I migliori smartphone presentati al CES 2015

Con l’avvento del 2015, ha avuto luogo a Las Vegas l’International Consumer Eletronics Show (meglio conosciuto come CES). La fiera dell’hi-tech più importante del mondo ha permesso a tantissime aziende di presentare, al grande pubblico, le novità e i trend del settore tecnologico.

LEGGI ANCHECES 2015: i camera phone Kodak e Zenfone Zoom Asus a confronto

Tra le tante proposte, è stato il  settore mobile a spiccare, presentando tanti nuovi modelli di smartphone degni di ottenere grandi risultati.
Rullo di tamburi, signori e signore, ecco a voi i migliori smartphone del CES 2015!

Acer Liquid Jade S

L’Acer si è presentato sulla scena con il Liquid Jade S, successore del Liquid Jade, dotato di un processore octa-core a 64-bit che, come afferma la società con sede a Taiwan, “renderà questo smarphone fino a 2,5 volte più veloce di quelli tradizionali, dotati di processore quad-core”. Sul retro presenta una fotocamera da 13MP con autofocus e flash LED; mente il secondo obiettivo frontale è da 5MP, perfetto per i selfie e dotato di comandi vocali, come “cheese”, per scattare le foto.

Kodak IM5

Molto interessante la proposta di Kodak che coglie l’occasione del CES 2015 per lanciarsi nel panorama mobile con Kodak IM5.Dotato di una normale fotocamera, posteriore da 13MP (con autofocus e flash LED) e anteriore da 5, quello che merita attenzione in questo smartphone è l’app appositamente sviluppata al fine di rendere facilmente fruibile per l’utente l’editing, la stampa e la condivisione delle foto. A ciò si aggiunge un’interfaccia grafica semplice ed intuitiva.

Asus Zenfone 2 e Asus Zenfone Zoom

Al glorioso brand fotografico, si affiancano i nuovi “gioielli” di casa Asus. Gli ultimi membri della famiglia ZenFone: ZenFone2 e Zenfone Zoom. Il primo, dotato di sistema operativo Android avanzato, presenta un display da 5.5 pollici ed una risoluzione da 1920×1080 pixel. Il secondo, invece, come suggerisce la parola stessa, punta l’attenzione sulle prestazioni della fotocamera disponendo di uno zoom ottico 3X per un totale di 12MP, in grado di fare foto più nitide e video senza strisce.

Le proposte al CES 2015 continuano con HTC e Lenovo

A queste prime tre proposte se ne sono aggiunte altre che meritano la stessa importanza. Stiamo parlando dell’HTC che ha spiccato con i suoi modelli Desire 320 e Desire 826. Il primo va a sostituire l’ormai “passato” Desire 310, con un sistema operativo Android 4.4 e una batteria 2,100mAh; il secondo, con una batteria superiore rispetto al precedente (2600mAh), colpisce per la fotocamera frontale UltraPixel. Un potente sensore che permetterà di scattare foto in modo decisamente migliore, soprattutto in casi di scarsa luminosità.

Anche l’azienda cinese Lenovo si è fatta riconoscere, in positivo naturalmente, con Lenovo P90Lenovo Vibe X2 Pro. Entrambi hanno un processore a 64 bit, uno su Intel e l’altro su Qualcomm. Il Vibe X2 Pro, in particolar modo, si distingue per la fotocamera frontale da 13MP alla quale può essere applicato l’apparecchio Vibe Xtension Selfie Flash, che permette di estendere la funzionalità del flash e ottenere scatti perfetti in qualsiasi condizione di luce.

Di certo non può mancare all’appello Samsung con i suoi “novelli” Galaxy E5 e Galaxy E7, dedicati al mercato dei più giovani perché dotati di ottime fotocamere frontali per i selfie. In entrambi i dispositivi troverete 16GB di memoria interna, insieme al supporto microSD che permetterà di espanderla fino a 64GB.

