Pasquale Diaferia

Agenzie in crisi, talento sprecato? La parola a Pasquale Diaferia, creativo e imprenditore

Chi sono i creativi oggi? Siamo andati a Roma a curiosare nelle botteghe dove i creativi nascono e si formano, negli spazi dove le idee prendono forma per capire come il talento creativo viene alimentato.

E’ questo lo scenario in cui incontriamo Pasquale Diaferia, giornalista, imprenditore e direttore creativo al quale abbiamo chiesto se esiste una crisi creativa e se nell’industria della comunicazione in Italia iniziamo ad assistere a del talento sprecato.

Ne parliamo con lui perché sulla spinta ad una rinascita creativa si basa anche la nuova campagna pubblicitaria che lui stesso ha diretto per Quasar Design University, impegnata nello stimolare la creatività attraverso The House of Ideas. Il laboratorio, ideato dal Professor Todaro, già Rettore della Facoltà di Architettura di Roma, è una sfida progettuale che alterna il lavoro di ideazione a lecture tematiche: in poche parole speculazione intellettuale unita a proficuo lavoro creativo.

Talento creativo sprecato?

Ciao Pasquale, benvenuto su Ninja Marketing. Come vedi il panorama creativo italiano in questo momento?

Vedo clienti ancora molto impauriti, perché una crisi strutturale complessa ancora li tiene sotto scacco.
Vedo agenzie tradizionali in crisi di modello. Vedo agenzie più digitali che sono schiacciate da grandi player come Google e Facebook, che in realtà stanno portando via il lavoro non solo agli editori, ma perfino a loro.
Vedo creativi che di conseguenza sono tristi impiegati d’agenzia, e sono coinvolti nella difficoltà di integrarsi in un modello ormai superato e antistorico.

Quindi c’è del talento sprecato?

Si, molto. La creatività non è più il vero elemento di differenza di un mercato in cui apparentemente si vendono idee, mentre queste sono diventate semplicemente una parte del processo, schiacciata tra i DN dei centri media e le profilature dei grandi player. Basta guardare gli annunci nella colonna destra della vostra pagina di Facebook. Quadratini più simili agli annunci delle vecchie pagine gialle che non alla grande pubblicità creativa dei momenti buoni. Ma che muovono fatturati imperiali a livello mondiale.

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Quali sono, secondo te, le skill che un creativo deve assolutamente avere?

È necessario che i creativi siano anche imprenditori, cioè che possano lavorare direttamente con le aziende, per poter massimizzare i profitti.

È fondamentale che siano strateghi, cioè in grado di portare valore alla marca attraverso un uso completo e non solo tattico degli strumenti media.

E infine è ancora basico che siano visionari, che siano in grado di aiutare i clienti a produrre contenuti coerenti con i valori della marca e contemporaneamente siano capaci di produrre entertainment, gamification, engagement nei consumatori.

Quali sono o saranno le professioni creative del futuro?

Quelle del passato. Basterà che gli italiani tornino a fare i Dante, i Leonardo, i Michelangelo, I Volta, i Fermi, Tutto qui.

Petaloso, inzupposo e comodoso: dal viral al marketing in una parola

Questo articolo è scritto da Alessandro Bianchi, Ninja Guest.

Se hai aperto Facebook o Twitter nelle ultime ore (e so che lo hai fatto) hai certamente letto della storia del piccolo Matteo e della parola petaloso, che ha ricevuto il grande onore di una dolcissima e condivisissima risposta dell’Accademia della Crusca: quella parola potrebbe entrare davvero nel vocabolario italiano per analogia con altri vocaboli simili, se il suo uso diverrà comune nel linguaggio quotidiano.

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Prima di petaloso: Barilla e inzupposo

La storia ha attirato l’attenzione delle persone anche sui social network, che spontaneamente hanno reso virale l’accaduto.

Petaloso e l’Instant Marketing

Più veloci della luce,  i social media manager si sono subito messi al lavoro: non si sono fatti attendere i primi post ufficiali siglati dall’hashtag #petaloso.

Ringraziamo i Ninja del clan e i fan per le segnalazioni!

Pubblicato da Ninja Marketing su Mercoledì 24 febbraio 2016

 

Non è la prima volta che un aggettivo fa tanto rumore.

