Baubax lancia la linea di abbigliamento per la ricarica wireless dei device mobili

L’azienda americana Baubax è pronta al lancio della sua linea di abbigliamento per la ricarica wireless dei device mobili.

Lo scorso anno la startup ha raccolto 9,1 milioni di dollari su KickStarter per la realizzazione della sua Travel Jacket, un giubbotto simile a SCOTTeVEST che presenta 15 diversi scomparti per dispositivi e accessori. Al momento, è la quinta azienda ad aver raccolto più fondi sulla nota piattaforma di crowdfunding.

La compagnia ha quindi annunciato la sua seconda campagna per lanciare la nuova linea apparel di vestiti, portafogli, borse e accessori, progettati per accogliere basi di ricarica wireless.

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Baubax comprende un assortimento di abbigliamento per esterno sia maschile che femminile, la cui lista completa è disponibile sullo store online.

Pad integrati per la ricarica wireless

All’interno dei capi ci sono alcuni pad sottili per la ricarica wireless: si connettono ad una piccola batteria esterna che permette la ricarica e può essere rimossa o inserita in uno dei portafogli Baubax.

Basta inserire il device e dopo alcuni secondi ha inizio la ricarica: una volta inserito il dispositivo, non c’è pericolo che si muova. Le basi di ricarica sono anche lavabili in lavatrice.

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La batteria portatile è da 4,000 mAh, una capacità limitata, per cui va ricaricata con una micro USB dopo ogni charging. Il CEO di Baubax Hiral Sanghavi ha affermato che la compagnia sta ancora affinando il sistema prima del lancio.

Cos’ha di diverso Baubax?

Una base di ricarica, una fonte di energia, un device compatibile. A differenza delle altre soluzioni di wireless charging, Baubax connette tutti questi elementi con cavi integrati nei capi.

Per gli smartwatch è disponibile un gettone di ricarica che scivola sotto alla manica e si appoggia al polso.

Come spiega TechInsider, i charging pad saranno incapsulati ad una certa temperatura per prevenire che il device si possa surriscaldare. Non potranno superare i 40 gradi: giunti a quella temperatura, i device continueranno a caricarsi ma più lentamente.

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Vengono inoltre forniti un paio di pad per la ricarica wireless per quando non vengono indossati i vestiti, nonché un paio di auricolari bluetooth wireless. Anche questi possono essere ricaricati con la batteria esterna o attraverso gli slot nel colletto.

LEGGI ANCHE: Ricaricare lo smartphone con una pianta? Facile, con Bioo Lite!

La campagna su KickStarter

I prezzi dei capi variano dai 70 dollari degli shorts ai 170 dollari dei giubbotti. La batteria esterna ha un costo di 49 dollari, la base di ricarica 29 dollari.

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Baubax sta riscontrando problemi a causa dei ritardi di spedizione della sua prima campagna. Ma la compagnia sta lavorando con nuovi distributori e sta aprendo sette magazzini nel mondo per gestire al meglio la domanda.

L’azienda americana di abbigliamento chiede 100,000 dollari per la sua campagna di wireless apparel e auspica che tutto possa essere spedito per gennaio 2017. Attendiamo gli aggiornamenti!

Come diventare famosi su Snapchat

Familiarizzare con Snapchat richiede impegno e dedizione: capire cosa filmare, sovreccitarsi per maschere e filtri con cui spammare tutti gli amici e poi dosarli in modo appropriato. Ma, soprattutto, anche una volta perfezionato l’uso del mezzo come se non avessi 30 anni, resta la grande domanda. E adesso? Chi guarderà le mie storie? I report a forma di occhio, che indicano in tempo reale quante visualizzazioni ha ottenuto ciascuna storia, possono essere deprimenti.

Questo perché Snapchat non consiglia chi seguire e non ti lascia aggiungere nessuno a meno che tu non ne conosca lo user name preciso. Un settaggio della privacy che inizia a star stretta a milioni di user che lo hanno scaricato e vogliono snappare al mondo storie.

E qui arriva l’opzione “Suggest”, aggiunta quasi segretamente, pensata per suggerire a un amico di seguire qualcuno.

Certo la strada era già stata intrapresa, ma in maniera molto lenta e democratica. Il primo cambiamento risale al 2015 ed è stato il lancio degli snapcodes, i codici QR scannerizzabili che rimandano al profilo, seguiti l’anno successivo dai link diretti (li trovate in Aggiungi Amici, poi Condividi Nome Utente). In ogni caso non era presente nessuna forma di profilazione automatica e conseguente suggerimento di figure da seguire, cosa che ha portato alla nascita di piattaforme come Snapchatters. O all’oblio.

