Native Advertising: le opportunità per inserzionisti ed editori

Il libro che assolutamente non dovrete perdere questo mese è “Native Advertising – La nuova Pubblicità” di Claudio Vaccaro, edito da Hoepli. Noi ninja lo abbiamo letto tutto d’un fiato, specialmente perché questo volume non è rivolto soltanto agli inserzionisti ma è molto utile per tutti i publisher e i blogger che desiderano capire come monetizzare i contenuti online pubblicati quotidianamente.

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Partendo da una panoramica dell’advertising online e degli strumenti oramai considerati “maturi” in questo settore (come ad esempio i banner e il display advertising), nel testo troviamo un ricco approfondimento riguardo l’Ad blocking e le modalità attraverso le quali tali sistemi si stanno diffondendo incredibilmente in tutto il mondo e di come in alcuni paesi siano già responsabili dell’erosione di quote importanti di ricavi pubblicitari.

Ai ricavi pubblicitari sono inoltre interessati i big dell’internet come Facebook e Google che hanno infatti elaborato propri sistemi di fruizione dei contenuti dei publisher da mobile (Instant Articles & Google AMP) che controllano ovviamente anche tutta la parte advertising.

LEGGI ANCHE Instant Articles: 10 step per creare il tuo primo articolo

Una rivoluzione chiamata Branded Content

Se l’interruption marketing è alla base dei sistemi di display advertising tradizionali, le caratteristiche dei Branded Content (“contenuti brandizzati”) rivoluzionano completamente tale approccio pubblicitario.

Tali contenuti infatti, proposti ai lettori di un blog o da un editore online, sono ben diversi da ciò che molti giornalisti conoscono con il nome di “publiredazionale” (articolo redazionale che ha lo scopo di fare pubblicità a un prodotto o a un servizio). Il nuovo formato infatti, si inserisce perfettamente all’interno del piano editoriale e ne rispetta la linea principale in termini di rilevanza, interesse e utilità. I lettori dovranno percepire la collaborazione con il brand come “di valore”.

I principali player dell’editoria digitale hanno già composto team dedicati – definiti “content studio” – specializzati nello sviluppo e nella pubblicazione di contenuti in collaborazione con i brand: ad esempio The Huffington Post con Partner Studio e il New York Times con T Brand Studio.

PARTNER

Dal punto di vista del brand risulta necessario comprendere quali sono gli obiettivi che si desidera raggiungere con una campagna di branded content e spesso ciò può rivelarsi più complesso di quanto avveniva per il display adv.

Gli annunci nativi

Il Native però non è solo branded content ma come lo definisce IAB nel paper pubblicato nel 2013 “Native Advertising Playbook”:

Il Native Advertising fa riferimento ad annunci a pagamento coerenti con il contenuto della pagina, con il design e il comportamento della piattaforma in cui sono ospitati, in modo che l’utente li percepisca semplicemente come parte di essa.

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I pionieri del settore, i player attuali, i numerosi formati disponibili (text & video) e le metriche principali da utilizzare per valutarne le performance sono egregiamente illustrati all’interno del volume.

Troverete inoltre un capitolo completamente dedicato alla monetizzazione dei contenuti da parte dei publisher (con le guideline principali da seguire) ed uno dedicato ai brand e a come possono utilizzare il native adv per amplificare i contenuti online (pianificare una campagna, le best pratice, i KPI ecc).

Vi consigliamo la lettura di questo testo perché vi consentirà di conoscere, probabilmente prima di molti altri, le caratteristiche di ciò che sarà l’evoluzione naturale dell’advertising online.

Fai un check up al tuo sito e migliora l’usabilità. La Free Masterclass è On Demand

Se vuoi assicurarti che la tua strategia di marketing stia seguendo le migliori pratiche di Web Design non perdere questa occasione!

Lo scorso 24 maggio, Jacopo Pasquini e Simone Giomi ci hanno illustrato come verificare che il proprio sito stia sfruttando tutto il potenziale di conversione delle buone pratiche di Web Design, indicandoci una checklist operativa per analizzare “lo stato di salute” dei tuoi asset digitali.

Se ti sei perso il webinar in diretta puoi ancora usufruire dei contenuti seguendo la Free Masterclass On Demand nella tua area utente sul sito Ninja Academy.

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Come seguire la Free Masterclass On Demand

Niente di complicato, basta andare sul sito della Ninja Academy e iscriverti gratuitamente alla free masterclass dal titolo “Design Doctor: fai il checkup e migliora subito l’usabilità del tuo sito”, dopodiché troverai, all’interno della tua area utente, tutti i materiali della lezione, video compreso! Sarà come aver partecipato in diretta!

