Vegan, Darth Vader e Inception: i migliori annunci stampa della settimana

Ben ritrovati, guerrieri pubblivori, all’appuntamento del lunedì con i migliori annunci stampa provenienti dalle più creative agenzie del pianeta. Take a look!

Dulux: Nixon/Armstrong/Bush

Nascondi le tue macchie (anche le peggiori) grazie alla potenza super coprente di Dulux. In queste ad sono proposte le trascrizioni di famose bugie che difficilmente saranno cancellate dal grande libro della storia.

Dulux ironizza: usate il mio prodotto per coprire le nefandezze (macchie) più evidenti.

Advertising Agency: Noah’s Ark, Lagos, Nigeria
Creative Director / Copywriter: Abolaji Alausa
Art Director / Retoucher: Kanso Ogbolu
Copywriter: Seyi Owolawi
Illustrator: Gabriel Olonisakin

Fnac: Father’s Day

Caro Luke, anche se tuo padre non è la persona migliore della galassia, ricordati di fargli gli auguri. La festa del papà in Brasile si celebra la seconda domenica di Agosto. Fnac celebrerà questa festa strizzando l’occhio a tutti gli estimatori della leggendaria saga Star Wars. Ottimo!

Advertising Agency: OFF ­Publicidade e Propaganda, São Paulo, Brazil
Creative Director / Copywriter: Andrei Ivanoff
Art Directors: Flavia Wolpert, Daniele Chiarantini
Media Director: Carlos Querino
Client Services: Caline Fonteneau, Monica Negrini Lepri

Semp Toshiba: Pop/Rap

La nuova dock station di Toshiba promette prestazioni da urlo: “Ascolta come se fossi là” (sul palco).

Advertising Agency: Talent, Sao Paulo, Brazil
Chief Creative Officer: João Livi
Creative Directors: Alexandre Nego Lee, Rodrigo Bombana
Art Directors: Bruno Trad, Paulo Almeida, Leandro Vilas Boas
Copywriters: Luiz Paccillo, Renato Barreto
Illustrator: Zombie Studio

Volkswagen Golf R: Terminal velocity

Ambientazioni alla Inception per questa campagna di Ogilvy & Mather per promuovere la nuova Golf R di Volkswagen.

Advertising Agency: Ogilvy & Mather, Cape Town, South Africa
Creative Directors: Prabashan Pather, Jacques Massardo, Gareth McPherson
Art Directors: Katie Mylrea, Alexi Mccarthy
Copywriters: Kelly Tomes, Guy Lewis
Photographer: David Prior

Vegan Fest Alicante: Radish/Broccoli

I vegani sono brava gente! Non uccidono, non sterminano e nonostante quello che si pensa sono aperti al dialogo pacifico. Questo è quello che si vuole trasmettere con questa campagna che promuove un evento vegano spagnolo. “Venite ad incontrarci, non vi morderemo“.

Fine ironia!

Advertising Agency: Utopicum, Alicante, Spain
Creative Directors: Pau López, Héctor Delgado, Willy Villanueva, Francisco Javier Cánovas
Art Directors: Héctor Delgado, Willy Villanueva
Copywriter: Pau López

Ci vediamo a settembre per nuovi ed entusiasmanti annunci stampa! Buona estate guerrieri!

BuoneNotizie lancia l’iniziativa 'Diventa Ambasciatore di BuoneNotizie'

BuoneNotizie

Sei stanco di ascoltare sempre e solo brutte notizie? Vuoi diffondere il più possibile l’ottimismo e la positività? Allora potresti diventare Ambasciatore di BuoneNotizie per Buone Notizie, la startup che realizza progetti editoriali su web, tablet e smartphone basati sulla comunicazione positiva

Il progetto nasce con l’intento di promuovere e rendere virale l’informazione positiva. Si tratta di una vera missione, quella portata avanti da Silvio Malvolti e il suo team, per cercare di far riflettere le persone sull’esistenza di storie meravigliose, che solitamente scorrono inosservate o vengono solo citate fra una moltitudine di notizie che di edificante hanno ben poco.

BuoneNotizie raccoglie le notizie positive che emergono dalla società, presenta le opportunità offerte dalla scienza, racconta i sogni e le speranze di personaggi visionari e positivi e le storie di persone comuni che, nonostante tutto, vanno avanti e alla fine ce la fanno. Vuole dare voce a ciò che funziona, proponendo un modello di informazione che riparta dai valori delle persone e dall’etica dei media.