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La nuova opzione, invece, permette di suggerire direttamente dei profili ai propri amici, facendo le veci degli algoritmi a cui ci siamo abituati su Twitter, Facebook & co.

Come funziona “suggest”?

Andando sulla lista delle storie e tenendo premuto la foto del profilo che vogliamo segnalare, comparirà la nuova opzione: una piccola e timida freccia azzurra sulla destra. Cliccandola puoi inviare l’account segnalato a chi preferisci, tramite messaggio privato. Chi lo riceve vedrà il nome e la gif di chi hai suggerito e potrà aggiungerelo direttamente.

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Molto più efficace di andare a scovare il nome esatto, scriverlo in modo corretto o copiarlo e incollarlo o, ancora, salvare la gif della nostra celebrity preferita, scannerizzarla e aggiungerla. Questa nuova opzione faciliterà sicuramente il consolidamento delle SnapStars, ma potrebbe anche aiutare nuovi profili ad emergere. E chissà, forse la prossima potresti essere tu.

Questa news arriva a poca distanza dall’attivazione di Memories che permette di catalogarle e condividere vecchi snap, creando delle storie che durano del tempo.

LEGGI ANCHE: Snapchat introduce Memories: ora puoi archiviare i tuoi snap

Oltre al grande cambiamento ontologico, che fa sparire la garanzia di immediatezza, anche questa feature potrebbe avere riscontri sulla possibilità di diventare visibili nel mare magnum di Snapchat. Un esempio è la possibilità di fare screenshot alle storie altrui e ripubblicarle in privato o sulla tua storia, regalando così visibilità!

Insomma, se il nuovo ibrido Snapchat sarà accettato dai teenager in cerca di qualcosa di nuovo piuttosto che un ritorno a Facebook, allora queste nuove funzioni potrebbero diventare il pane quotidiano della tua social media strategy.

Tinder Social: organizza un’uscita di gruppo e fai swipe

Giovedì Tinder ha lanciato una nuova feature, Tinder Social, una funzione per creare gruppi di utenti uniti da uno stesso scopo. Nonostante la reputazione di Tinder come app finalizzata solo agli incontri occasionali, Tinder Social non ha nessun intento “equivoco” ma solo il semplice obiettivo di aiutare i suoi utenti ad organizzare una serata tra amici.

Come si legge a proposito sul blog ufficiale dell’app:

(Lo scopo di) Tinder è sempre stato (quello) di farti uscire di casa per incontrare qualcuno di nuovo. Ma a volte desideri essere in più di due. Spesso le tue notti migliori sono quando incontri gli amici (…). Forse si innesca anche una connessione romantica. Forse si fanno nuovi amici. In entrambi i casi, una buona notte fuori con gli amici diventa qualcosa di meglio. Ecco perché abbiamo deciso di lanciare Tinder Social, una nuova piattaforma che ti aiuta a pianificare la tua serata fuori.

https://youtu.be/yUxmPl2_sUM

LEGGI ANCHE: Perché Tinder non è soltanto un’app per appuntamenti

Come funziona

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Fonte: Rachel Thompson/ Tinder/ Mashable

Per accedere alla nuova funzione, è necessario sbloccare il proprio account: a quel punto l’app mostrerà quali dei propri amici ha scelto di fare altrettanto e si potrà contattarli per creare un gruppo. Nella descrizione del gruppo si può indicare lo scopo della serata: una cena, un cinema, un karaoke, un party in piscina, una notte in spiaggia… Non c’è limite sicuramente alla fantasia quando si sta tra amici!

A quel punto chi ha creato il gruppo può avviare la ricerca e cercare altri gruppi. Da qui in poi il funzionamento di Tinder Social è quello classico di Tinder: se il gruppo è ok, swipe a destra, altrimenti a sinistra. Quando le due comitive fanno match possono scegliere di parlarsi in chat e organizzarsi per la serata.

La conversazione si chiude il mezzogiorno successivo: se due partecipanti di due gruppi scoprono dunque un’affinità dopo la serata, dovranno ricordarsi di fare swipe sul profilo l’uno dell’altro per mantenere il contatto su Tinder. Per il resto, beh, basta un numero di telefono, no?

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I gruppi possono avere un minimo di due e un massimo di quattro persone. I singoli membri del gruppi possono scegliere di lasciare il gruppo in qualsiasi momento, e la persona che ha iniziato il gruppo può scioglierlo quando vuole.

