Another (USB) Stick in the Wall

Mi perdoneranno i Pink Floyd ma non potevo non citarli. Parliamo di un progetto di arte urbana molto peculiare realizzato per le strade di New York.

Grazie ad Aram Bartholl e la Eyebeam i cittadini della Grande Mela potranno partecipare a Dead Drops, progetto di File Sharing totalmente offline e totalmente anonimo: sono state  inserite delle periferiche USB in muri, lampioni e pareti di luoghi pubblici (ci sono 5 posti fino ad ora), dove chiunque può connettere il suo PC per caricare o scaricare foto, musica, scritti o qualsiasi altra cosa.

In ogni “Dead Drop” si trova un file readme.txt che spiega il progetto, il cui nome è ispirato ai luoghi segreti dove si scambiavano oggetti senza necessariamente doversi incontrare. L’unica differenza è che, in questo caso, è tutto pubblico, in pieno stile Social.

Io correrei ad attaccarmi, senza pensare troppo alla sicurezza nazionale o del mio computer, ma potrei capirvi se aveste paura che qualche simpatico buontempone possa caricare un virus per far esplodere i vostri portatili.

A Rio de Janeiro la statua contro lo sfruttamento sessuale prende vita e l'abbraccio è da record

Durante la cerimonia ufficiale della campagna brasiliana “Carinho de Verdade”, lanciata da SESI e trasmessa in diretta su internet, si è potuto assistere all’abbraccio più grande del mondo con ben 28 metri di larghezza (vedi minuto 1:30 nel video sottostante).

Attraverso un gioco di luci l’agenzia Casanova di Brasilia ha proiettato sul Cristo Redentor di Rio de Janeiro le immagini di un grande abbraccio come se la statua prendesse vita.
Durante la notte del 19 ottobre scorso, data della cerimonia, per ogni 1000 collegamenti al sito www.carinhodeverdade.org.br il Redentor si concedeva ad un nuovo abbraccio.

L’iniziativa benefica è volta a sensibilizzare persone, istituzioni, imprese e organizzazioni sul problema dello sfruttamento sessuale dei bambini ed adolescenti in Brasile. La campagna vede convolti più di 70 artisti di tutto il mondo e tra i suoi patrocinatori oltre a SESI anche Petrobrás, SESC, SENAC, Caixa Econômica Federal, e Secretaria Especial de Direitos Humanos da Presidência da República.

Trovato qui.

Company Pages: la sfida di LinkedIn a Facebook

LinkedIn lancia un nuovo servizio rivolto alle aziende, le “Company Pages”.
Simili a quelle del principale concorrente, danno la possibilità di seguire un’azienda, di pubblicare informazioni e aggregare i dipendenti in un’unica pagina, in modo che gli utenti in cerca di informazioni abbiano un unico punto di riferimento.
C’è anche la possibilità di pubblicare informazioni e video sui propri prodotti e servizi, attraverso un’interfaccia molto “user firendly”, e sotto questo punto di vista molto diversa da quella che offre Facebook.

Punto di forza delle Company Pages è l’integrazione con mSpoke, compagnia recentemente acquisita da LinkedIn, che consente agli utenti del social network di recensire prodotti e servizi delle aziende sulle loro pagine.
In questo modo si può avere un riscontro immediato della propria immagine e di quella dei prodotti/servizi offerti.

Un minisito aziendale

La creazione di recensioni e contenuti pone LinkedIn come un concorrente, oltre che di Facebook, anche di numerosi siti specializzati in questi servizi, offrendo un’attrattiva in più ai suoi iscritti e ampliando il suo target di riferimento. Non solo i professionisti, ma anche semplici dipendenti e consumatori finali, adesso hanno adesso un motivo in più per iscriversi al social network, ritenuto da molti uno strumento di nicchia.

Il passaparola, la forma di pubblicità più antica che esista, si è spostato ormai da anni dalle vie cittadine alle autostrade del web,
e le Company Pages, sfruttando questo concetto, possono essere un aiuto concreto a diffondere in maniera virale l’immagine aziendale.

LinkedIn, in conclusione, offre uno strumento utile non solo ai grandi marchi, ma soprattutto alle PMI, che a costo zero possono ottenere una sorta di minisito aziendale, che non solo dà informazioni sulle attività, ma che diventa una grande piazza virtuale dove relazionarsi con i professionisti del settore, i propri dipendenti ma soprattuto con i consumatori finali, perchè fino a prova contraria, è la loro opinione quella che conta.

Non sapete come utilizzare il vostro iPad? Vi "illumina" Jesse Rosten

Solitamente la luce che proviene dallo schermo dei cellulari viene usata come “torcia” notturna (alla ricerca delle chiavi di casa o addirittura della serratura 🙂 ) e ci sono anche delle App, nel caso degli smartphone, che aiutano.

Stavolta però Il fotografo Jesse Rosten è andato oltre. Ha usato ben 9 iPad per illuminare il suo set fotografico. Il video in questione mostra come il fotografo utilizzi tre tavole (con tre iPad installati su ognuna di esse) per dare luce al suo set.

