Il Futuro del mobile in 5 punti. Previsioni per il 2011 [Mobile Forecast]

Ecco cosa ci è capitato tra le mani girovagando per il web: qualche tempo fa Mashable ha pubblicato quelle che secondo loro sono le 5 prinicpali tendenze nella telefonia mobile. Ve lo riproponiamo, in attesa di un vostro giudizio.

1 – Gli SMS continuano a pesare.

chi ha inventato il cell phone. eccolo!L’SMS è economico, immediato, universale (il 98% dei telefoni possono mandare messaggi), personale. E viene letto subito. Questo basta per ricordarsi di non trascurare questo medium, che a volte viene ignorato, ai tempi della generazione post-iPhone. Il tutto diventa ancora più interessante se viene unito ai dati forniti da comScore: quest’estate il 65.2% degli utilizzatori americani di cellulari ha confermato di aver usato SMS, con una crescita dell 1.4% rispetto al primo trimestre 2010. In termini di marketing, è rilevante il fatto che il click-through rate medio per un SMS è attorno al 14%, quando per le mail non si va oltre al 6.64%.

È interessante che Mashable ponga questo dato come punto numero uno dell’articolo: la stessa questione era stata sollevata proprio da NinjaMarketing in occasione dell’uscita del film For Colored Girls.

2 – La sperimentazione con i RichMedia

Per confermare questo punto basta guardare a cosa fanno i giganti: qualche mese fa Google ha comprato AdMob, piattaforma di digial advertising per mobile, in risposta alla mossa di Apple che, con l’acquisto di Quattro Wireless, dava vita al sistema di pubblicità iAd, basato su tecnologia HTML5.

I RichMedia sono più coinvolgenti e creativi, permettono di interagire con i contenuti in modo più profondo ed interessante, e soprattutto hanno un “engagement time” molto più esteso. D’altro canto, però, hanno tempi e costi di sviluppi elevatissimi: si parla di una media di 8-10 settimane per una campagna su iAd. Colossi come Apple possono permetterselo, ma il dubbio sollevato da Mashable è: non vengono tagliati fuori i pesci piccoli?

3 – Mobile Sites vs. Mobile Apps

Interessanti punti sono offerti dal bivio rappresentato da Mobile Site e Mobile Apps. Sicuramente le applicazioni sono il tema caldo: basta citare iPhone App Store, Blackberry App World, Windows Marketplace for Mobile, App Store for Symbian, Palm App Store o Android Market… bastano? Anche il web browsing però sembra avere un futuro glorioso: stime offerte da fonti autorevoli dicono che nel 2014 metà del traffico internet sarà dal telefono.

Notizie positive: l’Italia non sta a guardare. Diversi brand si sono buttati in questo mare, al punto che si possono addirittura analizzare le tendenze di settore in settore (vedi il recente articolo sulle PastApps!).

Chi vincerà la guerra? È presto per dirlo, dato che il marketing mobile rappresenta ancora il 5% della grande torta del mondo dell’advertising. Sicuramente si evidenziano due correnti: Google traina verso un mercato basato sui siti, Apple, ovviamente, spinge verso un mondo fatto di applicazioni.

4 – L’entusiasmo per la Geolocalizzazione

Non si può negare che le location-based application siano un altro ramo di questo gigante albero, e a quanto pare un ramo piuttosto fruttuoso: Gowalla, Whrrl, Brightkite, Loopt, SCVNGR, per non parlare di Foursuqare e Facebook Places, stanno pian piano erodendo il mercato. Anche se forse è ancora presto per parlare di rivoluzione. Solo il 4% degli americani adulti, infatti, dichiara di avere usato applicazioni location based. Se si va a contare i frequent users, il numero diventa davvero piccolo: l’1% dei consumatori fa il check-in almeno una volta a settimana.

Sembra che uno sviluppo interessante sia il mercato del trasporto aereo: secondo le parole di Dan Gellert, CEO di GateGuru, un’applicazione che funge da guida per gli aeroporti, le applicazioni di geolocalizzazione applicate a questo settore sono estremamente utili, quando si tratta di portare gente dentro i negozi. Non ci sorprende: non sono rare le incursioni dei social media nel settore aereo (si ricordi il caso Lufthansa).

