Uniqlo: dalla moda al food passando per un'app!

Uniqlo è il brand di abbigliamento giapponese che si è fatto conoscere col tempo per il suo più che curioso modo di presentare le sue collezioni: in passato ha fatto ricorso al marketing virale e ad un uso innovativo della tecnologia web. Recentemente, a dimostrazione di quanto detto, Uniqlo ha presentato l’app Uniqlo Recipe: avete capito bene, un’app di ricette! Prima di spiegarvi perché cerchiamo di capire il concept che sta dietro le strategie di questo brand!

Basic e innovazione: Uniqlock e Uniqlo Calendar

Il concetto principale dietro la mission di Uniqlo è realizzare collezioni di abiti in cui i capi siano facilmente combinabili fra loro. In breve, le collezioni di Uniqlo sono essenziali, basic eppure di alta qualità: infatti Uniqlo propone un gran numero di componenti basic, dalle magliette ai piumini, per lo più privi di decorazioni ma dal taglio semplice e versatile e con tecnologie anche molto avanzate come i tessuti antisudore, quelli che mantengono il calore e quelli che proteggono dai raggi UV. La semplicità e l’essenzialità permette ad Uniqlo di tenere i prezzi molto bassi: così negli anni ha potuto aprire diversi flagship store ed ora ha un e-commerce che tocca Giappone, Cina, Corea del Sud, USA, Europa fino all’Italia da novembre 2013.

Un esempio davvero molto interessante delle accennate innovative strategie di marketing di Uniqlo è rappresentato dal sito in Flash Uniqlock che è un orologio digitale, ma molto particolare: sull’home campeggia l’orario di Tokyo accompagnato da una musica a 60 bpm a tempo coi secondi. Ogni 5 secondi all’orologio si alternano le minicoreografie di quattro ballerine. La musica segue il ritmo della giornata: allegra nelle ore diurne e rilassante nelle ore serali. E’ possibile anche modificare l’orario del timer, anche se noi onestamente non ci siamo riusciti…

Le ballerine ovviamente vestono Uniqlo e offrono un esempio concreto di come sia facile comporre diversi outfit con le collezioni del brand.

Uniqlo Recipe: food & fashion

L’app Uniqlo Recipe  si definisce subito appena la avviate come “un meraviglioso mix di cibo, stile e musica” (quest’ultima è una componente che come avrete capito è sempre presente per il brand): il primo elemento di quest’app sono dunque le 24 ricette proposte da 6 chef emergenti degli USA e mostrate  step by step con schede con video e fotografie.

Le ricette utilizzano ingredienti e tecniche di cottura semplici, tutte facili da fare a casa e che sono un’invitante miscela di cucina raffinata e tradizionale. Inoltre per ogni ricetta si può visualizzare se si tratta di un piatto vegetariano, vegano, gluten free o privo di lattosio.

Il secondo elemento sono gli chef: 6 giovani talenti statunitensi che presentano 4 ricette a testa e di cui si può leggere la bio, guardare il video di presentazione e copiare il look: infatti è questo il punto forte dell’app, cioè che per ogni ricetta gli chef sono vestiti con un abbigliamento ” a tema” o per meglio dire “in tinta”, come potete vedere dallo screenshot qui sotto. Dall’app è possibile poi accedere subito all’e-commerce per atterrare sulla scheda del capo che ci interessa.

Tutte le ricette sono ispirate alla filosofia LifeWear che contraddistingue il marchio Uniqlo, mentre i colori della collezione Autunno / Inverno 2013-2014 fanno da sfondo alle ricette.

Infine ultimo elemento dell’app è la musica: dall’app si può scegliere di impostare il timer che ci accompagnerà durante la realizzazione della ricetta. Il timer può essere scandito da diverse colonne sonore che per lo più sono i normali rumori di una cucina! Davvero simpatica come idea, provatela!

