snapchat-funzioni-nascoste

Le funzioni nascoste nell’ultimo aggiornamento di Snapchat

Ti stai divertendo con le ultime novità di Snapchat? Tra adesivi animati e face swap, i feed dei nostri profili social sono sempre più invasi da foto di coppie famose con i volti invertiti e gif di amici e vip che vomitano arcobaleni…
Ma c’è molto di più nelle ultime novità di Snapchat: l’applicazione ha infatti aggiunto alcune interessanti funzioni che rendono la condivisione e la conversazione in chat più facile e creativa.

Eccole raccolte in questo pratico elenco: preparati a prendere appunti!

1. Condividi la tua posizione

snapchat-indirizzo

Quando digiti un indirizzo specifico in chat, l’app ti chiede se vuoi visualizzarlo su Google Maps o Mappe di Apple.

2. Adesivi per tutti i gusti (e le emozioni)

snapchat-funzioni-nascoste
Snapchat ha una funzione di ricerca che ti aiuta a trovare gli adesivi più adeguati mentre stai chiacchierando con i tuoi amici. Questa è una funziona nascosta molto utile, dal momento che Snapchat ha più di 200 adesivi! Per la ricerca di un adesivo, digita una parola chiave nella finestra della chat e poi premi il bottone degli adesivi (la faccina a destra). Gli adesivi che appaiono per primi saranno quelli più indicati per le parole chiave che hai digitato.
Ovviamente al momento la ricerca per parole chiave è disponibile in inglese.

3. Visualizza e condividi link

Ora puoi condividere un link all’interno della chat e il link verrà aperto nel browser in-app, in modo da poterlo visualizzare senza dover lasciare l’applicazione. Per tornare alla chat, fai tap sulla freccia verso il basso nella parte superiore della pagina.

4. Condividi più foto contemporaneamente

Le nuove funzionalità rendono anche molto più facile condividere le foto con i tuoi amici, anche più di una contemporaneamente. Infatti ora nella chat potrai visualizzare in un’unica schermata tutte le foto che condividi e non separate come nelle precedenti versioni.

5. Condividi video all’interno delle chat

Oltre alla condivisione di video in diretta, è possibile condividere all’interno della chat anche video che hai già girato. Puoi anche aggiungere testo, adesivi animati e scarabocchi sul tuo video.

6. Scopri se i tuoi amici sono in linea

snapchat-funzioni

Nelle versioni precedenti dell’app, l’unico indicatore che tu e un amico stavate guardando la stessa chat contemporaneamente era il pulsante di invio, che diventava blu quando entrambe le parti stavano vedendo i messaggi nello stesso momento.

Con l’update, il pulsante blu si è trasformato in un emoji, che appare ogni volta che entrambe le persone stanno guardando la stessa chat contemporaneamente.

7. Condividi foto, testo e adesivi durante le videochiamate

funzioni-nascoste-snapchat

Ora puoi condividere testi, adesivi e foto mentre sei in videoconversazione. Quando si sceglie di condividere all’interno di una videochat, vedrai apparire ciò che hai condiviso per breve tempo e sovrapposto al feed video.
Hai già provato le nuove funzioni di Snapchat?

Street art a massimo volume con Ultimate Ears

di Silvia Scardapane

Musica e arte di strada sono, da sempre, elementi di un affascinante connubio. In principio erano la cultura hip-hop ed il graffiti writing e, ad oggi, ne è passata di acqua sotto i ponti. In parte fuoriuscita da questo mondo, la Street Art ha poi incontrato stili di musica sempre più differenti e si è prestata, nel tempo, ad innumerevoli collaborazioni: dai festival ai video musicali, fino alle cover di album discografici.

È sicuramente questa unione di generi, una flessione alla sperimentazione, che la Ultimate Ears ha voluto celebrare con un nostalgico rimando storico ai boombox, gli stereo portatili con altoparlanti integrati che hanno accompagnato l’esplosione dell’hip-hop, rafforzando la già fortunata produzione di ears speaker ovvero altoparlanti portatili con dispositivo wireless, tramite la realizzazione di una limited edition firmata, non a caso, dallo street artista RekaOne.

Il packaging già raffinato e funzionale del prodotto ha incontrato così l’inconfondibile stile dell’artista australiano, caratterizzato da creature astratte, linee decisive e colori vivaci. RekaOne ha iniziato la propria carriera nei sobborghi di Melbourne e attualmente vive e lavora a Berlino, punto centrale della sua produzione, da cui si diramano una serie di interventi che lo street artista ha realizzato e sta realizzando in tutta Europa, compresa l’Italia. Le sue radici affondando nella pop-art, nell’illustrazione e nel fumetto: proprio per questa versatilità le creature da sempre realizzate in strada sono trasmutate in figure sempre più strutturate senza mai abbandonare, però, quella forma di dinamismo e movimento tipiche della Street Art.

