10 tip and trick che possiamo imparare dai designer

Ciaran Griffin/Lifesize/Thinkstock

Quando, a un certo punto della nostra vita, decidiamo quale strada professionale intraprendere, siamo consapevoli che questa scelta, più o meno indirettamente, influenzerà il nostro modo di pensare e il nostro approccio ai problemi di ogni genere.
Che siate medici o filosofi, di certo penserete che il vostro metodo nulla abbia a che vedere con quello di designer e progettisti. Eppure con questo post vogliamo farvi ricredere, segnalandovi 10 caratteristiche dei designer che ognuno di noi, indipendentemente dalla propria professione, dovrebbe prendere come esempio.

1) Ogni vincolo è un alleato

Sembra un’enorme contraddizione, ma un buon designer sa bene che vincoli e limiti (come tempo, strumenti, denaro e altro ancora) possono rivelarsi degli ottimi stimoli per giungere a soluzioni ingegnose e creative che, in assenza di condizioni di stress, non avrebbero mai visto la luce. Che lo crediate vero o meno, non potrete negare che è un modo positivo di guardare alla propria giornata lavorativa!

2) Less is more

Quante volte l’avrete sentito dire? E quante di queste volte a dirlo era proprio un designer? Non è certo un segreto: chi possiede una grande capacità di sintesi allena costantemente la mente a escludere tutto ciò che è superfluo per mantenere l’essenziale. Less is more non è solo un approccio, è uno stile di vita!

3) Chi non risica non rosica

iStockphoto

La caratteristica di molti designer è quella di adottare spesso la mentalità un po’ incosciente di chi è agli inizi del proprio mestiere che, sprezzante dei rischi, rompe le convenzioni pur di apprendere cose nuove e giungere a soluzioni innovative. Sarà rischioso, certo, ma a volte è quello che ci vuole per compiere il salto di qualità!

4) Parola d’ordine: empatia

Un buon designer sa che per trovare la soluzione a un problema è necessario mettersi nei panni del pubblico, ma questa è una regola così universale da trascendere ogni confine professionale fino a riguardare la vita stessa. Provare a immaginare gli stati d’animo altrui è un esercizio che dovremmo fare ogni giorno e dal quale ne otterremmo sicuramente grandi risultati!

5) E anche qui, storytelling

Spesso non è solo il design (inteso come soluzione di un problema) a essere importante, ma anche la sua storia e il suo significato. Ogni progettista si esercita costantemente a raccontare questo processo per enfatizzarne il concetto chiave. E voi?

6) Non solo apparenza

Ingram Publishing/Thinkstock

Per quanto l’estetica sia importante non è lo scopo principale del design, che si occupa soprattutto degli aspetti funzionali. Ovviamente le due cose è auspicabile che coesistano, non a caso si dice che il design non è arte, ma c’è arte nel design!

7) Dimenticare (o quasi) gli attrezzi del mestiere

Nonostante possa sembrare una frase un po’ eccessiva, nasconde una grande verità: gli strumenti saranno pure importanti, a volte addirittura indispensabili, ma con il passare del tempo diventano obsoleti; un’idea, invece, può diventare immortale. A volte bastano gli strumenti più semplici, come una matita e un quaderno, a dare la spinta giusta alla nostra creatività!

8 ) Mai sottovalutare le emozioni

Benché la funzionalità di una soluzione sia fondamentale, infatti, è altresì importante la reazione emotiva del pubblico e l’interazione di quest’ultimo con essa. Un buon designer non sottovaluta mai le emozioni, ma le prevede durante la sua fase di progettazione.

9) Curiosi dei dettagli

iStockphoto

Ogni progettista è curioso e attento ai dettagli, intento a osservare al tempo stesso sia la visione d’insieme che ogni singola parte. Questa estrema curiosità, insieme alla passione per le piccole cose, è la chiave del rinnovamento e della costante crescita professionale, indipendentemente dal mestiere che si svolge!

10) Le regole sono indispensabili

Se qualcuno prima di noi ha stabilito delle regole e delle linee guida un motivo c’é, e noi dobbiamo assolutamente conoscerle, soprattutto… quando abbiamo intenzione di infrangerle!
Il designer lo sa bene, e voi? Quante di queste caratteristiche ritenete possano tornarvi utili?