Ovviamente l’app è corredata di tutti i social network principali per la condivisione, perché si sa che food e moda sono i protagonisti assoluti delle nostre bacheche 😉

L’app è gratuita e disponibile su iTunes Store.

Facebook ADS: scrivere quella perfetta si può?

Parte dell’investimento di una strategia social può essere utilizzato nelle inserzioni sponsorizzate di Facebook ADS. Al dì là dei benefici, delle politiche da adottare e da mille altri fattori da tenere in considerazione per progettare un’inserzione pubblicitaria sul social network,la domanda che disturba il sonno degli addetti ai lavori è: Come faccio a far entrare tutto quello che devo dire in 25 caratteri?

Ora, le soluzioni sono due: o cambiare mestiere (in molti hanno seguito la prima scelta proposta!) o prendere fiato, calmarsi e… ottimizzare! 🙂

Attirare l’attenzione!

Non servono titoli chilometrici (non ci sono abbastanza caratteri!) o urlati a squarciagola. Un titolo diretto, semplice ed essenziale è requisito fondamentale perché un’inserzione sia efficace nel marasma di informazioni pubblicitarie che è diventato Facebook.

Distinguersi non è assolutamente facile, ma se ci si concentra e si riesce a cogliere il punto con una frase ad effetto che anticipi il messaggio vero e proprio il gioco è (quasi) fatto.

Scegliere l’immagine giusta

Un’immagine vale più di mille parole: mai detto popolare fu più calzante! Per l’economia di parole che Facebook rende necessaria, scegliere l’immagine giusta risulta quanto mai un’operazione fondamentale, anzi l’operazione da curare di più.

L’utilizzo di un’immagine chiara e che sintetizzi il messaggio testuale è la scelta più ovvia. Da non dimenticare assolutamente la coerenza tra immagine e testo, importante sia per mantenere l’attenzione dell’utente ancorata all’inserzione, sia per sottolineare ulteriormente il concetto.

Far passare il messaggio corretto

Il nocciolo della questione adesso è semplice “Che scrivo?”. Nelle fasi preparatorie della campagna sicuramente si sarà definito il target, gli obiettivi e le altre variabili da monitorare. Ora serve sintetizzarle in una manciata di caratteri: il dono della sintesi sicuramente aiuterà i più fortunati, ma basta non perdersi d’animo e si riesce in tutto!

In sintesi:

  • tenere conto delle parole-chiave giuste, sono uno strumento fondamentale;
  • centrare il senso del messaggio e comunicarlo:
  • tenere a mente (sempre!) l’obiettivo da raggiungere;
  • utilizzare concetti semplici e diretti.
Arrestato Charlie Shrem, vicepresidente BitCoin Foundation

Arrestato Charlie Shrem, vicepresidente BitCoin Foundation

Arrestato Charlie Shrem, vicepresidente BitCoin Foundation

Charlie Shrem - CEO di BitInstant

Shrem è stato arrestato insieme a un altro operatore di Bitcoin, Robert Faiella. Il CEO di BitInstant è stato rilasciato ieri, su cauzione, dal tribunale di New York.

Sicuramente una notizia che fa clamore, data l’importanza di Shrem nell’area delle criptovalute (e soprattutto in ambito BitCoin).

Arrestato Charlie Shrem, vicepresidente BitCoin Foundation

Per quanto riguarda Silk Road, è stato chiuso ad ottobre 2013 ed il suo fondatore arrestato.
Nell’ambito delle indagini sulla chiusura, l’agente dell’FBI Christopher Tarbell ha precisato: “La pagina web Silk Road è stata utilizzata come un enorme mercato nero, dove i suoi utenti hanno realizzato un’attività organizzata di acquisto e vendita di beni e servizi illeciti”. Inoltre, durante l’operazione il Governo americano avrebbe sequestrato l’equivalente di 3.6 milioni di dollari in Bitcoin.

