Mancano ormai pochissime ore alla chiusura delle “votazioni popolari” della 15-esima edizione dei Webby Awards! Ancora per poche ore infatti è possibile votare i protagonisti finalisti a quelli che sono stati definiti dal New York Times come “il più alto riconoscimento della Rete“.
Come sapete quest’anno tra i 5 finalisti della categoria Website – Automotive è in lizza l’agenzia creativa vanGoGh di Cernusco sul Naviglio (Milano) con Vespa, lo storico brand del Gruppo Piaggio.
Proprio la settimana scorsa vi abbiamo presentato il loro progetto, un portale nato dalla collaborazione strategica tra il team interactive dell’agenzia creativa vanGoGh e il team web del Gruppo Piaggio, che nasce con l’obiettivo di riposizionare online il brand Vespa sui suoi giusti valori migliorandone l’aspetto estetico, la fruizione dei contenuti e la sua navigabilità.
Per votare basta accedere sezione People’s Voice, ed effettuare il login tramite Facebook, Twitter oppure registrarsi via mail.
Nella categoria Website – Automotive troverete la casellina bianca relativa a “VESPA WEBSITE” – il portale della Vespa realizzato dall’agenzia vanGoGh.
I vincitori saranno annunciati il 3 Maggio, mentre la premiazione avverrà nel corso della cerimonia di gala che si terrà a New York City il 13 giugno. Per far vincere l’Italia ai Webby Awards serve anche il vostro voto! Se non lo avete ancora fatto, votate “VESPA WEBSITE” e passate parola! 😎
00SilviaSilvia2011-04-27 15:30:592011-04-27 15:30:59Per far vincere l'Italia ai Webby Awards serve anche il tuo voto. Vota il sito della Vespa!
Conosciamo la Disney per i suoi cartoni, Topolino, Paperino, Pluto e tutta l’allegra banda, per i film, per i parchi giochi, per i canali tv e le innumerevoli pubblicazioni. Siamo tutti cresciuti con un cartone Disney nel cuore! Con Togetherville la Disney entra ufficialmente a far parte anche del mondo dei social network.
Pensato per i bambini dai 6 ed i 10 anni e solamente in lingua inglese, il social dei piccoli era già abbastanza popolare negli Stati Uniti quando la Disney ha deciso di acquistarlo dalla Mandeep Dhillon che lo aveva fondato nel 2007 e appena lo scorso anno lo aveva lanciato in versione Beta.
Come funziona?
Il primo passo è la verifica obbligatoria dell’account Facebook dei genitori, dopodichè è possibile creare l’account per il proprio bambino. Il piccolo social esploratore avrà quindi un suo profilo personale ed una rete sociale di amicizie accuratamente selezionate dai genitori.
Il social network è stato progettato in ogni suo aspetto appositamente per i minori: il costante monitoraggio da parte dei genitori, i contenuti controllati, la grafica e gli strumenti ad hoc ne fanno il sito ideale per i bambini alle prime armi con il pc. Inoltre è possibile iscriversi a network scolastici, partecipare a giochi, disegnare e condividere lavori e guardare video pertinenti all’età dei bimbi.
Togetherville consente ai più piccini di entrare in confidenza con i social network senza correre rischi inutili e li aiuta ad essere consapevoli circa i pericoli che si possono incontrare in rete. Attenzione però, non si tratta di un babysitter digitale, ma di uno strumento educativo che da modo ai genitori di passare più tempo con i figli. Al momento non sappiamo se Togetherville sarà lanciato a livello internazionale o se resterà ad esclusivo appannaggio dei bambini degli States.
00YukiYuki2011-04-27 15:00:392011-04-27 15:00:39Togetherville: il social targato Disney per i piccoli
Lady Gaga riesce sempre a far parlare di sè. Ma questa volta non si tratta dell’ennesimo vestito di carne o del profumo dalle discutibili fragranze, bensì di un’interessante iniziativa di crowdsourcing a scopo benefico. Anzi, a dire il vero le iniziative sono due, ideate entrambe dalla cantante newyorkese in collaborazione con la fondazione Robin Hood, colosso della beneficenza made in USA che muove 130 milioni di dollari l’anno per iniziative rivolte alle persone socialmente svantaggiate.