Prova a ricordare lo spot della Mulino Bianco in cui un aitante Antonio Banderas versione mugnaio tenta di convincere una ragazza ad usare la parola inzupposo.

Inzupposo era già comparso sul packaging della confezione del Biscottone, e già allora aveva fatto sorridere per l’estrosità del termine.

Prima di petaloso e inzupposo, Fiat era comodosa

Anche Fiat Uno aveva già ceduto al gioco di parole: in uno spot dell 1984 si attribuiscono all’automobile alcune caratteristiche formulate in un italiano a dir poco originale,  che Matteo avrebbe certamente apprezzato molto.

Oltre ad essere scattosa (termine che effettivamente esiste), la macchina della Fiat era anche chiccosa, risparmiosa e, reggiti forte, comodosa.

La campagna Dufour del 2001 aveva come protagonisti alcuni adolescenti che, a contatto con la natura, coniavano nomignoli affettuosi per gli animali con cui trascorrevano le giornate: i vocaboli usati facevano già parte del vocabolario, ma la diffusione fu sorprendente! Come non ricordare il cavallo goloso e il delfino curioso di cui Youtube abbonda in parodie e imitazioni?

I neologismi nascono proprio per comunicare nuovi bisogni: in questo mondo iperconnesso non è affatto incredibile che un bambino inventi una nuova parola.

L’iniziativa e la curiosità di Matteo sono state già ampiamente premiate dall’attenzione dell’Accademia della Crusca e dal mondo dei social: l’hashtag #petaloso ha raggiunto in poco tempo i vertici delle tendenze su Twitter e su Facebook è stato condiviso oltre 75mila volte.

E se, incredibilmente, questa parola venisse davvero inserita nei nostri vocabolari?

Sarebbe, sicuramente, un giorno davvero petaloso!

Weibo festeggia il capodanno cinese con numeri da record

Sina Weibo è il sito di microblogging più popolare in Cina e il 7 febbraio – giorno della vigilia del capodanno cinese – ha registrato un’attività da record.

Piccola introduzione per chi non lo conoscesse: Weibo è una sorta di ibrido tra Facebook e Twitter e si calcola che più del 53% delle persone aventi accesso ad Internet possiedano un account di Sina Weibo, al pari del market di Twitter negli Usa.

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Sina Weibo conta infatti più di 500 milioni di iscritti e circa 100 milioni di pubblicazioni giornaliere.

Bene, il suo 2016 si può dire sia cominciato con il botto:

134 milioni di utenti attivi, un aumento del 31% comparato con quello dell’anno scorso che ne vedeva attivi “solo” 102 milioni.
51.9 milioni di post, con un aumento del 15% rispetto ai 45 milioni dell’anno scorso.
+76% d’interattività registrato di anno in anno (benché non sia molto chiaro come il sito di microblogging misuri questo dato).
18.2 miliardi di visite totali ai post riguardanti i topics del capodanno cinese.
100 milioni di utenti che hanno ricevuto le buste rosse digitali – soldi fortunati da tradizione– via Weibo.

Il post più popolare è stato quello proveniente da Shangai da parte dell’attore Yang Yang, in cui parlava del tempo trascorso in famiglia in occasione delle festività, che ha ottenuto 607.000 “mi piace”, 571.000 retweet e 85.000 commenti.

Il social di microblogging ha preso piede nel panorama cinese a seguito del blackout imposto dal governo nel 2009 di alcune piattaforme social: sembra che in questi anni abbia proprio saputo ritagliarsi uno spazio importante!

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Facebook Reactions: disponibili ora le estensioni del tasto like

Ecco. Ci siamo.

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Novità in casa Twitter? Beh, neanche Facebook oggi scherza.

Se n’è parlato più volte e dopo aver testato per un anno su specifiche nicchie di mercato, dopo numerosi feedback positivi ricevuti e dopo aver terminato il periodo di prova: arrivano le reactions per tutti.

La notizia, oltre ad aver sorpreso tutti gli utenti online, è stata comunicata ufficialmente sulla newsroom del social da Sammi Krug,

Giorno di grande curiosità, insomma,  per Facebook che ad un refresh come tanti regala la tanta attesa novità.

Meet the new Reactions.