Baci Perugina lancia il sito e-commerce più romantico della rete

Il 14 febbraio è vicino e tutti i bravi innamorati si staranno sicuramente sbizzarrendo in pensieri e preparativi per regalare un momento romantico alla propria dolce metà (vero innamorati?).

In soccorso alla vostra creatività, magari un po’ in debito (soprattutto di portafoglio..) dopo le feste di Natale, ecco un’idea semplice, molto carina e soprattutto tanto attesa, che arriva direttamente dai cioccolatai più famosi di Perugia.

Cosa vi viene in mente pensando ai Baci Perugina? Tutti d’accordo no? È quel momento ormai familiare ed unico che distingue un Bacio Perugina da tutti gli altri cioccolatini, la lettura del bigliettino!

Per anni i Brand lover del famoso marchio della Nestlé l’hanno invocato a gran voce, sul web e non solo, e finalmente è arrivato! Si chiama “i miei Baci per te” ed è il nuovo shop online di Baci Perugina dove per la prima volta sarà possibile personalizzare i messaggi dei mitici biglietti che avvolgono i famosi cioccolatini.

Realizzato in collaborazione con Now Available, Agenzia di riferimento per tutta la comunicazione digital di Baci Perugina, il sito offre all’utente la possibilità di scegliere la confezione regalo preferita (eleganti scatole da 10, 20 e 30 Baci) e di personalizzare i famosi “cartigli” con messaggi, volendo anche tutti diversi.

“Anche questa volta abbiamo voluto confermare il nostro tratto distintivo con un progetto moderno in grado non solo di generare nuove revenue, ma soprattutto di far parlare di sé in termini di comunicazione e di esperienza d’acquisto” commenta Francesco Burelli, Marketing Manager divisione dolciari Perugina.

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Nessun dubbio sul successo dell’iniziativa che conferma Baci Perugina come una delle marche più innovative e capaci di cogliere in modo fruttuoso gli stimoli della rete e le richieste dei suoi più fedeli consumatori.

Certo, il pensiero non può dirsi proprio economico (35€ la scatola più piccola da 10 cioccolatini) ma finalmente potrete liberare il vostro spirito poetico ed arricchire di originalità un regalo altrimenti un po’…scontato.

Facebook come una malattia? Non diciamo sciocchezze!

facebook come malattia

Credits: buz_flickr

Tra qualche anno nessuno userà più Facebook, o quasi. Lo sostiene uno studio effettuato da due ricercatori dell’Università di Princeton, che mette a confronto l’evoluzione del social network con quella delle malattie infettive.

È stato dimostrato che le idee, al pari delle malattie, si diffondono in modo virale tra la gente, finché non perdono la loro forza. Questo processo è stato efficacemente descritto attraverso i modelli epidemiologici.

John Cannarella e Joshua Spechler, gli autori dello studio, sono partiti da questo presupposto per ideare un modello che prevede l’imminente declino di Facebook. Secondo i loro calcoli, infatti, il social di Zuckerberg perderà l’80% dei suoi utenti entro il 2017!

Ma come sono arrivati a questa conclusione? Innanzitutto hanno raccolto e analizzato i dati di Google Trends su Facebook e poi li hanno comparati con il modello SIR per la diffusione delle malattie infettive. Questi dati hanno rivelato che le query di ricerca relative a Facebook hanno raggiunto il picco massimo nel Dicembre 2012 e da quel momento in poi hanno continuato a diminuire.

Secondo il modello SIR, le malattie infettive hanno una rapida diffusione e un altrettanto rapido declino. Il motivo per cui ci iscriviamo a un social network, in genere, è perché veniamo “contagiati” da alcuni amici che lo usano già. È questo il meccanismo che ha alimentato la repentina crescita di Facebook in primo luogo. E se il modello elaborato da Cannarella e Spechler è corretto, sempre più persone “guariranno” e lasceranno la piattaforma, convincendo i propri amici a fare lo stesso.

confronto modello sir facebook

Per mettere alla prova la loro teoria, i due autori hanno fatto un test utilizzando i dati di MySpace. È venuto fuori che si sovrapponevano quasi perfettamente al modello SIR. La notizia, per restare in tema di malattie, è diventata virale e ha fatto il giro della rete, approdando anche sulle pagine dei media internazionali.