BuoneNotizie.it

Scatenare emozioni e risvegliare la coscienza”, afferma il suo fondatore Silvio Malvolti “perché quando scopriamo qualcosa di bello vorremmo immediatamente condividerlo con più persone possibili.” Buonenotizie™ renderà questo processo quasi automatico, avvisando i suoi ambasciatori di una nuova e importante notizia positiva, lasciando poi a loro la scelta se condividerla e farla conoscere alla cerchia di amici.

Diventare ambasciatori è semplice: basta registrarsi sulla piattaforma creata dalla startup Sambas per ricevere periodicamente sulla propria casella e-mail delle news selezionate, per poi scegliere se condividerle sulla propria bacheca di Facebook e portare il buon umore ai propri amici!

7 consigli per un comunicato stampa più efficace

comunicato stampaLa redazione di un comunicato stampa per un’azienda è una fase molto delicata, perché è attraverso questo documento che ci presentiamo a giornalisti e influencer che, si spera, parleranno bene di noi e del nostro prodotto.

Non credere sia semplice trovare le parole giuste, le immagini più rappresentative, il mezzo più efficace. Ogni dettaglio deve essere valutato con attenzione.

ufficio stampa

Ecco perché oggi Mediainformer ci offre 7 consigli per scrivere un comunicato stampa efficace!

#1 Utilizza un titolo conciso, avvincente e chiaro

Ricorda che i giornalisti ricevono decine di comunicati stampa al giorno e il modo migliore per attirare la loro attenzione è attraverso un titolo d’impatto, che sarà probabilmente riutilizzato per il loro articolo.
Considera anche l’inclusione di un sottotitolo, che fornisce ulteriori dettagli su ciò che vuoi raccontare.

#2 Concentra i messaggi più importanti in alto

I giornalisti non hanno tempo da perdere. Quindi nelle prime righe del documento cerca di fornire informazioni che rispondono alle famose 5 W – Who, What, When, Where, Why – e vai dritto al punto su cosa vuoi dire, perché e come lo vuoi dire.

#3 Assicurati che il comunicato stampa contenga notizie pertinenti e attuali

Il comunicato stampa deve essere costantemente aggiornato perché può essere utile non sono per presentare l’azienda, ma anche per annunciare importanti risultati, come la vincita di un premio o il raggiungimento di un particolare traguardo.

#4 Inserisci citazioni, tue o di altre fonti

commento stampa

Il commento del CEO o la citazione di un partner possono fornire un ulteriore punto di vista rispetto alla notizia che vuoi divulgare.

#5 Rendi il testo semplice e attraente con la formattazione

Lo ripeterò: i giornalisti non hanno tempo da perdere. Quindi assicurati che il testo sia breve e leggibile, evidenzia col grassetto delle parole chiave e fai in modo che il tutto sia copincollabile!

#6 Includi foto e video

Un altro modo per attirare l’attenzione del giornalista prima e del lettore poi è l’inserimento di foto e video, sia nel documento che nel press kit in allegato. Siamo nell’era della multimedialità, davvero vuoi raccontare la tua storia con un semplice testo nero su bianco?

#7 Non dimenticare il logo e le informazioni di contatto

Sembrerà scontato ma non lo è. Tra le immagini in allegato includi il logo dell’azienda. E non dimenticare assolutamente di fornire dei recapiti (telefono e email), così se il giornalista ha bisogno di ulteriori informazioni saprà a chi chiederle.

Perché rischiare?

Il comunicato stampa è qualcosa che non puoi permetterti di sbagliare. Ecco perché può essere saggio affidarsi ad un professionista per la stesura e per la cura dei rapporti con la stampa.
Aziende come mediainformer.it possono aiutarti a scegliere i modi, i tempi e i canali più adatti per la promozione della tua azienda e darti maggiore sicurezza che il tuo messaggio arrivi forte e chiaro!

Loris Degioanni, il piemontese che ha conquistato l'America con la sua startup


Una laurea al Politecnico di Torino con una tesi su un software open source, WinPcap, che permette l’analisi del traffico sulle reti wi-fi, scaricato da più di 80mila persone. E’ cominciata così la storia di Loris Degioanni che, grazie alla notorietà acquisita dal suo progetto di tesi, viene chiamato a fare ricerca da un professore universitario in California, alla UC Davis.

Con il professore americano, Degioanni nel 2005 fonda la sua prima startup CACEtech negli Stati Uniti. La startup cresce, raddoppiando il fatturato ogni anno e raggiungendo i 30 dipendenti.