Creatività? Si, sicuramente. Ma anche un modo “illuminante” per mettersi in mostra.

Trovato qui.

Apple si è fatta sfuggire la tecnologia alla base di Kinect!

La notizia che ci arriva dall’altra parte dell’oceano è davvero curiosa. Apple sarebbe stata ad un passo dall’acquisto della tecnologia motion-sensing 3D di PrimeSense che sta alla base dell’ultimo arrivato in casa Microsoft, Kinect (qui il video che mostra il funzionamento della periferica  per “mappare” il giocatore).

La tecnologia, sviluppata da ingegneri dell’esercito israeliano, è stata portata nella Silicon Valley dal CEO di PrimeSense, Inon Beracha.

Qui i primi contatti con la casa di Cupertino, definiti però troppo “muscolari” per via dell’ossessione per la segretezza e la non divulgazione della società di Jobs.

Contatti non andati a buon fine, così Beracha ha preso accordi con la Microsoft, che ha ricambiato la preferenza implementando la tecnologia per la sua console Xbox 360.

Il lancio, avvenuto giovedì scorso negli Usa, ha ricevuto un’accoglienza decisamente positiva.

La Apple si sarà pentita della sua decisione? Aspetteremo una riposta “sul campo”!

Via Cult of Mac

Bambini 2.0? Bastano un computer e un po’ di buona volontà

Arriva la generazione 2.0, ma niente paura

Prendendo spunto da un articolo del Guardian, mi rivolgo soprattutto agli internauti genitori, ma anche a chi in generale passa un po’ di tempo della giornata a contatto con i bambini. Non sono certo un esperto di pedagogia né uno psicologo infantile, e sicuramente non custodisco la verità assoluta, ma nel mio piccolo voglio condividere con voi la mia esperienza (non ho ancora dei piccoli tutti miei, ma tra cugini e nipoti non posso lamentarmi).

Avrete notato che fin da molto piccoli sono molto attratti dalle tastiere e dalle schermate colorate dei nostri pc, ma soprattutto sembra che nascano già pronti ad utilizzarli, tant’è che ci sentiamo dire sempre più spesso le parole “posso vedere una cosa col tuo computer?”. Qualche anno fa, forse ancora oggi, si temeva di far diventare subito dipendenti i bambini lasciandoli troppo tempo a guardare lo schermo di un televisore o di un PC, ma siamo nel ventunesimo secolo, in piena era 2.0 per giunta. E allora in un mondo fatto di Social Network, banda larga, Augmented Reality, informazioni ed interazioni in tempo reale, vi dico di non avere più paura, perché in fondo basta solo un po’ di buon senso!

Il computer offre moltissimi spunti di interazione: con un po’ di pazienza potreste creare un angolino del vostro desktop tutto per loro, con cui aiutarli a sviluppare la loro creatività e fantasia, potenziare l’apprendimento con giochini appositi (vi dicono qualcosa Magic English, PC Genius o meglio ancora il Computer Kid?), senza contare il fatto che sarete voi stessi a selezionare i contenuti e le informazioni che vedranno.

Un consiglio per voi

Provate a mettervi in braccio i vostri bimbi ed aprire Youtube, ad esempio. Ottimo aiuto per trovare spiegazioni visive alle tante domande che la loro curiosità li porta a farvi, dare un volto ai personaggi delle fiabe, essere sempre pronti con le loro canzoni preferite, le scene dei cartoni animati e così via (ricordo che non c’era verso di far addormentare mio cugino se prima non ascoltava la sigla di un cartone, e dovemmo registrarla per potergliela far sentire a qualsiasi ora perché all’epoca Youtube non esisteva ancora). Ad essere del tutto onesti, poi, risulta infinitamente comodo come babysitter elettronica quando avete bisogno di quei 10 minuti per fare altro ma non vi fidate di lasciarli da soli davanti alla televisione (e vi direi che fate bene, se posso permettermi).

Insomma, se lo si usa in modo giusto, quindi facendo in modo che sia un’esperienza attiva per loro e senza esagerare, il PC non è affatto il mostro cattivo che qualcuno pensa. Potrete far imparare qualcosa ai vostri piccolini mentre si divertono, e poi magari li vedrete correre per controllare se è vero, perché no?

Provate a fidarvi di noi che in fondo siamo rimasti un po’ bambini, e forse non siamo venuti su così male anche usando il computer da piccoli, e lasciateli essere bambini 2.0. Vedrete che dopo tutto quel parlare, ridere, immaginare, osservare e correre in giro, poi saranno loro ad insegnare qualcosa a voi…

Problemi globali? Soluzioni Made in Italy con Lavazza Italian Experience [BRANDING]

In uno scenario dove si succedono continui e profondi cambiamenti tra il consumatore, i mercati e la società, il cui consumo si mostra con sempre maggior trasparenza, come “agire sociale dotato di senso” [Max Weber], vogliamo raccontarvi di un’interessante iniziativa lanciata da Lavazza nei giorni precedenti.
Il protagonista è la bevanda più amata dagli italiani e non solo: il caffè. L’autore è Lavazza, l’ambientazione è il Web.
Lavazza , traducendo il pensiero laterale di G. Fabris secondo il quale “ la marca deve soprattutto generare relazioni, non promuovere prodotti: intessere un rapporto dialettico, di confronto, di dialogo, di cooperazione con il consumatore” , ha pensato di far “incontrare” persone ed esperienze in una piattaforma digitale partecipativa.
Se sei straniero ed hai delle curiosità per ciò che concerne il “Made in Italy” in senso lato, dal divertimento all’amicizia, dall’amore al lifestyle italiano, o addirittura dei problemi, potrai ricevere delle risposte/soluzioni direttamente da un italiano che ti permetteranno di partecipare ad un contest in grado di farti vivere “l’esperienza” italiana.

