Il cicloturismo sostenibile di That's Amore Bike Rental [UNITED STARTUP!]

Il cicloturismo sostenibile di That's Amore Bike RentalL’ospite di oggi è Jerry De Concilio, fondatore di That’s Amore Bike Rental, il quale ci parlerà della sua idea imprenditoriale e di come il concetto di responsabilità sociale di impresa possa diventare una vera opportunità di business. Jerry è il primo che si è prenotato per essere intervistato da me in questa rubrica. Ci sono ancora diversi posti liberi, per cui se avete avviato anche voi una startup fatevi avanti!!

Le solite premesse necessarie

Una piccola premessa, anzi due. La prima è che d’ora in poi accetterò solo ed esclusivamente proposte che arrivano da imprese in fase di startup (qui una bella definizione di startup). L’esperienza di That’s Amore, per quanto interessante, non può piu’ rientrare in questa categoria essendo un business già piu’ che avviato. Nonostante ciò ho cercato di toccare degli argomenti che possano essere utili anche per chi sta avviando una startup. La seconda premessa è che finalmente questa rubrica ha un nome: “United Startup”. Ringrazio Mirko per la proposta e devo dire che rispecchia in pieno il senso di questa rubrica. Al fondo dell’intervista trovate sempre la versione video! Buona lettura!

Cos’è That’s Amore Bike Rental

(Ciao Jerry.. raccontaci un po’ cos’è That’s Amore Bike Rental.. in quali mercati opera..dicci qualcosa del tuo progetto)
Sostanzialmente questo progetto opera nel settore del cicloturismo. L’attività è nata quasi per scherzo rientrando da un viaggio autostradale e osservando un automobile olandese con tantissime biciclette sul tetto. In quel momento ci siamo chiesti come mai queste persone non avessero pensato di creare una realtà imprenditoriale operante in Italia. Attraverso un’indagine di mercato ci siamo accorti che in effetti non c’erano imprese italiane che si occupassero di cicloturismo al punto da poter offrire la possibilità di fare un tour autonomo. Il primo passo è stato avviare un’attività di noleggio di attrezzature dedicate al cicloturismo. Generalmente la clientela tipo non è composta da giovani, bensì da ultracinquantenni che provengono da ogni parte del mondo. Ad oggi, dopo un anno e mezzo di attività, non abbiamo avuto alcun cliente italiano e ciò ha comportato alcuni perfezionamenti in corso d’opera.

(Come mai il nome that’s amore?)
That’s amore perchè, essendo nata come un’attività rivolta al pubblico straniero, si voleva almeno utilizzare un marchio che richiamasse l’Italia. Per questo abbiamo scelto il titolo della famosissima canzone di Dean Martin. La cosa nacque per scherzo insieme ad un’amica che lavorava in radio. Non a caso tutti i colori sono rossi richiamano la passione, l’Italia, e il poter vendere in chiave moderna quella che è la vecchia ideologia del paese italiano, della Dolce Vita, degli anni 60.

Cycling Club in Naples (1930) - Il nonno di Jerry

La fase di startup e le difficoltà incontrate

(Quali sono state le fasi di sviluppo della tua idea? Dicci se hai incontrato delle difficoltà nel tuo percorso. Raccontaci qualcosa dell’inizio della tua storia, della tua fase di startup).
Innanzitutto io ho ereditato la passione per la bicicletta da un nonno che è stato ciclista negli anni 30. Ho ereditato la passione per la bicicletta non per il ciclismo, per il vivere le due ruote, e questa è una cosa che mi sono portato negli anni. L’idea è nata nel confrontarsi in un mercato vuoto, nell’aver avuto un’illuminazione e aver detto “perchè non farlo io?”. Non a caso l’attività nacque con l’acquisto di attrezzature, ovvero del minimo indispensabile (la prima bicicletta, le prime borse, le prime luci, la prima tenda) per avviarla. Le difficoltà sono state poche nell’aspetto distributivo e del piazzamento del prodotto sul mercato perchè eravamo quasi gli unici a poter essere facilmente raggiungibili nella rete. Le difficoltà operative sono state quelle di dover reinvestire volta per volta gli utili derivanti da ogni singola vendita. Questo ha permesso nell’arco di un anno l’ammortamento di tutti i costi di startup, ma essendo il progetto totalmente autofinanziato, ciò ha comportato un anno di sacrifici.

