Dopo il successo degli scorsi anni, anche per il 2011 il WWF organizza l’Earth Hour. Dalle 20:30 alle 21:30 del 26 marzo 2011, in tutto il pianeta si spegneranno le luci per un’ora. E come gli altri anni ad aderire saranno in moltissimi, ma l’ora simbolica non basta, una mano importante deve venire dalle aziende, e per questo il WWF tenta di coinvolgere soprattuto le imprese per questa edizione.
Facendo leva sulla sostenibiltà come strategia di business, il WWF cerca partnership nel mondo dell’imprenditoria attraverso il coinvolgimento in programmi di riduzione degli impatti ambientali della produzione e percorsi di orientamento della policy ambientale; il sostegno di progetti di conservazione WWF, identificati sulla base delle esigenze di marketing di ogni singola impresa; lo sviluppo di campagne di informazione e sensibilizzazione congiunte sulle tematiche ambientali, rivolte ai dipendenti delle’impresa, ai consumatori clienti e al grande pubblico.
Il tessuto imprenditoriale italiano è fortemente caratterizzato dalla presenza di PMI, che potrebbero trarre vantaggi sia di immagine che economici da un approccio ecosostenibile e da una partnership con l’associazione ambientalista, del resto non sono poche le PMI che hanno partecipato “ufficialmente” all’Earth Hour 2010… e un motivo ci sarà.
00JurizokuJurizoku2010-12-10 12:00:062010-12-10 12:00:06Earth Hour 2011. Come le aziende possono collaborare con il WWF
Questo post nasce da un dialogo online fra Mirko Pallera, direttore di Ninja Marketing e Gianluca Lisi, esperto di comunicazione, psicologia e “archetypal branding”. In questo dialogo Mirko e Gianluca parlano di etica hacker, trasparenza, archetipi, dando una interessante lettura del risvolto psicoanalitico del fenomeno Wikileaks-Assange
Mirko: Ciao Gianluca mi è venuta un’idea: lo vogliamo scrivere un breve saggio post a quattro mani su Wikileaks e Assange? Mi affascina tanto questa figura. Che ne pensi? Potremmo aprire un facebook group e andare di getto…
Gianluca: Ok! Propongo il titolo: “Perché vorrei essere Julian?” Prova a rispondere a questa domanda! Ma in modo che c’entri la tua vita.
Essere Julian Assange?
M: Mi chiedi perchè vorrei essere lui? Non credo vorrei essere lui. Vivere con la costante paura di morire, nascondendosi in continuazione. Hai visto che capelli bianchi gli sono venuti in così poco tempo? Per lui non ci sono paesi in cui scappare, non esiste luogo sicuro in cui dove potersi sentire al sicuro e a suo agio, se non in una grotta o in una città sotterranea come in Matrix. Fa una vita peggio di Saviano, ma non può nemmeno contare sulla protezione delle istituzioni.
Gianluca, secondo te, Assange non potrebbe in qualche modo essere una specie di Che Guevara dell’era dell’informazione e della conoscenza? L’ Etica Hacker il suo Manifesto Comunista, la sua una battaglia avversa, incompresa dalla società, osteggiata dal potere. Incarna perfettamente l’archetipo del Ribelle, quindi il suo destino sarebbe in qualche modo segnato. E poi quelle immagini di grotte piene di server, mi ricordano certe immagini del pianeta Krypton. Lui è in qualche modo un Eroe controverso. La sua figura evoca una battaglia impari contro il potere, contro il male dei governi che nascondono segreti e manipolano il mondo. E’ evidente l’attacco del potere per screditarlo, accusandolo di essere un violentatore, definendolo un terrorista. Senza contare il sistema di embargo economico attuato dai centri nevralgici del potere finanziario: è quello che successe ai rivoluzionari cubani non appena presero il potere.
Julien, il nostro fratello bambino
G: Al di là di essere Julian Assange, chi è Julien Assange? Ci sono diversi strati. C’è l’hacker globale, ok. C’è il Woodward-Bernstein del Watergate, i giornalisti gola profonda del Watergate, abbiamo un Watergate globale, e ok. Ma fin qui siamo nel conscio. Se scendiamo, troviamo il ragazzino che esclama che il “Re è nudo”. Ma chi è il Re? E’ il genitore: i governanti sono i nostri genitori. In alto c’è l’autorità genitoriale, il Potere è genitore.