Il cuore delle due inziative è ovviamente Facebook, dove Gaga conta circa 33 milioni di fan: proprio dalla sua pagina, la cantante sta coinvolgendo i suoi “little monsters” sia per incrementare il numero di like sulla fanpage della fondazione Robin Hood, sia per decidere in che modo ripartire un milione di euro tra 5 associazioni di beneficenza che sostengono i poveri e i senzatetto di New York City. Ma andiamo con ordine.
Lady Gaga for Robin Hood
Questo primo “contest” – o meglio givaway – mira ad incrementare il numero di fan sulla pagina Facebook di Robin Hood, regalando la possibilità di vincere ai likers due biglietti al giorno per un esclusivo concerto di Lady Gaga, ovvero il Gala di beneficenza della fondazione stessa, che si terrà il 9 maggio a New York. Semplicemente cliccando su “mi piace” -fino al 4 maggio – si accede alla possibilità di vincere un’esperienza esclusiva. Il concorso è riservato ai residenti negli USA con più di 21 anni. Per raccogliere dati in maniera sistematica, è stata sviluppata anche un’applicazione facebook, che consente di invitare gli amici alla pagina e ricevere una possibilità in più di essere estratti a sorte per ogni amico che accetterà di cliccare su “mi piace”.
Lady Gaga’s Charity
Come dicevamo, Lady Germanotta non presta solo la sua immagine a scopo benefico, ma ci mette del suo. Sempre in collaborazione con la fondazione, ma questa volta sulla sua pagina Facebook, sulla quale i fan sono chiamati a scegliere quale, tra 5 associazioni proposte, riceverà una cospicua donazione da parte di Lady Gaga. Ovviamente non si tratta di una “guerra tra poveri”: nessuna delle associazioni coinvolte nel progetto andrà a casa a mani vuote. La più votata riceverà una donazione di 500 mila dollari, la seconda 250 mila e via fino alla quinta, per un totale di un milione di dollari.
Anche questo “contest” si chiuderà il 9 di maggio, durante il concerto-happening newyorkese che conclude l’iniziativa.
00Kahimi ShimaKahimi Shima2011-04-27 14:37:512011-04-27 14:37:51Social Charity: Lady Gaga e il crowdsourcing per i senzatetto di New York
Quante volte vi siete ritrovati davanti a una strada chiusa causa giorno di mercato? In Italia è prassi allestire i mercati rionali per le strade, bloccando il traffico per una giornata, o nelle grandi piazze, in genere adibite a parcheggio.
E’ proprio vero che “Paese che vai usanza che trovi“: in Thailandia il mercato è allestito sulle rotaie del treno locale! Come noi siamo abituati a vedere un continuo via vai di persone tra la bancarella che vende frutta e quella che vende abbigliamento, nel Paese asiatico il ritmo del mercato è scandito dagli orari dei treni! E non scherziamo: ci vuole una certa maestria e un pizzico di ingegno a disporre le merci tra i binari, in modo tale che il passaggio dei treni non travolga ogni tipo di mercanzia! Passato il treno si riprende: giù le tende e che la spesa ricominci!
Viene da chiedersi: e se il treno passasse in anticipo?
00KiokoKioko2011-04-27 14:00:442011-04-27 14:00:44Il mercato thailandese su rotaia [VIRAL VIDEO]
Se si vive all’estero per un po’, al 100% ci si troverà nella situazione in cui qualcuno ti farà questa domanda. E così, da circa 2 mesi, aiuto una mia amica austriaca a fare i compiti di italiano. Ho deciso che sarebbe stato carino cercare in rete qualcuno che potesse aiutarmi a perfezionare il mio spagnolo, migliorare il mio inglese e risvegliare i miei 8 anni di francese scolastici. Il mondo startup corre sempre in mio aiuto e così ho conosciuto Busuu.com.
Busuu.com è spagnola con sede a Madrid, viene lanciata nel 2008 è sta avendo una crescita esponenziale. Martin Versavsky, imprenditore e investitore ispanico/argentino ha da pochi giorni reso pubblico sul suo sito la partecipazione agli investimenti in questa nuova comunità virtuale che prevede già 2 milioni di users e che, entro il 2014, vorrebbe aggiungere alle lingue a disposizione anche il cinese e il giapponese.
