Bayer, Lincoln, 3M: i migliori annunci stampa della settimana

Come fareste senza la rubrica best adv of the week? Eccoci ancora qui, con le pubblicità più belle della scorsa settimana.

Lincoln: documentary

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Se la pubblicità stampata è un documentario realizzato da Annie Leibovitz la famosissima fotografa, allora non passa di certo inosservata. Ecco il dietro le quinte che la Leibovitz ha creato per il lancio della Lincoln Contineantal: un viaggio on the road in perfetto stile americano.

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Client: Lincoln Motor Company
Agency: Hudson Rouge, New York
Country: United States of America
Photographer: Annie Leibovitz
Production: Annie Leibovitz Studio

Cinema & Music: Beatles Wars

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Di questa foto iconica sono state fatte moltissime varianti, ecco l’ultima realizzata dall’agenzia Candy Shop per Livrarias Curitiba Bookstore.

Client: Livrarias Curitiba Bookstore
Agency: Candy Shop
Country: Brazil

Action Against Hunger

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Sono immagini forti che non hanno bisogno di sottotitoli quelle scelte dall’agenzia Shackleton per la campagna di Action Against Hunger.

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Brand: Action Against Hunger
Agency: Shackleton
Country: Spain

3M soft earplugs

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Tappi per le orecchie così efficaci non li avete ancora provati, parola di 3M.

Client: 3M Deutschland GmbH
Agency: Kolle Rebbe, Hamburg
Country: Germany

Dr. Scholl’s

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Se, quando infilate le scarpe, la sensazione che i vostri piedi provano è quella dell’immagine, allora dovete correre ai ripari.

Client: Bayer
Agency: AlmapBBDO, São Paulo
Country: Brazil

LEGGI ANCHE: “Chicco, Holiday Inn, Shazam: i migliori annunci stampa della settimana ”

Anche per questa settimana vi abbiamo trasmesso tutta la nostra creatività Ninja, vi aspettiamo tra sette giorni.

Dal pub a Twitter: gli epic win e gli epic fail della settimana

Il grande filosofo Schopenhauer diceva che la vita è come un pendolo che oscilla tra noia e dolore, ma soprattutto tra gli epic win e gli epic fail. E anche questa settimana, le soddisfazioni sono tante.

Win

Il tormentone dell’ultimo mese è ormai solo uno e giacché ci siamo: “BUOOONGIONISSSIMOOOO, KAFFFFEEEEEÈ?”. E così, il giorno del #CapsLockDay abbiamo un vincitore: rullo di tamburi e fuori i sorrisi, potete permettervelo.

Hanno fatto parlare di sé negli ultimi periodi così come tanti anni fa. Per gli amanti dei Pokemon e no, impossibile non proclamare come epic win questo video. Vince perché ci si può immedesimare nel sentimento, indipendentemente da tutto.

Pokémon: Evolutions

John Wikstrom ha realizzato questo spot veramente emozionante dedicato a Pokémon, impossibile non farsi sopraffare dalla nostalgia 🙂

Gepostet von Pokémon Italia am Freitag, 21. Oktober 2016

 

I social cambiano la vita: a volte ti fanno perdere la dignità, ma a volte ti fanno vincere qualcosa. È il caso di questo venditore di te pakistano che con il suo sguardo magnetico ha catturato il mondo di Twitter ed ora è un modello. Il suo hashtag #chaiwala (venditore di tè) è diventato virale. Epic win!

 

Ecco un altro momento epico, dove a vincere è stata questa volta l’onestà. È il caso di Giuseppe che a Malta ha trovato un portafoglio con dentro 300€ e varie carte di credito e si affida ai social per ritrovare il legittimo proprietario. Giuseppe Ricotta porta a casa un epic win: il bello dei social!

Chi tra i nostri lettori è del Sud sentirà un colpo al cuore, specialmente se fuori sede. Come fare la perfetta pasta al forno? Lo spiega Casa Surace in un tutorial senza precedenti. Siamo di parte? Ma no, noi ninja copriamo tutto lo stivale, però alcuni cuori battono a Sud.

Come PREPARARE la PASTA AL FORNO – ITALIA vs MONDO

Insegniamo al mondo quanto tempo ci vuole per fare il RAGÚ!Condividete e favorite!

Gepostet von Casa Surace am Dienstag, 18. Oktober 2016

 

Ultimo epic win, il migliore della settimana. Il gestore di un pub di Glasgow, incapace nel trascrivere il nome della squadra tedesca impegnata nella partita serale, precisamente il Borussia Monchengladbach, semplifica il tutto con “A German Team”, una squadra tedesca. E fin qui, ci scappa un sorriso.

Ma quando la squadra in questione, visto il cartellone fuori al pub, decide di cambiare il nome del proprio account Twitter con “A German Team”, beh, allora l’epic win è servito!

Fail

Al fatidico giorno manca veramente poco, ma ecco un bel fail per il candidato Donald Trump. Si è infatti guadagnato la corona di “Re di Twitter” a detta dello stesso social, per tutti i tweet a lui dedicati anche a causa del suo comportamento con le donne, probabilmente poco corretto. Non si può dire win se però gli argomenti sono fail!

Cosa succede in una riunione di condominio? Beh, come consuetudine sempre tutti contro l’amministratore. Ed in un gruppo Facebook, cosa succede di solito? Ci può rispondere Barbara, membro del gruppo Fb Compro, vendo o baratto che richiede, pubblicamente, di parlare con un amministratore del gruppo.

Ma per fortuna, ci pensa Antonio!

Ma il suo aiuto non sembra essere apprezzato..

E l’arcano è presto scoperto..

Ebbene sì, Antonio ha fornito il numero del suo amministratore di condominio. Lo abbiamo classificato tra i fail? Ce ne scusiamo: Antonio per noi sei tra i migliori epic win di sempre.

storia di Netflix

La storia di Netflix: dai videogames alla conquista del mondo

La storia di Netflix è sorprendente!

Nella prima metà degli anni ’90 spediva cd per posta e adesso conta quasi 90 milioni di abbonati in tutto il mondo: attualmente Netflix è accessibile quasi da ogni parte del pianeta, eccetto Cina, Corea del Nord e Siria.

La storia di Netflix, le grandi tappe

Netflix nasce a Los Gatos, in California, nel 1997 come società di noleggio film in DVD e videogame con prenotazione online e consegna tramite servizio postale.