Allora Julien è il nostro fratello bambino che ci svela che i nostri genitori non sono così buoni. E qui allora l’occasione che ci offre: crescere e decidere che non si deve essere governati come è stato fatto finora, con i genitori che si sussurrano cose nell’orecchio, perchè noi bambini non dobbiamo sapere certe cose! Assange ci sta dicendo che questi genitori non vanno e dobbiamo trovarne altri che non ci tradiranno. Non credo che i popoli siano pronti a crescere, siamo ancora bambini impauriti che cercano riparo e non l’autodeterminazione.
M: Quindi il messaggio profondo della storia di Julien Assange è che dobbiamo crescere, dobbiamo diventare adulti, prendere in mano le redini della nostra vita, e non affidarci più ai genitori/maestri cattivi che ci stanno manipolando. Ma secondo te perchè la gente prova ostilità verso Assange? Forse perchè l’etica hacker, così profondamente rivoluzionaria, non è ancora entrata nelle coscienze dei più, proprio come gli ideali di uguaglianza socialisti e comunisti crearono forti contrapposizioni. Quindi oggi i nuovi poteri si oppongono alla “trasparenza”. La trasparenza come nuovo valore rivoluzionario? E Assange il nuovo Che Guevara che lotta globalmente per cambiare il sistema? Ma chi difende Assange? Credi che qualcuno lo difenderà o finirà come il Che abbatutto in Bolivia tradito dalle sue previsioni sulla volontà del popolo di sollevarsi come successe a Cuba?
“Crescere” per poter comprendere
G: Esattamente Mirko è così che la penso: vogliamo sapere o non vogliamo sapere? Non è così scontato. Partendo dalla metafora profonda famiglia=nazione e genitori= governo, pensiamo a quanti segreti siano la base omertosa del mito della felicità familiare. I bambini spesso non vogliono sapere: pensa a quante violenze si svolgono nelle famiglie (la maggior parte) nel silenzio dei familiari. Lo Stato, a livello inconscio, non siamo noi. E’ autorità, è ordine, è colui che ti dice cosa deve fare. Assange è il fratellino che dice a noi fratellini che ha scoperto che i nostri genitori sono tutt’altro che buoni e irreprensibili. Credo che la maggior parte si tapperà le orecchie.
M: E ora che è stato arrestato? Il mito di Assange e dei nuovi “rivoluzionari della conoscenza” ne giova?
G: Io credo di sì, soprattutto se si pensa al capo di imputazione così poco pertinente. O almeno, sì nei confronti di quelli che non vogliono lo stato-genitore. Continueranno ad osteggiarlo i cittadini-bambini, che però credo siano la stragrande maggioranza.
M: E vedendola come una narrazione, viaggio dell’eroe, a che punto della storia ci troviamo?
G: Entrata nella “caverna più recondita-ventre della balena” direi.
M: E dopo che succede?
G: Gli mettono di fronte la sua paura più grande, qualcosa che lui non aveva previsto.
Beautiful lab, un labirinto di notizie che racconta la realtà come una soap opera, riassumendo anni e anni di storie in pochi secondi! Ma non aggiungiamo altro e lasciamo spazio all’ intervista fatta a Carola Ferdiani, creatrice dei “soap-video”. Continua a leggere
00Martina CoppolaMartina Coppola2010-12-10 11:00:432010-12-10 11:00:43Raccontare la realtà con humor è virale! Parola di Beautiful Lab [INTERVISTA]
Il 3 dicembre scorso il Motor Show, su geniale iniziativa di HiBo.ite GL-Events, è stato invaso da un gruppo di bloggers che hanno preso possesso del salone e scoperto i trucchi della guida sportiva e le meraviglie delle auto elettriche.
Poteva mancare una ninja? Ed ero anche in ottima compagnia, insieme a Claudio Gagliardini, Rudy Bandiera, Luigi Gioni, Piero Babudro (che ringrazio ancora per l’invito!), Matteo Bianconi (autore di questo splendido video che vi dà davvero l’idea del clima della giornata) e Simone “Mushin” Tornabene. Continua a leggere
00ZatokihZatokih2010-12-10 10:00:112010-12-10 10:00:11There's no show like Motor Show: bloggers al volante al salone bolognese!
Lo spettacolo live dello snowboard si firma Nike e quest’anno parte da Castelford (UK) ed irrompe poi in altre 8 capitali europee – tutte rigorosamente e necessariamente imbiancate, per permettere ai migliori snowborder del mondo di competere tra loro e misurarsi per l’ultima tappa del tour che si terrà a Stuhleck (Austria).
