App of the Week: DIY, la migliore app per il fai da te!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Il DIY (abbreviazione di “Do it Yourself”, tradotto in “fai da te”) è una pratica sempre più in voga ed a volte prendono vita vere e proprie opere d’arte. Cimentati anche tu con la migliore app dedicata al DIY!

L’app, che fa riferimento al noto portale web DIY.org, nasce per raccogliere i consigli ed i tutorial degli utenti iscritti, arricchiti da video e foto, per una creazione ottimale di prototipi ed oggetti di design di uso comune, d’arredamento, etc. DIY è semplicissima da usare, previa registrazione (accesso anche tramite account Facebook) ed ha diverse sezioni da visitare.

Prima fra tutte la sezione Explore, la vera e propria Home, dalla quale potrai accedere alla lunghissima lista di tutorial condivisi dagli utenti che già utilizzano l’app.

Se cerchi qualcosa in particolare, potrai inserire le parole chiave nella barra di ricerca in modo da trovare subito quello che cerchi. Potrai visualizzare le immagini del risultato degli altri iscritti, commentare le loro stesse foto, osservare la descrizione e le fotografie o i video dei vari passaggi dell’operazione.

DIY ha più di 80 abilità fra cui navigare e ricercare l’oggetto che fa per te o di cui hai bisogno in quel momento. Puoi salvare alcuni progetti tra i tuoi preferiti, inviare messaggi, fare amicizie ed ottenere maggiori fama e punteggio in base alle opere condivise, ai commenti ed a tutte le tue attività.

Oltre ad osservare cosa fanno gli altri, potrai condividere tu stesso le tue abilità, con video, descrizioni e foto e mostrare il risultato alla community di DIY. O anche, creare un tuo flusso di utenti da seguire per rimanere aggiornato sulle loro attività creative e guardare la DIY TV che tratta temi legati al mondo del fai da te e del design.

DIY è un’app gratuita, disponibile per iOS su App Store.

Personal branding con i social media: i consigli di Luigi Centenaro

Vorresti essere la voce fuori dal coro ma non sai dove sbattere la testa? Ce lo spiega Luigi Centenaro – autore del libro Personal Branding, edito da Hoepli – con il suo ebook “Personal Branding con i Social Media” dove, con estrema semplicità, ci introduce ai concetti chiave dell’arte di promuovere sé stessi, ovvero il Personal Branding.

Vista la brutta piega che sta prendendo l’economia con la crisi che coinvolge quasi, se non tutti i settori, e la sfiducia generale che prende sempre più piede, cerchiamo di trovare il lato positivo delle cose! Flessibilità e remotizzazione sempre più richieste, insieme ad una crescente differenziazione e specializzazione. Allora perché non cavalcare l’onda? Vediamo come farlo utilizzando noi stessi.

“Il Personal Branding riguarda il modo particolare in cui tu fai marketing di te stesso.”

Tutto il lavoro passato e presente di un professionista e l’insieme di quello che i clienti (e la Rete) dicono di lui influenza il suo business futuro. E’ importante stare bene attenti, quindi, a:

  • i futuri clienti – e chi assume – si fidano maggiormente delle opinioni dei tuoi vecchi clienti e di chi sta utilizzando i tuoi servizi che del tuo curriculum: gli utenti si lasciano influenzare dal passaparola;
  • il passaparola è un’arma a doppio taglio: grazie ai social media le persone parlano tra di loro scambiandosi opinioni anche su di te e sui servizi che offri – che è sicuramente un fattore positivo – ma, attenzione, perché facilmente il feedback può essere anche negativo!
  • controlla, ascolta e partecipa alla conversazione: in questo modo avrai sempre sotto controllo la tua reputazione e la percezione delle tue competenze e, allo stesso tempo, potrai esprimere il tuo punto di vista ed ascoltare quello del tuo pubblico;
  • utilizzare in modo corretto i servizi social sfruttandoli a proprio vantaggio: condividendo e mostrando in tal senso, le proprie competenze ed incrementando la propria credibilità (dando la percezione di essere esperto di uno specifico settore) ispirando fiducia ai potenziali clienti;
  • sfruttare la propria rete sociale che diventa il principale capitale in tuo possesso: il passaparola e le segnalazioni di chi ha già utilizzato i tuoi o ha fiducia nelle tue competenze sono il miglior biglietto da visita che si possa avere.

I capisaldi del Personal Branding sono quindi reputazione, rete sociale e strumenti giusti! Ma come procedere strategicamente alla costruzione del proprio brand ed essere associato alla categoria di servizi che si offrono?