È stata prima piattaforma che ho conosciuto e usato. Il sito è molto intuitivo e mi piace l’idea che possa scegliere tra più lingue. Infatti, nella schermata iniziale, ho il mio giardino delle lingue. Ho scelto inglese livello intermedio, francese livello base e portoghese livello base. Volevo strafare anche con il tedesco, ma ho pensato di darmi una calmata! Le lingue a disposizione sono comunque 7: inglese, spagnolo, francese, italiano, tedesco, portoghese e russo.
Busuu.com prevede due versioni: una a pagamento e una totalmente free. La versione free però, mi risulta molto sufficiente. Certo, ci sono comunque aspetti positivi della versione a pagamento. Il prezzo della versione premium, inoltre, non è particolarmente elevato.
Ho trovato molto divertente la possibilità di correggere i testi delle persone che stanno imparando l’italiano. Commentarli e magari spiegare loro quali sono gli errori più comuni. Il mio testo di presentazione in inglese è stato corretto quasi immediatamente. Ho trovato il mio primo amico, e sono quindi pronta: il mio obiettivo è terminare il primo modulo d’inglese entro il 13 maggio.
Vincitrice anche di alcuni premi, coniuga in maniera perfetta la voglia di imparare e conoscere con l’innovazione. Esiste anche una applicazione iPhone, scaricabile in maniera gratuita per ogni lingua prevista da Busuu.com e a cui siete interessati!!!! Quindi la troverete per l’inglese, lo spagnolo, il francese, l’italiano, il tedesco, il portoghese e infine il russo.
Questa startup ha quindi, davanti a sé, il potenziale e la voglia di crescere. Oggi è una delle piattaforme più utilizzate in Europa. I competitors più agguerriti sono sicuramente Livemocha con le sue 38 lingue, Babbel, che ha una grafica niente male, e Palabea. Le proverò per voi, che ne dite? Magari è la volta buona che riprendo a studiare francese.
00keirakeira2011-04-27 13:30:412011-04-27 13:30:41Imparare le lingue on line con Busuu.com, startup spagnola fresca di investimenti
Il 19 aprile quindici passeggeri, vestiti completamente di bianco, hanno iniziato a cantare a cappella realizzando il primo “plane-mob” in Italia.
Pareva un volo come tanti, un monotono Martedì mattina su una delle tratte aeree più battute dai lavoratori Italiani: Roma-Milano. Ma la monotona tratta è stata interrotta da uno spettacolo canoro ad alta quota e così, passeggeri e hostess, sono diventati spettatori di una performance senza precedenti a 30.000 piedi dal suolo.
Circa quindici persone tutte vestite di bianco, hanno iniziato a cantare a cappella un medley di canzoni, coinvolgendo gli ignari “spettatori” in uno show davvero inusuale. Da “Mercy” di Duffy a “Sweet Dreams” di Annie Lennox a “Like a Prayer” di Madonna fino a “Somebody to love”dei Queen… Tutti i presenti sono rimasti a bocca aperta e forse anche un po’ disorientati.
Sono stati in molti a pensare che si trattasse di un gruppo vocale in tournèe, che si esibiva semplicemente per divertimento.
Altri hanno addirittura pensato che si trattasse di un’iniziativa promossa dalla compagnia aerea per allietare il volo.
Intanto il video dell’attacco canoro, viaggia veloce sul web e i più attenti osservatori hanno trovato delle assonanze con un altro video girato in rete, che aveva destato l’attenzione di molti appassionati di cinema e serie tv. Una sorta di trailer misterioso che aveva fatto impazzire gli appassionati di cinema e serie tv alla ricerca di indizi.
Si tratta ovviamente di una campagna di comunicazione virale, ancora in fase “Teaser”, che presto verrà svelata. Ma intanto, abbiamo voluto indagare per capire meglio di cosa si trattasse.