“James Reka ha continuato a definire anche in questo caso l’essenza della street art e gli stessi luoghi dove essa vive. Ultimate Ears crede non debbano esistere limiti dei luoghi in cui l’arte possa essere vista e la musica ascoltata. Per questo siamo fortunati a lavorare con un artista che completi la nostra filosofia”. Charlotte Johs, General Manager del marchio Ultimate Ears.

Del resto gli ears speaker della UE possono essere portati ovunque, persino in piscina, essendo resistenti all’acqua, e il principio della condivisione è alla base della produzione del prodotto: gli UE sono i primi social speaker, possono cioè essere comandati tramite un’applicazione creata ad hoc oppure essere collegati via tecnologia Bluetooth a ben otto dispositivi diversi (smartphone e tablet) permettendo a chiunque sia connesso di suonare e modificare la musica. Cooperazione produttiva, disseminazione oltre confine, erranza metropolitana.

La collaborazione tra UE e RekaOne sembra rispondere ad una scelta aziendale specifica, ma anche alla ricercata esigenza di un design fresco e alla moda, rivolto in particolar modo ai giovani acquirenti. Per tutti questi motivi Streetness non poteva non rallegrarsi di questo nuovo risultato raggiunto tra studiate strategie di marketing e Street Art: questa è musica per le nostre orecchie!

Week in social: da Facebook ai record di LinkedIn e Snapchat

Dopo una settimana faticosa per tutti noi ninja, ecco le novità dal mondo social network. Ladies and gentlemen: week in social!

Facebook, nelle ultime settimane, ha lavorato alacremente su due fronti: i video e gli instant articles. Come sapete, dal 12 aprile scorso, tutti hanno accesso a questa innovativa modalità di lettura di articoli di blog e testate online sulla app del social. Questa settimana, invece, le novità riguardano il cambiamento della policy sui branded content, e l’implemento di nuove metriche sui live video.

Week in social: da Facebook ai record di LinkedIn e Snapchat

LinkedIn invece ha rilasciato i dati del primo trimestre del 2016, annunciando di aver raggiunto 433 milioni di utenti: lo scorso anno, nello stesso periodo, gli utenti erano 364 milioni.

La crescita degli utenti su LinkedIn dal 2012

La crescita degli utenti su LinkedIn dal 2012

Anche Snapchat continua a crescere: la piattaforma del fantasmino ha raggiunto il numero impressionante di 10 miliardi di visualizzazioni al giorno.

Facebook

Facebook da tempo cerca di regolamentare i contenuti brandizzati, cioè quelli che vedono inserito un prodotto di terze parti, sia questo un partner, una catena, uno sponsor. Tali contenuti sono ormai molto diffusi, da Facebook a Instagram, passando per i tweet a gettone.
L’aggiornamento della policy permetterà alle pagine e ai profili verificati (quelli con il blue badge) di condividere tali post su Facebook in modo più trasparente. Gli influencer, perciò, grazie all’inserimento di un tag, contrassegneranno la natura sponsored del post. Questo tag dovrà essere sempre inserito, obbligatoriamente. I brand coinvolti potranno monitorare gli insight del post e promuoverlo tramite Facebook Ads.

LEGGI ANCHE: Facebook cambia le policy sui branded content

Week in social: da Facebook ai record di LinkedIn e Snapchat
Facebook ha anche annunciato l’aggiunta di nuove metriche per il monitoraggio dell’andamento dei live video. Potranno dunque essere visualizzati i dati relativi al totale degli spettatori durante una diretta, e un nuovo grafico che mostra quali e quanti competitor stanno seguendo il live (ad esempio se il Boston Globe trasmettesse in live, potrebbe vedere se il Washington Post sta seguendo la diretta).

Week in social: da Facebook ai record di LinkedIn e Snapchat

LinkedIn

Nel febbraio scorso LinkedIn ha pubblicato l’intero esercizio 2015, e i numeri letti sono stati abbastanza desolanti. L’engagement è sceso, sia in termini di utenti attivi che di pagine viste, e la società ha anche annunciato una crescita di fatturato prevista per il 2016 decisamente in controtendenza rispetto al passato. Le azioni della società sono scese di oltre il 40% e sono stati bruciati circa 10 miliardi di dollari di capitalizzazione.

Ma le cose sembrano sul punto di cambiare. LinkedIn ha continuato a registrare una significativa crescita di utenti, raggiungendo il numero di 433 milioni. In quanto a revenue, però, in questa prima parte del 2016 continua c’è stata una controtendenza di ricavi rispetto alla fine del 2015. Curiosi di vedere come procederà, anche in funzione della nuova applicazione mobile che sembra aver trovato riscontro positivo da parte degli utenti.

