Le dieci città più green del 2014

Torniamo ad esaminare le classifiche delle città più green dei giorni nostri e, giunti al nuovo anno, abbiamo fatto un bel viaggio intorno al mondo per scoprire le metropoli più verdi della terra del 2014. Ecco i 10 vincitori con le rispettive categorie e progetti, delle città più green.

Trasporto urbano: Shenzhen

A partire dal dicembre 2013, la città Shenzhen, per ridurre le emissioni di CO2, ha adottato un modello di business altamente innovativo. Con l’introduzione di nuovi veicoli ad energia (850 taxi elettrici e 3.050 autubus “green”), si è classificata tra le città migliori per qualità dell’aria in Cina.

Gestione e riduzione dei rifiuti solidi urbani: Buenos Aires

Buenos Aires si è impegnata a ridurre i rifiuti inviati in discarica dell’83% entro il 2017. Questo ambizioso progetto prevede non solo di migliorare la pulizia della città, ma è stato creato e ideato per generare nuove opportunità di lavoro e favorire soprattutto una maggiore partecipazione e coinvolgimento dei cittadini.

Sviluppo economico delle città più green: Amsterdam

Nel 2010, Amsterdam ha sviluppato obiettivi ambientali ambiziosi. Per questa mission, la città ha progettato un potente strumento di finanziamento denominato Amsterdam Investment Fund (AIF), che dispone di 75 milioni di euro (103 milioni di USD), da investire in strategie di riduzione delle emissioni di CO2, abbassando la bolletta energetica per i cittadini e le imprese.

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Emissioni&Trasparenza: Londra

Londra, prima città in tutto il mondo per la comunicazione trasparente e chiara sui dati riguardanti le emissioni dirette e indirette di gas serra, con il fine di introdurre le rispettive misure correttive.

Healthy Connected City strategy: Portland

Portland Plan, un piano strategico per raggiungere equità e sostenibilità e obiettivi sempre più green.

Green Energy: Seoul

Seoul si sta impegnando per promuovere sempre più energia rinnovabile. Questo progetto fa parte del One Less Nuclear Iniziativa Power; l’obiettivo è di creare comunità indipendenti di energia.

Spazi e paesaggi urbani sempre più verdi: Melbourne

Aumentando lo spazio verde al 7,6%, insieme ad altre iniziative green, l’obiettivo di Melbourne è quello di raffreddare la città dal 4°C e ridurre la vulnerabilità alla siccità utilizzando infrastrutture sempre più ecologiche. Il programma, inoltre, prevede un forte coinvolgimento e iniziative dei cittadini.

The New York City Carbon Challenge

Obiettivo ambientale di New York: ridurre le emissioni di gas serra del 30% entro il 2030. Questo programma può salvare la città da ingenti costi energetici e creare circa 17.800 posti di lavoro nei prossimi 10 anni.

Qualità dell’aria: Londra

I trasporti rappresentano il 60% di tutte le emissioni inquinanti a Londra. Il progetto della città, e in parte già attivato, mira per questo a sviluppare nuovi veicoli a emissioni zero e ritirare dal mercato mezzi pubblici ormai troppo inquinanti.

Intelligent City Infrastructure: Barcellona

Information and Communication Technology (ICT)& Infrastrutture: un’architettura che fornisce una singola piattaforma che interconnette l’intera città. Tale progetto consente di gestire le risorse in modo efficiente e ridurre l’impatto delle infrastrutture urbane sull’ambiente. Trasparenza e monitoraggio sono i principi base.

Le professioni più richieste nel 2015

Quando arriva il nuovo anno ci ritroviamo a fare diversi bilanci di quello che è stato, o a fare buoni propositi e porci domande su quello entrante, compresa quali saranno le professioni più richieste e ambite dal mercato del lavoro nel 2015.

Tra riforme e non, discussioni e polemiche, mai come quest’anno è stato il mondo del lavoro l’indiscusso protagonista di questo 2014. Che il mondo del lavoro sia una giostra in eterno mutamento è opinione diffusa e mai come in questo periodo ci si può lasciare andare a scelte azzardate. Il futuro è dietro l’angolo e sembra tutto, tranne che sicuro. In questa cornice c’è fortunatamente una piccola luce data da quei settori che offrono maggiori opportunità rispetto ad altri.

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Noi vogliamo iniziare il nuovo anno con fiducia e positività e pertanto vi facciamo adocchiare le professioni che saranno maggiormente richieste nel 2015 e quelle invece in declino.

