mobile-journalism

Dal microfono allo smartphone, l’era del mobile journalism

La fruizione delle notizie funziona sempre più spesso in modo contrario al passato. Fino a neanche tanto tempo fa, per conoscere gli ultimi aggiornamenti dal mondo era necessario acquistare un giornale o quantomeno accendere la televisione. Ricordo momenti come l’attentato alle torri gemelle di New York, subito dopo il quale le trasmissioni erano state interrotte per mostrare le cosiddette “breaking news”, che altrimenti i telespettatori non avrebbero visto fino al successivo telegiornale.

Oggi, invece, entriamo in contatto con le notizie in un modo che, prendendolo in prestito dal marketing, potremmo definire “pull” – all’utente medio basta avere accesso a internet, in particolare ai social tramite il proprio smartphone, per essere “tirato dentro” le ultime notizie senza dover muovere un dito, ovunque si trovi e quasi in real time. Basta uno sguardo veloce ai trending topics su Twitter, il nome di una città o qualche altra parola che non ci torna, per trovarci catapultati in tempo reale nelle notizie in anteprima. Dagli scioccanti video amatoriali fatti con lo smartphone durante gli attentati, alle foto di vip nei posti più disparati, siamo tutti allo stesso tempo fruitori e creatori di informazione, lettori e giornalisti.

E i giornalisti veri, in uno scenario del genere, che fanno? Quando il tuo lavoro è essere presente dove accade l’azione, e centinaia di migliaia di persone possono essere già lì mentre tu stai giusto salendo in macchina per andarci, come fai a continuare ad essere competitivo?

È un dilemma che i giornalisti, ma prima di loro gli editori stessi, si sono posti e si stanno ancora ponendo, perché la risposta, in verità, non è facile. Ma è ormai innegabile che l’avvento degli smartphone, delle connessioni ovunque, dei social media, della vita in diretta, abbiano cambiato per sempre il mondo del giornalismo, tanto da giustificare l’introduzione di un nuovo termine, l’inglese Mojo – Mobile Journalism.

Un nuovo tipo di giornalismo?

mobile-journalism-mojo

Depositphotos #142106224

Non è corretto definirlo una forma alternativa di giornalismo, come non sarebbe corretto definire la comunicazione attraverso gli influencer un’alternativa alle media relations. Il Mobile Journalism è l’ovvia evoluzione del giornalismo tradizionale ai tempi del digitale, in cui il problema non è più solo la modalità di fruizione dei contenuti, ma la modalità della loro stessa creazione.

Lo smartphone, quindi, è diventato il nuovo microfono nell’immaginario collettivo del giornalista. Il moderno Clark Kent, che riesce ad essere sempre nel luogo dell’incidente in un attimo non grazie ai poteri di Superman, ma grazie alla sua capacità intrinseca di essere nel posto giusto al momento giusto per davvero, e di possedere un cellulare carico, una copertura stabile e tante app ad hoc per confezionare la sua notizia al meglio, con risultati degni di uno studio di registrazione.

Questa necessità di fare mobile journalism ha posto grandi sfide non solo ai giornalisti ma soprattutto agli editori, come dicevamo. E alcuni l’hanno colta con grandi risultati, riconoscendo l’impossibilità dell’ubiquità e il valore della presenza sul territorio e del tempismo come molto più importanti di qualsiasi costoso strumento di editing o materiale fotografico. Risale all’anno scorso, negli Stati Uniti, il primo caso di redazione locale interamente da remoto, in cui tutti i giornalisti lavorano come mobile journalists, preparando i servizi con il proprio smartphone o laptop, inviando prodotti finiti ad una redazione “virtuale”.

Questo può rappresentare un vantaggio notevole per certe tipologie di testate, specie se online, permettendo di ottenere una riduzione dei costi e un vantaggio competitivo sui concorrenti incredibile, ma chiaramente necessita di un cambio totale sia a livello infrastrutturale che di mentalità.

Il mobile journalism come opportunità

mobile-journalism-mojo

Depositphotos #133938886

Dall’altra parte, per i giornalisti, questa rappresenta un’opportunità incredibile. Uno smartphone è molto più piccolo e versatile di una videocamera, e permette ai più audaci di realizzare in pochi minuti e con poca attrezzatura servizi impensabili fino a pochi anni fa.

Per non parlare poi dei social media: il più grande ostacolo per i giornalisti, che si trovano a dover battere in tempismo orde di persone pronte a condividere un video amatoriale con un semplice click, è anche il loro migliore alleato se utilizzato per far emergere storie vere, autentiche, impattanti. È il caso del celebre account Instagram aperto dal Time dall’evocativo nome @findinghome, attraverso il quale un gruppo di giornalisti sta seguendo da un anno alcune famiglie di rifugiati siriani mentre cercano di rifarsi una vita in Europa. Tra nuovi nati, momenti di sconforto, gesti di affetto e tanta quotidianità, è nato un progetto bellissimo, che non sarebbe mai stato possibile o sensato realizzare anche solo pochi anni fa, e che soprattutto non avrebbe probabilmente ottenuto la stessa portata in termini di audience.

Un mondo di app per tutti i mobile journalists

E se il cellulare è lo strumento base del Mojo, le app sono quegli add-on fondamentali che rendono possibile il suo lavoro. Gratuite e a pagamento, conosciute da tutti o per pochi insider, c’è un intero mondo di applicazioni per questa categoria di professionisti (o quantomeno, da loro adottate).