5 – La crescita del Mobile Video

Man mano che le definizioni degli schermi aumenteranno, il mondo dei video via mobile crescerà. Ed anche se oggi non è particolarmente considerato dagli advertiser, i numeri sembrano ancora una volta essere difficili da contraddire. Le stime più ottimistiche ci arrivano ancora una volta dagli States: Cisco prospetta un 2013 dove addirittura il 66% del traffico mobile sarà occupato da contenuti video.

Che ne pensate? Credete che questi cinque macro-trend (trovati qui) bastino o secondo voi c’è dell’altro?

Hot Apps, or NoT Hot Apps? Hot Android! [Mobile Trends]

Quale sistema riuscirà a diventare più diffuso nel mondo Mobile?

La risposta sembra essere ovvia e a forma di mela ma, guardando con attenzione, si notano alcuni segnali provenire dalla concorrenza, che non possono essere ignorati. Android è in un momento di grande fermento, sotto tutti i punti di vista.

L’imponente crescita del numero di App presenti nell’Android Market, che attualmente sfiora le 100.000 unità, ben dimostra come gli sviluppatori non si siano dimenticati del verde robot.  Non si tratta però, come si potrebbe pensare, solo di applicazioni amatoriali: sullo store troviamo molto materiale professionale, sia a pagamento sia gratuito. Ne sono degli esempi recenti Apps appartenenti alle campagne di Marketing cinematografiche, create anche per il sistema di Google.

Cattivissimo me” viene sponsorizzato da Best Buy, una nota catena di elettronica Americana, con un App multi-piattaforma che permetterà di tradurre in tempo reale le parole dette dai simpatici mostriciattoli gialli, altrimenti incomprensibili. App originale (link), sviluppata per tutte le tipologie di smartphone, è evidente il guadagno di Immagine sia per Best Buy che per il film.

Un altro esempio eccellente di questo fermento lo troviamo nella campagna multimediale dedicata al fumetto Scott Pilgrim di Sean O’Malley. Contemporaneamente al Film, ancora nelle sale cinematografiche e al videogame, è stata lanciata la “Scott Pilgrim’s precious little app” anche per Android (la trovate qui). Si tratta di un visualizzatore che propone una fruizione differente del fumetto, integrando suoni, vibrazione e adattamento dello schermo alla semplice lettura, questo clip illustra come.

Nonostante tutto iPhone sembra essere sempre un passo avanti.

Il problema forse, è la filosofia Free di Google e la marcata differenza tecnica che caratterizza i modelli su cui Android è installato, elementi che di certo non favoriscono la produzione di contenuti.

In rapporto a questa caratteristica però, è interessante notare la presenza del fenomeno JailBreak ovvero la pratica per cui vengono eliminate le restrizioni che impediscono all’utente di installare applicazioni diverse da quelle Apple su iPhone, iPad e iPod.

Non vi sono dati certi riguardo al  numero dei  terminali Apple modificati, essendo una pratica non lecita, dando però uno sguardo sulla rete, basta una semplice ricerca su Google per capire, dal numero di tuorial, consigli e guide quanto sia in realtà diffusa. L’atto viola il contratto e comporta la perdita della garanzia: questi utenti non vogliono sottostare alle regole imposte dalla Grande Mela.

Desiderio di maggiore libertà?

Eccone un altro [Freedom from Porn]. Non è l’unica pagina di questo genere, ve ne sono molte altre che consigliano al CEO di togliere il bando imposto ai materiali solo per aulti.

parodia di steve jobsCome è risaputo, il nudo esplicito è totalmente censurato dai sistemi di Apple: non troverete mai niente del genere ne all’interno dello store ne su iTunes, anzi, Steve Jobs invita, in un’intervista, gli utenti che cercano applicazioni di questo genere a rivolgersi alla concorrenza.

Su Android?