Isfol Istituto per lo sviluppo e la formazione professionale dei lavoratori è l’ ente nazionale di ricerca di cui si avvale il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali per compiere analisi attraverso attività di studio, ricerca, informazione e valutazione del lavoro e delle politiche sociali contribuendo alla crescita occupazionale, al miglioramento delle risorse umane, all’inclusione sociale e allo sviluppo locale.

E’ proprio Isfol a prevedere una crescita del tasso occupazionale entro il 2015, per questo è importante conoscere le tendenze che regolano il panorama lavorativo.

Tra le professioni emergenti che dovrebbero garantire una maggiore crescita occupazionale troviamo sia figure con livello di qualifica basso, come addetto ai servizi di igiene e pulizia, sia professioni a media qualifica come personale di segreteria, sia personale ad elevata specializzazione come ingegneri e tecnici in ambito finanziario e assicurativo.

Professioni in crescita

Se fino ad ora i lavoratori scarsamente qualificati hanno sempre incontrato crescenti difficoltà a trovare un lavoro, nell’anno nuovo si verificherà una controtendenza. Gli Addetti ai servizi di pulizia, di lavanderia e simili aumenteranno fino al 9,6% nel 2015 rispetto al 7,8% del 2010. In particolare l’addetto vendita all’ingrosso e l’ addetto all’igiene degli uffici pubblici aumenteranno rispettivamente dello 0,2% e 0,1%. La professione che ci sorprende trovare in netto rialzo è quella del fabbro che passa dall’1,1 % al 1,3%.

Non ci stupisce invece trovare un “sempreverde” aumento della richiesta di ingegneri e degli specialisti in scienze giuridiche, dagli avvocati ai giudici. Un sensibile aumento che oscilla dall’0,1% allo 0,2 % riguarda invece lo specialista sull’educazione e formazione, con uno sguardo in particolare sugli insegnanti di sostegno, e il personale specializzato in servizi tecnico assicurativi. Il settore che non prevede aumenti, ma presenta sempre una stabile occupazione, riguarda il personale qualificato nel settore sanitario.

Professioni in declino

Ci sono purtroppo alcune figure professionali che l’anno prossimo saranno meno ricercate dai datori di lavoro. Ancora una volta l’Isfol ha individuato, nella propria attività di ricerca, quelle classi professionali con qualifica e specializzazione medio-bassa che avranno una minore richiesta e occupazione. Secondo le previsioni qualche riduzione potrebbe riguardare gli operai addetti a macchine per lavorazioni metalliche e intermedia e nel comparto manifatturiero ed agricolo.

Quelle che quest’anno sembravano essere le professioni in ripresa, il prossimo anno vengono classificate tra quelle in declino come gli artigiani o gli operai specializzati nella lavorazione del cuoio, delle pelli e delle calzature, anche se mantengono una quota invariata allo 0,4%, a differenza del settore tessile che scende dallo 0,6% allo 0,5%. Gli esperti in attività poligrafiche e quelli che lavorano nel laboratori fotografici vedranno una diminuzione di richiesta pari allo 0,1% nel 2015. Il lavoro che subisce una leggera inflazione riguarda il manager pubblico, ad ampio raggio vengono considerati i dirigenti superiori, primi dirigenti dell’amministrazione statale e i dirigenti generali, cha dallo 0,3% scendono allo 0,2%.

A primo impatto questi numeri sembrano quasi insignificanti eppure mai come in questo periodo l’aumento o la diminuzione di quello 0,1% può fare la differenza.

Come si crea una Unsubscribe Page davvero efficace?

Si spera sempre che non accada ma, diciamocelo, potrebbe sempre capitare: per quanto possa essere interessante la vostra newsletter, i vostri utenti potrebbero decidere di cancellarsi da un momento all’altro. E allora, come si crea una buona unsubscribe page?

Perché, già che ci siete, nel caso in cui l’utente scelga di cliccare il famigerato link “cancellami dalla newsletter” è meglio offrire un servizio che sia il migliore possibile: tornerà utile al vostro (ex) lettore ed anche a voi, in quanto (come sottolineato da E-mail Marketing Lab) potrebbe essere se non altro uno strumento perfetto per ottimizzare il vostro servizio.

Vediamo allora punto per punto come si realizza una pagina di disiscrizione newsletter efficace, grazie all’ottima guida di HubSpot.

Cose da fare: less is more, la semplicità paga

Inutile complicare le cose: in casi come questi, è meglio essere chiari e concisi. L’utente ha ormai preso la sua decisione, è intenzionato ad abbandonare il servizio di newsletter. Per questo tanto vale rendergli l’operazione facile e veloce per lasciare comunque un buon ricordo e, magari, riuscire a comprenderne la motivazione. Davvero, non siete curiosi di sapere perché il vostro cliente ha deciso di mollarvi?

