L’esilarante risposta di Burger King al #McDriveKing

Nella vita di oggi, si sa, la prossimità è tutto. App di ogni tipo ci incoraggiano a geolocalizzarci per mostrarci i migliori ristoranti, club, amanti e percorsi della zona, mentre il concetto di “vicinanza” ha ripreso il suo significato originale, dopo la sbornia 1.0 di “internet ha cancellato lo spazio e il tempo”.

Lo spazio c’è eccome, e se parliamo di ristorazione diventa un valore aggiunto in più da non sottovalutare.

La risposta di Burger King al #McDriveKing è da leccarsi le dita

A tal proposito, pochi giorni fa McDonald’s ci aveva regalato un nuovo capitolo della sempiterna lotta con Burger King, facendo leva proprio sul concetto di prossimità. Come? Mostrando agli attoniti guidatori francesi che percorrevano  la strada provinciale verso Brioude, nell’Alta Loira, una coppia di cartelloni piuttosto bizzarra.

Il primo spiegava loro come il McDrive più vicino fosse distante solo 5 km, il secondo dettagliava (grazie alle indicazioni di ViaMichelin) la strada da percorrere per raggiungere i loro competitor. Peccato che il primo ristorante del Re dei Burger distasse ben 258 km. Piuttosto scoraggiante, non credete? “Con più di 1000 McDrive, McDonald’s è più vicino a te”, e hashtag #McDriveKing che in breve schizza tra i trend topics.

La risposta di Burger King, tuttavia, non si è fatta attendere. Pochi giorni dopo, lo spot McDonald’s viene ripubblicato, ma questa volta con un finale un po’ diverso. L’auto percorre in effetti i 5 km che portano al McDrive, ma solo per prendere un caffè (“Lungo, abbiamo molta strada da fare”). Burger King da lì dista ancora 253 km, e bisogna esser sicuri di essere belli svegli alla guida. “A più di 253 km più avanti avrete il vostro Whopper. Grazie McDonald’s per essere presenti ovunque“.

Una contromossa a tono e ben pensata, che fa propria l’arma di offesa e strappa con ironia un sorriso ai fan di entrambi i ristoranti.

Secondo noi questo round se lo aggiudica Burger King. Voi cosa dite? E a quando la prossima puntata?

Internet of Things tutte le strade dell'eCommerce

Internet of Things: tutte le strade dell’eCommerce

“Mobile is Everything”. La scritta che campeggiava sul palco del 29° Congresso Mondiale del Mobile a Barcellona, fornisce un’indicazione chiara e semplice sulla direzione verso cui muoversi in ambito digital, marketing ed eCommerce. Ad evento ormai concluso, in mezzo alla serie di annunci di nuovi dispositivi, le conversazioni più frequenti a Barcellona sono state quelle sull’evoluzione dell’Internet of Things.

Le discussioni sull’IoT hanno ora un nuovo obiettivo: l’eCommerce

Internet_of_Things_tutte_le_strade_dell_eCommerce (4)

La maturazione dei servizi di pagamento mobile in combinazione con la proliferazione di dispositivi di Internet of Things, ha creato una nuova spinta all’innovazione che investe le abitudini e le modalità di acquisto dei consumatori, muovendosi dal campo della semplice connettività ovunque, a quello delle funzionalità più specifiche legate ai diversi dispositivi.

Quando sono stati introdotti i primi oggetti IoT, era già sufficiente fantasticare sulla possibilità di controllare in remoto gli apparecchi della nostra casa come il termostato, le luci o gli allarmi. Oggi la domotica sembra essere già il più esplorato degli ambienti per l’Internet delle cose, che si apre a nuovi orizzonti.

Si lavora, invece, su un frigorifero – quello della Famiglia Hub di Samsung, presentato al CES 2016 ne è un esempio – che offra una piattaforma di commercio integrata, collegata direttamente a un sistema di pagamento personale, che permetta una gestione in mobilità delle esigenze alimentari di tutta la famiglia.

Da un punto di vista puramente tecnico, l’aggiunta di un hardware per il pagamento mobile su un dispositivo è semplice, e così sono già alcuni anni che le principali case produttrici si stanno muovendo in questa direzione, per sostituire gradualmente la propria offerta di prodotti con soluzioni IoT integrate.

LEGGI ANCHE: Click ‘n’ Pizza, il food delivery in un bottone [INTERVISTA]

La sfida finora è stata la creazione di servizi di pagamento sicuri, che possano davvero fare la differenza in ambito digitale. Legare eCommerce e Internet of Things significa pensare inizialmente a dispositivi singoli, come fa l’italiana La Comanda con i suoi dispositivi IoT, per poi passare ad una integrazione reale in ogni oggetto di uso quotidiano. I dispositivi comunicheranno tra loro rendendo la nostra vita più semplice e la vera funzione della connettività sarà quella di rendere l’ambiente in cui viviamo perfettamente a nostra misura, calibrato su abitudini e indicazioni personali.

