One in Nine: come prevenire il (segno del) cancro

È ancora possibile stupire con pubblicità sulla carta stampata? La risposta è si. Basta essere creativi e giocare con il medium. I giornali hanno visto nascere il concetto di “pubblicità”: la prima risale al 1657, con un annuncio che promuoveva una bevanda esotica chiamata “cioccolata”, nel Public Adviser di Londra.

A distanza di secoli, l’evoluzione continua: non sono rari gli esempi di campagne che vanno oltre il semplice acquisto di uno spazio pubblicitario: si utilizza la forma, o addirittura il materiale stesso dei giornali, per mandare un messaggio. La campagna in questione segue questo solco:

I creativi di McCann Erickson (nella sede israeliana di Tel Aviv) hanno trovato un modo molto accattivante per far risaltare il messaggio di One in Nine, associazione no profit che si occupa di far prevenzione riguardo al cancro al seno. L’oroscopo relativo al segno del cancro è stato spostato di alcune pagine, in modo da comparire prima rispetto al resto dei segni zodiacali.

Il claim aiuta a capire il significato: “Scoprire prima il cancro può salvarti la vita. Fai il test“. Quando si arriva alla sezione dell’oroscopo, sotto la scritta Cancro c’è un rimando alla pagina dove compare l’oroscopo per quel segno, accompagnato dal messaggio di One in Nine.

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Banner musicale per il Jazz Camp

Il banner del Jazz Camp di Kranj (Slovenia), festival annuale di musica Jazz, presentava una particolarità: passando sul banner, era possibile suonare il piano raffigurato!

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It's my time: Benetton e il casting outsource

Benetton si è data al casting online con la campagna “It’s my life“, alla ricerca di 20 volti fotografati da Josh Olins a New York per il catalogo autunno/inverno 2010.

Altri 100 finalisti – votati dagli utenti stessi – entreranno a far parte di un book e vinceranno 200 euro in buoni Benetton.

Intanto il resto della campagna è stata sviluppata in realtà aumentata: le foto dei modelli sono infatti accompagnate da smart code per il download delle loro schede.

Alfabetizzazione digitale e nonni internauti: l'esempio virale di Nuok

Potrebbe capitare, oggigiorno, davanti ad un focolaio, durante un semplice spaccato di vita quotidiana di udire queste inconsuete parole: “Mamma, nonno è collegato ad internet con il mio pc già da un’ora! Non è giusto! Ora tocca a me, il suo turno è finito!” Beh cari guerrieri, non ci sarebbe da stupirsi, proprio perché l’innovazione informatica che stiamo attraversando ha permesso questo avvicinamento del “terzo tipo” e molto altro!

A titolo esemplificativo basti prendere in considerazione la campagna virale fatta per il sito Nuok.it, piattaforma in cui l’estro tutto italiano delle menti creative, emigranti made in italy, o potenziali tali, si incontra virtualmente al fine di condividere esperienze, sensazioni ed ambizioni sulla ridente metropoli americana.

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Ora anche il tatoo è in Augmented Reality

ThinkAnApp ha ideato un codice AR da tatuare sulla pelle che, una volta mostrato ad una webcam, mostra un’animazione sullo schermo del computer.

Provocazione, follia o body art digitale? A voi la parola!

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Il marketing del Turismo non convenzionale di Braunwald

La località Svizzera di Braunwald, oltre ad essere un’attrazione turistica sia in estate che in inverno, è un villaggio nel quale è vietata la circolazione di tutte le auto.

L’agenzia Wirz BBDO Network svizzera ha realizzato questi ambient per comunicare la purezza e la qualtà dell’aria che si respira in questo villaggio.

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The Cape Times: i maestri dell'approfondimento

Curiosa campagna multisoggetto per The Cape Times, testata giornalistica sudafricana. L’agenzia Lowe Bull di Città del Capo ha portato all’estremo il concetto di “investigare in profondità una notizia”. Il payoff parla chiaro: le notizie vengono viste da ogni angolo per permettere al lettore di “know all about it”, ossia sapere tutto ciò che c’è da sapere.

Dallo sbarco sulla Luna al celebre lancio della scarpa a Bush, passando per un geniale cambio di prospettiva nei confronti dei fatti di piazza Tienanmen, The Cape Times ci regala delle angolature assolutamente poco convenzionali.

Si usa quindi il contenuto (le notizie) per parlare del veicolo (il magazine), un po’ come il caso di grande successo by Le Monde, che ironizzava su diversi fatti recenti, compreso il Berlusconi-gate.

In alcuni casi, i fatti controversi di cronaca sono stati usati in modo molto più politically-uncorrect, per creare scandalo e rumore: ricordiamo il recente esempio del WWF (verosimilmente un fake), e mostriamo qui il visual pubblicitario di IP Men’s Magazines. La società, che distribuisce MAXIM e altri magazines per uomini, ironizza in modo piuttosto pesante sul significato di “target”: “Se gli uomini sono il vostro target, siate sicuri di non mancarli”.

Alta dose di ironia… bassissima dose di buon gusto! Se il prodotto in questione è una testata giornalistica, che deve mantenere una certa credibilità, preferiamo di sicuro lo stile pubblicitario di The Cape Times: pagine che fanno sorridere, senza essere inutilmente provocatorie.

Snow mob: il lato soffice dei flash mob

Chi ha detto che fare a palle di neve è da bambini?

Nello stato di Washington, a DuPont Circle, centinaia di persone si sono date appuntamento via Facebook ed altri social networks per darsi battaglia.

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Greenpeace e gli UFO ecologisti

Vi siete mai chiesti perchè gli UFO scappano sempre via? E’ la domanda che si pone satiricamente Greenpeace in questo bel video virale.

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