Il Nike 6.0 Stairset Battle Tour è una competizione che si svolge su un ostacolo progettato esclusivamente per questo scopo: il Nike 6.0 Stairset è costituito da un set di 12 scalini, contenuti ai lati da cornicioni in marmo – uno ad angolo, lungo circa 8 metri, l’altro diritto (e lungo 6 metri). La scalinata è divisa in mezzo da un corrimano dello spessore di 16 cm lungo 5,8 metri.
Ogni tappa prevede una jam session aperta a tutti, che consentirà a chiunque voglia mettersi alla prova di esibire le proprie capacità sullo Stairset davanti a tre giudici professionisti. I vincitori riceveranno in omaggio un biglietto per la Finale dello Stairset Battle Tour e avranno la possibilità di gareggiare contro i migliori snowboarder del mondo, davanti a 25.000 fan durante il Nike 6.0 Air & Style
La gara di Stairset è parte integrante dell’Air & Style 2011 di Monaco, e promette di regalare al Big Air Event una dimensione completamente nuova. Le aspettative sull’evento sono altissime ma la infaticabile innovatività di Nike è ormai garanzia assoluta di successo.
Così come Nike è sempre all’avanguardia sulle esperienze da far vivere ai suoi “clienti-protagonisti”, anche il social network più evergreen del secolo partecipa all’evento preoccupandosi di organizzare la location. E’ stato proprio su Facebook che 12 mila snowboarder di tutta Europa hanno votato le nove località in cui si terra il Nike 6.0 Stairset Battle Tour.
Si parte il 10 dicembre per finire poi il 12 febbraio. L’evento toccherà le tappe Europee di:
10 dicembre – SNO!zone Castleford – UK
11 dicembre – SnowWorld Landgraaf – Paesi Bassi
18 dicembre – Hoch Ybrig – Svizzera
29 dicembre – Les Arcs – Francia
8 gennaio – Kongsberg – Norvegia
15 gennaio – Talma – Finlandia
22 gennaio – Vallnord – Spagna
9 gennaio – Kronplatz – Italia
4 febbraio (sessione notturna) – Stuhleck – Austria
12 febbraio – Finale dello Stairset Battle Tour presso il Nike 6.0 Air & Style di Monaco
00KiyoshiKiyoshi2010-12-10 09:00:032010-12-10 09:00:03Nike 6.0 Stairset Battle Tour: gli snowboarder ed il crowdsourcing [TRIBAL]
Twitter ha annunciato sul blog ufficiale di aver siglato accordi con più di venti compagnie per permettere la condivisione attraverso il microblog di diversi contenuti.
Dopo gli accordi con YouTube, Flickr, USTREAM, iTunes e più di recente con Ping, il social network di iTunes, Twitter fa sapere che adesso gli utenti potranno anche incorporare contenuti da:
blip.tv: per guardare oltre 50.000 web TV show indipendenti
Instagram: per vedere foto, personalizzate con il filtro a colori Instagram
Rdio: se un utente twitta una canzone, i membri di Rdio possono ascoltarla interamente per la prima volta. Tutti gli atri utenti Twitter ascolteranno solo 30 secondi di canzone.
SlideShare: per leggere e condividere intere presentazioni direttamente su Twitter
Dipdive: Per vedere foto, video e nuovi lavori sulla community degli artisti di Dipdive.
Il blog ufficiale annuncia che nei prossimi mesi saranno integrati nuovi partner per rendere l’esperienza twitterina sempre più completa ed interessante.
00Martha BurnsMartha Burns2010-12-09 17:35:222010-12-09 17:35:22Twitter: un mondo di partner
Il 2011 è alle porte, noi siamo tutti più buoni, ed arrivano gli annunci di Apple e Google. Una breve cronaca delle novità più importanti che troverete sotto l'albero o nella calza.
Siamo a dicembre, l’atmosfera natalizia comincia a farsi sentire, le città si addobbano per l’occasione, le vetrine si colorano, noi ci accingiamo a girare per negozi in cerca di regali da impacchettare e mettere sotto l’albero, e immancabilmente tutti iniziano, almeno così si dice, a sentirsi più gioiosi per l’arrivo dell’anno nuovo.
Nel frattempo, in due cittadine della Silicon Valley californiana, i propositi per il nuovo anno sono già pronti, annunci su annunci si susseguono, e l’attesa di noi piccoli utenti e consumatori cresce sempre di più: sto parlando chiaramente di Cupertino, meglio conosciuta come sede della Apple, e Mountain View, sede di Google.