In questo modo potrai avere anticipazioni sul corso online, conoscerne i docenti e scoprire tutte le altre occasioni di formazione che la Ninja Academy può offrirti.

Ti ricordiamo che se ti iscrivi entro il 31 maggio 2016 al Corso Online in User Experience Design potrai approfittare del prezzo in Early Booking di 249€ iva inclusa (anziché 349€ iva inclusa).

 

Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Puoi scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554

Knowledge for change!

BE NINJA

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Expedia, Mercedes e Danone: i migliori annunci stampa della settimana

Chi sta aspettando le migliori campagne stampa della settimana? Ecco, ci sono delle mani alzate!
Anche stavolta abbiamo raccolto le creatività più interessanti per voi. Buona lettura!

Expedia: Be you, somewhere else

Voglia di evasione? Con Expedia non cambiate solo la vostra posizione geografica, ma il modo di vedere voi stessi. Una bella campagna stampa della Miami Ad School.

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Advertising School: Miami Ad School, USA
Art Director: Michelle Liuzzo
Copywriter: Sasha Dias

Mercedes: Presented by Night View Assist

Lo spettacolo più bello è quello che ti salva la vita. Grazie al sistema di visione notturna di Mercedes.
La campagna stampa è firmata BBDO.

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Agenzia: BBDO, Cile
Executive Creative Directors: Marcelo Con, Jorge Muñoz
Creative Director: Rodrigo Peralta
Art Director: Felipe Alcalde, Celim Kores Cáceres, Rafael Alegría
Copywriter: Felipe Araya, Matías Celis
Photographer: MCM
Retoucher: Felipe Alcalde, Victor Arancibia

Canon: Anybody can be a star in front of the right camera

Non importa che tu sia un’estetista, un ristoratore o un camionista, per i pubblicitari di Ogilvy & Mather chiunque può diventare una star quando viene fotografato con una Canon.

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migliori_ annunci_stampa_della_settimanamigliori_ annunci_stampa_della_settimana

Agenzia: Ogilvy & Mather, Giappone
Chief Creative Officer: Ajab Samrai
Executive Creative Director: Ajab Samrai
Creative Director: Ajab Samrai
Copywriter: Federico Garcia
Art Director: Ajab Samrai, Mauricio Cifuentes
Photographer: Ale Burset
Retoucher: Diego Speroni

Dentyne: Boy and Girl

Come finisce un appuntamento perfetto? Secondo questa campagna stampa di McCANN non potete dimenticare di portare con voi delle Dentyne.

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Advertising Agency: McCann, Cile
Creative Director: Pablo Gallardo
Art Director: Pablo Aburto
Copywriter: Felipe Utreras
Illustrator: Sebastian Aburto

Danone: Reduces burning sensations

Chi l’avrebbe mai detto che lo yogurt Danone può aiutarci a fare passare anche la più cocente delusione? I creativi di Young&Rubicam si sono dati da fare anche stavolta.

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Agenzia: Young & Rubicam, Messico
Chief Creative Officers: Héctor Fernández, Saúl Escobar
Executive Creative Director: Karla Santa Anna
Creative Director: Fernando Carrera
Associate Creative Director: Luis Arce
Art Director: Arturo Bautista, Roberto Cuevas, Diego Servín, Osmani Contreras
Copywriter: Dulce Lozano
Photographer: Diego Arrigoni

E anche oggi abbiamo finito! Ma ricordate, ci vediamo tra sette giorni!

LEGGI ANCHE: Tic-tac, Toyota, Virgin: i migliori annunci stampa della settimana

5 gadget indispensabili per pulire casa senza troppa fatica

Ammettiamolo: fare le pulizie di casa è una rogna! Armarsi di scopa, spazzolone, stracci e tanto olio di gomito per le faccende domestiche non attira nessuno. Ma la tecnologia per fortuna viene in soccorso, e così ti propongo 5 gadget hitech individuati da Mashable, che possono alleviare il peso delle pulizie adatti ai guerrieri sempre di corsa e con poco tempo a disposizione per fare le casalinghe disperate.

1 – iRobot® Braava jet™

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Pulire negli angoli e togliere lo sporco a fondo è una delle maggiori difficoltà quando si spazza e si lava a terra. Con iRobot® Braava jet™ non ci saranno più questi problemi. Il prodotto (disponibile online a $199) riesce a pulire nei posti più difficili da raggiungere come sotto la cucina o intorno ai sanitari.

iRobot® Braava jet™ individua in maniera automatica la modalità migliore e il grado di intensità con cui spazzare e lavare le superfici, catturando senza indugio tutto lo sporco.