Cinque anni dopo l’azienda viene acquisita dalla Riverbed, una multinazionale quotata sul listino Nasdaq. Nei primi mesi Degioanni segue l’integrazione del suo prodotto con quello della multinazionale. Poi si concede qualche mese da unemployed, scrive nel suo profilo LinkedIn, per una vacanza sulle Alpi, per rigenerarsi prima di buttarsi in una nuova avventura imprenditoriale: Draios.

Una storia esemplare, quella di Degioanni, che è stata raccontata dal giornalista Renzo Agasso nel libro Ho conquistato l’America, presentato a Torino durante l’evento Pitch on the Beach.

Vediamo allora il racconto di Degioanni, attraverso alcune parole chiave, che mettono in relazione la realtà della Silicon Valley con l’Italia (e gli Italiani):

Exit

“In Italia il concetto di Exit è ancora un po’ sconosciuto. In realtà è un momento fondamentale del processo di crescita di una startup e nella vita di un imprenditore. In ogni fase di vita di un’azienda sono necessarie competenze diverse. Le mie competenze sono legate alla fase iniziale, quella di alta crescita di un’azienda. Per l’azienda diventa un meccanismo di acquisizione di ricchezza.
All’imprenditore un’exit permette di lavorare ad altissima intensità per qualche anno, con un obiettivo estremamente chiaro e consentrarsi su questo, con la possibilità poi, una volta raggiunto l’obiettivo, di staccarsi per qualche tempo. Perché lavorare con i ritmi che richiede una startup per 30 anni della propria carriera non è fattibile.”

Talento

“L’Italia crea talento, nel settore dell’IT. Nella prima startup che ho creato il team era quasi totalmente italiano, l’80% delle persone erano piemontesi e provenivano dal Politecnico di Torino. In Italia, o per lo meno nella cultura piemontese che io conosco meglio, c’è attaccamento al lavoro e una lealtà, intesa come passione per quello che si fa. Questo, aggiunto al fatto che gli ingegneri laureati al Politecnico con cui ho creato la prima startup sono bravissimi. L’azienda che ci ha acquisiti fattura milioni e milioni di dollari con un prodotto creato da noi piemontesi. Quindi anche qui in Italia si tratta solo di riuscire a valorizzare e monetizzare questo talento.”

Crisi

“Tutte le grandi startup nel settore IT sono state fondate in momenti di crisi. In questi momenti è più facile creare innovazione con meno competizione e meno capitale, è più facile per chi fa prodotti interessanti riuscire ad emergere dalla massa.”

Flessibilità

“Per contrastare la disoccupazione bisognerebbe dare la possibilità di licenziare più facilmente. Noi quando stavamo crescendo guardavamo il fatturato e appena ce lo potevamo permettere ci prendevamo il rischio di assumere un’altra persona, perché sapevamo che se le cose non fossero andate bene avremmo potuto licenziarla. Se non ci fosse stata questa flessibilità, non avremmo potuto prenderci il rischio di assumere. Inoltre con un mercato del lavoro più flessibile le multinazionali sarebbero incentivate ad aprire uffici in Italia, mentre al momento preferiscono altre nazioni Europee.”

Ecosistemi

“Per il lavoro di imprenditore, essere nell’ecosistema della Silicon Valley è un vantaggio incredibile. Dà accesso al network di investitori, alla possibilità di essere acquisiti da altre aziende. Quindi in Italia il lavoro più importante che si sta facendo in questi anni è lavorare sull’ecosistema.”

Ecco il video, per chi vuole vedere tutto l’intervento:

App of the Week: Municipium, mette il Comune in un'app

Rendere il rapporto tra i cittadini e le pubbliche amministrazioni più agile e semplice è il sogno smart che molte città italiane inseguono ormai da molto tempo.

Quest’anno Legambiente per l’iniziativa Comuni Ricicloni ha premiato i cittadini del comune di Mozzecone nella provincia di Verona  per aver migliorato la gestione dei rifiuti con l’uso di un’app:  Municipium,  l’applicazione che andando oltre la piccola realtà di questo comune veneto, potrebbe davvero diventare un partner interessante per le amministrazioni italiane.

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Oggi parliamo dunque di un’app che si rivolge prima alle PA e che grazie ad un abbonamento può essere attivata da qualsiasi comune sia interessato ad implementarlo nei suoi servizi per i cittadini.

Municipium: il Comune in un’app

Ottimizzare la comunicazione e la diffusione delle informazioni da parte dei municipi: è questo l’obiettivo degli sviluppatori di un sistema che consente di ottenere notizie sempre aggiornate su ciò accade nel proprio comune, ricevendo sul proprio smartphone o tablet notifiche riguardanti ogni aspetto della quotidianità pubblica.

