Hai il positive power? Scoprilo con Citroen & il Trio Medusa


“Tre uomini audaci. Una donna, una vera cacciatrice. Loro cercano lei, ma lei sta cercando te”. Questa non è la trama di un film hollywoodiano, ma la promo della nuova Positive Power Tv.

Un po’ di sano ottimismo, con l’aria che tira, non fa mai male! E per promuovere la sua C4, Citroen ha pensato bene di puntare sul positive power interattivo. Testimonial d’eccezione il Trio Medusa, affiancato per l’occasione dalla sensuale (quanto poco utile) cool hunter Valeria. Riusciranno i nostri eroi a scovare un vero Esperto Citroen?

E se proprio siete curiosi di scoprire quali domande Valeria ha in serbo per voi, dovrete solo armarvi di webcam e cliccare sul sito ufficiale della campagna. Il premio? Un’ospitata speciale nella trasmissione del Trio Medusa!
Positive Power Tv è un altro tassello dell’intensa attività promozionale della casa automobilistica francese. Sviluppata con coerenza, ironia (vedi anche la promo della nuova DS4) e con grande attenzione alla community. Pollice su per Citroen.

Dealcollector.it - il più grande aggregatore dei deal.

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Acquistare online risparmiando, ecco a voi Dealcollector!

Esploso in tutto il mondo nella seconda metà del 2010, il fenomeno Groupon e in generale dei gruppi di acquisto online si sta affermando anche in Italia.

Per chi non li conoscesse, questi portali aggregano gruppi di persone interessate all’acquisto di uno stesso prodotto, permettondo loro di comprare beni e servizi nel settore della ristorazione, benessere, turismo o eventi con sconti che vanno dal 50 % all’80%, il tutto con offerte promozionali locali e limitate nel tempo. Insomma un’ottima occasione per togliersi qualche sfizio, risparmiando! 😎
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Ninja Marketing intervista John Grant, e le domande puoi farle tu!

Lo sapevate che il 24 Maggio la Ninja Academy e Lifegate porteranno in Italia nientepopòdimeno che John Grant, guru internazionale del Green Marketing ed autore di vari best seller, tra cui il Green Marketing Manifesto?

E lo sapevate che sono ancora aperte le iscrizioni al corso? Potete registrarvi direttamente da QUI! Oltre a John Grant, ci saranno Adam Arvidsson della Copenaghen Business School e Marco Roveda di Lifegate, insieme ai nostri Maestri Ninja Alex Giordano e Mirko Pallera.

Se invece non volete/potete iscrivervi perchè siete impegnati, vi vergognate, siete timidi o semplicemente preferite restare comodi davanti al vostro computer, potrete sempre seguire i concetti salienti del corso tramite Twitter e Facebook, ma non solo… durante la giornata di corso il signor Grant ci concederà un’intervista, e noi vogliamo offrirvi un’occasione irripetibile: le domande potrete farle voi stessi. Sì, avete letto bene!

Vi spiego meglio: l’intervista sarà realizzata fisicamente da uno di noi, ma praticamente da tutti. Verranno selezionate le migliori domande provenienti direttamente dalla rete, e quindi anche da voi, in pieno spirito di crowdsourcing (anche perchè alla base del Green Marketing ci sono collaborazione e partecipazione). Il tutto sarà filmato e reso poi disponibile online, con i dovuti ringraziamenti agli autori delle domande.

Non vi stuzzica l’idea? Su, fatevi avanti, stiamo parlando di John Grant, quando vi ricapita? Potete scrivere le vostre domande commentando questo articolo, vi aspettiamo!

StarPlayer: Heineken lancia un gioco social TV tra apps e social networks

Starplayer, creato dall’agenzia AKQA e lanciato alla fine di aprile, permette ai fan di giocare su mobile o desktop per anticipare il risultato delle partite e degli eventi sportivi della competizione mentre stanno accadendo sul terreno.

Il gioco interattivo è attivo durante le dirette delle partite su iPhone, iPod e Facebook. L’applicazione è molto complessa e fa parte di un marketing mix disegnato per creare interesse intorno alla rinnovata sponsorship di Heineken per la Uefa Champions League.

Gli utenti infatti possono interagire sia rispondendo a delle domande specifiche che vengono poste durante lo svolgimento del match, sia giocando in real time, ad esempio, cercando di indovinare se e come un calcio di punizione verrà trasformato  in rete. In pratica, il giocatore segna punti predicendo correttamente il risultato di diversi eventi -come calci d’angolo e di punizione. Ogni giocatore ha anche 8 possibilità di predire un gol – che deve essere segnato in diretta non più di 30 secondi dopo la predizione, e più in anticipo viene predetto più punti frutterà.