2 – Winbot

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Pulire bene vetri e specchi richiede molto tempo e tanta fatica: aloni e sporco sono difficili da togliere.

Per ottenere un risultato splendido splendente è possibile usare Winbot. Il gadget, che costa $299, è dotato di una ventosa e così basta attaccarlo sulla superficie sporca, spruzzare il detersivo sulla micro spugna posta nella parte anteriore, premere ON e lasciare che il robottino pulisca e asciughi… mentre tu nel frattempo potrai dedicarti ad altro 🙂

Ma ecco il video che presenta Winbot in azione.

3 – Bissell SmartClean

Polvere, peli di cani e gatti e ancora sporcizia e detriti di ogni genere non sopravvivono al passaggio di Bissell SmartClean Robotic Vacuum. Il gadget è un piccolo aspirapolvere automatico che una volta programmato pulisce tutte le superfici di casa, evitando gli ostacoli ed è anche in grado di tornare alla sua base a lavoro finito.

Bissell SmartClean Robotic Vacuum è disponibile su Walmart al prezzo speciale di $199 anziché $299: se vuoi vedere come riesce a pulire perfettamente, non perdere il video.

4 – CleanWave®

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Aspirare lo sporco in profondità e igienizzare le superfici? Con CleanWave® è possibile fare entrambe le cose, in un solo momento!

Il piccolo robot è in grado di uccidere germi e batteri, uova di parassiti come acari e pulci grazie alla luce UV, un motore di 400 watt e 2 stadi di filtraggio per prevenire il ricircolo delle sostanze inquinanti. Insomma, il tuo materasso potrà essere super pulito spendendo $112,46.

5 – Bruno

Una pattumiera che aspira tutto e ti ricorda anche di buttare la spazzatura: è Bruno!

Il gadget si attiva appena percepisce la presenza di sporco da catturare ed emana un vortice di aria che in pochi secondi trasporta nella pattumiera il tutto. Tramite all’applicazione disponibile su iOS e Android, Bruno manda inoltre un avviso quando bisogna buttare l’immondizia o rimangono pochi sacchetti.

Bruno costa solo $70, pre-ordinandolo.

Quindi, Guerriero, d’ora in poi al momento delle pulizie varrà un solo slogan: keep calm and use hi-tech! 🙂

Beyoncè e Jay-Z: da Crazy in love a Lemonade, i mille volti del personal branding

Se gli anni ’80 hanno avuto Madonna e Sean, i ’90 Mariah Carey e Tony Mottola nel nuovo millennio la coppia più imponente del music business mondiale sono (stati?) sicuramente Beyoncè e Jay-z, incoronati da Forbes nel 2012 come la coppia artistica più ricca del mondo con un patrimonio che raggiunge il miliardo di dollari.

Da Crazy in Love al matrimonio

Il sodalizio artistico tra i due nasce nel 2003 sulle ceneri delle Destiny’s Child – girl band della quale la Knoles era leader – con l’uscita del suo primo album solista, Dangerously in Love nel giugno del 2003: dei due singoli estratti, Crazy in Love, registrato ed interpretato con Jay-Z, restò alla prima posizione della Billboard Hot 100 per 8 settimane consecutive.

Da qui parte un’ascesa senza precedenti: nel 2004 è la protagonista indiscussa dei Grammy Award con ben 5 premi vinti (una delle cantanti con più premi vinti in una sola serata) e vince anche un Brit Award come Best Femanle Solo Artist.

LEGGI ANCHE: Madonna: com’è diventata il più grande Pop Brand del pianeta

Le indiscrezioni su un legame sentimentale, oltre che artistico, si intensificano, ma i due continuano a negare tutto fino a che il rapper dichiara: “Forse, un giorno”. E l’hype dei fan sale alle stelle.

Il 4 aprile 2008 (4/4/8 anche le date non sembrano mai un caso) i due convolano a giuste e segretissime nozze in quel di New York, notizia della quale Beyoncé non parlò fino al settembre dello stesso anno, in occasione del Fashion Rock Concert. Un gancio incredibile per il lancio, il 18 novembre dello stesso anno del terzo album in studio della cantante: I Am… Sasha Fierce.