Naturalmente Zuckerberg & Co. non sono rimasti a guardare e pochi giorni dopo hanno pubblicato una spassosissima risposta; una contro-ricerca intitolata Debunking Princeton. Utilizzando lo stesso modello ideato dai due ricercatori, gli scienziati di Facebook hanno predetto che l’Università di Princeton perderà tutti i suoi studenti nel 2020.

il declino di princeton

E non solo, stando ai dati di Google Trends, persino l’aria che respiriamo si esaurirà entro il 2060!

dati google sull'aria

Una possibile spiegazione a tutto questo è il fatto che la diffusione di un fenomeno non è data soltanto dalla frequenza con cui compare nelle ricerche su Google. Prendiamo il caso di Facebook; anni fa era abbastanza normale che gli utenti più inesperti digitassero “Facebook” nella barra di ricerca, o “Facebook login” per arrivare alla homepage del sito. Ma oggi l’app di Facebook è ovunque e si apre con un click (o un tap!). Ormai tutti sanno come funziona e non c’è più bisogno di ricorrere a Google per questo.

Se l’inglese non vi spaventa, vi consigliamo la lettura integrale dell’articolo perché è davvero divertente. Complimenti al team di Facebook, che è stato in grado di volgere a suo vantaggio una situazione critica, elaborando una risposta arguta, ironica e soprattutto tempestiva!

La street art diventa tridimensionale e interattiva

La street art è un tipo di espressione artistica che ha un pregio molto raro: assumere un significato differente per ognuno di noi.

Ogni opera è una miniera di creatività, di unconventional e guerrilla tips, spesso porta con sé messaggi sociali, politici e di rottura, ma in ogni caso ha il pregio di riuscire a mostrarci il mondo da una prospettiva ogni volta diversa.

Aakash Nihalani ad esempio è un artista che ha fatto del concetto di prospettiva la sua poetica: attraverso la sperimentazione delle isometrie e dell’anamorfismo è riuscito a rendere la street art interattiva.

Installazioni artistiche decisamente non convenzionali, realizzate con nastro adesivo sgargiante e coloratissimo, a volte anche con della pittura.
Il nastro viene posizionato sulle superfici outdoor (muri, tetti, ringhiere, marciapiedi) in modo da creare forme isometriche tridimensionali mutevoli in base alla prospettiva da cui vengono viste: in questo modo si può sempre “giocare” e interagire con l’opera, ponendosi in punti di osservazione diversi.

I colori forti evidenziano delle “porzioni di realtà”, confinano delle aree creando di fatto nuovi spazi tridimensionali che prima erano invisibili. Il nastro adesivo circoscrive zone al cui interno lo spettatore si può muovere o con cui può creare altre forme.

Le installazioni più famose di Nihalani sono sicuramente quelle outdoor, ma spesso l’artista ha curato anche mostre indoor dal carattere più astratto. Si occupa anche di scultura, pittura e stampa: il suo stile è sempre geometrico, prospettico, anamorfico, gioca con i piani e le strutture tenendo l’optical art come grande punto fermo.

Parlando di street art, è molto attivo e famoso a New York, Los Angeles, New Delhi, ma ha “lasciato tracce” anche in Europa, a Bordeaux e Vienna.

«Sto cercando di offrire alle persone la possibilità di vivere una New York diversa da quella che sono abituati a vedere, per scappare momentaneamente dalla routine. Tutti abbiamo bisogno dell’opportunità di vedere la città in maniera più giocosa, come un mondo dominato dall’interazione di colori e forme molto basiche. Cerco di creare uno spazio nuovo dentro lo spazio esistente del quotidiano, in cui entrare liberamente e “sconnettersi” in maniera inaspettata dalla propria realtà».