Posted by Mark Zuckerberg on Thursday, October 8, 2015

Cosa è cambiato?

Da oggi, anzi da qualche minuto, è cambiato il sistema dei like. Ebbene sì, negli anni sono stati tanti i post e le provocazioni sui social: il tasto like non bastava più, il popolo di Facebook richiedeva altri modi per esprimersi.
Sei tasti, sei modi per commentare velocemente un post in un solo click: non ci sarà più bisogno di pubblicare nei commenti un cuoricino, da oggi sarà più facile regalare solo amore su Facebook. Sì anche perché, sebbene sia stata fatta più volte richiesta di esso, Facebook sceglie di non inserire il tasto “Non mi piace”.

Per aggiungere una reazione è necessario tenere premuto sul pulsante Like per scegliere di essere felici, arrabbiati, tristi, meravigliati, compiaciuti, diverititi.

Manca ancora il tasto Ninja, ma per noi è sempre “like”: viva le novità!

5 strumenti per ottimizzare il bookmark delle tue risorse online

Capita spesso di navigare il web e trovarsi di fronte pagine, immagini o link che vogliamo salvare o leggere in seguito, ma poi non riusciamo mai a trovare un modo semplice e produttivo per raccogliere e organizzare tutti questi contenuti.

Oggi voglio presentarti 5 strumenti di bookmarking che ti permetteranno di fare ordine nelle tue risorse per rendere la gestione dei tuoi contenuti online e dei tuoi preferiti meno faticosa e più produttiva. Sei pronto? Seguimi!

#1. Dragdis

Dragdis è un’estensione di Chrome che mostra una sidebar a destra dello schermo in cui sono raccolte tutte le cartelle che hai creato. Con un semplice drag & drop puoi raccogliere tutte le immagini, link, testi e video che trovi sulla pagina web che stai navigando.

5 strumenti per ottimizzare il bookmark di risorse online

Puoi visualizzare tutti i tuoi contenuti su qualsiasi dispositivo e tramite la funzione di share, puoi condividere la cartella con chi vuoi.

Dragdis è gratuito fino a 3 cartelle: per averne illimitate occorrono 5$ al mese.

#2. Cache

Cache è lo strumento di bookmarking che grazie all’integrazione con servizi come Instagram, YouTube e molti altri, facilita l’organizzazione delle risorse che trovi online non soltanto salvando i link, ma anche visualizzando i contenuti in anteprima.

5 strumenti per ottimizzare il bookmark di risorse online

#3. Openoox

Che ne diresti di avere sottomano i tuoi link preferiti ogni volta che apri una nuova finestra del browser? Openoox fa proprio questo e ti dà la possibilità di aggiungere note (che vedrai solo tu, non preoccuparti) per ogni link creato.

5 strumenti per ottimizzare il bookmark di risorse online

Tra le opzioni disponibili, l’impostazione della pagina iniziale, il pulsante per aggiungere contenuti con un clic, l’importazione dei propri preferiti e l’upload di un’immagine di sfondo per rendere più piacevole la visualizzazione della propria pagina di ricerca.

In più Openoox permette di cercare contenuti tra le cartelle pubbliche degli altri utenti, chissà di non trovare piacevoli sorprese tra i preferiti di altri utenti?

#4. Raindrop

Tra i tool che ho deciso di segnalarti c’è anche questo comodo strumento di gestione dei preferiti che è disponibile su piattaforma web, Chrome, per Mac OS X e per Android/iOS.

Con Raindrop puoi creare cartelle tematiche, assegnare un colore e tag alle tue risorse ma soprattutto salvare file che hai sul tuo pc per averli sempre a disposizione quando navighi.

5 strumenti per ottimizzare il bookmark di risorse online

Raindrop permette di impostare la modalità di visualizzazione dei contenuti che preferisci, per avere subito a disposizione tutte le tue raccolte create.

Il profilo gratuito di Raindrop possiede la maggior parte delle funzioni, ma se vuoi la versione Pro devi sottoscrivere un abbonamento di 2$/mese

#5. Start.me

Hai nostalgia del “vecchio” iGoogle? Ricordi la pagina iniziale completamente personalizzabile che conteneva un sacco di widget? Personalmente lo trovavo utilissimo e sono rimasto molto male quando Google ha deciso di abbandonare il progetto.