A cominciare con le app che permettono di riappropriarsi della fotocamera dello smartphone, settandone tutti i parametri come nella migliore delle reflex. Uno degli esempi più noti è FilmIc Pro, che permette di passare ad un controllo totalmente manuale di aspetti come il focus, l’esposizione, il bilanciamento del bianco, ma anche di registrare video in 4k, scegliere il frame rate, e molto altro.

twinsted-more-app-mobile-journalism-mojo

In combinazione con TwistedWave, che permette di controllare e modificare l’audio, e con Splice, che non ha bisogno di presentazioni perché basta dire che è l’app di video-editing creata direttamente da GoPro, è come avere un piccolo studio di registrazione nella tasca dei pantaloni.

A queste si aggiungono molteplici applicazioni di “background” per prendere appunti velocemente, come Evernote, organizzare le informazioni, come Trello, o addirittura scrivere (magari non un intero articolo) sotto dettatura, come Dragondictation. Senza dimenticare tutti quegli strumenti che permettono di ricevere notizie in tempo reale, come Google Alert, o di monitorare i social per scoprire rapidamente quali argomenti stanno diventando popolari, proprio nel momento in cui lo fanno, come il potentissimo Dataminr.

Insomma, c’è l’imbarazzo della scelta, anche per chi vorrebbe diventare giornalista in un mondo in cui questa professione è sempre più importante ma, paradossalmente, sempre più in crisi. Ma soprattutto per chi quel titolo già se l’è conquistato, ma ha capito che, in questo mondo digitale che si muove alla velocità della luce, ci vuole ben altro che una laurea e l’iscrizione ad un albo per fare davvero notizia. In tutti i sensi.

Come affrontare un colloquio di lavoro nel Digital Marketing: segui il Ninja Talk

Uno dei momenti più temuti da tutti i candidati, il colloquio di lavoro, può trasformarsi in una grande occasione di confronto per dimostrare la propria competenza.

In che modo? Dimostrandosi pronti ad esprimere il proprio potenziale, ma anche discutendo con padronanza di tecnologia, marketing e business.

Come farlo? È quello che scopriremo il prossimo 5 luglio, durante il Ninja Talk “Colloquio di lavoro e marketing digitale: i consigli per affrontarlo”realizzato in collaborazione con Michael Page, una delle principali società di consulenza professionale per il recruiting al mondo.

Il docente di questo appuntamento sarà Andrea Policardi, Senior Manager Digital & New Media, che ci offrirà una prospettiva privilegiata da insider nella mente del nostro prossimo recruiter e ci aiuterà a scoprire come massimizzare la performance durante un colloquio di lavoro per una posizione nel Digital e quali aspetti comunicativi mettere in luce.

Informarsi sull’azienda per la quale ci siamo candidati, per comprenderne valori e mission; guardarne il sito web per prepararsi consultando report annuali e leggendo le newsletter; informarsi sulla struttura interna e sugli obiettivi a lungo termine; esaminare a fondo la job description, esercitarsi su ciò che si dirà e ricordarsi sempre che se hanno chiamato proprio noi c’è un buon motivo. Sono solo i primi passi da seguire per dimostrarsi tranquilli e fiduciosi durante un colloquio di lavoro.

Mercoledì 5 luglio, scopriremo insieme suggerimenti, risposte e competenze per nuove opportunità di carriera.

ninja talk colloquio di lavoro 1

Cosa imparerai durante il Ninja Talk

Il Ninja Talk “Colloquio di lavoro e marketing digitale: i consigli per affrontarlo”, gratuito, ci permetterà di imparare:

  • a basarci sull’ascolto attivo durante un colloquio di lavoro
  • a interpretare le logiche di percezione dei recruiter
  • a ottimizzare ogni fase del colloquio di lavoro

Un’occasione imperdibile per scoprire tutti i segreti di un perfetto colloquio di lavoro e creare ancora più opportunità per la tua crescita professionale.

Ricapitoliamo!

“Colloquio di lavoro e marketing digitale: i consigli per affrontarlo”
con
Andrea Policardi – Senior Manager Digital & New Media

Mercoledì 5 luglio dalle ore 13 alle ore 14

Hashtag ufficiale: #NinjaTalk

ISCRIVITI SUBITO
I posti per la diretta sono limitati ma se non riesci a collegarti potrai recuperare la sessione in modalità On Demand nell’arco di un paio di giorni dalla diretta direttamente nell’Area Utente di Ninja Academy.

Free Masterclass on demand: Growth Marketing & Performance ROI

Free Masterclass on demand: Growth Marketing & Performance ROI

Come ottimizzare il budget aziendale a disposizione per ottenere i migliori risultati, utilizzando i canali di marketing più efficaci in base al nostro business e ai nostri obiettivi?

Ce lo spiega Luca Barboni, docente della Ninja Academy e Growth Hacker, durante la Free Masterclass “Growth Marketing & Performance ROI” del Corso in Growth Hacking & Performance Marketing.

Daremo risposta a una delle domande più importanti per i Marketer di oggi: come impiegare al meglio i budget e ottimizzare i risultati?

 

growth-hacking-webinar

Grazie all’approccio sperimentale del Growth Marketing con la scelta dei canali più adatti al modello di business e agli obiettivi prefissati, oltre che ad una buona dose di analisi statistica dei risultati.