Trovare clienti attraverso i social media

(Come hai fatto conoscere il tuo servizio ai tuoi utenti? In che modo hai utilizzato i social media per esempio?)
Già prima di intraprendere quest’iniziativa credevo che il blog potesse essere un’opportunità di confronto tra azienda e il mercato stesso, l’utente finale. Tutto quindi è partito da un blog. In molti mi dicono “perchè il blog, apriti un sito”. Non gli ho mai dato retta perchè questo strumento mi ha garantito una buona indicizzazione sui motori di ricerca. Abbiamo realizzato delle piccole campagne di Google Adwords, ma molto limitate e solo per brevi periodi. Tutto è stato accompagnato dal microblogging, Twitter, che noi usiamo anche come strumento di customer service. Spesso i preventivi ci vengono chiesti tramite un messaggio in Twitter. Il nostro cliente ha un’età e una fascia di reddito medio alta e utilizza la telefonia mobile anche per andare su internet. Dunque può rintracciarci facilmente anche attraverso questi servizi. Non c’è stata alcuna campagna tradizionale perchè non crediamo che il tradizionale faccia al caso nostro.

(Un’attività innovativa anche in questo senso quindi…)
Il social media lo usiamo per consolidare il rapporto umano a seguito dell’avvenuto acquisto del nostro prodotto. La persona viene da noi, ci prova e diventa testimonial del nostro prodotto. Anche semplicemente diventando fan nella nostra FanPage il cliente inizia a instaurare un passaparola negli strumenti che noi gli mettiamo a disposizione. Se le persone ci conoscono è perchè c’è già chi ci ha provato e passaparola all’interno di queste piattaforme.

La relazione tra responsabilità sociale e business

Esperienza di cicloturismo(Vedo sul tuo blog che avete fatto delle scelte precise per quanto riguarda la responsabilità sociale di impresa. Vorrei sapere in che modo questo ha aiutato il tuo business. quali sono state le scelte che avete fatto e quali risultati ha portato)
Noi crediamo di essere forti sotto questo argomento e ce ne vantiamo. I mezzi che consegnano le biciclette sono a natural gas, a metano. La bicicletta è lo strumento oggetto delle vacanze che poi noi andiamo ad offrire. Tutte le biciclette sono costruite in Europa secondo standard di test europeo. Abbiamo un impatto ambientale che non esiste e allo stesso tempo ci teniamo a dare possibilità ai territori di preservare la loro storia, le loro caratteristiche, le loro abitudini tramandate nei secoli. Un esempio chiave è la fattoria. Portando i nostri clienti che vengono da ogni parte del mondo da loro, diamo in un certo senso lavoro alle piccole realtà territoriali. Il cliente non avrebbe potuto fare questo autonomamente. Allo stesso tempo la fattoria non avrebbe avuto gli strumenti promozionali per raggiungere un target di questo tipo.

(In qualche modo quindi aggiunge del valore all’esperienza del cliente)
L’esperienza del cliente, come dice anche la nostra mission, è praticamente irriproducibile. Cerchiamo inoltre di fare sistema con altre realtà che operano nel nostro settore. In questo modo proviamo a dare una caratteristica specifica al territorio italiano… sarebbe bello se in molti promuovessero il concetto di “scegliere l’Italia perchè puoi fare questo”. Oggi, essendo in pochi, i volumi di ricerca per quanto riguarda il cicloturismo sono davvero minimi su Google. Facendo sistema potremmo accrescere questi numeri, dando lavoro a molte piu’ persone e sviluppando un tessuto economico ecocompatibile.

Un consiglio per i giovani imprenditori

(L’ultima domanda. Vuoi dare un consiglio ai giovani imprenditori che stanno pensando di aprire la loro impresa? Per incoraggiarli a farlo)
Secondo me, in un momento di particolare economia mondiale, l’unica cosa da fare è puntare sul porsi con trasparenza.. Spesso noi in Italia abbiamo paura e vergogna di mostrarci innovativi come se questo possa diventare il presupposto per cui la gente ti prenda in giro. Consiglio vivamente ai giovani che possono investire in maniera graduale e reinvestire, di provarci. Anche se questo significherebbe sacrificare un periodo della propria vita credo che ognuno dovrebbe “farsi con le proprie ossa”, e se vuole può farlo. Certo, avere un buon investitore alle spalle potrebbe aiutare a partire con un passo in avanti, con delle maggiori opportunità, avere maggiori strumenti a disposizione. Quello che però ripeto è importante è avere una comunicazione innovativa e piazzarsi sul mercato nella stessa lingua che parlano le persone comuni, che non parlano come noi, da imprenditori, ma da clienti.