Tira fuori lo Zombie Boy che è in te con L'Oreal

L’Oréal col marchio Dermablend aveva già conquistato 13 milioni di visualizzazioni su YouTube grazie al video Go beyond the cover che ha per protagonista il super tatuato Rick Genest, meglio conosciuto come Zombie Boya causa della particolarità dei suoi tatuaggi.  L’artista canadese, che ha fatto del suo corpo tatuato un business, è stato un testimonial così efficiente per Dermablend che il brand ha ideato un’altra campagna incentrata su di lui.

Stavolta è stata realizzata un’app che racconta la storia del folle canadese e dell’esperienza che riguarda il suo corpo. L’esperienza però non resta fine a se stessa, bensì coinvolge direttamente l’utente grazie a una tecnologia 3-D che permette di trasformare l’iscritto in un “Uncover Zombie Boy”

L’applicazione permette di scattare una foto e di trasformare il proprio volto e il proprio corpo in uno scheletro, completamente, o in precise aree. In pratica si può giocare a essere  Rick Genest allo specchio.

La trovata commerciale è ovviamente nella forza del prodotto Dermablend , viralmente usato due anni fa per coprire i tatuaggi di Genest, facendo sembrare la sua pelle pulita come almeno quanto quella di Dita Von Teese.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=9mIBKifOOQQ’]

C’è già chi lamenta un ipocrita anticonformismo da parte dell’impavido Genest il quale ha prima stravolto la sua identità, o forse l’ha persa del tutto, e poi ha deciso di commercializzare quel suo aspetto tanto surreale per un fine che banalmente, è solo commerciale.

E la risposta non si è fatta attendere troppo, certo manca di originalità e poesia “ma il ragazzo deve in un modo o in un altro guadagnarsi da vivere”.

Se volete provare l’ebrezza di apparire come Zombie Boy, l’app è disponibile sull’App store e su un sito dedicato.

12 errori da evitare per una buona strategia di e-marketing

Vi abbiamo già parlato dell’importanza di adottare una buona campagna di comunicazione web-based per chi svolge attività finanziarie, ma come capire se la strategia che stiamo adottando è adeguata?

Di seguito vi proponiamo un rapido test che vi aiuterà a rispondere a questa domanda.

I 12 errori più frequenti nell e-marketing finanziario

In quanti di questi errori vi riconoscete?

1 – Non curare di comunicazione tra la società e i clienti!;

2 – Scegliere piattaforme online diverse rispetto a quelle dei clienti;

3 – Non mettere in atto gli sforzi necessari per costruire un rapporto di fiducia con i clienti;

4 – Non dimostrare onestà e trasparenza verso i clienti;

5 – Affidarsi al designer o allo sviluppatore per la consulenza marketing;

6 – Creare barriere artificiali tra l’ufficio marketing e altri servizi;

7 – Non possedere tutti i dati generati dal sito web;

8 – Non investire negli strumenti necessari per l’utilizzo dei dati digitali;

9 – Ignorare le ricerche a pagamento per l’acquisizione di nuovi account;

10 – Non investire in social media marketing;

11 – Trascurare la manutenzione del sito internet;

12 – Ignorare l’importanza di un sito internet facile da utilizzare.

Se vi ritrovate anche solo in alcuni di questi punti vi consiglio di correre immediatamente ai ripari e di non perdere il 2nd Annual Financial e-Marketing Forum.

Financial e-Marketing Forum: perchè e come partecipare

Il 25 e 26 settembre Amsterdam ospiterà il più importante evento dedicato alle strategie di marketing web-based più adatte per aggredire il mercato dei servizi dei servizi finanziario.

Tra le numerosi ragioni per le quali vi consigliamo di partecipare c’è sicuramente la presenza di speaker di altissimo livello , tra i quali Alex Sion, presidente di Movenbank o Carla Mouchbahani, di Deutsche Bank Belgium, che parlerà degli importanti traguardi raggiunti grazie a YouTube.

Durante la prima giornata si ruoterà intorno all’argomento “Building Customer Centric Channel Process”, con tavole rotonde a approfondimenti vari mentre nella seconda giornata sono previste tra sessioni:

Come raggiungere l’eccellenza nei principali canali di accesso della clientela;

Come sfruttare la rete dei Social Media;

Come gestire l’impatto delle strategie mobile.