Ma come funziona?

Viene caricata una video richiesta , l’utente italiano pubblica una video risposta ed attraverso il contest, che ogni quindici giorni seleziona una coppia, lo straniero avrà la possibilità di venire in Italia per vivere l’esperienza “italiana”, per conoscere il nuovo amico [colui che ha risposto alla video richiesta], e per effettuare un “training” con il fine di imparare a risolvere il problema con un “pizzico” di italianità.
Successivamente l’utente straniero ritorna al suo paese d’origine con l’amico italiano per mettere in pratica ciò che ha imparato e condiviso.
Semplice no?

Davvero interessante questa iniziativa in cui il brand Lavazza si rende attivo e partecipe del contesto attuale di cambiamento, enfatizzando la teoria del  The Cluetrain Manifesto in cui i mercati sfumano sempre più le loro caratteristiche fisiche per divenire luoghi di conversazione.
Il punto di forza, inoltre, risiede nel concetto e nella nuova definizione del marketing post moderno, un approccio che si prenda carico e “risolve” i problemi dei consumatori, piuttosto che crearne ancora.
Infine  il vero ingrediente è l’empatia che emerge dalle video richieste/risposte creando un legame emotivo tra le persone, facendo si che il brand divenga un diffusore di valori autentici che contraddistinguono il quotidiano,  valori che vengono narrati dagli utenti in modo spontaneo e piacevole, come il naturale gesto di noi italiani di fronte ad una tazzina di caffè.

Sei superstizioso? Un billboard interattivo a Lisbona ti mette alla prova!

L’agenzia Leo Burnett Iberia ha realizzato un simpatico billboard interattivo per promuovere una mostra sulla “Magia e il soprannaturale” che si sta svolgendo in questi giorni (dal 25/09 al 19/12) al centro commerciale Freeport di Lisbona.

Nel cartellone si legge “Sei superstizioso?“. Appoggiata al cartellone una scala con dei sensori per mettere i passanti alla prova: se la persona passa sotto la scala, il contatore presente sul billboard registra la risposta “NO”, se invece la persona evita di passare sotto la scala il contatore registra la risposta “SI”.

Da quanto si vede nel video, sembra che il fronte dei “SI” sia in ampio vantaggio (quindi la mostra con tutta probabilità avrà successo!), magari se vi capita di andare a Lisbona aggiornateci!

Trovato qui.

Le applicazioni per trasfomare il tuo smart phone in un monitor 3D o 4D ologram [NINJA APPS]

“Per rendere una cosa speciale, devi solo credere che sia speciale” Kung Fu Panda, docet.

E’ speciale quello che s’immagina, ma lo è ancora di più qualcosa che ti consente di fare quello che solo poco tempo fa potevi solo immaginare.

iDevice di Apple (iPhone, iPad, iPod Touch) e HTC-Android possono farci fare cose che abbiamo immaginato o visto al cinema “Il futuro può essere visto” nel 2002 era claim del trailer del film di Steven Spielberg Minority Report [link] ed ora i nostri smartphone sono tutti Touch Control.

Sviluppare un sistema operativo che abbia UI (user interface) olografica renderebbe davvero speciali i nostri iDevice, innescando il meccanismo virtuoso dell’innovazione tra i competitors di questo mercato in crescita [link] e con utili in attivo [link].

UI ologramma sarebbe qualcosa di “mostruoso”, nel senso etimologico del termine [Dizionario Zanichelli – per iPhone e iPad]

Interfaccia dinamica, flessibile, virutale e reale allo stesso tempo

Ologrammi al cinema [Guerre Stellari, Start Trek, etc] fashion [link] nella vita di tutti i giorni [link]

3D e 4D Hologram

Possiamo avere due o forse più tipologie di ologrammi per device mobile.
Ologramma in 3D nello spazio dove nel device mobile si ricrea la profondità spaziale che nella realtà non esiste.
Ologramma in 4D dove è l’utente mobile a disegnare nella sua realtà circostante un’ologramma attraverso il device mobile che fa “penna”

Prima sperimentazione di App interattiva con un toys virtuale. Un prodotto (toy) nel prodotto


App olografica per altre piattaforme [qui un device HTC]


Questa è una più evoluta app presente su iPhone e iPad


App “immersiva” per iPhone e iPad

Costruire uno oggetto che non c’è

Innovazione o magia?

App da scaricare e provare! A voi la scelta tra buy e free. [KAP]

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iHologram

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