  1. proporsi come la soluzione al problema offrendo innovazione;
  2. essere i primi facendo qualcosa di diverso da tutti gli altri;
  3. curare un blog personale;
  4. utilizzare gli RSS come legame tra gli utenti e i propri contenuti;
  5. utilizzare i social media condividendo contenuti di qualità;
  6. facendo networking on e offline anche partecipando ad eventi perché le relazioni fanno la differenza;

E se quello che vi abbiamo elencato non dovesse bastare, dovete seguire il corso in Personal Branding e Public Speaking della Ninja Academy 🙂

Virgin style, mostri e mentine: I migliori annunci stampa della settimana

Come ogni Lunedì siamo pronti a mostrarvi gli annunci stampa che si sono distinti per originalità ed efficacia fra tutti quelli pubblicati questa settimana.  Ce n’è per tutti i gusti! Check this out:

Hyundai i40: Dogs, Matute/Clementina/Pericles/

Chi ha fatto indossare le calze al povero Fido? Noi puntiamo il dito contro il Papà che, preoccupato per l’incolumità della tappezzeria della sua nuova Hyundai i40 ha ben pensato di tutelarsi coprendo le “pericolose” quattro zampe del suo amato cane. Di lettura non immediata questa creatività ci mostra solo un aspetto dell’automobile pubblicizzata, cioè i sedili con “cuscini lusso” e gioca su un insight che a molti potrà sfuggire, ma che i padroni di cani (probabilmente un segmento rilevante del target di questa station wagon) avranno colto immediatamente.

Advertising Agency: Y&R, Bogotá, Colombia
Chief Creative Officer: Mauricio Rocha
Creative Directors: Germán Zúñiga, Diego Suárez
Art Directors: Henry Neira, Diego Suárez
Copywriter: Jairo Rubiano
Photographer: Rafael Piñeros

France Adot: Hourglass

Questa print fa leva sull’esperienza che almeno una volta chiunque di noi ha provato, cioè quella di aspettare per diverso tempo di essere visitati in ospedale. “Odi dover aspettare 3 ore in ospedale in attesa di un trattamento, immagina allora (come ci si debba sentire) a dover aspettare 3 anni“. La clessidra interrotta, i colori freddi e scuri e le tonalità metalliche rendono funereo e avvilente questa creatività che tenta di sensibilizzare le persone sui temi della donazione degli organi.

Advertising Agency: CLM BBDO, Boulogne-Billancourt, France
Creative Directors: Matthieu Elkaim, Benjamin Marchal, Olivier Lefbvre
Art Director: Nicolas Hurez
Copywriter: Julien Perrard
Photographer: Anthony Lietart

Virgin Paper: Virginminded, Sun/The Rain/Cars/Bicycles

Le cartine OCB della serie “Virgin paper” hanno la caratteristica peculiare di non aver ricevuto il trattamento di sbiancamento, rimanendo quindi di un colore prossimo al marrone/beige naturale. I creativi dell’agenzia spagnola Road, per veicolare al meglio il prodotto, hanno deciso di giocare sulle opposizioni naturale/artificiale e autentico/artefatto.

Il risultato è notevole: nelle varie slices of life che vengono proposte i protagonisti sono svincolati da qualsiasi strumento artificiale (sveglia, doccia, discoteca, asciugacapelli). Ciò li rende più liberi, più autentici (anche più cool) e più in contatto con il proprio ambiente naturale. Tutto questo vuole essere riassunto come il “Virgin Style” o meglio il Virgin Mind / Virgin Rules.

L’uso di filtri fotografici sbiaditi e con piccole imperfezioni applicati all’immagine hanno lo scopo di rendere la visione più autentica e sono un richiamo alle imperfezioni naturali del prodotto.

Advertising Agency: Road, Barcelona, Spain
Creative Directors: Maider Mendaza, Juan Pablo Caja
Art Director: Maider Mendaza
Copywriter: Lídia Valls
Photographer: Eskenaziencursiva

Mentitas Ambrosoli: Prisoners, Coffee/Onion

Semplicità e simpatia applicata alla pubblicità: i cattivi odori che possono “riemergere” dopo un pasto sono annullati dall’uso di una sola mentina Ambrosoli che mantiene un alito fresco e profumato.

Graficamente un bulbo di cipolla e un caffè sono tenuti prigionieri in quello che sembra essere un esofago umano tramite una palla al piede che non è nient’altro che la mentina Ambrosoli ingerita dopo il pasto.

Advertising Agency: Koenig & Partners, Guayaquil, Ecuador
Creative VP: Juan Manuel Koenig
Creative Directors: César Sepúlveda, Fabián Martínez
Art Director: Fabián Martínez
Copywriters: César Sepúlveda, Juan Carlos Encalada
Illustrator: Iván Bernal

Mexican Internet Association: Ridiculous Fears

Internet è pratico rapido e sicuro. Tutte le ansie e le paure derivanti dall’acquisto online sono ridicole.” L’ Asociación Mexicana de Internet vuole tranquillizzare i propri consumatori e lo fa, per assurdo, proponendo dei manifesti che strizzano l’occhio alle vecchie locandine fine anni 50 dei film del terrore.