Cosa invece NON fare?

Prima di tutto, chiariamo un concetto: ci sono delle azioni che non andrebbero MAI compiute quando si va a creare una pagina di cancellazione. L’unico effetto che otterrete con una pagina costruita male sarà quello di fare arrabbiare l’utente, e di certo non è questo il vostro obiettivo.

Vediamo quindi quali sono le cose da non fare e perché:

  • Nascondere il bottone/link di cancellazione. Anche se non vorreste essere abbandonati, dovete rendere l’operazione rapida e veloce. Come si suol dire, se ami qualcuno devi lasciarlo libero!
  • Obbligare l’utente a riempire dei form. Parliamoci chiaro, c’è una buona possibilità che i sentimenti nei vostri confronti di chi si cancella non siano dei migliori (altrimenti non si cancellerebbe, no?). Farlo arrabbiare constringendolo a scrivere non è sicuramente l’opzione migliore.
  • Richiedere login/password. Se qualcuno si cancella è (anche) perché non vi legge. Secondo voi si ricorda la password? Ecco, appunto.
  • Usare trucchetti per re-iscrivere l’utente. Uh, questa è senza dubbio la cosa peggiore che potreste fare. L’utente vuole cancellarsi, l’amore è finito: passate oltre!

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Veniamo al sodo: come si crea una pagina disiscrizione newsletter efficace

Se seguirete i consigli che vi abbiamo dato fino a qui, siete già a buon punto. Ora però dovete costruire la vostra pagina di cancellazione perché, con buone probabilità, sarà l’ultimo contatto che avrete con il vostro utente prima che ognuno continui per la propria strada. E mica vorrete lasciarvi male, no? Vediamo quali sono i tips per quello che potremmo quasi definire il conscious uncoupling dell’e-mail marketing:

  • Strappate un ultimo sorriso. Perché lasciare l’amaro in bocca all’utente? La simpatia è sempre l’arma vincente, e non si sa mai: siete ancora in tempo perché chi si sta cancellando cambi idea! Cercate dunque di capire qual è, secondo il tone of voice della vostra realtà, il modo migliore per salutare con un pizzico di ironia la vostra audience.
  • “Che cosa non ti abbiamo dato?”. E’ una domanda pertinente, che avete tutto il diritto di porre: sapere quali sono i servizi che i vostri utenti si sarebbero aspettati e che, non avendo ottenuto, li sta portando ad effettuare la cancellazione, sarà se non altro uno strumento per arricchire i vostri servizi futuri ed aggiustare il tiro. E’ pure possibile che chi si iscrive si aspetti un servizio diverso da quello fornito e, quello della disiscrizione newsletter potrebbe diventare addirittura un momento utile e formativo per voi.
  • Personalizzate! E se invece il problema fosse semplicemente la frequenza? Può essere che siate semplicemente invadenti e che chi vi legge voglia ricevere un po’ meno mail. Permettendo al lettore di decidere quanto spesso ricevere le vostre mail vi risparmierete una cancellazione. E, in quel caso, non si tratterebbe di un addio.
  • Personalizzare ed emozionare. Fate di questi verbi tesoro. Fare leva sui sentimenti è una cosa che, molto spesso, funziona: fate sapere all’utente che vi mancherà, chiamatelo per nome (non odiate anche voi le mail dove venite chiamati “caro utente”? Beh, sappiate che non siete gli unici!), fategli capire che questo addio vi rattrista molto. Non solo, adattate la pagina di disiscrizione newsletter al vostro stile ed inserite i campi dei vostri account social, suggerendo al cliente di seguirvi lì per restare comunque in contatto. Chissà, magari vi seguirà!
  • Ringraziate l’utente per i bei momenti passati insieme. Alla fine di ogni bella love story, resta almeno il ricordo dei momenti piacevoli. Dite al vostro ex cliente “grazie” per il tempo dedicato a voi. Gli farà sicuramente piacere!
Allora, adesso andrete a rifare la vostra pagina di disiscrizione newsletter? Fateci uno screenshot e inseritela nei commenti!

I ninja propositi social per il 2015

propositi social 2015

Sopravvissuti ai festeggiamenti delle ultime settimane, è tempo di andare in palestra, mettersi a dieta e dedicare più tempo a se stessi.
Insomma è tempo di buoni propositi. E che decidiate di rispettarli per tutto l’anno, o solamente per il mese di gennaio per poi arrendervi, vi consigliamo una lista di buoni propositi social per cominciare il 2015 da veri ninja!