Guerrilla Marketing nelle PMI: l’Hotel del divertimento colpisce ancora!

Vi ricordate l’hotel del divertimento? Noi ninja ve ne avevamo già parlato in un altro post promettendovi che ci sarebbero state altre novità.

Per i più smemorati ricordiamo che si tratta di un nuovo modo di accogliere i turisti di un hotel veronese basato sul coinvolgimento attivo, curioso e divertente del cliente sia online che offline.

Recentemente nell’hotel sono apparsi insoliti personaggi: diabolik, flash gordon e body guards che intrattengono, aiutano e divertono gli ospiti dal check-in al check-out!

Si tratta in realtà di candid camera organizzate dallo staff per tener fede alla loro filosofia:divertire, divertire, divertire.

Nella fun page dell’hotel si possono vedere alcune delle candid camera inferte agli ospiti.

OPENLEAKS è ancora "coming soon"

È stato annunciato per oggi il lancio di OpenLeaks, direttamente dai vecchi membri di WikiLeaks, tra cui Daniel Domscheit-Berg, che aveva lasciato WikiLeaks, lamentandosi del comportamento di Assange. I dettagli saranno resi pubblici nel suo prossimo libro che uscirà a gennaio.
Fonti DN.se affermano che “Le due organizzazioni sono simili nella misura in cui entrambe sono focalizzate sul dare mezzi agli  informatori per fornire in forma anonima informazioni al pubblico”.
Il nuovo progetto, sempre secondo fonti DN.se, avrà delle caratteristiche diverse rispetto a WikiLeaks:
“Tutto il controllo editoriale e la responsabilità restano dell’organizzazione che pubblica. Noi, per quanto possibile, avremo il ruolo di messaggeri tra gli informatori e l’organizzazione con cui l’informatore sta cercando di cooperare.
(…)
La nostra intenzione è quella di non pubblicare alcun documento direttamente e a nostro nome, non ci aspettiamo di provare il tipo di pressione politica che Wikileaks sta subendo in questo momento. Da questo punto di vista, è piuttosto interessante vedere quanto poca sembri la rabbia dei politici nei confronti dei giornali che usano le fonti di WikiLeaks.”

Le organizzazioni in questione dovrebbero essere giornali, ONG e sindacati ma non sono ancora stati rivelati dei nomi. E se nessuna associazione decidesse di pubblicare le informazioni?  “Se un giornale non le pubblica, saranno condivise” risponde Domscheit- Berg. “Non potranno essere semplicemente messe in un cassetto”.

Rispetto al lancio di OpenLeaks Assange afferma: “Ci è d’aiuto avere più attori in questo settore. Ci protegge”. E continua: “Non potete immaginare quanto sia felice di questa notizia”.

Openleaks si propone di essere un ambasciator che non porta pena.
Sarà un Wikileaks che ha trovato il modo di aggirare qualche ostacolo?
O sarà al servizio di qualche organizzazione? E se sì, quali esattamente?

Non ci resta che attendere per scoprirlo. Il sito openleaks.org per ora è attivo ma porta la scritta “coming soon”.

Ulteriori informazioni: qui.

Dal web al mondo reale, Wikileaks è virale! Tra social activism e partecipazione [Wikileaks]

La libertà non è uno spazio libero, la libertà è partecipazione (Giorgio Gaber)

Il caso Wikileaks è stato caratterizzato da un forte attivismo partecipativo: da I am wikileaks a Justice for Assange, sono state tantissime le iniziative a cui le persone hanno aderito a difesa di Wikileaks e del suo fondatore.

Ma facciamo un passo indietro.

In queste settimane tutti i media hanno detto loro: ci hanno descritto Wikileaks come un’organizzazione segreta di pirati, hackers e tante altre persone poco raccomandabili il cui unico scopo è quello di attaccare gli equilibri e le stabilità internazionali.

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LifeGate, un'esperienza di lavoro tra social media e green thinking

Cari Ninjalettori, vi segnaliamo un’importante opportunità di lavoro promossa da LifeGate, primo network media e advisor per lo sviluppo sostenibile in Italia: si ricerca una persona interessata a svolgere uno stage presso la propria sede di Merone (CO) nella posizione di social media manager (clicca QUI per tutte le info).