Negli ultimi secondi del filmato compare un logo con delle Ali, e poi la scritta “Paradiso”. Collegare questi indizi al marchio di acqua del gruppo Gabeca è molto facile: Acqua Paradiso!
E come ogni campagna che si rispetti, doveva esserci lo zampino di esperti del settore. In questo caso, si tratta ancora una volta della Spencer & Lewis, agenzia di comunicazione ed eventi che, insieme all’agenzia pubblicitaria HcO di Brescia, ha pensato, progettato ed ideato questa campagna di successo.
Parliamo di successo perché il video del plane mob ha raggiunto dopo soli due giorni di esposizione oltre 30 mila visualizzazioni, circa 150 articoli sul web, servizi televisivi e radiofonici e un vero e proprio tam tam mediatico che ha mobilitato il popolo digitale.
Forza dell’iniziativa è stata sicuramente la novità, ma anche il mistero creato attorno alla campagna che non è stata ancora svelata in via ufficiale, ma presto lo sarà. Il colore bianco che ritorna, musiche scelte con cura e immagini di ali in molti particolari dei filmati.
Tutto lascia pensare ad ‘angeli’ in arrivo sulla terra, compresa la scritta finale: “Paradiso”. Ma cosa dovranno fare gli Angeli di Acqua Paradiso?
Dalle nostre informazioni, sappiamo che il segreto sarà svelato il 21 maggio, a Roma. La zona, riferisce chi conosce bene i ragazzi vestiti di bianco, è Castel Sant’Angelo.
Il programma, legato anche a iniziative sociali, tutto da scoprire. Ed è già attivo su Facebook un canale di reclutamento di angeli per quello che viene annunciato come il “flash mob più angelico” della terra. Ancora canto? Ballo? Miracoli? Questo non lo sappiamo ancora, ma il miracolo più grande è stato già fatto. Una semplice acqua minerale ha catalizzato l’attenzione di migliaia di persone
Il primo video recitava la frase: “Stanno tornando”. Quello del plane-mob:“Sono arrivati”.Tutto lascia pensare ad “angeli” in arrivo sulla terra, compresa la scritta finale: “Paradiso”.
Quale sarà il messaggio che porteranno?
Siamo sicuri che lo scopriremo molto presto!
00KiyoshiKiyoshi2011-04-27 13:00:482011-04-27 13:00:48Il primo flash mob ad alta quota in Italia: sul volo Roma-Milano cantano gli angeli!
La ricerca in tempo reale di Google non è una novità, lo sappiamo. Fino a ieri in pratica i risultati provenivano solo da Twitter, ma da oggi i cinguettii sono in buona compagnia: infatti nella Realtime Search troverete anche i risultati di Quora, Buzz, Gowalla, Facebook e altri siti.
Big G punta molto sulla ricerca in ambito social (anche se stranamente Buzz non era compreso fino ad oggi) e questa novità introdotta nella ricerca in tempo reale non fa che confermare la tendenza.
Per quanto riguarda Gowalla, i risultati sono pubblici (a differenza di Foursquare): quindi è possibile vedere i check-in provenienti proprio da Gowalla.com.
Capitolo Facebook: i risultati comprendono solo le pagine pubbliche. Quindi al momento niente profili privati, rimanete calmi. 🙂
Ma quali sono gli altri siti? Una lista aggiornata con tutte le fonti da cui Google prende i dati per mostrarli nel suo Realtime si può trovare nel Forum di Giorgio Taverniti, a questo link.
00SimosokeSimosoke2011-04-27 12:35:352011-04-27 12:35:35Google Realtime Search: ai risultati si aggiungono Quora, Buzz, Gowalla e Facebook!
Semmai aveste in programma una gita a Copenhagen in questi giorni, sulle sue tante piste ciclabili potreste incontrare questo singolare mezzo: la Sperm Bike, bicicletta adibita al trasporto dello sperma. La testa dell’enorme spermatozoo nasconde infatti una cella frigorifera in cui depositare le donazioni ricevute, per trasportarle velocemente alla Nordisk Cryobank, la Banca Europea del Seme, leader mondiale in questo settore e molto sensibile ai temi ambientali.
