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Ikea, Unicef, Magalli, Sinistra Italiana: ecco gli Epic Win & Fail della settimana

Gli strascichi del weekend lungo si fanno sentire? Tenete duro, l’estate è quasi vicina. Per tirarci un po’ su col morale, rieccoci anche questa settimana con un nuovo appuntamento con #EpicWinFail, la rubrica che raccoglie tutta l’epicità dei social network. Ma non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo subito a vedere chi sono stati i migliori e i peggiori della settimana appena trascorsa.

Epic Win

Iniziamo subito con un regalo per tutti i designer aficionados del mitico Giancarlo Magalli: cosa c’è di più bello di poter utilizzare il nostro Giancarlone Nazionale come placeholder dei vostri progetti grafici? Bene, da oggi potete grazie a magal.li, ed è anche semplicissimo da utilizzare:

Epic winFail

Ma passiamo subito ad Ikea, che come molti sapete ha risposto sagacemente alla nota casa di moda Balenciaga, rea di essersi ispirata alla celeberrima portatutto di Ikea FRAKTA per presentare la sua nuova collezione di borse glamour, molto, molto simili come design alla borsa di Ikea ma con una differenza di prezzo di circa 2499 dollari) . Il risultato è stato strabiliante e geniale e lo potete trovare qui:

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Terzo ed ultimo #EpicWin della settimana va ad Unicef: dopo le polemiche della settimana scorsa che hanno coinvolto le ONG e alcuni esponenti politici presenti nel nostro parlamento, l’organizzazione ha pensato bene di “difendersi” attraverso un tweet (che trovate in allegato). La cosa strabiliante? Il modo in cui i SMM di Unicef siano riusciti a gestire e a rispondere alle critiche (a volte anche molto sterili) e da accuse false. Crisis management level 100. Ecco alcune delle risposte che il social media manager ha dato ai tanti detrattori che si sono mossi su Twitter:

 

Epic Fail

Bene ma non benissimo questa settimana per i SMM di Sinistra Italiana: siete un partito politico e cercate di fare uno “pseudo-sondaggio” su Facebook tramite le reactions? Bene, è sempre importante fare però attenzione ai gruppi organizzati che potete avere contro, lo hanno capito a loro spese i responsabili della comunicazione di SI, che dopo aver lanciato questo sondaggio:

si sono inaspettatamente trovati un risultato non desiderato, ovvero il numero di angry reactions è più grande rispetto al numero di like.

Inutile stare a dire poi che sono stati quasi esilaranti gli sfottò di tutti i troll subito accorsi a “sbattere in faccia” il risultato ai gestori della pagina.

Morale? Come dice il buon Trapattoni “Don’t say cat …”

Anche per questa volta è tutto, l’appuntamento è alla settimana prossima con tanta tanta tanta nuova epicità!

dati guida social media

I dati come guida per il social media marketing

Data is King, questa è l’espressione che viene utilizzata da chi nel marketing (ed è una bella fetta) pensa che i dati siano il cuore di una strategia di successo. Questo risulta essere ancor più vero se si parla di social media, dove ogni singolo post, tweet o like, è anche un dato prezioso da studiare per compiere delle azioni sempre più mirate ed efficaci. Non solo, i dati possono essere analizzati con delle metriche che, se correttamente selezionate, ci danno informazioni sulle performance delle nostre attività di marketing e quindi, anche su come stiamo investendo il budget; insomma: più si ha un approccio ai dati di tipo analitico, più si ha il controllo della situazione.

Queste metriche da sole non bastano, per avere una chiara visione dello scenario in cui si opera, esse necessitano di essere interpretate e in quest’ottica, l’intervento umano è ancora fondamentale. Proprio per questo motivo l’autrice Natascha Thomson ha tirato fuori dalla sua rubrica i più interessanti esperti del social media marketing a cui ha rivolto queste domande: “Stai utilizzando i dati nelle tue azioni di social media marketing e in che modo questi guidano le tue decisioni?”

Hubspot, i dati alla base delle decisioni

Laura Martinez Molera, Regional Marketing Manager afferma che in Hubspot dal colore delle call-to-action, ai contenuti delle campagne di email marketing, ciascuna decisione si basa sui dati. La fonte sono proprio i clienti che forniscono informazioni ad esempio su quali siano i siti maggiormente visitati o gli argomenti più interessanti per gli articoli del blog. Da ciascuno di questi aspetti si traggono delle conclusioni ed ogni nuovo contenuto viene creato con questo approccio.