Il vero protagonista del CES 2015: LG Flex 2

Rimane solo un’azienda, posta per ultima ma non per questo di importanza, arrivata tra i finalisti della sezione mobile, stiamo parlando di LG e del suo LG Flex 2. Nato dalle orme del suo predecessore, LG Flex, questo smartphone mantiene la stessa particolarità della forma curva che lo rende unico nel suo genere ma ad essa si aggiungono nuovi miglioramenti.

Fotocamera da 13MP con stabilizzatore ottico dell’immagine, flash doppio a LED e schermo con risoluzione da 4160×3120, queste le caratteristiche tecniche che lo rendono il top di gamma nel settore. Non a caso Photo Arena ha effettuato un breve test direttamente allo stand LG durante l’evento, mettendo a paragone gli scatti effettuati dal nuovo smartphone asiatico con quelli ottenuti dall’iPhone 6 Plus ed il Samsung Note 4.

Ebbene, il risultato ottenuto da LG è stato ottimo: le immagini sono apparse più luminose di quelle scattate dai due “concorrenti”. Ovviamente si tratta solo di un giudizio provvisorio e quindi da prendere con “le pinze” ma non si può certo fare a meno di constatare che questo primo piccolo test è risultato assolutamente soddisfacente.

Se siete curiosi di conoscere tutte le altre novità tecnologiche del CES 2015, scoprite le innovazioni che ci hanno colpito qui.

Back to the Future: alcune interessanti innovazioni direttamente dal CES 2015 [PARTE 2]

Come ogni anno, il CES si è concluso in mezzo a tante novità e allo stupore di partecipanti, giornalisti ed esperti. Tante aziende tecnologiche da tutto il globo ne hanno approfittato per “lanciare” le innovazioni più visionarie, nell’attesa delle risposte effettive che arriveranno dal mercato.

E così, dopo la prima parte di articolo dedicata a temi caldi come droni, stampanti 3D, wearable e smart home, rieccoci a parlare a 360 gradi di altre innovazioni che ci hanno colpito di quest CES 2015. Pronti? Via! 🙂

Le novità dal Digital Experience e dal Showstopper

Digital Experience e Showstopper: stiamo parlando di due eventi indipendenti del CES, ma nonostante questo davvero interessanti. Il primo prodotto di cui vi parliamo che è stato presentato al loro interno è Onewheel, skateboard mono-ruota elettrico e smart: è infatti caratterizzato da app iOS/ Android indispensabile per ottimizzarne l’utilizzo e le prestazioni.

Secondariamente, il Ring è un telecomando universale a forma di anello, per controllare gli oggetti muovendo le mani. Wearable a tutti gli effetti, dunque, da integrare con smart objects e sistemi mobile. Nell’attesa di vederlo davvero verso la primavera… e provarlo per voi! 😉

LEGGI ANCHE: 5 + 1 motivi per cui il Digital rivoluzionerà il settore Automotive

Smartwatch is (not) dead

Altro hot topic è stato rappresentato poi dal mondo degli smartwatch. In particolare, nonostante le critiche che li accompagnano fino dalla progettazione dei primi modelli, grandi player – per esempio quelli dell’automotive come Audi, BMW, Volkswagen – li immaginano utili per azioni come l’apertura delle portiere, l’accensione dell’auto e la regolazione del climatizzatore. Epson ha invece presentato i Runsense, dispositivi indossabili dedicati allo sport che monitorano l’attività fisica in tempo reale generando dati e insights sull’andamento corporeo e sportivo. Come sottolineato da Webnews:

“I modelli in questione sono Epson Runsense SF-810Epson Runsense SF-710Epson Runsense SF-510 ed Epson Runsense SF-310, differenziati per alcuni particolari del design (come visibile nell’immagine a fondo articolo), per le funzionalità offerte agli utenti e per le specifiche tecniche equipaggiate. Quello di punta (SF-810), integra un cardiofrequenzimetro ottico per il rilevamento preciso del battito cardiaco, oltre al GPS per la geolocalizzazione e una batteria in grado di garantire una durata di oltre 20 ore con una sola ricarica.”