News Feed Facebook: come vedere i contenuti che ci interessano davvero

facebook news feed

Il news feed è il perno attorno a cui si muovono tutte le dinamiche di Facebook.

E’ la colonna portante dell’intera struttura del social network, il luogo adibito al flusso dei nuovi contenuti proposti dai nostri amici, dalle persone influenti che abbiamo scelto di seguire e dalle pagine che amiamo. Aggiornamenti di stato, foto, video, link condivisi, attività da applicazioni terze e “Mi piace”.

Ma vediamo davvero ciò che ci interessa?

Ci sono da fare due premesse fondamentali: anzitutto va chiarito che, quando aggiorniamo il news feed, vediamo un numero di post estremamente ridotto rispetto a quelli effettivamente pubblicati. Questo perché (seconda premessa) è Facebook tramite il suo algoritmo a determinare cosa è per noi davvero interessante. In un recente evento fu lo stesso Zuckerberg a dichiarare che

Facebook vuole consegnare ogni giorno ad ognuno la copia del giornale più personalizzato del mondo.

I gattini e i selfie che dobbiamo sorbirci ogni giorno dicono che siamo ancora un po’ lontani da quel risultato, ma è vero che il flusso degli aggiornamenti dipende anche, e soprattutto, dal nostro atteggiamento nei confronti dei contenuti. Oggi, infatti, diversi parametri hanno lo scopo di misurare con precisione cosa potrebbe piacerci maggiormente influendo su ciò che ci verrà proposto.

Saranno quindi fondamentali aspetti come le interazioni con alcune tipologie di post (like, commenti e condivisioni), la frequenza con cui interagiamo con alcuni amici piuttosto che con altri, la rete sociale che stiamo costruendo (che nel caso sia strettamente connessa alla nostra professione sarà indirizzata su determinate tematiche).

Ma la pura interazione spesso non basta. Ecco perché esistono alcuni trucchi per vedere davvero ciò che interessa rivelati a Mashable da Greg Marra, product manager di Facebook per il “News Feed”.

Nascondere gli aggiornamenti non graditi.

Abbiamo tutti in news feed un amico che aggiorna il suo status continuamente facendoci conoscere persino la sua regolarità intestinale, oppure un contatto che lancia criptici messaggi verso l’universo tipo “Non ho parole…” non seguito da ulteriori spiegazioni (sappiate che non stimola engagement, non vi chiederemo a cosa vi riferite!).

E tutti proveremmo un grosso dispiacere nell’eliminarli dagli amici. Ma la soluzione c’è: zittirli in modo indolore. Attraverso la funzione “Non seguire più Pinco Pallino” che trovate in alto a destra su ogni post potrete preservare un’amicizia e ravvivare i contenuti del news feed.

Smetti di Jessie

In questo caso però non ci sono vie di mezzo: non possiamo scegliere solo la qualità dei post di un amico, bensì la possibilità di seguirlo o meno in tutti i suoi aggiornamenti.

Non perdersi mai nessun aggiornamento

Ammettiamolo, sono pochi quelli che fanno parte della nostra cerchia di amicizie e da cui possiamo attenderci solo contenuti interessanti, post ironici e riflessioni profonde. Ma a volte capita di avere un contatto così su Facebook. E di quel contatto non vogliamo perderci nulla.

Secondo Marra, la prima cosa da fare per far sì che il nostro news feed mostri sempre i suoi aggiornamenti è interagire. Se ci piace ciò che pubblica, diciamolo a Facebook con un “like” o con un commento. In questo modo l’algoritmo saprà che quell’utente ha i contenuti che fanno per noi.