Le novità in casa Apple
Volevate l’iPhone 4 bianco?
Ci avevate quasi perso le speranze, vero? Dopo gli sconosciuti e in verità molto strani “problemi tecnici” che avevano deluso noi e tutti quelli che volevano acquistare un iPhone bianco, un’immagine è arrivata dagli Stati Uniti, scattata in un Apple Store. Questo cartello, posto su un tavolo dove sono esposti i melafonini, riporta una nota a piè di pagina (evidenziata dal riquadrino) che vi renderà felici: “L’iPhone 4 bianco sarà disponibile nella primavera del 2011”. Quindi, in teoria, entro la fine di marzo dell’anno prossimo dovrebbe essere messo in vendita l’oggetto del desiderio dal colore pallido (o comunque entro giugno, quando dovrebbe essere già lanciato l’iPhone 5).
Si rumoreggiava che dovesse uscire già questo dicembre, ma la data è stata rimandata, forse perchè troppo vicina alla data di uscita dell’iOS 4.2 e forse perchè si è voluto lasciare il tempo agli sviluppatori di lavorare a qualche feature nuova e senza bug, oppure per lasciare a Steve Jobs e Rupert Murdoch il tempo di accordarsi bene sulla conferenza stampa per il lancio di iOS 4.3, che dovrebbe contenere anche The Daily, una rivista scritta e venduta esclusivamente per iPad (che potrebbe avere un impatto immenso sul modo di fare informazione).
Salvo catastrofi dell’ultimo momento, nei prossimi 100 giorni dovrebbe essere immessa sul mercato la nuova versione dell’iPad, tablet tuttofare della Apple. Il problema a questo punto sembra essere lo sviluppo software, visto che i produttori di hardware hanno già annunciato che circa 500.000 unità saranno pronte per la consegna nel prossimo febbraio. E magari questo tempo in più verrà occupato sviluppando il supporto a FaceTime o lo stesso giroscopio triassiale che dovrebbe montare l’iPhone 5 (cioè il sensore che permetterà al dispositivo di riconoscere il movimento su 6 assicon precisione, reagendo ai minimi movimenti). Sono previste inoltre una webcam frontale e finalmente la porta USB.
Un’informazione “leaked” (visto che il verbo si usa così tanto ultimamente) direttamente dalla sede centrale afferma che Apple starebbe puntando al 13 dicembre, lunedì prossimo quindi, per aprire ufficialmente il Mac App Store. Molto prima dell’inizio gennaio annunciato in precedenza, visto che Steve Jobs avrebbe voluto lanciarlo addirittura il 6, questo lunedì, per sfruttare l’ondata di regali natalizi mettendo a disposizione delle gift card, sapendo che il software verrà distribuito completamente via Internet, senza supporti materiali da poter impacchettare.
Proprio ieri è arrivato l’annuncio ufficiale dell’apertura del Google eBook store, il cui significato va ben oltre i 3 milioni di libri già disponibili(molti dei quali scaricabili gratis): per usufruirne infatti non servono nè hardware nè software specifici, bastano un semplice browser web con supporto Java e una connessione Internet. Per di più la libreria personale è completamente “in the cloud”, cioè viene archiviata online e collegata al proprio account Gmail, quindi vi si può accedere da qualsiasi periferica, sia essa tablet, smartphone o computer. Per i libri a pagamento sono già previsti accordi con le grandi case editrici (che metteranno a disposizione i bestseller) e, per la gioia degli studenti, anche con molte Università. I prezzi saranno in linea con Amazon ed iBooks, anche se Google si assicurerà circa la metà del ricavato da ogni libro (e questo apre una seria possibilità ad un abbassamento dei prezzi in futuro).
Google Maps 5 su Android
Perchè guardare immagini statiche quando si può avere una vista 3D della città? Il nuovo software disponibile sugli smartphone “animati” dal sistema operativo Android vi permetterà di navigare letteralmente tra gli edifici, che saranno visibili anche in altezza, grazie all’elaborazione vettoriale che andrà a sostituire le vecchie immagini in 2D. Questo porterà miglioramenti anche nella fluidità di utilizzo, visto che i modelli vettoriali sono molto più leggeri delle immagini piatte. Per ora sono incluse più di 100 città, ma con il tempo saranno coperte più zone. Sarà anche più divertente da usare con il supporto multitouch per ruotare e muoversi sulla mappa, oltre al classico zoom. Se non vi bastasse ancora, c’è l’archiviazione offline: sì, avete letto bene, Maps salverà su file i percorsi e i luoghi che visitate più spesso, e potrà guidarvi anche se non siete connessi (ma la connessione sarà necessaria ovviamente se cambiate strada). Non tutti i modelli saranno completamente compatibili, ma il Galaxy S, il Nexus S, l’Evo e il G2 lo sono ad esempio, quindi dormite tranquilli.