In molti conoscono le ragioni che hanno spinto Reed Hastings a puntare sull’abbonamento per questo servizio, ma è il 2008 l’anno della svolta, il trampolino di lancio verso la posizione di leader del mercato: l’attivazione del servizio streaming on demand.

storia di netflix

In poco, pochissimo tempo è divenuta l’attività principale di Netflix che, nel 2011, ha scorporato i servizi di noleggio dischi verso una società sussidiaria, Qwikster, orientandosi maggiormente sugli smisurati mercati della fruizione di servizi streaming on demand.

L’ascesa di Netflix: dalla distribuzione alla produzione

Se il 2008 e il 2011 erano state tappe importanti per l’azienda di Los Gatos per l’implementazione del servizio e l’apertura verso gli abbonamenti digitali, è il 2013 l’anno del passaggio dalla distribuzione alla produzione.

Forte dei grandi successi ottenuti dall’espansione nel mercato sudamericano, Netflix si lancia nella produzione di contenuti originali.

Il risultato? Un gran successo! 

storia di Netflix

Nel 2013 nasce Netlix Originals e la preziosa partnership con Marvel Entertainment.

House of Cards è la prima di una serie di fortunate produzioni originali acclamate da pubblico e critica, come Jessica Jones, Narcos e Orange is The New Black, che hanno appassionato milioni di spettatori in tutto il mondo.

Per il futuro Netflix ha già in programma alcuni ritorni d’eccezione, come la produzione di una nuova stagione di Gilmore Girls (2017).

Da gennaio 2016 Netflix ha reso accessibile il servizio di streaming in oltre 190 paesi, passando anche per Italia, Giappone e Nuova Zelanda e raggiungendo nello stesso mese quota 74 milioni di clienti, di cui 44 negli Stati Uniti.

storia di netflix

La Storia di Netflix: alcune delle produzioni originali

Ora il numero si avvicina ai 90 milioni di utenti e il servizio di Netflix tenta la copertura planetaria.

Oggi si sceglie di vedere lo spettacolo che ci piace su qualsiasi schermo possibile e ormai con gli smartphone o i tablet è possibile farlo dappertutto.
Tali opportunità sono sublimate grazie ai sottotitoli.
L’internet tv è una tv che funziona molto meglio.

Reed Hastings, co-founder e CEO di Netflix.

Il servizio di Netflix in Italia

L’abbonamento ai servizi di Netflix non si rivela particolarmente esoso: si va dai 7,99 del piano base agli 11.99 del premium.

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La storia di Netflix in infografica

Varia il numero di dispositivi su cui è possibile guardare  i programmi, i film e i documentari, ma l’offerta o la fruibilità dei servizi non sono limitati o diversi a seconda del piano scelto.

La possibilità di usufruire del mese di prova gratuito è, a tutti gli effetti, una trappola invitante.

Chiunque sia appassionato di serie tv o segua programmi in streaming è costretto a districarsi tra link fasulli, file corrotti, audio e video improponibili.

Se la logica del va bene tutto purché sia gratis ti ha sempre accontentato,  il mese di prova di Netflix ti teletrasporterà nel Nirvana del contenuto on demand.

Per esperienza, ti assicuro che sarà davvero difficile tornare indietro!

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Memo musicali è l’app che cattura le tue ispirazioni musicali

Quando arriva l’ispirazione giusta, molti musicisti afferrano carta e penna… Beh, non oggi, non nel 2016: ormai anche i musicisti scelgono i loro smartphone per registrare un giro di chitarra, un ritornello o un motivo al pianoforte, sperando di catturare l’essenza della idea prima che scompaia.

Ma un promemoria vocale è uno strumento ancora troppo semplice per catturare l’idea  per una canzone e molti artisti oggi scelgono uno strumento più professionale per  tradurre una registrazione grezza in qualcosa di più concreto: ecco perché da gennaio 2016, quando è uscita sul mercato, l’app Memo Musicali di Apple ha riscosso molto successo.

Memo musicali permette ai compositori e cantautori di catturare e sviluppare direttamente sul proprio iPhone in pochi passaggi uno spunto musicale. È sufficiente aprire l’app e registrare le tracce in formato non compresso, usando il microfono di iPhone o un microfono esterno. L’app è ottimizzata per chitarra acustica e piano, ma si può registrare qualsiasi cosa: voce, ukulele, batteria, qualunque cosa, sebbene in questi casi non sia possibile disporre delle caratteristiche avanzate.

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Memo Musicali permette di organizzare le tracce registrate: potete infatti titolare, dare un voto, aggiungere tag come Strofa, Bridge, Vivace o Lento, o creare tag personalizzati per ritrovare lo spunto registrato in poco tempo.

Memo musicali analizza inoltre l’arrangiamento base e ti suggerisce gli accordi che hai suonato per ogni traccia. Poi, puoi sentire che effetto fa la tua musica con l’accompagnamento di un batterista e un bassista virtuali: se acceleri o rallenti il ritmo, la tua band fa lo stesso. Puoi perfino regolare l’intensità e correggere l’esecuzione di percussioni e basso con una serie di semplici controlli.

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L’app Memo musicali si ispira alla precedente app Memo vocali, ma è stata progettata specificamente per musicisti e cantanti. A differenza di una semplice app per registrare tracce vocali, Memo Musicali è in grado di analizzare il ritmo e gli accordi delle tracce registrate, permettendo di aggiungere alle stesse una traccia batteria o una linea di basso, scegliendo addirittura il tipo di suono (basso elettrico o contrabbasso) e la caratterizzazione dell’esecuzione (semplice, complesso, forte, piano).

Infine una piccola funzionalità utile per i musicisti: all’interno dell’app è disponibile anche un accordatore.

Potete scaricare gratuitamente l’app su iTunes.

È la Spagna la nuova capitale dell'ecosistema startup in Europa?

Startup in Europa, la Spagna è la nuova capitale dell’ecosistema?

Lo scorso anno Google ha aperto qui uno dei suoi campus per l’innovazione (uno dei tre in Europa). A settembre Amazon ha istituito un centro per la tecnologia con il programma di assumere 100 ingegneri del software entro la fine dell’anno. La Spagna in generale e Madrid nello specifico si stanno sempre più trasformando in una delle capitali per le startup in Europa.

E con l’uscita dallo scenario comunitario di Londra, Madrid potrebbe aspirare a diventare un nuovo polo di attrazione intercontinentale, anche considerato il numero crescente di startup che qui scelgono di stabilire la propria sede.

