Social Media Update, aggiorna le tue skill in un lampo!

Lavori con i Social Media ed ogni giorno succede qualcosa che cambia le carte in tavola: un nuovo social, un nuovo formato di campagna, un nuovo trend. Come restare al passo?

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Social Media Update! [On Demand]

Il Social Media Update di Ninja Academy con Luca La Mesa è un corso di aggiornamento intensivo, che rinnova le skill di chi lavora nel social media marketing, attingendo direttamente dal meglio del meglio delle novità del web per il 2016.

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Seguendo questo percorso riuscirai a:

  • Applicare le ultime novità dei Social nel rinnovare le proprie strategie di marketing digitale
  • Sperimentare in maniera pionieristica la comunicazione Social nel proprio settore di mercato
  • Migliorare le prestazioni delle campagne di Social Advertising

Quali sono gli argomenti del Social Media Update e chi è il docente?

Il Social Media Update è un percorso intensivo che rinnova le skill di chi lavora con i Social Network. Ecco perché Ninja Academy ha chiesto a Luca La Mesa, uno dei più visionari Social Media Strategist in Italia nonchè Top Teacher Ninja Academy, di progettare un programma didattico che aggiornasse allo status quo chi si cimenta nel Social Media & Community Management.

 

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Aggiorna le tue competenze pratiche insieme a Luca, professionista che ha curato i social di importanti realtà come Pirelli SuperBike, AS Roma, CONI.

  • Le principali novità del mondo Facebook
  • Le principali novità del mondo Instagram
  • Le principali novità del mondo Twitter
  • I Messenger Chatbot
  • Snapchat update

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PREZZO 79€ iva inclusa

Il team Ninja Academy è a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Ti aspettiamo con connessione e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare!

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Instagram

Instagram: Premio Nazionale Igersitalia, i migliori scatti del 2016

La quarta edizione del Premio Nazionale Igersitalia si è appena conclusa e ha eletto i migliori scatti del 2016 su Instagram. Come ormai consuetudine, sette giurati d’eccezione, sette categorie premiate e migliaia di immagini candidate tra cui non dev’essere stato per nulla semplice scegliere.

Anche quest’anno, infatti, gli instagramers italiani dell’Associazione hanno partecipato numerosissimi, ma il premio per la Miglior Fotografia dell’anno è uno solo, ed è toccato allo scatto di Michela Dal Magro (@micheladm81), che si è aggiudicata anche il premio della categoria Minimal.

 

Semplicissimo, impeccabile, ma che lascia il segno. Così lo descrive anche Manuela Vitulli (@manuelavitulli), travel blogger di professione e membro della giuria:   Una foto senza dubbio insolita, d’effetto. Io la trovo pulita e geniale.   La conferma, insomma, che per piacere su Instagram non servono necessariamente gli effetti speciali (e nemmeno migliaia e migliaia di follower), perché la creatività passa anche attraverso la maestria della semplicità.   Se nella scorsa edizione la parola d’ordine è stata “emozione”, quest’anno sicuramente la peculiarità dell’iniziativa è rappresentata dall’internazionalità dei soggetti catturati e dalla continua ricerca espressiva degli Igers, come spiega Antonio Ficai (@c4antonio), organizzatore del Premio:   Questa edizione è stata sicuramente quella con più fotografie con soggetti da tutto il mondo, a riprova che la ricerca da parte dei nostri Instagramers italiani è notevolmente aumentata.   Allora mettiamo fine all’attesa, ecco la gallery completa delle foto vincitrici delle sette categorie.   Instagram  

Premio Igersitalia: la gallery dei migliori scatti del 2016 su Instagram

Miglior fotografia 2016, categoria “bianco e nero”: Emanuele Zola – @ema_therabbit

Una foto pubblicata da Emanuele Zola® (@ema_therabbit) in data:


Miglior fotografia 2016 categoria “architettura”: Ruggero Falone – @ruggero_falone