E’ stato reso disponibile il 29 novembre, ma vale la pena ugualmente di parlarne. L’atlante digitale interattivo di Google arriva alla versione 6, piena di novità, tra cui lo Street View integrato e gli alberi 3D. Mentre nelle prime versioni eravamo tutti affascinati dal poter vedere tutto dal cielo, magari sentendoci per qualche secondo anche sovrumani, ci siamo resi conto poi che noi viviamo “al piano terra”, al livello della strada. Ed ecco quindi che le automobili con la strana macchina fotografica che scattava foto a 360° ci hanno regalato Street View nel 2008, che adesso è stato integrato in Google Earth. Potremo volare dallo spazio alla porta di casa in pochi secondi! L’omino caratteristico di Street View è sempre presente sotto i comandi di navigazione, e possiamo spostarlo nelle strade contrassegnate in blu per guardarci intorno da terra.
Siamo tutti d’accordo che la nostra bella Terra senza alberi non sarebbe più la stessa, e allora a Mountain View hanno pensato bene di creare dei modelli 3D molto dettagliati di alberi, per affiancarli agli edifici 3D nel popolare i paesaggi e le vedute caratteristiche già incluse (ce ne sono già più di 80 milioni nelle città più importanti). Infine, è stato reso più facile l’accesso alle immagini storiche, se vi interessasse vedere com’era Varsavia prima dell’invasione tedesca o Londra alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Direi che le due case si sono impegnate a farci dei bei regali per l’anno nuovo. Ora tocca a noi compilare le nostre liste: io farò prima di tutto il bravo ninja, che avete in mente di fare voi?
00Luigi FerraraLuigi Ferrara2010-12-09 16:00:522010-12-09 16:00:52Cupertino chiama Mountain View risponde! Anteprime sui prodotti 2011
L’anno scorso, Batman Arkham Asylum (tra i giochi più interessanti per il 2009 e forse il miglior tie-in realizzato a memoria d’uomo) ha avuto il merito di regalare uno dei momenti più curiosi in fatto di lotta alla pirateria videoludica. Sul forum di Eidos (il publisher del gioco), un utente lamentava la scoperta di un bug nella versione PC (mia traduzione):
“Ciao! Ogni volta che mi trovo in un punto in cui è necessario far planare Batman, si presenta sempre uno strano problema. Dopo aver saltato da una piattaforma a un’altra, tengo il pulsante premuto – come richiesto per eseguire la mossa – ma Batman, invece di tenere il mantello aperto e planare, continua ininterrottamente ad aprirlo finendo col cadere dentro l’area piena di gas velenoso. C’è qualcuno che può aiutarmi?”
Questa invece la risposta da parte dell’amministratore del forum:
“Il problema che hai riscontrato è generato dal sistema di protezione anti-copia che serve proprio a mettere fuori gioco tutti quelli che scaricano una versione illegale del titolo. Non si tratta di un bug nel codice del gioco, ma di un bug nel tuo codice morale.”
…un bug nel tuo codice morale. Non male come risposta.
Da qualche tempo, oltre al ricorso a complicatissimi sistemi di protezione anti-copia, le software house si dilettano a sperimentare nuovi e ingegnosi DRM per contrastare la pirateria intervenendo direttamente sul gameplay. Per quanti non conoscessero il significato dell’oscuro acronimo, con DRM (Digital Rights Management – gestione dei diritti digitali) si intendono “i sistemi tecnologici mediante i quali i titolari di diritto d’autore (e dei cosiddetti diritti connessi) possono esercitare ed amministrare tali diritti nell’ambiente digitale, grazie alla possibilità di rendere protette, identificabili e tracciabili le opere di cui sono autori.” (da Wikipedia)
Ubisoft per il recente Michael Jackson – The Experience ha pensato di ricorrere alle fastidiosissime vuvuzela per scoraggiare (io direi punire) coloro che vorrebbero ricorrere alle special card (la gloriosa R4 e affini) per caricare su Nintendo DS copie illegali del gioco.