Dal frigorifero all’armadio, i pagamenti in mobilità saranno IoT

Internet of Things tutte le strade dell'eCommerce

Il futuro dei pagamenti e dell’eCommerce, dunque, non è solo tramite smartphone, ma in mobilità totale, rispondendo alle nostre esigenze a seconda dei luoghi in cui ci troviamo nei diversi momenti della giornata.

Ogni dispositivo ci consentirà di effettuare i nostri acquisti, magari con specificità legate all’uso dell’oggetto. Un armadio in grado di comunicare gli abbinamenti disponibili nel guardaroba e le possibili soluzioni di acquisto online per variare e integrare il nostro abbigliamento, secondo le preferenze e le indicazioni digitate sfogliando una rivista, potrebbe essere il sogno non solo delle fashion blogger, ma anche di chi non può permettersi il lusso più grande: il tempo per fare shopping andando in giro per negozi.

E naturalmente sarà la bilancia a fornire all’armadio tutte le informazioni indispensabili alla scelta della taglia esatta.

Gli smartwatch non saranno più legati solo alle applicazioni fitness, ma saranno il nostro più comodo e sicuro sistema di pagamento personale, magari anche attraverso la lettura dell’impronta digitale. Misureranno i nostri parametri biometrici, invieranno automaticamente le informazioni al medico o al personal trainer e ci offriranno una serie di opzioni di acquisto legate alla nostra specifica situazione fisica.

Se le self-driving car sembrano ancora lontane per tutte le questioni legate alla sicurezza stradale, ben presto potremo pagare le bollette direttamente dal computer di bordo della nostra auto, una vera seconda casa, in grado non solo di darci indicazioni stradali e rispondere al telefono, ma vero assistente personale in mobilità.

Siamo pronti per l’eCommerce. E per l’Internet of Things?

Internet_of_Things_tutte_le_strade_dell_eCommerce

L’Internet of Things ha raggiunto un punto di svolta e potrà sviluppare a pieno tutte le sue potenzialità nel mondo reale quando renderà più semplice la nostra vita, ricordandoci scadenze e pagamenti da effettuare o da ricevere, permettendoci di trovare la spesa direttamente a casa dopo una intensa giornata di lavoro, o rendendo più semplici le attività ricreative e di intrattenimento, come prenotare un cinema o un museo in mobilità, in modo da non dover fare la fila una volta giunti a destinazione.

LEGGI ANCHE: Perché il marketing dei micro-momenti è il futuro secondo Google

La vera storia dell’eCommerce nasce oggi, con le nuove soluzioni in mobilità, integrate in oggetti IoT, in grado di cogliere ogni singolo micro-momento del consumatore, assicurandogli la possibilità di acquisti comodi e sicuri.

Tasty: l’evoluzione del foodporn e i contenuti di valore

Il food è diventato uno dei topic più importanti fra quelli trattati dagli utenti dei social network: anche per questo non è strano osservare la nascita di spazi dedicati a trattare il tema del cibo, su ogni piattaforma social che si rispetti.

Fra queste, una menzione marticolare merita la pagina Facebook Tasty, che con i suoi 41.463.730 fan è difficile non conoscere.

tasty_non_è_solo_food_porn

Figlia di Buzzfeed, la pagina è nata il 31 luglio del 2015 e già pochi mesi dopo è riuscita a conquistare il cuore, o forse lo stomaco, degli utenti.

Il suo segreto? I video, realizzati con una logica innovativa rispetto al normale trattamento riservato ai temi culinari.

Le ricette, infatti, sono raccontate con un montaggio rapido e veloce, che rende più accattivante il risultato.

Ice Cream Bites

Gepostet von Tasty am Montag, 4. Januar 2016

In pochi secondi vengono mostrati gli step fondamentali della preparazione del piatto accompagnati da grafiche minimal che indicano ingredienti e quantità.

I piatti sembrano semplici e alla portata di tutti. Il risultato sembra proprio delizioso: un invito a provareL’inquadratura è sempre dall’alto, tranne nel finale, dove il risultato viene mostrato in tutta la sua bontà: il piatto, qualsiasi esso sia, viene aperto per mostrare il ripieno.

In una parola: #FoodPorn.