Nei miei trascorsi in questa città non mi ero accorto del tutto di quanto il bello fosse incastonato ovunque a Vienna, nelle geometrie dell’architettura, nel verde dei parchi striati di rosso per l’autunno alle porte, persino nel Palazzo di Giustizia. Simmetrie che incantano e architettura spaziale! Justiz Palast, Vienna. #vienna #wien #igersvienna #welovevienna #igersaustria Taken w/#GalaxyS7edge #samsung #samsungitalia #livetravelchannel #bbctravel #natgeotravel #royalsnappingartists #flashofdelight #cnttraveler #simmetry #whatitalyis #landscape #sunset #agameoftones #moodygrams #landscape #neverstopexploring #airbnb #travelgramitalia #exploremore #adventurethatislife #goexplore #earthlandscape #iamatraveler Una foto pubblicata da Ruggero Falone (@ruggero_falone) in data:


Miglior fotografia 2016 categoria “ritratto”: 
Eugenio Marongiu – @eugeniomarongiu

Miglior fotografia 2016 categoria “street photography”: Pietro Contaldo – @pedro_cn  


Miglior fotografia 2016 categoria “photo editing”: 
Giorgia Carlig – @giorgiacarlig

Quanto è importante riuscire a costruire il proprio stile personale per emergere su Instagram?

Visto che l’interesse nei confronti di Instagram sta crescendo in maniera esponenziale, nonostante i rapidissimi cambiamenti che lo stanno trasformando giorno dopo giorno, abbiamo raccolto ancora qualche riflessione e commento dietro le quinte dagli addetti ai lavori, sul Premio ma anche sul social in generale.

Cercando di rispondere ad una domanda su tutte – quanto è importante riuscire a costruire il proprio stile personale per emergere su Instagram? – sono scaturite interessanti riflessioni e qualche utile consiglio per gli appassionati del social.

Ecco cosa ne pensa Manuela Vitulli.

Tra migliaia di scatti cosa ha prevalso? Quali criteri avete seguito per decretare le foto vincitrici?

Io ho cercato di seguire il cuore, se così si può dire. Ho scelto quelle foto che – oltre a rispettare i criteri della singola categoria – suscitano qualcosa a prima vista. Inoltre ho apprezzato molto le foto accompagnate da una caption accattivante e significativa.

Per te Instagram e la fotografia in generale si sono trasformati anche in un’opportunità professionale. Che consiglio daresti agli instagramer di domani?

Il mio consiglio è di non seguire la massa e creare una personalità online. Non pubblicare foto omologate per acchiappare like, ma foto che rispecchiano la propria attività e la propria anima.

Dello stesso parere anche Antonio Ficai, che sottolinea anche il valore della community, nonostante le trasformazioni continue del social.

Stories, video live, ads, e-commerce…lnstagram rimane sempre il social delle immagini?

La scelta di Instagram di pensare ad altro nell’ultimo anno, escludendo quindi la fotografia dal suo focus, purtroppo è causa dell’interesse di Facebook di renderla più “mainstream”, e quindi commerciale, a discapito delle sue origini.

Personalmente non sono contento né ottimista in un’ottica di futuro a medio termine, perché la vedo un’app ormai legata a dinamiche troppo commerciali. Ma non per questo lo spirito di community svanirà, perché per fortuna gli Instagramers sono e restano fedeli e coerenti al loro stile di vita e di approccio allo strumento.

Parole d’ordine a cui rimanere fedeli, quindi: stile personale e community. 

Oggi alle 18 Jack Dorsey intervisterà Edward Snowden su Periscope

L’appuntamento è stato annunciato direttamente dallo stesso Edward Snowden su Twitter. Oggi alle 18 ora italiana (12:05 EST) potremo seguire l’intervista del CEO di Twitter Jack Dorsey a Snowden via Periscope attraverso il profilo @PardonSnowden.

Come in molti saprete all’inizio dell’estate del 2013 il ventinovenne Edward Joseph Snowden fornì alcuni documenti riservati della National Security Agency (NSA) a Laura Poitras e al giornalista Glenn Greenwald.  Snowden è oggi noto per aver rivelato pubblicamente dettagli di diversi programmi di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico, fino ad allora tenuti segreti.