Week in social: da Facebook ai record di LinkedIn e Snapchat

Snapchat

Snapchat è incontenibile: dopo aver visto un aumento del 140% di utenti italiani nel 2015 rispetto al 2014 (dati Audiweb by Nielsen), è arrivata a registrare 10 miliardi di video visti al giorno. Dieci miliardi.
Facebook, ad esempio, nonostante il numero incredibilmente maggiore di utenti rispetto a Snapchat, conta “appena” 8 miliardi di video visti ogni giorno, mentre YouTube si ferma a 4,95 miliardi.

Week in social: da Facebook ai record di LinkedIn e Snapchat

Certo, calcolare le visualizzazioni su queste tre piattaforme non è la stessa cosa. Infatti sono dati da prendere con le pinze, ma dimostrano fortemente come Snapchat stia crescendo e diventando un competitor molto più credibile rispetto a Twitter per Facebook.

Festival of Media Global 2016: ecco gli speaker dell’evento a Roma

Dato lo straordinario successo dello scorso anno, anche per il 2016 è stata scelta Roma come sede del Festival of Media Global 2016.

L’intensa 3 giorni – dal 18 al 20 maggio presso l’elegante cornice dell’ Hotel Cavalieri – chiamerà a raccolta executive manager e creativi dei brand e delle agenzie più grandi al mondo. Un’occasione di networking in cui verranno celebrate le migliori campagne e in cui si apprenderanno nuovi trend e tecniche innovative della media industry.

fomg montage_500

Vuoi partecipare anche tu all’evento dell’anno? Approfitta del CODICE SCONTO DEL 10% RISERVATO ai lettori di Ninja Marketing >>> “NIN10MPX”

In attesa di conoscere i vincitori, che saranno annunciati giovedì 19 maggio alle 13.00, ecco una carrellata dei personaggi più interessanti che potrai incontrare e conoscere all’evento:

Bruce Daisley – VP Europe Twitter

vis independent.co.uk

via independent.co.uk

Bruce è il Vice Presidente per l’europa di Twitter – di cui è entrato a far parte nel 2012. Precedentemente ha lavorato per YouTube in Google e per alcune riviste e radio. Fuori dal lavoro il suo interesse principale è la musica pop contemporanea.

David Gonzales – Head of Display Europe Adidas

gonzales_david

Nato in Spagna, David vanta oltre 9 anni di esperienza nell’Online Marketing e nell’eCommerce: dal 2012 in Adidas, precedentemente ha lavorato per NH Hoteles, ESDEN e BuyVIP (Amazon Inc.).

Dillon Seo – CEO of VoleR Creative and a co-founder of Oculus

dillonseo

Sarah Mansfield – VP Global Media Europe Unilever

Dal 2012 in Unilever Sarah oggi è la responsabile  European, LATIN American Media Function e delle Global Media Operations, controlla un budget media di circa 1 miliardo di euro.

Marcus RichCEO Time Inc.

Building-brands---Marcus--010

Prima di ricoprire questa carica Marcus è stato CEO in IPC Media, in Associated Newspapers da febbraio 2009 come managing director del The Mail on Sunday e deputy managing director del Daily Mail prima di assumere il ruolo di commercial managing director, DMG Media, editore del Daily Mail e di Mail on Sunday, Mailonline e Metro.

Will SwayneGlobal President Carat

Will-Swayne_global-president_carat_square-315x315

Will è in Carat (Dentsu Aegis Network) da più di 15 anni dove ha ricoperto ruoli di leadership in APAC, USA ed EMEA. È responsabile della leadership del marchio, dello sviluppo del prodotto e dei clienti su scala globale. Di ricente è stato inserito nella prestigiosa classifica di Adweek “Media All-Stars” ed è stato nominato “Agency Innovator” da the Internationalist.

>> Scopri la lista completa degli speaker del prossimo Festival of Media Global 2016

FOMG16_stage1_conf_discount_970x250_Ninja

Social network startup: rockstar o little monster?

Social network startup: rockstar o little monster?

Entrare in un mercato non è mai facile, lo è ancora meno se sei una social network startup: puoi essere disruptive come una rockstar, ma corri anche il rischio di aggirarti nei bassifondi come un piccolo mostro.

Di little monster ne sa qualcosa anche Lady Gaga, la popstar che ha investito in un proprio social network che, però, non ha avuto la fortuna sperata.

Da Backplane a Place

Social Network Startup rockstar o little monster

Nel 2011 Google Ventures, SV Angel, e Menlo Ventures unirono i loro sforzi e i loro capitali per fondare Backplace, un nuovo social network. Il 20% dell’investimento fu sostenuto da Lady Gaga in quanto il progetto originario avrebbe dovuto dare vita a Littlemonster.com, una piattaforma dedicata ai fan della popstar.