Spagna nuova capitale per le startup in Europa

Perché le startup scelgono Madrid come sede delle proprie aziende?

In parte potrebbe essere stata anche la crisi a favorire l’esplosione imprenditoriale di una città nella quale un affitto, sia per abitazione che per ufficio, costa un terzo di quello di Londra, e in cui anche lo stipendio medio annuo per un lavoratore altamente specializzato è inferiore circa del 30% rispetto al Regno Unito.

Senza dimenticare che a Madrid hanno sede anche tre scuole di business molto importanti a livello europeo come IE, IESE ed Esade, sono spiegati così alcuni dei successi in ambito startup in un Paese che non brilla certamente per risorse ed investimenti nel settore tecnologico, ma nel quale la crisi ha dato nuova vitalità allo spirito imprenditoriale.

LEGGI ANCHE: Brexit e startup, che succede adesso?

In Spagna un tasso di crescita per investimenti tra i più alti per le startup in Europa

La rapida crescita di beBee, il social network che basa le relazioni tra gli utenti su aree di interesse comuni, di Cabify, uno dei rivali europei di Uber, o di Privalia, il club eCommerce di Lucas Carne e Jose Manuel Villanueva con sede a Barcellona, è testimonianza, insomma, di una realtà spagnola in grado di espandersi ad una velocità anche superiore a quella dei competitor tedeschi, se si pensa ad un punto di partenza fatto di burocrazia più complessa, investimenti ancora scarsi e tasse tra le più alte nell’Ue.

È la Spagna la nuova capitale dell'ecosistema startup in Europa?

Secondo la Asociación Española de Capital, Crecimiento e Inversión (ASCRI), «il 2015 è stato un anno record per quanto riguarda il finanziamento di startup spagnole», con una cifra di 659,4 milioni di euro investiti, per un incremento dell’83% rispetto all’anno precedente.

Se è vero che la Spagna è ancora associata per lo più all’idea di vita notturna, divertimento e clima mite, è ora di iniziare a guardare a Madrid e a Barcellona come luoghi in cui l’ecosistema startup cresce sempre più rapidamente e che potrebbero stravolgere gli equilibri europei nel digital e nel tech, soprattutto dopo la Brexit e con il ruolo sempre più centrale assunto nel settore anche da Lisbona, che proprio il prossimo mese sarà protagonista di uno degli eventi più attesi nel panorama internazionale, il Web Summit.

Dagli Stili di Vita agli Stati Vitali: come utilizzare gli Archetipi nel viaggio di acquisto e fare bingo

Il “marketing tradizionale” e la copy strategy – il metodo utilizzato da sempre nelle agenzie per strutturare una strategia di contenuto pubblicitario – hanno abituato i professionisti della comunicazione a lavorare su un solo messaggio, il più distintivo possibile: la “unique selling proposition” (USP) detta anche “single minded proposition”. Un messaggio basato prevalentemente sul prodotto: un suo vantaggio funzionale, una promessa materiale, sostenuta da una “reason why”, ovvero da una motivazione alla promessa (es: “Dove non secca la pelle come un normale sapone, perché contiene un quarto di crema idratante).

Questo anche perché i media a disposizione non consentivano di indirizzare messaggi differenziati a pubblici finemente segmentati come succede grazie al digitale.

Potevo scegliere il canale, ad esempio una rivista femminile sul mezzo stampa, ma non potevo fare in modo che la mia campagna pubblicitaria sulla rivista apparisse magicamente ad alcuni lettori e ad altri no in base a chi la stava sfogliando.

Con il digital questo è possibile. Ma non solo: il digitale ha aperto nuove straordinarie frontiere alla segmentazione anche grazie alla mole di informazioni che ha sul pubblico. Posso decidere a chi fare apparire il mio messaggio scegliendo l’audience in base ad una enorme quantità di variabili di segmentazione. La rivista conosceva forse nemmeno un centesimo di quello che Facebook conosce di ciascuno di noi.

credits: Adobe Stock #120193772

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Tutto questo da un lato è inquietante: scrivo pizza in uno status e subito mi appare la proposta commerciale di una pizzeria. Ma dall’altro ciò consente che come marketer io possa evitare di infastidire a chi non pensa e non vuole la pizza, e posso evitare come consulente che la mia azienda pizzeria cliente smetta di sprecare soldi per rompere le scatole a tutti indistintamente.

Insomma tutto questo ha dei vantaggi sia per le persone sia per le aziende. In questo modo possiamo evitare di “proporre i congelatori agli eschimesi”, con un grande vantaggio per chi produce i congelatori, per l’agenzia che promuove i congelatori e anche per gli eschimesi che non verranno disturbati con messaggi inutili e fastidiosi.

Dagli “Stili di vita” ai “Momenti di vita”

Prima dell’era dell’iperprofilazione non si poteva segmentare per “momenti di vita” – concetto che ho introdotto già nel libro “Marketing Non-Convenzionale” – ovvero non si poteva indirizzare un messaggio a seconda del momento specifico in cui si trovava il pubblico, con una sua specifica condizione psicologica e determinate attitudini di acquisto. Al massimo si poteva lavorare per segmenti socio-demografici e “stili di vita“.

Se sei una donna di quaranta anni di fascia socio-economica medio alta allora il tuo messaggio è “xy”. Per limiti tecnici dei mezzi di comunicazione si trattava necessariamente il pubblico come se fosse una persona univoca con caratteristiche specifiche e immutabili. Come se tutte quelle donne fossero tutte uguali e sempre nella stessa condizione psicologica. Ma questa era una semplificazione.

Oggi invece il marketing è diventato molto più sofisticato e direi anche più preciso, e lo deve diventare sempre di più. Ha capito che siamo persone diverse in diversi “momenti di vita”. O ancora possiamo dire che è possibile segmentare il pubblico non soltanto in base a sue “variabili esteriori” (sesso, età, reddito, residenza), ma anche in base alle sue “variabili interiori”, quello che potremmo anche chiamare il suo “stato vitale”. Una segmentazione per “stati vitali”: in pratica possiamo innanzitutto segmentare e poi effettivamente indirizzare messaggi differenziati in base ad una fondamentale variabile cognitiva: la conoscenza che il pubblico ha del nostro prodotto e del problema che risolve.