Il futuro della tecnologia? E’ dei marketer!

Device, tecnologie, innovazioni: come generare valore attraverso di essi? Soltanto l’intervento dei marketer potrà dirlo, o almeno accennarlo: se, come sottolineato nell’articolo di Advertising Age “The Future of CES Belongs to Marketers”, il CES è un tentativo e una scommessa di prevedere il futuro da parte di aziende e brand, gli interessi dei reparti R&D e degli uffici di Marketing vengono a convergere. Per entrambi il focus è sulle modalità con cui gli utenti utilizzano il tempo a disposizione, cercando di capitalizzare tali dinamiche.

Lo abbiamo evidenziato già nella prima parte di questo articolo dedicato al CES 2015: la verà sfida ci sarà nel momento in cui le stesse innovazioni verranno rilasciate tutte sul mercato. Oltre ai (soliti) early adopterscome reagirà l’audience di consumatori attuali e potenziali?

McDonald's unisce gli eterni nemici con Choose Lovin'

Willy E.Coyote e Beep-Beep finalmente amici, i Puffi che condividono un Big Mac con Gargamella: la magia di McDonald’s può trasformare i nemici in migliori amici. Lo avresti mai detto?
Per il 2015 la nota catena di fast food porta una ventata di freschezza al suo pay-off I’m lovin it, rafforzandolo con una nuova tagline: Choose lovin’.

Per trasmettere questa nuova idea, il gigante dei fast food, ha creato in collaborazione con l’agenzia Leo Burnett, un breve cameo. Nel video diversi personaggi del nostro immaginario fiabesco, reinterpretano il concetto di amarsi e rispettarsi l’un l’altro: da Dorothy e la strega che, a cavallo di una scopa, si scattano un selfie insieme, a un Joker inedito che dona un palloncino a Batman.
Tutti i protagonisti condividono brevi momenti di felicità e scambi di affetto. McDonald’s ha dunque lo straordinario potere di unire tutti, anche chi è così distante come due acerrimi nemici.

Il brand ha deciso però di non fermarsi ad un video, ma di integrare il messaggio all’interno dei propri fast food;  durante il 2015 introdurrà una nuova uniforme per il personale, un nuovo packaging, menù ed infine innovativi focus sui prodotti.

LEGGI ANCHE: “Come stimolare la creatività? Leo Burnett ricorre agli schiaffi”

Infine, nelle ultime ore, sulla pagina ufficiale di Facebook, oltre ad un cambio grafica decisamente più pop e fabiesco, sono state postate diversi protagonisti del video con brevi frasi sull’amore verso il prossimo.
Ad esempio un cavaliere conquista il drago con un mcFlurry: secondo McDonald’s infatti “the granderest obstacles are conquered with a little lovin”.

L’obiettivo di Choose Lovin’ è quello di focalizzare l’attenzione dei consumatori sul concetto di Love e quale sia il vero significato per McDonald’s. Il brand si è reso conto come, durante questi anni, si sia concetrato molto sulle parole “I’m” e “it” senza spiegare la terza parola in modo esaustivo. Pensando per un attimo al jingle pubblicitario, infatti, ci si può ricordare come l’accento sia posto solo sul primo e ultimo vocabolo.

Qual è dunque il significato di Love per McDonald’s? Analizzando la nuova campagna l’idea ruota attorno a due sfumature.

“Love” è positività

Il brand ha notato come il mondo d’oggi e le persone siano spesso negative, soprattutto nella vita di tutti i giorni. Da sempre il fast food americano, nell’immaginario collettivo, è associato ai bambini, alle feste ad un mondo colorato e spensierato.
Attraverso questa idea, consolidata nella mente dei consumatori, McDonald’s desidera portare con il messaggio Choose Lovin’ un piccolo momento di felicità, assaporando anche il lato positivo della vita.