Per chi gestisce un business, anche non strettamente digitale, per i founder di startup e gli imprenditori, per i Marketer e i freelance, diventa oggi sempre più essenziale capire in modo immediato come migliorare il ritorno dei propri investimenti, proprio in questo ambito ci viene in aiuto il Growth Hacking, trovando soluzioni non convenzionali.

Scoprire l’importanza di monitorare e analizzare i dati è solo il primo passo verso una crescita dei risultati, fatta soprattutto di tante fasi di test e di una buona dose di creatività.

Insieme a Luca Barboni scopriamo i tre ingredienti segreti del Growth Hacking: il Funnel dei Pirati, l’Unica Metrica che Conta (OMTM) e il processo di Growth Hacking.

Come guardare la Free Masterclass On Demand

Se ti eri iscritto alla Free Masterclass e non sei riuscito a seguirla troverai video e slide della lezione che potrai consultare tutte le volte che vorrai per rimanere al passo con il corso, oppure puoi iscriverti qui.

Vuoi diventare un Growth Hacker per far crescere il tuo business? Da’ un’occhiata al Corso in formula Online+Lab approfitta fino al 29 giugno al prezzo scontato in Early Booking!

Niente più scuse: non puoi perdere le ultime novità in campo Growth Hacking!

call for startups

TIM #WCAP: è partita la Call for Startups 2017

12 startup con un progetto digitale innovativo in ambito consumer, business e advanced entertainment. Si è aperta il 15 giungo la Call for Startups 2017 di TIM #WCAP e termina il 17 luglio.

L’obiettivo è tenere il polso dell’ecosistema dell’innovazione digitale italiana, restando recettivi a tutte le novità, intercettando le soluzioni digitali più interessanti e integrandole in TIM, per individuare le startup ready-to-market, con un prodotto o servizio già commercializzato o pronto per essere lanciato sul mercato.

Le soluzioni digitali sono ricercate con particolare interesse nei seguenti settori:

Consumer: Smart Home, Smart Tracking, Payment & Digital Identity, Paid Assistance, Connected Car, e-Health & Wellness, Insurance Services.

Business: Security, Cloud services, Smart Retail, Smart Metering, Industry 4.0.

Advanced Entertainment: Cloud Gaming, Gambling & Betting, Digital radio, Ticketing, Content Production & Distribution.

call for startups

Perché partecipare alla Call for Startups di TIM #WCAP

Le startup selezionate saranno supportate con un contributo economico fino a 25.000€ e accederanno al Programma di Accelerazione, un percorso finalizzato alla crescita imprenditoriale della startup che si svolge negli acceleratori TIM #WCAP di Milano, Roma e Catania ed è articolato in due fasi:

Fase 1: contributo economico di 10.000€ + percorso di accelerazione di dieci settimane in cui le startup, sotto la guida di tutor e mentor qualificati, analizzano il loro progetto, sia dal punto di vista tecnico sia del business, con l’obiettivo di rafforzarlo e, se necessario, modificarlo.

Fase 2: avranno accesso a questa fase solo alcune startup selezionate successivamente alla fase 1 sulla base dell’interesse da parte delle business unit di TIM. Contributo economico di 15.000€ + 6 mesi dedicati al perfezionamento del progetto e ad esplorare le possibili integrazioni con l’offerta e la tecnologia TIM. Durante questo periodo sono previsti incontri con le business unit di TIM.

Le altre opportunità per le startup selezionate

Albo Veloce: Le startup selezionate vengono subito accreditate come fornitori TIM grazie a un fast track dedicato.

Business Unit TIM: Durante l’accelerazione le startup potranno ricevere riscontri dalle business unit potenzialmente interessate alle loro soluzioni.

TIM Ventures: Le startup avranno una visibilità privilegiata nei confronti di TIM Ventures, il Corporate Venture Capital di TIM che investe selettivamente nelle realtà più interessanti per la business strategy aziendale.

TIM Open: Le startup che hanno sviluppato applicazioni per aziende e professionisti avranno un rapporto privilegiato con TIM Open per vendere le loro applicazioni sul TIM Digital Store.

Le startup saranno valutate per l’innovatività delle soluzioni proposte, per la loro concretezza e per la composizione dei loro team. Ma, anche e soprattutto, per la loro capacità di elaborare un progetto in linea con la business strategy di TIM.

Pronto a candidarti? Clicca qui!

Torna DigithON, la maratona delle idee digitali

La Puglia sarà lo scenario per questa nuova quattro giorni di startup competition e riflessione sul futuro e sul digitale. DigithON 2017, quest’anno alla sua seconda edizione, sarà un’occasione di incontro tra investitori nazionali e internazionali, analisti, piccole e grandi imprese del nostro Paese arrivati al Sud per valutare le idee migliori.

L’appuntamento, da giovedì 22 a domenica 25 giugno, sarà tra la pietra dei castelli Svevi di Bisceglie e Barletta e quella delle Vecchie Segherie di Bisceglie, per un confronto sul futuro ai tempi del digitale e come opportunità unica per chi presenterà le sue idee innovative.

Il programma di DigithON 2017

L’incontro inaugurale, “Connessioni future: il Ministero dell’Infosfera” con l’intervento di Gian Luca Comandini, ‎digital visionary e docente di Web e Social Media Marketing Università Sapienza, sarà seguito da un dibattito su “La rivoluzione culturale al tempo del digitale” con il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il ministro dei Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini. In chiusura la giornalista Mediaset Mikaela Calcagno incontrerà Giovanni Malagò, presidente CONI, per parlare de “Lo sport al tempo del digitale”.