Se questo non dovesse bastare c’è la funzione “Ricevi le notifiche“. La trovate nello stesso punto della funzione precedente oppure andando sul profilo da seguire come da immagine in basso. Per il contatto selezionato riceverete una notifica personalizzata ad ogni suo aggiornamento: nulla vi sfuggirà.

Ricevi notifiche

Creare un news feed personalizzato con le liste

Un’altra possibilità per non perdersi davvero nulla è creare dei mini-news feed personalizzati con le liste.

Per iniziare, dalla home page, scorrete la colonna di sinistra fin quando non vedrete la voce “Amici” e cliccate su “Altro”. Automaticamente Facebook vi proporrà una serie di liste già impostate e basate su “Amici più stretti”, colleghi di lavoro, gruppi ai quali fate parte, compagni di studi e familiari.

Elenchi Pagina

Cliccando su una delle liste proposte, vi verrà mostrato un news feed composto dagli aggiornamenti dei contatti con cui condividete quel particolare aspetto della vostra vita.

Se le liste proposte non fanno al caso vostro, sotto la barra di ricerca c’è la funzione “crea lista“. In questo modo potrete personalizzare al massimo il vostro news feed ricevendo gli aggiornamenti solo delle persone che deciderete di includere nella vostra lista personalizzata e che potrete visualizzare con un semplice click.

Elenco di creazione

Le liste sono modificabili in ogni momento. In alto a destra infatti potrete selezionare la voce “Gestisci lista”, e potrete rimuovere dei contatti, aggiungerne nuovi o gestire il tipo di contenuti che desiderate vedere.

Affinare i post sponsorizzati visualizzati

Non è – ovviamente – possibile eliminare i post sponsorizzati dal news feed. Ma potete comunque fare in modo che siano quantomeno interessanti e potenzialmente utili.

Potete, in pratica, fornire a Facebook dei feedback rispetto ai post sponsorizzati visualizzati nel caso non siano in linea con i vostri interessi. Cliccando il solito angolo superiore destro scegliere “Non desidero più vedere questo contenuto” oppure “Nascondi post sponsorizzati di…”.

Screen shot 2014/01/19 alle 12.15.10 PM

Al contrario, ovviamente, un like al post o alla pagina equivarrà ad un’approvazione per quel tipo di annunci.

Piccoli consigli, insomma, che se usati correttamente ci consentiranno di eliminare qualsiasi contenuto (o persona) che rende peggiore la nostra esperienza su Facebook, e scegliere con cura ciò che vogliamo visualizzare.

Una sorta di “fai da te”, insomma, in attesa che si avveri la profezia di un news feed davvero capace di comprendere cosa vogliamo vedere 😀

OneDrive: Microsoft annuncia il sostituto di SkyDrive

OneDrive: Microsoft annuncia il sostituto di SkyDrive

OneDrive: Microsoft annuncia il sostituto di SkyDrive

Dopo aver perso (a giugno dello scorso anno) la causa contro BSkyB per violazione del marchio registrato “Sky”, Microsoft annuncia il suo nuovo servizio di cloud storage che sostituirà SkyDrive: OneDrive.

Per gli utenti attuali dei servizi SkyDrive non ci saranno problemi di “migrazione”. Al momento è possibile registrarsi per essere avvertiti via mail quando ci sarà il lancio ufficiale: https://preview.onedrive.com/

SkyDrive e SkyDrive Pro diventeranno rispettivamente OneDrive e OneDrive for Business. Questo è il video ufficiale del lancio:

Ricola svela la sua ricetta segreta: Chrüterchraft

Segnate in agenda la parola Chrüterchraft perchè in 13 lettere racconta le 13 erbe di una straordinaria caramella di cui finora ci siamo solo chiesti “Ma chi le ha inventate?”