McDonald’s Loves

Un seconda sfumatura di Love, è da ricercarsi nello sviluppo di una relazione duratura con i propri clienti. Negli ultimi anni, spesso, diversi consumatori hanno espresso il loro disappunto nei confronti di McDonald’s, criticando non solo la qualità del cibo, ma anche del servizio nei ristoranti e online.

Il Crisis Management non è stato gestito in modo adeguato in numerose occasioni, lasciando senza risposta diverse domande rivolte al brand.
La catena di Fast food ha, però, deciso di impegnarsi concretamente nell’amare i propri consumatori, attraverso il nuovo packaging visto in precedenza, nuove grafiche in store più focalizzate sul prodotto e la qualità delle materie prime ed infine una campagna riguardante la trasparenza del brand, che verrà lanciata nel corso dell’anno.

Pronti dunque a riappacificarvi con il vostro nemico per andare da McDonald’s e a scoprire le ultime novità?

7 case study di crisi di Corporate Reputation

7 casi eccellenti di crisi di Corporate Reputation

Il successo di un’azienda si basa sulla sua Corporate Reputation: tra i consumatori e i brand si viene a creare un rapporto privilegiato basato sulla fiducia, per questo, a parità di prezzo o ad un prezzo superiore, scegliamo i prodotti dei marchi a cui siamo più legati.

Il marchio è l’anima del prodotto: viene reputato di qualità non per il logo, ma per l’opinione che ne hanno gli acquirenti; è lo specchio della reputazione aziendale nel mercato e non appartiene all’azienda ma ai consumatori!

Per costruire un brand forte è quindi necessario costruirsi e mantenere una solida corporate reputation, perché al primo errore si può seriamente compromettere il rapporto con la propria clientela.

Prendendo spunto da un articolo di Fortune.Com, esaminiamo i casi di 7 grandi aziende alle prese con pesanti crisi di corporate reputation, per meglio comprendere come la corretta gestione di una crisi sia determinante per preservare o riconquistare la fiducia dei consumatori.

LEGGI ANCHE: 7 consigli per gestire nel modo giusto la crisi sui social media

Nestlé e corporate reputation

7 casi eccellenti di crisi di Corporate Reputation

Nel 1974 la multinazionale del settore alimentare fu accusata di fornire alle mamme dei paesi in via di sviluppo un tipo di latte che conteneva additivi non necessari; i detrattori sostenevano che tale prodotti fosse dannoso per la salute dei bambini. Da allora iniziò un boicottaggio verso i prodotti Nestlé.

Nel 1981 un articolo del New York Times rivelò i risultati di uno studio secondo cui i genitori diluivano in maniera eccessiva il prodotto con acqua contaminata, per evitare che i propri figli assumessero grandi quantità di questi nutrienti ritenuti dannosi.

L’azienda ha reagito a questa crisi redigendo delle linee guida per l’utilizzo dei propri prodotti e rinnovando tutti i materiali di marketing. Tuttora la Nestlé viene contestata e boicottata da molte persone ed associazioni, ma grazie alla comunicazione è riuscita in parte a risolvere il problema e a generare profitti, in particolare sul mercato asiatico.

Johnson & Johnson

7 casi eccellenti di crisi di Corporate Reputation

Nel 1982 la società farmaceutica dovette fronteggiare una pesante crisi per la morte di sette persone a causa di alcune confezioni del farmaco Tylenol, manomesse con del cianuro.

L’azienda prontamente ritirò dal mercato circa 30 milioni di confezioni del farmaco e mise a punto un packaging più sicuro. La prontezza nel reagire alla crisi e la responsabilità dimostrata nel gestire il problema hanno salvato il brand e lo stesso Tylenol è tuttora uno dei farmaci più venduti al mondo.

Nike

7 casi eccellenti di crisi di Corporate Reputation

Negli anni 90 fu Nike a dover fronteggiare una corporate reputation crisis che mise a dura prova l’azienda: furono accusati di sfruttamento dei lavoratori. Secondo i sostenitori di questa accusa, nelle fabbriche asiatiche venivano impiegati anche  bambini e tutti i lavoratori erano sottopagati.