Oggi però queste funzionalità sono tornate in vita grazie a Start.me, il tool che permette la creazione una pagina iniziale completamente personalizzabile: puoi scegliere tra moltissimi widget con un numero impressionante di funzionalità, dalla lettura della tua casella mail fino alla gestione dei tuoi feed Rss preferiti.

Puoi personalizzare Start.me anche nell’immagine di sfondo, nell’ordine di visualizzazione dei widget e nei colori.

Start.me ti dà la possibilità di creare più pagine per utilizzi diversi, come per esempio quella per il lavoro, quella personale o la pagina dei tuoi hobby.

Lo strumento è disponibile su qualsiasi dispositivo ed è gratuito per le funzionalità base, se invece non vuoi vedere pubblicità o hai bisogno del backup dei tuoi dati, occorre sottoscrivere il piano premium a 30$/anno.

E tu, quale strumento di bookmarking utilizzi? Conosci altri tool per la gestione dei contenuti preferiti?

Facebook Business Manager: come configurarlo e cominciare a usarlo

Dopo aver esaminato la scora settimana i pro e contro di Facebook Business Manager, in questo vediamo come configurarlo e iniziare a usarlo.

LEGGI ANCHE: Facebook Business Manager: strumento da sogno o da incubo?

Creare nuove risorse

Se quando avete attivato l’account Facebook Business Manager non avevate alcuna risorsa, potete semplicemente crearle dal menu aggiungi nuovo elemento. Non fatevi trarre in inganno dalla dicitura: non state aggiungendo una risorsa esistente, ma ne state creando una nuova.

Si ricordi che una risorsa in Facebook Business Manager può essere una persona, una pagina, un account pubblicitario o un catalogo prodotti.

Il menù che compare vi da proprio quelle scelte.

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Il processo di creazione della risorsa potrebbe essere leggermente diverso da quello standard.

Nel creare una pagina, per esempio, non si attiva la solita procedura guidata.

Dovrete, dopo aver creato qui la pagina, selezionarla e allora sì potrete seguire la procedura per completarne la configurazione.

Reclamare risorse

Ricordate che per Facebook Business Manager è diverso aggiungere (o meglio, creare) una risorsa o reclamarne una.

Se la risorsa esiste già ed è sotto il vostro controllo (cioè ne siete admin) allora potrete reclamarla, per continuare a gestirla da Facebook Business Manager.

Possono essere reclamate, come vedete dalla figura, pagine, account pubblicitari e app.

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Un altro aspetto importante da ricordare è che le risorse possono ricadere sotto l’amministrazione di un solo Facebook Business Manager. In altre parole, una pagina reclamata da voi, nel vostro Facebook Business Manager, non potrà essere reclamata anche dal vostro cliente, dal suo Facebook Business Manager.

Le risorse reclamate devono essere quelle di cui avete il completo controllo e possesso.

Se così non fosse (o non lo volete) allora la procedura da usare è un’altra, come vedremo.

È molto importante ricordare che se la risorsa reclamata fosse un account pubblicitario, questo non potrà più essere rimosso da Facebook Business Manager. Le pagine, invece, possono essere rimosse.

Richiedere accesso

Se non possedete la risorsa, ma dovete solo gestirla dal vostro Facebook Business Manager (specialmente nel caso di un account pubblicitario) dovrete richiederne l’accesso.

Come vedete dalla figura, è possibile farlo per le pagine, account pubblicitari e cataloghi prodotti.

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Per poterla gestire dovrete attendere che chi ne ha il possesso e la gestisce, approvi la vostra richiesta.

Questa è l’opzione da scegliere nel caso in cui dobbiate gestire le risorse di un vostro cliente.

La gestione

Dal menu impostazioni, potete accedere alla gestione di tutte le risorse elencate.

Per ciascuna sarà possibile ricevere informazioni dettagliate o accedere alle opzioni relative a quella particolare risorsa.

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Pagine

Nel caso delle pagine sarà possibile sceglierne una dall’elenco di quelle incluse nel Facebook Business Manager per esaminarne la cronologia, le persone assegnate e i loro ruoli o assegnarne di nuovi.