Tinder Social è stato attualmente implementato in Australia, Canada, India, Nuova Zelanda, Gran Bretagna e USA.

Vista la popolarità attuale di Tinder come app per appuntamenti, scommettiamo che la nuova funzione avrà probabilmente molto più successo delle applicazioni dedicate esclusivamente alle chat per pianificare appuntamenti con amici. In pratica Tinder Social aiuta a conoscere nuove persone senza l’incubo di un appuntamento al buio perché in fondo si sta uscendo anche in compagnia di amici. Molti timidi ne saranno felici, non è vero?

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Instagram: arrivano i suggerimenti per vedere i video più belli

Sta per arrivare agosto ma non tutti, quest’anno, andranno in ferie.

Lo sanno bene, gli sviluppatori di Instagram che, dopo un test localizzato negli Stati Uniti, hanno allargato a tutto il mondo una nuova funzionalità: da ora sarà possibile ricevere consigli anche su video di maggior successo. Basta solo con le foto, i video sono la nuova frontiera: per questo ci sarà più spazio appositamente dedicato a loro.

Instagram: le foto della community diventano digital advertising

Con “Videos you might like” (trad. Video che potrebbero piacerti) da oggi tutti quanti potranno vedere i migliori video nella parte superiore della pagina “Esplora”.

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Dopo una fase beta, la feature è stata introdotta per tutti gli utenti del mondo.

Leggi anche: Le ragioni per cui lavorare coi social media è un’occasione da non perdere

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Il funzionamento è molto semplice: toccando l’anteprima video nella parte superiore della pagina, si aprirà la clip per intero da dove si potranno poi spulciare tutti gli altri video presenti su Instagram. Una certa familiarità con il fratello social Facebook, in tutta onestà, si nota. Sarà per caso una coincidenza considerando che anche Instagram appartiene al capo Mark?

Come mai questa scelta?

Instagram ha visto di recente un aumento del 150% di persone impegnate nella visione e nella condivisione di video: da qui, la volontà di andare incontro al bisogno dell’utente.

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Instagram ha promesso, inoltre, di lanciare nuovi canali incentrati sugli eventi: non è ancora possibile anticipare altro, dobbiamo solo attendere e verificare quel che accadrà per le Olimpiadi, Coachella, Festival di Cannes e molto altro ancora.

La nuova funzione non necessita neanche  di aggiornare l’applicazione per poterne usufruire, la funzione pop-up si è aggiorna automaticamente in 24 ore.

Diteci cosa pensate di questa nuova feature sulla nostra pagina Facebook!

Hillary Clinton riuscirà a raggiungere i millennial con una app?

La Convention del Partito Democratico americano ha aperto i battenti nella giornata di ieri in quel di Philadelphia per designare quello che sarà il candidato alle elezioni presidenziali del prossimo novembre.

Hillary Clinton, nonostante abbia la nomination in tasca, ha alcuni problemi d’immagine con i millennial, gli elettori nella fascia 18-34 anni che la percepiscono come parte del sistema, come un prodotto dell’establishment col quale non riesce a relazionarsi.

Lo staff della Clinton ha pensato bene di sfruttare le nuove tecnologie e l’universo di gioco per avvicinare l’ex First Lady ai suoi elettori ed ha quindi rilasciato un’app chiamata Hillary 2016.

L’applicazione per il momento è disponibile solo per dispositivi iOS ma cosa consente di fare nel concreto?

Avvia una campagna virtuale, sostieni Hillary nel mondo reale

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Una volta iscritti ed aperto un account, il comitato elettorale ti metterà a capo di una sede (virtuale) nella quale far partire attività di sostegno ed eventi in favore del (probabile) candidato alla presidenza degli Stati Uniti.

Il gioco propone piccole sfide quotidiane e da accesso a ricompense che ruotano attorno ad Hillary Clinton, come ad esempio la versione digitale di un suo autografo.

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Ogni giorno vengono somministrati alcuni test di conoscenza generale e di politica americana che sono dei veri e propri escamotage per distribuire su vasta scale il programma elettorale della Clinton e fare in modo che venga condiviso attraverso i social network.

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L’utilizzo di classifiche di giornata e la possibilità di sfidare i propri contatti sono la spinta indiretta a giocare quanto più è possibile e far espandere la platea di giocatori.

Senza dubbio si tratta di un tentativo interessante di svecchiare la politica e rendere un argomento tedioso come una campagna elettorale un motivo di interesse soprattutto nelle giovani generazioni.

Se poi sarà un fattore nelle elezioni del prossimo Presidente degli Stati Uniti beh, quello lo si saprà solo a novembre.