Molto interessante è l’utilizzo che viene fatto degli Smart Content che consentono di offrire ai clienti contenuti personalizzati basati sui loro interessi. Le email di Hubspot ad esempio sono concepite per dare risposta ai clienti sulla base delle loro precedenti reazioni.

Per coloro che hanno cliccato sui contenuti ma non sono giunti ad una conversione, ho creato una campagna di re-targeting che mi consente di dar loro maggiori informazioni su quel tema agevolando quindi il processo di conversione.” Laura Martinez Molera

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We Are Social, dati semplici ma significativi

Secondo Simon Kemp, Founder di Kepios e Global Consultant di We Are Social, non bisogna necessariamente chiamare in causa i big data; spesso, una semplice osservazione delle performance dei contenuti può fornire da sola importanti informazioni su quale strategia adottare.

Analizzando i dati Kemp ha notato che su LinkedIn, un contenuto molto tecnico come questo in cui il tema veniva affrontato in profondità, aveva generato pochi like ma aveva scaturito diverse richieste di contatti, al contrario, un post più semplice e diretto come questo, aveva prodotto molte condivisioni. L’aspetto interessante dietro a questo esempio è che mediante questa osservazione Kemp è stato in grado di separare due diverse tipologie di pubblico a cui d’ora in avanti potrà destinare contenuti ad hoc.

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Podcast and Business, i dati per capire come, quando e dove

JC Giraldo, Founder di Podcast and Business sottolinea l’importanza dell’analisi dei dati in una pratica come il podcast la quale necessità di essere monitorata prima, durante e dopo la realizzazione. Grazie ad uno studio continuo dei dati, Giraldo può individuare quei podcast che sono stati più seguiti e rivolgersi al suo pubblico di ascoltatori, integrando l’episodio con contenuti testuali inerenti a quella particolare tematica. I dati ottenuti da Giraldo forniscono inoltre risposte al come, quando e da dove vengono ascoltati i podcast generando così importanti informazioni in merito alle modalità di fruizione del servizio.

Dalle tre esperienze è facile capire che la risposta alla domanda è piuttosto chiara: l’importanza dei dati è una realtà oggettiva; i dati vengono in aiuto al marketing per creare strategie efficaci e produrre contenuti sempre più rilevanti per il pubblico a cui sono diretti.

Tra le righe si legge anche un altro importante messaggio: i dati possono essere trovati ovunque e in qualsiasi fase delle operazioni, per ottenere dei primi risultati significativi non sono necessari strumenti complessi ma solo un approccio consapevole ed un orientamento alla ricerca delle informazioni.

Come monetizzare il tuo blog online lavorando con i brand

Le persone amano i blog. Tutti li leggiamo e magari anche tu hai anche un blog personale, nato un po’ per passione, un po’ come esperimento, ma che dopo qualche anno ha iniziato a dare i suoi frutti in termini di traffico e di coinvolgimento degli utenti sui social.

Dopo qualche anno inizi ad aspettarti anche un ritorno dal tuo blog, visto che alla gente piace ciò che scrivi e hai una base utenti piuttosto solida ormai.

Dall’altra parte ci sono i brand, che hanno compreso da tempo l’importanza di una buona strategia di content marketing per essere presenti sul web. La percezione da parte delle aziende è, infatti, che Internet non sia più una semplice appendice rispetto ai mercati tradizionali, ma una vera e propria estensione di ciò che avviene offline, ancora di più dopo l’esplosione del mobile, che consente agli utenti di essere connessi praticamente sempre e ovunque.

Una grande opportunità per i brand, ma anche per blogger e copywriter.

Come fare, quindi, per trasformare il traffico e il pubblico interessato ai temi che stai trattando sul tuo blog in un flusso di entrate stabile? Come monetizzare il tuo blog?

Le ipotesi da prendere in considerazione possono essere molteplici, ma ora che l’utilizzo degli adblock da parte degli utenti è diventato sempre più diffuso e i classici annunci display hanno perso parte della loro efficacia anche in termini di redditività, il content marketing può permetterti di ripensare le tue scelte strategiche, creando contenuti blog per brand e aziende.

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1. Utilizza una Piattaforma di Content Marketing

Tra i trend del marketing, ancora per il 2017 e il 2018, il Content Marketing è citato dagli esperti come una delle strategie di marca irrinunciabili. Per questo, possiamo considerare i prossimi anni come un momento davvero propizio per chi possiede un blog e lavora sulla creazione di contenuti.