Ma ci sarà spazio anche per parlare di “Blockchain e moneta liquida” e per dare il via alla maratona vera e propria.

In un programma ricco di novità, anche quest’anno con la media partnership di Ninja Marketing, si discuterà di Sanità e digitale”, de “La musica e i social nella rivoluzione digitale mondiale” e di “Sicurezza e digitale”.

digithon-login

Una startup competition per accedere ai fondi di investimento

I 100 giovani inventors provenienti da tutta l’Italia avranno 5 minuti a disposizione per il pitch di presentazione della loro idea di business. DigithON sarà un’occasione concreta e semplificata per accedere ai fondi necessari per attivare i progetti.

Le idee, infatti, saranno valutate dai comitati di investimento degli investitori presenti in platea, superando così il complesso iter di selezione per l’ammissione al finanziamento, che di solito rappresenta, nella governance degli investitori, l’organismo decisionale ultimo.

Cinque premi saranno assegnati ai progetti migliori:

  1. il primo premio di 10mila euro, anche quest’anno è offerto da Confindustria Bari-BAT
  2. il secondo è offerto da Evolvere Generazione Positiva
  3. il terzo premio promosso da Italo
  4. TIM offrirà l’opportunità di inserire un team selezionato nel percorso di accelerazione #Wcap
  5. Cisco darà il proprio supporto alle idee ritenute più adatte, attraverso la piattaforma mondiale di open innovation DevNet

Le idee vincitrici saranno votate dal comitato scientifico di DigithON e dalla rete: le votazioni online si apriranno venerdì 23 giugno alle ore 9 e chiuderanno il giorno dopo alle ore 20. Sarà possibile votare collegandosi al sito digithon.it autenticandosi con il proprio account Facebook, partner della maratona che trasmetterà in streaming la quattro giorni.

Cosa aspetti a scoprire tutte le novità di DigithON? La nuova piattaforma è un vero e proprio ecosistema delle startup italiane continuamente aggiornata con eventi virtuali e annunci di lavoro.

Vuoi lavorare con i Ninja? Cerchiamo un Live Event Manager!

Ninja Academy, la scuola di Ninja Marketing che sta rivoluzionando l’alta formazione professionale rendendola accessibile e democratica, vuole ampliare il team.

Cerchiamo un Live Event Manager da inserire nel Team di Progettazione Didattica. Entrerai in contatto con la redazione di Ninja Marketing, il team di Ninja Academy e migliaia di professionisti del marketing digitale.

Vuoi lavorare con i Ninja? Abbiamo due posti al Dojo di Salerno che aspettano te!

Live Event Manager

La risorsa, inserita all’interno del Team Progettazione ma da remoto, dovrà occuparsi della gestione degli eventi web live previsti dal calendario didattico: lezioni dei Corsi, dei Master e Free Masterclass. L’impegno settimanale è molto variabile: quantificabile mediamente tra le 20 e le 25 ore settimanali. Cerchiamo una persona motivata, con la passione per il digitale e per l’eLearning.

Questo lavoro fa per te se:

  • lavori da freelance o hai ritmi di lavoro flessibili e stai cercando un’ulteriore opportunità professionale
  • hai voglia di aggiornare le tue competenze di marketing e comunicazione digitale: entrerai nel vivo dell’intero catalogo formativo Ninja!
  • vuoi immergerti in una community stimolante di docenti, professionisti e manager motivati a scambiare conoscenza ed esperienze
  • conosci il mondo dei social network ma vorresti usarli anche nel tuo lavoro
  • vorresti essere un punto di riferimento per migliaia di marketer che si stanno formando
  • ti piace il mondo della formazione e vuoi toccare con mano il settore edtech in Italia

Ti occuperai di:

  • Coordinare e supportare i docenti prima delle lezioni web live
  • Presiedere, introdurre e chiudere le lezioni web live tenute dai docenti (senza comparire in video)
  • Aggiornare l’Area Utente con i materiali didattici
  • Gestire i flussi di comunicazione – es. social, push – dedicati agli studenti Ninja
  • Monitorare e ascoltare le richieste delle classi online, fornendo supporto sia didattico che tecnico

Si richiede:

  • Ottima dizione, padronanza della lingua italiana e capacità di presentare ad un pubblico virtuale
  • Buona conoscenza di WordPress
  • Ottima conoscenza ed utilizzo di software di presentazione e loro estensioni (.pps, .key, .pdf)
  • Disponibilità e flessibilità oraria: i webinar si tengono generalmente tra le 13 e le 14 e tra le 18 e le 20; sono fissati in largo anticipo ma talvolta subiscono variazioni per cause di forza maggiore
  • Ottima conoscenza ed utilizzo dei principali strumenti di lavoro da remoto (Google Drive, Slack, etc.)
  • Skill di coordinamento con videomaker

Plus:

  • Conoscenza di base della piattaforma GoToWebinar
  • Skill di audio/video editing e conoscenza basilare dei principali software audio-video (Audacity, Premiere)
  • Dimestichezza con i concetti fondamentali del Digital Marketing
  • Esperienza pregressa nell’organizzazione e progettazione di webinar, Facebook Live, Hangouts, etc.
  • Conoscenza del plugin LearnDash per WordPress
  • Prontezza e proattività nel gestire imprevisti in diretta!
  • Residente a Salerno o in Campania

Sede di lavoro: La risorsa potrà lavorare da remoto.