… agli “Stati vitali”

Stiamo quindi parlando in un certo senso di un viaggio interiore: il percorso di acquisto del cliente come viaggio dalla “non conoscenza” del prodotto alla decisione di acquisto.

credits: Adobe Stock #75885243

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Il marketing digitale ha permesso di curare in ogni dettaglio questo viaggio dell’audience nel suo percorso interiore di scoperta, conoscenza e valutazione del prodotto fino alla decisione di acquisto e di assegnarlo ad ogni passaggio ad una custom audience differente. Siamo quindi diversi pubblici a seconda del momento di vita e dello stato vitale interiore che attraversiamo. In ognuno di quegli stati la nostra condizione psicologica è diversa e diverso deve essere il messaggio corrispondente.

Il marketing passa quindi da una strategia di “copertura” e “frequenza”, ovvero quanto raggiungo il target group e quanto lo bombardo di un messaggio spesso non richiesto al Conversion Funnel, un percorso ben studiato e spesso automatizzato che porta a creare audience sempre più mirate e interessate alla proposta di acquisto a cui vengono erogati annunci sempre più pertinenti e rilevanti.

In questa logica possiamo considerare infatti che la conoscenza di un determinato prodotto e del problema che risolve sia uno stato interiore (consapevolezza, non consapevolezza, grado di consapevolezza) generi diversi “momenti di vita” del pubblico e che in questi momenti di vita siamo diversamente disponibili a considerare una proposta commerciale in base al nostro “stato vitale” – ovvero al percorso psicologico interiore che stiamo attraversando e che possiamo in qualche modo identificare.

Lo Stato di Consapevolezza (State of Awareness)

Stiamo parlando di quello che è stato definito State of Awareness, una importante variabile di segmentazione cognitiva già individuata in passato ma che oggi con il digitale diventa fondamentale e imprescindibile. Nel 1952 il copy Eugene Schwartz, autore di “Breakthrough Advertising”, parla dei cinque Livelli di Conoscenza (State of Awareness), ovvero di quanto le persone in un particolare segmento di mercato sono consapevoli di prodotti e dei problemi che sono in grado di risolvere.

Dagli Stili di Vita agli Stati Vitali: come utilizzare gli Archetipi nel viaggio di acquisto e fare bingo

I 5 Livelli sono: Unaware, Problem Aware, Solution Aware, Product Aware, Most Aware.

#1 Livello Unaware

Il prospect non ha alcuna conoscenza del prodotto, ma solo una propria identità e opinioni personali:

– non sa che esiste il prodotto
– non sa che esiste una soluzione a un problema (di cui può non essere consapevole)

In questa fase va quindi ancora creata la domanda, va sollevato il problema prima di offrire la soluzione: è il momento dello Storytelling che fa leva sulle emozioni (gioia, paura, eccitazione, malinconia…)

“C’è un mercato che prospera, scopri come puoi entrarci anche tu…”

#2 Livello Problem Aware 

Le persone sanno di avere un problema ma non conoscono la soluzione.

In questo caso bisogna mettersi nei panni di chi ha il problema, empatizzare e far capire che si capiscono le necessità del pubblico e la condizione psicologica a volte anche di sofferenza che il pubblico in quel momento sta provando. Si può fare leva quindi su una tensione psico-sociale manifesta o latente del pubblico.

“Come mantenere il tuo potere d’acquisto nonostante la crisi? Scopri come!”

#3 Livello Solution Aware

Le persone nel loro viaggio di scoperta del prodotto sanno a questo punto che esiste una soluzione ma non sono a conoscenza della nostra specifica proposta. Le persone hanno bisogno di essere convinte che la nostra proposta sia quella giusta per loro.

È il momento dei Claim e delle Social Proof, delle prove sociali di chi ha testato il prodotto e dei testimonial.  

“20.000 studenti non possono sbagliarsi!”

credits: Adobe Stock #119734070

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#4 Product Aware

In questa fase le persone conoscono la nostra offerta commerciale ma non sono sicuri che sia la migliore fra le altre. Occorre dunque elencare le caratteristiche che rendono il prodotto diverso. Possono aiutare a concludere la vendita l’elenco di Servizi aggiuntivi e Offerte speciali limitate nel tempo.

“Prova Gratis per 30 giorni!”

#5 Most Aware

In questa fase le persone hanno deciso di acquistare il prodotto o l’hanno già acquistato.

Vogliono solo sapere quanto costa e come acquistarlo, oppure potenzialmente vogliono ripetere l’acquisto o ancora consigliarlo ad altri. In questa fase funzionano quindi Anteprime, Esclusive e Referral Program, ovvero programmi specifici che sviluppino il passaparola positivo.    

“Il nuovo Mac Book Air a 699 dollari”

 

Gli Archetipi come mappe per il contenuto

E qui arriviamo all’innovazione che proponiamo, frutto dello studio e delle sperimentazioni realizzate in Ninja Marketing dal nostro conversion team con il supporto strategico-creativo e di copywriting di Gianluca Lisi, co-fondatore del Create! Group.

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Per accompagnare e guidare il cliente nel suo percorso interiore di acquisto individuato in base ad una variabile cognitiva (la consapevolezza del prodotto e della soluzione che offre) abbiamo detto che occorre empatizzare emotivamente con lui e per questo bisogna partire dai suoi bisogni emotivi: ogni stato interiore del percorso di acquisto ha una particolare tonalità emotiva che deve essere colta, rispecchiata ed espressa dalla comunicazione, dal copy, ovvero dai testi e dai visual, dalle immagini.

Ed il mezzo per individuare, sintonizzarsi ed esprimere queste differenti tonalità emotive sono gli Archetipi.

In Ninja Academy noi usiamo un framework che abbiamo chiamato CONVERSION MEDIA FUNNEL. Questo framework ci permette di assegnare ad ogni livello di consapevolezza:

un contenuto
una strategia media (broadcast, search, remarketing, email)
una tecnica di pianificazione (Facebook per interessi, Adwords Search, Google Display Network, ecc..)

Dagli Stili di Vita agli Stati Vitali: come utilizzare gli Archetipi nel viaggio di acquisto e fare bingo

Per quanto riguarda il contenuto gli archetipi ci permettono di avere delle basi codificate di senso che orientano i copy e la strategia. Mark e Pearson, una pubblicitaria e una psicologa junghiana, nel libro “The Hero and the Outlaw” hanno creato una mappa a 12 archetipi, ricavato dallo studio dei Brand più forti al mondo: un sistema che può apparire semplicistico ma che se se adottato porta a raffinare moltissimo il modo, cioè il tono di voce, il linguaggio verbale e visivo, le scelte cromatiche, le metafore profonde con cui rivolgersi ai diversi pubblici, o meglio alle diverse “custom audience” raggruppate con i criteri cognitivi/emotivo/comportamentali come quello dello ”State of Awareness”.