Se desiderate gestire la pagina basterà cliccare sul link della stessa.

Sarete portati alla pagina stessa e, da quel momento, agirete con l’identità della pagina: ogni post, commento o azione che facciate sarà a nome della pagina.

La gestione della pagina, in questo modo, avverrà sempre dall’interno di Facebook Business Manager e attraverso la sua interfaccia.

Per portare a termine alcune azioni, come per esempio mettere un mi piace a nome della pagina stessa ad altre pagine, potete cliccare sul link “usa Facebook a nome della tua pagina” in alto a destra oppure fare clic sul link nel box in basso a sinistra “visualizza le notizie delle pagine”.

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Basterà cliccare sul pulsante verde “metti mi piace ad altre pagine” per cercare la pagina a cui volete dare il mi piace a nome della pagina, senza possibilità di errori.

Account pubblicitari

Se gestite un solo account, basterà cliccare su Ads Manager o Power Editor per gestirlo.

Se invece ne avete più di uno in gestione, dovrete passare dal menu impostazioni e selezionare l’account da gestire. Come nel caso delle pagine, vi verrà mostrata una schermata con la cronologia dell’account selezionato, chi siano le persone e partner assegnati.

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Naturalmente, potete assegnare da qui altre persone o partner.

Se desiderate creare annunci, o gestire i metodi di pagamento per l’account selezionato, è sufficiente cliccare sui link indicati in figura dalla freccia.

Assegnare persone o aggiungere partner

La distinzione sembra quasi ovvia. Ma è bene ripeterla: le persone sono, appunto, persone, individui con cui lavorate, non importa se consulenti esterni, dipendenti della vostra azienda o di una agenzia (o viceversa). I partner sono invece altre aziende, a cui potete delegare alcuni compiti. Il partner, a seconda del ruolo assegnato nel vostro Facebook Business Manager potrà successivamente assegnare ruoli alle sue persone.

Dal menu aggiungi nuovo elemento, scegliendo la voce “persona” sarà quindi possibile aggiungere nuove persone fisiche, indicando il loro indirizzo di posta elettronica.

Nella finestra di dialogo che compare è possibile decidere se aggiungerla come dipendente di Facebook Business Manager o come amministratore. Il riquadro in basso vi serve come promemoria per le funzioni che si possono compiere in entrambi i casi.

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Nei passaggi successivi sarà possibile decidere quale ruolo assegnare a quelle persone relativamente alla risorsa amministrata da Facebook Business Manager.

Decisamente un vantaggio poter avere in un’unica lista, tutte le pagine, per esempio, di cui desiderate delegare la gestione, senza doverle visitare una per una, e aggiungendo la persona in questione.

Se invece desiderate delegare la gestione di una risorsa ad un partner, dovrete selezionare la risorsa e poi cliccare sul pulsante “assegna partner”.

Nella schermata successiva sarà necessario inserire l’ID aziendale del partner, che dovrà comunicarvelo.

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Se invece foste voi il partner cui viene richiesto di comunicarlo perché una azienda con cui collaborate desidera assegnarvi una risorsa, il vostro ID aziendale è visibile visitando la pagina di informazioni del vostro account (Impostazioni di business manager —> Informazioni)

Come per le persone, dopo aver indicato a chi state delegando la gestione della risorsa, dovrete indicare con quale ruolo potrà gestirla.

Per vedere l’elenco dei partner con cui lavorate, quali siano le risorse che gestiscono e, se necessario, rimuoverli, selezionate impostazioni di business manager —> partner.

Organizzare le risorse

Può essere utile in alcune occasioni, organizzare le varie risorse da gestire raggruppandole in progetti.

Per creare un progetto è sufficiente cliccare sul menu Impostazioni di business manager –> progetti e cliccare ancora sul pulsante crea nuovo progetto.

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Dopo aver dato un nome al progetto, potrete, nelle finestre successive, decidere quali siano le risorse da raggruppare.

Ogni risorsa (pagine, account pubblicitari, cataloghi prodotti, app, account instagram) può essere inclusa in un solo progetto per volta.

Se fosse necessario inserire in un certo progetto una risorsa che era già stata inclusa in un altro, sarà necessario prima rimuoverla dal progetto in cui si trova e poi includerla in quello nuovo.