In un anno si registrarono al sito un milione di utenti, ma le cose iniziarono a non funzionare quando giunsero i grandi brand a colonizzare la piattaforma con i loro prodotti.

Coca Cola e altri big finanziarono la nuova creatura e la vision cambiò radicalmente: l’obiettivo non era più soddisfare i fan, ma nutrire le esigenze dei marchi che avevano portato liquidità al progetto.

Tutto questo ha portato a un calo di consensi nel pubblico.

A causa dell’insostenibile burn rate della startup e degli screzi con la popstar, la prima a cadere è stata la testa del CEO Troy Carter, l’artefice del successo sui social dell’artista. Il suo successore Scott Harrison ha ridotto le spese e cambiato il nome e la struttura della piattaforma per cercare di farla finalmente decollare.

Dopo anni di spese folli e scarso successo Backplane è stato abbandonato in favore di Place.

LEGGI ANCHE: Hai veramente bisogno di un Business Plan per la tua Startup?

This must be the Place

Social Network Startup rockstar o little monster

Il nuovo Place ricorda per certi versi i gruppi di Facebook: puoi creare uno spazio dedicato a uno specifico interesse, a un personaggio pubblico o a un brand.

La sostanziale differenza sta nel fatto che i gestori dei vari Place hanno accesso a insight molto più dettagliati e possono gestire molti più aspetti relativi a chi può partecipare e pubblicare nello spazio gestito. Ciò rende facilmente monetizzabile la piattaforma, mediante l’utilizzo dei dati raccolti o mediante l’utilizzo di fangate e altri servizi su sottoscrizione.

Inoltre è possibile ottenere ricavi tramite la pubblicità all’interno del proprio spazio.

Ma nonostante i fiumi di denaro spesi, la creatura di Lady Gaga è ancora una social network startup dal futuro incerto.

Strategie per un social network startup

Social Network Startup rockstar o little monster

Per raggiungere il successo con una nuova piattaforma social non sempre bastano ingenti finanziamenti. La caratteristica determinante per crearsi un posto nel mercato deve essere, invece, l’originalità dell’idea alla base del network.

Le caratteristiche del social devono essere inoltre difficilmente replicabili e bisogna dar vita a un marchio che faccia breccia nell’utenza, prima che i grandi player del mercato riescano a prendere le misure alla startup.

Ad esempio l’innovativa app per le dirette video Meerkat ha avuto successo contemporaneamente a Periscope, che però era favorita dal supporto di Twitter. Dopo aver avuto la meglio in prima istanza, anche Periscope sta perdendo colpi perché Facebook ha introdotto a sua volta le dirette video: il vantaggio competitivo dell’idea originale è stato azzerato da una piattaforma contenente la massa critica di utenti necessari a raggiungere una posizione di predominio.

Tra il successo e l’insuccesso c’è anche la possibilità dell’acquisizione. Instagram e Whatsapp sono stati acquisiti da Facebook e hanno accresciuto il loro valore sopravvivendo come marchi e sfruttando la vantaggiosa partnership del primo social al mondo per iscritti.

Invece le ben marcate caratteristiche distintive di Snapchat, che rifiutò l’acquisizione da parte di Zuckerberg, l’hanno portato a diventare un social di successo nonostante il rivale Slingshot creato ad hoc da Facebook per contrastarne la crescita.

La sommatoria di innovazione, originalità ed usabilità deve essere sufficiente a rendere virale il social network per consentirgli di superare la fase di startup.

10 cose che facevamo prima dell’era di Internet

Il 30 aprile del 1986 l’Italia si connetteva per la prima volta ad Internet. Il segnale è partito dal Centro universitario per il calcolo elettronico (CNUCE) di Pisa ed è arrivato alla stazione di Roaring Creek, in Pennsylvania.

In occasione di questo speciale anniversario, oggi in Italia si festeggia l’Internet Day, per onorare quei pionieri e per ricordarci che c’è sempre spazio per innovare.

Ma vi ricordate cosa facevamo prima che l’Internet arrivasse nelle nostre case?

Utilizzavamo i telefoni fissi e (ancora peggio) le cabine telefoniche

Cercavamo gli esercizi commerciali sulle Pagine Gialle

Guardavamo i nostri show preferiti in diretta insieme a tutta la famiglia

Consultavamo il televideo per le news, il meteo e l’oroscopo

Noleggiavamo i film in videocassetta

Utilizzavamo vere mappe fatte di carta

Facevamo le ricerche utilizzando le enciclopedie o andando in biblioteca

Scrivevamo lettere per rimanere in contatto con gli amici lontani (e dovevamo aspettare settimane per ricevere risposta)

Dovevamo andare per forza in un negozio per comprare qualsiasi cosa

Usavamo il computer per giocare con il solitario e fare opere d’arte su Paint

Quante cose sono cambiate! Ci resta una cosa da dire: grazie Internet!