Sul sito è disponibile il programma dettagliato.

Per partecipare occorre compilare l’apposito form presente sul sito.

Durante l’evento sarà possibile utilizzare sli.do per fare domande, votare, connettersi con gli altri partecipanti, al fine ultimo di creare immediatamente un ponte tra impresa, clienti e il mondo digitale.

Vine video: 10 esempi creativi per il personal branding [VIDEO]

Vine, il servizio di proprietà di Twitter che permette di condividere online video 6 secondi, ha recentemente raggiunto i 40 milioni di utenti, nonostante la concorrenza di Instagram. A noi Vine piace tantissimo, perché offre contenuti leggeri, facilmente fruibili, e sembra stimolare incredibilmente la creatività degli utenti! Una ciliegia tira l’altra, come si dice…

Soprattutto, ci piace scoprirne gli utilizzi più originali e indagare strategie per utilizzare questa app come strumento di marketing. La nostra Raffaella Pironti aka Susumuki vi ha già proposto interessanti consigli per il VINEomaking, con qualche suggerimento per uno storytelling d’effetto e un buon montaggio.

Oggi, vediamo qualche stuzzicante spunto su come utilizzare Vine per il personal branding, per promuovere sè stessi e il proprio lavoro. Parola d’ordine: distinguersi e arrivare al punto, in soli 6 secondi!

Il tuo biglietto da visita

Chi sei, cosa cerchi, a chi ti proponi? Basta mostrare la tua business card per farlo sapere…

Esprimi la tua vision

Cosa ci distingue dagli altri? Il modo in cui ci approcciamo al nostro lavoro, ad ogni progetto!

Fai vedere cosa fai, in modi stra-ordinari

Mostrare il portfolio visivo

Vero, i 6 secondi messi a disposizione da Vine non sono proprio sufficienti per mostrare i vostri lavori in tutta la loro bellezza. Ma anche la presentazione ha il suo peso. E poi c’è sempre la funzione “pausa” 😉

Engagement e crowdsourcing

Il potere del web sta nella connessione. Fatevi conoscere, e interagite. Coinvolgete chi vi segue.

Consigli creativi per i colleghi

Per lo stesso motivo di cui sopra! Fornire spunti e consigli importanti per la propria connesione è sempre molto utile.
Un esempio tutto italiano: ecco il video di Valentina Falcinelli!

Un curriculum a puntate

Immaginate se a questo video ne seguissero altri inerenti ad ognuna della capacità, esperienze, hobby che inseriamo nel nostro CV. Il risultato potrebbe essere niente male.

Un post condensato in 6 secondi

Certe cose possono essere riassunte facilmente in 6 secondi, a corredo di un post magari.

Uscite agli schemi

I video di Vine sono presentati dentro un frame stile Polaroid. Una cornice, con la quale giocare e creare mille e una dis-connessioni.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori della settimana

Pronti per ripartire con una nuova stagione di fantastiche Top 10 settimanali? I ninja non si fermano mai, e con sguardo sempre attento torniamo ad esplorare il web, le librerie, le mostre, le strade – in Italia e nel mondo – alla ricerca dei migliori “stimoli visivi” settimanali e dei creativi da non perdere di vista! Buona visione!

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Zerocalcare

Questa è la copertina del nuovo libro a fumetti di Zerocalcare, svelata – appena tornati dalle vacanze – della Bao Publishing. Il volume si intitola “Dodici” e uscirà in tutta Italia il 17 ottobre 2013.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Ronfi Adriano Carnevali

I Ronfi, i pigri e divertenti personaggi creati dal grande Adriano Carnevali per il Corriere dei Piccoli sono i protagonisti di una grande celebrazione al museo WOW Spazio Fumetto di Milano: Mondo Ronfo! Si può visitare fino al 6 ottobre 2013 (ingresso libero), il 14 settembre ci sarà l’incontro con l’autore.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Nuke Palloni
“I Diari della Nuke” di Claudia Razzoli e “Mooned – L’amore immobile” di Lorenzo Palloni, sono due lavori del collettivo Mammaiuto apparsi questa settimana sulla vetrina del crowdfounding Eppela, nella pagina Mammaiuto.it dal web alla carta. Aspettano il sostegno dei fan per la loro realizzazione.

 Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Gabriella Giandelli

Questo è uno dei bellissimi lavori diGabriella Giandelli per il progetto comic-transfer del Goethe Institut, realizzati a Berlino lo scorso luglio. Ce lo ricorda il sito di Canicola edizioni.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Marco Cazzato

Atmosfera dolce e malinconica come solo sa fare Marco Cazzato, nell’illustrazione apparsa questa settimana sul quotidiano La Stampa in un articolo di Massimo Gramellini.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Simone Rea

Le illustrazioni di Simone Rea saranno in mostra al prossimo Treviso Comic Book Festival (21-29 settembre 2013). Inaugurazione il 25 settembre 2013 allo Spazio Bevacqua Panigai.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Abhishek Singh

Affascinante lo stile dell’illustratore Abhishek Singh nel volume “Krishna – Un viaggio interiore“, un percorso nell’anima tra forme e colori spettacolari, edito Bao Publishing.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Lisa Hanawalt

Lisa Hanawalt, fumettista e illustratrice newyorchese, sta pubblicando sul suo sito ogni settimana le vicende di questa strana “ragazza coyote” in “Coyote Doggirl“.

 Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Trentin Shockdom

Sul sito Shockdom, l’annuncio dell’uscita tra fine agosto e settembre di “Elio e le storie Tese Illustrate”, disegni e musica per illustrare la vita del gruppo Elio e le storie Tese< Enrico Nestore Trentin.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Sergio Salma
Ricorda una storia vera e drammatica il graphic novelMarcinelle 1956” di Sergio Salma, Diabolo Edizioni. Ritratto di vita degli immigrati italiani che furono implicati nell’incidente dell’8 agosto del 1956 nella miniera belga in cui morirono 262 persone.

Anche per questa nuova stagione, vi ricordo che se siete degli artisti e volete segnalarci i vostri lavori, basta commentare questo post con il link al vostro blog, Tumblr, sito o portfolio! Grazie mille a tutti quelli che ci seguono con entusiasmo!

Alla prossima,
Odri

7 gadget da non perdere per il rientro al lavoro dopo le ferie

7 gadget da non perdere per il rientro al lavoro dopo le ferie

7 gadget da non perdere per il rientro al lavoro dopo le ferie

Photo Credits @ Thinkstockphotos // iStockphoto - 151915669

Pronti, partenza, via! Le vacanze sono finite e si torna a lavoro. Tranquilli, per ammorbidire il rientro i Ninja vengono in vostro aiuto e vi offrono una selezione di originalissimi gadget per affrontare l’anno da veri e propri guerrieri e in maniera divertente!

Guardate un po’ cosa abbiamo scovato per voi sul sito Bored Panda!

Anti-Theft Lunch Bags

Stanchi di avere il pranzo rubato dai colleghi? Arrivano “Anti-theft lunch bag”, i sacchetti con le finte macchie di muffa sui lati in grado di scoraggiare qualsiasi tentativo di furto. Fatti di materiale adatto agli alimenti, riciclabile e riusabile, i sacchetti possono essere acquistati online a circa 9 dollari a pacchetto (25 buste).

7 gadget da non perdere per il rientro al lavoro dopo le ferie

Flask Tie

Per apportare liquidi al vostro organismo durante le ore lavorative potrebbe risultar comoda “Flask Tie”: la cravatta che contiene da bere. Il gadget può diventare vostro a soli 25 dollari!

7 gadget da non perdere per il rientro al lavoro dopo le ferie

Din-Ink Pen Cap Eating Utensils

Le posate sono sempre un problema. Ecco che a risolvere definitivamente l’impiccio ci pensa “Din-Ink Pen Cap Eating Utensils”, sfruttando il corpo della penna con un originale cappuccio: forchetta, coltello o cucchiaio. Il set di tre posate si può acquistare su Amazon a circa 10 dollari.