E tu, cosa ne pensi di Hillary 2016?

Air New Zealand atterra a Hollywood con il suo “Safety Video”

Air New Zealand non è di certo nuova a produrre spot di qualità e grande creatività. Negli ultimi anni la compagnia di bandiera neozelandese ha rafforzato la sua presenza digitale grazie all’apprezzatissima serie “Safety Video“, che molti di voi ricorderanno: allegri, musicati, divertenti, talvolta epici (soprattutto quello ispirato a Lo Hobbit) e, sempre e comunque, patriottici. Questa volta invece Air New Zealand ha varcato i confini nazionali ed è sbarcata in America. O meglio, nella sua fabbrica dei sogni (e dei grandi cliché): Hollywood.

True, l’agenzia creativa che si è occupata della realizzazione dello spot, ha fatto le cose in grande, in giusto stile hollywoodiano, arruolando star estremamente “pop” come Rhys Darby (neozelandese) e Anna Faris, nel ruolo di loro stessi: #SafetyInHollywood è stato girato in differenti set storici e iconici dei Warner Brothers Studios, come ad esempio quelli di Jurassic Park, Casablanca, La Guerra dei Mondi e True Blood.

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Poliziesco, commedia romantica, horror, western: intervallate dalle immancabili raccomandazioni di sicurezza di una hostess e uno steward, tutte le sfumature del cinema (e dei suoi clichè) sono state tributate in questo ennesimo ottimo web film di Air New Zealand, in cui fotografia e scenografie accompagnano dialoghi brillanti e ritmati.

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Di seguito il video.

Gli effetti di Pokémon Go su Nintendo e sulle persone

Di Pokémon GO se ne sta parlando tanto (c’è chi direbbe anche troppo), ma i Pokémon tutti li amano e tutti li vogliono. È stato facile dare il download dell’app, più difficile resistere alla tentazione di puntare lo smartphone ovunque ci si trovi: a casa, a lavoro, in metro, in strada… I Pokémon hanno ormai invaso le nostre città, vivono accanto a noi, e a noi spetta il compito di “acchiapparli”.

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La mania dilaga online e offline, in strada e sui social network, dove si chiacchiera, si ironizza e si alimenta un addiction che a livello global sta portando a Nintendo una visibilità, degna dei gloriosi anni Novanta. Sì, perché vi ricorderete tutti il Nintendo 64 e il Game Boy? Prodotti cult che hanno segnato la storia dei videogames e delle console di gioco e l’infanzia di molti figli degli anni ’90.

Proprio per il Game Boy, Nintendo, nel lontano 1996, lanciò il videogame dei Pokémon e a distanza di 20 anni si immette in un nuovo mercato, quello mobile, con l’app Pokémon GO.

Ma quali sono gli effetti di Pokémon GO online, offline, sul brand e sulla sua reputation? Come gli utenti parlano di Nintendo e come il brand si inserisce nel discorso online sull’app?

Noi di Viralbeat ci siamo posti queste domande e abbiamo svolto un’analisi delle conversazioni sull’app, nate su Twitter e Facebook, ricavando insight interessanti che confermano la scelta vincente di Nintendo di lanciare un prodotto innovativo in un mercato promettente, come quello mobile.

Gli effetti Offline

Offline la situazione è questa: orde di giocatori invadono le strade e vanno a caccia di Pokémon, muovendosi anche in massa. La prova è nei video che vengono pubblicati sui social network e che diventano in pochissimo tempo virali. Il 16 luglio abbiamo rilevato un picco di commenti su Facebook, proprio in corrispondenza di uno dei video che è diventato un simbolo dell’addiction verso Pokémon GO. Il video è quello della corsa sfrenata a Central Park a caccia di Charizard, uno dei Pokémon  “rari” apparsi, pubblicato sulla pagina Facebook Pokémon GO Italia Forum e che ha raggiunto quasi 2 milioni e mezzo di visualizzazioni.

Gli effetti Online

Gli appassionati del gioco si aggregano in community online. Su Facebook  sono nate numerose pagine dedicate interamente al gioco, per la nostra analisi abbiamo preso in considerazione le prime 5 con il numero più alto di fan, che a poche settimana dalla loro apertura registrano complessivamente centinaia di migliaia di fan.