Con Municipium è  infatti possibile ricevere ad esempio aggiornamenti sulle sospensioni dell’energia elettrica, sui lavori in corso o sui maggiori eventi in programma. Ma entriamo nel dettaglio di alcuni aspetti dell’app.

Rifiuti smart

Scaricando l’applicazione è possibile ricevere notifiche push che allertano l’utente delle incombenti scadenze e segnalano le isole ecologiche più vicine. Un apposito calendario permette, al contempo, di consultare i giorni stabiliti per la raccolta porta a porta.

Luoghi, servizi e mappe

In questa sezione c’è tutto ciò che può essere utile per il cittadino: scuole, parcheggi, punti wifi, farmacie, sportelli sul territorio, uffici pubblici e molto altro ancora. Tutti i punti di interesse possono essere cercati sulla mappa interattiva che mostra anche tutte le informazioni fondamentali, come orari di apertura e chiusura, contatti telefonici e web.

 

News ed eventi

L’app svela tutti i “segreti” comunali. Basta un download per avere tra le mani aggiornamenti costanti sulle riunioni dei consigli municipali, deviazioni e chiusure stradali, campi estivi per ragazzi, spettacoli teatrali, concerti e sagre.

 

Segnalazioni, sondaggi e nuovi servizi

“Municipium” consente anche l’invio di segnalazioni , con tanto di categorie tra cui scegliere, permettendo anche l’invio di foto geolocalizzate. In questo modo l’app diventa uno strumento di partecipazione attiva per i cittadini.

 

L’applicazione è disponibile per iOS e per Android.

Hot Wheels fa rombare la street art

Questo articolo è a cura di INWARD, osservatorio che svolge ricerca e sviluppo nell’ambito della creatività urbana (street art, urban design, graffiti), operando con un proprio modello di valorizzazione, attraverso attività di Ricerca e azioni di Sviluppo nei settori Pubblico, Privato, No profit e Internazionale

(di Francesca Cartolano)

 

Dal 1968 la Mattel ha conquistato intere generazioni con la linea di micro-machines Hot Wheels.
Indistruttibili modellini di automobili in scala che hanno unito nei momenti ludici grandi e piccini, “ruote calde” destinate a lanci, scontri, avventurosi viaggi dell’immaginazione.
Dall’inizio degli anni 2000 l’azienda ha dato sempre più ascolto ai desideri della fedelissima community di appassionati delle 4 ruote calde tanto da dedicare sempre maggiore attenzione al mondo del collezionismo con modellini a edizione limitata.

 


Uno dei più preziosamente originali è senza dubbio la Hot Wheels Ferrari 458 Italia: il primo, acclamatissimo, modello di graffiti racer.

Un approccio insolito e originale, come nelle intenzioni del brand, al mondo della Street Art che ha certo lasciato a bocca aperta gli appassionati: chi mai avrebbe immaginato una Ferrari verde e taggata?

 

 

Il grande successo del modellino ha indicato alla Hot Wheels la strada da seguire nella costruzione dell’identità del brand da sempre alla ricerca di nuova linfa di rinnovamento.
L’ormai imprenscindibile legame con la street art è stato, perciò, confermato nello scorso Hot Wheels Day, nel parco giochi di Mirabilandia.
Una giornata ricca di auto sfrecciati e moto rombanti dedicata allo stupore dei più piccoli e al divertimento dei loro accompagnatori.
Il brand di macchinine più amato di sempre è stato celebrato con un lungo e adrenalinico stuntman show che, per rendere ancora più spettacolare e memorabile l’evento, è stato coronato da una performance live di street art che ha affascinato e incuriosito tutti i presenti.

 


La possibilità di imprimere su tela piste e macchinine è stata affidata- e la scelta non poteva essere più adatta- alla libera interpretazione di Fulvio Zacco, in arte Zaccoart: disegnatore, illustratore e creativo urbano specializzato nella customizzazione dei veicoli.

Nessuno meglio di lui avrebbe potuto raccontare l’universo simbolico che fonda il mondo degli appassionati delle piccoline, essendo tra i più esperti in Italia non solo del design ma- cosa più importante- delle rombanti emozioni, impresse con lo spray.
Una grande, riuscitissima e colorata festa di celebrazione per il marchio oltre che l’ennesima conferma che la street art rappresenta la forza, la positività e l’unicità su cui puntare per rinnovare con successo le strategie e le metodologie del marketing di tutte le aziende che vogliano (e sappiano) osare.