Facebook era già stato recentemente teatro di altre applicazioni di social gaming a tema calcistico. Scoreboard, ad esmpio, trasformava il social network in un canale d’intrattenimento interattivo e gioco per i suoi fan.

StarPlayer resta tuttavia molto originale perché unisce il potenziale del gaming su mobile e su Facebook, alle dinamiche della social Tv e del consumo multischermo e cerca di associare gli effetti positivi di questo mix esplosivo al brand Heineken all’interno di una sponsorship.

Un’operazione senz’altro complessa della quale siamo ansiosi di scoprire i risultati.

The Jackal: il nuovo successo virale Mission Facebook [VIRAL VIDEO]

“La regola numero uno di ogni bravo utente di internet è: NON lasciare MAI incustodito il proprio profilo FACEBOOK”.

Così recita la didascalia scritta dai The Jackal e come dargli torto, guardando l’esilarante video, diventato un successo Viral in pochissimo tempo, non si può far a meno di tremare all’idea che qualcuno smanetti con il nostro profilo personale.
Come sempre un modo ironico di raccontare l’attualità che The Jackal ha fatto suo cavallo di battaglia.

Li avevamo intervistati per voi nell’articolo La formula della viralità dei The Jackal: il Viral DNA dei loro video [INTERVISTA] dandovi oltre ad una loro intervista in esclusiva anche l’interpretazione che il gruppo di videomaking indipendente da del Viral DNA dei loro video:

“noi stessi formuliamo diverse ipotesi per prevedere quanto una nuova idea possa essere virale o meno […] Con il tempo abbiamo ovviamente avuto modo di fissare certi presupposti precisi […]se il tema di fondo è condiviso fra molte persone il video sarà certamente più virale; se l’argomento trattato riguarda un argomento di attualità, probabilmente il video sarà in grado di scatenare un dibattito aumentando l’attenzione sul video […] l’attualità è alla base di molti dei nostri lavori […]Quello che ne risulta è quella che chiamiamo formula thejackal: scene di vita quotidiana raccontante attraverso le esagerazioni epiche dei film di hollywood”

Non è la prima volta che The Jackal si è occupato di Facebook; già nel 2009 avevano realizzato Lasciarsi su Facebook un video che fa il verso ai cantanti neomelodici napoletani attraverso la voce di Manuele D’Amore “il neomelodico con più fard della storia di Napoli ha già taggato il cuore a mezza Italia”.
A corriere.it avevano dichiarato:

“Non tutti hanno capito che si trattava di un fake. Alcune tv locali ci hanno chiesto di far partecipare Manuele alle loro trasmissioni, ma non sappiamo ancora bene come muoverci in merito”

Ma il successo dei The Jackal arriva da più lontano.
Io sono molto Leggenda ha ottenuto una menzione speciale al Festival del Cinema di Napoli 2008 ed è stato selezionato come finalista al PREMIO MASSIMO TROISI dello stesso anno.
“Mi chiamo Ruzzo Simone, sono l’ultimo uomo sopravvissuto all’emergenza rifiuti.” una visione agrodolce dell’emergenza rifiuti in Campania

Ai The Jackal tutti i nostri più sentiti complimenti, aspettiamo con ansia il prossimo Video Virale!

Facebook Developer: le ultime novità dal blog degli sviluppatori

Tramite l’ormai famosissimo Developer Blog, il team di programmatori di Facebook ha annunciato ulteriori novità a disposizione di utenti e sviluppatori molto interessanti:

Iscrizione ai commenti

Da oggi è possibile ricevere gli aggiornamenti relativi ad un particolare commento presente nel Box di Facebook collegato al nostro blog. La nuova funzione ci consente di iscriverci ad ogni singolo commento d’interesse inserito nel Social Plugin, scegliendo quindi come e quando seguire una particolare discussione. Ovviamente, è possibile cliccare in ogni momento il tasto “unsubscribe” per interrompere la ricezione degli aggiornamenti.