L’innovazione del Visual Album

Per il suo quinto studio album BEYONCÉ, la coppia introduce un innovativo sistema di promozione nell’industria musicale, la sorpresa. L’album esce infatti senza alcun tipo di promozione nell’innovativo formato di Visual Album che conta 14 brani inediti e 17 video registrati durante il The Mrs. Carter Show World Tour. Nel dicembre dello stesso anno la Apple dichiara che Beyoncé è stato l’album che ha venduto più velocemente nella storia di iTunes, sia negli USA che nel resto del mondo. I coniugi Carter hanno capito – forse hanno contribuito – l’importanza che ha l’impatto iniziale sulle classifiche in cui sono fondamentali le prime settimane, se non proprio la prima settimana.

Queen B, un volto per tutti i brand

Dalle lattine della Pepsi ai cartelloni per la collezione s/s di H&M nell’estate del 2013 Beyoncé entra anche nelle profumerie diventando il nuovo volto di L’Oréal Paris.

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All’inizio del 2015 vengono leakkate le immagini unretouched della campagna di L’Oréal che mostravano una Beyoncè … meno bella di quello che appare. A poco è servita la sua ira, una volta finite in rete le immagini hanno fatto il giro del mondo.

Il sodalizio con gli Obama

Il motivo per cui i riflettori continuano imperterriti ad essere puntati sulla coppia dei Carter si deve anche alla loro amicizia con la coppia presidenziale USA. Jay-Z appoggia pubblicamente la candidatura di Obama per la sua prima corsa alla Casa Bianca e Beyoncé è chiamata a cantare l’inno nazionale in occasione della cerimonia d’insediamento.

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Nel corso degli anni si è parlato anche di un presunto flirt tra Queen B e il presidente USA, voci sulle quali i diretti protagonisti hanno sempre scherzato lasciando amicizia e impegni comuni (quello contro l’obesità infantile di Beyoncé e Michelle Obama ad esempio) immutati.

Il flop di Tidal

Non solo successi però costellano la via di Jay Z e consorte: il 30 marzo 2015, con una cerimonia in pompa magna accompagnata da grandissimi nomi dell’industria musicale – da Kanye West a Rihanna – viene presentata al mondo Tidal, una piattaforma per lo streaming musicale a pagamento che da poco il rapper aveva acquistato da una società norvegese per la modica cifra di quasi 56 milioni di dollari.

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LEGGI ANCHE: The “K” of success: perchè le Kardashian sono così famose?

Nonostante le promesse e le premesse iniziali (Jay Z presentò Tidal come il servizio streaming degli artisti, che li tutelava e offriva la musica in qualità migliore rispetto alle aziende concorrenti) in un anno la piattaforma ha cambiato tre CEO, superato di poco il milione di iscritti e continua ad essere il fanalino di coda rispetto ai ben più noti Spotify, Google Play, apple Music e Pandora.

 Lemonade e il “Becky-Gate”

Tidal non può certo essere definito un successo, il secondo mandato di Obama è ormai giunto al termine e sicuramente la discografia ha visto tempi migliori che fare quindi? Ricorrere allo scandalo, una risposta semplice e sempre efficace.

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Nel suo ultimo lavoro Beyoncé, dopo aver pubblicato un album con tutti video, per la nuova era Lemonade ha scelto di girare un mini-film con l’audio di tutte le nuove tracce. Ma la mossa geniale non è stata solo questa. Nei testi dell’album Bey segue un duro percorso che prevede consapevolezza, rabbia e perdono per un tradimento che avrebbe subito (da Jay Z obviously) con una tale Becky with the good hair”.

Neanche a dirlo il web e i media di tutto il mondo sono impazziti alla ricerca di Becky: tanti i nomi papabili da Rihanna a Rita Ora, un solo risultato. Lemonade, solo nella prima settimana, ha venduto in USA 500.000 copie e Queen B è diventata la prima artista ad avere 6 album di fila che debuttano in prima posizione nella Billboard HOT 200.

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Impronte, la street art sulle orme di Ferragamo

di Silvia Scardapane

Questa volta Streetness ritorna in Italia, precisamente nel cuore dell’Irpinia, per raccontare di un evento davvero esclusivo capace di unire l’energico mondo della Street Art con quello tradizionale dell’artigianato: nasce infatti in Campania “Impronte”, la prima manifestazione di arte pubblica ispirata al “calzolaio delle stelle” Salvatore Ferragamo.

A Bonito, città natale del famosissimo stilista italiano, Ferragamo aprì il suo primo negozio di calzature, dando così inizio al sogno visionario di un artigiano che dal piccolo comune avellinese seppe arrivare fino a Hollywood dove, nell’arco di dieci anni, inaugurò poi il noto Hollywood Boot Shop.