Non è obbligatorio creare progetti per organizzare le risorse. Possono però essere uno strumento utile se le risorse da gestire sono tante: creando progetti è possibile, usando i filtri di Facebook Business Manager, fare che siano mostrate soltanto quelle di un determinato progetto.

Conclusione

Le funzionalità che abbiamo sommariamente presentato sono quelle principali, che permettono di avviarsi correttamente nell’uso di questo strumento.

Quelle tralasciate non sono meno importanti, ma possono in alcuni casi, essere esplorate in autonomia, dato che i meccanismi sono simili a quelli descritti.

In altri casi si tratta di risorse o funzionalità che, senza essere di minore importanza, sono probabilmente necessarie meno frequentemente: la risorsa  App è uno di questi casi. Se però svilupperete una App, allora potrete includerla in Facebook Business Manager per poterla gestire.

Facebook Business Manager è uno strumento molto potente e, proprio per questo, da usare con cautela e dopo aver pianificato ogni azione: come abbiamo esaminato nel post precedente, potrebbe trasformarsi da soluzione ideale per l’azienda che deve gestire molte pagine, account e risorse in un incubo.

Il segreto perché resti uno strumento che alleggerisce il vostro lavoro e al tempo stesso lo rende più efficace e sicuro? Usarlo! Esplorare le funzionalità, acquisire esperienza e armarsi di pazienza: sia nello studio che nella pratica.

Quali sono le vostre esperienze con Facebook Business Manager? Lo avete provato? Vi ha causato dei problemi? O ne avete tratto profitto?

Condividete la vostra esperienza nella nostra fan page.

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MasterCard svela i pagamenti con “selfie”

Arriva dal Mobile World Congress di Barcellona l’annuncio ufficiale che MasterCard porterà presto in una dozzina di Paesi un nuovo sistema di autenticazione delle transazioni per i propri clienti basato sulla tecnologia biometrica. Già ad ottobre 2015 vi avevamo rivelato che MasterCard stava sperimentando il nuovo sistema di autenticazione che sostituisce le password con un selfie per i pagamenti online.

MasterCard prevede di implementare questo servizio in 14 paesi nella prima metà del 2016, tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Germania.

“I consumatori odiano le password. Nel mondo moderno tutti hanno un telefono cellulare e non vi è la connessione internet in tutto il mondo. Quindi, dovremmo essere in grado di usare la biometria per autenticarci”

Così ha dichiarato Ajay Bhalla, capo della divisione di sicurezza di Mastercard, alla BBC, al Mobile World Congress 2016.

Con il nuovo sistema, quando un cliente effettua una transazione online o tramite un’applicazione mobile, dopo aver inserito i dati, non avrà più bisogno di inserire una password: potrà scegliere tra due sistemi di autenticazione biometrica, con selfie o con il sensore di impronte digitali.

L’utente vedrà lampeggiare la spia della fotocamera ma il sistema non scatterà una foto: gli algoritmi di questa autenticazione utilizzano il riconoscimento facciale, il movimento e altri dettagli per autenticare il processo.

La società sta anche testando una serie di altri dati biometrici per l’autenticazione, come il riconoscimento vocale e il ritmo cardiaco. In un’intervista con IBTimes, Ann Cairns, presidente dei Mercati Internazionali per MasterCard, ha parlato di vari casi di biometria che la società di servizi finanziari sta testando per costruire un sistema robusto e sicuro.

“Stiamo lavorando anche con l’azienda sviluppatrice del bracciale Nymi in Canada: questo braccialetto misura realmente il vostro ECG (elettrocardiogramma). Leggere il tuo cuore è come leggere il tuoi iride, ma in questo caso si autentica continuamente. (…) “

Molte banche e imprese automobilistiche stanno lavorando sull’uso innovativo della biometria. Nella terza settimana di febbraio, HSBC ha annunciato che sta lavorando su una tecnologia simile usando la voce e il sistema di riconoscimento delle impronte digitali per i propri clienti di internet banking.

Un rapporto di Research and Markets evidenzia che nei prossimi tre anni, il mercato globale di telefonia mobile con tecnologia biometrica potrebbe registrare oltre il 100% di crescita. Vedremo presto molte aziende emulare MasterCard in queste novità!