Like Story Feedback

E’ stata introdotta la “Like Story Feedback”, un vero e proprio elettrocardiogramma che monitora i “like” e i commenti del sito web al quale sono collegati i Social Plugin di Facebook. Quest’intervento si colloca nella politica di ampliamento degli strumenti di monitoraggio messi a disposizione degli utilizzatori dei Social Plugin di Facebook, da tempo condotta dagli sviluppatori di Palo Alto.

Maggior controllo delle attività del “Send Button”

Introdotto da meno di un mese, il “Send Button” è un Social Plugin ancora poco utilizzato, ma sul quale evidentemente gli sviluppatori di Facebook puntano molto. Infatti la sua crescita e la cura che gli viene riservata non hanno soluzione di continuità, esattamente come accaduto nell’ultimo anno per suo fratello maggiore, il “Like Button”. Adesso, grazie alle Graph Api (clicca qui se vuoi saperne di più), sarà possibile “interrogare” il proprio “Send Button” per verificarne l’effettivo gradimento da parte degli utenti nel sito nel quale è integrato.

Operation Developer Love

Le attività legate ai Social Plugin appena viste dimostrano la chiara intenzione, da parte dei vertici di Palo Alto, di riscrivere quelli che sono gli schemi con i quali noi oggi intendiamo la “rete”: non più una fitta ragnatela di pagine, ma una serie di connessioni tra persone, news, foto e contenuti di ogni genere. Il tutto, in una bella tonalità di blu.

Per raggiungere quest’ambizioso obiettivo è necessario, però, che gli sviluppatori possano utilizzare pienamente e con profonda consapevolezza tutti gli strumenti che hanno a disposizione. In quest’ottica, l’Operation Developer Love è un vero e proprio credo, che accompagna ad un’intensa attività di ricerca una certosina attività di documentazione, testing ed analisi, in un’ottica molto chiara: la totale integrazione di ogni contenuto web verso l’esperienza “Social” di Facebook (infatti, è proprio nell’Operation Developer Love che si colloca, ad esempio, la nuova funzione del “Like Button” come strumento di condivisione).

In questo clima tanto ambizioso, non stupisce la voglia da parte di Zuckerberg di “accentrare” attorno al suo prodotto non più solo la semplice esperienza “Sociale”, ma l’intera esperienza web. Da qui, ad esempio, l’introduzione degli “iframe” come nuova tecnologia di sviluppo delle Fan Page, oppure la necessità di autenticare il proprio account per creare nuove applicazioni (e di conseguenza le nuove Pagine Fan). Autenticazione che passa attraverso una sola strada: l’inserimento del numero di cellulare e dei dati della carta di credito, casualmente gli stessi dati indispensabili per gestire gli ormai famosi Facebook Deals.

Il tutto, si può ipotizzare, è una strategia per far convergere due aspetti che, seppure oggi ancora diversi e divisi, sembrano quasi destinati ad unirsi: social network e acquisti on-line. Appare quasi scontato che dovranno fondersi, dando vita ad un “Social Commerce” molto redditizio per chi saprà capirlo, ma soprattutto realizzarlo senza “invadere” l’utente e i suoi tempi, muovendosi in silenzio verso questa direzione. Quello che sembra proprio stia facendo Facebook in questi mesi di grande fermento.

Detto, fatto!

GTD è l’acronimo di “Getting Things Done”, il programma di David Allen. Il metodo con cui l’esperto di produttività personale insegna in questa guida a organizzare e gestire le giornate. L’autore dimostra che è possibile affrontare tutti gli impegni senza ansia. Il punto di partenza è semplice: la produttività è direttamente proporzionale alla capacità di sapersi rilassare, perché solo con una mente sgombra i pensieri possono essere sistematici e la creatività può generare risultati.

Autore: David Allen, D. Fasic (Traduttore), A. Mazza (Traduttore)
Brossura: 270 pagine
Editore: Sperling & Kupfer (16 maggio 2006)
Collana: Target
Lingua: Italiano
ISBN-10: 882004109X
ISBN-13: 978-8820041090
Peso di spedizione: 259 g

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Dati sull'utilizzo di Internet: la ricerca Audiweb [REPORT]

Audiweb ha pubblicato i risultati della Ricerca di Base sulla diffusione dell’online in Italia e i dati di audience del mese di marzo 2011.
Il report trimestrale è basato su 10.000 interviste a un campione rappresentativo della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni.

Rispetto a marzo dello scorso anno, l’incremento percentuale delle famiglie con accesso da almeno un device è pari a +10,8%, mentre quello da pc di proprietà risulta essere pari a +11,7%.
Analizzando più in dettaglio il profilo sociodemografico degli utenti attivi nel giorno medio, emerge che il 51,6% possiede un diploma superiore o tecnico e il 18,7% è laureato.