Questa scelta è incisiva ed efficace per diversi motivi: la messa in grafica di un problema piccolo che è però ingigantito (topo/coccinella) richiama le paure esagerate dell’acquisto mezzo internet. Inoltre i film dell’orrore degli anni 50, considerati dei veri e propri cult movie, (es. L’invasione degli ultracorpi – Il mostro della laguna nera) hanno perso oggi, il loro potere terrorizzante.

Advertising Agency: YuJo! Creatividad Aplicada, Guadalajara, México
Creative Directors: Joel Gutiérrez, Jorge Ávila
Art Director: Rodrigo Mercado
Illustrator: Ricardo Nieto

Airbnb, il primo spot creato in crowdsourcing su Vine [VIDEO]

Airbnb, il primo spot creato in crowdsourcing su Vine [VIDEO]

Un piccolo aeroplano di carta che attraversa strade, campi, montagne, albe e tramonti. Questo il soggetto principale dello spot che Airbnb ha realizzato utilizzando i contributi Vine di decine di utenti, creando in sostanza uno spot in crowdsourcing, che verrà trasmesso anche in televisione.

Airbnb, che per questa campagna ha collaborato con Mullen SF e B-Reel Productios, ha fornito dal 22 al 25 agosto su Twitter tutte le istruzioni necessarie per partecipare all’iniziativa, ottenendo l’ampio riscontro di oltre 750 video con l’hashtag #AirbnbHV. I più belli sono stati selezionati (con un premio di 100 dollari spendibili in soggiorni Airbnb) e partendo da questi è stato quindi montato uno spot di 4 minuti e mezzo dal nome “Hollywood & Vines“.

Di cosa parla lo spot esattamente? La trama ruota attorno al capire qual’è il proprio posto nel mondo attraverso l’esperienza del viaggio.

Credits:

Agency: Mullen San Francisco
Chief Creative Director: Mark Wenneker
Chief Digital Officer: Stephen Goldblatt
Creative Director: Jon Ruby
Creative: Jamie Rome
Creative: Ryan Montgomery
Creative: EB Davis III
Creative: Brooke Doner
Director of Integration: Dustin Johnson
Executive Director of Integrated Production: Liza Near
Senior Integrated Producer: Liz Shook
Digital Producer: Charley Perkins
Director of Creative Technology: Christian Madden
Experience Designer: Hoon Oh
Prod. Co.: B-Reel
Director: Miles Jay
Screenwriter: Ben York Jones

4 metodi veloci per restituire un cellulare smarrito [HOW TO]

4 metodi veloci per restituire un cellulare smarrito [HOW TO]

4 metodi veloci per restituire un cellulare smarrito

Restituire un telefono bloccato somiglia moltissimo a “rubarne uno”. Probabilmente perché, per poterlo restituire, bisogna forzare il codice di sblocco tastiera e contattare il proprietario stesso. È questa la premessa di makeuseof.com che ha pubblicato di recente dei consigli su come restituire un cellulare smarrito al legittimo proprietario.

Come restituire un telefono a chi di dovere?

Facile. Se il telefono non è protetto con un codice di blocco, aprite la rubrica e contattate un membro della famiglia del proprietario o il numero più chiamato (guardate nel registro delle telefonate). Se invece è stata impostata una sequenza di blocco, la faccenda si complica, dal momento che, per potere accedere all’elenco dei contatti, bisogna sbloccare il telefono. Ecco come fare.

1) La scia oleosa

Il più antico e noto metodo per scoprire la sequenza di sblocco è seguire la traccia lasciata dal dito sul monitor. Guardando il telefono vicino a una fonte di luce, potrete vedere distintamente la linea da percorrere sullo schermo per sbloccarlo. Una volta ottenuto l’accesso, non approfittatene e contattate subito un familiare dello smemorato proprietario.

2) Il metodo IMEI

Se il telefono che avete trovato è bloccato e la traccia del dito sul monitor è “illeggibile”, quello che resta da fare è aprire il cellulare e andare a caccia dell’IMEI, il numero di serie che identifica il dispositivo. In molti telefoni questo codice si trova sotto la batteria. Dopo avere preso nota dell’IMEI, vi basterà contattare l’operatore telefonico, comunicare il codice e lasciare un recapito telefonico. Quando il proprietario telefonerà all’operatore per bloccare il servizio, gli verrà comunicato il contatto della persona che ha trovato il dispositivo.