Dopo anni di resistenza alle critiche, la multinazionale ha migliorato le condizioni di lavoro dei propri dipendenti alzando sensibilmente l’età minima; inoltre periodicamente pubblica rapporti sulle condizioni dei propri lavoratori per aumentare la trasparenza nei confronti dei consumatori.

AIG

7 casi eccellenti di crisi di Corporate Reputation

Nel 2008, a causa della crisi finanziaria globale, il colosso AIG aveva raggiunto il peggior risultato economico della propria storia accumulando un pesante passivo.

Dopo essere stata salvata grazie all’intervento del governo americano, l’anno seguente la compagnia premiò i dirigenti con dei consistenti bonus.

Da allora la compagnia è sotto i riflettori per questo scandalo e a causa del fatto che ha difeso la propria scelta sostenendo pubblicamente che i bonus servivano per trattenere i loro talenti (che erano stati così talentuosi da quasi condurre alla bancarotta AIG).

Wal-Mart e corporate reputation

7 casi eccellenti di crisi di Corporate Reputation

Nel 2012 in Bangladesh circa 1000 persone morirono nell’incendio di una fabbrica le cui condizioni di sicurezza erano pessime.

Wal-Mart ha subito un duro colpo d’immagine quando, come rivenditore che si riforniva presso quella fabbrica, ha rifiutato di siglare gli accordi di sicurezza proposti dai rivenditori europei per proporre delle proprie discutibili linee guida per la sicurezza in Bangladesh.

Abercrombie & Fitch

7 casi eccellenti di crisi di Corporate Reputation

Nel 2013 il famoso marchio di abbigliamento è stato subissato di polemiche a causa di una vecchia dichiarazione del proprio CEO: avrebbe asserito che gli abiti Abercrombie & Fitch erano destinati soltanto a persone di bell’aspetto.

A causa di questo scivolone la compagnia si è attirata le critiche di tutti coloro che hanno visto in quella frase un pregiudizio nei confronti delle persone in sovrappeso o in generale non abbastanza cool. Da allora l’azienda continua a collezionare risultati negativi, ma ha rinnovato la fiducia al proprio CEO.

Target

7 casi eccellenti di crisi di Corporate Reputation

Lo scorso anno, a causa di un attacco hacker, la catena statunitense Target fu costretta a mettere in guardia i propri clienti a causa del furto dei dati delle carte di debito/credito di questi ultimi.

Nonostante la trasparenza l’azienda ha visto progressivamente contrarsi il volume degli introiti nell’ultimo anno.

Non sempre reagire prontamente e con trasparenza ad una crisi di corporate reputation garantisce la comprensione da parte dei consumatori e non esiste una ricetta per risolvere i problemi legati alla fiducia. L’unico fattore che a lungo termine può influire positivamente è la coerenza del brand nei confronti dei propri clienti.

CES 2015: i camera phone Kodak e Zenfone Zoom Asus a confronto

 

smartphone-ces-2015

Fonte @Bestmobs

“Che ci fai con quel telefono in mano?”
“Devo fare una chiamata!”.

Lontani i tempi in cui il telefono si usava per telefonare e il 2014 tra il boom del selfie, il foodporn e l’impennata degli utenti (circa 300 milioni) di Instagram ci ha lasciato almeno una certezza: il 90% delle volte in cui usiamo il nostro smartphone non lo facciamo per eseguire la sua funzione primaria.

LEGGI ANCHE: Back to the future: alcune interessanti innovazioni dal CES 2015

Al CES 2015 non sono mancate le novità in fatto di phonegrafia: gli smartphone con prestazione fotografiche più discusse dell’evento di Las Vegas sono indubbiamente il cameraphone di Kodak e il Zenfone Zoom di Asus. Vediamoli insieme!

Il primo smartphone Kodak

Fedele alla sua identità, dopo anni di silenzio Kodak non poteva deluderci e presentarci uno smartphone tralasciando la performance fotografica. Tra le sue principali caratteristiche cominciamo col dire che il Kodak IM5 presenta una fotocamera posteriore da 13MP e una anteriore da 5MP.