Il profilo professionale di chi dichiara di avere un accesso a internet da almeno uno dei luoghi considerati, attraverso pc o
mobile, risulta abbastanza elevato, considerando che i più alti livelli di concentrazione sono tra gli imprenditori e liberi professionisti (97,8%), tra i dirigenti, quadri e docenti universitari (97,4%) e tra gli impiegati e gli insegnanti (93,8%).

Tra i non occupati, internet è soprattutto tra gli studenti universitari (99% dei casi), gli studenti di scuole medie e superiori (89,5%) e coloro che sono in cerca di prima occupazione (80,1%).

Il 12,6% di coloro che possiedono un telefono cellulare utilizzato in modo esclusivo dichiara di usarlo per navigare su Internet. Tra le attività principali: 9,4% navigare su internet, 5% inviare ricevere email, 4,9% consultare motori di ricerca e 4,6% accedere ai social network.

Più ridotte le quote legate ad altre attività come scaricare e utilizzare applicazioni, consultare itinerari/mappe, consultare il
meteo, scaricare musica da uno store/portale. Incide di più la quota di coloro che usano il telefono cellulare per attività più tradizionali (37,5%). In particolare quasi il 24% delle attività è rappresentato da inviare/ricevere mms e il 19,3% ricevere sms/mms con informazioni pubblicitarie.

Qui il comunicato stampa della pubblicazione. Per il download del report basta iscriversi al sito Audiweb.

Adotta un Ninja e mandalo a Cannes!

È stato reso noto da pochi giorni il programma della 58° edizione del Cannes Lions International Festival of Creativity e cogliamo l’occasione per lanciare una proposta a metà tra esperimento social e fund raising giornalistico:

Se sei una agenzia, una società di marketing o una azienda e vuoi avere visibilità su Ninja Marketing,

Adotta il nostro corrispondente da Cannes! Ogni giorno il post dedicato al meglio del Festival sarà realizzato in collaborazione con la tua impresa (scrivi ad info[@]ninjamarketing.it se vuoi saperne di più).

Intanto, delle oltre 55 sessioni incluse nel programma dei seminari di quest’anno, vi segnaliamo quelli che sono gli incontri da non perdere di quest’edizione:

19 Giugno

Fleishman-Hillard L’agenzia internazionale di pubbliche relazioni terrà un seminario sul Social Mobile Marketing. Durante la sessione si parlerà dell’enorme diffusione degli smartphone nei mercati attuali ma in particolare si discuterà del come integrare al meglio il mobile all’interno del proprio mix di comunicazione, della propria social media strategy e nella gestione della reputazione del brand.

20 Giugno

E’ la volta di Malcolm Gladwell, giornalista e sociologo canadese (tra i personaggi più influenti del 2005 secondo Time), che insieme alla Kraft Foods esplorerà il paradosso che si nasconde dietro l’innovazione. Si affronteranno diverse questioni quali: Qual è il collegamento tra la cultura organizzativa e la sua abilità di innovare?Esistono strutture o tipi di organizzazione più adatti all’innovazione?

21 Giugno

ore 9,30: L’ AgênciaClick Isobar & Fiat (Brazil) apriranno la giornata con un seminario in cui si discuterà della prima vera automobile realizzata in crowd-sourcing: la Fiat Mio.

ore 10,30: LIPG Women’s Leadership Network (WLN) terrà un seminario sul ruolo marginale delle donne nel settore dei media e in generale del marketing. Protagonista assoluta sarà l’imprenditrice nonché presentatrice americana Marta Stewart che mostrerà a tutti cosa si può imparare da una donna che ha sfidato e innovato l’industria creativa negli anni.

ore 12,30: Impredibile appuntamento con il seminario di 45 minuti dei creatori di TED che esplorerà i temi del complicato rapporto tra online e offline, i social network nelle nostre vite e lo storytelling.

ore 13,30: YouTube insieme a Craig Davis (Chief Creative Officer Publicis Mojo e fondatore della piattaforma social Brandkarma, che permette agli utenti di segnalare pro e contro dei propri brand) esploreranno il ruolo che le nuove piattaforme online possono assegnare agli utenti nei processi di creazione di nuove idee. E come queste idee possano trasformarsi in partnership tra le aziende e gli utenti.