Siate originali

propositi social 2015

Lasciatevi il passato alle spalle: diminuite i selfie, abbandonate la moltitudine di hashtag (questo significa niente più #nopainnogain per le prime foto in palestra), riducete le foto ai vostri piatti di cibo.
Sono state cose molto belle, che ci hanno divertito per tutto il 2014 (i selfie in realtà già dal 2013, con la consacrazione a parola dell’anno), ma che è ora di rinnovare, almeno parzialmente.
Lasciate spazio all’originalità, seguite i trend, cercate nuove mode. Un ninja sa quando è ora di andare avanti, cercando altre battaglie da combattere.

Siate pazienti

propositi social 2015

Essere pazienti è una delle doti principali di ogni Ninja che si rispetti.
Per il 2015 un buon proposito sui social, sia che si usino per lavoro che per divertimento, è essere meno impulsivi.
Se è vero che alcuni post e alcuni commenti metterebbero a dura prova anche il Dalai Lama, e che rientrare in ufficio risveglia la tentazione di scrivere stati cattivelli su colleghi e capi, nel 2015 tentate di essere persone migliori, o quantomeno più riflessive.
Contate fino a 10 e decidete se volete veramente che ogni pensiero che vi passa per la testa meriti di essere reso pubblico.
Ricordate che nel 2014 alcuni sono stati puniti per aver postato contenuti inadeguati, non vorrete ripetere i loro errori!

Siate prudenti

propositi social 2015

Il 2014 è stato ricco di fughe di notizie: da Heartbleed fino allo scandalo delle foto delle star, la sicurezza delle password è stato un tema decisamente discusso.
Per quest’anno giocate d’anticipo, ed evitate le teorie del complotto: imponetevi delle password più sicure anche se meno facili da ricordare, e cambiatele periodicamente.
Il 2015 sarà probabilmente l’anno della diffusione ufficiale dell’e-commerce su social e su piattaforme peer-to-peer, e questo richiede un livello di sicurezza più alto.
Ricordatevi che i ninja nascono come spie: sanno cosa mantenere segreto. Voi dovete fare lo stesso.

Siate creativi

propositi social 2015

Un nuovo look non basterà per avere successo nel 2015. Essere creativi dovrà essere la linea guida di ogni social media manager.
Nel 2015 il content marketing sarà sempre più importante (già negli ultimi mesi del 2014 le aziende B2B con un blog, ad esempio, hanno generato mensilmente il 67% dei contatti in più).
Inoltre andranno valorizzati fortemente i contenuti “one to one”, in cui sarà importante consegnare il giusto messaggio al giusto consumatore, nel posto giusto e nei tempi corretti.

Siate essenziali

propositi social 2015

Un vero Ninja viaggia leggero: fate lo stesso.
L’anno nuovo è un’ottima occasione per fare pulizia di tutto il superfluo e di valorizzare la qualità: pochi amici ma buoni dev’essere l’imperativo.
Quindi eliminate follower di poco valore da Twitter e rimuovete da Facebook gli “amici” che rimangono solo per far numero (se non vi sentite ancora così coraggiosi potrete sempre optare per alternative più soft).
Inoltre valorizzate i contenuti che appaiono sulle vostre bacheche: liste di interessi e profili giusti da seguire vi daranno tutta l’ispirazione che cercate per l’anno nuovo.

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Siate curiosi

propositi social 2015

Provate nuovi social e date una chance a quelli vecchi!
In particolare tenete d’occhio Ello: anche se l’engagement iniziale sembra essersi spento e ci siano diversi difetti (poca integrazione dei video e conversazioni poco coinvolgenti) molte fonti, tra cui Forbes, consigliano di iscriversi. Non vorrete essere gli ultimi a sapere cosa bolla in pentola!

Cominciate a usare LinkedIn: i Ninja non servono un solo padrone, siate incuriositi dalle nuove opportunità lavorative (in particolare si prevede un forte incremento nel settore B2B).

Potreste anche decidere che questo sarà veramente l’anno di Google+ (ormai sono anni che si dà questa previsione, magari questo è l’anno buono), anche se TechCrunch l’ha recentemente definito il “Walking Dead” dei social network.

Siate realisti

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Appello a tutti i social media manager: non illudetevi che i buoni propositi vi basteranno nel vostro intento.
Purtroppo, stando ad un articolo di Ad Week, la reach organica dei post continuerà a decrescere, e il 2015 si prospetta come l’anno in cui il prezzo dell’advertising sui social continuerà a salire (e non solo su Facebook: anche altre piattaforme stanno lavorando duramente per costringere le aziende ad investire per creare una buona campagna di comunicazione sui social network).
Mettete da parte l’orgoglio e pensate a degli investimenti mirati.