L’attuale sistema operativo è Android versione 4.4 Kitkat anche se è previsto un aggiornamento alla versione Lollipop nei prossimi mesi.

L’obiettivo principale è quello di rendere più semplice l’utilizzo del cameraphone per i consumatori perciò le funzioni di stampa o “share” delle foto appena scattate non potevano che essere messe in primo piano attraverso comandi ben visibili. Le caratteristiche hardware: è solido e molto leggero ma oltre a questo, ciò che risalta agli occhi è il prezzo. Dalla fine di marzo 2015 entrerà nel mercato europeo a un costo molto competitivo di 249$, per poi raggiungere il mercato statunitense solo alla fine dell’anno.

Zenfone Zoom di Asus

Già dal nome scelto per questo device è piuttosto intuitivo capire quale sia il suo punto di forza!

Dalle caratteristiche simili allo Zenfone 2 (nella foto a sinistra) – quindi un processore Intel Atom quad-core a 64-bit e una potente batteria a 3000mAh –  il nuovo  Zenfone Zoom (a destra nella foto) di Asus ha un obiettivo che raggiunge uno zoom ottico 3X per un totale di 12X con uno stabilizzatore ottico di immagine per garantire maggiore nitidezza alle nostre foto e performance elevate anche a una distanza inferiore ai 5cm.

La fotocamera posteriore ha 13 MP mentre quella anteriore ha 5MP. Con uno schermo da 5.5 pollici full HD e l’interfaccia proprietaria ZenUI, entrerà nel mercato con OS Android 5.0 Lollipop nel secondo trimestre del 2015 ad un prezzo pari a 399$. Con un design accurato, ricorda il Nokia Lumia 1020.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=2Exajbk4psY’]

Con la Modalità Manuale sarà possibile modificare alcune opzioni per variare le foto e infine da non dimenticare assolutamente il Low-Light Mode che permette di scattare foto al buio più luminose del 400% consentendo di vedere ciò che gli altri non vedono, a detta di Asus.

Due grandi brand: l’uno eclettico, l’altro inevitabilmente legato al mondo della fotografia. Chi ama scattare foto con il suo device, quale preferirà?

Avrà ancora fiducia in Kodak e nel suo ritorno, colosso del mondo fotografico o preferirà affidarsi alla continuità di Asus nonostante il suo nome non sia strettamente legato alla fotografia? Staremo a vedere, non manca poi molto alla loro distribuzione!

Un club del libro mondiale, ecco il proposito di Mark Zuckerberg per il 2015

Mark Zuckerberg è noto per le sue sfide di inizio anno che, come ha ricordato ai suoi fan, hanno spaziato dal parlare con una persona nuova ogni giorno a imparare il cinese mandarino. Per il proposito del 2015 ha scelto di chiedere consiglio ai suoi fan con un post.

Molti di questi gli hanno consigliato una risoluzione che avesse a che vedere con la lettura; così Mark ha colto la palla al balzo e ha deciso di coinvolgere loro e tutta la community di Facebook nella sua sfida. Così, il suo impegno di quest’anno sarà leggere un nuovo libro ogni due settimane e lanciare un Club del Libro di entità mondiale, attraverso una pagina Facebook dedicata: A Year of Books.

La pagina ha lo scopo di simulare un club del libro, proprio come se fosse un salottino del tè; ogni due settimane sarà pubblicato il titolo prescelto e lo spazio potrà essere utilizzato per commentare e condividere le proprie opinioni a riguardo.