Per mostrare ciò YouTube ha anche avviato l’iniziativa “Good Work: A challenge To Creatives” che permette a chiunque di sviluppare campagne di sensibilizzazione (postando video di una durata di massimo 1 minuto) basate su una serie di brief di varie organizzazioni no profit disponibili sul canale dell’iniziativa.

ore 17,30Amanda Groty, Global Strategy Director della Hill & Knowlton’s, modererà il seminario con Peter Vesterbacka della ROVIO MOBILE sullo straordinario successo di Angry Birds e sui piani futuri dell’azienda. Sarà inoltre possibile fare domande e intervenire con Twitter usando #HKCannes e seguendo @HillandKnowlton.

22 Giugno

David Alberts della MOFILM, l’azienda che offre agli aspiranti registi la possibilità di presentare il loro lavoro a grandi marchi pubblicitari, incontrerà l’attore Jesse Eisenberg, interprete di Mark Zuckerberg nel film “The Social Network”.

23 Giugno

Imperdibile il New Directors’ Showcase di Saatchi & Saatchi. L’appuntamento raccoglie i lavori dei nuovi talenti (della regia), selezionati tra le varie agenzie in giro per il mondo. Lo scorso anno lo showcase si concluse con l’apparizione (in ologramma) dello storico direttore creativo della Saatchi Paul Arden, scomparso nel 2008.

Questi gli appuntamenti e gli ospiti  più importanti della 58°esima edizione del festival, ma inoltre ci saranno seminari di: VEVO, Facebook, Crispin Porter + Bogusky, Nestlé, Publicis Groupe, Goviral, Foursquare, The Huffington Post, Time Warner, Coca Cola, LEGO, Leo Burnett e tanti altri.

Bad Avenue e Sunset Boulevard: cosa succede tra i Mad Men italiani

Se proprio devo dirla tutta, rispetto a Donald Draper il mio giudizio sulla pubblicità italiana in generale, su una parte dei creativi ma, soprattutto, sulla stragrande maggioranza dei managerazzi, è molto più duro di come la vede lui. Pertanto non lo biasimo quando sostiene:

  • che i creativi italiani si sono fatti abbindolare dai biscazzieri dei bilanci
  • che la Awardite ha eroso la nostra già difficile socialità
  • che di fronte ai licenziamenti in massa abbiamo al massimo agito (e non reagito) individualmente
  • che per il grand guignol degli stagisti ci siamo limitati a fare i portoghesi

Però…

Stracciare questo succulento menu di storture non rientra negli obiettivi di un Club. Le finalità dell’ADCI sono sostanzialmente, e storicamente, snob. Quando nel lontano 1985 una quarantina di colleghi che tifavano per i lontani/vicini idoli Bill, Leo, Charlie, Helmut, Jacques… si sono detti: “Perché non ci proviamo pure noi?

Così era scoccata l’ora legale della nostra réclame. Tutti mettevano avanti i loro pennarelli e tastiere di almeno dieci anni. Erano tempi caotici e fortunosi. I danée, gli sghei, i verdoni, le lire, erano milioni e milioni, come le stelle del salame Negroni.

Finalmente i giri e rigiri dei maledetti jingle con le rime venivano spazzati via dal sound dei vari Van Halen, Prodigy e Midge Ure. Per girare gli spot, non si andava più solo all’Idroscalo o a Cinecittà, ma anche a Pinewood, in Islanda o a Capetown. Gran parte dei direttori creativi si spostavano con la Harley o in sontuose biemmevù – o non si spostavano affatto perché i clienti amavano farsi coccolare nelle nostre sale meeting sempre più a misura Duomo.

Di ragionare su cosa sarebbe potuto succedere entro due, cinque o dieci anni, non faceva parte del nostro sistema operativo. Figurarsi se ci pensavano i sindacalisti, gli economisti, i risorsumanisti, i gazzettari trade… e tantomeno i nostri amministratori delegati.

Delegati da cosa e da chi? Non certamente da chi si faceva il mazzo fino a sera tardi o durante i weekend. Dietro le targhe meneghine o pomposamente worldwide, i cottimisti della creatività contavano sempre meno. Per testimoniare qual è stato il peso minimosca sempre più mini della nostra creatività, basta citare p.e. l’infinita marcialonga tra la mitica CPV fino all’attuale DraftFCB, con decine e decine di restyling della maggioranza e delle business card.