Su Android non solo vi sono applicazioni a sfondo sessuale, ma un intero App Store. Si chiama Mikandi, il primo nel suo genere, fornisce applicazioni solo per sistemi non–Iphone (dal sito traspare anche il tentativo fallito da parte del produttore di entrare nel mondo Apple).

Il passato ci ha già mostrato quale peso possa avere l’industria adult sul successo di una tecnologia, come è già accaduto per diversi standard. In un momento attuale in cui vi è scarso interesse per questa tipologia di servizi a sbarcare su formati HD, malvisti proprio a causa della loro troppa fedeltà nel riportare le immagini, il mobile potrebbe invece essere un ottimo terreno di vendita, considerando anche i fattori discrezione e facile collegamento con i soldi dell’utente.

Google punta a tutelare la libertà di scelta dell’utente, in linea con la filosofia adottata in questi anni per tutti i suoi servizi. Contemporaneamente, il confronto inevitabile fra i due prodotti evidenzierà questa differenza e, senza alcun dubbio, Google ha già ampiamente dimostrato le sue capacità sul web.

Chi sarà il vincitore di questa sfida tra la mela e il robottino? [KbyLM]

Spettacolari proiezioni di H&M ad Amsterdam [AMBIENT]

Una spettacolare inaugurazione per il nuovo flagship store H&M ad Amsterdam: con il projection mapping, sdoganato nell’industria creativa ai Cannes Lions 2010, l’edificio prende vita ed ipnotizza l’audience con un’esperienza polisensoriale.

Lev Manovich (2002) affermava che il profondo cambiamento che investe la cultura all’epoca della rivoluzione dei media computerizzati riguarda anche lo spazio e i relativi sistemi di rappresentazione e organizzazione, diventando anch’esso un media: “Proprio come gli altri media – audio, video, immagine e testo – oggi lo spazio può essere trasmesso, immagazzinato e recuperato all’istante; si può comprimere, riformattare, trasformare in un flusso, filtrare, computerizzare, programmare e gestire interattivamente”.

Il projection mapping rappresenta un passo avanti rispetto al projection advertising: partendo dalla rilevazione omografica dell’edificio, vi si proietta un rivestimento digitale video/animato, perfettamente sagomato sullo sfondo architettonico; questo dà vita a straordinari eventi ed effetti tridimensionali e fantasmagorici. L’illusione percettiva, come in questo caso, è quella di un’architettura liquida, mobile, che aderisce come pellicola o si stacca dalla superficie vera; frammenti di superfici creano un’illusione ottica di forte impatto, il tutto sotto gli occhi del pubblico inconsapevole o del passante, il quale non distingue più tra la trama architettonica vera e propria e quella virtuale.

Trovato qui

George W. Bush live su Facebook

Mark Zuckerberg non guarda la televisione. Sarà per questo che ha voluto creare un canale tutto suo per metterci quello che gli piace. Facebook Live nasce come un canale streaming, in cui vengono presentate le ultime novità dal mondo di Facebook e invitati ospiti d’eccezione, cui i Facebooker possono fare domande in diretta.
Dopo aver ospitato nel quartier generale di Palo Alto, il sindaco di NY, Mark ha voluto invitare il quarantatreesimo presidente degli Stati Uniti, George W. Bush che ieri è stato ospite del suo programma live.

La presentazione del libro, Decision Points

Il presentatore introduce Bush dicendo che è qui per parlare del suo libro, Decision Points. Bush dà inizio a una serie di battute che rendono l’intervista davvero piacevole: “Piuttosto shockante, eh? La gente non pensava nemmeno che sapessi leggere, figuriamoci scrivere!”

“Spero che la gente legga il mio libro. Ho scritto questo libro perché riconosco che non c’è niente di così accurato come un racconto breve. Voglio dare agli storici futuri una prospettva – la mia.”