Mozzarella-Stuffed Slow Cooker Meatballs

Gepostet von Tasty am Mittwoch, 7. Oktober 2015

 

Tasty, Proper Tasty e Tasty Demais

Sull’onda del successo, Buzzfeed ha lanciato Proper Tasty, una pagina di video ricette un po’ più sofisticate, di stampo anglosassone, aperta il 15 dicembre 2015 e con  oltre 7 milioni di fan, e Tasty Demais, una pagina che si rifà alla tradizione portoghese che ha visto la luce il 16 febbraio scorso e che ha già 717.453 follower.

Le ricette generaliste della pagina originale vengono declinate e raffinate, per un target più specifico.

Quello che insegna Buzzfeed, in particolare con Tasty, è che un contenuto di valore in grado di differenziarsi e offrire un’esperienza originale al fruitore, è altamente probabile venga condiviso sui canali social. Alla gente il cibo interessa e vuole scoprire nuovi modi per preparare ricette di confort food: non solo cibo gustoso, ma quello vicino più vicino alla propria cultura e ai ricordi d’infanzia.

A confermarlo è proprio Frank Cooper, Chief Marketing Officer di Buzzfeed: “Le persone amano i cibi gustosi e quelli che ricordano loro l’infanzia, il comfort food, o il cibo che li riporta ad una loro un’esperienza”.

Niente di più vero, come dimostra il video di Tasty più condiviso.

Pizza Puff Pastry Twists

Gepostet von Tasty am Donnerstag, 7. Januar 2016


Chi non conosce la pizza? La sua ricetta è nota, eppure con il format di Tasty la sua preparazione risulta essere, oltre che più creativa, anche più semplice.
Il risultato è immediato, anche in termini di performance: l’utente è motivato a condividere il video (per esempio con una persona cara, magari per prepararlo insieme) per il carattere differenziante ed emozionale del contenuto, che ne certifica l’autenticità e il valore.

Un format nato per la condivisione

La sua grande popolarità, però, dipende dal format particolarmente adatto a Facebook.

L’autoplay aiuta e favorisce la fruizione del video, perché, quando si scorre il proprio feed, vedendo il video che parte e che gioca con gli ingredienti preferiti, “costringe” a fermarsi e guardarlo, magari spingendo l’utente a chiedersi come andrà a finire la ricetta. Lo stesso non accadrebbe se si dovesse cliccare per far partire il filmato, nonostante la breve durata.  

Molti utenti non sanno che Tasty, Proper Tasty e Tasty Demais fanno parte di Buzzfeed, anzi, molti ne rimangono sorpresi.

Andando sul sito non c’è nessuna pagina che riporti a Tasty, anche se si va nella sezione Food.

tasty_non_è_solo_food_porn
tasty_non_è_solo_food_porn

Questa è una scelta forte e significativa che afferma, ancora una volta, come Tasty sia un’azione a tutti gli effetti ispirata dalle strategie di content marketing.

L’obiettivo di Buzzfeed, infatti, contrariamente ad altre testate online non è soltanto veicolare il traffico sul sito, ma sviluppare un format di contenuto altamente qualitativo che faccia letteralmente “saltare sulla sedia” l’utente (“Ah, ma questa roba l’ha fatta Buzzfeed?”).

Dati

tasty_non_è_solo_food_porn

Il bug: la sostenibilità economica

Nonostante numeri così alti, le pagine sul modello non hanno sviluppato un modo sicuro di fare business. È difficile riuscire a rendere redditizia la popolarità dei video su Facebook. I costi di produzione sono alti, troppo.

Frank Cooper ha affermato l’intenzione di intraprendere un’attività di native advertising, che sorge quasi spontanea quando si tratta di cibo e bevande. Staremo a vedere.

Intanto la foodporn-mania dilaga e anche testate come Wired iniziano a puntare su questo tema: di recente, infatti è nata la pagina Wired Food, che condivide video e gif ad alto tasso calorico, ma provenienti da altre pagine.

tasty_non_è_solo_food_porn

Scorrere il proprio newsfeed non sarebbe più le stesso senza i video di Tasty, vero?

Facci sapere cosa ne pensi, lasciando un commento sulla nostra pagina Facebook!

Social Instant eCommerce: l’evoluzione dell’eCommerce nel Fashion

Grazie ai social network, l’eCommerce sta evolvendo sempre più.
Dall’incontro con il mondo dei social media, è nata una nuova definizione: Social Instant Ecommerce.

Dopo aver compreso come la viralitá dei social network possa essere convertito in vendite, ora alcuni fashion brand innovativi esplorano il Social Instant Ecommerce durante le sfilate, facendo diventare i prodotti ancora più pervasivi.

Il passaggio da social commerce a Social Instant Ecommerce segna una nuova svolta nei rapporti tra brand e consumatori; ora i brand ascoltano, comunicano e si relazionano mettendosi allo stesso livello dei loro fan.