Fauxumerism: quando salvare è meglio che comprare

Quello di andare a fare shopping per poi limitarsi a guardare le vetrine non è di certo un fenomeno nuovo. Eppure la recente recessione e la sempre più forte convergenza tecnologica hanno portato questo atteggiamento agli estremi. Ecco spiegato il fauxumerism: l’abitudine diffusa soprattutto tra i millennial di salvare nella wishlist, condividere sui social network o pinnare l’oggetto dei nostri desideri senza mai arrivare a comprarlo.

shopping online

Recentemente l’Intelligence Group, ha condotto una ricerca con l’obiettivo di chiarire quali sono le cause alla base questo fenomeno. Il sondaggio, pubblicato nel Cassandra Report del 2014, si è concentrato su un gruppo di 1.300 soggetti compresi tra i 14 e i 34 anni. Ciò che è emerso è che per questi cluster l’acquisto si realizza solo se e quando ritenuto essenziale. Per tutto il resto l’importante è la ricerca, non il possesso.

In quest’ottica il fauxumerism spiega il successo di piattaforme come Pinterest, Tumblr e Etsy, in cui è possibile allestire le proprie vetrine personali. Da queste deriva, dopo ore di ricerche minuziose, la gratificazione di poter esibire agli altri i propri gusti. Il tutto senza dover metter mano al portafoglio.

Ma il fauxumerism non si limita all’appagamento insito nella ricerca. La recessione ha portato a una maggiore attenzione alle modalità di acquisto. Questi nuovi consumatori sono continuamente online. Non solo possono immediatamente trovare ciò che desiderano ma, una volta che decidono di comprare, pretendono di ottenere l’offerta migliore dalle diverse aziende.

Oggi i millennial producono una spesa di circa 200 miliardi di dollari, cifra destinata a raddoppiare entro il 2020. È comprensibile perché rappresentino un mercato appetibile, soprattutto per i retailer. Ma come è possibile riuscire a catturare questo consumatore sempre più scostante, attento e sfuggente?

shopping online

Una ricerca condotta nel 2013 da Accenture ha rilevato che, nonostante il processo di ricerca, comparazione e scelta avvenga perlopiù online, i millennial preferiscono ancora effettuare i propri acquisti tra le quattro mura di un negozio: toccare, provare e solo dopo comprare. Cercano un’esperienza memorabile ed è per questo che i retailer devono concentrarsi su un’interazione che si basi sia sull’online che sull’offline. Pensate ad esempio alla creazione di offerte su misura inviate al cliente direttamente sullo smartphone ogni volta che è geolocalizzato nei pressi del nostro negozio.

Le aziende devono imparare ad interagire di più e a scegliere i canali giusti per comunicare con il proprio pubblico. Soprattutto nella comunicazione ai tempi dei social media. Questo affinché Pinterest e Tumblr non rappresentino una minaccia alle entrate delle aziende ma un valido strumento per rafforzare la relazione con il cliente.

goTenna: il Walkie Talkie per il vostro smartphone!

goTenna

Cari Ninja, immaginate di essere ad un grande concerto, allo stadio per una partita, in un centro commerciale molto affollato oppure in gita in alta montagna (ma anche su una barca in mezzo al mare, data la stagione 🙂 ). In tutti questi casi, molto probabilmente, sarete nella medesima situazione: il vostro smartphone, sia che ci sia rete oppure no, si troverà nell’impossibilità di effettuare una chiamata o di inviare qualunque messaggio.

Per ovviare a questa situazione è stato appena presentato un gadget, nato da una startup di Brooklyn: goTenna.

Ricordate i Walkie Talkie? goTenna funziona tramite lo stesso principio, trasformando una coppia di smartphone Android o iOS dotati di Bluetooth 4.0 (un protocollo caratterizzato quindi dall’essere a basso consumo di energia) in due device comunicanti tra loro via onde radio a bassa frequenza, anche se in modalità testuale e non vocale (quindi in maniera asincrona: entrambi i comunicanti non devono essere online nello stesso istante per poter ricevere o trasmettere), consentendo di inviare messaggi o coordinate GPS.

goTenna walkie talkie

L’idea alla base di goTenna nasce subito dopo l’uragano Sandy nel 2012 (quando le infrastrutture comunicative avevano subito un duro colpo) da un’idea della co-fondatrice Daniela Perdomo: cosa accade infatti quando le infrastrutture tradizionali di rete sono inutilizzabili? Diventa impossibile comunicare, non importa quanta tecnologia si abbia potenzialmente a disposizione. goTenna assicura quindi comunicazioni ad ampio raggio costruendo idealmente una rete alternativa di comunicazione, totalmente indipendente dalle infrastrutture tradizionali.