Felix Richterich, CEO e Presidente del Consiglio d’amministrazione di Ricola ha affermato soddisfatto

“Chrüterchraft è il termine svizzero che indica l’efficacia e il gusto delle erbe svizzere ed esprime in una sola parola tutti i valori caratteristici di Ricola: una miscela di erbe con tutti gli effetti balsamici e il buon sapore dei nostri prodotti”.

Per Ricola “Chrüterchraft” non è soltanto una campagna pubblicitaria, ma ha una vera e propria missione: diffondere nel mondo una parola svizzera che si potrà pronunciare come uno scioglilingua.”Chrüterchraft” descrive l’effetto di Ricola ed è volutamente uno scioglilingua per chiunque non sia svizzero” – ha affermato Jean-Remy von Matt. I consumatori europei, statunitensi ma anche asiatici scopriranno cosa si nasconde dietro questa strana parola.

Nel 1998 Ricola ha lanciato la campagna pubblicitaria “Chi le ha inventate?”, diventando subito uno straordinario successo. Lo spot mostrava un irrequieto agente Ricola in viaggio per diversi paesi a smentire le fandonie locali sull’inventore delle caramelle Ricola. La campagna “Chi le ha inventate?” ha permesso a Ricola di raggiungere una grande notorietà ed ora l’azienda si rimette in gioco, grazie alla creatività dell’agenzia pubblicitaria Jung von Matt/Alster di Amburgo, per proseguire la logica di “Chi le ha inventate?”.

Visto che ormai tutti sappiamo chi ha inventato le caramelle svizzere, “Chrüterchraft” è la risposta alla prossima domanda: che cosa ha inventato Ricola?. Nello spot un prestante coltivatore di erbe spiega il significato della parola-scioglilingua, mentre si susseguono immagini evocative del magico effetto della “Chrüterchraft” in varie situazioni, nel tipico umorismo Ricola.

In Italia la campagna sarà visibile per la prima volta dal 26 gennaio e verrà trasmessa fino al 23 febbraio con un soggetto da 30 secondi. La campagna sarà on air sulle Reti Rai, Mediaset, La7, sui principali canali del digitale terrestre e su Sky. Il mezzo televisivo verrà affiancato da una comunicazione digitale che aiuterà i consumatori a scoprire tutti i dettagli di “Chrüterchraft”.

Per conoscere in maniera approfondita tutti i dettagli della nuova parola chiave del marchio Ricola, potete visitare il sito www.ricola.it.

Attraverso questa nuova campagna pubblicitaria internazionale, Ricola vuole consolidare la propria posizione di leader mondiale nel settore delle caramelle alle erbe di alta qualità.

“Dopo i tentativi falliti di cinesi, finlandesi ed eschimesi di spacciarsi per inventori e produttori di Ricola, sbarca la svizzerissima Chruterchraft. La nuova campagna avrà il claim “Ricola, famosa per la sua Chrüterchraft” e non tralascia il tradizionale sense of humour, né tanto meno il famoso jingle “Ricolaaaa!”, che rappresentano punti fondamentali di continuità con il passato”

Queste le parole di Luca Morari, general manager Divita, distributrice di Ricola in Italia.

Antirughe, supereroi e mostri: i migliori annunci stampa della settimana

Ben ritrovati, cari Ninjetti! Anche questo lunedì, come ogni lunedì creativo che si rispetti, siamo pronti a presentarvi i migliori annunci stampa presentati nei circuiti internazionali. Via alla scorpacciata! Go!

Nivea Men: Worry lines, Car/Kids/House

Quanti pensieri per questi uomini! L’automobile sfasciata, i figli monelli e la nuova casa in costruzione! Tutto questo stress fa alzare la tensione e calare le rughe! Fortunatamente c’è Nivea con i suoi prodotti anti-rughe!

Brillante l’esecuzione! Da notare la scelta dei colori: freddi, su scala di grigi (auto, vestiario figlia, casa) che sono accordati alla confezione in alluminio e ai colori dei capelli dei soggetti (neri/grigi).