Tra gli strumenti più efficaci per monetizzare i tuoi contenuti c’è la collaborazione diretta con i brand. Si tratta di un sistema che produce subito risultati ed è molto gratificante anche in termini di produzione di nuovi contenuti per il tuo blog. Per rendere più semplice questo tipo di accordi, puoi utilizzare una piattaforma di Content Marketing come Coobis, che permette a editori specializzati su qualsiasi tematica (dalla tecnologia al marketing, dal tempo libero ai prodotti per mamme e bambini) di guadagnare creando contenuti originali.

Registrandoti a Coobis potrai incontrare più facilmente la domanda proprio per i servizi che offri: media online come blog e siti web possono creare e distribuire contenuti per le aziende che si rivolgono alla piattaforma.

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In pratica, tu continui a fare quello che sai fare meglio, cioè scrivere, mentre le aziende utilizzano la tua capacità e i tuoi canali per diffondere i loro valori e le loro novità.

La scheda creata al momento della registrazione entra a far parte del database di Coobis e così l’azienda può consultare un catalogo nel quale scegliere tra servizi come la redazione di contenuto, pubblicazioni sponsorizzate, menzioni sui social network etc. Tu ricevi l’invito comodamente dalla tua scrivania e decidi se accettare o rifiutare il brief del brand.

Una volta conclusa la collaborazione tra il blog e il brand – i flussi di lavoro possono avvenire totalmente sulla piattaforma stessa – la piattaforma trattiene il 30% come commissione sulla vendita della singola azione. Riceverai il pagamento entro pochi giorni dalla conclusione dell’attività (es. la pubblicazione del post), senza bisogno di raggiungere quote minime di budget, senza spese di iscrizione o di mantenimento dell’account.

Nel frattempo potrai arricchire e diversificare i contenuti all’interno del tuo blog, producendo un effetto positivo a catena anche sul traffico del tuo sito. Si tratta di un sistema adatto praticamente a qualsiasi genere di blog, una soluzione semplice e veloce per rendere subito redditizio il tuo progetto editoriale e le tue competenze di scrittura web.

Alla fine dello scorso anno, circa il 63% delle aziende dichiarava che il marketing dei contenuti aveva un’efficacia tangibile all’interno delle strategie online, con una decisa crescita rispetto al 30% del 2015. Il Content Marketing, insomma, è diventato per le aziende sempre più indispensabile e anche i budget a disposizione dei piani editoriali sono in crescita. Un’occasione da non perdere per i content creator.

2. Annunci e sponsorizzazioni

La prima idea che viene in mente ad ogni blogger per cominciare a monetizzare il suo progetto editoriale, sono naturalmente gli ads da inserire all’interno delle pagine e degli articoli del proprio sito web.

Il sistema più famoso per gli annunci online è naturalmente quello di AdSense, che inserisce automaticamente annunci pubblicitari sul tuo sito attraverso un semplice codice, aggiornando gli ads su base contestuale (cioè a seconda del contenuto del tuo articolo) o in base alle attività online degli utenti.

Ultimamente però, gli utenti hanno imparato a disfarsi facilmente di queste distrazioni rispetto alla loro ricerca e alla loro lettura, attraverso gli adblock, e questo significa naturalmente che potresti non trarre il beneficio atteso dagli annunci, perché non è detto che tutti gli utenti che visualizzano il tuo sito visualizzino anche gli annunci.

Altro aspetto a cui fare attenzione è legato agli annunci responsive per il mobile. Seleziona sempre con cura il formato del tuo ads, che però potrebbe correre il rischio di essere visualizzato perfettamente da desktop, ma non da smartphone o viceversa. La regola principe è sempre una: testa su tutti i dispositivi.

Nel caso di banner pubblicitari sponsorizzati, il discorso è leggermente diverso: se vendi gli spazi direttamente ad aziende, dovrai occuparti personalmente di seguire transazioni, accordi, pagamenti e ogni aspetto legale e fiscale dell’attività.

Questi sistemi sono più adatti per i blog generalisti, che hanno un pubblico molto variegato e meno specializzato, con una percentuale minore di rischio di incappare nei famosi adblock.