Inquadramento e retribuzione saranno valutati in base al profilo ed all’effettiva esperienza maturata.

Invia la tua candidatura a: careers@ninjamarketing.it

Week in Social: dall’impegno di Facebook contro il terrorismo, alle Snap Map di Snapchat

Altra settimana calda anzi, caldissima nel mondo dei social media. L’estate è appena iniziata e anche se siete su una spiaggia deserta, Week in Social vi raggiunge anche lì con i suoi freschissimi aggiornamenti della settimana appena trascorsa.

Tra annunci ufficiali e voci di corridoio, anche questo venerdì siamo pronti a svelarvi tante succulentissime novità. Dall’impegno di Facebook contro il terrorismo, alla possibilità di condividere la registrazione di un video in diretta su Instagram Stories, fino all’arrivo delle canzoni sponsorizzate su Spotify.

Pronti a partire con noi?

Le novità di Facebook

Zuckerberg annuncia guerra al terrorismo

In un post pubblicato sulla suo profilo, Mark Zuckerberg ha annunciato l’impegno di Facebook nel combattere la diffusione di contenuti legati al terrorismo, attraverso un sistema di intelligenza artificiale.

Zuckerberg contro il terrorismo

Facebook ha messo in campo software in grado di riconoscere automaticamente il contenuto di utenti che caricano foto o video, di volti di persone identificate come terroristi.

Inoltre per evitare la diffusione di messaggi con contenuti terroristici, il software è capace di confrontare testi con quelli che sono stati ritenuti già sospetti nel passato, come preghiere o azioni di supporto ad organizzazioni terroristiche, riuscendo automaticamente a individuarli e bloccarli.

Zuckerberg afferma inoltre, che per combattere la diffusione di contenuti legati al terrorismo, c’è bisogno dell’aiuto di tutti gli utenti: “È un sistema, che confida sulla gente e sulla sua disponibilità a segnalarci i contenuti legati al terrorismo che vedono. Questa cosa funziona proporzionalmente alle informazioni che riceviamo“. A tal proposito Facebook ha messo a disposizione l’indirizzo mail hardquestion@fb.com a cui inviare idee e suggerimenti utili da parte degli utenti, che possano aiutare a trovare una soluzione per migliorare la sicurezza della piattaforma.

Creative Hub si arricchisce di strumenti per testare in anteprima il funzionamento delle inserzioni 

Lo scorso dicembre, Facebook aveva annunciato e introdotto la piattaforma Creative Hub, in cui marketers e inserzionisti hanno la possibilità di trovare ispirazioni per la creatività delle proprie inserzioni, testarle e inviare le prove direttamente sul proprio smartphone per visualizzarle e interagire con l’annuncio come se fosse online.

Pochi giorni fa, Facebook ha annunciato l’imminente introduzione di due nuove funzionalità in Creative Hub. La prima riguarda la possibilità di testare la creatività creata per un’inserzione prima di pubblicarla, permettendo agli inserzionisti di conoscere le reali potenzialità e i risultati previsti in termini di performance.

Creative Hub di Facebook si aggiorna

Questo strumento permetterà di avere un’anteprima video del funzionamento e dei risultati dell’inserzione, dando la possibilità agli inserzionisti di raccogliere i giusti feedback per ottimizzare la creatività dei propri annunci, prima di pubblicare un’inserzione.

La seconda novità introdotta riguarda invece la possibilità di importare un mockup di un’inserzione precedentemente creato su Creative Hub, direttamente sul proprio account pubblicitario.

In questo modo si ha la possibilità di utilizzare un solo tool per il test e la creazione di un’inserzione Facebook, massimizzando il tempo e migliorando il lavoro di squadra tra chi produce i contenuti e chi crea le inserzioni.

A tal proposito, Luca La Mesa, il top teacher di Ninja Academy, ha commentato: “La possibilità di testare la creatività prima di pubblicarla è sicuramente molto utile. Al crescere del budget investito ogni opportunità di A/B test o feedback qualitativo può portare ad un miglioramento della performance. All’interno del Social Media LIVE Program ci confronteremo con tanti professionisti proprio per comprendere quali creatività e strategie hanno performato meglio nei diversi mercati (sport, fashion, brand, celebrity ecc…).”.

LEGGI ANCHE: Gruppi su Facebook: Zuckerberg annuncia le nuove funzionalità

Instagram introduce Replay

Non sei riuscito a seguire una diretta su Instagram che ti interessava particolarmente? Niente paura, da qualche giorno Instagram ha introdotto Replay: la funzione che permette di condividere nelle Stories i replay delle proprie trasmissioni live, anche quando queste si sono già concluse. Prima di questo aggiornamento infatti, i video live rimanevano visibili solo durante la diretta e non in differita, come avviene già su Facebook.

Instagram introduce Replay

D’ora in poi al termine di una diretta, basterà cliccare su “condividi” in basso allo schermo del vostro smartphone, per aggiungere la registrazione del vostro video live alle Instagram Stories.

Per poter utilizzare questa nuova funzione, assicuratevi però di possedere l’ultima versione aggiornata di Instagram.

Spotify testa le sponsored songs

Spotify pensa a far cassa in vista della sua imminente quotazione in borsa. Pochi giorni fa è apparsa una nuovissima opzione su molti smartphone e pc chiamata sponsored post. Ebbene si, anche nello streaming del colosso svedese sono comparsi i primi brani sponsorizzati. Si tratta di una prima fase di test sugli utenti che utilizzano Spotify in versione free, quindi senza aver sottoscritto nessun tipo di abbonamento.