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Oggi quello stesso sogno continua ad animare la creatività locale, grazie al Collettivo Boca, da anni impegnato nella promozione dell’arte pubblica e del nuovo muralismo, e al Museo Salvatore Ferragamo, insieme per “Impronte”: progetto che vede la partecipazione di noti street artisti impegnati a seguire le orme dello stilista per riportare in auge il sottile legame tra la qualità e l’inventiva di Ferragamo ed i linguaggi contemporanei.

A reinterpretare l’arte del designer italiano sono stati chiamati cinque artisti, la cui attenta selezione è partita, osservando il panorama internazionale, dall’analisi delle forme dei brevetti e dei materiali impiegati dallo stilista per le sue produzioni.

Il primo intervento è stato realizzato da Tellas, street artista di origine sarda, tra i più interessanti della scena mondiale. Con l’opera “In the Heart of Irpinia”, intimo compendio di elementi paesaggistici, Tellas ha tracciato il suo lieve sodalizio con il mondo naturato, tessendo l’ambiente collinare circostante e la passione di Ferragamo per la natura stessa.

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La Street Art di Gola Hundun è stata scelta per il rapporto tra umanità e biosfera, pregna della sensibilità che ha di certo caratterizzato anche il lavoro di Ferragamo, così come, in totale equilibrio, quella di Francesco Camillo Giorgino, in arte Millo, ricondurrà al bianco e nero dell’epoca e ad un tratto grafico ed essenziale. La ricorrenza agli elementi floreali e il lavoro assiduo sull’immagine femminile porteranno in Italia anche l’artista argentina Milu Correch, per un gioco di contrasti e complementarità con le geometrie e le architetture di Giulio Vesprini.

Agli interventi di street art seguirà l’esposizione (dal 27 luglio al 31 agosto) delle cinque storiche calzature che hanno ispirato gli artisti, tutte provenienti dal Museo Salvatore Ferragamo di Firenze.

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Se nel Dopoguerra le scarpe di Salvatore Ferragamo sono divenute un simbolo dell’Italia pronta a rivivere, creare e produrre, oggi è proprio l’arte pubblica di numerosi street artisti a continuare a modo proprio questo cammino. “Impronte” omaggia così la figura dello stilista, trasformando la contemplazione del suo percorso professionale in un incitamento all’autodeterminazione e persecuzione dei propri obiettivi, senza tralasciare l’aspetto che da sempre Streetness predilige: la riflessione sugli spazi pubblici da parte della comunità, la sensibilizzazione all’arte, alla tradizione e alla propria cultura.

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Houzz, la migliore app 2016 per Google

Interior design e tante risorse per decorare la propria casa, tutto questo è Houzz, la migliore applicazione Android dell’anno, secondo Google, che ha annunciato i risultati del primo Google Play Awards in occasione della conferenza degli sviluppatori, Google I / O.

Mentre negli anni precedenti, l’azienda di Mountain View aveva unito un gran numero di applicazioni, anche di varie categorie in un unico contenitore “Best of “, il nuovo Google Play Awards segue invece, per la prima volta, il modello di Apple di selezionare i vincitori attraverso una varietà di categorie.

Ma se Apple sceglie le migliori applicazioni, dividendole per smartphone, tablet e smartwatch, Google ha preso una strada un po’ diversa. Ha selezionato 5 candidati in 10 categorie, senza distinzioni di nessun tipo per device. La società ha mandato in live-streaming la cerimonia direttamente da Google I / O, ed anche questo è stato un notevole cambiamento rispetto agli anni precedenti.

Sul palco, l’azienda ha parlato dell’evoluzione di Google Play e ha rivelato che il negozio online raggiunge ora oltre un miliardo di utenti ogni giorno e che l’anno appena concluso ha fatto registrare circa 65 miliardi di download. Le applicazioni vincenti sono state selezionate da una giuria di esperti di Google, che hanno valutato diversi fattori, tra cui la qualità e l’innovazione. L’unico requisito necessario per far parte dei partecipanti, era aver rilasciato almeno un aggiornamento importante nel corso degli ultimi 12 mesi.

Houzz ha vinto il titolo di “Migliore applicazione“, battendo BuzzFeed (news), Colorfy (game), TuneIn Radio (radio) e Yummly (shopping list).

Come funziona Houzz

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Houzz è la piattaforma online leader mondiale nell’arredamento, progettazione e ristrutturazione d’interni e di esterni. Miglior design e User Interface, qualità e apprezzamento da parte degli utenti, sono stati gli elementi chiave del suo successo come “Best App”. L’app è dedicata a tutti coloro che sono appassionati di design: addetti ai lavori e non!