Cosa può fare la tecnologia per le aziende e i Paesi?

Lo scorso 13 aprile siamo stati ad una colazione organizzata da Girls in Tech – Italy e Cisco dove abbiamo conosciuto Rebecca JacobySenior Vice President of Operations in Cisco, una donna di business di successo con la quale abbiamo fatto quattro chiacchiere su leadership, gender gap e tecnologia.

Leadership, gender gap e tecnologia: il punto con Rebecca Jacoby, COO di Cisco

La tecnologia cambia i modelli di business. Come possono le aziende e i Paesi affrontare questi cambiamenti?

Le aziende e i Paesi possono trarre vantaggio dalla trasformazione digitale, abbracciando la disruption che porta ai loro business e ai loro processi. Per sopravvivere e prosperare, devono cambiare rapidamente.

Secondo uno dei nostri recenti studi, “The Digital Vortex” il 40% delle aziende già insediate in dodici diversi settori – dalle società di telecomunicazioni a quelle al dettaglio o di produzione – perderanno la loro leadership nei prossimi cinque anni a favore di aziende che sono pronte ad innovare.

Per abbracciare la trasformazione digitale, è necessaria una trasformazione culturale a tutti i livelli di un’azienda o di un Paese: i top manager e i governi dovrebbero capire questa disruption, essere consapevoli della possibilità tecnologica ed ideare una strategia che sfrutti la trasformazione digitale a sostegno dei propri obiettivi.

Per i Paesi, questo significa anche creare un ambiente positivo che promuova l’innovazione: migliorare le infrastrutture strategiche, promuovere l’alfabetizzazione le competenze digitali nei cittadini e sostenere gli ecosistemi locali dell’innovazione.

hand

Cosa la tecnologia può e deve fare per rendere davvero un mondo un posto migliore? Per esempio, per aiutare i rifugiati o combattere il terrorismo?

In Cisco, crediamo fermamente che la tecnologia possa avere un impatto incredibile su questioni sociali e sulle sfide nella società. Questa convinzione fa parte del nostro People Deal che guida i nostri dipendenti a collegare tutto, innovare ovunque e a vantaggio di tutti.

Aiutare le comunità in tempi di crisi è da molto tempo parte della nostra cultura. Con la nostra tecnologia, il talento e altre forme di sostegno, incoraggiamo i nostri ad aiutare nel momento del bisogno. Ad esempio, i nostri dipendenti ad Amburgo, in collaborazione con i partner del settore pubblico e privato, hanno progettato un container che è stato dotato di tecnologia Cisco per creare un Refugee First Response Center che fornisce l’accesso ai servizi sanitari attraverso la telemedicina. Supportati dal management, i dipendenti lo hanno completato in sei settimane, come attività di volontariato e dal novembre 2015 sono state effettuare oltre 1.400 visite mediche in video con gli ospedali di Amburgo, con traduzione in tempo reale fornita in molte lingue.

Poi ci sono altre sfide che sono difficili da vincere, create dalla povertà e dalla mancanza di opportunità. Aiutiamo attraverso l’educazione con il nostro Cisco Networking Academy Program, per fornire ai giovani le competenze digitali chiave richieste mercato del lavoro di oggi e per il futuro. Facciamo questo in più di 160 Paesi, per fornire un valore in luoghi dove le opportunità sociali ed economiche sono molto poche.

Cisco sta investendo nel nostro Paese. Quali sono le più interessanti prospettive tech in Italia dal vostro punto di vista?

Vediamo grandi opportunità in Italia per l’innovazione e la trasformazione digitale. C’è un ecosistema di startup che cresce qui, Cisco supporta l’agenda digitale del Paese e può contribuire a creare innovative opportunità di scambio – fare da ponte per le aziende italiane che vogliono innovare con le startup e per il settore accademico.

Le opportunità tecnologiche più interessanti per l’Italia, dal mio punto di vista, saranno procedere con la banda larga ad alta velocità, che serve come base per l’Internet of Things, un settore manifatturiero avanzato, e Smart Grid per migliorare le infrastrutture. In particolare, le vostre industrie più forti, come ad esempio la manifatturiera e quella agroalimentare, sono in rapida crescita e Cisco sta concentrando il nostro sostegno sulla trasformazione digitale in queste aree.

Ci sono anche gli ostacoli da rimuovere: uno di questi è il divario di competenze ICT. Questo deve essere affrontato poiché la trasformazione digitale può essere realizzata solo attraverso l’azione dei cittadini, lavoratori e imprese esperte. Ecco perché uno dei pilastri del nostro piano di investimenti è l’educazione per i giovani.