Come monetizzare il tuo blog

3. Affiliate Marketing

Il concetto di Affiliate Marketing è abbastanza semplice dato che si lavora con un partner, di solito una piattaforma esterna di eCommerce o un altro genere business online. Attraverso un’url personalizzata, dopo un’apposita registrazione, inserirai i link dei prodotti sul tuo blog, all’interno di articoli con suggerimenti per gli acquisti o tutorial esplicativi, e ogni accesso all’eCommerce dai tuoi link produrrà un credito per te sulla piattaforma.

Tra i programmi di affiliazione più famosi c’è quello di Amazon, che ha recentemente introdotto anche un programma appositamente pensato per gli Influencer.

Il principio alla base è quello di una percentuale di guadagno su ogni vendita conseguita attraverso i tuoi link, ma ci sono molte variabili, dovute in particolare al percorso di acquisto degli utenti, che spesso non acquistano direttamente dal link di partenza, ma esplorano all’interno dell’eCommerce prima di arrivare al carrello.

Anche se non tutti sono concordi nell’efficacia delle affiliazioni per i blog, il consiglio è quello di aggiungere questo tipo di programma alla propria strategia digitale, naturalmente selezionando con cura i prodotti giusti, specie se parli di moda o di tecnologia, settori nei quali il parere di un esperto ha un peso rilevante per gli utenti.

Content marketing, annunci e affiliate: come scegliere la strategia per monetizzare il tuo blog?

Il content marketing sembra essere, secondo le previsioni, destinato a superare la pubblicità tradizionale quanto ad efficacia. Gli investimenti dei brand nel content piuttosto che in pubblicità dimostrano che queste previsioni si stanno già realizzando, ma il trend continuerà a perdurare ancora per tutto il prossimo anno.

Il content marketing, infatti, ha un rapporto costo-efficacia decisamente migliore rispetto ad altre forme di marketing e i brand gli attribuiscono un valore economico sempre crescente.

Mentre gli utenti hanno imparato a disfarsi di distrazioni come banner e annunci, attraverso gli adblock, le ricerche online continuano a crescere. Le persone pongono domande sul web e le risposte si trovano nei tuoi contenuti.

Altro aspetto che dovrebbe farti preferire una strategia legata al contenuto per monetizzare il tuo blog è legata agli annunci responsive per il mobile.

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Quando Bill Gates scriveva l’ormai celebre frase “Content is king”, aveva davanti a sé uno scenario di Internet ancora quasi desolato al confronto di oggi. Sul web non erano presenti così tanti contenuti e ancora non assistevamo alla battaglia quotidiana per le prime posizioni su Google.

Oggi, invece, la produzione di contenuti ha assunto dimensioni impressionanti. Basta pensare che ogni minuto vengono pubblicati circa 1440 post di WordPress, mentre una mole ancora maggiore di video, immagini, post e commenti viene creata sui social network.

Il content marketing nel 2017 sarà più che mai fiorente e un’opportunità come quella offerta da Coobis è un ottimo modo per stabilire basi solide per la crescita del tuo progetto editoriale. L’iscrizione è gratuita e non prevede nessun costo di mantenimento per l’account. Potrai scegliere se accettare o rifiutare ogni campagna e riscuotere quando vuoi il credito accumulato.

E tu, hai già testato uno di questi sistemi per monetizzare il tuo blog? Raccontacelo sulla nostra pagina Facebook.

SEO per immagini: come ottimizzarle per i motori di ricerca

Anche l’occhio vuole la sua parte. Sì, parto proprio dalla saggezza di questo vecchio detto popolare per introdurti un argomento poco spinoso e spesso sottovalutato, durante l’ottimizzazione di una pagina web per i motori di ricerca: l’ottimizzazione SEO delle immagini.

Insomma, se ti occupi di SEO, o vuoi semplicemente aumentare il traffico del tuo blog, in questo articolo trovi tutte le informazioni necessarie per guardare le immagini sotto un’altra ottica. Un’ottica mirata ad accrescere la visibilità di un tuo contenuto.

Prima di entrare nel vivo della discussione, però, vorrei farti riflettere su un aspetto. Quando cerchi qualcosa su Google, quante sono le volte che passi rapidamente sulla tab immagini? Per tantissime tipologie di servizi e prodotti, lo fai. E lo facciamo tutti. Me compreso.

Se cerco una camicia smanicata, o anche un ristorante di pesce, ad esempio, spesso finisco proprio tra le immagini che mi propone Google. Se il mio occhio – e qui si torna al proverbio – viene attratto da qualcosa, le possibilità che io atterri sulla pagina web aumentano drasticamente.