Dall’unione di due esigenze -far sì che il seme arrivi a destinazione in maniera eco-friendly, e ovviamente farsi un po’ di pubblicità- è nata dunque questa Sperm Bike, lunga quasi 3 metri e dal peso a pieno carico di 50 kg. Il testo sul fianco, in danese, invita a diventare un donatore di sperma.
Sicuramente non passerà inosservato!
00Arianna RossiArianna Rossi2011-04-27 12:00:442011-04-27 12:00:44The Sperm Bike: una bici per trasportare le donazioni di sperma a Copenhagen
Prima o poi questo momento sarebbe arrivato.
Mentre Groupon, a passi da gigante, prende sempre più piede nel panorama internazionale delle offerte locali, Microsoft aggrega le offerte con Bing Deals e lo stesso tentativo sembra essere fatto da Yahoo con Yahoo’s Local Offers. Aggiungeteci anche Facebook Deals e noterete che Google era decisamente in ritardo.
Il colosso, d’altra parte, aveva dovuto accettare il rifiuto all’acquisto di Groupon, sebbene Big G avesse messo sul piatto un’offerat da 6 miliardi di dollari. Ma alla fine è arrivato anche Google Offers.
In realtà il servizio è ancora in beta – come potete vedere dalla pagina di registrazione – e i deals, che dovrebbero fare risparmiare fino al 50%, secondo quanto detto da Big G – sono attualmente disponibile solo a Portland, Oregon.
Tra le altre città di prossima attivazione del servizio rientrano New York, Oakland/East Bay in California e San Francisco.
E’ ancora presto per capire se e come Google Offers riuscirà a distinguersi dagli altri servizi ma soprattutto per comprendere se sarà in grado di tenere in carreggiata il servizio o piuttosto se quest’ultimo farà la fine di altri tools Google caduti in disuso o chiusi (per fare due esempi recenti si pensi a Google Wave e Google Video).
Intanto Google cerca di spiegare il suo Offers con un video che, in realtà, ci dice ben poco.
Dobbiamo aspettarci una sorpresa da Big G?
Sicuramente avrete sentito parlare dei QR Code, risorsa preziosa anche se a volte sottovalutata. Ne abbiamo parlato svariate volte anche su Ninja Marketing, ma per i guerrieri più distratti cito direttamente da Wikipedia:
Un Codice QR (in inglese QR Code) è un codice a barre bidimensionale (o codice 2D) a matrice, composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema di forma quadrata. Viene impiegato per memorizzare informazioni generalmente destinate ad essere lette tramite un telefono cellulare o uno smartphone. In un solo crittogramma sono contenuti 7.089 caratteri numerici e 4.296 alfanumerici.
Il nome QR è l’abbreviazione dell’inglese quick response (risposta rapida), in virtù del fatto che il codice fu sviluppato per permettere una rapida decodifica del suo contenuto.
Insomma, potete codificare una riga di testo, un numero di telefono, un indirizzo email o un URL incorporandola in un’immagine quadrata composta da pixel bianchi e neri.
Rendiamo più belli i QR Code
Vi chiederete a questo punto, cosa c’entra tutto questo con il design? C’entra eccome, perchè i codici QR hanno un problema stilistico non da poco: sono tanto monotoni, con tutto quel bianco e tutto quel nero, forse anche bruttini da vedere.
Un tocco di design e un’idea creativa possono aiutarvi a risolvere questo problema. Da qualche giorno abbiamo scovato per voi QReative, un generatore di QR Codes che li rende anche più belli da vedere, personalizzandoli con vari temi, dalla storia dell’arte ai videogiochi.
Certo, troverete il sito web un po’ artigianale, ma la funzionalità del tool non si discute. Vi basterà selezionare il tipo di informazione da codificare e scegliere il tema che più vi piace. Mi sono divertito a fare delle prove con gli URL dell’home page di Ninja Marketing, l’home page della sezione Design e la pagina del mio profilo, e le ho sparpagliate nell’articolo… Provate a decodificarle con il vostro smartphone! 🙂
00Luigi FerraraLuigi Ferrara2011-04-27 10:30:462011-04-27 10:30:46QR code, basta con la monotonia: aggiungete un tocco artistico con QReative.
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