4 metodi veloci per restituire un cellulare smarrito

3) Il metodo Android Debug

In realtà non è un metodo, è un software. Bisogna installarlo sul computer e – tramite cavo dati USB – collegare lo smartphone. Questo programma sfrutta un bug di sicurezza dei dispositivi Android e consente di eliminare la sequenza di sblocco. Di solito i ladri arrivati a questo punto, resettano i dati del dispositivo, ma voi – che invece siete personcine oneste – vi dovrete mettere in contatto con un familiare del proprietario.

4 metodi veloci per restituire un cellulare smarrito

4) Sfruttare le falle dei sistemi operativi

Questo è un metodo un po’ spinoso ed è davvero l’ultima spiaggia: forse non tutti sanno che esistono dei bug nei sistemi di blocco schermo delle varie versioni di Android. Alcune di queste falle non sono ancora state riparate dai produttori, per cui si tratta “solo” di trovare il modo giusto per sfruttare il difetto e accedere ai dati del cellulare. Qualche ricerca su Google e una generosa dose di pazienza vi permetteranno di trovare la giusta sequenza di operazioni da compiere con il dispositivo.

Public Speaking: con Alberto Castelvecchi impara a comunicare chi sei e quanto vali!

Ormai manca poco, i prossimi 27 e 28 settembre Ninja Academy vi accompagnerà in un percorso di crescita personale e professionale in Public Speaking & Personal Branding,  per imparare a comunicare chi sei e quanto vali,  sulle piattaforme online e nei contesti live.

Attraverso le due giornate full immersion del Corso in Aula in Personal Branding & Public Speaking, insieme ad Alberto Castelvecchi [linguista, editore e già Public Speaking Trainer presso LUISS Business School] e Luigi Centenaro [Personal Branding Strategist e fondatore di personalbranding.it], imparerai a costruire un’efficace immagine professionale sul web e a saper comunicare al pubblico nei contesti offline.

Ho avuto il piacere di confrontarmi con Alberto Castelvecchi, docente della lezione in Public Speaking, che mi ha dato qualche anticipazione sui temi che affronterà nella sua giornata ed ha risposto alle mie curiosità riguardo l’arte oratoria.

Lascio a voi il piacere di leggere la nostra intervista, ricordandovi che lo  SCONTO EARLY BOOKING  è valido entro OGGI 16 settembre!  Affrettatevi, ci sono ancora pochi posti disponibili!

Se avete partecipato ai corsi Academy, non dimenticate di dare un’occhiata all’interno della vostra area utente, per verificare i vostri sconti guerriero e bonus Ninja. E se siete una squadra, ci sono scontistiche di gruppo tutte da scoprire!

Buona lettura 😉

Ciao Alberto! Riusciresti a darci qualche anticipazione sugli argomenti che illustrerai nella tua giornata di corso?

Il metodo che applicheremo “smonta” i luoghi comuni triti e ritriti sulla comunicazione. Quindi: non esiste IL Public Speaking, ma esistono I public speaker. Le persone sono belle perché sono diverse. Ognuno ha una sua faccia e una sua storia. Un po’ come gli allenatori sportivi, io lavoro con l’atleta che ho. Anzi, visto che siamo tra Ninja, diciamo così: i più grandi artisti marziali sono quelli che hanno esplorato sé stessi in profondità. Hanno vinto “dentro” prima di vincere “fuori”. E non bisogna iscriversi a questo corso pensando che abbiamo qualcosa di “sbagliato” o “rotto” da aggiustare. Quando si sentono accolti e rispettati in questo modo, tutti i miei clienti riescono a dare il meglio.

 

Grazie mille, Alberto. Sono perfettamente d’accordo con te, la nostra unicità è la nostra forza, e dobbiamo conoscerci a fondo per poter emergere. Ci potresti dare qualche chicca sulle case history che illustrerai?

Ad esempio: come è possibile essere grandi comunicatori anche se si è timidi in partenza: il caso del Premier britannico David Cameron. Come è possibile essere bravi parlando lo stretto necessario: l’esempio di José Mourinho. Come si fa a non inimicarsi i media in conferenza stampa: e qui gli esempi (negativi) si sprecano.

 

Entrando nei dettagli del corso: con quali esercizi pratici impegnerai i nostri Ninja?

Faccio il docente, spesso, per grandi manager, politici e imprenditori. Ma mi sento veramente indifeso e “messo a nudo” quando mi guarda un bambino di 6 mesi. Quindi faremo esercizi di empatia visiva basati sullo sguardo dei bambini. Poi respirazione diaframmatica ispirata al Qi Gong cinese. Per la gestualità applicheremo un metodo di contatto “dolce” ispirato al modo in cui le mamme-delfino addestrano i loro cuccioli a muoversi sinuosamente. Per i contenuti, un nuovo modo di trattare i numeri ispirato a Steve Jobs e un piccolo breviario di comunicazione assertiva.