Ma come funziona concretamente? Il primo goTenna si collega via Bluetooth allo smartphone trasmittente, dal quale riceverà i messaggi o il punto GPS da comunicare, e poi invierà all’altro goTenna il messaggio desiderato, facendolo apparire sul display dello smartphone a sua volta abbinato. Tutto questo comunicando direttamente, indipendentemente dalla presenza di reti cellulari o wifi.

goTenna smartphone

I devices sono dotati anche di un piccolo laccio colorato per poterli appendere, ad esempio, al proprio zainetto: sono infatti di forma allungata per poter trasmettere al meglio le particolari onde radio a bassa frequenza (con un protocollo in attesa di brevetto) necessarie per comunicare tra di loro. La loro struttura, inoltre, è pensata per un utilizzo rugged, resistendo quindi alle intemperie e agli urti.

goTenna zaino

Le comunicazioni tra i vari goTenna avvengono all’interno di un’applicazione dedicata. I messaggi sono criptati, consentendo assoluta sicurezza e privacy nelle comunicazioni (garantendo una autodistruzione del messaggio e la mancata memorizzazione in un server centrale), si può effettuare una chat di gruppo con altri destinatari e condividere anche la propria posizione. I messaggi vengono memorizzati e poi visualizzati al momento della connessione del device con lo smartphone.

Al momento goTenna si può utilizzare tramite l’applicazione dedicata, anche se i fondatori stanno lavorando ad un SDK per sviluppatori terzi.

Per quanto riguarda la distanza di trasmissione, sul sito ufficiale è disponibile un tool che permette di simulare la situazione ed il luogo in cui ci si trova. Ma in condizioni normali, si può arrivare ad un range di distanza fino ad 80km (perfetto quindi nelle condizioni di potenziale bisogno di utilizzo, come la montagna o luoghi all’aperto). La batteria è dichiarata per un utilizzo continuo da 30 ore, con un uso “moderato” (accendendo il device al bisogno) è invece certificata per 72 ore.

goTenna comunicazione tra smartphone

goTenna è al momento disponibile in modalità pre-order, con spedizione all’interno di USA e Canada, al prezzo di lancio di 149$ per due antenne. Prezzo che poi lieviterà, sempre per una coppia, a 299.99$. Forse, specialmente quest’ultimo, un prezzo decisamente elevato, ma restano molto interessanti le sue potenziali applicazioni, specie in particolari nicchie di mercato che potrebbero beneficiarne.

E voi cosa ne pensate? Lo ritenete un accessorio utile, un’idea utile che potrebbe aprire ad altre applicazioni operative? Vi aspettiamo, come al solito, nello spazio dei commenti!

Come conquistare i Millennial con la musica

Se siete nati tra gli anni ’80 e i primi anni del 2000, in paesi occidentali, sappiate che con molta probabilità rientrerete nella categoria generazione dei Millenal o Generazione Y – o se vi è più familiare, sarete identificati come i discendenti dei baby boomer.

Questa digressione socio-demografica vuole essere il prologo all’analisi dei consumi e del mercato dei Millenial, target di molte aziende. Basti pensare che i Millennial costituiscono il 25% della popolazione degli Stati Uniti (che è di 77 milioni di persone), e il potere di acquisto è di circa 1.300 miliardi di dollari, secondo PTTOW.

Come conquistarli? Riportiamo l’articolo di Macala Wright di Mashable.

La musica per creare connessioni emotive

Per vendere un prodotto o un servizio alla generazione dei Millennial c’è un’unica possibilità: creare connessioni emotive allineandosi con i set di valori che essi posseggono e che sono legate alla situazione socioeconomica e a nuove regole sociali e culturali.

Negli ultimi dieci anni, uno degli strumenti più utili utilizzati per  creare questo tipo di connessioni è stata la musica. Essa è lo strumento più potente perché grazie al proprio contenuto stimola l’interazione sociale e ispira lealtà.

L’irrompere sulla scena di nuove tecnologie di streaming e lo sviluppo di modalità di fruizione multi-screen hanno comportato drastici cambiamenti rispetto al modo di fruire la musica che è diventata non più il prodotto da vendere ma anche parte integrante di una strategia di marketing seguite dalle case discografiche, dalle società di intrattenimento e da altri marchi legati ad altre categorie di consumatori.