Bush e la tecnologia

Si parte con le domande relative al rapporto tra l’ex presidente e la tecnologia.
Bush ammette di non aver usato molta tecnologia durante la sua presidenza, ma di essere stato il primo presidente ad usare le email. In seguito è diventato una “blackberry person” e poi una “ipad person”.
Inoltre ammette di usare Facebook come modo per stare in contatto con la gente interessata al suo operato.
Il presentatore gli chiede allora dell’ipod, suggerendo che aveva iniziato ad usare ausando lo shuffle.
Bush allora domanda: “Ah allora anche quella è tecnologia?”
E beh, sì.
Il giornalista allora propone: “Torniamo al libro”.
Bush risponde: “Mi sembra una buona idea!”

Ci racconta che il libro è una raccolta  di momenti in cui ha dovuto prendere importanti decisioni. Dice che è stato “divertente da scrivere e divertente da vendere!”, una battuta che si riferisce ad un intervento precedente in cui ammetteva di essere stato per molti anni sotto i riflettori e che adesso non gli interessano, ma del resto il suo editore gli aveva detto che doveva pur fare qualcosa per vendere il libro.

Bush, l’istruzione pubblica e il Bush Institute

Parla del Bush Institute, proponendo a Mark Zuckerberg di partecipare ad una joint venture per promuovere l’istruzione pubblica, affermando che nessuno deve rimanere indietro e ognuno dovrebbe raggiungere ciò che vuole  raggiungere, il tutto intervallato da battute sul fatto che Zuckerberg non si sia nemmeno laureato.

Le critiche e la libertà secondo Bush

In seguito si passa ad argomenti più pesanti, relativi alla sua politica estera e quindi naturalmente alla questione Iraq. Prende come esempio il Giappone, dicendo che in passato nessuno avrebbe immaginato che avrebbe potuto essere alleato degli Stati Uniti, eppure è successo. Quindi parla del suo rapporto con Koizumi, il primo ministro del Giappone all’epoca della sua presidenza, cui dedica un racconto nel suo libro.

Per il resto, rimane sul vago, tornando al discorso che ben ricordiamo sulla libertà, sostenendo ancora una volta: “Molti ritengono che i musulmani non volessero essere liberi, o non potessero essere liberi… Io penso che sia nostro interesse nazionale aiutarli”.

A questo punto arriva il discorso sulle critiche e gli si chiede una sua opinione rispetto all’amministrazione Obama ma Bush, pur ammettendo che ci sono molte critiche, risponde: “Non penso sia un bene per una paese avere un ex presidente che critica il suo successore, quindi io non voglio farlo, e non lo farò. Se credi in quello che fai, allora le critiche non significano niente. La cosa peggiore che puoi fare come leader è cambiare chi sei perché ci sono delle critiche”.

“Penso che abbiano gestito bene l’Afghanistan” e “Applaudo l’amministrazione per l’operato con la Cina”, ritenendo che la Cina non vada tenuta fuori e che gli scambi commerciali con gli Stati Uniti possano essere veicolo di cambiamento.

Bush parla di Wikileaks

Il presentatore affronta la questione Wikileaks. Bush risponde: “Le fughe di notizie sono molto dannose e chi le fa dovrebbe essere perseguito”. Aggiunge: “Quando hai una conversazione con un leader straniero e finisce sui giornali… a loro non piaceva. A me non piaceva”.

Bush e le considerazioni sulla vita

Dice che ha corso dei rischi quando si è candidato alla presidenza perché se avesse perso qualcuno avrebbe detto “Che patetico candidato!” e poi quando ha vinto hanno detto “Che patetico presidente!” ma poteva contare sull’amore incondizionato della sua famiglia, a partire da suo padre.

Dopo una vita complessa, ama le cose semplici. Si gode la famiglia, sua moglie, le sue figlie e afferma di essere veramente fortunato ad avere i genitori ancora in vita.

Infine l’ex presidente invita a “vivere la vita nella sua pienezza” anche se “la vita non è come te l’aspetti” ma  “la questione è come giochi”.

I primi piccoli passi di una rivoluzione per Facebook?

In questa chiacchierata con il quarantatreesimo presidente, che si propone ora come paladino della libertà a costo della guerra e anche preferibilmente dei leaks, ora come family man ora come cowboy, ora come mattacchione ora come filosofo, si possono intravedere i primi piccoli passi di una rivoluzione che porterà Facebook ad essere l’unico grande medium, da un lato nella comunicazione one-to-one con l’evoluzione dei Messages, dall’altro con il canale Facebook Live per arrivare alla comunicazione di massa?