Hai citato Steve Jobs. Cosa possiamo imparare (ed applicare nelle nostre realtà quotidiane dai leader moderni come lui e Barack Obama e dai grandi dell’oratoria classica come Cicerone e Quintiliano?

Essere sé stessi è la chiave per comunicare bene. Tutti i grandi che mi hai citato puntavano a un modello integrale di persona attiva e realizzata. Il famoso proverbio latino “Vir bonus, dicendi peritus” di solito viene tradotto come “Un uomo valente, bravo a parlare”. Invece vuol dire “Se vuoi essere bravo a comunicare, devi essere una persona vera”.


Rendere un discorso memorabile: qual è la formula per risuonare empaticamente con il pubblico?

Toccare le emozioni in modo sincero, senza essere “fake”. Avere chiaro che il punto di vista del pubblico conta molto più dello speaker. Non amo i corsi per essere “vincenti” a tutti i costi. Il 100% del consenso grazie a Dio non esiste per nessuna merce e nessun prodotto. Però è importante che il pubblico pensi che sei una persona in gamba anche se non è d’accordo con te in tutto e per tutto.

Parliamo di carisma: è una qualità innata o si può sviluppare con un training ad hoc?

Demostene [ uno dei più grandi oratori della Grecia classica, n.d.r.], era bruttino, soffriva di balbuzie, e pare parlasse con la “zeppola”. Si allenò alla respirazione con bravi maestri, e pare che si esercitasse a declamare da solo davanti al mare in tempesta. Studiava e preparava meticolosamente ogni discorso. E divenne uno dei più grandi oratori di tutti i tempi.

Ultima domanda per te. Come affrontare la “paura da palcoscenico”? Puoi anticiparci qualche consiglio pratico?

La paura da palco è paura del giudizio degli altri. È il nostro “critico interiore” che ci fa degli scherzi e tenta di sabotarci. Ma non bisogna pensare di “tenere sotto controllo” le emozioni (prima o poi tutti i tappi di pentola saltano, se la pressione è troppo forte). Le emozioni vanno contattate e ascoltate, lasciate defluire e trasformate. Poi si lavora sulla respirazione, e si fa training autogeno su visualizzazioni positive. Questo ci porta a vedere negli altri non una minaccia, ma un gruppo di potenziali “amici” e “fratelli”. È il segreto di un ragazzo di Nazareth che si chiamava Gesù e che  (anche a prescindere  dalla religione) come comunicatore non era poi così male…

SCONTO EARLY BOOKING

ENTRO IL 16 SETTEMBRE

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A lezione di Public Speaking da Barack Obama

Public Speaking Obama

Carmine Gallo, famoso keynote speaker e autore di bestseller mondiali come The Presentation Secrets of Steve Jobs, analizza da anni i discorsi pubblici di grandi personalità della politica, dell’economia e del dibattito pubblico per scovare le invarianti stilistiche che rendono questi discorsi memorabili.

Il suo occhio indagatore si è posato su John F. Kennedy, Martin Luther King, Winston Churchill, ma nessuno è capace di fargli battere il cuore come Ronald Reagan, il più bravo – a suo dire – a far vibrare le corde dell’orgoglio nazionale. Nonostante questa predilezione per il campione dei repubblicani, Gallo è convinto che ci sia molto da imparare in fatto di public speaking dall’ultimo leader dei democratici, il presidente Barck Obama.

Secondo Gallo, Obama usa una grande varietà di espedienti retorici nei suoi discorsi, ma tre sono le tecniche più ricorrenti e sono proprio queste tre tecniche a rendere i suoi interventi pubblici così efficaci ed entusiasmanti. Vediamo quali sono.

Concretezza

Il linguaggio di Obama rifugge dall’astratezza per utilizzare invece tutta la potenza del particolare, del concreto, del tangibile. È un linguaggio di passioni solide, di descrizioni icastiche, di immagini vivide e particolari memorabili.

Rendere l’astratto il più concreto possibile: fare, in sostanza, quello che fa un bravo scrittore.