Lori Feldman, partner del brand EVP e Creative Licensing Synch insieme al fratello del Warner Records, crede che la musica connetta le persone ad altre persone, le immagini su schermi e persino le proprie emozioni.

“La musica è usata in pubblicità e nel marketing per contribuire a garantire questi collegamenti, sia attraverso l’uso di un particolare artista, un insieme di testi o un brano specifico che ti fa davvero sentire qualcosa”, dice Feldman. “La musica e gli artisti che lo fanno sono parte integrante di marche che creano valore e connessioni per i consumatori.

Russell Wallach, presidente di Live Nation , crede abbia senso per i marchi di legare la musica alle proprie strategie di marketing.

Wallach dice: “Oggi vale per molte marche, sia che si tratti nella loro pubblicità o per sostenere un concerto o determinato artista. La partnership può contribuire a fornire una prolungata esposizione a un pubblico più ampio.”

Prendiamo, per esempio, la partnership dello scorso anno tra Samsung e Jay Z. In uno spot Samsung andato in onda lo scorso giugno, Jay Z ha annunciato che avrebbe regalato 1 milione di copie del suo LP, Magna Carta Santo Graal. I tifosi erano in estasi per il rilascio e la Magna Carta Santo Graal app è andata in crash a causa dell’elevato carico di traffico.

La musica ha la capacità di spingere all’azione, uno strumento potente per veicolare idee.

La musica per orientare ad azioni etiche e sociali

Per dimostrare la capacità persuasiva della musica sui Millenial, Feldman cita un programma di Amnesty International lanciato nel Regno Unito nel 2012 chiamato The Power of Our Voices.

“E ‘ un programma che ha educato gli studenti con canzoni di protesta e soprattutto ha spinto a capire come usare la musica per portare avanti il cambiamento sociale”, dice.

Rispetto a questa iniziativa, Kate Allen, direttore di Amnesty International UK, ha detto:

“Gli studenti impareranno come gli artisti ad utilizzare le loro parole e la musica per dare vita ad una lotta per il cambiamento. Saranno capaci di ascoltare Billie Holiday e cantare di discriminazioni razziali e di odio.

Concerti e festival come occasioni per forgiare legami duraturi

Quello di Absolut è un altro esempio in cui la musica abbraccia il brand per il bene sociale.  È protagonista infatti di un contest #AbsolutGaga per il tour di Lady Gaga che durerà tutta l’estate 2014. I fan sono incoraggiati a condividere idee creative su come vorrebbero trasformare la propria comunità. Absolut regalerà ad ogni spettatore un’ esperienza unica ringraziando gli utenti per aver partecipato al contest  con le proprie idee.

Coachella, SXSW e Bonnaroo sono i festival musicali in cui i Millennial, che hanno creato video da trasmettere sui propri canali digitali diventano veri e propri content generator.

Il frequentatore medio del festival Coachella è di età compresa tra 18-34 anni, è disposto a pagare $ 300 e ha un interesse particolare verso tutto ciò che è nuovo.

Negli ultimi anni, Lacoste ha ospitato il Lacoste Live! Pool Party a Coachella. L’evento organizzato tra gare di ping-pong, bocce e golf, ha dato la possibilità agli ospiti di vincere le cuffie Lacoste ed è stato menzionato in innumerevoli foto scattate dai partecipanti e condivise sui social.

Secondo uno studio condotto da Momentum Worldwide, un cliente che voglia partecipare ad una esperienza di marca dal vivo coinvolge il 65% delle persone attorno a sé raccomandando il marchio. In termini di portata dell’evento PR, conversazioni sociale e potenziali di vendita, l’evento Lacoste è stato un successo.

Musica, social e Twitter

Fino ad oggi, regina indiscussa tra le piattaforme più efficaci per la condivisione dell’esperienza musicale è stata Twitter, mentre gli altri social network come Facebook e Instagram stanno sperimentando differenti esperienze e hanno ancora una lunga strada da percorrere.

“Twitter è davvero efficace nel sfruttare le reti di artisti per la promozione di uscite discografiche e tour”, dice Jon Fahrner , fondatore di BumeBox. “Abbiamo trovato che gli artisti musicali fanno parte del DNA di Twitter e la piattaforma offre uno dei modi più efficaci per coinvolgere i Millennial intorno alla musica. Twitter è anche un modo fantastico per facilitare il massiccio impegno di fan, soprattutto con Millennial che sono cresciuti collegandosi ai propri artisti preferiti sui social network.”