Con il supporto di specifici tool per l’analisi semantica abbiamo individuato gli argomenti più dibattuti nei commenti ai post e li abbiamo raggruppati in tre cluster:

  1. Pokémon – gli utenti parlano dei Pokémon che hanno catturato e si scambiano informazioni su dove trovare quelli più rari, ad esempio.
  2. Caratteristiche del gioco – gli utenti si soffermano molto a discutere sulle modalità di gioco e sul potenziamento dei Pokémon, si scambiano consigli su come vincere i combattimenti e su come ottenere l’ambitissimo ruolo di “capopalestra”.
  3. Tecnologia –  in questo cluster abbiamo raggruppato post e commenti relativi a questioni tecniche, come il download e l’installazione dell’app sui vari sistemi operativi.  Gli utenti cercano disperatamente soluzioni per risolvere i problemi che incontrano: dai link per scaricare l’app non funzionanti, al gioco che crasha in momenti topici, fino al consumo di batteria e dei gigabyte, e al problema “privacy e sicurezza” che ha coinvolto principalmente i dispositivi Apple.

Gli effetti sulla Brand Reputation

Per comprendere quali effetti ha prodotto Pokémon GO sul brand Nintendo, ci siamo soffermati su Twitter e abbiamo estratto i tweet menzionanti il brand, analizzandone sentiment e temi affini, più discussi dagli utenti.

Il sentiment dei tweet menzionanti Nintendo è prevalentemente neutrale (66%), con una tendenza più spiccata verso la positività nei confronti del brand (24%) di commenti positivi e (10% negativi).

Sentiment_PokémonGo

Dall’analisi dei tweet in cui viene citato il brand emerge un importante insight che rivela la forte affection degli utenti. Le persone manifestano un legame affettivo verso il brand, alimentato da sentimenti nostalgici verso gli anni ’90. Nintendo, nel discorso degli utenti, si carica di un valore affettivo e viene elevato a simbolo degli anni ’90.

Questo insight, conferma la scelta vincente del brand di immettersi in un nuovo mercato, quello mobile, con un prodotto tecnologicamente avanzato e innovativo che sfrutta, però, la popolarità dell’anime giapponese Pokémon, amato in tutto il mondo, e del videogame lanciato a fine anni ’90.

La reputation di Nintendo è alimentata positivamente dai Brand Lovers che nei tweet manifestano supporto, stima e affetto nei confronti del brand.

https://twitter.com/zengiorgia/status/751073152881594368

https://twitter.com/NoLushLife/status/753909157754011648?ref_src=twsrc%5Etfw

https://twitter.com/cece_lives/status/750688228852830208

Anche tu fai parte della schiera dei nostalgici?

>> Scopri i topic più frequenti rilevati all’interno del discorso sul brand Nintendo sul blog di Viralbeat

Viralbeat_AnalisiPokémonGo

SociaLOVEn, il fornetto portatile che sfrutta l’energia solare

È sardo il primo forno tessile solare al mondo: parliamo di SociaLOVEn, presentato lo scorso 29 giugno nella sede di IED Cagliari, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Design.

Realizzato con tessuti recuperati, SociaLOVEn è un forno leggerissimo e pieghevole ed è in grado di captare in modo diretto i raggi solari per permettere così di cuocere qualsiasi pietanza, dai primi ai dolci.


Realizzato nella sartoria e nel telaio della cooperativa di tessitrici sarda Tessere, è nato su iniziativa dell’Associazione La Casa Verde CO2.0 di Riccardo Porta, con la collaborazione di partner importanti (come Coldiretti, Slowfood, IED) e di illustri professionisti (come il fisico Andrea Mameli e l’astrofisico Manuel Floris).

Dopo “il debutto” nella sede di IED Cagliari, il 30 giugno i curiosi e gli interessati hanno potuto assistere alla preparazione di un piatto della tradizione sarda (culurgiones con pomodoro e pecorino) da parte della chef Raffaelangela Pani, in Piazza dei Centomila a Cagliari. La chef, che sperimenta la cottura solare da cinque anni, ha inoltre preparato un ricettario “solare” per cuochi esperti e non.

Testimonial del prodotto il navigatore oceanico Gaetano Mura, che porterà SociaLOVEn nelle sue regate intorno al mondo.

La direttrice di IED Cagliari, Monica Scanu, ha speso parole davvero elogiative per il progetto:

Nella Giornata Mondiale del Design Industriale, IED Cagliari sostiene la sostenibilità ambientale, economica e sociale del design: è in questo ambito che si colloca la partnership con il progetto a più mani SociaLOVEn, il primo forno tessile al mondo che utilizza fonti rinnovabili, e unisce condivisione, lavoro artigianale, sostenibilità, forma e bellezza.