Secondo Gallo, Obama è in grado in questo modo di trasportare il pubblico in un luogo diverso da quello fisico e delineare ritratti così vividi da sembrare fotografie. Per esempio, nel discorso di vittoria del 7 Novembre 2012, il presidente parla in termini così concreti delle persone che hanno fatto campagna attiva per lui da muovere l’ascoltatore alla commozione:

“Sentirete la determinazione nella voce del giovane organizzatore che si sta costruendo una strada andando all’università e vuole esser sicuro che ogni bambino abbia la stessa opportunità. Sentirete l’orgoglio nella voce del volontario che va di porta in porta perché suo fratello è stato finalmente assunto quando la fabbrica di auto locale ha aggiunto un altro turno. Sentirete il profondo patriottismo nella voce della moglie di un militare che lavora a telefono a tarda notte per esser sicura che nessuno che abbia combattuto per questo paese debba mai combattere per un lavoro o un tetto sulla testa quando sarà tornato a casa”

Per Gallo, l’errore più grande che si possa fare è utilizzare quel gergo vuoto e insensato così ostinatamente presente nel linguaggio pubblico moderno.

Quando sentirete oscenità retoriche del tipo “il pronunciamento del Senato non deve essere letto come un improprio ostruzionismo perché le istituzioni intendono vagliare a fondo la questione assumendo tutte le misure necessarie a operare una scelta ponderata”, ricordatevi di Obama e di quanto sono distanti le due sponde dell’Atlantico.

Ripetizione

Altrimenti detta, in retorica, “anafora”. Si tratta della ripetizione di una parola o un’espressione tipica all’inizio di frasi successive.

La ripetizione, usata consapevolmente, evidenzia un’idea e la rende memorabile. Uno dei migliori esempi di anafora in un discorso pubblico è quello di Martin Luther King:

“I have a dream that one day…”
“I have a dream that one day…”
“I have a dream that one day…”

Tornando a Obama, Gallo ricorda che l’attuale Presidente salì alla ribalta nazionale con un formidabile discorso alla convention democratica del 2004 in cui faceva largo uso di ripetizioni e anfore:

“We have more work to do. More work to do for the workers I met in Galesburg, Illinois…”
“More to do for the father I met…”
“More to do for the young woman…”
“I believe that we can give our middle class relief…”
“I believe we can provide jobs…”
“I believe that we have a righteous wind in our backs…”

Secondo Gallo, questo esempio dimostra anche come Obama prediliga raggruppare i concetti a tre alla volta. Il che offre un’ulteriore prova della validità di quella che egli chiama la “regola del 3”. Se si compila un elenco di concetti, è meglio non fornire troppe cose da ricordare. Ne bastano tre, meglio ancora se collocate in ordine ascendente per creare un climax.

Veni, vidi, vici. Giulio Cesare sapeva bene come comporre una “trimembre”.

Gesti e voce

Obama gesture speech

Da tempo si sa che molto della comunicazione passa per il versante non verbale.

Muovendo dalle ricerche di David McNeill, professore dell’Università del Michigan che si è concentrato sullo studio dei gesti delle mani, Gallo ha riscontrato che i bravi oratori utilizzano i gesti delle mani di più rispetto alla media. I gesti, sostiene Gallo, danno chiarezza al pensiero e consolidano la fiducia del pubblico nell’oratore.

Il presidente Obama, come molti altri memorabili speaker, usa le mani per puntellare ogni frase. Ma è un maestro anche nell’arte di modulare la voce e articolare il ritmo. Sa esattamente quando utilizzare il registro dei suoni gravi, quando fermarsi per creare una pausa o generare attesa, quando alzare il tono per sottolineare una frase chiave.

Se conveniamo sul fatto che la comunicazione è questione di contenuti, ma anche di forma, conoscere gli espedienti formali per tenere il discorso perfetto è fondamentale per infondere speranza nel pubblico. Secondo Gallo, infatti, le persone hanno bisogno di qualcosa in cui credere.

“Sia che tu guidi una nazione o un’azienda – conclude – qualcuno sta cercando in te un’ispirazione”.

Aperte le iscrizioni al Corso Online in Digital PR

Le Digital PR non sono più sinonimo di Public Relations, bensì di “People Relations”.

I luoghi della rete dove si aprono maggiori opportunità di business e di comunicazione, non sono più i media “owned”, quelli posseduti, quali il proprio sito aziendale o blog. Lì si trova ciò che dite di voi stessi, e questo non basta più. Si parla invece di media “earned” (guadagnati): social media, blog, forum, siti e portali esterni. Diventa fondamentale per un brand imparare a muoversi in questi spazi, che non gli appartengono, attraverso strategie di relazione utili a raggiungere gli influenti e i potenziali brand ambassador.

Corso Online in Digital PR [ottobre – novembre 2013]

Il Ninja Corso Online in Digital PR ha lo scopo di rendere i partecipanti competenti sulle attività che consentono alla marca di entrare in contatto diretto con utenti e influencer della rete, per dialogare con loro e coinvolgerli in maniera partecipativa, rispondendo alle seguenti domande:

▨ Come attivare una campagna di marketing relazionale?
▨ Chi sono gli influenti del mio brand? Come posso intercettarli?
▨ Come misurare il “buzz” attorno a un argomento e gli effetti di un’azione di Digital PR?
▨ Come prevenire o curare una crisi sui media sociali?