7 gadget da non perdere per il rientro al lavoro dopo le ferie

Ping Pong Door

Ci si può concedere una pausa sfruttando l’innovativo design della “Ping Pong Door”: la porta che “contiene” un tavolo da ping-pong. Non male il concept, ideato dal designer Tobias Franzel.

7 gadget da non perdere per il rientro al lavoro dopo le ferie

Shower Mic

Rientrati a casa, la sera, vi consigliamo di sfogare le “arrabbiature” sotto la doccia con “Shower Mic”: la spugna per la doccia a forma di microfono che permette di rendere intense le vostre performance canore mentre vi lavate! 🙂

7 gadget da non perdere per il rientro al lavoro dopo le ferie

Boyfriend Pillow

Cari single, vi proponiamo di dedicarvi al relax e coccolarvi con “Boyfriend Pillow®”, il cuscino che ti abbraccia. Imbottito di poliestere, è morbido e comodo, disponibile con tre diversi colori di camicia (fatta di microfibra) e lavabile in lavatrice. Potrà essere vostro a circa 30 dollari.

7 gadget da non perdere per il rientro al lavoro dopo le ferie

Office Pillow Care

Chicca da veri intenditori: un cuscino che potete utilizzare da qualsiasi parte (ufficio, aeroporto, in viaggio). Certo, sembrerete degli alieni, ma volete mettere la comodità? 🙂

Vostro a circa 20 dollari.

Gadget da non perdere per il rientro al lavoro dopo le ferie

E per chi in questo anno avrà da combattere con delle piccoli pesti? Genitori non temete, abbiamo trovato delle chicche anche per voi e ve le sveleremo prestissimo!

To be continued…

Samsung presenta il Galaxy Gear: ecco le caratteristiche dello smartwatch

Samsung presenta il Galaxy Gear: ecco le caratteristiche dello smartwatch

Samsung presenta il Galaxy Gear: ecco le caratteristiche dello smartwatch

È stato presentato ieri all’Ifa di Berlino (una delle più importanti fiere tecnologiche europee) lo smartwatch di Samsung, protagonista assoluto dell’edizione di quest’anno.

Finisce quindi l’attesa per il Galaxy Gear, che guiderà “la nuova tendenza nelle comunicazioni per dispositivi mobili”, come ha spiegato JK Shin, CEO and President IT & Mobile Division Samsung Electronics.

La continua innovazione di Samsung rispecchia il nostro impegno nel capire e anticipare i bisogni dei consumatori semplificandone la vita quotidiana e rendendola più facile e piacevole. E anche Samsung Galaxy Gear è in linea con questa filosofia integrando la connettività più smart e avanzata con il mondo del fashion e dando vita alla tecnologia da indossare”.

“Galaxy Gear libera finalmente dal bisogno di controllare in ogni momento il proprio dispositivo mobile permettendo di scegliere come, perché, quando e dove essere connessi e aprendo la strada al rivoluzionario concetto di smart freedom”.

Galaxy Gear: ecco le caratteristiche dello smartwatch

Photo Credits @ Mashable

Si tratta di un accessorio pensato per “amplificare” le funzioni degli smartphone Samsung: appare chiaro che l’orologio, come i precedenti smartwatch di altre aziende, non è un prodotto a sé stante ma serve come appendice di un cellulare (precisamente, solo gli ultimi smartphone Samsung, dall’S3 in poi), a cui si collega via Bluetooth (non avendo il Wi-Fi), ma sicuramente Samsung migliora il concetto di smartwatch.

Il Galaxy Gear permette infatti di effettuare e ricevere chiamate, controllare le email e i messaggi attraverso il display da 4,1 centimetri di diagonale (1,63 pollici) e risoluzione da 320×320 pixel. Ma non solo: si può ascoltare musica, scattare foto (con la fotocamera integrata da 1,8 megapixel nel cinturino) e interagire a distanza con il telefonino.

Samsung presenta il Galaxy Gear: ecco le caratteristiche dello smartwatch

Photo Credits @ Mashable

Lo smartphone vanta inoltre 4 gigabyte di memoria e notifica chiamate, messaggi e email, dando la possibilità all’utente di cominciare la lettura sul polso per poi proseguirla sul telefono. I comandi possono essere impartiti, oltre che con le dita, con la voce ed è possibile, grazie al microfono e agli speaker sistemati sul cinturino, ricevere ed effettuare chiamate senza tirare fuori il cellulare dalla tasca, mentre ad esempio si sta facendo jogging.