LEGGI ANCHE: Più old, nerd e vegetariano: Coop racconta l’evoluzione del consumatore italiano

SociaLOVEn: fra sostenibilità e prodotti locali

SociaLOVEn nasce in un momento storico in cui la sensibilità verso i prodotti locali, genuini e di stagione, si fa sempre più forte. Un forno solare, portatile ed ecologico, ben si sposa con la valorizzazione della cucina locale, in particolar modo in una regione dalla forte impronta culinaria come la Sardegna. Calzano a pennello le parole del direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba:

È l’innovazione e la tecnologia che ci piace, quella glocal, dove si pensa globale e si agisce locale.

SociaLOVEn si prepara a una tournée estiva in tutta l’isola sarda per poi approdare nel resto dell’Italia e nel mondo: chi vuole potrà così conoscere da vicino il fornetto portatile che si può tenere in borsa.

Sul blog dedicato a SociaLOVEn, si possono trovare diversi esempi di cottura solare, come quella dei culurgiones e dei bianchini, un tipico dolce sardo.

Che ne pensate di questo progetto? Vi intriga?

Social Media Marketing

Le ragioni per cui lavorare coi social media è un’occasione da non perdere

Cosa vuol dire lavorare con i social media? In tanti ancora se lo chiedono, in tanti ancora non lo hanno capito ma in molti ci sono già dentro. Affascinante, creativo, a tratti misterioso, e molto impegnativo. Chi gestisce i social network di un brand o un’azienda ha in mano buona parte della loro digital reputation.

Il modo in cui si comunica attraverso i social è un importante e ormai imprescindibile strumento di marketing. Diverse le figure che possiamo incontrare nel nostro viaggio nel dietro le quinte del mondo social. Dal social media manager, al content creator, dallo strategist all’analyst, dal community manager al SEO specialist.

Ma non è tutto o solo un like e un condividi, non è solo un retweet o una mention, c’è molto di più e noi oggi vogliamo parlarvi del perché scegliere di lavorare in questo affascinante quanto dinamico e mutevole campo. Abbiamo trovato almeno cinque ragioni per cui conviene cercare lavoro nel social media marketing. Ma andiamo con ordine.

LEGGI ANCHE: Social Media Manager: impariamo a riconoscerlo

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1. Non lo può fare tuo cugino

Provocatorio? Forse si, ma quello che vogliamo intendere è che quello del Social media marketing è un settore ormai che richiede una forte professionalità. Il social media manager non gioca su Facebook e il community manager non invia emoji a caso. Ora esistono corsi universitari, master e una formazione professionale specifica e costante per poter svolgere bene questa professione, fino a poco tempo fa snobbata.

Per molto tempo in molti hanno desistito nel buttarsi a capofitto in questo settore, perché intimiditi dal fatto di non vedersi riconosciuto un titolo, una qualifica, un ruolo. Ma ora c’è luce infondo al tunnel e questo lo hanno capito anche i brand e le grandi aziende.

2. I risultati sono misurabili

Grazie alle metriche, i dati insight e alcuni tool specifici, le nostre azioni e strategie sui social sono facilmente misurabili. È possibile quantificare i risultati e tradurli in azioni strategiche future. Niente viene più lasciato al caso. Le nostre capacità narrative e di creazione di contenuti sono supportate, validate e smentite da una lettura professionale dei dati.

Questo rappresenta un vantaggio non solo per il nostro capo ma anche per chi gestisce i canali social che in questo modo può avere un riscontro immediato delle proprie azioni. Sono finiti i giorni in cui la pubblicazione di una foto simpatica e virale poteva fare la differenza.

Definire strategie, studiare e prevedere i comportamenti del nostro pubblico è ormai una pratica diffusa. I brand hanno capito che i social rappresentano un importante canale di visibilità, ma grazie ai dati è tutto più tangibile.

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3. I social sono (per fortuna) imprevedibili

No, non siamo impazziti e non vogliamo complicarci la vita.  Il settore del social media marketing, nonostante sia ormai entrato a pieno nelle nostre vite, è ancora relativamente nuovo. In quanto nuovo è mutevole, dinamico e plasmabile. Cosa c’è di meglio per un creativo e per un digital dreamer se non lavorare in questo ambito?

Se sei una persona creativa e ti piacerebbe lavorare in un settore stimolante in continua evoluzione e formazione – afferma Lauren Tibbetts, recruitment manager di We Are Social i social media sono il settore più adatto a te”

Attenzione, abbiamo detto che sarebbe bello ma non facile. Un settore così mutabile richiede di pensare in piedi ma anche flessibilità, predisposizione al cambiamento soprattutto al continuo aggiornamento.