Da allora Snowden vive in esilio in Russia e non può tornare negli Stati Uniti poiché una legge vigente sullo Spionaggio lo considera a tutti gli effetti una spia e dunque non gli consente di discutere la sua posizione in un tribunale. Se tornasse oggi, con questa legge, verrebbe probabilmente incarcerato per decenni.

Pardon Snowden è la campagna iniziata lo scorso settembre per raccogliere consensi e richiedere agli USA la Grazia per Edward Snowden. La campagna ha ora l’urgenza di raccogliere ulteriori supporter per inviare una lettera al presidente Obama prima che abbandoni la Casa Bianca.

Cosa c’entra Jack Dorsey?

Non è un giornalista, e non ha mai condotto interviste. Semmai ha risposto alle domande di molti giornalisti. dorsey1 Jack però ha da sempre sostenuto questa causa e ha voluto un ruolo in prima fila in questo confronto che ovviamente conquisterà la vetta dei trending topic in tutto il mondo. La community potrà partecipare all’intervista proponendo domande utilizzando l’hashtag #AskSnowden durante la diretta.  

Joy, la realtà virtuale allevia la solitudine in ospedale

Joy, la realtà virtuale allevia la solitudine in ospedale

La compagnia di assicurazioni sanitarie Medibank ha lanciato Joy, un’esperienza di realtà virtuale in grado di alleviare il senso di solitudine nei pazienti di lunga degenza.

Coloro che sono costretti a trascorrere lunghi periodi di ricovero in strutture ospedaliere, tendono ad avvertire una sensazione di isolamento dalla società e a soffrire di un mancato senso di appartenenza alla comunità.

Joy, la realtà virtuale allevia la solitudine in ospedale

Joy li trasporta direttamente dai loro letti d’ospedale ad uno scenario naturalistico australiano da sogno, intorno ad un falò, in compagnia di un gruppo di persone ed un cagnolino.

Attraverso Google Daydream View e i suoi controller manuali, gli utenti possono scegliere una storia da ascoltare, letta ad alta voce da uno dei personaggi.

L’esperienza immersiva Joy è sviluppata in collaborazione con un gruppo di neuropsicologi di Melbourne e con il team Liminal di VR.

LEGGI ANCHE: Come la tecnologia Mobile sta cambiando il settore Healthcare

Joy regala un sogno ai pazienti

Linda Swan, Ufficiale Medico Capo di Medibank, spiega come abbiano condotto una serie di ricerche sul legame esistente tra la solitudine, l’incremento del rischio di malattie e i tempi di recupero più lenti nei pazienti di lunga degenza.

Da qui, la scelta di contattare Liminal e supportarli nello sviluppo di un’innovativa soluzione virtuale in grado di offrire un’esperienza di ricovero più confortevole e rassicurante a coloro che non possono lasciare il proprio letto d’ospedale.

Joy, la realtà virtuale allevia la solitudine in ospedale

Era quindi essenziale che lo scenario immersivo potesse regalare un sogno, qualcosa in grado di far davvero abbandonare l’ambiente ospedaliero, anche se per poco tempo.

Sami Yamin, neuroscienziato e capo della ricerca alla Liminal spiega come la scelta del falò sia fortemente simbolica:

“Storicamente, è l’elemento attorno al quale si sono sempre raccolte le comunità per condividere le proprie storie. Nella maggior parte delle culture, il fuoco è un simbolo molto potente ed osservarlo ha effetti psicologici positivi.  Gli ambienti naturali sono perfetti per ridurre l’ansia e la depressione, far calare la pressione sanguigna, attivare il sistema nervosa parasimpatico.”

La scelta di Google Daydream View

In termini di grafica ed interazione, Joy può sembrare abbastanza semplicistico, ma è pensato per essere utilizzato da persone perlopiù allettate e con scarsa possibilità di movimento.

Come spiega Yamin, l’idea era di non scoraggiare i pazienti o limitarli a causa della loro sofferenza, occorreva progettare qualcosa che non richiedesse un eccessivo impegno fisico, ma che potesse offrire il senso della comunità. Basti considerare che possono utilizzare Joy anche coloro che riescono appena a muovere la testa.