Non si sa come andrà a finire. Sebbene l’epoca in cui viviamo sia accelerata, la strada è ancora lunga.

Ninja Marketing si apre al diritto digitale, una nuova rubrica per i Guerrieri della comunicazione

Qualche giorno fa commentavo insieme a Mirko-Kiko Hattori Hanzo una serie di casi recenti che hanno creato più di qualche problema ‘giuridico’, anche a note aziende, spesso non totalmente preparate alle novità del mondo online.

Pensavamo alle vicende che hanno visto Mediaset contrapposta a Youtube per violazione dei diritti connessi, alle quotidiane azioni intentate da e contro Apple, Nokia, Samsung; ma anche a casi clamorosi come la vicenda The Pirate Bay, o alla gestione della privacy online e alla tutela delle proprie opere.

Le differenze tra mondo online e offline, infatti, sono tante e rendono necessario un diverso approccio; diversi sono gli strumenti e diverse molte delle problematiche che possono presentarsi.

Lo vediamo ogni giorno. cosa accade: il mondo politico e il Legislatore, nelle sue molteplici forme,  faticano a star dietro ai cambiamenti repentini che le nuove tecnologie e il web portano anche nel mondo reale, con continue osmosi,  e sembrano spesso non avere, essi stessi, gli strumenti adatti per interpretarlo e per decodificarlo nel migliore dei modi.

Assistiamo, così, a fenomeni di iperproduzione normativa, a normative a volte confliggenti le une con le altre, a disegni e proposte di legge spesso totalmente anacronistici rispetto alla realtà che vorrebbero regolare, a sentenze inaspettate.

Nella maggior parte dei casi si tratta, semplicemente, di modalità inadatte a regolare determinati fenomeni.

Da qui è nata l’idea di questa nuova rubrica, Diritti Digitali, che, senza avere la presunzione di porre un punto definitivo su argomenti e questioni che, per forza di cose, sono in continua evoluzione, cercherà, partendo da notizie e fatti di attualità, di far luce su alcuni fenomeni giuridici che riguardano il web e le nuove tecnologie: dalle forme di tutela in rete, al diritto d’autore; dall’audiovisivo online, alla pubblicità nelle sue svariate forme; dalla gestione della privacy, all’applicazione delle licenze ‘open’.

L’idea è proprio quella di provare a capirne i meccanismi giuridici alla base e commentarli con voi.

La nostra speranza è che una maggiore conoscenza di tali meccanismi possa non soltanto accrescere la consapevolezza di tutti noi che il web lo usiamo costantemente, per lavoro o per diletto, ma possa aiutarci anche a scegliere consapevolmente, nel lavoro e nella vita quotidiana.

Spesso, infatti,   un problema non ha una e una sola soluzione, ma quasi sempre le alternative ci sono, anche se non sono note.

In pieno spirito collaborativo, se vorrete segnalarmi argomenti o questioni che vi piacerebbe fossero trattati in questa rubrica, scrivetemi a: morena(at)ninjamarketing(dot)it

A lunedi!

Top 5 Horror – Novembre 2010

Nei nostri post di solito cerchiamo di mostrarvi le idee più belle trovate in rete, le più interessanti o quelle stilisticamente realizzate meglio.

Ma spesso nelle nostre ricerche ne vediamo anche altre veramente brutte, schifose e stupide e siccome non vogliamo privarvi di nulla, ecco la Top 5 Horror di Novembre, la classifica con i 5 orrori del mese. Continua a leggere

E' questo quello che fai online? [ADVERTISING]

Una frecciatina all’oversharing, la tendenza dei social media addicts a divulgare troppe informazioni online.. e la campagna per l’antivirus/anti-intrusione F-Secure è fatta.