4. I social media non esistono da soli

Anche questa volta, no, non siamo in preda ai fumi del caldo estivo e no non siamo traumatizzati per la nuova modifica di un qualche algoritmo. Quello che vogliamo dire è che lavorare con i social media ti porta ad essere quotidianamente in contatto con il mondo reale più di quanto pensi.

Il dialogo con il mondo esterno è fondamentale ed è parte integrante del lavoro di ogni social media manager o community manager. Uno degli aspetti sicuramente più affascinanti è la consapevolezza di influenzare e o indirizzare, con il proprio lavoro, le decisioni dei propri utenti e toccare materialmente con mano gli effetti delle nostre azioni virtuali sul mondo reale. Metafisica? No, marketing.

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5. Sarai sempre uno dei primi (o quasi) a sapere le cose

In una società media dipendente la conoscenza è potere e se questa avviene costantemente in tempo reale ancora meglio. Se a livello personale l’essere sempre aggiornati risulta vincente, per il mondo del marketing e del business a volte è decisivo per prevedere situazioni di crisi o nuove tendenze.

Sei dove la gente ne parla, sei dove le cose succedono. Individuare i trend, i top topic e saper ascoltare la piazza virtuale ti permette di modificare la comunicazione per un brand o un azienda nel modo migliore.

Non ti abbiamo ancora convinto di quanto sia affascinante e allo stesso tempo impegnativo lavorare nel mondo dei social media?

Va bene, allora fai un salto su Ninja Academy e guarda il programma che è stato messo a punto per fare di te un professionista dei Social senza uguali con il Corso in Social Media Marketing (Formula Online + Aula pratica opzionale).

Hai qualche motivazione da aggiungere? Scrivilo nella nostra fanpage di Facebook.

Futuro ed evoluzione del tech e della realtà virtuale: il racconto dal The Europas

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Questa interviste sono state realizzate durante la conferenza The Europas da Francesco Buonaurio, YouTube Content Manager. Traduzione e adattamento a cura di Maria Vittoria Tinti.

The Europas sono i premi più importanti per le migliori start-up tecnologiche in Europa. Sulla scena oltre alle imprese più importanti, ci sono anche startup, investitori e agenti media. In un giorno è possibile vedere grandi idee imprenditoriali e tantissimi speaker di livello. Quest’anno si sono tenuti il 14 Giugno e noi di Ninja abbiamo avuto la possibilità di intervistare alcuni tra gli speaker presenti.

Iulia Tudor: Community Programmes Manager di Tech Hub

Iulia Tudor

Quali sono i criteri attraverso i quali potete validate un progetto?

Siamo una comunità globale sviluppata per imprese tecnologiche; non investiamo in una startup ma siamo una community con work place e programmi di supporto per accelerare la crescita di una startup. In sintesi Tech Hub è il posto perfetto per te in questi due casi:

  1. se stai realizzando una tecnologia o un prodotto technology focus; tutti nella nostra community producono prodotti tecnologici
  2. se stai cercando una community che ti aiuti a realizzare il prodotto o solo uno spazio dove realizzare la tua idea.

Se stai cercando solo uno spazio di lavoro il nostro non è il luogo adatto, ma se vuoi costruire relazioni, essere parte della community, imparare e collaborare insieme questo è quello che facciamo.

Tech Hub è uno spazio per collaborare?

Lo definirei più un modo di collaborare perché l’aiuto e le idee principali arrivano dalla comunità, una vera e propria community globale con più di 750 startup, da piccole a realtà più grandi con 50 persone.

Per qualsiasi problema o domanda che puoi avere c’è qualcuno all’interno della community che può aiutarti, con cui parlare o qualcuno al quale dire abbiamo risolto il problema trovando questa soluzione.

Abbiamo alcuni community tools che possiamo usare per creare questo tipo di connessioni tra i vari membri.

Quali caratteristiche deve avere un impreditore?

Una delle prime caratteristiche sono le social skills. Devi avere iniziativa; quando parliamo di imprenditore è qualcuno che è in grado di testare le sue idee e metterle in pratica. Non esiste la “ricetta perfetta” di come dovrebbe essere un imprenditore.

Abbiamo visto persone costruire delle imprese, c’è chi ha fatto bene, chi ha sbagliato. Gira tutto intorno a essere in grado di imparare velocemente ed essere reattivi

Quali sono i fattori che fanno crescere in modo lento un’impresa?