Joy, la realtà virtuale allevia la solitudine in ospedale

Per questo motivo si è scelto di sviluppare Joy in 3D con la mobile VR di Google Daydream View anziché in room-scale.

Joy è in fase di test con i pazienti del Brunswick Private Hospital di Melbourne, prima del lancio a livello nazionale.

Dopo il periodo di prova, Medibank deciderà se il programma possa essere incluso nel loro portfolio di servizi offerti per la salute.

La VR in campo medico ed ospedaliero

La realtà virtuale è sempre più protagonista delle innovazioni hi-tech (non solo nel mainstream gaming), trovando ampia applicazione anche in campo medico; basti pensare che nel 2006, la VR aveva consentito ad alcuni specialisti di entrare all’interno di una cellula cancerogena.

La realtà virtuale continuerà ad avere un enorme impatto sulla professione medica in merito a valutazione per diagnosi precoce, riabilitazione, ricovero e gestione del dolore.

Joy, la realtà virtuale allevia la solitudine in ospedale _

La room-scale VR ha quindi un enorme potenziale in ambito clinico, ma la tecnologia è onerosa e scarsamente accessibile per l’utilizzo in cliniche o ospedali.

L’auspicio è che lo scenario possa evolvere in modo positivo e favorire l’interazione tra ricercatori e sviluppatori darebbe certamente vita a sinergie in grado di fare la differenza.

Non profit e social network: 6 consigli per rafforzare il legame con i sostenitori

Immaginiamo di riuscire a vendere un prodotto a cento persone, e che solo poco più di un terzo di loro tornerà per riacquistarlo nuovamente. Direste che è un business che funziona? Chiaro che no, e che piaccia o meno, questo discorso vale anche per le associazioni non profit.

La prima grande sfida per una non profit è raccogliere il maggior numero di sostenitori, una prova difficile sicuramente, ma mai quanto il duro lavoro richiesto per convincere questi ultimi a rinnovare periodicamente il loro atto di solidarietà.

Si calcola infatti che mediamente solo il 39% delle associazioni riesce a mantenere una solida e continua partecipazione dei donatori che hanno per la prima volta aderito a un’iniziativa solidale.

Inutile ribadire quanto il ruolo dei social network sia indispensabile ad oggi per raggiungere potenziali supporter: una fase cruciale su cui si investe maggiormente soprattutto in termini monetari.

A quanto pare, però, mantenere questi legami esistenti non solo è 7 volte meno dispendioso che trovarne di nuovi, ma è soprattutto il metodo più veloce ed efficace per vedere risultati concreti.

Come utilizzare i social media per questo scopo? Di seguito vi diamo sei semplici consigli.

Mostrare il dietro le quinte

#FertilityDay Come si combattono i matrimoni precoci, le malattie sessualmente trasmissibili, le mutilazioni genitali…

Gepostet von Amref Health Africa – Italia am Donnerstag, 22. September 2016

 

Un donatore non vuole sentirsi una goccia nel mare: è importante renderlo partecipe di un’iniziativa a cui ha contribuito condividendo video dal proprio canale YouTubeFacebook o semplicemente pubblicando foto della realizzazione del progetto. Vedere al lavoro la macchina avviata grazie alla sua donazione alimenterà la consapevolezza di aver fatto una scelta giusta e soprattutto rinnovabile.

Ringraziare, sempre

OneJustice extends thanks to all those who bring life-changing work through pro bono justice! #GratitudeTuesday

Gepostet von OneJustice am Dienstag, 29. November 2016

Grazie: parolina magica sempre utile ed efficace che dovrebbe essere più che presente durante le campagne di raccolta fondi o di coinvolgimento volontari.

Un sostenitore sa bene quanto un’associazione gli sia riconoscente per il suo aiuto ma è sempre meglio ribadire la propria gratitudine magari con un post su Facebook o un tweet su misura. Se il bacino di utenti ancora lo consente, un video con tanto di ringraziamento personalizzato sarà più che apprezzato.