Advertising Agency: Jung von Matt/Alster, Hamburg, Germany
Creative Directors: Andres Blumenthal, Simon Hiebl
Art Director: Pavel Bondarenko
Copywriter: Daniel Steller
Grafik: Stefanie Prüsch
Photographer: Klaus Merz

Amnesty International: Wonder Woman/Superman

Davvero curiosa questa scelta di Amnesty International che utilizza nella sua comunicazione i supereroi puntando, come fanno molte altre organizzazioni benefiche (abbiamo visto degli esempi qui e qui), sull’opposizione donatore-eroe. Rispetto agli esempi visti finora, però, Amnesty e Air Brussels hanno deciso di dare un significato negativo al supereroe mostrandoci l’artificiosità dei nostri beniamini. Semplicemente: non esistono.

“Non pensare che esistano i super eroi, solo tu hai il potere di proteggere i diritti umani. Compra una candela.”

Advertising Agency: Air, Brussels, Belgium
Creative Directors: Marie-Laure Cliquennois, Gregory Ginterdaele
Creatives: Julien Scouze Riviezzo, Sébastien Stronghead Verliefde
Account Director: Julie De Smedt
Agency Producer: Marie Libouton
Photographer: Gregor Collienne

Oral-B Glide Floss: Nessie/Bigfoot/Aliens

Niente sfugge al filo interdentale Glide. Ma proprio niente! In questa simpatica e colorata print il prodotto di igene dentale di Oral-B viene utilizzato per stanare i mostri leggendari del nostro pianeta dai loro nascondigli segreti.

Chiaro il riferimento: mostri/residui di cibo. Ads adatta per grandi e piccini!

Advertising Agency: PKT, New York, USA
Creative Directors: Mark Ronquillo, Eddie Shieh
Art Director: Eddie Shieh
Copywriter: Mark Ronquillo
Illustrator: Rohitash Rao

Art Producer: Darielle Smolian

Paschen & Companie: Monastery/Garret

Paschen è una ditta tedesca che produce librerie d’eccellenza, prodotte con materiali esclusivi. L’headline recita: “Un luogo grandioso per le storie più grandiose”.

Il luogo citato è sia quello che vediamo nel visual (monastero e soffitta) sia le librerie Paschen dove poter custodire le storie più grandiose (libri).

I personaggi che ci vengono presentati provengono tutti da grandi classici della letteratura mondiale. Li riconoscete tutti?

Advertising Agency: lawinenstift, Berlin, Germany
Creative Director: Stefan Litwin
Art Directors: Mirella Popp, Achim Vedam
Copywriter: Tobias Geigenmüller
Illustrators: Mirella Popp, Christian Podratzky
Photographer: Tom Fischer
Producer: Tina Zaman

Clinica Mosquera: Cactus/Chili

Ci sono servizi e prodotti in pubblicità più difficili da comunicare di altri. Fra questi i medicinali per il trattamento delle emorroidi.

Per capire quanta difficoltà si ha ancora oggi a trovare un’idea creativa vincente che comunichi un prodotto del genere vi vogliamo ricordare uno spot tv, ormai storico, di una nota marca di crema lenitiva che è stato trasmesso per anni in Italia, resistendo al continuo ricambio dei canoni pubblicitari. Lo spot non riprendeva il volto del parlante ed era programmato spesso di sera o addirittura di notte, come ricordano gli amici di Spot80.

In questa campagna stampa di un clinica specializzata, si è deciso di presentare il problema con un taglio decisamente laterale. Un cactus molto pungente e un peperoncino piccante arrotolati su se stessi ricordano delle feci umane. Al target di riferimento non servono altre spiegazioni!

Advertising Agency: BBA Brand Building Ad, Quito, Ecuador
Creative Director: Bryan Recalde
Art Director: Eduardo Revelo
Copywriters: Daniel Ramirez, Gonzalo Montero
Illustrator: Christian Nuñez