Attualmente sono due gli errori più comuni: il primo è non strutturarla nel modo corretto, fin dall’inizio. Questo aspetto è importante, la non chiusura dei contratti rallenta la chiusura del tuo investimento, acquisizioni e altro.

Un secondo errore è quello di non organizzare tutto fin dal primo giorno.

Infine è necessario capire quando devi prendere delle decisioni veramente difficili, dipende anche da quanti soldi hai o meno, e devi essere pronto a farlo. Le persone tendono a non farlo fin dall’inizio ma a sperare che le cose andranno meglio. Il people management è il primo fattore da tenere in considerazione.

Kate Unsworth: Founder e CEO di Vinaya

Kate Unsworth Vinaya

Ci sono diverse realtà di tech company e diversi prodotti ogni giorno c’è qualcosa di nuovo, quali progetti porta avanti Vinaya?

Siamo interessati a costruire prodotti tecnologici ad alto impatto, ad “utilizzare” le menti brillanti dei nostri ingegneri, alcuni con un PHD, per avere un impatto rilevante. Per me il focus principale sono le emozioni, il mental webbing e balance life, dal momento che le tecnologie nel futuro impatteranno nelle nostre vite in ogni momento ed è difficile da evitare, e le tecnologie saranno sempre più onnipresenti e all’interno delle relazioni umane.

La nostra missione è su come costruire delle tecnologie anche in un modo più social aggiungendo l’esperienza umana, e  come queste possano diventare invisibili. Lo schermo è il primo ad usare un interfaccia in grado di interagire attraverso un personal computer; sono diventati più elevati tecnologicamente ma sono comunque solo schermi.

A mio parere gli schermi tendono a distrarre e a togliere l’attenzione dalla vita reale. Avremo sempre più prodotti tecnologici, perchè non è possibile pensare di avere nel futuro meno tecnologia, ma sempre di più come background, adatti ed integrati con la vita di tutti i giorni. Il mio focus è “human first”.

L’integrazione è la chiave di ogni progetto?

Integrazione e smart technology: bisogna capire quali sono i bisogni umani e costruire dispositivi in grado di integrarsi, perché a volte succede che una tecnologia si sviluppa quando l’utilizzo che ne fa l’uomo innova o migliora la sua vita. Lo Smartphone ne è un ottimo esempio: la tecnologia si è sviluppata perché si innova un prodotto già esistente, cosa sia uno smartphone e come utilizzarlo ha catturato l’attenzione e spinto al rinnovamento.

Questo potrà portare anche dei benefici nelle nostre vite e cambiare la nostra quotidianità, ad esempio su come condividiamo informazioni, attraverso i social network, per migliorare la vita di tutti i giorni. Vedi qualche rischio nel condividere così tanti dati personali?

Sì certo è sempre rischioso, ma le imprese dovranno essere più trasparenti sui dati che raccolgono, come e quando li condividono ed educare il consumatore su come sono utilizzati i dati personali, dando il controllo all’utente stesso e permettendo a lui di decidere.

Questo è il fattore più importante, i consumatori devono decidere come condividere i propri dati; compagnie come Google o Facebook dovranno curare gli interessi dei propri consumatori trovando qualcuno che li tuteli.

Yigit Yigiter: CEO di Time Looper

Yigit Yigiter -Time Looper

Quali sono le ultime novità nel mondo della realtà virtuale? Cosa succederà?

Il primo concetto importante è quello dell’adozione della realtà virtuale da parte dei consumatori. Sebbene sappiano che cosa sia non sanno ancora come funzioni. Ad esempio abbiamo chiesto alle persone di posizionare il loro telefono sulle Cardboard e di guardarsi intorno, non muovevano la testa ma gli occhi.

Dopo la user adoption, stiamo usando device mobili e cardboard ma in parallelo gli hardware raggiungeranno dei livelli più alti, saranno più leggeri ma con prestazioni più elevate. Ma penso che il primo passo sia la user adoption.

quando parliamo di realtà virtuale si è portati a pensare a computer e macchinari grandi e ingombranti, hardware pesanti, quali sono attualmente gli hardware e i materiali che utilizzate o avete intenzione di utilizzare. Ad esempio parlando del cartone, c’è qualche novità in arrivo come ad esempio altri supporti.

Ci sono alcuni prodotti nella pipeline e quando pensiamo ad hardware per la realtà virtuale mi viene in mente le macchine fotografiche per rendere la produzione più facile. Si può catturare un momento importante e la qualità è molto elevata.

La seconda sono gli hardware, che si stanno già utilizzando e ci sono anche macchine fotografiche per i consumatori che puoi attaccare al tuo smartphone.