Ed è per questo motivo che devi puntare anche sullottimizzazione SEO delle immagini. Se vuoi capire cos’è un alt tag, come rinominare un’immagine nel migliore dei modi e quali dovrebbero essere i parametri di scelta per un’immagine, continua a leggere.

Cos’è l’alt tag?
come impostare alt tag su wordpress

L’alt tag è un elemento html che aiuta il motore di ricerca a identificare e catalogare unimmagine, grazie alla presenza di una o più keyword.

Ok, detto così può sembrare poco chiaro. Provo a spiegarlo con un esempio.

Immagina di aver appena scritto un articolo che parla di gelato artigianale. Hai trovato degli scatti niente male e li hai inseriti all’interno del tuo post. Ora, a parte il file name, con un cms (sistema di gestione dei contenuti) come WordPress, ad esempio, hai ben quattro voci da compilare:

  • titolo
  • descrizione
  • didascalia
  • testo alternativo (o alt tag)

Per i primi tre, devi pazientare ancora per un paragrafo. Quanto all’alt tag, ecco cosa scriverei io per descrivere un’immagine di un buonissimo gelato: “uomo che mangia un gelato artigianale al bar“.

Piuttosto che un blando e fin troppo generico: “gelato artigianale“.

Naturalmente, non devi inventare nulla, non sarebbe corretto. Devi, invece, raccontare al motore di ricerca, e al lettore, limmagine che hai scelto per arricchire il tuo contenuto.

Cosa c’entra il lettore? Lalt tag è nato (anche) per dare ai non vedenti la possibilità di leggere una foto, attraverso gli screen reader. Insomma, se non vuoi farlo per Google, fallo per loro.

Se vuoi la soluzione via codice, eccoti accontentato:

<img src=”https://sonounesempio.it/uploads/gelato-artigianale.jpg”>

Questo è il codice di un’immagine qualunque, caricata sul tuo blog. Come puoi notare è presente esclusivamente il nome del file (gelato-artigianale) e il formato (jpg).

Per inserire lalt tag, e ottimizzare la tua immagine, devi scrivere questo:

<img src=”https://sonounesempio.it/uploads/gelato-artigianale.jpg” alt=”uomo che mangia un gelato artigianale al bar”>

Titolo, descrizione e didascalia: tre aspetti da non sottovalutare

Tre fattori meno importanti, ma non per questo da ignorare sono titolo, descrizione e didascalia.

Per il titolo puoi usare benissimo il file name, ossia il nome che hai dato alla tua immagine. Per usare lo stesso esempio del paragrafo precedente, un buon titolo potrebbe essere: “gelato artigianale“. O, ancora meglio, la variante “gelato fatto in casa“.

Non tutti cercano artigianale; perché non provare a intercettare ricerche analoghe, che usano termini diversi? Anche in questo caso, vige la regola di non scrivere frottole. I motori di ricerca possono essere aggirati, è vero, ma non sono stupidi.

Puoi servirti del titolo, anche, per dare un’indicazione al lettore. Hai caricato la mappa della metropolitana di Londra? Vuoi che venga cliccata, per una visualizzazione a tutto schermo?

Usa come titolo: “clicca per vedere la mappa della metropolitana di Londra“.

Il titolo è il testo che appare quando lasci per qualche secondo il puntatore del mouse fermo su unimmagine. Ecco perché se vuoi invitare a un’azione, può essere parecchio utile.

Come fattore di indicizzazione, però, è MOLTO meno rilevante del tag alt. Un po’ come la descrizione – che puoi tranquillamente tralasciare.

Se sei un perfezionista e vuoi riempire ogni campo, per la descrizione sentiti libero di “riciclare” l’alt tag.

Per la didascalia, invece, il discorso cambia leggermente. Qui non parliamo affatto di indicizzazione. Qui parliamo di user experience.

La didascalia è uno strumento per aiutare il lettore a comprendere meglio unimmagine. Per esempio, se hai appena ultimato un articolo ricetta, potrebbe essere funzionale aggiungere a ogni immagine una didascalia con il passaggio evidenziato:

  • aggiungi sale e pepe
  • mescola fino a ottenere un composto omogeneo
  • impiatta, decorando con fiori di ibiscus

Oppure, puoi usare la didascalia per citare lautore (compreso di copyright o marchio registrato) dell’immagine o della fotografia che intendi utilizzare.