Come dichiara la descrizione, gli argomenti dei libri scelti ruoteranno intorno ad alcuni argomenti principali: culture, credenze, storia e tecnologie. Il primo titolo proposto è “The End of Power” di Moisés Naìm, il quale ha già sperimentato quello che negli Stati Uniti è definito l’Oprah Effect. Infatti il libro è già sold-out sulle maggiori piattaforme di vendita, compreso Amazon, proprio come succedeva all’epoca del famoso Oprah’s Book Club, la rubrica della famosa conduttrice. I suoi consigli portavano ad un aumento esponenziale delle vendite dovuto all’influenza esercitata sul pubblico. Forse questo avverrà addirittura in misura maggiore con i consigli di Mark Zuckerberg che godono di un pubblico di utenti potenzialmente più ampio.

D’altronde in pochi giorni la pagina ha già raggiunto 230.000 fan i quali, oltre a potersi confrontare con il fondatore del più grande social network del mondo in ambito di letture, potranno tenere d’occhio la sua costanza nell’attuare il proposito di quest’anno.

La sfida si è aperta: quest’anno proviamo anche noi a leggere 26 nuovi libri!

5 games pensati per i graphic designer

Chiunque ne abbia incontrato uno nella sua vita sa che ogni graphic designer, specialmente vicino ad una deadline, è stressato. YouTheDesigner.com ha selezionato alcuni games per aiutare i graphic designers  ad occupare i momenti morti, scaricare i nervi e a ritrovare la tanto agognata aspirazione perduta.

Ecco i 5 games che noi di Ninja Marketing abbiamo provato e crediamo non possiate perdervi!

1. Kill Comics Sans

Nemico per eccellenza dei graphic, il Comics San non ha scampo: l’obiettivo è sparare alla parola Comics Sans quando appare sullo schermo usando un cursore. Attenzione, è più complicato di quel che sembra!

2. Colours

In questo gioco verrà messa alla prova la vostra conoscenza dei colori. Let’s try!

3. Helvetica VS Arial

Una vera e propria battaglia a colpi di lettere dell’alfabeto tra il giocatore – che prende le parti del carattere Helvetica – ed il gioco – di default Arial. Vince il concorrente, virtuale o meno, al quale rimangono più lettere.

4. Shoot the Serif

Siete in grado di distinguere Serif e Sans Serif? Per vincere bisogna identificare le lettere in Serif e colpirle senza pietà!

5. Ragtime

Una sfida di abilità dove per vincere bisogna sistemare in modo adeguato il layout di un paragrafo di testo.

Charlie Hebdo: solidarietà disegnata da tutto il mondo dopo l'attentato di Parigi #JeSuisCharlie

Charlie Hebdo

Dopo il gravissimo attentato del 7 gennaio 2015 alla sede del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, a Parigi, in cui hanno perso la vita 12 persone, tra cui il direttore Stephan Charbonnier, che firmava le sue vignette come “Charb”, e i colleghi Georges Wolinski, Cabu, Tignous e Philippe Honoré, la comunità internazionale sconvolta dall’accaduto non solo ha espresso la propria vicinanza alla redazione e cordoglio alle vittime con grandissime manifestazioni di piazza ma, sul web, in pochissime ore si è sviluppata un’incredibile ondata di vignette e disegni su tutti i social network: Facebook, Instagram, Twitter.

Un numero enorme di fumettisti e illustratori professionisti (e non solo) di tutto il mondo hanno postato i propri omaggi-tributo in modo spontaneo e contagioso, centinaia di persone che hanno usato questo linguaggio, quello del disegno, insieme all’hashtag #JeSuisCharlie, per esprimere solidarietà e insieme dar voce al proprio impegno per la difesa della libertà di espressione.

Ve ne riproponiamo solo alcune delle più emblematiche, riportando in appendice alcuni link per l’approfondimento:

Le prime vignette in Francia

Tra i primi tweet apparsi in rete quello del francese Jean Julien:
Charlie Hebdo vignetta di Jean Jullien

L’immagine ( e la scritta cha l’accompagna) di Lucille Clerc poi, è stata una delle più condivise:
Charlie Hebdo vignetta di Lucille Clerck

Dall’Europa agli USA fino all’Australia

Inghilterra Dave Brown disegna quella che diventerà la cover dell’Indipendent:
Charlie Hebdo Dave Brown Indipendent