Come leader, preferisci la produttività o la qualità? Portare a casa il lavoro o ricercare la perfezione?

La produttività e la qualità sono ugualmente importanti. Si tratta di gestire l’equilibrio tra i due. Ma io preferisco terminare il lavoro piuttosto che cercare la perfezione.

A proposito di mentoring: le relazioni nel business possono davvero essere oneste e buone?

Costruire relazioni forti inizia con l’essere consapevole di sé e sapere che valore dare al rapporto e al lavoro che si sta facendo. Buone capacità di comunicazione e la creazione di fiducia sono anche molto importanti e ti permettono di avere conversazioni costruttive all’interno delle relazioni.

Digital Magics HealthTech, il nuovo programma di incubazione per startup della salute

Digital Magics HealthTech, il nuovo programma di incubazione per startup della Salute

Uno dei settori che ha registrato la maggiore espansione nell’ultimo triennio, con un’accelerazione proprio nell’ultimo anno, è quello dell’Health Care. Partendo da questa tendenza, ma anche dalle considerazioni più specifiche sul mercato italiano, nasce Digital Magics HealthTech, la collaborazione tra Digital Magics e Healthware per supportare neoimprese digitali nel settore Salute e sviluppare programmi di Open Innovation per le imprese italiane e la sanità pubblica.

Salute digitale in numeri

Secondo i dati diffusi da CB Insights, a livello mondiale sono stati investiti circa 5,8 miliardi di dollari nelle startup digitali health con una crescita dell’11% rispetto ai circa 5,2 miliardi del 2014 e +503% rispetto al 2010 (952 milioni).

La maggior parte delle operazioni di investimento sono state effettuate negli USA e 197 nel resto del mondo, mentre sono stati oltre 1000 i soggetti che hanno investito nel 2015 in almeno una società della salute digitale, con una crescita del 30% rispetto al 2014 e del 361% rispetto al 2010.

Le exit di startup health sono state 113 nel 2015, con 5 quotazioni in borsa, contro le 140 del 2014 e le appena 11 del 2010.

Le startup dell’Health in Italia

Digital Magics HealthTech nuovo programma di incubazione per startup della Salute

Secondo il rapporto 2015 di Assobiomedica, in Italia ci sono 291 startup nel settore medico: il 48% ha origine come spinoff della ricerca pubblica e il 34% è incubato all’interno di programmi di accelerazione.

Il 29% delle startup digital health è nato da meno di 48 mesi, con un’età media di poco superiore ai 5 anni e con il maggior numero di startup attivo nel comparto della diagnostica in vitro (26%), seguito dal biomedicale strumentale (21%) e dai servizi e software (20%).

Sanità digitale e trend della Digital Health

Digital Magics HealthTech nuovo programma di incubazione per startup della Salute

Gli Stati Uniti spendono circa il 18% del loro PIL per la sanità ogni anno e secondo un recente rapporto di Goldman Sachs l’assistenza sanitaria digitale rivoluzionerà l’industria, sia aumentando l’accesso alla diagnosi e al trattamento, sia intensificando la cura preventiva, riducendo così drasticamente i costi, con un risparmio stimato di oltre 300 miliardi di dollari nei prossimi anni grazie alle nuove tecnologie.

Nel 2014 la spesa ICT nella sanità italiana è stata di 1,37 miliardi di Euro (+17% rispetto al 2013) e secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, l’utilizzo della cartella clinica elettronica, da solo, porterebbe a un risparmio per le strutture sanitarie di oltre 1,6 miliardi di euro ogni anno, mentre la completa digitalizzazione dei servizi per i pazienti permetterebbe un risparmio fino a 350 milioni di euro all’anno.

CB Insights ha così identificato alcuni trend dei prossimi anni per la salute digitale:

  • coinvolgimento delle grandi aziende di tecnologia nel settore sanitario come IBM (collaborazione con CVS), Google (partnership con Novartis) e Apple (integrazione con Epic System per Healthkit)
  • case farmaceutiche e assicurazioni stanno investendo nel digital health
  • cartelle cliniche elettroniche e piattaforme per le analisi e la comprensione
  • IPO delle startup

A questi vanno aggiunti i dieci trend in ambito digital health per il 2016, individuati da una recente pubblicazione curata da Healthware International: il design e l’intelligenza artificiale applicati alla salute, l’applicazione dei Big Data nel processo di diagnosi e terapia, la prevenzione personalizzata e la medicina di precisione.