Spotify Sponsored Songs

Ma quali saranno i brani sponsorizzati?

Saranno le etichette discografiche a scegliere quali brani promuovere, in base a scelte puramente commerciali. I brani sponsorizzati saranno integrati all’interno delle playlist dell’utente e saranno selezionati in base ai gusti musicali dell’ascoltatore.

Una novità che potrebbe rappresentare per Spotify un’importante fonte di ricavo, oltre agli abbonamenti premium e agli annunci pubblicitari presenti nei free account. L’obiettivo dell’introduzione dei brani sponsorizzati, è quello di dare una sferzata verso l’alto al bilancio, che attualmente ha registrato una perdita di 389 milioni di dollari. Correzioni assolutamente necessarie da fare in vista dell’imminente quotazione in borsa che dovrebbe avvenire entro la fine del 2017.

Snapchat lancia la Snap Map

Ancora aggiornamenti su Snapchat. E’ stata annunciata poche ore fa la nuova funzione Snap Map, ovvero la possibilità di geolocalizzarsi e condividere la propria posizione in tempo reale e di visualizzare quella degli altri. Snap Map consente di individuare la posizione degli amici, rappresentati su una mappa attraverso dei simpatici avatar, in stile BitMoji, per scoprire dove sono e cosa stanno facendo, attraverso le loro ultime storie.

Come funziona SnapMap?

È possibile attivare le funzionalità di Snap Map attraverso la fotocamera di Snapchat, scegliere gli amici con cui condividere i dati e le informazioni, oppure essere invisibili attivando la “modalità fantasma”. Snap Map permette di osservare chi tra i nostri contatti è nei paraggi, visualizzare con un tap sulla foto profilo gli ultimi contenuti condivisi e magari fissare un appuntamento per incontrarsi nella vita reale.

Snap Map su Snapchat

La mappa inoltre, evidenzierà gli “heat colors”, ovvero zone in cui vi è un’alta concentrazione di utenti, che potrebbero indicare un concerto o un grande evento. Un modo in più per combattere la concorrenza spietata di Instagram stories.

Per questa settimana è tutto. Se non siete ancora abbastanza sazi di news e aggiornamenti vi aspettiamo sempre puntuali venerdì prossimo. Per seguire tutte le novità del mondo social seguite la nostra pagina Facebook e il nostro gruppo Linkedin.

the big hack

The Big Hack, un weekend non-stop di creatività, tecnologie e condivisione

Una vera e propria maratona quella che si svolgerà l’1 e 2 luglio a Napoli presso il Museo di Capodimonte. The Big Hack – #HackNight@Museum è il primo appuntamento di “Aspettando Maker Faire Rome”, in attesa della 5a edizione del più grande evento europeo sull’innovazione che si terrà a Roma dall’1 al 3 dicembre 2017.

L’evento è promosso dalla Regione Campania e organizzato da Maker Faire Rome – The European Edition 4.0, insieme a Sviluppo Campania, e grazie al supporto di Museo di Capodimonte.  

Fatto salvo che FabLAb è un brand, spesso ci chiediamo come potrebbe essere un laboratorio di fabbricazione che possa servire anche alle piccole esigenze evolutive di grandi metropoli mediterranee come Napoli, che devono costruire alleanze e relazioni diverse con le periferie e le aree interne e rurali. Anche in questo caso importare format precostituiti non credo aiuti molto. Tuttavia eventi come questo, pensati proprio per vivere all’interno di un luogo simbolo di uno dei motori dello sviluppo italiano, la cultura, ci suggerisce una via italiana anche al fenomeno dei “makers”.

Il FabLab che io ho sempre immaginato non dovrebbe essere solo un laboratorio dotato di tecnologie di fabbricazione digitale secondo il modello del MIT di Boston, ma è un vero e proprio HUB di processi creativi in grado di generare, attraverso la formazione partecipata, nuovi scenari di sviluppo, ricerca e produzione che possano rispondere all’esigenze dell’ecosistema locale e sostenere il rilancio del tessuto artigianale e imprenditoriale mettendo insieme il potenziale innovativo dei ricercatori (mettendo in rete anche e soprattutto quelli non patentati) che vivono il loro essere parte della comunità.

alex giordano tedxNa2 (1)

Così Alex Giordano, Mentor d’eccezione, già co-fondatore di Ninja Marketing e direttore scientifico del progetto Rural Hack, spiega l’operazione che prenderà il via il prossimo fine settimana.

The Big Hack, l’hackathon prende vita nel museo

foto ruralhack

The Big Hack – HackNight@Museum è un evento gratuito, ed è rivolto a sviluppatori, maker, ingegneri, designer, startupper, studenti e comunicatori per dare vita ad applicazioni e progetti concreti in ambiti che toccano molti aspetti della vita quotidiana di milioni di persone: dalla mobilità alla sanità passando per la valorizzazione dei beni culturali ed avrà come partenr tecnici la iOS Developer Academy e il progetto RuralHack dell’Università Federico II° di Napoli.

L’iscrizione e la partecipazione all’hackathon sono personali e gratuite. I passaggi per iscriversi sono due:

  1. pre-registrazione tramite piattaforma Eventbrite
  2. compilazione e invio del modulo, che arriverà per posta elettronica, per la conferma definitiva

L’evento comincerà alle ore 9.00 dell’1 luglio con la registrazione dei partecipanti, proseguirà con la presentazione delle 8 Challenge proposte dai promotori e la maratona che terminerà alle ore 16.00 di domenica 2 luglio con i pitch di presentazione dei vari team. Ogni promotore sceglierà il team che ritiene abbia più soddisfatto i requisiti della propria Challenge.