Dare ai supporter il loro momento di gloria…

Dopo i ringraziamenti, aggiungere una massiccia dose di lusinghe. In questo Pinterest può essere d’aiuto con la creazione di bacheche che contengano foto di volontari all’opera, o più semplicemente facendo sentire i supporter importanti attraverso like ai loro post, endorsement su LinkedIn o retweet.

…o meglio, farli sentire degli eroi

La chiave di volta è far sentire i sostenitori non solo coinvolti ma soprattutto indispensabili: loro vogliono fare la differenza, non si focalizzano sui soldi. Una campagna impostata sugli obiettivi di raccolta fondi e costo dei progetti distoglie l’attenzione dai veri eroi: donatori e volontari senza i quali il progetto stesso non esisterebbe. È loro che dobbiamo imparare a valorizzare.

Essere presenti, sempre, ovunque

We're live at Macy's celebrating National Believe Day with the New York City Fire Department (FDNY) and wish kids Sophia and Mariya – keep the letters coming! #SantaProject #MacysBelieve

Gepostet von Make-A-Wish Metro New York and Western New York am Freitag, 9. Dezember 2016

Far sentire la propria voce con i più disparati mezzi e quotidianamente con un planning pensato per tenere costantemente aggiornati i sostenitori, facendoli sentire sempre coinvolti: in questo possono essere indispensabili Facebook Live da eventi speciali e tweet.

Non dimenticare mai che la forza dei social media sta proprio nella comunicazione in tempo reale: basta individuare il target a cui si vogliono mostrare contenuti e iniziare una reale connessione emotiva con vecchi e nuovi sostenitori.

Giocare

Stimolare il naturale desiderio di divertimento e competizione è sicuramente un modo efficace e alternativo per tenere solido il legame tra una non profit e i suoi sostenitori.

E allora che i giochi abbiano inizio: quiz, trivia o ancor meglio una Pokémon Gym proprio nella sede dell’associazione: dare spazio alle iniziative ludiche non potrà che portare a risultati soddisfacenti.

Insomma, rafforzare il legame con i propri sostenitori è il traguardo ma il percorso è fatto di contenuti significativi fatti di persone vere senza le quali una non profit non esisterebbe. Creare post unici e organizzarli in maniera ponderata sarà il primo passo verso un legame emozionale sincero e duraturo.

Diteci il vostro parere sulla nostra pagina Facebook e sul nostro gruppo LinkedIn!

Lo shopping su Instagram: ecco come lo hanno testato i brand

Il mese scorso vi abbiamo informato della nuova feature di Instagram dedicata allo shopping: una funzione che al momento è attiva solo in USA e che permette agli utenti di acquistare i loro oggetti del desiderio direttamente guardandoli nel proprio news feed.

Il mercato eCommerce e quello del mobile avranno un grandissimo sviluppo nei tempi a venire: secondo eMarketer nel 2016 negli Stati Uniti il peso del m-commerce sarà di 123 miliardi di dollari. Insomma, un’occasione da non trascurare. Ed è quello che devono aver pensato i brand che sono riusciti a entrare come first user, ovvero primi utilizzatori della versione beta di questa nuova funzione di Instagram, che stanno portando avanti nei loro piani editoriali delle strategie per sfruttare al meglio l’opportunità. Vediamone alcuni.

Coach

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Coach sta puntando ad avere un consumatore sempre più orientato al lusso e tra i social a disposizione, Instagram è senza dubbio quello con un potenziale più alto per questo specifico target. La strategia che sta portando avanti il marchio delle borse, è quella di postare immagini che abbiano la presenza di Rexy, il dinosauro che rappresenta il brand, in diversi punti della città di New York. E così, come vediamo in questa foto, un portachiavi può essere abbandonato in una metropolitana della Grande Mela e, con un tap, scoprire il prezzo e i dettagli del gadget di Coach.

BaubleBar

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BaubleBar è invece un marchio del mondo della bigiotteria che ha come impostazione quella di mostrare i prodotti su gente comune, spesso suoi dipendenti, più che sulle modelle. Il cliente medio del brand è senza dubbio attento ai social e molto attivo ed è per questo che la funzione shopping su Instagram potrebbe risultare particolarmente vantaggiosa: le aziende che hanno un prezzo medio accessibile possono puntare molto sull’acquisto online d’impulso e istantaneo, cosa di meglio se direttamente dal feed del social delle immagini per eccellenza?