Quando si tratta di scoperta di musica e condivisione, il digitale non è il driver primario. La radio è ancora il mezzo più importante per le persone per conoscere nuova musica. Il 78% del campione totale ha scelto la radio come un modo di sentir parlare nuova musica.

Digital vs Traditional

Se i Millennial sono così digitalmente attivi, come è possibile che un mezzo tradizionale come la radio possa ancora risultare un fattore chiave? Tra i Millenial ci sono anche alcuni consumatori passivi che hanno interesse per la nuova musica, ma non hanno il desiderio di cospargere la rete con musica che piaccia a loro. 

Sulla base del modello di comportamento attivo e passivo, H&M ha scommesso molto sul progetto Fashion Against AIDS, una campagna radiofonica lanciata nel 2008 nel Regno Unito. La campagna radiofonica offriva agli ascoltatori la possibilità di vincere uno dei 500 biglietti per una performance Estelle in uno store H&M ancora sconosciuto. Il concorso ha attirato 17.000 utenti e ha  venduto più di 50.000 T-shirt, donando il 25% del ricavato a enti di beneficenza HIV/AIDS. E’ stato un perfetto connubio di musica, Millennial e azione sociale.

Come influenzerà la tecnologia i comportamenti dei Millennial?

La tecnologia continua a permettere ai Millennial di essere più che mai vicini alla musica. Attraverso servizi e l’evoluzione dei social media on-demand di musica.

“Quanto più il mondo diventa digitale, tanto più la gente ha bisogno di interazione fisica, un bisogno psicologico”, dice Rich Goodstone , co-fondatore di Superfly Productions. “E cresceranno i desideri e la domanda dei consumatori per quelle esperienze che fanno della musica un grande canale di marketing in molteplici situazioni, soprattutto nei vivo concerti e festival.”

Il vostro brand preferito come raggiunge i Millennial?

 

Google Drive: nuova interfaccia per rimanere sempre connesso con i tuoi documenti

Google Drive: nuova interfaccia per rimanere sempre connesso con i tuoi documenti

Google Drive nasce il 24 aprile 2012 come servizio web di storage e sincronizzazione online che permette di creare, condividere il proprio lavoro online, accedendo ai propri documenti in qualsiasi luogo.

Il servizio di Google, utilizzabile sia via Web, caricando e visualizzando i file tramite il web browser, sia tramite l’applicazione installata su computer, ha come obiettivo quello di diventare il cloud storage più utilizzato.

Google Drive ha ricevuto un nuovo aggiornamento di versione, passando alla release 2.0 dalla precedente 1.3.

La nuova applicazione presenta una novità che risalta fin da subito: il layout dell’interfaccia, mostrata nella schermata principale, presentava un elenco degli elementi che oggi è sostituito da una griglia, la quale permette di consultare più velocemente tutte le informazioni dettagliate sui singoli file, gestendo il proprio lavoro in modo più semplice.

Questo tipo di interfaccia è decisamente più moderna, abbandonando completamente la barra superiore in favore di un’anteprima del documento e una griglia di pulsanti che rendono la gestione dei file molto più fruibile.

La condivisione di un collegamento con amici, collaboratori, familiari è a portata di clic, consentendo inoltre la creazione di gruppi di lavoro che interagiscono sul medesimo documento. Punto di forza è sicuramente la possibilità di integrarsi in maniera assoluta con tutti i dispositivi e i sistemi operativi.

Grande rivoluzione e cambiamenti, rivolti principalmente al mondo del business: durante la conferenza I/O 2014 Google ha spiegato fino da subito l’offerta rivolta agli utenti business, che potranno godere di uno spazio illimitato su Google Drive for Work per 8 euro al mese, accettando il caricamento e la condivisione di file fino a ben 5 TB (terabyte) di dimensione ciascuno. L’iniziativa fa parte degli sforzi di Google per aumentare l’appeal dei propri servizi alle PMI.

Google Drive nuova interfaccia

Questa è solo una delle tante novità: Google Drive offrirà anche una nuova funzione, ideata per aiutare quei clienti che hanno bisogno di funzionalità di collaborazione avanzata. Inoltre, grazie all’integrazione con Quickoffice sarà possibile modificare i documenti realizzati con Microsoft Office.

I dati forniti da Google parlano attualmente di 190 milioni di utenti attivi, di cui il 58% di aziende. Numeri che, in connessione con le ultime novità, sono destinati ad aumentare.