Dagli Stili di Vita agli Stati Vitali: come utilizzare gli Archetipi nel viaggio di acquisto e fare bingo

Ad ogni stato di consapevolezza corrispondono degli atteggiamenti cognitivi differenti e degli obiettivi di comunicazione specifici. Nel suo percorso di acquisto, il cliente si troverà dapprima in una fase di “scoperta” e in questo caso l’obiettivo sarà quello di ISPIRARLO. Poi dovrà prendere in considerazione le varie proposte commerciali. E in questa fase l’obiettivo sarà fargli COMPARARE la nostra offerta insieme alle altre. E ancora quando sarà nella fase della “decisione” il nostro obiettivo di comunicazione sarà spingerlo all’azione, ovvero all’acquisto (ACQUISTARE). E ancora una volta divenuto nostro cliente, la persona potrà essere invogliata al riacquisto o all’upselling o crosselling, o ancora stimolato alla raccomandazione tramite passaparola (RACCOMANDARE).

Ci siamo chiesti: “E’ possibile assegnare i diversi archetipi del modello Mark-Pearson ai diversi Livelli di Consapevolezza del pubblico?

Noi riteniamo di sì. Qui un esempio:

Fase SCOPERTA / Obiettivo ISPIRARE (Bisogno: cambiamento / Archetipo: Ribelle, Mago, Eroe)

Fase CONSIDERAZIONE / Obiettivo COMPARARE  (Bisogno: indipendenza / Archetipo: innocente, saggio, esploratore)

Fase DECISIONE / Obiettivo COMPRARE (Bisogno: Stabilità / Archetipo: angelo, sovrano, creatore)

Fase FIDELIZZAZIONE / Obiettivo RACCOMANDARE (Bisogno; appartenenza / Archetipo: amante, burlone, amico)

Dagli Stili di Vita agli Stati Vitali: come utilizzare gli Archetipi nel viaggio di acquisto e fare bingo

L’assegnazione di un archetipo ad un determinato bisogno psicologico del pubblico è spesso un processo spontaneo e automatico per chi fa comunicazione. Lo facciamo necessariamente quando creiamo una campagna multifase che prende in considerazione il Customer Journey, sia che si tratti di un viaggio segmentato e descritto a livello cognitivo (5 Livelli della Conoscenza del prodotto) sia che adottiamo un modello emozionale (12 fasi del Viaggio dell’Eroe). Questo perché in ogni caso attingeremo a modelli creativi interiori, necessariamente archetipali, per realizzare i nostri diversi annunci. Anche se solo facendolo inconsciamente. È giusto quindi analizzare la questione.

È quindi possibile assegnare in modo psicologicamente corretto, ovvero in base ad una effettiva congruenza psicologica emotivamente risonante ed in modo appropriato i dodici archetipi del modello Mark-Pearson ai 5 Livelli di Conoscenza del prodotto di Schwartz?

La nostra risposta è sì: crediamo che esista una corrispondenza tra fasi del viaggio eroico e livelli di conoscenza del prodotto. La ragione di questa risposta affermativa consiste nel fatto che l’evoluzione nella conoscenza del prodotto, cioè l’aspetto cognitivo, corrisponde necessariamente ad una evoluzione emotiva del pubblico.

credits: Adobe Stock #100869249

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Questo perché il prospect, per acquisire un certo livello di conoscenza del prodotto, ha dovuto necessariamente superare certe fasi emozionali, archetipali, interiori che lo hanno portato a quel determinato livello di conoscenza del prodotto. Ad esempio: per arrivare al secondo livello, Problem Aware, ha dovuto necessariamente superare il livello Unaware: quale energia archetipica interiore gli ha permesso di fare ciò? E quale archetipo lo ha sostenuto per passare dal livello di conoscenza Problem Aware a quello Solution Aware? Sicuramente il pubblico ha utilizzato delle energie interiori, che noi chiamiamo archetipi, per procedere nel suo viaggio di conoscenza.

Ad oggi non esiste un modello già disponibile che attribuisca, abbini, i dodici archetipi del Modello Mark-Pearson alle 5 Fasi di Conoscenza del Prodotto di Schwartz e neppure un modello che abbini i 12 archetipi del Modello Mark-Pearson alle 12 fasi del Viaggio dell’Eroe di Chris Vogler. Mark e Pearson affrontano il tema del viaggio eroico ed il suo rapporto con gli archetipi, ma quello che ne ricavano è una molteplicità di possibili pattern e strutture narrative.

Per tentare l’abbinamento Mark-Pearson-Schwatz, che in ogni caso faremmo, come spiegato prima, in modo inconsapevole dobbiamo affidarci al nostro intuito psicologico, il primo che può fornirci i giusti insight.

Il prospect nel suo viaggio interiore verso l’acquisto parte perché frustrato (Ribelle), desideroso di trasformare la sua situazione (Mago), disposto ad un sacrificio (Eroe).

Continua, comparando: indaga le alternative (Esploratore), le soppesa (Saggio), le valuta in base alla loro capacità di reintegrare un mondo perfetto (Innocente).

E così via, fino alla decisione d’acquisto. È questa una prima proposta, una riflessione da cui partire.

Bisognerebbe sicuramente condurre dei test: una serie di A/B test complessa, credo, in cui andremmo probabilmente a trovare molti errori interpretativi potenziali, molti possibili bias.

L’importante sarà non essere rigidi ma lasciarsi ispirare dagli archetipi.

Strutturare una campagna cercando di creare un abbinamento cognitivo-emotivo del tipo descritto, un Modello Mar-Person-Schwartz, permette di raggiungere un livello di raffinatezza inedito nella ricerca di empatia con il pubblico impegnato nel suo viaggio di acquisto tale che, prendendo la campagna nel suo complesso, porterà sicuramente a risultati migliori. Questo perché avremo toccato molte più corde interiori del prospect.