Le Challange di #HackNight@Museum sono promosse da importanti istituzioni come la Regione Campania, la Regione Lazio o il Museo di Capodimonte e brand internazionali come  Asos, Cisco, Soresa, STMicroelectronics e Tecno.

Ecco le challenge dell’1 e 2 luglio

hacknight2

Scopriamo insieme alcune delle challenge dell’appuntamento dell’1 e 2 luglio.

Challenge promossa dalle Regione Campania – Alla scoperta della Campania

Regione Campania intende promuovere una challenge per la realizzazione di uno strumento di interazione con il turista (app, chatbot…) in grado di segnalargli opportunità, permettergli di fare domande, inviare foto e ottenere informazioni sui luoghi, indicargli percorsi alla scoperta delle bellezze delle nostre città anche al fine di incentivare la nascita di imprese in grado di sviluppare nuovi modelli di business.

A partire dai geodati relativi alle tematiche Cultura e Luoghi di interesse turistico, presenti sul portale I.Ter, per la realizzazione del progetto si potrà utilizzare una combinazione di dati resi disponibili da Regione Campania (Cultura e Luoghi di interesse turistico) e quelli reperibili online sulla mobilità cittadina, sviluppando soluzioni che adottino un uso innovativo delle tecnologie digitali (data visualization, geocaching, geofencing, interazione mondo reale-mondo virtuale attraverso i sensori disponibili e la piattaforma IoT, realtà aumentata, ecc.) finalizzato, ad esempio, alla creazione di servizi ancillari a turismo e/o cultura, all’elaborazione di infografiche di interesse pubblico a tema ambientale o altro.

Challenge promossa da Museo di Capodimonte – Tech Museum

Lo splendido Museo di Capodimonte apre le porte alla programmazione e alla tecnologia!

Liberate la vostra creatività e mettete in pratica le vostre competenze per proporre soluzioni innovative che possano secondo voi migliorare l’esperienza dei numerosi visitatori che quotidianamente frequentano il museo. La sfida è aperta in ogni ambito: potete concentrarvi sulle oltre 47.000 opere presenti o, se preferite, sui poetici giardini che lo circondano.

Anche il sito ufficiale può essere un ottimo campo di battaglia, se riuscirete a capire come renderlo più smart e più in linea con le esigenze di chi lo consulta.

I limiti, dunque, sono solo quelli della vostra fantasia. Pronti?

Per realizzare i progetti vi verranno messe a disposizione delle schede di sviluppo  STMicroelectronics ideali per la prototipazione rapida.

Challenge promossa da Asos – Virtual Wardrobe

La sfida che vi propone ASOS è quella di sviluppare una funzionalità per iOS o Android che permetta all’utente di creare i propri outfit e salvarli all’interno di un guardaroba virtuale.

Per la realizzazione del progetto verranno messe a disposizione le API di Search e Product Details di ASOS, le stesse usate dalle shopping apps e dal sito di ASOS.

Da questo punto di partenza, potete poi dare sfogo alla vostra creatività per creare possibili evoluzioni della feature e renderla facile e coinvolgente, come ad esempio la gestione di sondaggi per far votare un outfit agli amici o magari chiedere loro quale prodotto preferiscono tra quelli salvati nel guardaroba virtuale dell’utente o altre idee per creare punti di contatto nella community di più di 10 milioni di utenti che usano regolarmente le shopping apps di ASOS.

Per saperne di più sulle altre challenge, puoi visitare il sito di HackNight.

Cosa aspetti a vivere un’esperienza di innovazione unica all’interno del Museo di Capodimonte? Partecipa a The Big Hack – #HackNight@MuseumOgni Challenge avrà un premio da 2500 euro, complessivi, in Buoni Amazon da destinare al Team vincitore e offerti dagli sponsor privati ad eccezione della Challenge di STMicroelectronics che assegnerà anche altri interessanti premi ai primi due team classificati.

4 ragioni per cui le piccole aziende non ottengono risultati positivi su Facebook

Il social media marketing è il modo più efficace per raggiungere un pubblico specifico e targettizzato, questo si sa.

Nonostante ciò, studi recenti hanno portato alla luce che la maggior parte delle piccole aziende non ottiene nessun ritorno sui propri investimenti (ROI) – leggi: nessun risultato positivo – in particolar modo da Facebook. 

Uno studio su oltre 4.700 piccole aziende statunitensi con meno di 10 dipendenti ha dimostrato che solo il 24% ottiene un ROI positivo. Questo è un dato che rattrista, soprattutto se si pensa alla ricchezza di informazioni reperibili sul web che possono contribuire a mettere insieme una strategia di social media marketing vincente ed aiutare l’azienda a seguire la sua strada in questo mondo di squali che è il business.

A questo punto, è necessario chiedersi: dove sto sbagliando?

Ecco alcuni degli errori più comuni che gli investitori commettono su Facebook e che ostacolano l’ottenimento di risultati migliori.

Mancanza di strategia

Non puoi non avere una strategia – o averne una sbagliata, che è lo stesso – se il social media marketing si basa proprio su questo!