Sicuramente la sua funzione più apprezzata, è la possibilità di sfogliare il più ampio database fotografico di abitazioni progettate dai professionisti presenti sulla piattaforma, oltre 10 milioni di foto. C’è poi la sezione dei “prodotti”, una sorta di shop, a cui applicare i filtri per cercare all’interno di numerose categorie, stili e anche per Paese.

Un’altra interessante sezione è quella dedicata al “Blog”, in cui si può sfogliare il magazine online, per informarsi e seguire i consigli dei professionisti sull’arredamento, la progettazione residenziale e il giardinaggio.

Non manca di certo la possibilità di far conoscere a tutti i propri “preferiti”, con Houzz infatti si possono condividere idee e opinioni, con la più ampia web community dedicata alla casa, avendo la possibilità di chiedere direttamente consigli e soluzioni sia a professionisti che ad altri proprietari di casa. Per chi invece volesse tenere tutto per se, c’è la possibilità di tutto in un “Ideabook” privato.

Infine, l’app di Houzz è dotata anche della funzione Sketch, un blocco per gli appunti integrato, con il quale gli utenti possono inserire annotazioni disegnando e aggiungendo testi, misure, complementi d’arredo o adesivi sulla foto (in qualità retina), precedentemente scelta tra quelle presenti nel database.

Grazie a questa fantastica App, finalmente gli utenti e i professionisti, possono lavorare in tempo reale allo stesso progetto e su una stessa fotografia, favorendo le collaborazioni sui progetti di ristrutturazione o arredamento.

Facebook: da oggi puoi scegliere quali pubblicità vuoi ricevere

Poco più di due anni fa Facebook aveva annunciato il lancio di FAN, la Facebook Audience Network, per espandere il reach delle pubblicità erogate attraverso la sua piattaforma. Da allora è stato possibile raggiungere non solo gli utenti Facebook, ma anche erogare pubblicità mirata agli utenti di alcuni siti mobile e app.

Oggi Facebook, dopo aver integrato anche Instagram nel suo network, da la possibilità di raggiungere non solo gli utenti della sua piattaforma ma anche tutti coloro che non si sono mai registrati ad essa.
Facebook è in grado di raccogliere informazioni e creare un profilo degli utenti non Facebook attraverso i molti plugin che sono utilizzati in siti esterni ad esso.
Andrew Bosworth, vicepresidente Ads e Business Platform di Facebook, dichiara infatti: “Avete detto per anni che le pubblicità che vi proponiamo sono fastidiose, distraggono o sono ingannevoli. Pensiamo di poter fare meglio ed è per questo che vogliamo migliorare gli annunci pubblicitari sia su Facebook che fuori Facebook.

Fate bene attenzione: “…dentro e fuori Facebook.”

L’obiettivo, sempre secondo le dichiarazioni di Bosworth, è offrire una migliore esperienza relativa alle pubblicità online per tutti: le persone, gli editori, i pubblicitari.

Molto di ciò che usufruiamo online, continua Bosworth, è supportato dagli introiti pubblicitari e sembra così invitare ad un compromesso: non usate certi sistemi di ad blocking, ci pensiamo noi a filtrare le pubblicità per voi, secondo i nostri stringenti standard e le vostre preferenze.

Da oggi quindi Facebook dà ad ogni suo utente la possibilità di esprimere le proprie preferenze in fatto di pubblicità da ricevere. Mediante una nuova voce di menu sarà possibile fare un opt out.

Le nuove impostazioni, disponibili da oggi all’interno delle impostazioni di ogni account utente, permetteranno di fare opt-out (quindi di bloccare) degli annunci non graditi sia che compaiono dentro Facebook, sia che vi vengano proposti visitando siti esterni.

Facebook vorrebbe così permettervi di eliminare il fastidio di certe pubblicità che compaiono a volte, diciamolo, quasi a tradimento e che hanno portato molti utenti ad usare sistemi di ad blocking.

Tuttavia la parte più importante dell’annuncio odierno è quella forse meno evidente: Facebook sembra voler cambiare la sua natura e proporsi non più solo come un social network, che si sostiene con la pubblicità da erogare ai suoi utenti, ma come una agenzia pubblicitaria online, capace di raggiungere ogni utente sul web.

In concorrenza diretta con Google, quindi, alla conquista del resto del web, anche attraverso sconti che probabilmente saranno offerti per chi scelga la loro piattaforma per fare pubblicità.

Siete curiosi di scoprire come si presentano le nuove impostazioni?