Agenzia: 358 Helsinki, Finland
Direttore Creativo: Verneri Leimu
Art Director: Antero Jokinen
Account Manager: Minna Läntinen
Strategia: Anton Schubert
Graphic Designer: Mark Nurmi
Agency Producer: Sonja Eiramo
Production Company: Juho Konstig, Hannu Kalliolahti, Jyri Paajamaa / Woodpecker film



Trovato qui.

Black Eyed Peas: realtà aumentata e BlackBerry [VIDEO]

Il video del nuovo singolo dei Black Eyed Peas, The time, che annuncia l’uscita (domani 30 novembre) del prossimo album The Beginning porta due novità, che magari possono essere sfuggite a qualcuno.

Per cominciare, nel video compare il primo tablet di RIM, l’atteso BlackBerry PlayBook, disponibile negli Stati Uniti dall’inizio del prossimo anno (e poco dopo anche in Europa).

Forse l’avrete semplicemente scambiato per un iPad, ma non è così!

La seconda è che nel video è usata la realtà aumentata. Proprio tramite il tablet si vedono alcuni dei cantanti che si trasformano in personaggi stile cartoon 3D.



Due novità, stesso probabile obiettivo per il tablet di RIM e l’AR: segmento mainstream?

Per il momento godetevi la canzone!

La mafia spiegata ai ragazzi – il libro di Antonio Nicaso in tour a Dicembre in tutta Italia [EVENTO]

«L’etica del networking (l’etica haker), quella a cui s’ispira Ninjamarketing, è un sistema valoriale fondato su valori di apertura, partecipazione e condivisione.

La mafia invece, intesa come forma mentale non solo come istituzione, è un immaginario che ha pervaso il paese, una forma mentis fatta di sistemi chiusi dove le possibilità sono offerte solo a chi aderisce ad un preciso sistema gerarchico di potere. In questa ottica la P2 è mafia, la politica tutta italiana è mafia, il sistema accademico è mafia, etc, etc..» Alex Giordano – co-fondatore di Ninja Marketing

La Mafia spiegata ai ragazzi

“Quand’ero bambino della mafia non si parlava”, inizia così “La mafia spiegata ai ragazzi“, l’ultimo libro edito da Mondadori di Antonio Nicaso.

Antonio Nicaso, per chi non lo conoscesse, è uno scrittore e giornalista calabrese, che da anni vive in Canada, uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale. E’ docente di Storia della questione meridionale e Storia delle organizzazioni criminali al Middlebury college (Vermont, USA), nonchè autore diversi bestseller internazionali tradotti in diverse lingue, come “Global Mafia: The New World Order of Organized Crime” e “Bloodlines: the rise and the fall of the Mafia’s Royal Family”.

La Mafia spiegata ai Ragazzi “si propone un obiettivo ambizioso: raccontare nel modo più semplice (e Dio sa quanto ciò sia difficile, soprattutto su certi temi) cosa sono la mafia, la ‘ndrangheta, la camorra, la sacra corona unita.

Qual è la loro storia. Quali sono i loro riti. Quali sono le parole chiave.

Non si parla, certo, solo delle mafie italiane. Ma anche dell’americana Cosa Nostra, delle Triadi cinesi, della Yakuza giapponese, dei Vory v Zakone russi, dei cartelli colombiani e messicani, della mafia nigeriana e albanese” – così Gian Antonio Stella racconta sul Corriere della Sera (prima pagina, 16 Novembre) e sul suo blog, “La mafia spiegata ai ragazzi”, l’ultimo libro di Antonio Nicaso. Continua a leggere

Giocare a Super Mario Bros, con Kinect [VIDEO]

Non vi nascondo che da quando Kinect è arrivato sul mercato, l’entusiasmo per il device si è mutato via via in fastidio: non c’è giorno, infatti, che non legga qualcosa sul famigerato aggeggio e sulle quotidiane imprese dell’hacker di turno. Tuttavia non posso esimermi dal condividere con voi questo video. Dopo avere mutato un bastone in una lightsaber, ecco l’ennesima prodezza di Yankeyan.

(a Miyamoto sarà venuto un colpo…o magari se la starà ridendo 😀 )

Buon divertimento!!!