LEGGI ANCHE: Instagram Stories: arrivano i Video Live e i “contenuti effimeri”

Abercrombie&Fitch

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Abercrombie&Fitch, che qualche settimana fa ha fatto esplodere il suo account Instagram cancellando tutte le immagini presenti per ristrutturare la propria immagine social, include nel suo piano editoriale le classiche foto da catalogo con modelli e modelle perfetti in ogni occasione. In pratica, quale migliore immagine può essere adatta per etichettare i diversi capi con un collegamento all’eCommerce? Inoltre, per coloro che cliccano al sito direttamente dal feed, il brand offre un 25% di sconto, mica male come incentivo!

Macy’s

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Non solo fashion: la pagina Instagram di Macy’s presenta una serie di articoli acquistabili che riguardano anche il mondo della casa. E così via a deliziose foto di tavoli e cucine da copertina o a immagini con descrizioni accattivanti che invitano gli utenti a sperimentare ricette e ad approfittare degli sconti.

ShopBop

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Last but not least, ShopBop è un rivenditore online che sta cercando di sfruttare il canale di Instagram per mostrare il maggior numero di prodotti a più utenti possibili e lo fa creando dei set still life – molto usati per i brand di abbigliamento – in cui mostra look completi, per i quali ogni prodotto ha il suo tag corrispondente.

Insomma, gli usi possono essere molteplici e si adattano davvero ad ogni genere di mercato e di fotografia. Non ci resta che aspettare l’arrivo anche in Italia! Voi avete notato ulteriori usi di questa nuova feature? Fatecelo sapere sulla nostra pagina Facebook!

Di chi è la campagna del Palazzo Ghiacciato a Milano?

Stamattina in largo La Foppa a Milano il palazzo del locale Radetzky appariva in gran parte ghiacciato.

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Su Twitter è partita la speculazione con l’hashtag #Palazzoghiacciato e alcuni hanno parlato di “un inquilino che avrebbe lasciato acceso il condizionatore dall’estate ad oggi“. Non sono mancati ovviamente alcuni divertenti commenti:

Ma chi c’è dietro questa campagna di ambient marketing?

Nessuno ha ancora ufficialmente svelato il brand che si nasconde dietro quest’attività ma ci sono diversi indizi.

In molti parlano dell’agenzia M&C Saatchi specializzata in questo genere di operazioni. Basti ricordare il Cristo di Fastweb a Napoli e il sottomarino per Genertel.

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Volete che i ninja si sbottonino?

Ultimamente l’agenzia e suoi direttori creativi, Luca Scotto di Carlo e Vincenzo Gasbarro, hanno presentato la campagna TV per E.ON #odiamoglisprechi.

L’operazione di oggi a Milano non vi sembra in linea con la campagna TV? O magari si tratta della presentazione dell’ultimo film di Frozen? O forse una campagna vintage alla “Brrrr…Brancamenta”!

Corso in Search Engine Marketing: scalare i motori di ricerca con SEO e Search Advertising

La reperibilità di informazioni resa possibile dai motori di ricerca rappresenta un’enorme opportunità per le imprese: essere trovati dai potenziali clienti, più velocemente e facilmente della concorrenza, rappresenta una leva strategica del marketing digitale. Per scalare i motori di ricerca occorrono competenze specifiche: l’ottimizzazione naturale del proprio sito web (SEO – Search Engine Optimization) ed attività dedicate a fasce di utenza inedite attraverso strumenti ad hoc (SEA – Search Engine Advertising / SEO Copywriting).

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Corso Online in Search Engine Marketing [11 ORE On Demand]

Il Corso Online in Search Engine Marketing di Ninja Academy con Gianpaolo Lorusso, Luca De Berardinis e Fabio Di Gaetano trasmette le competenze tecniche fondamentali per essere raggiunti da clienti e prospect di qualità.