Probabilmente è necessario valutare l’abbinamento Mark-Pearson-Schwartz in base a ogni specifico brand, raccogliendo insight specifici caso per caso. Faccio un esempio: forse davvero il viaggio di chi acquista un pacchetto di patatine è diverso rispetto a quello di chi compra un farmaco. Gli archetipi che muovono il nostro Prospect/Eroe nel suo primo passo forse sono diversi: il Giullare (desiderio di interrompere uno stato di noia, pensiamo a Pringles) da un lato, e desiderio di prendersi cura di qualcuno o di se stessi.

Magari nel momento del viaggio potremo impostarlo in modo non del tutto corretto. Potrà succedere. Ma gli argomenti interiori li avremo toccati in un numero maggiore.

E come diceva David Ogilvy:

“Racconta l’intera storia: più dici, più vendi. Trascura anche solo un aspetto del tuo prodotto e perderai una parte dei tuoi prospect, quella interessata proprio a quell’argomento di vendita.”

Ogilvy parlava di argomenti materiali: noi parliamo di argomenti interiori, ma il concetto non cambia.

Le slide del Mashable Social Media Day

Week in Social

Week in Social: Dalla Gameroom di Facebook al crollo in Borsa di Twitter

In Facebook we trust! Ebbene si questa settimana non resta che inchinarci al dio Facebook. Tra una novità e l’altra la settimana è trascorsa all’insegna di breaking news, colpi di scena e conferme. Mentre Twitter vede sfumare sempre più la possibilità di una vendita concreta e Instagram potenzia le sue Stories, Facebook continua la sua rincorsa senza freni. È venerdì e tutto questo è Week in Social, tutte le news social della settimana per essere sempre aggiornati. Ma andiamo con ordine.

Facebook e la sua  social Gameroom

Per gli amanti dei giochi su schermo è una notiziona. Facebook ha avviato Gameroom, la piattaforma desktop che racchiude i principali giochi online tanto amati dai suoi utenti. Secondo quanto riportato dai primi gaming dipendenti la versione beta, scaricabile direttamente su pc, presenta ancora dei bug come l’eccessiva presenza di notifiche, ma non abbiamo dubbi che Facebook riuscirà a rendere questa esperienza il più user friendly possibile. E voi l’avete già provata?

Week in Social
Ma siamo solo all’inizio, scopriamo tutte le altre novità introdotte questa settimana da Facebook. È comparsa da qualche giorno nella newsroom la notizia dell’introduzione, per ora solo negli USA, della nuova funzione che ti permette di farti consigliare dai tuoi amici luoghi, servizi, eventi e attività. Nasce Facebook Recommendations.

LEGGI ANCHE: Facebook Recommendations: ora i tuoi amici possono consigliarti cosa fare

Come funziona? Un po’ seguendo la logica alla base degli hashtag, le nostre richieste di consigli pubblicate sottoforma di status potranno essere canalizzati in un flusso apposito, le recommendations appunto. Con questa etichetta i nostri amici virtuali potranno consigliarci inviando per esempio mappe, recensioni, link di attività commerciali che verranno poi salvate in una sezione a parte. Una sorta di guida virtuale, interattiva, sempre disponibile per future consultazioni e condivisibile con chi vogliamo e con chi ha le nostre stesse esigenze.

Week in social

Ma non è tutto. Su Facebook ora si potrà ordinare anche la pizza. Proprio così.  Il social network ha infatti introdotto, per il momento solo in Usa, alcune novità che consentono alle imprese locali di sfruttare di più la piattaforma e, tra queste, c’è la possibilità di ordinare cibo da pizzerie e ristoranti direttamente sulla pagina Facebook dell’attività. Come? Semplicemente con il tasto Start Order. Per ora il servizio sarà attivo per quei ristoranti che utilizzano il servizio Delivery.com, diffuso in più di 40 città degli Stati Uniti.

Gli utenti italiani dovranno aspettare ancora un po’, ma non si esclude che una volta attivato, il servizio potrà essere esteso anche ad altri tipi di attività commerciali e di intrattenimento come l’acquisto di biglietti per il cinema o un trattamento di bellezza in una Spa. Staremo a vedere.

Qualche giorno fa dalle pagine di Ninja Marketing vi abbiamo parlato di come sfruttare i social durante un evento live. Tra le opzioni spicca sicuramente quella delle dirette live. Bene, da oggi sarà possibile programmarle. Avete capito bene. La funzione sarà riservata solo ai profili verificati, che potranno decidere quando programmare una diretta. Gli utenti invece potranno sapere in anticipo quando seguire una diretta di particolare interesse. Tra le caratteristiche principali anche la possibilità di essere avvisati con un memo dell’inizio imminente della stessa.

LEGGI ANCHE: Come sfruttare i social durante un evento live

What’s on our mind? Non è passata inosservata la bella iniziativa dei Designer di Facebook. La piattaforma Facebook Design racchiude una collezione di articoli, interviste, video, risultati di ricerche messe a punto dai designer di Facebook.

Twitter e la mancata acquisizione

week in social

Il clima non è dei migliori in casa Twitter. Sempre più un miraggio la possibilità di una vendita al miglior acquirente. Sfuma il grande affare e a poco sembra servito il ritorno del suo originario fondatore Jack Dorsey, ora AD del Gruppo. Fumata nera per i papabili acquirenti Google, Salesforce e Disney i più vicini alla firma definitiva, che hanno deciso di declinare l’invito all’acquisto considerato non così conveniente. Scontato e prevedibile il crollo a Wall Street.

Mentre Twitter è intento a leccarsi le ferite e cercare di digerire il netto rallentamento della crescita degli utenti il cugino cinese Weibo continua a crescere. Secondo quanto riporta il sito TechinAsia, la piattaforma nata nel 2009, ben tre anni dopo il microblog dei cinguetii, ha una capitalizzazione di mercato che si aggira sui 11,35 miliardi di dollari, quella di Twitter ammonta a 11,34 dollari.

week in social

Instagram e le sue  social Stories

Chiudiamo la settimana social con le Stories di Instagram. La funzione, nata mentre tutti noi eravamo in vacanza, conta ogni giorno più di 100 milioni di utenti. Un successo inaspettato che porta con se non poche evoluzioni. È notizia di qualche giorno infatti l’introduzione delle stories anche nella sezione Esplora.