Digital Magics e Healthware insieme per Digital Magics HealthTech

Digital Magics HealthTech, il nuovo programma di incubazione per startup della salute

Il programma Digital Magics Healthtech è il nuovo programma di accelerazione specializzato per le startup digitali del settore della salute voluto da Digital Magics, business incubator quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana, in partnership con Healthware International, multinazionale nella consulenza e strategia di comunicazione salute.

Digital Magics HealthTech permetterà alle startup digital health di accedere a un percorso unico di incubazione e accelerazione integrato a 360°, che va dallo sviluppo del prodotto o servizio alla strutturazione del modello di business, dal primo finanziamento seed al lancio sul mercato, dal supporto di management per il mercato italiano all’internazionalizzazione.

Digital Magics HealthTech si rivolge anche a sanità pubblica, case farmaceutiche, aziende sanitarie e imprese italiane – che operano nel consumer health, wellness e medical device – per progettare e sviluppare programmi di Open Innovation, generando valore aggiunto e creando innovazione interna grazie all’interazione con l’ecosistema delle startup digitali, con l’obiettivo di contenere i costi e migliorare i servizi all’interno degli operatori industriali e delle strutture ospedaliere.

Grazie alla partnership fra Digital Magics e Healthware, i fondi di venture capital potranno accedere a un portfolio di startup innovative di qualità ad alto potenziale di crescita e a elevato valore tecnologico.

Digital Magics HealthTech integra l’esperienza di incubazione e la conoscenza delle startup innovative di Digital Magics con le competenze nella trasformazione digitale di Healthware e in particolare della divisione HealthwareLabs, lanciata nel 2015 negli USA e da pochi mesi attiva anche in Europa, interamente focalizzata sui servizi alle startup della salute e su progetti di innovazione per le aziende farmaceutiche.

Roberto Ascione, CEO di Healthware, sarà il responsabile di Digital Magics HealthTech e coordinerà i partner dell’incubatore e della società di consulenza, che valuteranno insieme le idee e i progetti italiani. “La tecnologia applicata alla salute e alla sanità sta rivoluzionando drasticamente questi settori a livello mondiale. Le startup ricoprono un ruolo fondamentale nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi per migliorare la vita dei pazienti e per innovare i processi interni delle aziende”, ha dichiarato Ascione.

Analizzando le tendenze del settore Gabriele Ronchini, Fondatore e Amministratore Delegato di Digital Magics per il Portfolio Development, ha sottolineato: “La nascita di fondi di investimento specializzati nel digital health in Italia, come Innogest Capital II, Principia III – Health e Panakès I, dimostra che l’interesse verso la salute digitale sia forte anche nel nostro Paese”. E Layla Pavone, Amministratore Delegato di Digital Magics per l’Industry Innovation, ha aggiunto: “Nel 2014 la spesa in ICT nella sanità italiana è tornata a crescere, ma è necessaria una roadmap digitale e come Digital Magics HealthTech crediamo di poter aver un ruolo strategico ed essere un attore importante in questo settore, sia nel pubblico che nel privato, per contribuire a sviluppare piani strategici per l’innovazione”.

Con Spoil Me, sai già il finale dei film

 

Ti sarà sicuramente capitato di arrabbiarti con gli amici che durante una birra o una pizza ti hanno raccontato il finale del film che non avevi ancora visto o la storia dell’ultimo film uscito che non sei riuscito a guardare. Spoil Me potrebbe essere la vendetta che fa al tuo caso, perché inserendo il titolo del film ti fornisce una lista di spoiler che per gli amanti del cinema sono croce e delizia.

Per ovvi motivi gli ultimi film usciti nelle sale cinematografiche sono tra i più ricercati, tuttavia non vengono risparmiati nemmeno i must – come ad esempio “La vita è bella” di Roberto Benigni o “Titanic” con protagonista Leonardo Di Caprio.

Non ti resta che provare in prima persona e condividere gli spoiler per farti detestare dai tuoi conoscenti, anzi per vendicarti dei finali rovinati.

Fare Personal Branding con i social network

A volte è davvero difficile riuscire a seguire tutti i social network in cui si è iscritti.

Collegarsi su Facebook è ormai una routine, ma tenere aggiornate anche le altre piattaforme può risultare problematico.

A seconda della propria predisposizione ci si trova meglio su un canale rispetto a un altro, ad esempio chi vive di breaking news tende a prediligere Twitter, i fan delle immagini adorano Instagram, chi vuole invece avere uno stile di comunicazione più semplice e diretto, valorizzato da scambi rapidi di contenuti, ama Snapchat e i suoi swipe.

Ogni social network, blog, sito, è utile per la costruzione della propria attività di personal branding, perché diventa il proprio biglietto da visita: una scelta sbagliata o avventata potrebbe influenzare negativamente un datore di lavoro, o, invece, fare la differenza per una prossima assunzione.