Seguendo questo Corso On Demand, riuscirai a:

  1. Portare traffico di qualità ad un sito e migliorandone il business
  2. Gestire il budget dedicato in ambito SEO & SEA
  3. Integrare gli strumenti SEO & SEA ed il Content Marketing
  4. Costruire la struttura delle campagne Inbound
  5. Creare ed ottimizzare un account AdWords
  6. Scrivere annunci AdWords efficaci
  7. Tracciare le conversioni sul sito di atterraggio
  8. Organizzare i contenuti di un sito per posizionarlo sui motori di ricerca
  9. Adottare tecniche di scrittura che aumentano la visibilità del tuo sito
  10. Massimizzare il potenziale di conversione del tuo sito grazie alla giusta organizzazione dei contenuti

SEO Search Engine Optimization - Flat Style Design

Come funziona il Corso Online in Search Engine Marketing?

Il Corso Online in Search Engine Marketing consta di 11 ore di didattica: le lezioni sono fruibili On Demand in qualsiasi momento ed ovunque ci si trovi.

  • I moduli didattici – rappresentati da videolezioni e slide didattiche – saranno sempre disponibili e consultabili, senza limiti di tempo, nella propria area utente.
  • Puoi seguire i corsi comodamente da casa o dall’ufficio, nell’orario che preferisci
  • Nessuno spostamento nè viaggio da intraprendere
  • Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
  • Impara al ritmo giusto per te: decidi tu quando e dove imparare!
  • Scarica il Certificato finale dopo aver completato il Questionario finale

Testimonianze

Sono tanti i Guerrieri Ninja che hanno già trovato lavoro grazie ai nostri corsi, i più aggiornati e professionalizzanti del settore. Un esercito di talenti ha già sperimentato cosa voglia dire sbloccare il proprio potenziale da Ninja!

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Quanto costa il Corso Online in Search Engine Marketing?

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Volkswagen G-SHOCK Goodwill migliori annunci stampa

Volkswagen, G-SHOCK e Goodwill: i migliori annunci stampa della settimana

Lunedì non può iniziare senza una buona dose di campagne stampa che vi farà perdere la testa.

Volkswagen: Who knows what might happen next

Elogio alla previdibilità. Ma in auto è un requisito imprescindibile.

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Agenzia: Independent, Riga, Lettonia
Creative Director: Michael Zvegintsev
Creative Strategist: Kristofers Sics
Copywriter: Danylo Torbovskyi
Producer: Pet Punk

Cinéma du Parc: Films this big

Cinéma du Parc è un piccolo cinema indipendente canadese. E questa campagna stampa è dedicata ai veri appassionati di cinema, una prova per vedere quanto bene conoscono i classici. Voi li riconoscete tutti?

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Agenzia: Les Évadés, Montreal, Canada
Creative Director: Charles Gagnon
Art Director: Martin Dupuis
Copywriter: Nathan O’Brien

G-SHOCK: Bonsai

Ci sono alcuni concetti della cultura giapponese che è quasi impossibile replicare o imitare. Un po’ come certi modelli di G-SHOCK in questa campagna ideata da McCann Erickson.

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Agenzia: McCann Erickson, Tokyo, Giappone
Executive Creative Director / Copywriter: Isamu Nakamura
Creative Director / Art Director: Keiichiro Takahashi
Fotografia: Yuji Uenoyama
Production Company Producer: Motoi Fujiwara
Production Manager: Toru Hara
Bonsai Artists: Yoko Uda, Daisuke Kishi

Aeriel Mobile: Facebook

Don’t text and drive. È paradossale che a ricordarcelo sia un provider di servizi telefonici.

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Agenzia: Adfactors, India
Creative Director: Rajnish Tripathi, Shashank Gupta
Art Director: Rajnish Tripathi
Copywriter: Kaushik Bhattacharya

Goodwill: Donate Stuff. Create Jobs.

La campagna stampa di Goodwill mostra il legame diretto tra le donazioni di vestiti e oggetti di uso comune e la creazione di nuovi posti di lavoro in comunità locali. Geniale nella sua semplicità.