Strategy concept with creative light bulb idea modern design template, Vector illustration

Questa è la principale ragione per cui non solo le piccole imprese ma anche i grandi marchi non riescono a vedere i risultati ai loro sforzi su Facebook.

Utilizzare i social media per fare pubblicità non vuol dire solo pubblicare immagini graziose e accattivanti: devi avere in mente il tuo obiettivo, chiederti quali canali vuoi utilizzare, delineare il tuo content plan e definire il tuo budget. Ad una strategia di base e globale, puoi aggiungere ciò che vuoi in corso d’opera. Ma chiediti sempre: è in linea con la mia strategia?

Ossessione per la tattica

Se, da un lato, non devi mai essere sprovvisto di una strategia, dall’altro, non puoi nemmeno sviluppare un’attenzione ossessiva per la tattica.

Il social media marketing rifiuterà sempre tattiche troppo impetuose e appariscenti.

Prendiamo il caso di Snapchat: sia i grandi che i piccoli brand scalpitavano per utilizzarlo per il marketing finché Facebook e Instagram hanno iniziato ad integrare alcune delle funzionalità di Snapchat fornendo, in questo modo, quel tipo di esperienze alla loro già enorme base di utenti.

snapchat

Qual è la morale della favola? È inutile essere ossessionati dal nuovo, concentrati, invece, su ciò che funziona davvero per te.

Nessun investimento di tempo

Mai come in questo caso vale il detto “il tempo è denaro”.

Prima ancora di spendere soldi, devi essere pronto a spendere una grande porzione del tuo tempo per il tuo business.

facebook

Un dato sorprendente riguarda il fatto che il 75% delle piccole imprese analizzate spende meno di due ore alla settimana nel social media marketing. Di seguito, la ripartizione ufficiale.

Quanto tempo spendi, ogni settimana, su Facebook per pubblicizzare il tuo brand?

Meno di un’ora – 58%

1-2 ore – 16%

3-5 ore – 5%

6-10 ore – 5%

Più di 10 ore – 10%

Dati assurdi, no? Riusciresti a rimanere in forma se ti allenassi per due ore alla settimana? Allo stesso modo, impareresti una nuova lingua se la studiassi solo per due ore alla settimana?

Quanto spesso pubblichi un nuovo post sulla pagina Facebook?

Ogni giorno – 9%

1–3 volte al giorno – 7%

Più di 3 volte al giorno – 6%

Poche volte a settimana – 20%

Poche volte al mese – 58%

Se pubblichi un nuovo post poche volte al mese è meglio chiudere la tua pagina Facebook, oppure iniziare a seguire questi consigli.

Zero pubblicità

Qualche anno fa, potevi utilizzare Facebook per raggiungere migliaia di persone senza spendere un soldo. Nel 2017, senza alcun investimento in pubblicità ostacoleresti i tuoi potenziali risultati.

Ma niente paura: non hai bisogno di rapinare una banca!

facebook

Infatti, con 200 euro al mese spesi per la pubblicità su Facebook è possibile generare ROI positivi. Senza pubblicità, la tua sarà una strada lunga e tortuosa prima di raggiungere il successo – se mai dovesse arrivare –  e, nel tragitto, è probabile che tu perda speranza e motivazione. Vuoi che accada questo?

Insomma, quattro semplici consigli per risultati efficaci e positivi. Cosa stai aspettando a metterli in pratica?

Gruppi su Facebook: Zuckerberg annuncia le nuove funzionalità

Durante il primo Facebook Communities Summit tenutosi ieri a Chicago, Zuckerberg ha presentato delle importanti novità relative ai Gruppi.

Ad oggi più di un miliardo di persone nel mondo utilizza i gruppi e tra gli obiettivi prioritari di Facebook c’è quello di supportare gli amministratori, attraverso l’introduzione di tante nuove funzionalità.

Scopriamole insieme:

  • Group Insight: migliora la comprensione per gli amministratori dei gruppi, di ciò che sta accadendo al loro interno, attraverso degli insight che permetteranno di visualizzare metriche in tempo reale che riguardano la crescita del gruppo, l’engagement e consentiranno di avere informazioni più dettagliate sui membri, su il numero dei post e sul momento in cui gli utenti sono più attivi.
  • Filtri di ammissione: verranno scremate automaticamente le richieste di ammissione in un gruppo, attraverso filtri per posizione geografica e sesso.
  • Pulizia dei contenuti degli utenti rimossi: sarà possibile eliminare in un solo colpo, gli utenti e tutti i contenuti a loro legati, qualora un utente abbia violato le regole di un determinato gruppo.
  • Schedulazione dei post: sarà possibile anche all’interno dei gruppi, pianificare la pubblicazione dei contenuti in un determinato giorno o ad una determinata ora.
  • Group to Group Linking: sarà possibile creare dei link di collegamento tra gruppi simili, in modo da mettere in contatto utenti con stessi interessi o gruppi che trattano argomenti simili.

Una nuova missione per Facebook

Il summit ha celebrato il ruolo fondamentale dei gruppi all’interno della community Facebook ed è stata l’occasione per Zuckerberg  di annunciare una nuova mission: dare alle persone il potere di costruire una community e rendere tutto il mondo più vicino.

Tra le storie raccontate troviamo quella di Matthew Mendoza che ha lanciato il gruppo Affected by Addiction Support: uno spazio sicuro per le persone che hanno problemi di droga o alcol, e delle loro famiglie per ricevere supporto e condividere le proprie esperienze.