LifeGate è da sempre impegnata nella promozione di un nuovo stile di vita e di un modello economico People, Planet e Profit dove le persone, il pianeta e il profitto vivono in armonia. Tre concetti che evocano una più vasta visione: la soddisfazione dei bisogni della gente, il rispetto dei singoli esseri umani, l’attenzione alla qualità dell’esistenza devono essere il fulcro di qualsiasi ragionamento e iniziativa; il pianeta, il teatro della nostra esistenza. Senza la Terra non c’è la vita. È la terra su cui camminiamo e abitiamo, è l’aria che respiriamo, è il cibo che mangiamo, è l’acqua vitale. Se non prendiamo in considerazione i bisogni del pianeta, miniamo la base stessa della nostra esistenza; infine il profitto, quanto permette di soddisfare i bisogni primari legati alla sopravvivenza, indispensabile per vivere nella società contemporanea.

In poche parole, un punto di riferimento per la qualità della vita che si declina attraverso due direttrici:

Network e media

LifeGate Radio
“Suona per natura”, la prima radio in Italia a promuovere uno stile di vita rispettoso dell’uomo e l’ambiente. Musica di qualità di ieri e oggi, programmi musicali e culturali e molto di più.

LifeGate Magazine
Il bimestrale per uno stile di vita sostenibile, distribuito gratuitamente a casa agli associati. News dal mondo e da LifeGate, viaggi, design, salute, ricette, musica.

www.lifegate.it
Una finestra sul mondo LifeGate. Il punto di riferimento per la crescita personale e lo sviluppo sostenibile.

LifeGate News
Una “prima pagina” per trovare news, video e foto sui temi della sostenibilità.

YouImpact
La prima piattaforma di sharing dedicata a temi green e uno stile di vita sostenibile. Uno spazio con video, foto e audio per persone e aziende.

Advisor

Ecopartners
Per lo sviluppo di progetti e percorsi di sostenibilità. Per aziende sensibili, che hanno la visione e l’obiettivo di migliorare gli effetti negativi sull’ambiente della propria impresa.

Impatto Zero®
Il primo progetto italiano che dal 2002 concretizza gli intenti del Protocollo di Kyoto. Affianca persone e aziende in un percorso di riduzione e compensazione delle proprie emissioni di CO2 contribuendo alla creazione e tutela di foreste in crescita in Italia e nel mondo.

Energia Rinnovabile
Il primo operatore elettrico riconosciuto dall’Authority che, nel mercato elettrico liberalizzato, produce e commercializza esclusivamente energia rinnovabile a Impatto Zero®.

La figura ricercata si occuperà di implementare la Social Media Strategy dell’azienda attraverso la gestione dei canali sui Social Network.

Levi's, i blue jeans dallo storytelling rosa

Levi’s ® ha chiesto a 50 giovani donne da tutto il mondo di metter nero su bianco il modo in cui stanno modellando e concretizzando il proprio futuro e da chi sono state inspirate lungo tale percorso. Questi “Diari di viaggio” sono parte di una campagna di sponsorizzazione del brand Levi’s in occasione della prima conferenza TED Women a Washington tenutasi il 7 e l’8 Dicembre.

TED è l’acronimo di Technology Entertainment Design e quando è nato [1984] raccoglieva in una conferenza annuale le “idee degne di essere diffuse che al momento,  meglio rappresentavano il mondo della tecnologia, intrattenimento e design. Attualmente si presenta come una fucina di idee e riflessioni, libero da meccanismi politici o culturali, aperto all’ispirazione che proviene da ogni angolo del mondo.

La conferenza TED Women, prima versione in veste  “rosa, ha visto  il debutto di un film documentario della giovane regista Chiara Clemente, incentrato su otto storie di vita al femminile.

La creatività e la passione è “rosa”

Levi’s in vista di questo importante appuntamento, ma non solo, ha pensato di dare un “senso” ed il giusto valore alla situazione femminile attuale. Ha avuto il merito di creare una Web Community ShapeWhatsToCome.com, e una  piattaforma di discussione, all’interno delle quali le donne del nostro Millennio si incoraggiano nello scoprire e perseguire le proprie passioni e potenzialità attraverso la collaborazione, il sostegno e la condivisione delle proprie esperienze di vita, di idee ed opinioni su temi caldi come l’arte, i media, la moda, la musica ed il cambiamento sociale, contribuendo a definire il proprio futuro.