Per questa settimana con Week in Social è tutto. Avete qualche altra news da suggerirci? Scrivetelo sulla nostra fanpage di Facebook.

italianism

Sabato a Roma va in scena il Design della Parola con il festival ITALIANISM

Sabato a Roma sarà di scena ITALIANISM, una conferenza creativa e un luogo di incontro della nuova scena visiva italiana che metterà in scena il meglio della produzione contemporanea: giovane, originale e di qualità. L’evento è ideato da Renato Fontana, nome noto della pubblicità italiana: dopo aver lavorato con grandi gruppi internazionali, oggi è consulente di comunicazione e creatività e docente di cultura visiva contemporanea.

Il design della parola è il tema portante di questa edizione. Il programma prevede una riflessione sul rapporto tra testo e immagine nella società contemporanea. Un esperimento verbale e visuale, in cui parola e design si ispirano reciprocamente, grazie al contributo di esperti di scrittura e di artisti/professionisti della creatività. Con il patrocinio dell’Accademia della Crusca e con la collaborazione della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese (MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale).

Abbiamo intervistato proprio il direttore artistico Renato Fontana per chiedergli di questo festival nuovo, diverso dai soliti eventi su innovazione, sul marketing e sul design made in Italy.

italianism

Renato Fontana

Come nasce l’idea di un festival sul Design della Parola?

Il progetto di ITALIANISM nasce nel 2015 con l’obiettivo di mappare e valorizzare il talento creativo emergente italiano, focalizzandosi in particolare sulla cultura visiva. ITALIANISM è dunque sia una conferenza creativa che un luogo di incontro della nuova scena visiva italiana. La produzione contemporanea che ci piace raccontare è giovane, originale e di qualità. I valori di riferimento sono quelli dell’eccellenza ideativa ed esecutiva, della reputazione e della capacità di competere con il panorama internazionale. La recente dispersione geografica dei talenti creativi italiani ha prodotto un fenomeno interessante di contaminazione progettuale, per cui riteniamo sia più corretto parlare di “Made by Italians” invece che utilizzare la vecchia formula di “Made in Italy”. Cerchiamo quindi di fare network e sistema, sia che la creatività si sviluppi nel nostro territorio che all’estero.

Il Design della Parola è il tema di questa terza edizione, che si terrà il 22 ottobre a Roma. Il programma prevede una riflessione sul tema del rapporto tra testo e immagine nella società contemporanea. Un esperimento verbale e visuale, in cui parola e design si ispirano reciprocamente, grazie al contributo di esperti di scrittura e di artisti/professionisti del visivo. Il tutto grazie al patrocinio dell’Accademia della Crusca.

Consiglio di andare a vedere su Instagram i 500 artwork arrivati per il concorso “Dieci parole”, che siamo caricando in questi giorni.

Il programma prevede un parterre di ospiti molto prestigiosi. Qual’è il file rouge che unisce le vostre scelte?

Costruire l’agenda degli interventi è stato molto divertente ma anche impegnativo, per garantire una proposta che crediamo sia originale e compatta. Abbiamo voluto raggruppare persone “di parola”, ma con un’accezione molto ampia del termine: dal cantautore indie elettronico di culto all’esperta di comunicazione, dal rapper alla manager, dall’accademico all’intellettuale. In questo senso, la presenza di Alex Giordano, uno devi fondatori di Ninja Marketing, è molto importante, sia per i temi che andrà a toccare (la tecnologia, l’innovazione, il cibo) sia per il suo eclettismo culturale. Un profilo “multiconcept”, come forse direbbe lui, che rappresenta anche un ottimo ponte tra il mondo dei millennial e un pubblico più maturo.

Dopo EXPO il tema del cibo è preponderante nell’affermare un concetto sempre più forte di Made in Italy. Come s’innesta questo tema nel festival ITALIANISM?

Abbiamo riflettuto sul fatto che occuparsi di italianità senza parlare di cibo fosse necessario. Non a caso, cibo è stata una delle prime parole selezionata dai relatori. Nelle conversazioni proprio con Alex è emerso il fatto che #foodporn sia tra gli hashtag più utilizzati nella rete. Avremo poi anche un momento ludico, con un esperimento in diretta tra tipografia e alimenti: pixel e ingredienti che dialogano.

Convinca i nostri lettori a partecipare al festival.

ITALIANISM è una proposta indipendente, che fa della ricerca avanzata e della condivisione/collaborazione il suo fulcro. In una città con tante problematiche, occasioni come questa per la classe creativa, per gli studenti, per i curiosi sono imperdibili. Noi sentivamo l’urgenza di fare qualcosa. Creano ossigeno e favoriscono la coesione e la presa di coscienza del valore della dinamica creativa. E poi siamo in uno spazio meraviglioso, di livello europeo ed emozionale quale l’ex Caserma Guido Reni. E con un festival di eccellenza in corso, Outdoor. Quindi, un’offerta imperdibile per una immersione culturale di grande impatto. Visitate il programma sul sito italianism.it.

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Cosmo

Il programma prevede:

La Conferenza Creativa, che vedrà dibattere dal vivo, tra gli altri, Cosmo (cantautore/musicista elettronico), Monica Fabris (Presidente di Episteme, filosofa e ricercatrice), Alex Giordano (eclettico esperto digitale, docente di Innovazione Sociale e Marketing all’Università Federico II di Napoli), Amir Issaa (rapper italo-egiziano, impegnato nel sociale), Nicola Lagioia (scrittore, Premio Strega 2015), Giuseppe Patota (linguista, professore ordinario dell’Università di Siena), Patrizia Ravaioli (amministratore dell’Ente strumentale alla Croce Rossa Italiana) e Annamaria Testa (pubblicitaria e saggista, esperta di comunicazione e creatività). Ognuno dei relatori sceglierà e condividerà con il pubblico 10 parole importanti per l’Italia, per l’italiano e per gli italiani nel mondo. A moderare l’evento, la giornalista Valentina Parasecolo (Rai).

La Mostra con ottanta poster realizzati in collaborazione con i partner tecnici (ADCI – Art Directors Club Italiano; ARF! Festival di storie, segni & disegni di Roma; Betterpress Lab, laboratorio di stampe a caratteri mobili di Roma; C41 Magazine; IED – Istituto Europeo di Design Roma; ISIA, Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino; Lahar Magazine di Padova; Lettering da, network creativo nazionale; La Scuola Open Source di Bari), come commenti visivi delle parole selezionate dai relatori.