Come migliorare la performance delle tue campagne online? Segui la Free Masterclass

“Without data you’re just another person with an opinion”
diceva William Edwards Deming, professore e consulente americano. Senza dati, sei solo un’altra persona con un’opinione.

Il marketing e la comunicazione digitale ci danno il grande vantaggio di essere “tracciabili”, di generare una grande quantità di dati utili a capire l’efficacia delle singole azioni e a prendere le migliori decisioni. Saper leggere questi dati ed imparare ad utilizzare gli strumenti a supporto è diventato quindi fondamentale.

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Giovedì 17 marzo 2016, dalle 13.00 alle 14.00

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Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Puoi scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change!

BE NINJA

GIF: il passato, il futuro e il tentativo di Giphy di farci dei soldi

Le GIF sono quelle immagini in movimento che spopolano sul web e, soprattutto sui social. Sono simpatiche e di immediata lettura: una manna per gli utenti 2.0.

Ormai lo sanno tutti: le GIF sono, insieme ai meme, il linguaggio di questi nostri anni social (come dimostra il caso Chupa Chups di qualche tempo fa).

LEGGI ANCHE: Escile, Chupa Chups ci crede e Family-Italo: epicwin ed epicfail della settimana

Quello che forse non tutti sanno è che le GIF nel 2017 compieranno 30 anni: tanto tempo infatti è passato da quanto furono introdotte da CompuService, una società statunitense tra i primi operatori commerciali e provider della Rete.

L’altra cosa che forse non tutti sanno è che GIF non ha mai fatto rima con guadagno.

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Prima del 1994 la Compuservice non si fece pagare per l’utilizzo di queste immagini e dal 2003 il brevetto legato alle GIF è decaduto negli Stati Uniti e, dall’anno dopo, nel resto del mondo. Se quelli di CompuService avessero immaginato che nell’epoca dei social le GIF sarebbero diventate così popolari, come si sarebbero comportati?

Eppure, sembrerebbe che le GIF diano da vivere a tanti motori di ricerca specializzati, come Giphy, vero punto di riferimento per chi vuole trovare, o creare, delle GIF.

È davvero così?Non proprio.

Secondo quanto riportato da TechCrunch, Giphy è riuscito a raccogliere 55 milioni di dollari in venture capital – apporto di capitale di rischio da parte di un investitore per finanziare l’avvio o la crescita di un’attività – e ha portato la propria valutazione totale a 300 milioni!

LEGGI ANCHE: Così Giphy nacque da una bevuta di amici

Alex Chung, fondatore e amministratore delegato di Giphy, è sicuramente lieto di questi numeri, ma sa che serve un passo in più, se non si vuole fare la fine di Twitter.

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Come il famoso social dell’uccellino cinguettante infatti, Giphy al momento non sta monetizzando. La valutazione di 300 milioni di dollari avrà senso quando si troveranno diversi modi di creare entrate attraverso accordi stretti con diversi partner.

Chung ammette che il metodo più facile potrebbe essere quello di far comparire dei banner pubblicitari ogni volta si utilizza il motore di ricerca (come fa Google, del resto).

L’obiettivo però è di trovare soldi in modi diversi, più innovativi.

Un modo potrebbe essere quello di stringere delle partnership con grandi aziende (come McDonald e Starbucks, per esempio), per brandizzare delle GIF che l’utente vorrà dedicare a qualcuno e che le grandi aziende si premureranno di accompagnare con la presenza pertinente del loro logo.

Un altro modo potrebbe essere quello di reperire moneta sonante dall’app Giphy Cam.

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L’app permette di applicare dei filtri sulle GIF prefetite dall’utente e alcuni brand hanno deciso di creare filtri speciali per promuoversi (Star Wars, Zoolander e X-Files, per esempio).

Al momento non ci sono accordi economici tra questi brand e Giphy, ma se un domani milioni di persone ricondividessero sui social GIF brandizzate con i più importanti loghi commerciali del mondo, siamo sicuri che le cose cambierebbero.

Giphy potrebbe finalmente monetizzare. E le GIF sarebbero finalmente un affare.