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Agency: VML, New York, USA
Global Chief Marketing Officer: Beth Wade
Global Chief Creative Officer: Debbi Vandeven
Executive Creative Director: John Godsey
Creative Directors: Daniel Lobaton, Jordan Gray
Senior Copywriter: Alf Zapata
Senior Art Director: Conor Clarke, Monika Hoang

Anche oggi il nostro viaggio finisce. Ma non disperate, torneremo lunedì prossimo con una nuova dose di creatività!

LEGGI ANCHE: BMW, PSI, Nutcase: i migliori annunci della settimana

AI, Deep Learning e Reti Neurali: facciamo un po’ di chiarezza

Facebook vuole che gli studenti si appassionino alle Intelligenze Artificiali.

Open AI e Google rilasciano al pubblico i loro sistemi di training per il machine learning.

Amazon annuncia il beta testing a Seattle di un negozio che, grazie all’implementazione congiunta di tecnologie basate su deep learning, farà a meno di casse e cassieri.

Alt, facciamo un po’ di ordine.

Cosa è una AI? Cosa si intende per machine e deep learning?

Alla base di tutto questo movimento tellurico c’è l’accelerazione nello sviluppo e nei relativi risultati da parte delle cosiddette reti neurali convolutive.

Proviamo a semplificare.

Cos’è una rete neurale convolutiva?

Una rete neurale di calcolatori è un sistema di calcolo distribuito che replica il funzionamento del cervello umano.

La modalità di apprendimento del software, che è alla base del funzionamento di una rete neurale, è fondata su dei sistemi di training che assomigliano a quelli di un bambino piccolo.

Data una serie di stimoli visivi (tradotti ovviamente dalla macchina in tabelle numeriche), il calcolatore sarà in grado di determinare autonomamente se si trova davanti un cane o un’automobile.

Questa modalità di apprendimento continuo viene definito deep o machine learning.

I campi di applicazione sono innumerevoli: si spazia dai progetti in ambito Industria Digitale 4.0 in cui la mole di dati rilevati dai sensori possono essere raccolti e correlati a caldo riducendo notevolmente tempi e processi di valutazione a progetti che sono già in fase di test come la funzione di self-driving car  di Tesla Motor o come i software di deep learning per redigere articoli.

Anche in Italia abbiamo dei centri di eccellenza, tra cui spicca in Emilia-Romagna il Centro Softech e il laboratorio ImageLab in ambito di Computer Vision, Pattern Recognition e Machine Learning.

Non a caso Facebook ha scelto proprio l’Università di Modena e Reggio Emilia come sito italiano per la partnership con il FAIR.

Softtech

Con buona pace del grande Stephen Hawking, la direzione intrapresa dai Big Player del settore IT è piuttosto chiara e lo testimonia anche il fatto che si stiano cercando delle alleanze strategiche anche al di fuori dell’ambito della Silicon Valley.

Intelligenza artificiale e deep learning, il punto di vista di Hawking e Musk

Se le preoccupazioni di Hawking sono in parte condivise anche da parte di un imprenditore visionario come Elon Musk, sono al momento premature per via del fatto che siamo ancora molto lontani dagli scenari fantascientifici apocalittici tratteggiati in Terminator o Matrix.

Le AI attuali dipendono moltissimo dalle modalità di training impostate dagli esseri umani e hanno una scarsissima capacità di autoregolarsi al cambiamento del perimetro ambientale esterno (vedi caso Tesla autopilot in Florida).

LEGGI ANCHE: Instagram: arriva il tool salva privacy

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Questo significa che se è vero che sono in grado di distinguere in autonomia tra un cane e un’automobile, non sono altrettanto affidabili per far fronte ad uno scenario imprevisto e poco riconducibile alle situazioni già analizzate in passato.

Insomma per ora possiamo goderci l’assistenza dei Bot in luogo degli irraggiungibili operatori del Customer Care, divertirci con tool web per creare romanzi come https://www.literai.com e leggere ancora con ottimismo Isaac Asimov e le sue leggi della robotica:

Prima Legge: “Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che a causa del proprio mancato intervento un essere umano riceva danno

Seconda legge: “Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani purché tali ordini non contravvengano alla prima legge

Terza legge: “Un robot deve proteggere la propria esistenza purché questo non contrasti con la prima e la seconda legge