• Il Progetto Collettivo Online aperto a tutti, Dieci Parole, per interpretare con un contributo visivo originale e in modo del tutto personale dieci parole selezionate dall’Accademia della Crusca. I venti lavori ritenuti di eccellenza da una giuria qualificata verranno esposti alla conferenza in forma di poster.

Imago, Magazine di cultura visuale, creativa e contemporanea italiana dedica un numero speciale ad Italianism. L’editoriale, arricchito da contributi di personaggi e studiosi di provenienza molto varia, recita “Dal più, il meno. La creatività salverà l’estinzione del genere umano?”.

• Musica, con concerti e showcase (Cosmo, Amir + Dj Leva57, YOUAREHERE, Esu&Fabrice).

Design Del Cibo/Analogic 2.0, esperimenti tipografici tra lettering e gastronomia, con una sorprendente interazione dal vivo tra ingredienti, file, operatori e artisti.

Augmented Climbing Wall: ecco le superfici verticali interattive grazie alla Realtà Aumentata

L’estate del 2016 è stata contrassegnata dall’esplosione del fenomeno dei Pokemon Go che ha portato sulla bocca di tutti il termine di realtà aumentata. L’applicazione diffusissima a livello mondiale soprattutto fra i più giovani dopo aver riportato alla ribalta il famoso gioco giapponese ha dato la possibilità di utilizzare questo tipo di innovazioni anche per altri scopi: si può quindi dire che questo gioco sia un importante milestone della realtà aumentata.

La continua evoluzione tecnologica sta portando la realtà aumentata nella nostra quotidianità e sta coinvolgendo tutti i settori senza distinzione di utilizzo. Gli Stati Uniti e (soprattutto) i paesi scandinavi sono sempre al passo con i tempi e molto attenti alle evoluzioni: così, in Finlandia hanno presentato un nuovo tipo di realtà aumentata da utilizzare sui muri da scalata per allenarsi o semplicemente per gioco.

Il video di presentazione del prodotto riportato sotto è unico nel suo genere e dimostra come la tecnologia permetta un interazione con le attività di scalata. Con questo prodotto sarà possibile giocare ad “air hockey” sul muro verticale, sarà possibile esercitarsi a livello fisico ed apre nuovi possibili scenari non ancora pronosticabili.

Sei pronto a fare palestra scalando superfici verticali interattive? Sei pronto a sfidare i tuoi amici a una partita di tennis virtuale legato con una corda a qualche metro di altezza?

app-anti-stress

Ansia e stress? C’è un’app anche per questo!

Stress e ansia, “questi (S)CONOSCIUTI”!
Alzi la mano chi non ha mai sofferto di ansia?

Forse sono veramente poche le persone che possono realmente sottrarsi a questa domanda. Stress e ansia sono costantemente tra di noi, a volte in sordina, in alcuni casi tentano di prendere il sopravvento, altre volte ti sembrano invincibili.

Sappi che non è così, tutto passa per prima cosa dall’ammetterlo e poi dal prendersene cura. Il fatto che esistano delle app dovrebbe già farti capire che non sei l’unico ad avvertire certi sintomi, ma ricordati che non tutto può risolversi con un’app e quindi ti consigliamo di non sottovalutare mai ciò che avverti. Di seguito trovi solo dei suggerimenti che il tuo smartphone, perennemente con te, può darti per farti stare meglio, non per risolvere per sempre la situazione 😉

Pacifica

Ansia e stress? C'è un app anche per questo!
Già dal nome, promette bene!
Questa app fornisce la possibilità di registrare e classificare il tuo stato d’animo, per verificarne l’andamento e seguirne i progressi. Interessanti sono anche i suggerimenti per quel che riguarda gli esercizi fisici di rilassamento muscolare, tool audio che li facilitano e tecniche di respirazione, elementi da non trascurare quando si soffre d’ansia.

Inoltre, non da poco, Pacifica consente di registrare i pensieri e suggerisce modelli positivi rigettando i concetti negativi che alle volte si fissano in testa, quindi un’operazione di pulizia dalla negatività che pervade la tua mente, caro/a ansioso/a!

Infine, fissando degli obiettivi quotidiani, l’app aiuta gradualmente ad affrontare la paura attraverso sfide quotidiane, con lo scopo di condurti verso i tuoi obiettivi a lungo termine. Disponibile a costo zero per Android, iOS.

Breathe2Relax

Ansia e stress? C’è un app anche per questo!
Quest’app, dal nome di per sé molto esplicativo, si definisce come uno strumento portatile di riduzione dello stress, facendo leva principalmente sulla risposta del corpo.

Basa il suo funzionamento sulla respirazione diaframmatica, donando al proprio fisico tutti i benefici di una respirazione corretta, principalmente come risposta a momenti di pressione e stress. Insomma, un vademecum sull’inspirare e l’espirare.

L’utente può registrare il proprio livello di stress e l’app fornisce una serie di consigli avvalendosi di animazione, narrazione e video per regalare un’esperienza più coinvolgente. Puoi trovarla gratuitamente per iOS e Android .

Headspace

Ansia e stress? C’è un app anche per questo!
Definita come “personal trainer per la mente”, Headspace dà un supporto per tutto ciò che ruota intorno all’eccessivo stress: scarsa attenzione, disturbi di memoria, difficoltà nelle relazioni interpersonali, difficoltà delle funzioni creative.

Il principale metodo che suggerisce è la meditazione, 10 minuti al giorno per migliorare la propria salute e renderla più resistente ai futuri attacchi di eccessiva ansia e stress che inevitabilmente sono presenti nella tua vita.

Gratuita per Android e iOS.

Recovery Record

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Molte volte stress e ansia incidono sulle funzioni alimentari, d’altronde si sa che l’apparato digerente è il secondo cervello, troppo spesso complice delle tue paure. Allora perché non prendersi cura di lui?!

Questa app fa parte della nostra lista proprio per questo, stress e ansia passano anche da lì e allora Recovery Record ci propone di tenere un diario alimentare, creare dei programmi da seguire e infine rispondere a dei questionari periodici con degli output grafici per monitorare il proprio fisico e verificare se il piano che si sta seguendo dona al proprio corpo un effettivo benessere.

Disponibile per Android e iOS.

Caro/a ansioso/a e stressato/a, non sei solo/a! A dirla tutta, non lo sei mai stato, ma forse ora hai una maggiore consapevolezza! Ricorda di prenderti cura di te e soprattutto di non chiuderti in te stesso 😉

Ansiosi e stressati di tutto il mondo, uniAMOCI!