Il dispositivo da polso coreano, che vanta una batteria da 25 ore, è compatibile da subito, oltre che con il Galaxy Note 3, con gli altri smartphone di punta della casa: Galaxy Note 2 e Galaxy S4.

Per la compatibilità con l’S3 invece bisognerà aspettare ottobre.

“Diventerà un’icona di moda nel mondo”, afferma JK Shin… Tuttavia sul destino del nuovo dispositivo e dell’intera categoria di prodotti simili restano ancora dei dubbi.

In contemporanea al debutto dello smartwatch di Samsung, anche un altro paio di orologi smart fanno la loro comparsa ufficiale: il primo è il Qualcomm Toq, gadget che ha nel display Mirasol, nella durata della batteria superiore – da 3 a 5 giorni – e nella compatibilità con dispositivi Android e iOS (in futuro) i suoi principali punti di forza. Segue il già annunciato SmartWatch 2 di Sony.

Secondo l’agenzia Bloomberg il nuovo gadget firmato Samsung verrà messo in vendita dal 25 settembre in 149 paesi e costerà 299 dollari.

Nokia Lumia 1020 in guerra contro Apple e Samsung a colpi di spot

Nokia torna in tutti modi a far parlare di se: mentre la Microsoft le ha offerto circa 7,2 miliardi di dollari per l’acquisizione di parte dell’azienda, Nokia d’altra parte torna all’attacco di un acerrimo nemico, Apple, con una campagna di marketing chiamata “Dont Fight, Switch”.  

Capovolti i ruoli e superati i tempi dagli ormai celebri spot dell’azenda di Cupertino, che attaccava la Microsoft e i suoi utenti con la campagna pubblicitaria  “I’m a Mac”, è ora  Microsoft a cogliere la palla al balzo e provocare Apple deridendoi suoi fans.

Il video del suo ultimo spot, vanta già più di 6 milioni di click sul “tubo”, dove ci mostra il confronto tra le fotocamere dei dispositivi Apple (iPhone 5 e iPad ) con soli 8 “miseri” megapixel contro la nuovissima fotocamera del Lumia 1020, più performante da ben 41 megapixel con ottiche Carl Zeiss che permettono di ottenere delle fotografie con una qualità più che unica.

Lo scenario è  in una recita scolastica di fine anno, affollata da genitori e parenti armati di dispositivi Apple, pronti a scattare foto dei propri ragazzi in recita. Purtroppo però, i loro intenti risultano goffi e poco efficaci, infatti, orde di genitori e parenti sono pronti per cercare di immortalare il magico momento con uno scatto perfetto. Il risultato? Indecente come potete vedere dal video:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=2vR4LeL0yzE’]

Lo spot è considerato un sequel di un precedente commercial girato da Nokia sempre per la campagna “Dont Fight, Switch” di  qualche mese fa, che promuoveva il Lumia 920. La location è un matrimonio, dove tutti gli invitati sono pronti per scattare le classiche foto di rito, l’unico problema è che la maggior parte di loro posseggono dispositivi Samsung e Apple.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=7uU1MLmHnzk’]

Durante il matrimonio le due fazioni iniziano a litigare tra di loro pur di attestare la superiorità del proprio dispositivo, e in tutto questo roccambolesco scenario solo una coppia di camerieri risultano tranquilli a scattare foto e video in comodità con il proprio dispositivo Nokia.

Il messaggio di fondo è chiaro e poco velato: perché scegliere un Iphone o un Galaxy quando puoi passare a Nokia Lumia?

Dopo le mosse strategie di marketing di Samsung incentrate nel deridere i fans di casa Apple, anche Nokia ha deciso di percorrere in maniera energica questa stessa strada che ha permesso a Samsung di conquistare parecchie quote di mercato.

Ovviamente Nokia cerca di mettere in risalto una delle poche caratteristiche “Top” dello smarthpone Finlandese. Sarà una mossa di Marketing vincente o è ormai una strategia che ha stancato i consumatori? Aspettiamo che siano le vendite a parlare…

Come impostare una social media strategy di successo

Abbiamo parlato tantissime volte di quanto possano essere importanti i social media per un brand, spesso addirittura cruciali per il suo successo.