Se si decide di trasformare i social network in un portfolio personale, la prima cosa che bisogna fare è, come potrebbe sembrare ovvio, non trascurarli.

Ogni social network ha bisogno di aggiornamenti e attenzioni diverse, per questo è importante capire che bisogna creare contenuti ad hoc, adeguati al linguaggio della piattaforma.

Twitter

Il social network dei 140 caratteri di storie ne ha raccontate. Le informazioni viaggiano rapidamente e favoriscono la condivisione e il dibattito: il social perfetto per creare contatti e farsi conoscere. Twitter favorisce il networking professionale grazie alla possibilità di dialogare direttamente con influencer di determinati settori in maniera più semplice e immediata, rispetto agli altri mezzi con cui si può contattarli, come le email.

Se si vuole coltivare la propria attività di personal branding in questo social network è importante dedicare abbastanza tempo alla gestione dei contenuti, dando vita a un feed vivace e interessante. Per farsi una reputazione “da queste parti” bisogna rintracciare le tematiche di interesse, gli hashtag più adatti, i trend topic e pianificare contenuti strategici durante la settimana, condividendo almeno un contenuto al giorno.

Quando si selezionano i contenuti da pubblicare, è importante  che siano inerenti a tematiche e argomenti a cui si vuole essere associati professionalmente, per accrescere la credibilità e l’interesse.

La partecipazione attiva è sicuramente un plus, un incentivo che permetterà di creare dibattiti che potrebbero conferire all’autore ancora più visibilità.

LinkedIn

personal_branding_con_i_social_network

Se si cerca o si offre lavoro, non si può non conoscere LinkedIn: il social network dei professionisti per eccellenza.

Qui le possibilità di intrecciare contatti è davvero elevata.

Se si vuole essere presi sul serio ed emergere nel proprio ambito professionale è importante condividere in questa piattaforma contenuti che mostrino la professionalità e competenze dell’autore. Il profilo deve essere aggiornato costantemente: non bisogna trascurare le informazioni perché lo scarso interesse può dare una cattiva impressione a chi osserva il profilo.

Una delle differenze con altri social network è che spesso può bastare pubblicare anche un solo post a settimana, ma un post che rappresenti perfettamente la propria professional story.

Ciò che è fondamentale, invece, è tenere aggiornata la propria descrizione, per fornire un’idea delle proprie skill a chi ha deciso di visionare il CV. Un’immagine profilo semplice e che metta in mostra il volto completa al meglio il proprio profilo.

Facebook & Instagram

personal_branding_con_i_social_network
Due piattaforme indispensabili per chi vive di social network, ma solo pochi utenti si accorgono del loro potenziale in fatto di personal branding.

Entrambe, infatti, offrono interessanti opportunità per chi non vuole mostrarsi solo come professionista, ma presentarsi come persona. Se si è già molto attivi tra post e filtri, si troverà facilmente il modo di integrare informazioni riguardo le proprie esperienze, non sono lavorative, ma anche collaterali come viaggi, hobby e interessi, semplicemente condividendo foto e link.

Se invece non si è particolarmente interessati nell’utilizzo di queste piattaforme e all’aggiornamento quotidiano con contenuti preparati con cura, bisogna comunque fare attenzione ai tag degli amici, che confluiscono sulla propria bacheca: un profilo pubblico dà sempre la possibilità di conoscere la persona dietro al profilo, seppur solo parzialmente, e farsi un’idea del suo modo di essere – dati che interessano sempre più a un datore di lavoro attento alla scelta del proprio team. Quindi, volenti o nolenti, Facebook e Instagram sono pieni di indizi su chi siamo. A questo punto, meglio lavorare per renderli delle risorse.

Snapchat

personal_branding_con_i_social_network

Spesso considerato il social network degli adolescenti, noi preferiamo definirlo il social network dei Millennial. Le sue capacità non sono da sottovalutare per chi vuole costruire la sua presenza professionale sui social network, del resto oggi i brand si sono già accorti del potenziale narrativo, creativo e comunicativo che offre.

Non solo disegni e faccine: Snapchat permette di comunicare con i propri contatti in un modo libero e aderente alle proprie esigenze. Sfruttarlo nel modo giusto può contribuire a rafforzare la propria attività personal branding.

Dopo questa carrellata di consigli non bisogna affrettarsi a cancellare i contenuti condivisi in passato in queste piattaforme, anzi, bisogna sfruttate il materiale che già si ha per raccontare qualcosa che faccia risaltare personalità e doti.

Qualcosa che valga davvero la pena condividere, che valorizzi i valori e che rappresenti la propria vision.

Cosa ne pensi dei nostri consigli? Condividi con noi il tuo parere e facci sapere i tuoi segreti per promuoverti online con successo.