Le donne, poste al centro di questa innovativa azione di brand entertainment , sono anche le protagoniste di una rivoluzione socio-culturale in cui vengono trascese le aspettative proiettate su loro stesse da una società ligia a canoni tradizionali, che le vorrebbe ora perfette matrone di casa, ora madri accoglienti, ora femme fatale, ora duro e forte “uomo” in carriera . Donne galileiane stanno invece invertendo il mondo con puro talento, spirito d’azione, voglia di fare la differenza, persecutrici delle proprie passioni, non conformità e non convenzionalità

Ce lo dimostrano ad esempio Katie Spotz (23 anni, Mentor, Ohio), la più giovane donna che è riuscita a remare da solo attraverso l’Oceano Atlantico e che è riuscita a guadagnare 100.000 $ con una raccolta benefica volta alla promozione per l’accesso all’acqua potabile nei paesi in via di sviluppo; Priya Lakhani (27 anni, London, UK), fondatrice del “Masala Masala Project” che fornisce un pasto per i senzatetto in India per ogni vasetto di salsa indiana Masala Masala venduto nel Regno Unito.

Levi’s e l’identità femminile

Siamo di fronte ad una regista (non per nulla anch’ella donna) che esplora l’identità, il contrasto culturale, il processo creativo: “ho voluto fare questo film così ho potuto portare in vita l’incredibile storia di ogni donna. Le loro esperienze sono un vero e proprio testamento alla creatività e alle possibilità a disposizione di questa generazione.”

Levi’s non veste indumenti ma [in]veste in cultura femminile, caratterizzata da una maggiore capacità emotiva, comunicativa, interrelazionale, da uno spiccato interesse per la qualità della vita e per le esigenze delle persone.  In questo modo il brand più conosciuto di jeans diventa un punto di riferimento culturale per le donne che si riconoscono in questa attività di identità culturale/digitale.

Image credits

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Le Apps Indispensabili per Android. [Primi Passi]

Vi avevamo già parlato qui della grande scelta che Android mette a disposizione in tema di applicazioni, con tutta questa libertà il rischio è di perdersi, sopratutto avvicinandosi per la prima volta al robottino verde.  Scoraggiati?  Non temete, i ninja tracceranno per voi un sentiero sicuro, privo di pericoli e insidie. Seguiteci e Android sarà sempre sotto il vostro controllo.

Essenziale

La prima applicazione che non può mancare sul vostro Android è Advanced Task Killer [Free]. La si può scaricare gratuitamente dal Market ufficiale, ne esistono più versioni, noi abbiamo provato quella di Rechild.  Conosciuta anche con l’acronimo ATK, questa applicazione vi permette di terminare le funzioni e i programmi che avete lasciato attivi con un solo tocco, restituendo così al sistema la memoria Ram impegnata in altri compiti. Potrete scegliere se usare il programma aprendolo normalmente, e scegliendo cosa chiudere, o in forma di widget, che consente con un tocco di chiudere tutte le applicazioni in corso.

Pro – Rapido, poco invasivo ed efficace, permette di recuperare memoria Ram. Sopperisce al problema della chiusura delle applicazioni, spesso poco chiara su Android.

Contro – Questa app se lanciata mentre si sta ricevendo una chiamata, avrà l’effetto di chiuderla automaticamente.

Per chi ha appena comprato un telefono Android

Avete appena acquistato il vostro telefono Android, lo avete scartato, acceso e avete fatto il giro di prova sulla rete. Molto contenti, spegnete il wireless, vi mettete in tasca il vostro Android e andate al cinema con gli amici. Un messaggio, “Traffico insufficiente per accedere al servizio”. Aspettando qualche minuto, vi accorgerete che i messaggi continuano ad arrivare e, controllando il traffico della vostra scheda, probabilmente mancherà qualche euro. Perchè?

Il problema

I sistemi Android sono progettati per rimanere sempre connessi alla rete, dunque il problema si verifica perchè il vostro cellulare tenta automaticamente di connettersi, una volta persa la connessione wireless, alla rete Mobile (senza alcun preavviso). Ciò potrebbe non essere un male, ma nel caso non abbiate sottoscritto abbonamenti particolari con il vostro operatore, la vostra scheda si scaricherà molto velocemente e, come nel caso descritto sopra, verrete tempestati da sms automatici non appena il vostro traffico diverrà insufficiente. Il reale problema risiede dunque nelle impostazioni che riguardano l’ APN (access point name).