PROGRAMMA

  • Le basi del Marketing Relazionale
  • Il potere del passaparola: WOMM e propagazione virale
  • Come si genera il passaparola? Il Buzz Seeding e la Blog Relation per coinvolgere gli influencer
  • Seeding Strategy: saper impiantare i semi delle conversazioni
  • Intercettare le Community e i potenziali Brand Ambassador
  • Piattaforme di ricerca e analisi degli influencer: Klout, Peerindex, Kred
  • Influencer detection e tipologie di Blog
  • Creare i contenuti: messaggi chiave e email-pitch
  • Buzz Kit: fisico e digitale
  • Give-away, Blog Sponsored Post, Product test, Blogger Day, Blog Trip
  • Metriche di misurazione: quantitative, qualitative, continuative
  • Crisis management: correggere le opinion negative o ri-attivare una campagna che non decolla

Ninja Master | Giovanna Montera

E’ stata tra le prime persone in Italia ad occuparsi di social media marketing e Digital PR, attualmente è Responsabile Marketing della social media company Viralbeat dove gestisce le relazioni con le aziende clienti e i media.

Ha curato analisi di brand reputation e campagne per brand come Louis Vuitton, Heineken, Unilever, Telecom Italia, Chicco, RCS Quotidiani, Acqua Sant’Anna e collabora con il Centro Studi di Etnografia Digitale in attività di ricerca socio-antropologica applicata ai social media.

VANTAGGI DEL CORSO ONLINE

✔ Puoi seguire i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
✔ Question Time in diretta per esporre dubbi e domande e interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
✔ Attestato di partecipazione

SCONTO EARLY BOOKING

Entro il 14 ottobre: 199 €
Dopo il 14 ottobre: 249 €

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

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Lo Start Up Village agli MTV Digital Days [EVENTO]


Gli MTV Days quest’anno sono diventati Digital. Oltre ad essersi trasferiti dal centro di Torino alla scenografica Reggia di Venaria, l’edizione 2013 del festival realizzato da MTV Italia con Regione Piemonte e la Reggia di Venaria Reale ha affiancato alle star musicali un selezionato parterre di startup emergenti. Il 13 e 14 Settembre gli MTV Digital Days alla sera hanno ospitato DJ Set e rap battle (con gli MTV Spit presentati da Max Pezzali), ma il pomeriggio era tutto dedicato al “futuro della musica” con conferenze e spazi espositivi dedicati alle migliori startup musicali italiane

Startup Village del MTV Digital Days

Nello Startup Village, l’area riservata alle start up più creative del momento, erano presenti 17 startup tutte italiane.

Da Torino arriva il team di Amo la Musica il portale che offre un’esperienza musicale completa grazie ai contenuti scritti in crowdsourcing da oltre 40 blogger e alla possibilità di partecipare a festival e concerti con pacchetti viaggio bus+ticket+accommodation.

Sempre piemontese ProxToMe, l’app per condividere contenuti in prossimità attraverso cui è possibile ricevere gratuitamente i contenuti esclusivi registrati durante gli eventi tra cui le rap battle di MTV Spit (downloadare per credere).

Infine sempre dal capoluogo sabaudo arriva Sounday, il portale che racchiude in una singola destinazione online il music business nella sua accezione più ampia: i fan, gli artisti, gli operatori professionali e i brand.

Molto interessanti anche BioBeats e Soundreef. La prima si occupa di Adaptive Media, ovvero tecnologie che rispondono a dati fisiologici. Ad esempio consente di generare musica a partire dal battito del proprio cuore.

Soundreef ha invece l’obiettivo di creare un sistema di gestione dei diritti musicali alternativo alle SIAE e SCF: oltre a rilasciare autorizzazioni per l’utilizzo di musica, recupera e ripartisce royalty per conto di autori, compositori, editori ed etichette.

E poi ancora startup tutte dedicate ai fan di musica come fannabe, l’applicazione dedicata ai fan e ai collezionisti di musica, MixTape FanClub, la raccolta di musicassette virtuale, Soundtracker, l’app social e geolocalizzata di musica in streaming, Stereomood piattaforma di streaming musicale con migliaia di playlist dedicate ai tuoi mood e Volumeet il social network per creare la propria collezione online di tutti i gadget raccolti e conquistare punti per diventare il ‘fan più popolare’.

Sono invece dedicate ai musicisti Afterclaps, l’aggregatore di social network, Dropin, il primo studio di registrazione audio virtuale, EasyGig, lo strumento per la gestione online di trattative commerciali di compravendita di spettacoli, la piattaforma di crowdfunding Musicraiser, SingRing la piattaforma aperta che fornisce lyrics, videoclip, tracce vocali e basi strumentali sincronizzate all cleare, SplitGigs il portale gratuito che aiuta gli artisti emergenti a trovare venues in cui suonare e Spreaker, lo studio di registrazione online.