Ma questo plot non è andato in scena solo nel teatrino della comunicazione a.k.a. AssoComunicazione. La miopia non ce l’hanno in leasing solo gli ipovedenti e i pubblicitari. Il mix tra apatia e presunzione ha funzionato a manetta anche tra i grandi magazzini e i bottegai, tra i montatori e gli speaker, tra gli esercenti del cinema e gli ordini religiosi. Quella commedia all’italiana è andata in scena anche nei partiti, nelle banche, nel Vaticano, e persino nel campionato più brullo del mondo.

E noi…

…anziché cercare le vie dei canti nel deserto della banalità e del conformismo, siamo semplicemente diventati lo specchio delle brame di chi ai piani alti tirava solo a campa’.

Ogni anno le nostre premiazioni assomigliavano sempre di più alle convention nelle terme o ai festival dell’Unità, dove, tra striscioni, bicchierozzi, dibattiti, stuzzichini e piadine si discuteva (si fa per dire) sempre e solo sul condizionale, sull’imperfetto, sul passato remoto dei paroloni de’ noantri.

Le nostre giurie scimmiottavano spesso i trial movie americani dove l’accusa e la difesa di una campagna fanno di tutto (e anche di più) per portare la giuria dove ti porta il quorum. Le parole ai giurati alla Henry Fonda diventavano sempre più timide e rare. Era più facile che in quelle aule si sentissero dei secchi e insistenti “Mi oppongo!”

Ma era un rituale che faceva ancora parte di un incruento loop tra amici-nemici per la pelle. Quei tranquilli weekend di sorprese ed emozioni allo Studio 117 o in Accademia di Comunicazione, non erano ancora diventati le spaventose Cinque Giornate di Milano che poi avrebbero definitivamente reso irrespirabile l’aria fritta che è circolata tra noi.

Sarebbe strano se le mascalzonate dei comitati d’affari che siedono nelle istituzioni, nelle redazioni, nelle curie, nelle finanziarie e nei sottoscala delle holding internazionali che ordiscono la nostra stoltezza e sordità, non ricadessero anche su ciò che, anche tra i creativi, una volta veniva chiamato qualità, etica, stile.

A furia di leggere, sentire, vedere il trash politico e culturale che ogni giorno si abbatte sui cittadini alla tv, nelle aule, negli stadi, nei bar e nei consigli d’amministrazione, non mi sorprende che pure noi siamo diventati ciò che siamo: addetti interdetti, fornitori sfiduciati, impauriti e, in larga parte, schifosamente vigliacchi.

Ciò che è stato detto, scritto e pubblicato contro Alex Brunori, è semplicemente criminale. Roba da insetticida razzista marchiato Calderoli. Quando su Mad Avenue quel “loro” Niccolò Copernico aveva deciso di dedicare tante ore (sue personali, oppure dell’agenzia in cui lavora, fa lo stesso), per mettere in bella il suo livore e tanta meschinità, non ci credevo. Perché non si sia firmato Fabrizio Corona o Roberto Lassini, non lo sa neppure lui. Donald Draper, che ovviamente sa benissimo chi sia costui, dovrebbe dirgli che Copernico non è stato un trequartista dei Lupi, del Padova e della Spal, ma un astronomo polacco che aveva insegnato a Roma, a Padova appunto e a Ferrara. Che quel genio avesse raddrizzato per sempre la malafede geocentrica della Chiesa (e dei randagi che ululano in incognito in quel blog), è un fatto che andrebbe raccontato anche agli ultrà che continuano a masturbarsi, col passamontagna abbassato, in tutte le curve sud.

Il clima che regna in quel (in parte, ahimé, anche nostro) giro, mi fa pensare che a D.D. e ai suoi tifosi, non importi assolutamente nulla se le cosacce stanno come stanno. Come Bruno Vespa, il Diddì non è un cretino. Anzi. Lui sa benissimo che a furia di esaltare a getto continuo le frustrazioni che si annidano nelle nostre case (leggi: agenzie), il suo share si riprende tutte le volte, che è una bruttezza.

Secondo me, Mad Avenue poteva diventare un luogo d’incontro positivo. Invece, ora il gestore ha annunciato che anche il cattofondamentalista Pagano è entrato nel suo dreamteam. E così, il cerchiobottismo si chiude. Non a doppia, ma a tripla mandata. Come conviene a chi il tridente d’attacco contro tutto e tutti lo confonde con la S.S. Trinità.

Amen.

Till
co-moderatore ADCI-list