Da eCommerce a social commerce: i consumatori conversano e i brand ascoltano

Commenti degli utenti sono la base del Social Commerce

Il termine social commerce individua una modalità di vendita digitale che sfrutta la piattaforma eCommerce per vendere e coinvolgere gli utenti: gli utenti possono valutare l’offerta del prodotto e la serietà del venditore tramite le esperienze di altri utenti e di fan del marchio, mentre le aziende hanno la possibilità di dialogare con il proprio pubblico prima, durante e dopo l’acquisto.

Le caratteristiche social diventano così, se opportunamente utilizzate, uno strumento per capire tendenze, provare variazioni di prodotti e per fidelizzare il cliente alla marca.

Già da tempo molte piattaforme di social ecommerce hanno dedicato al mondo fashion una parte della loro proposta come  Etsy, Ebay Moda, Amazon Fashion.

Mobile Social Commerce: con un click si acquista tramite social network

Instagram Ecommerce - vendere attraverso ii social
Con la diffusione dei device mobile su larga scala, ecco che lo scenario è nuovamente mutato. L’utente, grazie a una user experience sempre più veloce, ha imparato a muoversi agilmente fra gli spazi digitali, passando da siti web a social network e viceversa con pochi click.

Un fan di un brand è, grazie al mobile, messo nella condizione di navigare un ambiente di relazione sui social network, e indirizzato con facilità allo spazio dove acquistare un prodotto stesso.

Piattaforme come Facebook, Twitter e Pinterest propongono, direttamente o tramite terzi, bottoni “Buy” che portano direttamente su pagine dedicate ai prodotti, mentre Instagram, la piattaforma di visual social per eccellenza, sfrutta la sua interfaccia per far arrivare l’utente direttamente su pagine dedicate ai singoli prodotti contenuti nelle foto.

Le applicazioni tattiche di queste specifiche caratteristiche sono molto efficaci.

ShopStyle, ad esempio, partendo un’immagine pubblicata su Instagram, la scompone nei relativi prodotti da acquistare con un click nello shop online. Ecwid e GumRoad consentono la creazione di social shop pages veicolabili sui diversi social, che inviano alle pagine di acquisto nell’ecommerce aziendale.

Social Instant Ecommerce: gli acquisti si fanno in real time

Social Instant Commerce

L’evoluzione mobile ha però portato una seconda, grande trasformazione: quella di rendere ogni evento un hub in grado di generare molti contenuti digital. Grazie ai social, infatti, la condivisione dell’esperienza vissuta offline è diventata naturale.

Il Social Instant eCommerce sfrutta efficacemente quest’abitudine degli utenti, sfruttando le conversazioni social che si generano durante le sfilate dalla stampa, dai fashion blogger, dagli influencers e dai fan per creare una vendita esclusiva ed immediata.

Molti dei prodotti visti in sfilata non arriveranno nei negozi prima di 6 mesi, solo per parlare di quelli punta. Quindi il consumatore – fan del brand può avere un esclusiva unica di acquistare un prodotto prima ancora che sia messo in vendita.

Il Social Instant Ecommerce è un “just in time selling” che per essere realizzato necessita di cambiamenti organizzativi sostanziali; si pensi solamente alle immagini da proporre al pubblico, non solo quelle emozionali o legate all’evento, ma anche quelle che devono essere anche realizzate pensando al cliente che deve scegliere un prodotto, quindi la creazione di dettagli e di indossati specifici per la vendita.

Come proposto da Burberry durante la sua sfilata di febbraio 2016, i capi visti in passerella, in contemporanea potevano essere acquistati nello store del sito e anche sul negozio del brand in Amazon Fashion.
Stessa soluzione per Michael Kors, nella cui parte eCommerce del sito vengono proposti i capi visti durante l’ultima sfilata.

Siamo all’inizio di una rivoluzione?

Con il Social Instant Ecommerce si sfrutta la potenza comunicativa mondiale dei social network per spingere all’acquisto di un prodotto in anteprima esclusiva.

L’aver reso fruibili al grande pubblico eventi come le sfilate, che fino a poco tempo fa erano ristrette ai soli addetti ai lavori o a personaggi pubblici, ha reso tutto il fashion molto più consumer oriented.

Sembra che i Fashion Brand stiano diventando innovatori, puntando sempre di più alla partecipazione, al coinvolgimento e all’ascolto dei loro fan e consumatori.

Il prossimo passaggio? Creare una strategia omnichannel unica e non fatta di tanti pezzi diversi, che accompagni il cliente – fan lungo tutto il social funnel del fashion brand.

Qual è il vostro stadio di evolutivo nell’ecommerce? Ditecelo sulla nostra pagina fan su facebook