Dove trovare le immagini per un blog?

dove trovare immagini per un blog

Ora che sai quali sono i parametri da ottimizzare un’immagine, devi anche capire dove puoi trovare fotografie, illustrazioni e file vettoriali per rendere più visual il tuo articolo, o la tua pagina web. Sì, nel titolo di questo paragrafo ho scritto “per un blog”, ma i siti che sto per elencarti, sono una miniera d’oro di immagini per qualunque contenuto web.

Inizio da un classico: Flickr.com

Flickr è una community più che un database. Qui, puoi trovare tantissime fotografie e – cosa ancor più importante – filtrare la tua ricerca in base alla licenza di utilizzo. Insomma, se vuoi trovare immagini da potere usare liberamente, flickr è uno dei portali migliori.

Ma non è l’unico. Di seguito, ecco 4 siti che ti suggerisco di inserire tra i tuoi preferiti:

  • Visual Hunt: una libreria impressionante di immagini
  • Unsplash: 10 scatti ad alta risoluzione ogni 10 giorni
  • LibreStock: 47 database da spulciare, con un’unica ricerca
  • pngtree: l’olimpo del png e dei vettoriali

Un occhio di riguardo al formato

PNG o JPG? Ho deciso, riempio il mio articolo di GIF… Si usano a bestia!

Questo è un dubbio che attanaglia tantissimi blogger. Eppure, la soluzione è davvero semplice. In linea di massima, non è mai saggio appesantire il tuo contenuto con decine di immagini. Ma, se ben ottimizzate – e non sto parlando di SEO – puoi arricchire il testo, senza (quasi) nessun problema di caricamento.

Intanto, cerca di salvare le tue immagini in JPG: è un formato leggero, versatile e compatibile con il 99% dei dispositivi.

Il PNG è un formato altrettanto valido, sia chiaro, ma è leggermente più pesante. Questo può inficiare le performance e restituire una stringa di testo (l’alt tag dell’immagine), dove dovrebbe esserci un suggestivo tramonto sul golfo di Sorrento.

È altrettanto vero che se hai bisogno di illustrazioni e file vettoriali, (o se lavori principalmente con screenshot) l’unica strada è il PNG. Cerca solo di non abusarne. Così come resistere alla tentazione di riempire il tuo contenuto di GIF.

Ottimizza la tua immagine per il web

Jpeg mini per ridurre la dimensione di un file jpeg

No, non parlo più di tag. Parlo, piuttosto, di dimensioni. Non puoi caricare immagini troppo pesanti né poco definite. Insomma, devi trovare un buon compromesso.

La tecnologia, però, è dalla tua parte. Programmi come Adobe Photoshop o Gimp – quest’ultimo totalmente free – consentono di salvare un’immagine in formato web.

Questo passaggio è molto importante per ridurre il peso di un’immagine, senza sacrificare troppo la qualità. Ma non è l’unica cosa che puoi fare.

Esistono diversi strumenti di compressione online come TinyPNG o JPEGmini, che sono stati progettati proprio per questo. Il funzionamento è semplicissimo: basta caricare un’immagine e l’applicazione web si occuperà di tutto il resto.

Tranne che rinominare il file. A questo devi pensarci tu.

SEO e immagini: tutto chiaro?

La SEO è la ricetta per rendere appetibili i tuoi contenuti, per Google e per gli utenti. E come tutte le ricette prevede diversi ingredienti. Uno di questi, è rappresentato proprio dalle immagini.

Ecco perché devi prestare attenzione al visual delle tue pagine web (blog, schede prodotto, pagine istituzionali, etc.).

Io ti ho fornito un piccolo vademecum, una guida per muovere i primi passi. Ora, non devi fare altro che liberare la tua creatività. Ogni titolo, ogni alt tag e ogni didascalia va scelta con cura. Ma questo l’hai già capito. 😉

Prima di lasciarti, ecco  6 step per ottimizzare un’immagine per la SEO:

  1. trova unimmagine che possa essere riutilizzata (Creative Commons)
  2. ottimizza le dimensioni e ridimensiona l’immagine (1280×628 per una condivisione social da paura)
  3. scegli il formato giusto (JPG per fotografie e immagini, PNG per illustrazioni e screenshot)
  4. assegna alla tua immagine un file name descrittivo (sì a gelato-artigianale.jpg, no a gelato-2364.jpg)
  5. carica la tua immagine sul cms (o usa il codice html)
  6. scrivi alt tag, titolo, descrizione e didascalia

Per qualsiasi dubbio o domanda, ti aspetto sulla pagina Facebook di Ninja Marketing!

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