Vi basterà aprire le impostazioni del vostro profilo personale.

Troverete la voce “Inserzioni in base alle mie preferenze”

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Da qui, cliccando sul pulsante “visita le preferenze relative alle inserzioni” Facebook vi presenterà una schermate in cui, in base a tutte le azioni fatte in passato (mi piace, adesione a gruppi, per dire alcune azioni), sono elencate le categorie di annunci pubblicitari che potrebbero esservi proposti.

Ecco un esempio di questa schermata:

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I numeri indicano le sottocategorie e, come vedete, possono essere molto numerose. Trattandosi di un opt out sarà certamente laborioso e lungo il lavoro di spulciarle tutte e negare il consenso.

Tenendo conto che, per ciascuna voce, Facebook vi spiegherà perché vi mostra quella categoria di annunci e vi propone di aderire ad altre categorie correlate!

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E se non avete un profilo Facebook? Per ora niente da fare: Facebook leggerà l’assenza del cookie che identifica ogni suo utente come un via libera per analizzare gli altri cookie presenti nel vostro dispositivo e creerà un profilo di annunci da mostrarvi basato su quelle informazioni.

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7 modi per incrementare il ROI della tua App

Il costante aumento della navigazione da mobile sta spingendo sempre più aziende a investire sullo sviluppo di applicazioni mobile proprietarie per raggiungere i propri utenti. In molti iniziano quindi a chiedersi se la fruizione dei contenuti tenderà a spostarsi dal browser alle app in quanto queste ultime consentono un’esperienza utente molto migliore, una maggiore sicurezza e numerose opportunità per coinvolgere gli utenti e creare nuove fonti di reddito.

LEGGI ANCHE: Perché il mobile marketing è molto di più di una semplice opzione

Se le app nel medio periodo sostituiranno la vecchia presenza sul web non possiamo ancora saperlo, ma proviamo a dare uno sguardo più da vicino sul perché investire su un’app e come aumentarne il ROI.

1. Accesso immediato

Nella società  frenetica di oggi, la “pazienza” e il tempo a disposizione per navigare in internet è davvero rosicato. Le applicazioni mobile permettono un accesso immediato alla fonte che ci interessa e forniscono soluzioni più rapide rispetto alla ricerca tradizionale tramite web. Molte applicazioni permettono anche di leggere contenuti e trovare informazioni in assenza di connessione web.

2. Maggiore sicurezza per i clienti

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L’utilizzo di un’applicazione su tutti i dispositivi è vincolata da un elevato sistema controlli e restrizioni che rende queste ultime molto più sicure rispetto all’utilizzo di un sito web tradizionale. Livelli di crittografia elevati e l’assenza di alert di pericolo o spam che solitamente infastidiscono la navigazione tramite web, favoriscono l’aumento delle conversioni.

 3. Analisi e Personalizzazione

Quasi tute le applicazioni richiedono all’utente l’accesso alle proprie preferenze alla prima installazione. Questo vi permette di raccogliere informazioni e monitorare il coinvolgimento dell’utente per cercare di offrirgli contenuti personalizzati. Tramite app possiamo anche registrare informazioni importanti come la posizione dell’utente per potergli proporre contenuti di prossimità. Più riusciamo a restituire un’esperienza personalizzata, più alto sarà il tasso engagement e  conversione.

4. Engagement

Grazie all’utilizzo delle app, il vostro brand sarà sempre presente sulla schermata del dispositivo dei vostri utenti permettendovi di instaurare un rapporto sempre più stretto oltre che a permettere loro di accedere ai vostri servizi con un semplice e velocissimo tap. Grazie all’utilizzo delle notifiche inoltre possiamo mantenere il contatto con i nostri utenti ricordandogli che si stanno perdendo qualcosa di nuovo o importate. Anche i siti web riescono a comunicare con i propri utenti, ma il mezzo utilizzato è l’email, che allunga le possibilità di interazione, mentre il badge di notifica sulla vostra app sarà visualizzato al primo sguardo del dispositivo.

5. Non solo notifiche

Oltre all’utilizzo delle notifiche e degli avvisi le app hanno la possibilità di interagire con il vostro dispositivo, collegandosi ad altre applicazioni installate, al vostro calendario o alla vostra rubrica. Vi danno la possibilità di sfruttare il microfono del vostro dispositivo, scattare foto e realizzare video, sincronizzare dati in cloud, l’accesso offline ai vostri contenuti o utilizzare hardware esterni collegati al vostro device per aggiungere funzionalità molto interessanti. Questo è il grande potenziale che vi offre l’utilizzo di un’app: la possibilità di fornirvi tantissimi tipi di contenuti e informazioni differenti e allo stesso tempo di innalzare il livello di interazione con la vostra app. Maggiore saranno le funzioni della vostra app e maggiori saranno i download.