Questa l’immagine della vignettista del Washington Post Ann Telnaes:
Charlie Hebdo vignetta di Ann Telnaes

Dall’Australia David Pope:

Charlie Hebdo vignetta di David Pope

Anche in Italia

Grande la partecipazione anche nel nostro Paese da parte degli autori di fumetto e illustratori, che si sono espressi con i loro disegni. Solo per citarne alcuni dei più noti:

Vauro

Charlie Hebdo Vauro vignetta

Gipi


Leo Ortolani

Charlie_Hebdo_vignetta_Leo_Ortolani

Le vignette degli artisti musulmani e arabi

Anche molti artisti musulmani e arabi hanno pubblicato disegni che condannano l’attentato ed esprimono solidarietà:

Charlie_Hebdo_vignetta_Ali_Dilem

Charlie_Hebdo_vignetta_Satish_Acharya

Le matite, gli strumenti degli artisti che ritornano spesso anche in molte di queste opere, sono state anche le matite alzate dai manifestanti in tutte le piazze del mondo, in sostegno della libertà di espressione.

YouTube potrebbe presto supportare video a 360 gradi

youtube

© tangrf - Fotolia.com

Gli amanti dei videogiochi sono avvisati: se passate già ore su YouTube in cerca di recensioni e filmati sui vostri titoli preferiti, nei prossimi tempi la piattaforma video di Google potrebbe diventare una seconda casa per voi. Sembra infatti che YouTube stia per implementare nei suoi servizi la possibilità di caricare e fruire video a 360°.

Si tratta di una importante novità in grado di estendere notevolmente la qualità della user experience della piattaforma e offrire una nuova significativa feature agli utenti più avanzati (come l’ampia community di gamers che affolla YouTube).

Secondo quanto dichiarato a Gizmodo, la difficoltà maggiore sarà quella di garantire risultati soddisfacenti per i video generati dai differenti tipi di videocamere attualmente in commercio capaci di registrare filmati panoramici.

L’entrata in scena di questa novità apre nuovi scenari per gli amanti della Virtual Reality, a cui Google guarda da tempo con interesse. Sfruttare il connubio tra YouTube e Google Cardboard può rivelarsi significativo per YouTube nella “battaglia” con Facebook (proprietario di Oculus VR) per il mantenimento del titolo di servizio di condivisione video più amato e utilizzato.

Nike+ sprona i suoi fan con un video personalizzato [VIDEO]

nike+ video

I primi giorni dell’anno sono tradizionalmente dedicati alla stesura di una più o meno fitta lista di buoni propositi che abbiamo intenzione di seguire nei mesi a seguire. Spesso tali propositi hanno a che fare con l’attività fisica: Nike ha colto l’occasione per fare un regalo speciale ai suoi fan e ricompensarli per la fiducia nei suoi prodotti.

Utilizzando i dati raccolti tramite la sua app per il tracking, infatti, l’azienda è stata in grado di realizzare un video animato da personalizzare sulla base delle performance e dei percorsi di ciascun user della sua tecnologia.

nike video

LEGGI ANCHE: Nike e Instagram: insieme per un’esperienza di personalizzazione unica

nike spot

nike running

Come parte della campagna “Your Year with Nike+“, più di 100mila utilizzatori di Nike+ Running, Training Club e NikeFuel possono autenticarsi al sito ufficiale e ricevere il filmato personalizzato creato dal regista e illustratore francese McBess.

Il running negli ultimi anni ha raccolto schiere di appassionati che fanno ampio uso delle tecnologie indossabili e satellitari per tracciare le proprie prestazioni e migliorarsi; il brand sportivo, dopo aver fatto di questi servizi uno dei suoi punti di forza negli ultimi anni, ha scelto di sfruttarne la diffusione per una campagna che rientra a pieno nel suo patrimonio valoriale, che si struttura attorno al concetto di sfidare sé stessi e migliorarsi continuamente.

nike advertising

Qui sotto potete guardare una versione del video dedicata alla città di Toronto.