Trovato qui.

Partecipa anche tu al Ninja free webinar in "Viral Marketing"!

Ninjetti, con l’estate alle porte, ecco alcune news scottanti in arrivo per voi! 😎

Non state più nella pelle? Siete stati sommersi da un’ondata di insistente curiosità? E allora tenetevi forte perché siamo sicuri che rimarrete soddisfatti!

In attesa della super novità che prenderà piede a partire da settembre 2011 (non vi vogliamo svelare granché, vi diciamo solo che si tratta di un percorso di studi online firmato Ninja Academy), a breve, anzi brevissimo, daremo inizio a un ciclo di free webinar sui principali stili di marketing non-convenzionale. Gli interventi saranno tenuti da esperti del settore che, per un’oretta e mezza, ci accompagneranno screen-to-screen tra i meandri della conoscenza.

Le istruzioni sono semplici: basterà connettervi al link che vi verrà specificato sotto, effettuare la registrazione e, il giorno del webinar, accedere e assorbire come spugne tutte le informazioni, le curiosità e i consigli che il Master Ninja in questione vorrà sottoporvi.

Iniziamo quindi con il primo free webinar della stagione che sarà “Viral Marketing: come progettare una campagna di marketing virale”. Il webinar sarà presentato da sir Mirko Pallera, fondatore di Ninja Marketing nonché Strategic Creative Director dei Ninja.

Mirko ci spiegherà le variabili necessarie alla progettazione di una campagna virale e le linee guida pratiche per la sua realizzazione e diffusione, con un immancabile excursus sui fenomeni virali, carpendo i loro segreti e ciò che li accomuna.

Ricapitolando:

Free Webinar!

Viral Marketing: come progettare una campagna di marketing virale

con Mirko Pallera

Lunedì 13 giugno, ore 18.30

Come fare per registrarvi?

Cliccando QUI vi si aprirà il form di iscrizione, da compilare in tutte le sue parti.

Ricordate che i posti disponibili sono solo 100: chi prima arriva meglio alloggia!

E’ possibile che, anche se vi siete registrati, il giorno del webinar non riuscirete ad entrare perché l’aula sarà già piena.

Siate quindi sicuri di arrivare in anticipo, la “waiting room” sarà aperta a partire dalle ore 18.

Sarà nostro compito approvare le prime 200 iscrizioni, ma, ripeto, siate sicuri di arrivare in anticipo per essere tra i “fortunati 100”! Quindi, il consiglio è: be as fast as Ninjas!

Una volta registrati, vi arriverà una mail di conferma con tutte le indicazioni.

Vi ricordo che, durante l’intervento della durata di 1 ora e mezza, potrete interagire formulando le vostre domande o “alzando la mano” per prendere la parola.

Ciò che visualizzerete saranno le slide di presentazione del relatore in questione, accompagnate ovviamente dalla sua spiegazione.

Se siete arrivati fin qui e non avete ancora cliccato per registrarvi al nostro primo free webinar, siete ancora in tempo: ricordate che è completamente gratuito! Abbiamo cercato di programmarlo nel tardo pomeriggio per venire incontro ai vostri impegni lavorativi.

Potete anche organizzare un happy hour collettivo a nostra insaputa (perché tanto mica vi vediamo, furbetti!) e intanto seguirci ugualmente. Occhio che se fate i cattivi possiamo bannarvi 😛

Vi aspettiamo al “primo appuntamento” :mrgreen:

Lunedì 13 giugno, ore 18.30, per essere virali… che più virali non si può!

Per registrarvi: https://www3.gotomeeting.com/register/975203598

E se quella sera siete già impegnati, nessun problema: in arrivo una valanga di free webinar solo per i Ninjetti con il clic più veloce! Restate sintonizzati!

Coming Soon:

Lunedì 20 giugno: Alessio Carciofi in

“Social Media e Turismo: come avviare una conversazione con il territorio”

Lunedì 27 giugno: Gianluca Lisi e Gianni Miraglia in

Come ho incontrato gli archetipi e il loro impatto sul mio Branding”

Lunedì 4 luglio: Morena Ragone in

“Internet e Social Media: i diritti dell’era digitale”

E ancora, free webinar su: Personal Branding, Brand Entertainment, Open Innovation e chi più ne ha più ne metta!

😉

Insomma, che aspettate? Non ditemi che siete ancora lì con gli occhi spalancati davanti allo schermo: approfittate di questa super esclusiva firmata Ninja Academy.. and Be Ninja!

GeoMarketing e Mobile: Analisi dei Geo Dati di Nike Plus [CASE STUDY]

L’Hacking Dati Nike+ è un esempio pratico di come i dati che generiamo con le nostre apps e con i nostri device mobile siano preziosi per chi li produce ma anche per altri attori in gioco.

L’importanza del GeoMarketing: le opportunità del Mobile

Da sempre le imprese come la Nike commissionano a aziende e istituti di ricerca per conoscere meglio i propri utenti, ma queste attività sono attività discontinue come tutte le analisi statistiche, una “Foto” scattata nello scorrere del tempo. Non è un segreto che MasterCard e Visa facciano dei grandi fatturati vendendo le informazioni di chi compra cosa dove e quando. Ora con il Mobile le imprese grandi come la Nike, ma anche molto più piccole, posso accedere a dei veri e propri “Film” in tempo reale. Come è mostrato nel lavoro fatto dal designer  Nicholas Felton che ha hackerato i dati di Nike+ Data e li ha mostrati ad una classe di studenti del Master in Interaction Design della School of Visual Arts di New York.

Ecco perché e come le imprese (private e pubbliche) devono investire nel settore del mobile, per creare un feeling diretto con i propri prouser! Da questi grafici e da questi filmati è possibile notare in prima battuta le informazioni sulla viabilità pedonale di chi fa sport, in particolare jogging, ma con un’analisi di geomarketing c’è da notare ben altro!

Facciamo un’Analisi GeoMarketing (ipotetica) con i Dati di Nike+

Considerato che questi dati corrispondo a un target ben preciso Nike’s Man-Woman, gli stessi possono essere utili ad esempio al municipio di Manhattan che potrebbe usarli per programmare i cicli di pulizia del parco e/o aumentare o diminuire l’apertura e la chiusura delle fontanine dell’acqua. Stessi dati, altro utilizzo per quanto riguarda i privati che ad esempio vendono bottigliette (se non vogliamo considerare direttamente imprese come Gatorade o Enegizer) di energizzanti o lattine (Coca-Cola o Pepsi, per fare due nomi) e che possono vedere quali sono gli incroci più frequentati di un parco per vendere i prodotti o pianificare a che ora fare eventuali comunicazioni e/o promozioni di nuovi prodotti su un target ben selezionato.

Per non parlare di quel che può accadere se informazioni come queste cadessero nelle mani sbagliate: pensate a quanto potrebbe essere utile per una banda di criminali conoscere gli orari in cui un parco è più o meno frequentato, dove e quando c’è maggiore affluenza di gente. Sarebbe più facile organizzare una rapina e meditare una facile fuga tra i passanti.

Nella società della conoscenza i dati hanno sempre più valore! Speriamo che riescano a mettersi di pari passo sia i soggetti che hanno interessi privati sia le realtà che hanno scopi sociali.

 

Posta da cui è Nata l’esigenza di questa Riflesione Nicholas Feltons Hack Nike Data