Aggiornamento – Con i successivi cambiamenti a Android, questa procedura non è più “vitale” ma eviterà alla prima accensione del telefono di perdere tempo o credito, impostando il device in modo che non possa connettersi nemmeno per errore.

La soluzione: Apn on/off widget

La soluzione è semplice e a portata di mano. Lanciate il vostro Android Market e cercate la parola chiave APN, vi si presenteranno molte possibilità. Vi consigliamo di scaricare ed installare Apn on/off widget, un semplicissimo pulsante che vi permetterà con un solo tocco di inibire o ripristinare le impostazioni Apn. Naturalmente del tutto gratuito. Grazie a questo widget il vostro Android verrà istruito affinché non tenti di agganciarsi alla rete mobile, fino a che non deciderete di attivarla nuovamente. Rispetto alle altre possibilità, consigliamo questa app sopratutto a chi non ha molta confidenza con Android per il semplice motivo che non permette di modificare impostazioni in modo maldestro. Se siete utenti esperti e desiderate avere maggiore controllo su queste opzioni, indirizzate il vostro market verso Apndroid o APN Italiani, ottimi programmi, gratuiti e performanti.

Pro: semplice ed intuitivo, adatto anche a chi non ha alcuna dimestichezza con android – impedisce di fare danni –

Contro: Molto, troppo semplice, inadatto se si desidera impostare le opzioni VPN

Al prossimo post! 😉 Scriveteci per consigli sul prossimo sentiero da seguire insieme!

Tutti i vincitori di Eurobest 2010 [AWARDS]

La celebrazione della creatività comunicativa del Vecchio Continente si è conclusa ieri ad Amburgo, tra 900 delegati provenienti da tutto il mondo. Ecco i vincitori:

Agency of the year

Ogilvy Paris

Interactive agency of the year

DDB Stockholm

Network of the year

DDB

Film Grand Prix

WIEDEN+KENNEDY AMSTERDAM (Write the Future – Nike)

Print Grand Prix

DDB Uk London (Terminator – Volkswagen)

Outdoor Grand Prix

DDB Stockholm (The Fun Theory – Volkswagen)

Design Grand Prix

Amsterdam Worldwide (Tansu Shoe – Onitsuka Tiger)

Direct Grand Prix

JWT ITALIA Milan (Auditorium – Heineken Italia)

Media Grand Prix & PR Grand Prix

Bungalow 25 Madrid (Something has happened in Sietes – Microsoft)

Mobile Grand Prix

AKQA London (True City – Nike)

Promo & Activation Grand Prix

Abbott Mead Vickers BBDO London (Sandwich – Pepsico)

Craft Grand Prix

TBWAParis (Death Penalty – Amnesty International France)

Interactive Grand Prix

LES 84 Paris (Monet 2010 – Réunion des Musées Nationaux, Fabernovel)

Young Creatives Competition

UK Team Alfred Malmros & Alexander Hernesten from ANOMALY

Il fitness fatto coi piedi: ci pensa Reebok al tuo lato B

Impazza nei rivenditori sportivi la novità firmata Reebok, tutta dedicata alle donne (o forse più al loro lato B). Le nuovissime Reetone hanno attirato su di sé moltissime attenzioni e critiche, soprattutto per la miscredenza di moltissime consumatrici che non credono alla value proposition della multinazionale Inglese.

Tutto questo rumore però non ha certo fermato le Reetone: anzi, dal primo e semplice modello ne sono nati ben altri tre, nuovi di zecca e realizzati sulla base delle esigenze delle consumatrici e in particolar modo del loro lifestyle. Il loro nomi sono abbastanza deduttivi e coerenti con gli stili di vita di chi le usa; parliamo delle Traintone (ideali per la corsa), Easytone (per il tempo libero), Runtone (per il footing).

Reetone colpisce un target certamente interessato alla forma fisica ma non punta ad uno sportivo “attitudinale” bensì ad un cliente che non ha così tanto tempo libero da potersi dedicare allo sport vero e proprio che preferisce vivere in maniera ibrida la sua attenzione al wellness. Praticare attività quotidiane e normali grazie ad attributi e benefit “invisibili” ed embedded nel prodotto sembra essere un trend rilevante nel marketing dei prodotti sportivi.