Proprio l’importanza della strumento necessita un approccio professionale. Non ci stancheremo mai di ripetere che i social media sono un’arma potentissima, ma come tutte le armi possono essere a doppio taglio.

Quasi tutte le aziende sono ormai presenti attivamente sui social media, e le poche che ancora non lo sono riflettono su come iniziare. Poche, però, hanno un’idea chiara di ciò che vogliono realizzare o di quali siano gli obiettivi che mirano a raggiungere.

Avere successo sui social media non vuol dire avere un gran numero di like o di follower. Avere successo sui social media vuol dire trasformare l’interazione in risultati misurabili. Vuol dire avere la capacità di massimizzare lo scambio con i propri utenti, ascoltandoli ed osservando il mercato da una posizione privilegiata, per creare opportunità concrete nel proprio core business. Vuol dire individuare gli influencer, e far sì che contribuiscano a trainare il vostro brand e le attività che vi ruotano attorno.

Con un può di fortuna di può arrivare ad avere una pagina con centinaia di migliaia di like, ma quel “capitale” va utilizzato per creare un ritorno concreto e misurabile, altrimenti resta uno spreco buono solo per passare il tempo. Ecco perché è fondamentale impostare una social media strategy chiara e definita, e attraverso alcuni semplici consigli potrete realizzarla anche voi.

Trovate il canale giusto

E’ impensabile che un’azienda, dalla più grande alla più piccola, abbia le risorse, il tempo o semplicemente le idee per sviluppare una presenza che funzioni davvero su tutti i social media esistenti.

Dovete trovare anzitutto il canale di comunicazione giusto che funzioni con il vostro pubblico di riferimento. Ragionate sulle risorse che avete a disposizione, su cosa il vostro target vi richiede maggiormente, dove stanno investendo i vostri principali competitor e agite di conseguenza. Non abbiate paura di osare, o di cambiare le regole, ma non agite a cuor leggero: tutto parte da questa scelta.

Fate sentire la vostra voce

Molti brand spesso commettono il terribile errore di trattare i social media come un canale di comunicazione tradizionale. Nulla uccide di più l’interazione con i propri utenti della spersonalizzazione del brand, in particolare sui social media dove il successo si gioca proprio su un livello prettamente emozionale.

Le aziende che riescono ad ottenere il massimo dalle proprie strategie sui social sono quelle che creano un dialogo personale con i propri utenti, e che sanno far esaltare la propria unicità e personalità. Anche in questo caso mantenetevi coerenti con il prodotto che proponete, ma siate umani! Creerete così un legame unico con i vostri utenti che vi porterà un sicuro riscontro.

Regolate la vostra presenza on line

Siate attivi, ma non iperattivi. A nessuno piace il conoscente che prova a tutti i costi ad inserirsi in ogni conversazione in qualsiasi momento.

Da questo punto di vista i social media non danno scampo: tenetevi fuori da tematiche non in linea con la vostra “frequenza”, dosate le parole ma quando siete nel vivo del dialogo non lesinate quantità (e qualità) degli interventi.

Siate preparati

Quando siete nel vostro negozio, o nella vostra azienda, in ogni contatto con il pubblico c’è preparazione, esperienza, competenza e professionalità. Lo stesso deve accadere on line, e per far sì che sia possibile è necessario imparare come si ragiona in questo ambiente.

Per prepararvi al meglio, prima di agire, ascoltate le conversazioni da più fonti (clienti, competitor, settori collegati). Valutate quelle in cui potreste trovare un vostro spazio. Potete aiutarvi con strumenti di monitoraggio come Google Alert, ma l’ideale è “sempre scendere in campo”: visitate forum e spazi di discussione (anche relativi ad aziende concorrenti), leggete molto, intervenite “anonimamente” per pesare le reazioni alle vostre parole. Sarà un investimento di tempo prezioso.

Passate poi ad identificare gli influencer, che saranno le figure chiave necessarie per amplificare il vostro messaggio e per avere un’immediata percezione di come lo stesso viene percepito. Anche in questo caso ci sono risorse on line come Followerwonk che possono dare un grande aiuto.