Le conferenze per geek e startupper

Nella sala conferenze invece si è parlato di tutte le opportunità per avvicinarsi al mondo delle startup, dal Barcamper, il programma di scouting e accelerazione di dPixel che ha lo scopo di individuare, supportare e finanziare startup ad alto impatto, agli Startup Weekend, le maratone di 54 ore per sviluppare idee di business, fino al progetto We (R)Evolution Tour, il primo live tour al mondo che stimola e promuove nuove start up organizzato da Motel Connection e Barcamper .

Infine, ciliegina sulla torta per i veri geek, anche se non direttamente legato al tema startup, Cosplay Power Show, la sfilata dei cosplyer a cura di Games Week condotta da Giorgiacosplay.

TechCrunch Italy: gli 8 finalisti dell’edizione 2013 [EVENTO]

TechCrunch e Populis annunciano gli 8 finalisti ammessi alla Startup Competition di TechCrunch Italy, il principale evento italiano dedicato al digitale e alle startup, che lancerà la sfida finale a Roma il 26 e 27 settembre al MAXXI- Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

I finalisti rappresentano le migliori startup italiane, selezionate tra oltre 200 candidature da un advisory board di esperti di tecnologia, venture capitalist, giornalisti e noti imprenditori dello scenario digital.

I progetti in finale verranno esposti nel corso di diversi pitch durante i due giorni dell’evento: il vincitore del premio del valore di 50.000 € offerti da  Populis verrà annunciato venerdì 27 settembre alle 18.30, durante la cerimonia di chiusura.

 

Le startup in gara nella finalissima di TechCrunch

I nomi dei finalisti sono l’esito di un’accurata selezione in più fasi, che ha individuato la top 8 fra le 34 migliori aziende innovative del Paese. I finalisti della Startup Competition di TechCrunch Italy 2013 saranno:

Aenduo impresa di Healthcare che offre servizi di telemedicina;

Bauzaar  dedicato al mondo degli amanti degli amici a 4 zampe;

Bemyeye  startup di rilevazioni dal territorio in crowdsourcing;

Fluentify.com per migliorare l’inglese con l’aiuto di tutor madrelingua di tutto il mondo;

GiPStech  un sistema di localizzazione indoor che funziona dove il GPS non può arrivare;

Pathflow  utile strumento per creare vere e proprie analytics nel mondo reale;

Sportboom  per organizzare eventi sportivi;

Vivocha  realizza una interazione per lo scambio di dati attraverso l’uso combinato di Voip, chat, video e strumenti di collaborazione.

L’ advisory board  che determinerà il vincitore è davvero stellare:

Paolo Barberis (Fondatore di Dada e Nana Bianca), Roberto Bonanzinga (Balderton), Fausto Boni (360 Capital), Mike Butcher (TechCrunch), Max Ciociola (MusixMatch), Luca De Biase (Nòva 24 – Agenzia Digitale), Mauro del Rio (Buongiorno!), Riccardo Donadon (H Farm), Lorenzo Franchini (Italian Angels For Growth), Massimiliano Magrini (United Ventures), Marco Marinucci (Mind The Bridge), Salvo Mizzi (Working Capital), Mauro Pretolani (TLCom), Massimo Sideri (Corriere della Sera).

 

40.000 euro per la visibilità

Il premio finale, offerto da Populis, consisterà in un fondo di 10.000 € e un pacchetto di visibilità di 40.000 € sulle media properties del Gruppo, fondato da Luca Ascani e Salvatore Esposito, che comprende alcuni tra i siti di news online più visitati in Italia, Germania e Brasile (Blogo, Excite Europe, Blog.de, Cidade Internet, Populis – ex-mokono, etc.).

“I pitch di quest’anno hanno svelato progetti grandiosi: siamo convinti che da questa edizione potrebbe uscire la prossima big idea in grado di trascendere i confini nazionali.” ha commentato Luca Ascani, co-founder di Populis e co-organiser dell’evento. “Le aziende digitali italiane dovrebbero porsi fin da subito un obiettivo, che in alcuni casi resta il limite principale dell’imprenditoria del nostro Paese: pensare in grande e concepire un progetto su scala internazionale fin dal primo giorno. Un tale tipo di approccio è fondamentale per non soccombere ai tempi di internet e il nostro scopo è proprio quello di offrire questo tipo di visione alle aziende emergenti che operano nel digitale, attraverso l’incontro con alcune tra le più affermate Tech Stars mondiali”