Siate positivi

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Un grande classico dei buoni propositi.
Vuol dire che quest’anno dovrete smetterla di rodervi il fegato sulle foto degli amici che vanno in vacanza a Bali, o sulle altre agenzie di social media marketing che raggiungono numeri incredibili di Like in pochi minuti.
Guardate quello che fanno gli altri, ma per il 2015 ricordatevi di affrontare i social network con un sorriso (e con tanti gattini).

Business School, la Bocconi tra le migliori del 2014

Per il settore business la competenza e gli aggiornamenti sono il pane quotidiano, non bastano anni di studio e di esperienza sul campo. È importante aggiornare e migliorare continuamente le proprie conoscenze, soprattutto in un contesto lavorativo complesso e in continua trasformazione come quello attuale. È questa la motivazione per cui molte aziende decidono di investire risorse nelle business school, per dare ai propri dipendenti nuovi e importanti strumenti da investire nel proprio lavoro.

Sempre più giovani, dopo anni di studio, decidono di concentrare le proprie risorse nella formazione post-universitaria, con lo scopo di ottenere i mezzi necessari per diventare leader nel mondo del lavoro. Diverse sono le offerte garantite in tutta Europa, ma poche hanno e possono dare un vero valore aggiunto agli studenti: vediamo cosa ne pensa il Financial Times, il più antico e autorevole giornale economico-finanziario del Regno Unito.

European Business School Ranking 2014: la classifica del Financial Times

Ogni anno il Financial Times stila una top ten delle migliori Business School europee, una classifica che misura la qualità e la veridicità dei programmi post-laurea offerti da ottantuno scuole del vecchio continente.

Nella top ten della European Business School Rankings 2014 troviamo la Business School inglese, che resta protagonista al primo posto, seguita dalle università francesi e spagnole, che si alternano nelle posizioni tra secondo e quinto posto.

L’Italia si gode l’ottavo posto guadagnato dall’Università Bocconi.

Classifica business school: la Bocconi eccelle tra le italiane

Quanto riportato dalla classifica del Financial Times conferma il ruolo leader della Bocconi non solo in Italia, ma anche in Europa.

Questo posizionamento rappresenta  un importante segnale per chi ha voglia di studiare business nel nostro paese senza dover a tutti i costi fare i conti con un viaggio all’estero.

L’ SDA Bocconi School of Management, aggiudicandosi questo traguardo nell’European Business School Ranking 2014, ottiene un ottimo risultato per il nostro paese, rispetto alla Spagna che occupa ben tre posizioni con le sue università, o al primo posto della London Business School.

L’Italia mostra ancora i muscoli nel mondo business. La soluzione dei nostri problemi non può e non deve essere ricercata necessariamente all’estero, ma anche e forse di più nel nostro paese, individuando modelli interessanti e mettendo in moto i processi necessari alla creazione di una emulazione positiva dei sistemi virtuosi. Adesso più che mai c’è bisogno di altre importanti realtà che siano in grado di regalare i migliori strumenti formativi per proiettare le nostre aziende nel ruolo di protagoniste del mercato internazionale.

Ninja New Year's Day Oroscopo

Un altro Capodanno è arrivato…cosa aspettarsi da questa primissima settimana dell’anno??

I lenti Saturno e Giove continuano la loro permanenza in Segni di fuoco, agevolando il coraggio dell’Ariete e rendendo il Sagittario protagonista come lo saranno wearable technology e video mobile nel 2015.
Per il Leone qualche pezzetto di carbone questa settimana ma il periodo è pieno di energia e buoni proprositi.

Ottimo inizio anche per l’Acquario che oltre ad essere re della festa saprà anche come farsi coccolare “the day after”, Bilancia attenta al partner e non solo a trovare l’offerta più vantaggiosa per cambiare smartphone e Gemelli appiccicati alla famiglia come una spina ad attacco magnetico alla fonte di energia, dato lo splendido passaggio di Mercurio, Venere e Marte in Acquario.

Voglia di coccole e intimità anche per la Vergine che smetterà di indagare nella vita del partnere spiando Google e Capricorno, che forse invece inizierà a farlo.

Un filino di tensione per il Toro, che vacilla nei sentimenti e Scorpione, che invece ha ancora qualche perplessità nel lavoro. Pesci e Cancro al top nonostante qualche luna traversa!!

Buon Anno!!!