Il guardaroba di Canal+
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Nasce in UK il primo BlogPaper. Il sito theblogpaper.co.uk invita tutti a proporre i propri articoli correlati di foto e quelli più commentati costituiranno l’edizione cartacea del blog, per ora settimanale. Il giornale, gratuito, viene distribuito per le strade di Londra e sta riscuotendo molto successo fra i giovani, ma non solo, poichè va a rimpiere il vuoto lasciato da molti giornali freepress costretti a chiudere a causa dei mancati introiti pubblicitari.
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What would you do if you had to choose between renewing a school’s doors, bringing electricity to an old people’s home or repairing a public car park? This is what citizens of Heathcote in South Australia are being asked. In fact, a local MP, Paul McLeay, has recently started an interesting e-participatory budgeting initiative. That is, citizens are asked to decide how to allocate public funds, by electing their favourite public works through a vote on the internet.
The McLeay initiative is part of the Community Building Partnership, funded by the New South Wales government with $35mln Australian dollars (about 20mln euros). Under the programme, groups of citizens can submit projects and ask for funds to support infrastructure and employment at a local level. Parliamentarians select the best projects and allocate funds, which is where McLeay’s idea comes in, claiming on his website: ““It is your money. Tell me how you think it should be spent”.
The Heathcote parliamentarian can’t decide how to allocate funds. Nevertheless, he can select public works to promote within the Parliament: those considered the most relevant by his voters. Hence, in the New South Wales town a strange countdown has begun: 22 days are left for citizens to vote on McLeay’s website, by expressing up to five votes for the 46 public works projects, all suggested by local groups.
The Australian case is not the first experiment in e-participatory budgeting. A precedent? Belo Horizonte, where in 2008 citizens were given the opportunity to vote online for one public work out of five to be carried out. The orçamento participativo initiative is part of the process to involve local communities in public investments started by Belo Horizonte in 1993, four years after Porto Alegre’s first participatory budgeting programme. Since then, every two years citizens vote for a public work to do be done in the city, being aware of the costs.
e-Participatory budgeting’s frontiers are yet to be explored. And who knows what it would happen if people, rather than complaining about public administration’s waste, could decide through a mouse-click the public works to be done. Maybe they would vote for the construction of high-speed trains, for a bridge over the sea or for new schools. What is certain is that they would be free to choose what to do with their taxes, and be involved in successful resource allocation. But they would also be responsible for any waste.
Video realizzato dall’organizzazione Shelter.org.uk per sensibilizzare sul problema dell’alloggio che coinvolge sempre più persone col collasso del mercato immobiliare.
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L’etichetta, a forma di clessidra da utilizzare per le carni confezionate, utilizza un inchiostro speciale che cambia colore man mano che la carne invecchiando rilascia sempre più ammoniaca. In questo modo non solo i consumatori sono in grado di capire subito se la carne è fresca oppure no, ma quando il codice a barre è totalmente oscurato questo non viene più scansionato e quindi la carne non è più acquistabile.
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Originale e divertente il minisito creato per il lancio della pay-tv Dahlia TV sul digitale terrestre. L’idea della camapgna è raccontare le 101 buone scuse per non uscire di casa e poter godere la ricca programmazione del canale. Gli utenti potrenno inviare la propria scusa e votare la loro preferita o condividerla sui propri social network.
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Lo vorreste un tecnico dei social media così?
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Azione Pixar per il lancio del suo ultimo film d’animazione.
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“Torno subito vado in edicola“.
Questa la scritta che appariva a Roma e Milano all’interno di alcune sagome di calciatori da 200×70 cm.
Zarate della Lazio e Milito dell’Inter, infatti, si sono fatti un bel giro in città: altro che edicola, se ne sono andati a spasso e, da veri campioni, si sono pure concessi ai tifosi (ma per chissà quale motivo non hanno voluto firmare autografi…).

In realtà la campagna mirava alla promozione di una nuova iniziativa di Gazzetta dello Sport per la pubblicazione di una serie di poster a grandezza naturale.
Dietro l’azione di street marketing la mente dei sempre ottimi ragazzi di G-com, che per il noto quotidiano sportivo avevano già ideato, tra le altre cose, l’ormai celebre nevicata rosa e la campagna per il lancio dei DVD su Pantani.

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Sono anni che ormai si parla di Cool Hunters e di quanto siano importanti (perché importante e vitale è diventato anticipare le tendenze). Noi di Ninjamarketing già tanto tanto tempo fa ne abbiamo parlato definendoli “né profeti né sensitivi, ma solo persone in grado di respirare il nostro tempo e di calarsi all’interno della società per capire qual è il linguaggio più adatto per comunicare con essa”, quindi non stiamo qui a dilungarci troppo.
Parliamo invece dell’evoluzione di questo lavoro o forse meglio ancora dello sviluppo di una vera e propria metodologia, il Trendwatching, ovvero una ricerca qualitativa di matrice etnografica in grado di rilevare tutte quelle tendenze estetiche ed espressive (riguardo stili di vita, culture di consumo, moda, design, arte, prodotti, architettura, nuovi media e molto altro ancora), che domani saranno in grado di influenzare gli immaginari sociali.
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