Qui un assaggio della tortura che spetta ai malcapitati (la qualità del video è pessima, ma l’audio basta a rendere l’idea):
Efficace? Non lo so. Tuttavia ritengo che le vuvuzela fosse meglio usarle per Fifa o PES.
00Ketto ShiKetto Shi2010-12-09 14:00:522010-12-09 14:00:52Le vuvuzela secondo Ubisoft: come difendere Michael Jackson dalla pirateria
Doveva chiamarsi Google Editions, ma è prevalso il più immediato Google eBooks. E’ il nome del progetto per l’esordio nell’editoria del colosso di Mountain View. Il servizio ha fatto il suo esordio negli Stati Uniti e nei prossimi mesi giungerà sui browser di tutto il mondo. Nel vecchio Continente è previsto per la prossima privamera.
Il nuovo servizio offerto da BigG, si differenzia dagl altri esistenti sul mercato in quanto gli ebook, una volta acquistati, saranno sempre disponibili on line sui server di Google, dando la possibilità di poterli leggere dovunque ci si trovi a patto che si abbia a disposizione una connessione a Internet. Alcuni volumi, però, previo accordo con gli editori, saranno disponibili anche per il download nei formati pdf e ePub, così da permettere la visualizzazione sul proprio ereader, che si potrà sincronizzare con il proprio account dell’eBookstore, in modo da poter visualizzare anche le copie acquistate ma non scaricabili. Il software da utilizzare è eBook Web Reader, e per il funzionamento necessita solo di un browser e garantisce automaticamente l’ultimo punto di lettura. I volumi acquistati, inoltre, possono essere letti effettivamente su qualsiasi dispositivo tranne che, per ovvi motivi, su Kindle (eccetto che per quelli gratuiti). Si scavalca così il problema dei DRM, della compatibilità con un dispositivo o un altro e la necessità di scaricare contenuti.
Una biblioteca tra le nuvole
Il catalogo iniziale, secondo gli addetti ai lavori, partendo dai libri digitalizzati e delle centinaia di migliaia di volumi digitali gratuiti già compresi in Google Books, conta più di 4 milioni di libri, e comprende gli ebook di quei piccoli e medi editori e librerie che non godono di store digitali propri come quello di Amazon. Come quello dei principali concorrenti, anche il servizio di Google offre la possibilità di selezionare il tipo di carattere, la sua dimensione, offrendo opzioni aggiuntive come la modalità di lettura giorno/notte e la scelta dell’interlinea che si preferisce.
Ma quanto costa? Google dà libera scelta agli editori di stabilire il prezzo di copertina, che si “accontenta” di intascare il 37% dei guadagni.
La risposta di Amazon
Ma poteva Amazon restare a guardare e rischiare di perdere colpi proprio sul terreno a lei congeniale? 24 ore dopo l’annuncio di Google, ecco la risposta, probabilmente preparata già da tempo: Kindle for the web, che “permetterà di leggere i libri tramite browser e consentirà a qualsiasi sito Web di diventare un rivenditore di Kindle Book”.
Non resta che seguire i Ninja per conoscere gli sviluppi futuri di una concorrenza che si fa sempre più spietata!
00JurizokuJurizoku2010-12-09 12:00:442010-12-09 12:00:44Google eBooks e Kindle for the web: la biblioteca è on the cloud!
Facebook, offre diverse possibilità di registrazione: si può creare il classico profilo personale, una fan page o un gruppo e si possono scegliere le stesse opzioni anche per il lato business. L’offerta, insomma, sembrerebbe essere davvero completa, ma in realtà, anche a notare dalle iniziative spontanee degli utenti, manca ancora qualcosa. Si tratta dei migliori amici dell’uomo e tanti, infatti, sono i profili a loro dedicati che vengono creati sul social network di Zuckerberg appositamente per i propri animali domestici, dal cane, al gatto, al pesce rosso e molti altri ancora.
Per la gioia degli amanti degli animali, esiste però un social network “bestiale”: eBauBook, dedicato a tutti quelli che sono “animali travestiti da essere umani“. In questa community virtuale, infatti, il protagonista è l’animale domestico che crea un mondo di relazioni, attività ed eventi grazie al proprietario e contribuisce, tramite l’interazione del social network, a far riscoprire l’importanza del gioco e del divertimento, dell’amore e della solidarietà.
Far sentire la propria voce, o meglio il proprio “verso” su eBauBook è semplice.