Snapchat, HangOut on Air e Periscope: le migliori piattaforme di visual social marketing

Gli strumenti di visual social marketing sono quelli di  maggiore interesse per i marketers: consentono agli utenti, con estrema facilità, di rendere disponibili immediatamente contenuti visuali, foto e video, in tempo reale.

Snapchat permette di condividere con il pubblico immagini che rimangono disponibili per 24 ore; Google Hangout permette di registrare un live video, che viene reso disponibile agli utenti in differita o in modalità real time, a cui utenti di tutto il mondo possono accedere. Periscope è un applicazione mobile, disponibile per Apple IOs e Android, che permette di realizzare filmati live e in real time, immediatamente usufruibili e condivisibili dagli utenti in tutto il mondo. Scopriamoli tutti e tre, capendo come possono diventare utili alle nostre strategie di marketing!

Snapchat

Snapchat


Se è disponibile per poco allora è esclusivo”; questo è il concetto che muove il successo della piattaforma preferita dai teenagers e dai millenial. E questo concetto è anche alla base delle tecniche di psicologia comportamentale legata alle vendite.

D’altronde con una quantità di informazioni che sono disponibili, e con un accesso più che quotidiano ai social network da parte degli utenti, la durata di 24 ore per uno snap – foto su Snapchat-  risulta vincente.

Ne sa qualcosa il brand Valentino che ha lanciato una campagna di visual social marketing su Snapchat in occasione delle sfilate di New York, Parigi, Londra e Milano che ha reso disponibile per i fan le immagini live degli eventi….solo per 24 ore.

La piattaforma quindi esprime tutto il suo potenziale con eventi unici ed esclusivi dove è necessario esserci per contare.

Google HangOut

Beckam live on Google Hangout


La piattaforma Hangout, che faceva parte di Google+, non ha una personalità cosi decisa. Serve a molte cose: dalla video conferenza tra utenti, alla registrazione e montaggio di video, che poi sono trasferiti in automatico su YouTube, fino al broadcasting in realtime; insomma, un insieme di strumenti molto utili per il visual social marketing.

HangOut on Air fornisce la piattaforma per raggiungere in tempo reale qualsiasi utente nel mondo, sfruttando la potenzialità di ricerca e diffusione di Google.

Con la corretta promozione delle evento, come suggerito da Jeff Bullas in questo articolo, il canale mette a disposizione delle aziende una magnifica opportunità di contatto e relazione con il proprio pubblico.

Coca Cola ha usato HangOut on Air per mettere in contatto dei campioni sportivi con i loro fans: quest’ultimi oltre a vederli hanno potuto interagire con loro, facendo domande a cui avevano risposte immediate e senza filtri.

Periscope

Periscope Live at Museum

La piattaforma mobile per il rea ltime video, nata per documentare i disordini in Turchia, sta raggiungendo un nuovo stadio di adozione da parte delle aziende più innovative.

Marchi come RedBull, Dunkin Donuts, Adidas, Nestlè e Ralph Lauren, solo per citare i principali, hanno da tempo iniziato la sperimentazione di Periscope.

Gli usi che ne vengono fatti sono molto diversi e contemplano il servizio clienti interattivo, la dimostrazione di prodotti, la condivisione di commenti degli utenti, le interviste a ospiti famosi, la diretta di eventi come fiere e manifestazioni, la condivisione di esperienze degli utenti e la creazione di relazioni con i giornalisti e gli influencers.

Con oltre 10 milioni di utenti, ,Periscope consente innumerevoli possibilità di relazione con un pubblico mobile: la sua forza sta nella sua semplicità e genuinità, si accende la cam e si rende partecipe il mondo della propria realtà mentre la si sta vivendo.

Insomma, uno strumento irrinunciabile!

Scegliere è difficile!

Non esiste una classifica di quale strumento di visual social marketing sia migliore degli altri: tutti hanno delle peculiarità che li rendono unici e complementari.

Come sempre accade gli strumenti fanno parte di una strategia, che impegna le aziende a creare contenuti, eventi e forme di relazione con il proprio pubblico, in maniera organizzata da una parte e in modalità di test continuo dall’altra, per non perdere alcuna occasione di rendere partecipi i fan della loro storia quotidiana.

Tu quale sceglieresti per la tua strategia di marketing? Scrivicelo sulla nostra pagina fan di Facebook!