6. Implementa la User Experience

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Come abbiamo già detto, utilizzo di un’app è molto più rapido rispetto a quella di un browser. Assicuratevi quindi che l’applicazione sia progettata per far muovere gli utenti nell’interfaccia con gesture semplici, controlli intuitivi e call to action chiare.

7. Branding test

Dal momento che le applicazioni sono differenti dai siti web, la vostra azienda avrà l’opportunità di provare nuove esperienze di branding! Sperimentare nuovi stili grafici o testare nuovi servizi e funzionalità che differiscono dal core business dell’azienda.

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Come sta cambiando la strategia mobile di Victoria’s Secret

Il  catalogo cartaceo di Victoria’s Secret con i suoi reggiseni push-up e i suoi colorati bikini, diventato ormai un’ icona per tutte le fashion addicted, sarà presto un vecchio ricordo.

Il noto brand americano di lingerie,  ha recentemente rivelato diversi cambiamenti strategici che includono la decisione di salutare definitivamente lo storico catalogo di vendita per corrispondenza, che quest’anno avrebbe compiuto 40 anni. Mentre il catalogo va in pensione, Victoria’s Secret sceglie di rivolgersi al mobile marketing e di integrare la sua strategia marketing con azioni più mirate al target dei Millenial.

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Una scelta non casuale, ma frutto del risultato di una serie di test di mercato effettuati dall’azienda: Stuart Burgdoerfer, direttore finanziario di L Brands ha dichiarato:

Per un anno abbiamo eliminato il catalogo in due mercati differenti e non abbiamo notato significativi cambiamenti nelle vendite. Oltre al voler comunicare con i clienti attraverso i canali da loro maggiormente usati, per la nostra azienda eliminare il catalogo vuol dire avere un notevole ritorno economico in termini di risparmio, considero che annualmente la pubblicazione e la spedizione ci sono costate  tra i $ 125,000,000 e i 150,000,000 $. Resterà il catalogo digitale disponibile sul nostro sito e sulla nostra App. Del resto se il brand fosse nato nel 2016 il catalogo cartaceo inviato per posta non sarebbe di certo stata una delle attività di marketing principali.

Di certo la scomparsa del catalogo per qualcuno rappresenterà la fine di un’era ma allo stesso tempo incontrerà le esigenze delle nuove generazioni dei nativi digitali sempre connessi che amano fare shopping da mobile. Nel corso degli ultimi anni, il mobile ha infatti svolto un ruolo significativo nella strategia di marketing di Victoria ‘s Secret.

PINK Nation, un’app che premia i fan

Un esempio è  PINK Nation, l’app del brand che include anche funzioni di messagistica e che ha giocato un ruolo significativo per incrementare le vendite di Victoria’s Secret, assumendo una parte fondamentale anche per le strategie in-store.

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PINK Nation è in realtà una gaming app dove gli utenti sono impegnati a sbloccare badge attraverso diversi giochi: sono così costretti a interagire con l’applicazione, generando così alti livelli di coinvolgimento e una maggiore consapevolezza del marchio. La parola chiave dell’app è “Exclusive Reveal”: del resto Victoria’s Secret con la sua lingerie in particolare conosce bene il senso del termine “reveal”, “svelare”.

Spazio al mobile commerce

Nell’era in cui il catalogo cartaceo sta diventando un vecchio ricordo, il mobile può giocare un ruolo determinante per la promozione e la vendita online. Il rapporto speciale venutosi a creare tra utenti e smartphone ha portato ad un notevole cambiamento nel mondo degli acquisti.

I Millennial sono sempre più orientati verso lo shopping da mobile: i brand di conseguenza così come ha fatto Victoria’s Secret, devono capire il processo decisionale degli amanti dello shopping online per essere in grado di  rispondere al cambiamento e al nuovo modo di comprare.

Victoria’s Secret ha ancora molti progetti per la sua strategia sempre più orientata verso il mobile commerce: ha infatti integrato all’interno della sua app  un quiz che è in grado di coinvolgere gli utenti aiutandoli a scoprire qual’è il reggiseno ideale da indossare.  Il risultato ottenuto rimanda alla pagina dello store online del brand promuovendo così lo shopping da mobile.

Conoscete altri brand che stanno sfruttando al meglio le opportunità offerte dal mobile?