Una volta che avrete imparato a muovervi in questo “spazio sociale” e a padroneggiare i suoi strumenti sarete pronti ad investire tempo, denaro e speranze in un’attività di social media marketing di alto profilo, che vi consentirà di intraprendere azioni misurabili ed in linea con gli obiettivi aziendali.

Google sceglie Nestlè per il suo nuovo OS: ecco Android Kitkat!


Nuovo sistema operativo, nuovo dolcetto in arrivo.

Google ha infatti optato per una partnership col colosso dolciario Nestlè per il lancio della nuova versione di Android, il sistema open-source in dotazione su moltissimi smartphone e tablet giunto all’edizione 4.4.

Si chiamerà Android KitKat e la notizia ha già fatto il giro del mondo a suon di crunch.

Google non è nuova a trovate di questo tipo, del resto anche le versioni precedenti, nei loro nomi in codice, richiamavano a snack di varia natura, da Jelly Bean passando per Frojo, Ice cream sandwich e Gingerbread.

Questa volta però ha deciso di vendere il nome (tenuto segreto sino al lancio della campagna al World Mobile Congress 2013 tenutosi a Barcellona) associandolo ad uno specifico prodotto con tanto di iniziativa promozionale che invita gli utenti a comprare barrette al cioccolato al fine di vincere un tablet Nexus 7.

Sin dalla sua nascita, la decisione di Google di produrre un sistema operativo open-source ha incontrato il favore di critica di settore, programmatori ed utenza. L’idea di concepire Android come gratuito, oltre a fornire lo spazio per una vasta gamma di app free o dal costo esiguo (per chi le scarica ma anche e soprattutto per chi le pubblica), ha sempre dato una connotazione inclusiva e partecipativa del progetto, nel quale ognuno poteva diventare un pezzo di Android e non solo un fruitore.

Ciò non di meno dal punto di vista imprenditoriale, aggiornare e rilasciare al pubblico un sistema operativo è un costo non di poco conto, richiede un sforzo di investimenti notevole e riuscire a finanziarsi senza gravare sugli utenti è da sempre ritenuto un compromesso più che accettabile.

Eppure da quando è stato reso pubblico il nome di Android 4.4 si sono susseguite una serie di recensioni che storcono il naso dinnanzi a KitKat, cerchiamo di capirne il perchè.

Innanzitutto l’idea di vendere in toto il nome ad un’azienda terza, secondo alcuni rischia di svilire e svendere nel suo complesso l’intero progetto Android, rendendolo una sorta di cartellone digitale sul quale leggere lo spot di turno.

Una critica forse eccessiva e volta al pessimismo ma che comunque apre la strada verso una riflessione più profonda in termini di identità di prodotto.

Quello che ci chiediamo è se legare Android a KitKat possa porre in essere una sovrapposizione di identità nella quale lo sponsor si trovi ad essere dominante rispetto allo sponsorizzato.

Le barrette al cioccolato di casa Nestlè sono un prodotto dalla connotazione netta e riconosciuta in tutto il mondo da più di ottant’anni. Uno snack di successo assoluto sempre giovane, che si adatta perfettamente al carattere aperto ed innovativo di Android, un traino di assoluto valore.

Ma rischiano di dominare Android in termini di riconoscibilità e legare il sistema operativo ad una serie di variabili e fail incontrollabili da parte di Google. La multinazionale proprietaria di KitKat infatti è la Nestlè, un’azienda finita nell’occhio del ciclone non più tardi di qualche mese fa per aver distribuito prodotti contaminati da carne di cavallo. Immaginiamoci cosa potrebbe succedere se in un prossimo futuro un qualcosa del genere dovesse avvenire su prodotti relativi all’industria dolciaria : nei panni di Google sareste contenti di aver associato uno dei vostri prodotti di punta ad un qualcosa di “guasto” ?

Sono riflessioni puramente teoriche ma che pongono dubbi sull’idea di legare se stessi a qualcosa che non si è in grado di controllare in toto e la cui immagine rischia di fondersi inesorabilmente con la nostra senza che si abbia il controllo e col rischio che un eventuale danno di immagine per il nostro simbionte ricada anche su di noi.